venerdì 6 marzo 2015 5 vostri commenti

Senza età

L'amore è quello che ti travolge quando per la prima volta senti battere il cuore per la compagna alle medie, quel primo bacio un po' maldestro dato davanti al portone di un palazzo, con i compagni di classe che sghignazzano.
E' quello che ti fa piangere la prima volta per quella ragazza che per tanti anni hai inseguito, che prima ti illude di voler stare con te e poi ti lascia la mattina dopo. La sensazione è quella di non potercela fare ad andare avanti. Poi scopri che si può fare.
E' quello che viene coltivato insieme per anni e poi sboccia in un matrimonio che per qualche ragione finisce presto.
E' quello che inaspettatamente ti attraversa quando meno te lo aspetti, quando la vita sembra tutta sbagliata e ti fa ritrovare una persona che ti sembra di aver sempre amato e tutte le mattine sei felice di vederla al tuo fianco.
E' quello per una figlia che con i suoi sette mesi ti parla con gli occhi e  ogni mattina prova a strapparti il naso.
E' quello per i propri genitori, ora nonni, sempre pronti a farsi in quattro.
L'amore è anche quello che ho visto ieri uscendo dal lavoro. Due ospiti anziani dell'istituto che si guardano negli occhi in cima alle scale, come se attorno ci fosse ancora una scuola o un parco, lo sguardo di uno che si perde in quello dell'altra, due parole sussurrate e poi un bacio.
Senza età.
martedì 3 marzo 2015 25 vostri commenti

Altre merende


Con quella canzone ci sono cresciuto. Francamente non saprei direi cosa sono realmente i Barbapapà ma mi hanno sempre divertito.
Pensate che meraviglia potersi trasformare in ciò che vogliamo, subito al momento... abbiamo bisogno di un tavolo? Fatto! Abbiamo bisogno di una moto? Fatto!
Una risposta al consumismo sfrenato insomma.
Purtroppo qualche giorno fa è mancato l'inventore dei Barbapapà, Talus Taylor. Confesso che pensavo non fosse più con noi da un po'. Proprio ieri su un canale per bambini li ho ritrovati... barbamamma, barbabella e tutti gli altri.
Così sono tornato un po' indietro nel tempo. Alle merende con la focaccia da pucciare nel latte e cioccolata, io e mio fratello, sguardo sui cartoni animati delle quattro e mezza. Una pausa tra un libro e l'altro oppure tra un gioco inventato o una gara con le macchinine.
Sarà un luogo comune ma i nostri cartoni erano più belli... anche le nostre merende.

lunedì 2 marzo 2015 15 vostri commenti

Curriculum Horribilis

Lo abbiamo detto tante volte, Genova non dimenticherà mai quei giorni del G8 in cui sembrava di essere in Argentina al tempo della dittatura. Quello che è successo è stato consegnato alla storia, immagini vergognose per un paese che dice di essere una democrazia.
Una ferita che non smette di sanguinare visto che i maggiori interpreti di quell'orrendo copione sono stati  risparmiati dalla giustizia e in molti casi addirittura promossi.
In questi giorni si è aggiunta un'altra ferita. Giacomo Toccafondi, coordinatore dei servizi sanitari della caserma di Bolzaneto durante il G8, accusato di avere torturato i ragazzi detenuti, tornerà tranquillamente ad esercitare la professione di medico a partire dal prossimo ottobre grazie ai suoi amici dell'ordine che non lo hanno radiato dall'Albo sospendendolo solamente per 6 mesi.
6 mesi!
Salvato prima dalla prescrizione e ora dagli amici...

«vittime in balia dei capricci di aguzzini, trascinate, umiliate, percosse, spesso già ferite, atterrite, infreddolite, affamate, assetate, sfinite dalla mancanza di sonno, preda dell’arbitrio aggressivo e violento»... «stare in piedi contro il muro, la sottoposizione a rumore, privazione del sonno, del cibo e delle bevande»...«picchiati, insultati, denudati e derisi, feriti e abbandonati in pozze di piscio, vomito e sangue... Alcune ragazze furono costrette a stazionare nude in presenza di uomini, oltre il tempo necessario, sottoposte a umiliazione fisica e morale».

Va così in questo paese, certe cose fanno curriculum
lunedì 23 febbraio 2015 21 vostri commenti

1 anno D.C.


Un anno.
Francamente qualcuno dovrebbe dirlo al signorino di Firenze vestito da presidente del Consiglio che non è cambiato niente. Anzi. E' riuscito a fare, e sta facendo, quello che Berlusconi non ha fatto, ossia demolire lo statuto dei lavoratori, sostenuto da quel partito che si indignava (nemmeno tanto) quando a proporre queste cose era il re di Arcore.
Niente lavoro... ma lui parla di progressi, di ristoranti pieni (qualcuno se non sbaglio lo diceva anni fa)
Contratti fermi... e lui abbraccia Marchionne e il giorno dopo attacca Landini.
Scuola allo sbando... ma lui parla di riforme e di progresso.
Sanità... Tasse... qualcuno ha notato dei cambiamenti?
Un semestre europeo che non ha lasciato nessuna traccia se non per i gruppi vacanza che lo seguivano.
Insomma un anno di niente, di sorrisi finti, di atti unilaterali, di distruzione della costituzione, di azzeramento dei diritti dei lavoratori, di prese per il culo, di promesse dimenticate un secondo dopo, di barzellette, di maschere, di ministri incompetenti, di italiani creduloni, di troppi silenzi nelle piazze, di eserciti di Yes man, di giornalisti allineati, di evasori sempre più contenti, di buste paga in caduta libera...  tutto  riassunto nella foto.
Ma non ditelo a quelli che continuano a votare questa gente.
venerdì 20 febbraio 2015 42 vostri commenti

Ignoranza senza confini

Guardando le foto degli atti vandalici dei tifosi del Feyenord a Roma viene da domandarsi dove sia il tanto sbandierato livello di civiltà del nord.
Poi ci si rende conto che il rischio è quello di cadere negli stessi discorsi che fanno i razzisti, perché  i violenti, gli incivili, quelli che per comunicare usano il dito medio, quelli che devono urlare, quelli che non hanno capito il vero senso dello sport e dello stare al mondo in una civiltà... sono ovunque. A sud, a nord, a oriente e occidente, dentro e fuori i luoghi di culto,  vicino al nostro ufficio o su un social network, sull'autobus o affianco a noi sulla corsia del sorpasso, in fila alla posta o al cinema.
Non c'è confine che tenga.
Si chiama ignoranza.
Da non sottovalutare.
giovedì 19 febbraio 2015 15 vostri commenti

Due ore di passato

Una magia silenziosa, un viaggio nel tempo di due ore.
Ieri dalle 13.30 alle 15.30 al lavoro eravamo senza corrente, una disattivazione annunciata per dei lavori.
E' bastato così poco per fare un salto indietro. Nei corridoi più silenzio, ascensore ferma con l'obbligo di fare le scale.
Telefoni fuori uso, niente suono fastidioso ad interrompere ogni cosa.
Internet!!!!!! Niente Internet, niente posta elettronica... panico per qualcuno. 
Il portinaio che mi ha portato un messaggio a mano su per le scale e poi silenzio ancora tanto silenzio.
Vedendo le facce preoccupate di qualche collega o dirigente mi sono domandato cosa faremmo se un giorno mancasse completamente la luce? Quanto siamo vulnerabili? Quanto dipendiamo dalla rete? Dalle password? Dalle mail? Dalle ricariche? Dagli alimentatori? Dai frigoriferi? Dalla luce sempre? Quanti bisogni sono reali e quanti sono indotti?
Non so... mi tornano in mente i nostri vecchi che andavano a prendere il ghiaccio per raffreddare la roba, quelli che si facevano, a prescindere dai dolori, 4 piani di scale con le borse della spesa, quelli che facevano chilometri a piedi per andare a lavorare, quelli che non dovevano dire ogni minuto qualcosa al telefono, quelli che non si facevano venire attacchi di panico per una batteria scarica, quelli che leggevano la prima pagina del giornale appesa nelle bacheche per strada...
martedì 17 febbraio 2015 17 vostri commenti

Ma la Sanità?

Ci sono delle notizie che passano velocemente nei nostri telegiornali, che occupano una parte di una pagina del quotidiano, che fanno scalpore per un attimo e poi rimangono affare privato di ogni famiglia.
Operazioni andate male, diagnosi sbagliate, dimissioni troppo veloci che finiscono poi con l'ennesima corsa in un ospedale e poi la morte.
Anche in questi giorni basta scorrere le notizie e si trovano casi di mala sanità.
Questo è un problema che esiste da sempre e nessun governo ha mai preso decisioni in merito, programmato una reale riforma. Una sanità dove i primari sono sempre più "fantasma" come diceva Elio, dove i lavoratori non hanno un contratto da anni, dove le strutture a parte qualche eccezione sono ferme a 40 anni fa, dove a volte danno medicine che non dovrebbero dare, lasciano pazienti allettati dimenticati, scambiano cartelle cliniche.
Le uniche decisione prese dal governo, dalle regioni e dalle Asl riguardano i tagli, quelli arrivano sempre magari andando ad aumentare i premi di produzione che parecchi dirigenti si portano a casa perché "risparmiano". 
Sulle spalle di chi, però, non viene mai detto.
lunedì 16 febbraio 2015 21 vostri commenti

Il lato complottista del letto

Non sono un complottista però oggi leggendo i titoli dei giornali sull'avanzata dell'Isis un pensiero di questo tipo è apparso nella mia mente. 
Quanti "nemici/amici" delle grandi potenze occidentali abbiamo visto apparire?!? Fuori uno avanti il prossimo... quanti ne ha prima armato e poi combattuto l'occidente... quante mani sono state strette dai cosiddetti capi di stato democratici... quanti di questi sono finiti nel mirino... i talebani, Al Qaida, Bin Laden, Saddam, Gheddafi, l'Iran, la Siria etc... e ora l'Isis.
Ripeto non vedo complotti da tutte le parti ma certe cose fanno pensare e l'industria della guerra porta soldi nelle casse di molti, l'economia legata alla paura delle popolazioni pure, per non parlare delle libertà che in determinati momenti storici vengono negate... Guantanamo insegna... magari oggi mi sono solamente alzato dal lato del letto sbagliato.
lunedì 9 febbraio 2015 12 vostri commenti

Qualcuno elimini il CAPTCHA


In queste ore molti blogger hanno aderito alla campagna NO CAPTCHA.
Mi associo perché diciamolo francamente... quanto è fastidioso cercare di capire quella scritta assurda con tanto di riga sopra!?! Oppure provare ad ascoltare il messaggio in audio!?!
Oltre a queste motivazioni e a quelle che riguardano la libertà di scrivere e comunicare senza che uno computer mi domandi se sono una macchina... dobbiamo tenere conto di una cosa spesso dimenticata.
I siti internet e la rete sono utilizzati anche dalle persone con problemi visivi, tramite gli screen reader o comunemente chiamati sintesi vocali. Un non vedente tramite una tastiera, una barra braille e altri strumenti (anche touch) riesce ad utilizzare il computer. C'è un ma... si chiama ACCESSIBILITA'. Perché purtroppo molti siti internet sono ancora poco accessibili o totalmente inaccessibili per chi usa una sintesi vocale.
I CAPTCHA non sono accessibili cioè  non possono essere letti dal programma screen reader, quindi ad esempio una persona non vedente interessata a quello che avete scritto su un blog, che vuole lasciare un commento non potrà farlo per colpa del CAPTCHA.
Non aggiungo altro.
Eliminatelo.
mercoledì 4 febbraio 2015 11 vostri commenti

World Cancer Day


Perché si dovrebbero indirizzare gli investimenti nella ricerca invece di acquistare nuove armi.
Perché le politiche dei governi dovrebbero garantire TRATTAMENTI PER TUTTI.
Perché andrebbero fatte campagne di informazione per indurre a SCELTE DI VITA SANA.
Perché ci dovrebbero essere leggi e provvedimenti per garantire l'accesso a tutti dei PROGRAMMI DI DIAGNOSI PRECOCE.
Perché parliamo di QUALITA' DELLA VITA.
Ma spesso rimangono solo parole, sostituite poi da interessi privati, denaro e troppa indifferenza. 
lunedì 2 febbraio 2015 11 vostri commenti

Sconto di pena per noi

Non mi voglio buttare nel delirio dell'analisi al millimetro della vita del nuovo presidente Mattarella. Dico solamente una cosa che ormai sembra davvero legge in questo paese. 
Cambia tutto per non cambiare niente.
Già perché alla fine abbiamo da sempre dei democristiani al governo, con qualche piccola parentesi, alla guida dei maggiori partiti, al Quirinale e un presidente del Consiglio che non ha preso un voto per stare dove è.
Il cordone ombelicale con la prima repubblica non è mai stato spezzato ed io francamente inizio a pensare che alla maggior parte degli italiani vada bene così. Direi che abbiamo abbastanza prove.
Nel frattempo chi si accontenta dice che è stato dato un colpettino al Nazareno e noi oggi leggiamo i titoloni dello sconto di pena (ahhhhhh????!!?!?) a Silvio, dall'8 marzo 2015 sarà un uomo libero.
Ma noi lo diventeremo mai?
giovedì 29 gennaio 2015 20 vostri commenti

Se questo è il presente

In questi giorni di Tweet, di votazioni on line dalle 9 alle 14, di correntine, di elenchi di nomi, di candidati alla Magalli, di professori che hanno svenduto le industrie italiane, di dissidenti che tengono famiglia, di reti a sinistra che non riescono nemmeno ad incontrarsi nello stesso posto, di Nazzareni e Ponzi Pilati, di fascistelli con accento toscano che senza essere eletti impongono nomi, di cavalieri che rimangono in sella, di commenti sui social network che rispecchiano sempre di più il paese, di Democrazia Cristiana che non ci lascerà mai... mi rileggo il discorso di insediamento di Sandro Pertini...

"Bisogna sia assicurato il lavoro di ogni cittadino. La disoccupazione è un male tremendo che porta anche alla disperazione. Chi vi parla lo può dire per personale esperienza acquisita quando in esilio ha dovuto fare l'operaio per vivere onestamente. {...} Bisogna risolvere il problema della casa perché ogni famiglia possa avere una dimora dignitosa, dove poter trovare un sereno riposo dopo una giornata di duro lavoro. {...} Ma se a me, socialista da sempre, offrissero la più radicale delle riforme sociali a prezzo della libertà, io la rifiuterei, perché la libertà non può mai essere barattata. {...} La Repubblica sia giusta e incorrotta, forte ed umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati. Così l'hanno voluta coloro che la conquistarono dopo vent'anni di lotta al fascismo e due anni di guerra di liberazione. {...} Non posso non ricordare i patrioti con cui ho condiviso le galere del tribunale speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza. Non posso non ricordare che la mia coscienza di uomo libero si è fondata alla scuola del movimento operaio di
Savona e rinvigorita guardando sempre ai luminosi esempi di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola, di Piero Gobetti, di Carlo Rosselli, di don Minzoni e di Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di cella."

...probabilmente sono troppo ancorato al passato, ma se il presente è questo...
lunedì 26 gennaio 2015 25 vostri commenti

W Zapatero... ah no scusate... W Tsipras!

Ha vinto Tsipras! W Tsipras!
Molti urlano in queste ore, io compreso.
Sotto voce però tanti, la maggioranza credo, dice "però l'importante è che stia in Grecia"... "e ma da noi non si può!".
Una triste verità la nostra, dove per mancanza di teste pensanti, e di popoli,  dobbiamo sempre guardare all'estero.
Chi non ricorda, W Zapatero! In quel momento si era tutti spagnoli!
Ora greci.
Qui nel frattempo quelli che dicono di essere di sinistra se ne stanno al caldo del loro posto in parlamento ottenuto grazie al Pd continuando a dire "attenzione che mi dimetto! Ora lo faccio giuro che lo faccio!"... oppure sono a litigare per una sede in comune... oppure per un nome e una bandiera.
Quanti movimenti-gruppi-reti-oquellochevoletevoi abbiamo visto passare sotto i nostri occhi? Io ho perso il conto. Rifondazione, Sel, Rivoluzione Civile, Lista Tsipras e tutte le altre che ora non sto a scrivere.
Non basta cambiare nome.
Servono progetti, idee chiare, persone oneste (ci sono state e ci sono) e coerenza.
Poi c'è un altro lato della faccenda. L'Italia è l'Italia (bravo direte voi). In Grecia molti hanno conosciuto cosa vuol dire la parola fame, cosa vuol dire essere povero, rimanere senza lavoro da un giorno all'altro. Qui molto probabilmente siamo ancora messi bene perché a parte i soliti noti (ormai ai cortei siamo parenti) quando si scende in piazza si è in quattro gatti si fa il solito corteo e poi si ritorna a casa. Per prendere voti da noi basta parlare come  quello che per 20 anni ci ha governato... basta che il politico di turno magari ci risolva il problema o ci sistemi l'amico dell'amico dell'amico. Altre storie, altra gente negli altri paesi ci stanno giorni in piazza, settimane.
Ma noi nel week end abbiamo il campionato.
E torniamo alla finestra aspettando il prossimo Tsipra o Zapatero che sia.
lunedì 19 gennaio 2015 30 vostri commenti

L'uomo a quale dimensione?

Sarà che oggi è il Blue Monday, dicono il giorno più triste dell'anno, ma ultimamente mi trovo a scrollare parecchio la testa sulla natura dell'uomo, non solo quando sento i discorsi di Renzi.
Ripensando alla vicenda "Je suis Charlie" sono sempre più convinto che ci sia una marea di persone pronte ad indossare la maglia del momento per far vedere la propria presenza come paladino della libertà per poi toglierla qualche istante dopo insultando quello che la pensa diversamente.
Facendo un giro su Ebay si possono trovare parecchi ultimi numeri del giornale satirico, in allegato al Fatto Quotidiano, comprati in edicola a 2 euro e ora rivenduto a 25-30 euro. Magari sono gli stessi che poi hanno twittato contro il Corriere della sera. Che dire.
Possibile che la partecipazione al giorno d'oggi si riduca al solo click sul Mi piace, al Tweet, al post su un blog, all'insulto sul social network dove tanto non sanno chi sono e dove sono?
Più che possibile, reale.
Ad una dimensione decisamente piccola.



lunedì 12 gennaio 2015 35 vostri commenti

Cercasi vera sinistra disperatamente, no perditempo.

Premetto che a me del Pd non frega decisamente niente. Non l'ho mai votato, non è più da anni un partito di sinistra quindi facciano quello che vogliono.
Non posso però non commentare quello che è successo ieri nella mia regione con le cosiddette primarie.
L'assessore regionale Paita alle infrastrutture, protezione civile e quant'altro ha vinto. (come avversario aveva Cofferati, evito di parlare anche di lui) . 
Chi ha seguito negli ultimi mesi le tristi vicende delle alluvioni in liguria sa che la Regione ha avuto le sue responsabilità su quanto accaduto. In particolare in quei giorni l'assessore latitava perché il Pd sapendo di doverla presentare alle primarie con un colpo di magia ha cercato di metterla in ombra mandando avanti gli altri.
Le prime dichiarazioni della vincitrice delle primarie sono state...

«Ho vinto in 3 province su 4 con uno scarto enorme, adesso lavorerò per l’unità del Pd e per affrontare al meglio la sfida delle Regionali, saranno anni rock»

... anni rock! A parte l'arroganza che ormai contraddistingue il pd che pensa di aver già vinto le regionali....cosa vuol dire anni rock? Ma come parla questa gente? Come lo scout Renzi vanno avanti a colpi si slogan del nulla.
Si vantano di numeri quando hanno un partito senza iscritti o con iscritti fantasma.
Si vantano delle primarie quando in una regione di un milione e mezzo di persone sono andati a votare in 55mila.
Si vantano di stare sul territorio quando da anni Burlando e company comandano nella mia regione in maniera imbarazzante, non facendo NULLA per il territorio se non dare consensi a costruzioni assurde, lasciando buchi nei bilanci da paura e tagliando sulle spese sanitarie.
Forse la Paita intende questo per anni Rock!
Ciò che fa tristezza però è che probabilmente l'assessore e neo candidata fa bene ad esultare perché probabilmente sarà il prossimo presidente della regione dato che a prescindere da tutto c'è ancora gente che vota questo PD che spaccia come momento di democrazia delle primarie dove pare ci siano stati brogli e persone che pilotavano ai seggi gli elettori, dove personaggi di destra vanno a votare il candidato della centro sinistra.
Nonostante tutto ci sono ancora persone che credono che questa sia la sinistra, oppure come ho sempre sostenuto ogni popolazione ha il governo che merita.
Mettiamo un annuncio magari qualcuno si farà avanti.
Cercasi vera sinistra disperatamente.
giovedì 8 gennaio 2015 18 vostri commenti

Liberi sempre

66, 119 e 178.
Non do i numeri, anzi si. Solo che si tratta di donne e uomini, giornalisti.
Nell'anno appena concluso sono stati uccisi nel mondo 66 giornalisti che facevano il loro lavoro cioè informare.
119 sono stati presi in ostaggio, come pedine di scambio o solo come lezione da fornire a chi non vuole tacere.
178 sono stati arrestati, quindi secondo una legge di qualche stato che molte volte si vanta di essere democratico.
Oggi è una triste giornata per i 12 morti di Parigi, per le famiglie che hanno perso i loro cari. Un dolore che non riesco nemmeno ad immaginare.
Credo che tutti noi, soprattutto le istituzioni che passata la bufera torneranno a fare progetti contro la libertà di stampa e a stringere la mano a dittatori che si liberano dei giornalisti, si debba lottare e difendere 365 giorni all'anno la libertà di parola anche del nostro peggior nemico.
Non solo in Europa, non solo quando capita nel giardino vicino a noi.
Sempre.
domenica 4 gennaio 2015 14 vostri commenti

Che anno...

Incominciamo dagli auguri a tutti per il 2015, un po' in ritardo ma valgono sempre si dice.
Sta per arrivare la Befana un po' il Babbo Natale di serie B ma a me è sempre piaciuta. Diciamo che in generale mi piace dicembre, sarà perché in casa mia fin da piccolo abbiamo sempre festeggiato le feste con tutta la famiglia.
Ricordo le tavolate infinite con  una marea di antipasti, subito dopo gli aperitivi, due primi e infiniti secondi... dolci e tutto il resto. Il pranzo di Natale e poi il 26 naturalmente, qualche giorno di pausa per riprendersi giusto per il cenone di capodanno anche quello infinito. Ricordo che ci si vedeva anche il primo dell'anno a pranzo per finire gli avanzi.
Insomma per noi piccoli era una festa continua.
Ricordo l'ansia provata la sera della vigilia, l'attesa di Babbo Natale, qualche sbirciatina in sala per vedere se c'erano i regali che dopo un po' magicamente apparivano. Non oso pensare la fatica dei miei genitori per montare tutti quei giochi.
Bellissimi ricordi che io cercherò di far rivivere a Greta.
Il 2014 è andato, per me naturalmente è stato un anno particolare. Iniziato con una gioia incredibile dopo un'ecografia, continuato ancora meglio quando un pomeriggio di agosto, dopo una cena di focaccette al formaggio e una notte di contrazioni, è nata nostra figlia, che a scriverlo mi tremano ancora le gambe.
Ora sono qui con accanto quattro occhi belli, quelli di una dolcissima madre e di una principessa che mi ha fatto perdere la testa.
Non oso chiedere di più al 2015.
E' tutto da vivere.
giovedì 18 dicembre 2014 11 vostri commenti

Cuba Libre?

Dobbiamo aggiungere una nuova frase ai nostri ricordi.
"Todos somos americanos!"
Parole di Barck Obama che in pochi attimi cancella anni di muro nelle relazioni tra Usa e Cuba.
Fine dell'embargo? Per ora non c'è ancora nulla di certo direi ma credo che sarà il passo successivo a meno che il futuro presidente Usa non cambi rotta.
Ognuno di noi su Cuba ha una propria idea. Quella di un'utopia realizzata, quella avventurosa e rivoluzionaria per eccellenza sotto la figura di Che Guevara, quella di un'isola felice come istruzione e sanità in un panorama sudamericano da brividi, ma anche quella di una paese senza democrazia, quella dei "balseros", degli scioperi della fame, dei cubani di Miami o degli attentati.
Il fascino di quel paese che ha lottato contro il gigante americano me lo tengo stretto, d'altra parte questo Blog prende il nome da un diario di Ernesto Guevara, sapendo però che negli anni  il fascino della libertà è sfumeto per mantenersi in vita. Non starò qui a difendere la mancanza di democrazia, non è nelle mie corde, dico solo che da qui è difficile giudicare. 
Cosa sarebbe diventata cuba senza la rivoluzione? Sarebbe rimasta ciò che era prima ovvero un'enorme Casinò alla luce del sole. Avrebbe fatto la fine del Cile con Pinochet sostenuto dai paladini della libertà americani, oppure la fine dell'Argentina.
Oggi al di là di ciò che è stato si deve essere contenti per questo inizio di cammino che deve necessariamente portare alla fine di un embargo che ha affamato per anni una popolazione. Il punto di domanda è d'obbligo però.
Le idee si contrappongono ad idee non a blocchi.

lunedì 15 dicembre 2014 26 vostri commenti

Future Notti Magiche


Ora possiamo stare tranquilli.
Il presidente del consiglio ha trovato l'arma giusta contro lo scandalo di Mafia Capitale.
Una bella e sana candidatura per le Olimpiadi del 2024.
Sono già pronti i modelli, in vari formati colorati e anche spiccioli, per vincere le gare di appalto.
D'altra parte come dimenticare Italia 90 con i mega stadi che ci ha lasciato in eredità.
L'era della comunicazione ha trovato il suo più abile paladino, contro una città in mano ad una cricca da romanzo criminale la cosa migliore da fare è una candidatura porta voti.
Per la mascotte delle olimpiadi pronto un sondaggio on line.
Oppure si potrebbe tenera quella vecchia "Ciao" aggiungendo al nome la parola "soldi".
Ah ricordate che lui non partecipa... lui vince.
mercoledì 10 dicembre 2014 29 vostri commenti

Giochi e...

Facendo un leggero salto indietro nel passato mi ritrovo a rovistare nei miei giocattoli.
Adoravo i soldatini, eppure lo sapete sono un pacifista e ho fatto l'obiettore di coscienza, però passavo delle ore a sistemare americani contro russi, russi contro tedeschi, tedeschi contro scozzesi e scozzesi contro egiziani. Lo so trattasi di orrore storico ma ero piccolo, concedetemi la licenza.
Poi i playmobil. Nordisti contro sudisti, la banca e il saloon, il galeone dei pirati. Immagino i miei alle prese con le istruzioni per farci trovare, a me e mio fratello, tutto montato sotto l'albero.
Le immancabili macchinine e poi tanta immaginazione che usavamo per inventarci dei giochi.
La mitica pallina di gomma piuma che qualche volta ci è costata qualche ciabatta sul sedere visto che arrivava a colpire qualche quadro con l'immancabile caduta.
Non mi piacevano i Big Jim e nemmeno il Meccano che lasciavo volentieri a mio fratello.
Mi piaceva pareccho invece il Lego. Metri e metri di mattoncini uno sopra l'altro. Questi omini sempre nelle stesse posizioni con lo sguardo e la bocca disegnata.
Semplici... meravigliosi!
Ora... oggi mi sono imbattuto in questa cosa...

... lo strip club! Poltrone zebrate e palo per la lap dance!!!!
Manca il buttafuori e gli omini del lego rissosi e poi siamo al completo.
Magari quelli sono accessori da comprare a parte.
Forse è per questo motivo che hanno sempre avuto il sorriso stampato.