martedì 31 dicembre 2013 9 vostri commenti

Che il caso incominci a trattare bene voi e me e tutti gli altri

"Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?"
(Giacomo LeopardiDialogo di un Venditore d’almanacchi e di un Passeggere, in Operette morali)

Davvero una bella domanda direte voi, e lo dico anche io. La risposta non la sappiamo e non credo possa servire fermarsi a pensare. La vita la si deve vivere, cercando di gustare totalmente ciò che si prova in questo istante, provando a stare vicino il più possibile alle persone giuste, quelle con cui i momenti si condividono volentieri e che non dovrebbero finire mai. 
Non dimenticare il passato, mai, ricordarlo, sempre, tenerlo stretto e quando si ha l'occasione condividerlo con gli altri, come abbiamo sempre fatto noi in famiglia.
Lo sguardo però rivolto al futuro, per molti purtroppo non così chiaro per non dire altro a causa dell'inconsistenza della politica e anche del menefreghismo di chi non si interessa, di chi delega e di chi non lotta.
Quindi, come dice Leopardi, speriamo che il caso incominci a trattar bene nell'anno nuovo anche chi solitamente sta nell'ombra oscurato da quelli spesso spiccano il volo non certo per meriti.
Buon anno amici miei e come spesso abbiamo detto... restiamo umani.
giovedì 19 dicembre 2013 17 vostri commenti

Epilogo italiano

E' un tipico epilogo italiano quello mostrato dal movimento dei forconi. Il "tutti a casa" ormai di moda gridato in piazza, assenza totale di proposte, momenti di fascismo che hanno turbato le nostre città, persone in piazza senza neanche sapere il motivo e alcuni movimenti politici pronti a salire sul carro della protesta.
In più, otre al solito copione, abbiamo assistito a qualcosa di interessante. La piazza che vuole mandare via tutti compresi i grillini, a detta dei forconi ormai troppo incastrati nei meccanismi del parlamento.
Un messaggio che non si dovrebbe sottovalutare perché a pensarci bene continuando a dire che tutti fanno schifo si fa presto a passare dalla parte della casta.
Nella speranza che prima o poi ci si decida a parlare di lavoro, contratti, diritti, stipendi, istruzione e sanità aspettiamoci qualche altro movimento che vuol mandare tutti a casa, fino al momento in cui ne rimarrà solo uno ad inveire davanti ad uno specchio.
martedì 10 dicembre 2013 14 vostri commenti

Forse è meglio riflettere

Credo sia arrivato davvero il momento di preoccuparsi.
La deriva che questo paese sta prendendo ricorda molto i momenti bui degli anni 60-70. Oggi abbiamo l'ex partito comunista italiano che si è spogliato definitivamente di ciò che rimaneva di sinistra con un segretario democristiano, un parlamento largamente composto da personaggi legati ad un pregiudicato, parecchi fascisti ed una notevole quantità di populisti. Un comico che urla che fanno tutti schifo a prescindere, un centro sinistra che ha messo nel cassetto tematiche come lavoro e diritti, un senato e una camera eletti con una legge incostituzionale.
In questi giorni in alcune città stanno sfilando cortei  appoggiati dal movimento dei forconi, probabilmente al loro interno ci saranno anche persone spinte dalla voglia di manifestare il dissenso verso la classe politica, ma i contatti con la destra estrema e non solo fanno paura. Qualcuno potrà dire che a sinistra si vuole l'esclusiva della protesta, da parte mia  vorrei vedere una protesta con un obiettivo e non contro tutto e il contrario di tutto, perché ciò, leggendo la storia, sappiamo dove porta.
Questo, oltre al costante distacco del mondo politico rispetto alla società, è anche il risultato del "tutti in piazza contro tutti e tutto", del continuare a dire che gli ideali non esistono più. Ieri a Genova c'erano striscioni anche contro i sindacati, sarei un ipocrita se dicessi che il sindacato è un'isola felice, anzi,  ma mi domando quando sui nostri posti di lavoro i colleghi hanno problemi con le aziende chi andrà a parlare e difendere il lavoratore? Ci andrà Grillo magari tramite webcam dalla sua villa di Sant'Ilario? Ci andrà Casaleggio? Ci andrà qualcuno di quelli che dice che tutti fanno schifo?
Perché se tutti fanno schifo anche io lo faccio, perché sono un delegato sindacale, quindi per ciò che sostengono loro faccio parte del sistema, quindi della casta. Se tutti fanno schifo lo fa anche un mio caro amico che per anni ha fatto il consigliere di circoscrizione rimettendoci dei soldi per risolvere alcuni problemi della sua comunità.
Credo che si debba riflettere perché continuando a dire tutti a casa alla fine ci si può trovare in piazza vicino a qualcuno col braccio alzato, senza il pugno chiuso che chiaramente si può non condividere, ma con la mano tesa.

lunedì 9 dicembre 2013 10 vostri commenti

Addio


Il titolo è sbagliato, perché l'addio alla sinistra lo abbiamo dato ormai da anni. Questo però credo sia un saluto definitivo e magari per qualcuno potrebbe anche essere un sollievo. Perché oggi viene in mente il menù degli orrori che che il Pds-Ds-Pd ci ha proposto, arrivando alla fine con un digestivo patinato in stile berlusconiano con tanto di foto di famiglia sulla scrivania. Stiamo assistendo all'ufficializzazione di quello che sapevamo già... il Pd non è mai stato di sinistra.
Viviamo in un paese che prima di votare, elezioni o primarie che siano, gioca a fare il rivoluzionario, dove prima di mettere la croce sulla scheda si dichiara di avere voglia di sinistra ma una volta dentro alla cabina elettorale si cade sempre in braccio all'uomo forte o al democristiano di turno.
Ora Civati esca da quel partito, dove non doveva nemmeno stare, cerchi di mettere insieme un movimento di Sinistra con i soggetti che in questi mesi hanno risvegliato una coscienza politica, come Landini e Rodotà. Altrimenti diventerà come tutti quelli che ci hanno provato, sapendo di perdere, per rimanere poi al caldo del partito.
Adesso il paese orfano di un pupazzo impomatato appena decaduto ha trovato finalmente un nuovo sostituto. Uno che nel 2011 ha detto di stare con Marchionne, quello che ha distrutto la contrattazione nazionale dei lavoratori, che sorrideva in una foto con De Mita e che ieri durante il primo intervento ha tenuto a precisare che in fondo le manifestazioni poi non sono così importanti.
In momenti come questo viene da pensare a quanto consenso la sinistra ha buttato via in questi anni, lasciando ad altri le lotte da fare, viene da pensare a chi l'ha costruita, a gente come mio nonno che si faceva fotografare fiero con altri suo compagni, veri, del partito socialista, a mio padre in tuta blu all'uscita delle fabbriche, alle piazze piene e a Berlinguer.
Saremo nostalgici, vecchi, utopisti e sorpassati, ma almeno siamo veri e fermi nelle nostre posizioni, mentre altri si spostano a seconda del vento che tira.
venerdì 6 dicembre 2013 10 vostri commenti

Invictus per sempre


Da oggi in poi questa terra sarà più sola perché ha perso un uomo, un simbolo, una persona che con la sua esistenza, tramite le sue parole e le sue azioni, ci ha insegnato cosa vuol dire lottare per ottenere e raggiungere un sogno.
Mandela è stato 27 anni in prigione continuando a gridare la parola libertà non solo per lui, per tutti, anche per gli stessi carcerieri. Da uomo libero poi ha comandato il suo paese senza vendetta, tendendo la mano a coloro che prima avevano negato dei diritti civili basilari.

"Non c'è nessuna strada facile per la libertà"

Oggi sentiremo dichiarazioni da parte dei politici di tutto il mondo, parole che si perderanno come sempre se non verranno seguite da azioni in linea col pensiero di Mandela. La cosa più triste è che sappiamo già che queste azioni non ci saranno, non le vedremo. Allora sta a noi nella nostra quotidianità comportarci e vivere come diceva Madiba, ricordando alcune delle sue parole...

"L'educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all'educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall'altra..."


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