sabato 26 marzo 2016 4 vostri commenti

Meno sei



Il 6 era il numero al quale aspiravamo tra i banchi di scuola, una salvezza a volte sudata, in alcuni casi regalata, altre volte invece meritata. Quel voto che ci faceva tornare il sorriso anche se seguito dai meno meno meno che lo avvicinavano di più ad un cinque, ma non per noi.
Oggi quel numero ci separa dalla fine della campagna di raccolta fondi del Teatro dell'Ortica, iniziano ad essere davvero pochi quindi affrettatevi se avete voglia di sostenere i progetti che riguardano psichiatria, carcere e donne vittime di violenza.
come sempre grazie a tutti.
giovedì 24 marzo 2016 12 vostri commenti

I soliti "mostri"

La riflessione su ciò che sta succedendo nel mondo non può essere racchiusa in poche righe o in 140 caratteri denotati da un hashtag, per non parlare dei selfie di personaggi incommentabili.
Purtroppo gli attentati stanno diventando degli appuntamenti fissi tra le pause che l'Europa, e non solo, si prende senza pensare alle guerre che sta portando in giro, come ha fatto già in passato, accorgendosi della violenza solo nel momento in cui varca i suoi confini. 
In questi giorni pensavo ai "mostri" che l'occidente ha finanziato, creato, abbracciato, ospitato, criticato, attaccato, bombardato e sotterrato.
Giusto per fare qualche nome Khomeini, Saddam Hussein, Gheddafi, Assad,  Bin Laden, i talebani, la  preziosa Arabia Saudita per non parlare di quelli indietro nella storia. Una lista interminabile di personaggi e stati prima sostenuti economicamente e militarmente, poi combattuti in nome di una non ben precisata libertà dei popoli un minuto prima sottomessi con il benestare dell'occidente.
Economia che si mischia a potere sotto la falsa maschera religiosa.
La storia continua.

giovedì 17 marzo 2016 23 vostri commenti

Humana natura

Leggendo le vicende brasiliane non posso che riflettere sulle continue illusioni che viviamo. Personaggi o movimenti che sembrano presentarsi come speranza, rivoluzioni soffici che possono aprire strade diverse, poi una volta nella stanza dei bottoni indossano i panni usati di chi avevano contestato in piazza, oppure svaniscono nella stessa maniera in cui si sono affacciati alla ribalta.
Il dubbio sulla colpevolezza è concesso a tutti, ma in questo caso, come già successo nel nostro paese, la politica si sostituisce alla giustizia porgendo un'uscita di sicurezza per non affrontare l'aula del tribunale o l'arresto.
Noi ci siamo passati e ci stiamo passando. Spesso, anche il sottoscritto, ce la prendiamo col nostro paese ma intorno poi non abbiamo esempi migliori. La natura umana spesso va oltre le bandiere, i confini e gli ideali, i risultati sono questi.
Mi auguro che il popolo brasiliano non stia  solo a guardare come invece abbiamo fatto e facciamo noi.
martedì 15 marzo 2016 0 vostri commenti

Una ricerca di umanità


"L'esperienza teatrale di Stranità vanta una lunga collaborazione con la asl 3 genovese. É un impianto di teatro sociale in cui la rete lavora insieme in un comune progetto di cura.
Il concetto di salute nell'incontro con il teatro si allarga, prende respiro, ritrova la comunità tutta a ricercare uno star bene comune, insieme, costruendo stili di vita migliori.
Psicologi, infermieri ed educatori che partecipano attivamente ai laboratori e che sono attori sulla scena. 
Nello spettacolo dell'AltraBellezza il pezzo di apertura è stato scritto da un medico psichiatra del Csm di via Peschiera.
Già in "Voci di dentro" aveva dato voce a bizzarri psichiatri impegnati nella lotta alle dispercezioni uditive. 
Credo che poter parlare della cura psichiatrica con l'ironia che proviene dagli stessi curanti sia un grande gesto di leggerezza, di bonifica dal ricordo, tragico e ancora recente, di una cura fatta di costrizione e negazione della persona.
La capacità di guardarsi fuori da un ruolo racconta una ricerca di umanità.
Quella di cui ognuno di noi ha bisogno quale che sia la condizione in cui si trova.
Quella ricca profonda e viva che gli attori di Stranità sono capaci di portare in scena"

Queste le parole di Anna Solaro, regista, educatrice professionale, teatroterapeuta, attrice e anima del Gruppo Teatrale Stranità del Teatro dell'Ortica di Genova.


Spesso ci chiedono cosa facciamo, cosa vuol dire Teatro Sociale, credo che migliore definizione non esista nei manuali dedicati. Questo è ciò che porteremo in scena Venerdì 18 marzo al Teatro dell'Archivolto a Genova alle ore 21.
Se siete in zona o volete farvi qualche chilometro per emozionarvi ve lo consiglio.
Noi vi aspettiamo, siamo gente che sa attendere, nonostante i tagli delle Regione Liguria, e nell'attesa troviamo spesso "maggior fermezza nei nostri passi".

Qui il link per acquistare i biglietti on line http://www.happyticket.it/biglietti/acquista/scegli-posti-19894-65697.htm
giovedì 10 marzo 2016 21 vostri commenti

Asilo dei virus

Il tempo passa e siamo arrivati all'asilo.
Anzi meglio dire che ci stiamo buttando in quello spazio popolato da piccoli hobbit pieni di virus dove frequenti qualche giorno e il resto del mese lo passi tra le braccia dei nonni a farti misurare la febbre. Ma bisogna imparare a socializzare con gli altri bambini (che però poi lì dentro si fanno i fatti loro). Essendo uno di quelli che crede nelle relazioni di gruppo  direi che può davvero servire. Ditemi di sì.
Il dazio da pagare (oltre alla retta ahhhh) sarà quello di portare a casa qualche starnuto in più, si spera solo quello. 
Ma mi domandavo, ai nostri tempi era lo stesso? Eravamo così malati? Eravamo piccoli, quindi difficile ricordare, ma con l'aiuto dei miei genitori andando indietro nel tempo pare che il nostro tasso di assenze fosse meno elevato. 
Altri tempi direi, dove la parola inserimento se non sbaglio non era nemmeno prevista nei vocabolari. Mi tornano in mente le parole che mia madre ogni tanto mi ricorda, ovvero la suora (ebbene si sono andato in un asilo religioso, pare per comodità perché c'era già mio fratello, mandato lì perché erano gli unici che prendevano un anno prima) che diceva ai genitori "andate via anche se piange ci penso io", che suona anche un po' inquietante. Mitica Suor Fede, era una di quelle che se andavi da lei dicendo che uno ti aveva dato un calcio ti diceva di restituirglielo. 
Ora forse i piccoli "untori" vengono mandati all'asilo anche con un po' di febbre passando tutto a tutti, questo probabilmente perché spetto i genitori  lavorando non sanno a chi lasciare i figli.
Francamente non lo so, però stasera per precauzione pranzerò con qualche tachipirina al ragù di cinghiale.
martedì 8 marzo 2016 31 vostri commenti

Il buio oltre il voto

Niente di nuovo verrebbe da dire. Queste cose in questo assurdo paese succedono da sempre, sono entrate nell'ordinaria gestione di quella che chiamano democrazia. Chi si lamenta adesso è complice perché non ha fatto abbastanza. 
Diciamo la verità, in tempi di berlusconismo abbiamo riempito le piazze ma avremmo dovuto fare di più, sono passate le peggiori leggi della storia di questa nazione.
Figuratevi adesso che al governo ci sta uno che dice di essere di sinistra ma ha lo scudo crociato tatuato, a capo di un partito che non rappresenta nemmeno la maggioranza degli italiani che vanno al voto, a capo di un governo che nessuno ha mai votato, a capo di un partito che parla di democrazia diretta mentre nelle primarie succede di tutto.
I video e le foto di Napoli sono ancora una volta un insulto alla parola democrazia, ma noi forse siamo fatti così, certe cose ci vanno bene perché intorno sento solo silenzio. 
mercoledì 2 marzo 2016 12 vostri commenti

Una rivoluzione che parte dal tempo


Nonostante i tagli da noi al Teatro dell'Ortica si va avanti, come ogni mercoledì ci incontriamo per il nostro laboratorio teatrale, dal video potete farvi un'idea anche se risale al 2012. 
Oggi abbiamo parlato del Tempo, no state tranquilli non si tratta delle previsioni argomento caro a chi di solito prende l'ascensore, ma di quello che passa inesorabile durante le giornate.
Quello che sfugge e che troppe volte rientra nei nostri discorsi in maniera negativa... Non ho tempo.. mi manca il tempo... non sono a tempo... fuori tempo... dammi il tempo... ci vuole tempo.
Spesso parliamo di cambiare le cose, parliamo di massini sistemi da rivoltare non accorgendoci che potremmo iniziare da una rivoluzione individuale che è quella di vivere il nostro tempo, decidere di fare le cose in libertà, non costringerci in una maschera quotidiana che portiamo o che ci fanno portare. Insomma riprendendo il tempo che ci stanno portando via.
Noi ogni mercoledì lo facciamo, anche se per qualcuno  il nostro non era tempo da finanziare. 

Se volete sostenerci con una piccola donazione lo potete fare qui 


volendo il tempo si trova.

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