martedì 31 marzo 2015 19 vostri commenti

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Ha ragione lui... "Indignarsi non basta" sarebbe l'ora di fare qualcosa... di sinistra.
Altri tempi, altri uomini... ora abbiamo quelli che tweettano.

lunedì 30 marzo 2015 50 vostri commenti

I minuti più brutti

Puri attimi di terrore.
Questa è stata la nostra domenica mattina.
Svegliarsi sentendo la propria compagna gridare aiuto, andare di corsa in sala, vedere tirare su la bimba rigida e con gli occhi sbarrati... cercare di connettere... vedere la prontezza della propria compagna che gira la bimba per fare la manovra di Heimlich... ripetuta due volte.... telefonare al 118 (mi veniva da fare il 113) e nel frattempo pensare che non è possibile... toccare quei pugnetti chiusi sperando di vederli aperti... e poi all'ennesimo colpetto vedere uscire dalla bocca un po' di schiumetta subito dopo il solito sorriso come se non fosse successo niente.
Guardare la propria compagna e amarla sempre di più.
Tutto questo dopo dei lavaggi nasali che sembrano aver provocato questa reazione di soffocamento. 
Poi all'ospedale lo show... sorrisi sdentati a tutti i medici che non smettevano di giocarci, e noi chiaramente con un infarto in corso. Hanno parlato di possibile spasmo affettivo, sostanzialmente perché la bimba si sarebbe trovata paura.
Anche questo vuol dire essere genitori.
Ora posso dire di saper rispondere alla domanda... Quali sono stati i minuti più brutti della tua vita?
Ne avrei fatto davvero a meno.
venerdì 27 marzo 2015 41 vostri commenti

Famiglie vergognose

Ci sono persone, francamente faccio anche fatica a chiamarle in questa maniera, che non hanno il senso del limite, aprono bocca solamente per apparire, per fare notizia. Gente che non collega il cervello, sempre che sia presente e che si lascia andare a dichiarazioni del genere...

...altri, guarda caso della stessa famiglia (e mi vengono i brividi), a capo di quotidiani imbarazzanti che pubblicano titoli del genere...


...ma la cosa che mi fa rabbrividire è che ci sono sicuramente troppi italiani che avrebbero scritto, e magari lo hanno fatto, lo stesso Tweet e che comprano con immenso orgoglio quella cosa di carta chiamata Giornale con titoli che non rispettano nemmeno le vittime di entrambe le tragedie.
Immenso schifo.
mercoledì 25 marzo 2015 20 vostri commenti

Vite spezzate

Si muore ogni giorno e in ogni parte del mondo, lo so.
Ci sono dei fatti però che colpiscono. Delle vite che vengono portate via all'improvviso che ci fanno venire i brividi.
Pochi attimi e si passa da progetti, speranze e risate alla paura, al panico e  purtroppo al nulla o per chi crede alla vita eterna.
La tragedia dell'aereo della Germanwings è una di quelle notizie che fanno scuotere la testa, che portano a pensare alle vite spezzate degli studenti tedeschi di 15 anni e dei loro insegnanti, degli sposini in viaggio di nozze, della cantante in viaggio col marito e il bimbo neonato, della nonna con figlia e nipotina, dell'imprenditore e del sindacalista fianco a fianco, dell'infermiera pensionata assieme al figlio volontario per un'associazione per i diritti dei gay, dei piloti, delle hostess, di tutti.
Attimi, momenti e decisioni prese all'ultimo minuto che salvano la vita, come alla squadra di calcio del Dalkurd Borlänge, militante nella divisione 1 svedese, che all'ultimo minuto non sale sull'aereo per la troppa attesa della coincidenza.
Un pensiero a tutti loro.
lunedì 23 marzo 2015 34 vostri commenti

Pezzi 'e core!


Non si tratta di imbianchini, nemmeno di muratori. Non sono neanche ballerini di una coreografia di Ezralow.
Sono padri di famiglia.
Cosa fanno?
Si arrampicano sui muri della scuola Vidya Niketan, in Manhar, nello stato indiano di Bihar, per suggerire ai propri figli durante gli esami, arrivando così alla promozione e anche al premio in soldi promesso, pare, ai più bravi.
Si diceva una volta... "I figli... so' pezzi 'e core".
Quindi il vizio alla "Lupi" non è solamente un'esclusiva italiana.
Ma il limite?
giovedì 19 marzo 2015 9 vostri commenti

Il ritorno del padre

"Il padre che manca alla nostra società, l’autorità simbolica del padre ha perso peso, si è eclissata, è irreversibilmente tramontata. La difficoltà dei padri a sostenere la propria funzione educativa e il conflitto tra le generazioni che ne deriva sono noti da tempo e non solo agli psicoanalisti. I padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di giochi dei loro figli."
Massimo Recalcati,  Il complesso di Telemaco  

Cosa resta dei padri di una volta?
Proprio oggi pongo questa domanda. Io lo sono da poco e dovrò confrontarmi con i problemi della paternità fra qualche mese... anno.
Lo si dice spesso, i tempi sono cambiati, molte volte vedo padri che sembrano essere più amici che papà. Una specie di fratellone con figli che molte volte riescono ad averla vinta facile.
Siamo ricattabili ormai?
In questa era in cui per forza,  a parte chi ha stipendi d'oro, si deve lavorare in due in una famiglia, quanto tempo passiamo alla fine con i nostri figli? Nonostante questo possiamo interpretate la figura del padre come l'hanno fatto i nostri genitori oppure ci si deve arrendere?
Credo fermamente che il futuro della società dipenda molto da questa scelta, sono convinto purtroppo che la figura del padre in questi ultimi anni sia mancata e continui a farlo. 
Faccio un'esempio.... una volta se una cosa andava male a scuola la colpa era nostra, oggi per molti genitori (non solo il padre) il primo colpevole è l'insegnate o l'istruttore di turno.
Non sto esaltando la figura del "padre padrone", del papà musone, severo in ogni situazione, ma sto pensando all'esempio che io e mio fratello abbiamo avuto dal mio. Un uomo che nonostante i turni massacranti in fabbrica ha sempre trovato il tempo da dedicare ai suoi figli, severo quando serviva, che ha saputo trasmetterci la cultura del lavoro, l'onestà e l'altruismo.
Guardandomi in giro, eccezioni a parte,  tremo...

"Se gli uomini potessero scegliere ogni cosa da soli,
per prima cosa vorrei il ritorno del padre."
Odissea


giovedì 12 marzo 2015 34 vostri commenti

Mi fido di te

"Abbiamo cercato di fare cultura: abbiamo tolto gli orologi e abbiamo detto alle persone: “organizzatevi per lavorare al meglio” sia per organizzare al meglio l’attività lavorativa sia per conciliare vita/lavoro (flessibilità di orario / lavoro da casa) Se una persona segue un progetto con gli States è meglio che inizi a lavorare alle 12 e chiuda alle 20, se lavora con la Cina o il Giappone è meglio che inizi alle 4 e vada a casa alle 12.00.
Ognuno lo sa e si organizza. Se chi deve preparare una relazione alla fine di un progetto si trova meglio a farlo da casa o in uno dei giardini dell’ azienda anziché in ufficio, è autonomia delle persone. Alla fine del mese le persone auto certificano ciò che hanno fatto durante il mese. Abbiamo un foglio precompilato con 8 ore lavorate per ogni giorno lavorativo. Le persone possono lasciarlo così o inserire le variazioni. (lavoro da casa, in remoto o da ufficio) e vengono pagate esattamente come se avessero lavorato in ufficio. Una volta compilato viene approvato dal manager per la busta paga."

Parole di Gianmaurizio Cazzaroli, ingegnere e manager della Tetra Pak, in un intervista a Wired di questo mese. Non stiamo parlando della Silicon Valley ma di Modena, Italia. 
Organizzazione del lavoro basata sulla fiducia nei dipendenti e non sul controllo.
Altro che telecamere di marca Renzi-Marchionne.
Logicamente ogni lavoro è particolare e ha le sue esigenze, ma il futuro potrebbe passare da qui?
venerdì 6 marzo 2015 28 vostri commenti

Senza età

L'amore è quello che ti travolge quando per la prima volta senti battere il cuore per la compagna alle medie, quel primo bacio un po' maldestro dato davanti al portone di un palazzo, con i compagni di classe che sghignazzano.
E' quello che ti fa piangere la prima volta per quella ragazza che per tanti anni hai inseguito, che prima ti illude di voler stare con te e poi ti lascia la mattina dopo. La sensazione è quella di non potercela fare ad andare avanti. Poi scopri che si può fare.
E' quello che viene coltivato insieme per anni e poi sboccia in un matrimonio che per qualche ragione finisce presto.
E' quello che inaspettatamente ti attraversa quando meno te lo aspetti, quando la vita sembra tutta sbagliata e ti fa ritrovare una persona che ti sembra di aver sempre amato e tutte le mattine sei felice di vederla al tuo fianco.
E' quello per una figlia che con i suoi sette mesi ti parla con gli occhi e  ogni mattina prova a strapparti il naso.
E' quello per i propri genitori, ora nonni, sempre pronti a farsi in quattro.
L'amore è anche quello che ho visto ieri uscendo dal lavoro. Due ospiti anziani dell'istituto che si guardano negli occhi in cima alle scale, come se attorno ci fosse ancora una scuola o un parco, lo sguardo di uno che si perde in quello dell'altra, due parole sussurrate e poi un bacio.
Senza età.
martedì 3 marzo 2015 27 vostri commenti

Altre merende


Con quella canzone ci sono cresciuto. Francamente non saprei direi cosa sono realmente i Barbapapà ma mi hanno sempre divertito.
Pensate che meraviglia potersi trasformare in ciò che vogliamo, subito al momento... abbiamo bisogno di un tavolo? Fatto! Abbiamo bisogno di una moto? Fatto!
Una risposta al consumismo sfrenato insomma.
Purtroppo qualche giorno fa è mancato l'inventore dei Barbapapà, Talus Taylor. Confesso che pensavo non fosse più con noi da un po'. Proprio ieri su un canale per bambini li ho ritrovati... barbamamma, barbabella e tutti gli altri.
Così sono tornato un po' indietro nel tempo. Alle merende con la focaccia da pucciare nel latte e cioccolata, io e mio fratello, sguardo sui cartoni animati delle quattro e mezza. Una pausa tra un libro e l'altro oppure tra un gioco inventato o una gara con le macchinine.
Sarà un luogo comune ma i nostri cartoni erano più belli... anche le nostre merende.

lunedì 2 marzo 2015 15 vostri commenti

Curriculum Horribilis

Lo abbiamo detto tante volte, Genova non dimenticherà mai quei giorni del G8 in cui sembrava di essere in Argentina al tempo della dittatura. Quello che è successo è stato consegnato alla storia, immagini vergognose per un paese che dice di essere una democrazia.
Una ferita che non smette di sanguinare visto che i maggiori interpreti di quell'orrendo copione sono stati  risparmiati dalla giustizia e in molti casi addirittura promossi.
In questi giorni si è aggiunta un'altra ferita. Giacomo Toccafondi, coordinatore dei servizi sanitari della caserma di Bolzaneto durante il G8, accusato di avere torturato i ragazzi detenuti, tornerà tranquillamente ad esercitare la professione di medico a partire dal prossimo ottobre grazie ai suoi amici dell'ordine che non lo hanno radiato dall'Albo sospendendolo solamente per 6 mesi.
6 mesi!
Salvato prima dalla prescrizione e ora dagli amici...

«vittime in balia dei capricci di aguzzini, trascinate, umiliate, percosse, spesso già ferite, atterrite, infreddolite, affamate, assetate, sfinite dalla mancanza di sonno, preda dell’arbitrio aggressivo e violento»... «stare in piedi contro il muro, la sottoposizione a rumore, privazione del sonno, del cibo e delle bevande»...«picchiati, insultati, denudati e derisi, feriti e abbandonati in pozze di piscio, vomito e sangue... Alcune ragazze furono costrette a stazionare nude in presenza di uomini, oltre il tempo necessario, sottoposte a umiliazione fisica e morale».

Va così in questo paese, certe cose fanno curriculum

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