martedì 10 maggio 2016

Qui dove la morte non è precaria

61 anni è un'età in cui si dovrebbe pensare ad altro. Per come la penso io il lavoro dovrebbe essere ormai problema superato, nel vero senso della parola e magari essere già in pensione, poter prendersi dello spazio per il proprio hobby, godersi i nipoti, fare dei viaggi con la propria famiglia o altro.
61 anni è un'età in cui non ci dovrebbe essere scritto sulla carta d'identità interinale.
61 anni non dovrebbero fare rima con fatica, lavoro, sudore.
61 anni non possono essere collegati all'ansia per un lavoro che oggi c'è e domani non si sa.
61 anni magari è un'età in cui un pensiero all'aldilà uno lo può anche fare, esorcizzandolo e spostandolo sempre di più.
Non qui.
Non in Italia.
Qui a 61 anni si muore di lavoro.
Sul lavoro, da precario.

19 commenti:

  1. Ieri ho visto una fila di auto in autostrada, un incidente mortale a un camionista di 53 anni, anche questa una "morte ordinaria"a cui siamo abituati? E'terribile morire di lavoro!

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    1. Si è terribile morire di lavoro e le cifre continuano ad aumentare nel silenzio come al solito

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  2. la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro , i Italia, non è mai precaria, è assunta a tempo indeterminato

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    1. assunta con contratto a pieno titolo purtroppo....

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  3. Ciao,io non credo che ci sia una età giusta per abbandonare la propria attività lavorativo,perche bisogna tenere in debita considerazione il lavoro svolto.Ben venga la pensione anticipata per chi svolge un lavoro usurante,per gli altri,visto le nuove prospettive di vita,i sessantacinque mi sembra l'età giusta.
    Ciao,fulvio

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    1. Si vero ci sono dei lavori usuranti e altri differenti... io penso però che si debba anche iniziare a ragionare in termini di ricambio sui posti di lavoro, altrimenti davvero la disoccupazione giovanile sarà sempre su livelli assurdi

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  4. Nel mondo del prossimo futuro, di cui già si prefigurano e/o già viviamo alcuni aspetti, non è previsto che ci si occupi del benessere del lavoratore, come praticare un hobby, godersi la famiglia o fare dei viaggi. Soprattutto, non è contemplato che sia garantita la dignità dovuta ad ogni essere umano, lavoratore e non, qualunque età esso abbia. Purtroppo, Ernest, è qualcosa che sta avvenendo non solo qua in Italia, dove comunque e come al solito ci distinguiamo, ma in tutto quello che è considerato "il mondo civile ed industrializzato"! Quel mondo che in un tempo neanche tanto lontano mostrava il "volto buono" (e falso) del capitalismo, per convincere tutti che il mondo che esisteva al di là di un muro, era quello cattivo. Poi quel muro crollò e tutti festeggiammo... ma il capitalismo, senza più ideologie antagoniste (vuoi comunismo, vuoi socialismo che sia), oggi mostra il suo vero volto! E' qualcosa che dobbiamo tenere presente, sempre. Far crollare quel muro, può essere stato un errore.

    Ciao Ernest.

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    1. Mi capita spesso di parlare di queste cose nelle trattative sindacale... mettere davanti alla faccia di chi in quel momento ho davanti il fatto che il benessere del dipendente ormai (se mai lo è stato) non importa a nessuno, ciò che da fastidio e che spesso ci si nasconde dietro a paroloni, convegni organizzati in pompa magna per parlare di benessere psico fisico di chi lavora e poi invece nelle nostre aziende la gente viene spremuta e spesso umiliata per non parlare delle normative nazionali che prevedono sui posti di lavoro la terza età
      un saluto

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  5. xpisp(stefano)11 maggio 2016 16:13

    Ciao Ernest,
    credo che si paghi l'incapacità di saper fare i conti del passato.
    I Politici, quelli della prima Repubblica che vengono considerati con rispetto(salvo poi ricordarsi che in tanti hanno rubato...ma per il partito) hanno fatto propaganda elettorale regalando pensioni a 40enni, regalandosi stipendi e benefit enormi, regalandosi molteplici vitalizi!
    Ora si scopre che quel ritmo era insostenibile e per coprire i buchi... pagano quelli che in pensione vorrebbero andare adesso.
    Quindi siamo passati da quelli che andavano in pensione a meno di 40anni(Sip 15 anni!!!) a quelli che andranno a 70, forse!

    Sul Capitalismo, paghiamo dazi mai messi, un europa nata da sempre per motivi economici(nonostante le presunte caxxx fatte poi passare) e il fatto che noi consumatori siamo i primi a NON rispettare il lavoro altrui.
    Sempre alla ricerca del prezzo più basso... e se lo facciamo noi perchè non lo deve poi fare un imprenditore?
    Se siamo noi i primi a scegliere di mangiare prodotti scadenti come facciamo poi a pretendere che si paghi il giusto un lavoro?

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    1. "Ora si scopre che quel ritmo era insostenibile e per coprire i buchi... pagano quelli che in pensione vorrebbero andare adesso."

      Ecco, questa è la favola che hanno spacciato per realtà alla quale, nonostante sia una favola, gli italiani hanno creduto.

      Si vuol far credere che 150 miliardi di euro, tanto sono costati fino al 2012, 20 anni di baby pensioni per circa mezzo milione di pensionati, hanno messo in ginocchio l'Inps e costretto milioni di lavoratori a rinunciare alla loro pensione. Ma queste sono favole a cui solo i creduloni danno credito.

      Non dimenticando che le baby pensioni erano concesse dopo 14 anni 6 mesi e 1 giorno di contributi per le donne sposate con figli, dopo 20 anni per gli statali e dopo 25 per i dipendenti degli enti locali. Quindi, qualche cosa avevano lavorato, indipendentemente dall'età in cui erano andati in pensione!

      Solo per inciso, conosco un baby pensionato ed ex impiegato comunale che oggi, a 68 anni, prende 630 euro netti di pensione che corrispondono, più o meno, a 1080 euro lordi. Queste sarebbero pensioni che mandano alla malora l'Inps, al quale milioni di lavoratori hanno versato e versano ancora oggi i contributi?

      Sempre e solo per inciso, è stato calcolato che per ogni baby pensionato che usufruisce di 30 anni di pensione, ci sono oggi 30 lavoratori che devono lavorare un anno in più.

      Ed allora, perché io e tanti milioni di lavoratori, invece, dovremo lavorare dai 6 ai 10 anni in più grazie ad una riforma pensionistica criminale?

      La realtà, carissimo Stefano, è che l'Inps che una volta erogava solo pensioni, è tato sobbarcato dell'obbligo di pagare anche altro, come la cassa integrazione e l'indennità di disoccupazione. Capito? Io pago i cassintegrati e pure i disoccupati con quello che dovrebbe, invece, essere gestito per la mia pensione.

      La realtà, carissimo Stefano, è che la pensione non è mai stata pagata, per intero, dal pensionato quando era un lavoratore attivo. Se l'era pagata in parte, al resto ci pensavano i lavoratori subentrati dopo di lui.

      La realtà, carissimo Stefano, è che l'aver stravolto il mercato del lavoro, l'aver ideato lavori sempre più precari, l'aver favorito il lavoro nero e l'aver compresso sempre più i salari, ha avuto come conseguenza che i contributi versati all'Inps sono stati sempre meno.

      La realtà, carissimo Stefano, è che nonostante la contrazione dei versamenti pensionistici, l'Inps ha dovuto pagare e paga ancora milioni di euro per i cassintegrati e per le indennità di disoccupazione, con i soldi dei lavoratori attivi. Soldi che dovevano servire per le pensioni.

      La realtà, carissimo Stefano, è che oggi ci sono pochi lavoratori attivi per pagare pensioni, indennità di cassa integrazione e disoccupazione, mentre aumentano i disoccupati ed i lavoratori sfruttati!

      L'aspettativa di vita è l'altra barzelletta spacciata per verità e divenuta verbo diffuso! La mia aspettativa di vita è che mi goda la stessa e non che lavori fino a 70 anni. La mia aspettativa di vita è che uno Stato infame provveda alle mie esigenze e non che mi costringa a lavorare finché schiatto!

      La mia aspettativa di vita è che vengano garantiti i miei diritti acquisiti, invece stravolti 4 volte nel giro di 30 anni, mentre quelli di alcune "caste" sono, a differenza di quanto accaduto a me e milioni di lavoratori, intoccabili.

      La realtà, carissimo Stefano, è che è ora di farla finita con i luoghi comuni e di guardare, appunto, alla realtà.

      E poi, per favore Stefano... sulla ricerca del prezzo più basso e non rispettare il lavoro altrui! Ma che stai dicendo? Ma che pretendi che faccia con il mio stipendio, fermo al valore economico riconosciuto nell'ultimo contratto rinnovato del 2007 - 2009? Che spenda come se avessi uno stipendio corripondente alla realtà del 2016? Io rispetto tutti ma ho esigenze economiche cui far fronte, con un bilancio che è quello che è.

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    2. xpisp(stefano)12 maggio 2016 12:02

      Caro Carlo diciamo anche che si versano delle tasse per sostenere la cassa integrazione, diciamo che c'è chi versa e paga pur non avendo diritto alla malattia e prendendo percentualmente meno di pensione a parità di versamenti.
      Diciamo anche che per anni migliaia di cassaintegrati rifiutavano lavori alternativi senza subire nessuna perdita.
      Ricordo(fine anni 90 in pieno boom) la frase di uno in mobilità a cui offrivano lavori "ma sono scemo? lavoro in nero e con la mobilità prendo di più!"
      Che dire di situazioni che conosco(e qui anche i sindacati sono collusi) di persone che passano tra cassa integrazione e mobilità per più di 10 anni!
      Certo Carlo che le pensioni insostenibili sono uno dei mille problemi che ha portato a questa situazione.
      Ci sono anche gli statali inutili(quando scopri che certi comuni hanno un numero di dipendenti pari ad altre regioni pur dando un servizio di xxxx), i falsi invalidi, i politici(anche loro come te ripetono che non sono certo 2000 persone a causare il dissesto dello stato), ecc
      Insomma, se analizzi singolarmente ogni cosa, nessuna è responsabile dello stato attuale delle cose, ma questo non significa che quelle cose siano state corrette!
      Sul discorso rispetto del lavoro, tu puoi e un imprenditore no?
      Singolare perché per molte attività è da ben prima che i prezzi sono fermi se non addirittura scesi, in compenso le tasse sono salite, gli insoluti pure.E questo incide molto di più del tuo mancato rinnovo.
      Ma comprendo che sei stato ben abituato negli anni a differenza dei dipendenti privati!
      Ma se uno trasferisce la produzione in Romania è un delinquente e si deve vergognare, se tu compri arance tunisine lo fai per necessità!
      Lineare!

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  6. Forse dovremmo stare altrove invece che morire di lavoro in Italia.

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    1. non lo so... francamente non mi sembra che altrove si stia meglio, forse in alcune piccole realtà

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  7. Il lavoro è sempre stato umiliazione, ricatto, compromessi al ribasso, e via di questo passo ... dalla caduto del Muro di Berlino si è andati oltre, oltre quello che non si era mai osato prima, e queste sono le conseguenze. Solo flebile opposizione.

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    1. ma non si può direi che il capitalismo ha fallito perché altrimenti ti dicono che sei il solito comunista che rivuoi le file per il pane... i risultati del capitalismo sono davanti agli occhi di tutti e il peggio forse deve ancora venire

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  8. Concordo pienamente e potrei scrivere e manifestare la mia rabbia ma mi sono stancato,specialmente dopo la trovata delle buste arancioni che sono l'ultima (feroce e cinica) presa per il culo di questo governo!

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    1. bisognerebbe spedirle a loro le buste arancioni con un velato invito scritto ad andare da qualche parte...

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  9. C'è una deriva spaventosa sulla "dignità" del lavoro, e un arretramento sempre maggiore dei diritti conquistati con le faticose lotte del passato. Non so fino a quando si potrà sopportare tutto ciò.

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    1. se poi aggiungiamo il fatto che sui posti di lavoro molti hanno rinunciato a lottare... siamo rovinati

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