lunedì 28 settembre 2015 23 vostri commenti

Sempre più soli

Aveva ragione Pietro Ingrao, indignarsi non basta.
In questi anni non lo abbiamo ascoltato, o forse troppo poco. Lui che si è sempre domandato nella sua vita cosa poteva fare di fronte ad un'ingiustizia e noi fermi ad aspettare che altri facessero o ci indicassero dove andare.
Ora è tempo di masse sempre più spaventate, di individualismo che prevale mettendo da parte i concetti di collettività e di comunità. In questi giorni assisteremo alle lacrime di coccodrillo che coloro che si spacciano per politici utilizzeranno per Ingrao, a partire dal premier Renzi pronto a rilasciare la sua dichiarazione... A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne ha fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese.
100 anni di politica anche nell'ultimo periodo in cui le forze erano sempre di meno e molti insegnamenti che dovremo tenere stretti, come quello indirizzato ai giovani.
"Pratica il dubbio ogni volta che l’agire collettivo contrasta col tuo sforzo di essere libero"
Uomo d'altri tempi in cui compagno voleva dire qualcosa.


mercoledì 23 settembre 2015 14 vostri commenti

ApProfitto

"Dobbiamo fare un profitto!"
Questa potrebbe essere la frase adatta a rappresentare la nostra società. A dirla è Martin Shkreli il CEO, tradotto il capo, della Turing Pharmaceuticals start-up farmaceutica che in agosto ha comprato il medicinale Daraprim, farmaco che serve a curare Aids, malaria e toxoplasmosi negli Stati Uniti.
Si potrebbe pensare ad un dinosauro dell'economia e invece no si tratta di un 32enne., quando si dice largo ai giovani.
Domanda stupida la mia. Ma come è possibile che un farmaco che serve a curare una malattia come l'AIDS sia ancora in mano a privati?  A cosa servono le migliaia di raccolte di fondi per la ricerca se poi i farmaci che si trovano vanno ad aumentare le casse di pochi personaggi come questo?
Lo so sto pensando ad un mondo impossibile dove un farmaco non costi 750 dollari (prima ne costava 13,5), dove un brevetto di una medicina vitale diventi di dominio pubblico,  dove uno che incrementa del 5000% un farmaco per la vita passi il resto dei suoi giorni in prigione.
I sogni rimangono tali quando il profitto domina.

lunedì 21 settembre 2015 17 vostri commenti

Politica del carro

Le urne si sono chiuse, verrebbe da direi nuovamente, in Grecia. Ancora una volta il popolo greco si è espresso a favore di Tsipras.
Lo ripeto, credo che si debba imparare dall'orgoglio dei greci uniti nel dire no alle politiche europee di marca tedesca e all'egemonia delle Merkel.
Altro appunto da segnare è il fatto che dire cose di sinistra non è poi così impossibile, i problemi che ci sono nel mondo possono essere affrontati con soluzioni di sinistra, i danni di questo tipo di capitalismo sono sotto gli occhi di tutti. Dalle nostre parti però si continua ad andare da verso altre direzioni, anzi si va un po' ovunque seguendo il vecchio metodo democristiano.
Ora mi auguro che certa gente abbia il buon gusto di non esultare per la vittoria di Tsipras, qui da noi coloro che dicono di essere di centro-sinistra sono arrivati anche a criticare chi fa sciopero, perché fondamentalmente vorrebbero negare anche quello.
Il carro greco è partito, non so dove porterà e se riuscirà a risolvere la situazione, ma ho già ben presente chi tenterà di salirci sopra.
martedì 15 settembre 2015 21 vostri commenti

Don Pino

La mia reazione non la ricordo, sono sincero. Era l'ultimo anno delle superiori, il 1993, quello in cui occupammo la scuola, l'anno della politicizzazione, il più difficile per l'esame come spada di Damocle e il più triste perché in fondo lì ci stavamo bene.
Era il 15 settembre uno dei primi giorni di scuola e  arrivò la notizia. La Mafia, sempre lei, aveva ammazzato un prete. Uno di quelli di strada, uno di quelli che toglieva i bambini dalle mani di cosa nostra, che cercava di dare un futuro e fare vedere una via di speranza.
Don Pino Puglisi.
Quella sera due colpi di pistola alla nuca cercarono di chiudere per sempre quella luce che aveva acceso per qualcuno. Non ci riuscirono, perché il testimone poi venne preso in mano da altri, anche loro soli come spesso lo fu Don Pino. Un prete scomodo non solo alla mafia.
Qualcosa in fondo insegnò anche a noi piccoli estremisti di quel tempo sempre pronti a criticare tutti i preti.
giovedì 10 settembre 2015 23 vostri commenti

Cattedre folli

Non sono un giurista e spesso davvero fatico a capire la legge.
Oggi leggo le dichiarazioni di Giovanni Scattone... "non sono più sereno, rinuncio alla cattedra". Non ero neppure a conoscenza del fatto che gli avessero assegnato l'incarico, anche perché ero rimasto al punto della storia in cui veniva condannato per l'omicidio della povera Marta Russo.
Ora sia chiaro entrare nel merito di queste vicende è sempre difficile, ma mi domando come si possa assegnare una cattedra universitaria di psicologia ad un uomo condannato per l'omicidio di una studentessa. 
Ricordo ancora quei giorni del 1997, avevo 22 anni e andavo proprio all'università. Ho ancora in mente la paura e l'ansia di quei giorni.
Il caso in passato era ritornato alle cronache per il fatto che Scattone aveva ripreso ad insegnare proprio nell'ex liceo di Marta Russo.
Funziona così, la famiglia oltre al dolore della perdita di una figlia in questi anni ha dovuto sopportare questi ulteriori affronti.

venerdì 4 settembre 2015 24 vostri commenti

Dimenticati!

Il mondo, il web e i nostri pensieri in questo momento si stanno dividendo sulla necessità di pubblicare la foto del bambino annegato.
Lo dico francamente, non so dove stia la ragione, io non l'avrei pubblicata. Ho visto quella foto e non riesco a togliermela dalla testa, come non possono sfuggire alla mente altre immagini del passato. 
Il punto è proprio questo. Dimentichiamo tutto troppo facilmente, le stragi in mare ormai sono all'ordine del giorno e le immagini dei treni e dei camion pieni di braccia che chiedono aiuto stanno facendo il giro del mondo.
Purtroppo passeranno anche queste foto e di Aylan e Galib, così si chiamavano i due fratellini, non si parlerà più. Gli indignati del momento, quelli che magari il giorno prima si lamentavano dei troppi immigrati per strada, ricominceranno la loro vita, tra una predica del prete e l'altra voltandosi dall'altra parte all'uscita della chiesa e annuendo ai discorsi di Salvini.
"Mi sono scivolati dalle braccia" questo ha dichiarato il padre dei bambini, a noi sta scivolando l'umanità lasciando l'occidente, che spesso bombarda quei paesi, solo nella proprio individualismo. 
Perché i muri più difficili da abbattere spesso stanno nei cervelli degli uomini.
giovedì 3 settembre 2015 3 vostri commenti

Passi lenti

Scrivere questa cosa proprio qui  probabilmente potrebbe far sorridere. Ma a volte capitano cose che portano a riflessioni, anche semplici, ma pur sempre riflessioni.
Lo scooter dal meccanico offre inaspettatamente la possibilità di fare un bel po' di strada a piedi, assaporare la lentezza dei passi, senza la frenesia del traffico, i clacson, l'inveire contro quello davanti che va a 20 all'ora, insultare quello che non mette la freccia o fare la faccia brutta al passante che spunta all'improvviso tra due macchine.
Ieri mi sono gustato per due ore la mia città, cercando anche di tirare su il naso, perché spesso osserviamo solamente quello che è alla nostra altezza o nel mio caso ciò che spunta dal casco.
Non so se camminare, come diceva Chatwin, "può guarire il mondo dai suoi mali", so però che un mio grande amico diceva che così poteva stare vicino davvero alle cose, godere dello spazio e pensare.
Chissà magari sono i giorni che abbiamo passato in montagna che mi portano a fare questi discorsi o magari è solamente la voglia di lentezza e il piacere dell'assenza della frenesia.

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