sabato 31 ottobre 2015 7 vostri commenti

Un altro panino Al

Quante merende fatte davanti a quelle puntate in cui Fonzie, Potsie, Ralph Malph, Ricky Cunningham e gli altri ordinavano panini nel suo locale. Fonzie poi lì dentro ci viveva prendendo a pugni il juke box facendo partire il pezzo del momento, chiaramente un lento da ballare a stretto contatto con qualche bella ragazza.
Spesso la puntata finiva con Al, il proprietario di Arnold il mitico locale, che lasciava a qualcuno dei ragazzi il locale da chiudere, ormai ci aveva rinunciato e poi a Fonzie non si poteva mica comandare.
Oggi Al, il suo vero nome Al Molinaro, ci ha lasciato con i suoi 96 anni, il pensiero corre veloce a quegli anni meravigliosi, quando aspettavamo la sigla e la ballavamo, quando nei bar provavamo anche noi a mettere musica come Fonzie, noi che alla fine eravamo più come Ricky.
Il locale lo chiudiamo noi tranquillo Al.
giovedì 22 ottobre 2015 20 vostri commenti

ConTanti evasori

Lui è un uomo tutto d'un pezzo. Lui non cambia idea e va avanti. 
Lui, "berlusconianamene" parlando vuole mettere di nuovo i soldi in tasca agli italiani, perché non devono essere tristi, devono avere fiducia e spendere.
Quindi che cosa fare?
Innalzare il limite di spesa in contanti. 3000 euro.
Se il vostro conto corrente è al limite del rosso non ci sono problemi, la cosa importante è avere fiducia e sapere che potete spendere in contanti fino a 3000 euro.
Il fatto che in questo paese c'è un'evasione fiscale imbarazzante è un altro discorso, non vi preoccupate che intanto ci sono sempre quelli che "berlusconianamente" parlando i soldi li mettono per le tasse.

martedì 20 ottobre 2015 24 vostri commenti

Più cemento per tutti


Effettivamente in Liguria abbiamo troppi parchi, diciamocelo. Credo proprio che la mia Regione, con la R maiuscola, abbia bisogno di una mega colata di cemento, magari si potrebbero mettere anche dei caselli per far pagare il passaggio alla fauna locale.
La regione, rigorosamente minuscola, nella figura del suo presidente Toti ha finalmente detto cosa vuol fare contro il dissesto del territorio. Sono pronte armate di muratori con secchi di calcestruzzo e cappello di carta sulla testa. 
I cinghiali sono avvisati, niente più scorribande per le città il cemento glielo portiamo noi a casa, frane comprese.
Prossimo obiettivo mettere un tappo di ghisa contro le alluvioni del Bisagno.
mercoledì 14 ottobre 2015 15 vostri commenti

Si selfie chi può

Un uomo in difficoltà economiche, disperato, magari anche con delle colpe, ma non è questo il punto. Il problema è che quest'uomo non è seduto in un ufficio e nemmeno in piedi dentro un bar, non sta passeggiando, né fumando.
E' in bilico.
Sul cornicione del ponte monumentale di Genova, in via XX settembre, una delle vie più importanti.
Vuole essere ascoltato, rivuole il suo furgone pare sequestrato per irregolarità amministrative, ma non è nemmeno questo il punto.
Ciò che colpisce, come sempre in queste situazioni, è la folla che si è formata sotto il ponte, come se fosse un concerto rock, transenne e polizia, manca solamente l'ambulante che vende bibite.
Ritorna alla mente la tragedia del povero Alfredino caduto nel pozzo nel 1981, quando la televisione scoprì la tragedia e l'Italia intera fu testimone della morte in diretta.
Quell'uomo è sempre sul cornicione. Sotto non vede occhi o mani che lo invitano a scendere, magari qualcuno c'è ma è in minoranza, ma cellulari di diverse marche pronti a scattare una foto da mettere subito su un social, oppure un selfie per sentirsi fighi. Pronti ad aspettare cosa poi? La morte di un uomo o la salvezza?
Quell'uomo è sceso poi ma ha aspettato solamente qualche giorno per scavalcare il muretto e salite nuovamente sul cornicione cercando ascolto e comprensione, trovando solamente troppi touchscreen di ultima generazione.
venerdì 9 ottobre 2015 18 vostri commenti

Mostro Marino

Oggi è il 9 ottobre. Una data importante e triste perché torna alla mente la tragedia del Vajont. Una specie di spartiacque per la nostra Repubblica, un avviso per quello che poi saremmo diventati. E' anche il giorno della morte del Che, un assassinio voluto dalla Cia per soffocare, invece crearono un mito, il vento di liberazione che Ernesto Guevara stava portando in giro per l'America Latina.
Oggi è anche il Marino day after.
Premetto che non sono un fan dell'ormai ex sindaco, e se abitassi a Roma non lo avrei votato, ma questo non c'entra. Aggiungo anche che come molti all'inizio di questa vicenda mi sono poco documentato lasciandomi andare a considerazioni sbagliate.
Leggendo mi sono fatto un'idea di tutta questa faccenda, che sia chiaro potrebbe anche essere sbagliata. Marino ha raggiungo un record invidiabile, praticamente aveva contro tutti, forse all'appello mancava il principe ereditario del Liechtenstein.
Destra, centro sinistra, Grillini, ex grillini, fascisti della prima e dell'ultim'ora, democristiani, ex comunisti, finti comunisti, pretini, prelati e capi di stato in abito bianco... tutti contro di lui.
Ecco viene da pensare che se uno ha tutti contro o è davvero il mostro di Lockness oppure qualche sospetto forse bisogna farselo venire.
Tornano alla mente molte cose... la posizione di Marino rispetto ai temi tanto odiati dal Vaticano, gli sgarbi di Marino alla "famiglie" importanti di Roma, i rapporti con Renzi. Per non parlare del Giubileo alle porte che vorrà dire per i pochi eletti tanti tanti soldi da dividere.
Ieri sembrava di essere immersi tra le pagine di Romanzo Criminale, ascoltando le parole di Libero sussurrate al freddo... "se semo ripresi Roma".
martedì 6 ottobre 2015 17 vostri commenti

Abbiamo perso la camicia


Lo sapete sono un non violento. Però credo che ci siano dei limiti nella vita oltre i quali davvero si debba reagire e fare qualcosa. Di solito, bisogna dirlo, questi esempi non arrivano mai dal nostro paese dove per riempire le piazze bisogna aspettare il mondiale vinto dalla nazionale o un concerto gratuito.
Questo signore nella foto è il responsabile delle risorse umane, titolo che mi fa già rabbrividire, della Air France. Assieme al direttore generale aveva appena comunicato il taglio di 2900 LAVORATORI dell'azienda. La reazione dei dipendenti ormai la sapete, manager in fuga, vestiti strappati e poi questa triste foto in cui si vede la reale dimensione di un uomo che riesce ad essere solamente forte al riparo nel suo ufficio dove con il click di un tasto può cancellare la vita di 3mila persone.
Perché se di violenza dobbiamo parlare, dobbiamo farlo anche di quella che tutti i giorni i lavoratori devono subire sui posti di lavoro, con orari assurdi e paghe imbarazzanti (non parlo solo dell'Italia), della violenza che milioni di disoccupati e precari devono subire dopo l'ennesimo rifiuto di un curriculum o di una proposta di lavoro indecente che devi prendere per forza "perchè non puoi lamentarti" ti dicono.
Guardando in casa nostra, sono passati in sordina troppi licenziamenti, abbiamo lasciato le piazze vuote, dando sfogo alle chiacchiere che una volta erano da bar e adesso sono quelle fatte in rete. 
Esistono posizioni sui luoghi di lavoro che a prescindere dalla crisi sono sempre al sole, stipendi e premi che troppi manager, anche pubblici, si portano a casa mentre all'ultimo dei lavoratori viene chiesto di fare sacrifici.
Quell'uomo in fuga senza camicia rappresenta un po' la nostra situazione, solamente che al posto del manager senza camicia potremmo esserci noi inseguiti da chi ci ha preceduto e conquistato i diritti per i quali noi abbiamo smesso di lottare.
lunedì 5 ottobre 2015 9 vostri commenti

Per chi suona la campana?

"Siamo orgogliosi".
Lo dice Marina Berlusconi, e noi incassiamo l'ennesimo colpo nel mondo della comunicazione. Da oggi, sempre che l'Antitrust avalli l'accordo, il 40% circa del mercato librario sarà in mano ad Arcore. Ognuno ne tragga le sue conclusioni. Questo è il dato certo che si va a sommare ad una situazione anomala nelle rete televisiva ormai da anni e mai risolta.
127,5 milioni di euro, una sorta di palazzo di Paperon dei Paperoni in pratica che sarà portata a Rcs, viene anche da domandarsi dove prenda in continuazione tutti questi soldi, ma il tempo delle domande, dei cortei, dei girotondini e dell'indignazione sembra passato, ora con questa gente chi si fa chiamare centro sinistra ci va a pranzo e cena per non dire altro. 
La cosa che fa sorridere è che coloro che sostengono la libera concorrenza e il mercato sono poi quelli che puntano a creare dei monopoli privati, con tanto di occhiolino da parte delle stato e del governo di turno.
La campana è suonata per Rizzoli, ma non solo.

venerdì 2 ottobre 2015 20 vostri commenti

I soliti svedesi comunisti

Ma lavorare meno lavorare tutti non lo dicevano i comunisti radicali?
La mia memoria inizia a tradirmi, il presente invece dice che i paese scandinavi come sempre sono avanti anni luce. Parlano di Felicità, di riappropriazione del proprio tempo, di ottimizzazione.
Noi siamo fermi allo straordinario sottopagato, alle 40 ore settimanali, ai progetti di welfare che cercano di coprire una società che se ne frega della famiglia, alla giornata che per un terzo uno passa sul proprio posto di lavoro.
In Svezia sembra che il vento spiri verso un lavoro più a misura d'uomo, con qualche accorgimento da portare alla giornata lavorativa come ad esempio niente Social Network in ufficio, meno pause (non quella pranzo chiaramente), riunioni ridotte al minimo (da noi si fa già e ci fanno lavorare di più però).
Lo stanno sperimentando anche aziende non proprio piccole come la Toyota, o altre più piccole come la Filimundus e la Feldt, e anche alcune case di riposo.
Risultato? Lavoratori più sereni, più produttivi e in gradi di gestire meglio la propria vita privata.
Per non parlare del fatto che in questa maniera i posti di lavoro potrebbero aumentare, portando beneficio per tutti (condizione sociale, consumi, benessere, erario etc...)
Non incominciamo con la storia che in Svezia sono meno di noi e certe cose si possono fare, balle.
Qui abbiamo il Job Act.
Chiediamo forse troppo?
giovedì 1 ottobre 2015 8 vostri commenti

Ma dove vivi?

Question Time please.
"Se c’è da cambiare qualcosa siamo pronti, c’è una disponibilità totale a discutere. Ma questa è la base di partenza, non raccontiamo che siamo in presenza di tagli perché l’unico settore dove si sta incrementando è la sanità"
Da rinominare Cazzate Time e scusate il francesismo ma quando si parla di sanità sinceramente non ci vedo più.
Io non so dove viva Renzi ma probabilmente un giretto negli ospedali italiani non lo fa da tanto tempo, e non solo dovrebbe anche andare in giro per le Residenze protette e i centri diurni dove si fanno salti mortali per far accettare alle ASL inserimenti di disabili perché i signori direttori vogliono prendere i premi di produzioni grazie ai tagli delle Regioni e non solo.
Se vogliamo entrare poi nel merito dovremmo parlare di quello che potrebbero causare questi tagli, insicurezza nelle decisioni dei medici e cure inaccessibili per molti. E' singolare, ma nemmeno tanto, che quando si parla di risparmiare cadano sempre nel calderone servizi che riguardano il cittadino.
La Salute come l'istruzione e altro dovrebbero essere le colonne di una società civile, invece stanno diventando la base fatta di sabbie mobili dove stiamo sprofondano lentamente mentre sul bordo vediamo questo giocoliere che usa le parole come fossero scatole magiche.
In questo paese stanno incrementando gli investimenti nella sanità, incredibile, probabilmente si sta riferendo agli stipendi dei Primari e dei direttori. 

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