lunedì 27 febbraio 2012 32 vostri commenti

100 non più 100

E alla fine siamo arrivati a 100. Una sorta di ruota di Ok il prezzo e giusto, girata più volte, con la folla urlante che fa tifo da stadio Ceeentooo! Ceeentooo! Ceeentooo!
Qualcuno c'è arrivato con le proprie gambe, qualcuno perdendo pezzi, altri arrancando, altri ancora strisciando e qualcuno invece non c'è arrivato del tutto.
Abbiamo assistito a presentazioni in pompa magna, con tanto di lauree sfoderate, proclami di austerity con tanto di lacrime per poi passare subito dopo alle minacce, ai diritti obsoleti che non danno la possibilità al paese di decollare. Con tanti che dicevano "beh si vede già a differenza!"
Ci siamo presi le nostre prediche sul fatto che siamo troppo mammoni, qualcuno in passato troppo papponi, troppo radicati al luogo di nascita, noiosi nel chiedere il posto fisso e sfigati che guadagnano 500euro al mese.
Siamo stati testimoni di incontri in doppio petto in America, in tutta l'Europa con al seguito una sorta di carrozzone delle preghiere di compassione in movimento.
Poi abbiamo atteso i provvedimenti, ci siamo accorti che i destinatari erano sempre gli stessi come negli ultimi 50 anni e ci siamo presi l'ennesima tirata d'orecchie per le nostre perplessità.
Qualcuno che doveva andare in pensione ha messo da parte i suoi programmi.
Chi è proprietario di una casetta normale si è sentito un megaproprietariogalattico e chi ha un lavoro a tempo indeterminato si è sentito sempre più monotono.
Abbiamo visto loro, i partiti, che in 17 anni non hanno saputo mettere le tasse a chi è ospite in questo stato, non sapendo neanche tradurre in legge una disposizione europea, ed esultare poi per un provvedimento richiesto da anni dal popolo.
Ci hanno detto che era per il nostro bene...
Ci hanno detto che rischiavamo il dafault...
Ci hanno detto che eravamo ad un passo dal baratro...
Che la disoccupazione sarebbe aumentata...
E ora?
Leggiamo di uomini e donne che si tolgono la vita perchè non arrivano a fine mese, leggiamo si spese militare folli, leggiamo di tagli alla sanità pubblica, leggiamo di disabili lasciati senza servizi e di anziani che dovranno stare a casa perchè nessuno li può più seguire, leggiamo di articolo 18 da eliminare per il nostro bene, leggiamo che in fondo è colpa nostra se non c'è lavoro perchè non siamo elastici, leggiamo che per aumentare l'occupazione dobbiamo essere licenziabili, leggiamo buste paga ferme da anni, leggiamo che in Grecia (chi ha un lavoro) guadagna più di noi, leggiamo di doppi incarichi dei nostri, leggiamo di una giustizia che nonostante l'Imperatore sia in un cassetto per adesso viene comunque attaccata...
Non leggiamo di lavoro, di rispetto della dignità dell'uomo, non leggiamo di politiche per aiutare i giovani a comprare  case, non leggiamo di provvedimenti contro quelle banche che seppure aiutate dal governo sbattono fuori chi chiede un mutuo, non leggiamo di una politica degli stipendi, non leggiamo di rispetto dell'ambiente.
Non leggiamo, non scegliamo e abbiamo delegato da anni ad altri il nostro diritto dovere di scegliere.

venerdì 24 febbraio 2012 24 vostri commenti

Tema. Domani nella battaglia... vacci tu!

Premessa
Un posto di lavoro, come tanti, potrebbe essere il mio, il vostro o quello di un altro.
Un'assemblea sindacale potrebbe essere la mia, la vostra o quella di un altro.
Un premio di produzione che non viene dato da anni, la mancanza di trasparenza delle decisioni dei dirigenti (che di proclamano di centro sinistra), rapporti conflittuali da tempo col sindacato, possibili licenziamenti in arrivo e un contratto che non viene firmato. Potrebbe essere il mio, il vostro o quello di altri sia chiaro.

Svolgimento
Assemblea sindacale in stile rivoluzione francese.
Presenti pochi su tanti.
"Ah bisogna fare questo"
"Ah bisogna fare quello!"
"Fino ad oggi voi cosa avete fatto?"..."E voi cosa avete fatto?!?"
La crisi di qua, la crisi di là...
"Ora basta dobbiamo fare qualcosa!"
Andiamo dai giornali e poi facciamo una manifestazione.
Tutti d'accordo... pare.

Conclusione
Voto.
Metà a favore.
Quasi metà contro.
1 impegnato col touch dello smartphone.
2 usciti prima di votare.


lunedì 20 febbraio 2012 33 vostri commenti

Esci da questa chiesa!

"Ecco fratelli oggi siamo qui a commentare questo passo del Vangelo e voglio proprio rileggervi questo pezzo della prima lettera di Giovanni. Davvero molto importante fratelli perchè è l'amore verso gli altri che ci deve accompagnare nella vita...Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. EHHMM! Per questo l'amore ha raggiunto in noi EHMMMMMMMMM!  la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; ALLORA PER CORTESIA! perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore SIIILENZIO! non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore. MA BASTA E' IL VANGELO QUESTO! Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: "Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, LA VOLETE FINIRE LAGGIU' è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello...ORA BASTA, NON RIPRENDO LA CELEBRAZIONE FINCHE' NON USCITE!"

Tutto finto tranne il grassetto. 
E coloro che dovevano lasciare la chiesa erano madre e figlio colpevole di aver avuto una crisi epilettica durante la funzione.
Che dire... come in ogni cosa bisogna accertare i fatti prima di giudicare sia chiaro, mi sento però di dire che   a prescindere dal fatto che l'autore delle parole riportate sia un prete, perchè per me, come già sapete, prima di tutto si è persone, uomini, donne e non abiti, cariche o ruoli, stiamo perdendo davvero l'umanità. 
Credo davvero che non ci sia altro da aggiungere.
giovedì 16 febbraio 2012 21 vostri commenti

Quando rimane un minuscolo buco per vedere alcune vite

Ero li indeciso sul da farsi.
Votare per ripescare Gene Simmons che duetta con SuperGigiBros oppure attendere con ansia il prossimo Prisencolinensinainciusol che ci illuminerà su quello che sappiamo già e noi poveri mortali ripetiamo da anni. Oppure attendere ancora un po' per leggere i mega titoloni del dopo, con le critiche delle critiche delle critiche alle critiche. Già decisamente indeciso.
Poi una luce lontana blocca il mio sguardo. Mi risucchia come avvolto dall'Iperspazio con tanto di biglietto all'entrata e pagamento all'uscita. 
Una stanza vuota. Tre porte.
Non si può fare come il Pd bisogna decidere. Allora vado, apro quella di sinistra. Scelta scontata, ma sono de coccio che ci volete fare. Apro... una luce fortissima, un tabellone luminoso da stadio...

...un fascio di luce, le lettere si staccano dal tabellone, cercano di uscire. Chiudo la porta, ma loro spingono. Una L così incazzata mai vista prima. E gli 80 che provano ad uscire da sotto. SLOT! Chiusa.
Lo sguardo passa automaticamente su quella affianco. Passo felpato, molto accorto, la mano che si allunga, la maniglia che va giù. Niente luce per ora. Sbircio, buio e poi TON, BOOM... prima una C sulla testa poi la O la R di nuovo la R  la U e poi di seguito tutto addosso...


...qualche lettera esce dalla porta, riesco a riprenderla infilo tutto dentro e SLOT! Chiusa.
Che fare!
La prossima quella di centro! Od(d)io il centro!
Vado. Mano salda sulla maniglia. Silenzio.
Entro, mi muovo lentamente. Ancora silenzio.
Poi mi accorgo  che in fondo c'è un buco e una luce che filtra. 
Mi accosto e guardo...


...la vita.
Vera.
lunedì 13 febbraio 2012 34 vostri commenti

E' successo ancora

E' successo di nuovo.
Anzi sono successe due cose di nuovo. 
Un uomo senza tessera, non iscritto ad un partito, indipendente poi sostenuto da Sel, Marco Doria, ha vinto le primarie nella mia città, Genova.
La seconda cosa? Beh logicamente il Pd che continua a non capire la gente. Continua ad appoggiare candidati perdenti. Chiuso nelle suo logiche di poltrone da assegnare a chi ne ha già una. Un Pd che continua a perdere, che prima molla il sindaco uscente Marta Vincenzi e poi presenta alle primarie un'altra candidata, la senatrice Pinotti.
Una doppia sconfitta per il partito democratico che viene battuta dal 46% di Marco Doria e dalla Vincenzi che supera il candidato di partito. Sapete tutti cosa è successo qualche mese fa a Genova e sapete quanto il sindaco sia stato nell'occhio del ciclone per il disastro dell'alluvione. Nonostante tutto i potere forti del pd escono sconfitti da un professore non iscritto e da un sindaco perdente già in partenza.
La gioia è tanta ora. Le speranze che Milano ci aveva dato sono tornate a splendere anche qui sotto la lanterna e ancora una volta hanno mostrato tutte i difetti di una classe dirigente del partito democratico che come l'omino delle Duracell continua a sbattere la testa contro il muro, presentando candidati impresentabili e completamente lontani dalla gente, proponendo alleanze sempre più al centro con deviazioni anche a destra, storcendo il naso quando si parla di sinistra vera. Insomma riassumendo quella che è stata finora la storia del pds-pd.
La gente di Genova ha scelto e nessuno tocchi questo risultato. Ora la mia paura è che questi personaggi, che già ieri sera si dicevano dubbiosi sul futuro di Doria, puntino su un altro candidato, nel segreto dell'urna, come l'ex pdl ora lista civica Enrico Musso, tirando fuori un rigurgito da vecchia democrazia cristiana.
I popoli, e non solo quelli italiani, sono stufi di sentire politici che indicano provvedimenti neo liberisti come unica strada. Le persone hanno voglia di sinistra, hanno voglia di donne e uomini che ascoltino i loro problemi, che li prendano in considerazione e provino almeno a risolverli. 
Il resto è solo classe dirigente che non va bene neanche per il riciclo. 
venerdì 10 febbraio 2012 17 vostri commenti

Un allarme bomba macchiato e in tazza grande

Lo premetto, era un falso allarme bomba. Quindi tutto a posto.
Ma guardate un po' cosa c'era scritto su uno dei  giornali della mia città, oltre alla descrizione dell'intervento delle forze dell'ordine e all'evacuazione del palazzo in questione....

...signore e signori il BAR ACCANTO!!!!
Semplicemente meravigliosi, unici.
Ora il casi sono due o chi ha scritto lo stava facendo con tanto di cappuccino e brioche appoggiato al bancone del bar, oppure credo si debbano rivedere molte cose sugli interventi di prevenzione ed emergenze nel nostro paese.

OGNI RIFERIMENTO A PERSONE E FATTI ACCADUTI NEGLI ULTIMI GIORNI, IN TUTTA ITALIA,  NON E' ASSOLUTAMENTE CASUALE.
giovedì 9 febbraio 2012 17 vostri commenti

"Qui giace come virgola antiquata l'autrice di qualche poesia"

Quando muore un poeta o una poetessa perdiamo un sostegno, perdiamo un pezzo delle nostre fondamenta. Quelle che stanno chilometri sottoterra, quelle che non vediamo, che non conosciamo e che a volte semplicemente non vogliamo vedere.
Questi strani personaggi che scrivono in versi, ci hanno detto tanto, a volte sia chiaro ci provano e non ci riescono, ma lo fanno e l'hanno fatto.
A scuola molti ce li hanno fatti odiare perché DOVEVI solo impararli a memoria e poi chissenefrega del contenuto, perché alle feste DOVEVI salire sulle sedie e dire la poesia, perché nelle grandi occasioni del lavoro magari il papà portava come esempio la figlia o il figlio che DOVEVA recitare.
La poesia ci apre gli occhi, ci mostra porte invisibili all'occhio umano pratico, ci insegna percorsi che mai avremmo pensato di fare, ci conduce nelle prime scritture giovanili, adolescenziali dove di solito abbiamo descritto passioni e delusioni che ci sembravano uniche. L'abbiamo anche odiata certo! Poi si cresce e rimane uno spazio intimo, nostro, dove rifugiarsi come una baita vista in lontananza durante una bufera in montagna.
Il 2 febbraio scorso purtroppo ha lasciato questo mondo una poetessa che ho conosciuto da poco, Wislawa Szymborska, che parlava del poeta come di un "essere semiclandestino, inafferrabile, e proprio per questo, forse, insostituibile".
Una donna che in silenzio ha scritto capolavori all'apparenza semplici che portano ad una riflessione che altri versi non riusciranno ad eguagliare toccando emozioni quotidiane e personali.
Una donna che in eguale silenzio ritirò nel 1996 il premio Nobel per la letteratura.
Qui sotto ho messo alcune sue poesie. La prima fotografa meravigliosamente la situazione del lavoro al nostro tempo, la seconda sul concetto di poesia dove troviamo uno dei suoi tanti "non so" e la terza... beh... si commenta da sola.


Scrivere il curriculum

Cos'è necessario?
E necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.


A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.


È d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.


Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.


Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.


Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.


Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.


Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


Ad alcuni piace la poesia

Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille.


Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.


La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.


EPITAFFIO

Qui giace come virgola antiquata
l'autrice di qualche poesia. La terra l'ha degnata
dell'eterno riposo, sebbene la defunta
dai gruppi letterari stesse ben distante.
E anche sulla tomba di meglio non c'è niente
di queste poche rime, d'un gufo e la bardana.
Estrai dalla borsa il tuo personal, passante,
e sulla sorte di Szymborska medita un istante.


A tutti i poeti del mondo e a chi non sa ancora di esserlo.
martedì 7 febbraio 2012 21 vostri commenti

Che poi nel loro piccolo le formiche non si incazzano mai

Ricordo ancora quelle sere in cui mi madre mi raccontava storie. A volte lo faceva liberamente a volte con un libro. E' come se lo avessi ancora davanti oggi, copertina dura, fogli patinati, colori, poche parole e tanti disegni. 
Una in particolare mi è rimasta impressa, l'avrò ascoltata più volte, chissà forse perché in quelle parole c'era già dell'insegnamento o forse era una preparazione alla futura esistenza.
La cicala e la formica. Già!
La prima che canta si diverte, si fa i fatti suoi e pensa solo a sé stessa, mentre l'altra lavora tutto il giorno per il domani... poi sappiamo tutti come finisce.
Insomma, la realtà della vita quotidiana contro chi invece sta in un'altra dimensione.
Quello che sta succedendo nel nostro paese, e nel mondo lasciatemelo dire, è un po' riassunto in questa storia. Da troppo tempo esistono due mondi completamente opposti, divisi, che viaggiano su due lunghezze d'onda. 
Abbiamo visto cicale ballerine come Bolle parlare di degrado delle città perchè ha visto (per la prima volta!) delle formiche clochard "accampate" davanti al teatro San Carlo di Napoli. E' inorridito il poverino d'altra parte nessuno lo aveva avvertito dell'esistenza della malattia della povertà.
Ogni giorno commentiamo una frase dell'elite dei ministri cicala. Prima la pantomima del pianto della cicala, poi tre minuti dopo la "lezione di vita" sul fatto che bisogna smetterla di pensare al posto fisso che è anacronistico e che tutte le formiche devono essere elastiche, soprattutto per quanto riguarda gli stipendi... verso il basso.
Poi un'altra cicala si unisce al gruppo sotto le spoglie di presidente del consiglio. Con la sua esperienza di uomo dei divertimenti ci spiega che noi formiche non dobbiamo pensare ad un solo posto, che in fondo è noioso troppo noioso per noi e che solo lui ci può fare luce sulla via della felicità... precaria.
Ma il coro è aperto e quindi si unisce la terza cicala che ieri ha voluto far sapere a tutte le formiche che cercano lavoro di tagliare il cordone ombelicale dalla mamma che fare qualche passo in più ci potrà solo far bene che più avanti in fondo il lavoro c'è.
Altri mondi insomma, altre dimensioni che vanno dalla politica allo sport dove una città intera di formiche (ma si potrebbero fare altri esempi sia chiaro) é sull'orlo di una crisi di nervi perché un calciatore non firma. Poi la la decisione viene presa e il fatto che la cicala guadagnerà 5milioni e mezzo a stagione non interessa a nessuno.
Insomma, tutto è stato stravolto.
Il freddo è arrivato ma al caldo c'è la cicala, con tanto di chitarra, minestra, escort nel tinello e parabola Sky.
Fuori è rimasta la formica a spalare la neve.
lunedì 6 febbraio 2012 19 vostri commenti

Morire in un paese che non ti ascolta

Chi ha avuto a che fare con queste cose capirà ancora di più.
Carte, contro carte, certificati, uffici, funzionari, code, tesserini, richieste assurde, chiamate, controlli, indifferenza, incomprensioni, muri muri e ancora muri, soldi che mancano.
Un uomo malato di SLA. 
Un uomo che è mancato il 28 gennaio scorso, mentre stava ancora aspettando la risposta da parte della ASL 3 di Genova per la sua invalidità.
17 mesi per sapere se aveva diritto o meno a qualcosa... 17 mesi si silenzi... 17 mesi per ottenere un aggravamento... di porte chiuse.
Nel giugno 2010 a Pasquale viene diagnosticata la Sla, a luglio parte la richiesta.
Il 13 ottobre 2010 viene convocato per la prima visita per accertamento di invalidità e handicap, e siccome la commissione (tutte) valuta il momento vedendo che l'uomo cammina ancora ed è autonomo boccia la richiesta.
Naturalmente la risposta non arriva subito ma 7 mesi dopo, accogliendo solo l'invalidità a fini assistenziali. Niente 104!
Pasquale si aggrava, parte la richiesta di aggravamento, è il 16 giugno 2011.
A dicembre le condizioni sono ancora più gravi, viene assistito dalla Gigi Ghirotti, gli viene prescritto l'uso della macchina della tosse (la Pegaso) a causa dell'l’aumento delle secrezioni tracheo-bronchiali.
La Asl 3 di Genova non passa questo ausilio salva vita!
7 mesi dopo la visita arriva la risposta dell'Inps, accolto l'accompagnamento ma non l'handicap e niente 104... la figlia deve prendere permessi e ferie per assistere il padre.
Il 28 gennaio 2012 Pasquale muore.
Questo non è un paese. Qui oltre a non curarti ti fanno sentire di troppo, di fanno capire che dai fastidio, ti voltano le spalle e chiudono le porte. Nel frattempo di spendono soldi per i poteri forti e si tralasciano quei servizi che stanno alla base di un civiltà.
Tutto questo nel totale silenzio.
venerdì 3 febbraio 2012 19 vostri commenti

Pensieri uccisi due volte

Ci sono notizie davvero difficili da commentare, difficili da capire e soprattutto da accettare. 
Proprio ieri ancora una volta ci siamo trovati di fronte una decisione di una corte che sinceramente lascia senza parole, con tanta rabbia in corpo e una profonda tristezza d'animo.
Usano parole come "interpretazione estensiva" per far fare passi indietro ad un paese che non riesce ad andare avanti, e lo fanno su un argomento terribile come lo stupro di gruppo.
Credetemi faccio davvero fatica a scrivere, perchè non riesco a pensare ad un orrore tale. Il pensiero ora va a tutte quelle donne che con questo provvedimento si sentono doppiamente colpite, prima da un atto vile e meschino e poi da una legge che tratta la cosa con i "ma però" e a coloro che ora avranno sempre più paura di denunciare. 
Sia chiaro non sono un giustizialista e credo fermamente nella legge, nel diritto e nelle garanzie per un accusato che devono essere alla base di una democrazia, ma oggi, davvero, mi domando perché un'istituzione come la cassazione,  che dovrebbe essere al servizio del cittadino per il pieno rispetto della legge,  debba arrivare a fare dei distinguo del genere, debba arrivare ad insultare le vittime di uno stupro, debba arrivare a far sentire sole queste persone ancora una volta. 
Parlano di "uguaglianza davanti alla legge", di "libertà personale" e di "funzione della pena", qualcuno vede qualche riferimento a chi subisce questo crimine? 
Uguaglianza, libertà, pena... E l'uguaglianza della vittime? E la loro libertà rubata? E la pena che hanno dovuto subire e che si porteranno dietro?
Era il 1988, avevo 13 anni e ricordo ancora la prima volta che ascoltai la canzone di Barbarossa a Sanremo quell'anno...

chissà chi era cosa voleva
perchè ha ucciso i miei pensieri
chissà se un giorno potrò scordare
e ritornare quella di ieri

...ricordo ancora i brividi provati.
24 anni dopo sappiamo chi sono ma continuiamo  a non capire perché giorno dopo giorno uccidono i pensieri della persone, ora anche per legge.
giovedì 2 febbraio 2012 23 vostri commenti

Facciamo così... ripartiamo da zero e ogni mattina decidiamo che lavoro fare. Anche voi però!

Mi immagino l'indignazione.
Si posso solo far questo perché a son di sentire che ora va tutto bene, che i tempi sono cambiati forse qualcuno lo crede davvero. Mi immagino anche cosa sarebbe successo se una frase del genere l'avesse detta "il miglior politico degli ultimi 150 anni" (anzi sicuramente l'aveva già detta anche lui).  
Allora viene il giorno in cui il presidente del consiglio non eletto dal popolo italiano, dopo aver aiutato con i suoi provvedimenti gli amici delle banche, dopo aver aggiunto spese in più per ogni famiglia, dopo aver guardato il dato della disoccupazione giovanile al 31%, dopo aver promesso provvedimenti sul lavoro ma solo per eliminare l'articolo 18... si degna di parlare di precariato.
Finalmente qualcuno dirà! 
Lo fa al vecchio modo però, quello che abbiamo potuto ascoltare per 17 anni sotto l'imperatore di villa Certosa, sotto forma di presa per il culo. Già  perché dall'alto dei suoi mille incarichi e altrettanti conflitti di interessi parla di "monotonia del posto fisso". Volete mettere con un bel periodo di prova prolungato dove magari se fai qualche scioperetto non vieni riconfermato, volete mettere con l'ansia provocata dal "domani chissà lavorerò", volete mettere con la sana esperienza delle banche che non ti danno un mutuo perché sei un precario. 
Effettivamente programmare la propria vita è davvero monotono, fossi nel presidente del consiglio non eletto dal popolo proporrei un ritorno alle "chiamate". Azzeriamo i posti di lavoro, ci si sveglia la mattina non sapendo cosa si va a fare, ci si presenta davanti ai cancelli per essere scelti... 

"ciao cara"
"ciao caro"
"ci vediamo stasera, non so a che ora, sai oggi provo a fare il minatore"
"oh bravo amore, io oggi provo a fare il vigile, così magari mi vendico di quello di ieri che mi ha dato una multa per divieto"
"quanto è sana la precarietà amore"
"vero, ah dimenticavo, a pranzo mi vedo col mio nuovo amante"
"bene amore, anche io con la mia volevo dirtelo"
"abbiamo fatto bene a portare la precarietà anche nel nostro rapporto"
"la monotonia ci stava uccidendo"

Che altro aggiungere. Non ho mai amato questo governo, come quello di prima come sapete, ribadisco ora come non mai il mio pensiero. Il Pd, se esiste sia chiaro, deve sfiduciarlo, fargli togliere la residenza da palazzo Chigi e andare alla urne, perché finora abbiamo assistito solo alle classiche prese per il culo italiane, spettatori di una politica che parla solo di lavoro per dare bastonate a chi ce l'ha o fare ramanzine a chi vorrebbe un minimo di stabilità nella propria vita, una politica che aiuta solo le banche, che hanno preso soldi dall'Europa all'1% di interesse e che invece hanno chiuso i rubinetti per la gente normale.
il "professore" vada a lavorare in catena di montaggio per 1 mese, poi passi a fare cassa in un supermercato serale, poi un bel turno da autista, poi un po' di cassaintegrazione che fa solo bene, poi un periodo da negoziante con l'obbligo di aprire sempre, poi un bel periodo sui treni magari fermi e d'inverno, poi un po' di falò davanti ai cancelli della Fincantieri, qualche bel rifiuto perché iscritto alla Fiom, 5 minuti all'altoforno, un mesetto come venditore porta a porta di folletto e uno nella distribuzione dei volantini.
La monotonia sta al potere e di solito è anche molto cara.

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