lunedì 2 ottobre 2017 21 vostri commenti

Sangre

Le immagini che arrivano dalla Catalogna sono un pugno nello stomaco, non molto distanti da ciò che abbiamo visto a Genova nel 2001. Violenza contro tutti, anziani trascinati via colpiti in testa più volte, sanguinanti. Scene che indignano, che provocano brividi lungo la schiena e rabbia tanta rabbia per delle divise che ancora una volta commettono atti indegni.
L'affare Catalogna non è una questione di questi ultimi anni ma ha radici lontane, quindi difficile davvero limitarla ad un semplice commento. Necessiterebbe credo di molte riflessioni. Il mio modo di pensare, i miei valori e ideali, mi portano a non amare i confini, le divisioni e i muri. Sono lontano anni luce da chi ha una spinta indipendentista. Sono convinto però che stiamo assistendo  ad una massima espressione dell'arroganza del potere che sceglie spesso, sempre, la strada della violenza invece di parlare, dialogare, cercare di capire le ragioni di chi scende in piazza.
La mia paura è che la maggior parte delle persone scese in piazza pur credendo davvero nell'essere "catalani" sia stata spinta da cattivi maestri interessati solamente alla questione economica. Purtroppo ormai la maggior parte delle scelte politiche e delle decisioni hanno le loro basi nel non volere spendere soldi per gli altri, dal tenersi le proprie risorse. La Catalogna è la nazione più ricca della Spagna con un’industria più sviluppata, 609mila imprese attive e un Pil di oltre 200 miliardi di euro paragonabile ai paesi come la Finlandia o il Portogallo. 
Davvero un'argomento spinoso, difficile, che si muove sul confine tra la libertà dell'individuo di decidere e la solidarietà tra i popoli. 
Ciò che sicuramente viene fuori da queste ultime vicende è un Europa, e in questo caso una nazione, che tende a dividersi, dove le ragioni nazionaliste spesso sono supportate dal denaro. 
Manganelli, muri, divisioni e soldi.
Buio.

venerdì 22 settembre 2017 16 vostri commenti

Spazi


L'obiettivo era quello di conquistare lo spazio migliore, magari il punto in cui si poteva mettere la mano dentro allo sportellino per cercare qualche spicciolo o ancora meglio un bel gettone da esibire poi come trofeo.
Erano un rifugio. Uno di quei punti dove ripararti durante un acquazzone improvviso o perché no baciare la fidanzata di turno. Spazi comuni a volte teatro di piccole liti per il troppo tempo di attesa, porte che venivano percosse dal pugno di chi non sapeva, non voleva o non poteva aspettare.
Col tempo abbandonate al loro destino fatto di fili spezzati, di tossici sdraiati per terra, riparo di senza tetto. Testimoni di una parentesi fatta di tessere magnetiche da collezione, messe da parte dalla smania di essere reperibili sempre.
Indimenticabili per qualcuno di noi. Per tutti quelli che spesso si lamentano del poco spazio sul proprio cellulare.
lunedì 18 settembre 2017 9 vostri commenti

Questo è un post per vecchi


Andavamo piano, col vento nei capelli che ci dava la sensazione di andare a 100 all'ora mentre la signora sul marciapiede con tanto di spesa in mano ci superava. Erano i tempi in cui il percorso da A a B era importante, faceva parte dell'esperienza e dell'avventura.
Discorsi e ragionamenti che molto probabilmente prima di noi qualcuno ha già fatto sulla generazione del momento, ma in fondo veri, reali. 
Non è solo una questione di trasporto ormai, ma di quotidianità vissuta troppo velocemente, giusto il tocco sul proprio touch. 
Chissà poi magari era solo la sensazione di essere "agili" e "sorridenti".

lunedì 11 settembre 2017 17 vostri commenti

Rimini Firenze senza ritorno.

Non sono in grado di dire se il momento in cui viviamo sia un punto di non ritorno. Sono convinto però che sia molto pericoloso. Camminiamo in bilico su un sentiero sconnesso, con l'alta probabilità di cadere.
I commenti sui social, ma non solo, sulle violenze di Firenze comparati con quelli di qualche giorno fa sui fatti di Rimini disegnano una società, un mondo, sempre più malato per colpa di un veleno iniettato dai suoi stessi abitanti.
Vengono alla mente le giornate sventolate a 360 gradi contro la violenza sulla donna mentre si leggono frasi del tipo "se le sono andate a cercare", "li hanno incastrati", "queste sono furbe", "però Firenze non è una città da sballo la gente lo deve capire" (questa è del sindaco) e molto altro. 
Salgono in cattedra in questi momenti i politici sciacalli che stanno costruendo il loro consenso grazie a queste cose. Allora possiamo trovare un post di Salvini, quello che giorni fa parlava di castrazione chimica, quello che fa foto a due ragazzi di colore mentre usano li telefonino commentando "ecco le nostre risorse",  che ci dice di non generalizzare, perché i carabinieri non sono tutti così aggiungendo anche lui "che però qualche sospetto sulla vicenda è lecita". 
La violenza non ha colore, non è differente se a commetterla è uno ricco o uno povero,  il reato è un mero atto che va contro la legge a prescindere da chi lo commette. Concetti semplici che però a quanto pare a parecchi nostri concittadini non sembrano entrare in testa. Fumo negli occhi che molti politici stanno utilizzando per coprire la loro pochezza e incapacità nel risolvere il problema del paese. 
Poi le vittime, quelle dimenticate, usate solamente come arma di propaganda per tornare nell'oblio tra pochi giorni e spesso sole ad affrontare un dolore difficile da descrivere. Basta citare solamente il fatto che i centri antiviolenza stanno subendo dei tagli ai loro finanziamenti. 
Il resto è solo l'ennesimo commento di chi domani scriverà con lo stesso livore per commentare il risultato di una partita di calcio. 

lunedì 4 settembre 2017 13 vostri commenti

Piccoli atti rivoluzionari


La vita è un cambiamento continuo o almeno dovrebbe essere così. Ci sono porte che si aprono, che si chiudono mentre i tuoi amici cercano di sorreggerti e poi gli orizzonti che vediamo dalla finestra.
Chissà forse è vero che l'uomo si immagina sempre davanti ad una vetrina con la voglia di avere determinate cose. Sono convinto però che spesso, troppo spesso, non ci rendiamo  conto di ciò che abbiamo già conquistato, presente a pochi passi da noi.
Attimi e momenti che diamo per scontato, che sottovalutiamo e smettiamo di apprezzare perché troppo presi dal resto, futile e dannoso il più delle volte. Allora dimentichiamo l'importanza del sorriso e dell'abbraccio di nostra madre, delle mani di nostro padre che hanno lavorato tutta la vita ma che sono sempre le prime ad aiutarci, del legame con nostro fratello o nostra sorella,  degli occhi della nostra compagna che ci sorreggono e ci fanno sapere che ci sarà sempre, oppure tua figlia che in un momento di silenzio ti dice "papà ti voglio bene".
Pilastri e fondamenta che ci sostengono per tutta la giornata, per tutta la vita, oppure ricordi che teniamo stretti a noi, col pensiero anche alle persone che non hanno questa fortuna e magari pensano di essere soli, in una famiglia che magari ha perso di vista i legami oppure in un paese nuovo e poco ospitale.
In questo momento in cui la violenza delle parole, e non solo, va di moda, restare umani è un atto rivoluzionario, come cercare la mano di chi ci vuole bene e stringerla.
Sempre.
venerdì 1 settembre 2017 7 vostri commenti

E l'ottavo giorno creò la notizia, falsa.

In questi giorni in rete si condividono spesso alcuni pezzi tratti da 1984 di Orwell. Il potere che spaventa l'uomo, l'essere umano in balia del potere, la comunicazione che crea la notizia, l'informazione manipolata che spaventa le persone e la gente che si ridimensiona sempre più fino a diventare parte integrante del sistema.
Abbiamo letto di tutto e ne leggeremo ancora. Nulla più sbalordisce perché siamo verso un punto di non ritorno. Razzismo semi nascosto misto ad intolleranza verso chi è diverso, una caccia alle streghe rincorrendo il povero brutto sporco e cattivo visto come origine di tutti i mali.
Ormai non si parla d'altro e la politica, quella si brutta sporca e cattiva, ha deciso di inseguire il voto facile. Ora ci ritroviamo con due destre, quella vera e quella che prova a farla. Il risultato lo sappiamo, a Genova abbiamo le prove.
Non serve a nulla parlare di dati o numeri, la sola cosa che interessa è avere un nemico, possibilmente di un etnia differente dalla nostra oppure povero. Tutto il resto non serve, ed è così che la maggioranza delle persone parla di cose senza entrare nemmeno nel merito, parla di violenza ma delle vittime non ricordano nemmeno il nome oltre a non preoccuparsi veramente. 
E' un grande spot interminabile, la differenza è che quelli di una volta erano più credibili. Lo stesso compianto Amendola quando offriva due detersivi al posto del Vernel era più reale dell'interesse dei paladini della morale che abbiamo sul pianerottolo.
Il problema è che con loro anche il telecomando universale non serve per spegnerli.
lunedì 24 luglio 2017 30 vostri commenti

Mail

Cosa siamo diventati? Perché abbiamo raggiunto questo livello?
So che non dovrei farmi queste domande ma è inevitabile in una mondo, un paese dove il rispetto della persona oramai è messo all'ultimo posto.
Venerdì alcuni lavoratori della Ericsson di Genova hanno ricevuto una mail, voi direte beh una cosa normale ormai. La cosa fuori dalla norma è che nel testo di quella lettera ricevuta c'era la parola "licenziati". Un cortese avviso digitale che annunciava poi un'ulteriore lettera di addio all'azienda. 
Oggi quei lavoratori si sono trovati con il badge smagnetizzato. 
Respinti.
Non desiderati.
Questo siamo diventati, merce di scambio per aziende che vengono nel nostro paese con i tappeti rossi, fanno ciò che vogliono, pagano due lire le persone e poi in pochi attimi tutti a casa.
Ciò che fa ancora più male è che anni fa si sarebbe fermata la città, avrebbe chiuso il porto, i camalli sarebbero usciti autonomamente dai cancelli. Invece solo qualche partecipazione autonoma di alcuni genovesi. 
Il resto al caldo del proprio ufficio, del proprio posto di lavoro che per ora è salvo.
Per ora.
giovedì 20 luglio 2017 17 vostri commenti

Avevamo ragione


Certe cose non si possono dimenticare, eppure in questo paese abbiamo fatto, stiamo facendo, anche questo. 
Basta leggere i commenti in giro, non solo sui social, frutto di  una  propaganda che funziona benissimo è riuscita a portare a termine il suo obiettivo e molti, troppi, ora se parlano di G8 pensano a dei ragazzi che non avevano altro da fare quel giorno se non andare a sfasciare una città.
La verità la sappiamo e abbiamo anche le prove. 
Di politici nelle caserme a comandare assalti contro cortei inermi, di scambi di intese tra infiltrati e poliziotti, di zone rosse incostituzionali, di anziani colpiti da manganelli, di pistole che sparano nelle piazze, di morte, di proiettili deviati da pietre, di ragazzi presi a calci in faccia davanti alla questura, di molotov inventate, di macelleria messicana, di canti fascisti nella caserma, di punizioni corporali, di torture fatte a Genova, in Italia, solamente 16 anni fa.
Quei ragazzi avevano ragione.
Avevamo ragione.
Abbiamo le prove.
Ci hanno massacrato.
Ma ci siamo ancora, più vecchi, più soli, ma lottiamo sempre.
martedì 11 luglio 2017 10 vostri commenti

Con me



Era il 1994, eravamo giovani io Matteo e Simone, con il nostro eskimo sempre addosso e ideali che sembravano granito. Ognuno poi, come spesso accade, ha preso la sua strada ma credo che quell'incontro con Antonino Caponnetto non possa essere rimosso dalla nostra memoria.
Una stretta di mano vigilata dalla sua scorta, la mia voce tremante per l'emozione chiedendo un incontro nella nostra scuola per parlare delle stragi, della mafia e di Falcone e Borsellino. Un numero di telefono di Firenze scritto su un pezzo di carta che ho smarrito. 
Fa male pensare che ancora oggi quel ricordo debba subire degli affronti.
Era il 1994, eravamo giovani, ognuno ha preso la sua strada, ma quell'eskimo è sempre con me.
giovedì 6 luglio 2017 21 vostri commenti

Miracoli genovesi

Succedono cose davvero strane nella mia città, ma nemmeno tanto.
Un mese fa questo mercatino "abusivo", "non abusivo", "progetto del comune", non si è mai capito grazie anche alla meravigliosa capacità di comunicazione dell'ex sindaco Doria, è stato adottato dalla Lega come simbolo di tutte le battaglie...


...ecco dal momento della sua nascita la destra ha sempre dichiarato il mercatino illegale, "una vergogna per gli italiani che pagano le tasse" e via di seguito. Bene, l'assessore della Lega da poco insediato ha dichiarato che il mercatino verrà spostato, perché in quella posizione non è un bel biglietto da visita per la città e messo al coperto. Quindi non è più illegale. Magia!!!
Che dire, prendo i voti da quelli che vedevano in questo mercatino la radice del male della città e poi mi scontro con la realtà dell'amministrazione e dico che alla fine va tutto bene.
Ma non finisce qui. L'affaire AMIU azienda municipalizzata della "rumenta" che rischia il collasso, la via della privatizzazione arenata, meno male dico io, ma una soluzione va trovata anche perché 13 milioni di euro devono uscire. Primo giorno da sindaco e Bucci chiede ai funzionari di tirare fuori questi 13 milioni di euro. Altro miracolo della campagna elettorale dove i bilanci non vengono letti. Magia numero due!!!
Per chiudere in bellezza dopo aver dichiarato in questi mesi che a Genova bisogna andare in giro con il giubbotto anti proiettile oggi il sindaco col benestare dell'assessore leghista alla sicurezza (ho ancora i brividi) ha detto che a Genova in generale sono diminuiti i reati. Magia numero tre!!!
Incredibile un mese fa vivevo nel Bronx e ora a Topolinia.
martedì 27 giugno 2017 36 vostri commenti

Buio

Genova è caduta verrebbe da dire. Ma non da oggi, da parecchio tempo. In mano ad un centrosinistra che ha deciso di fare la "destra" rincorrendo posizioni del capitale, dei costruttori, delle banche dimenticando tutto il resto. 
Vero è che il sindaco Doria non è stato quello schifo che molti dipingono, abbiamo avuto di peggio verrebbe da dire, ha fatto degli sbagli, non è stato sicuramente un comunicatore ed è stato isolato dal Pd che ha deciso di fargli guerra dal primo minuto dopo l'elezione. 
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, fascisti al governo della città. Perché credo sia importante tornare a chiamare le cose col loro vero nome. Questi sono fascisti, gente che condivide sulle loro bacheche massime del Duce, che parla di zecche comuniste a capo della città. Strano davvero non mi sono accorto di vivere nella Stalingrado italiana. 
Il Pd dovrebbe ormai smetterla di utilizzare la parola di sinistra e darsi la sua vera identità ovvero quella di un partito di centro con tendenze verso destra. Non tutti i suoi componenti questo dobbiamo dirlo, ma credo che quelle persone ancora lì dentro debbano davvero abbandonare la nave e salutare tutti redimersi oppure trovarsi  un lavoro o tornare a quello vecchio.
Dall'altra parte ci sono quelli del 1%, quelli che esultano perché hanno un esponente in consiglio comunale che giocherà all'opposizione per 5 anni. Basta davvero con i partitini che rivendicano posizioni più a sinistra dell'altro, dovrebbero domandarsi perché non arrivano nemmeno a 2000 preferenze. Ma è il gioco del momento quello di non porsi domande. Renzi crede di essere in piazzetta e dice di aver vinto 63 a 59, ma non può direi nemmeno pugno per fermare tutto perché è troppo di sinistra. Non si domanda perché ha perso tutte le elezioni compreso i referendum, non si domanda perché ha fatto fallire il giornale di Gramsci, perché gli iscritti del suo partito si contano sulle dita di una mano tra poco.
Di Grillo non parlo nemmeno, perché non lo considero.
Hanno consegnato la città medaglia d'oro della resistenza alla destra capitanata dalla Lega con 12 consiglieri comunali, che hanno guidato la campagna elettorale sull'onda del pericolo immigrati con la promessa di togliere un mercatino che sembra ormai il male della città. Ma anche loro non si domandano come mai abbiano preso 112000 voti su 650 mila abitanti. 42% di votanti...
Poi ci sono quelli che nonostante tutto votano questa gente, lavoratori che ce l'hanno col Job Act e poi votano Berlusconi che avrebbe fatto la stessa cosa, che votano Forza Italia e Lega che in Regione stanno tagliando finanziamenti a disabili, psichiatrici e anziani.
Siamo accerchiati, mentre Casapound annuncia l'apertura di una sede a pochi metri da Piazza Alimonda simbolo delle violenze del G8. Genova è stata nuovamente picchiata in questo week end come nei giorni di luglio del 2001, questa volta però non sono state le forze dell'ordine ma da chi si credeva eterno come la dirigenza Pd, dall'arroganza di Renzi, da quelli che per anni hanno costretto a votare il meno peggio, da quelli che non hanno voluto trovare un candidato unico, dal settarismo dei partitini di sinistra, dai suoi cittadini. 
Ed è buio ora, davvero buio.
mercoledì 14 giugno 2017 24 vostri commenti

Commento ergo sono

In questi giorni è mancata la mamma del sindaco uscente di Genova, Marco Doria. Purtroppo la vita è questa, fatti personali con cui prima o poi bisogna rapportarsi. 
Ciò che continua davvero ad intristirmi sono i commenti che si possono leggere sui social. Si passa dal "chissenefrega" molto in voga, al "vorrei sapere chi paga i funerali" al "anche a me è morta la mamma ma nessuno mi ha fatto un articolo".
Sconvolge davvero tutto questo, lo abbiamo detto più di una volta, oramai la rete e non solo ha sdoganato tutti e tutto. La possibilità di dire a prescindere qualunque cosa ha trasformato, ma forse erano già così, agnelli in mostri. Commento ergo sono.
Mi pare di assistere ad un volo in picchiata della società civile, composta quasi in maggioranza da quelli che "fanno tutti schifo", quelli che il ministro lo può fare chiunque, quelli che non ascoltano più, che non leggono un testo più lungo di 5 righe, che condividono una notizia senza controllare che sia vera, quelli che anche e la notizia è palesemente vera urlano al complotto, quelli che cambierebbero tutto ma non si scollano dalla tastiera per paura di perdere un like.
Mi domando, ma dove erano questi nell'era delle stragi, della democrazia cristiana, del craxismo, di tangentopoli,  del consenso di Berlusconi... dimenticavo probabilmente erano al seggio a votarli. 

lunedì 12 giugno 2017 18 vostri commenti

Non ci siamo

Un genovese su due non è andato a votare. Storia di un'elezione del sindaco che sembra essere su un binario totalmente differente dalla realtà quotidiana. 
Qui (e non solo) dove il Pd continua a pensare di vincere a prescindere dalle politiche che mette in atto e dalle scelte dei nomi. Non è bastato avere consegnato la Regione alla destra, probabilmente tra qualche giorno, perché si andrà al ballottaggio, vedremo anche il comune in mano a fascisti, leghisti e tutto il resto. 
Questo avviene perché ormai i partiti si vantano di vittorie con numeri imbarazzanti. La partecipazione delle persone alla vita della cosa comune è ai minimi storici. Crivello il candidato del Pd ha preso 76.034 voti contro i 127.477 di Marco Doria di quattro anni fa. 
Aver costretto le persona a votare il meno peggio per anni, a partire dall'era del berlusconismo, ci ha ridotto all'ombra di noi stessi, allontanando sempre di più le persone. 
I grillini ormai sono una barzelletta, usciti totalmente allo scoperto perdendo definitamente di credibilità. In una città dove probabilmente Beppe Grillo se avesse fatto una campagna elettorale decente avrebbe vinto a mani basse (non sia mai!), andando invece a screditare un candidato votato sul web a scapito di uno scelto dalla direzione. Il sospetto, nemmeno poco, è che non vogliano comandare ma giocare all'opposizione.
Se volete riportare le persone a partecipare andate nei posti di lavoro durante l'anno, non una volta ogni cinque per portare il santino elettorale. Se sbagliate, se non prendete voti dimettetevi non ricandidatevi e non cercate di trovare poltrone a chi non non viene eletto. Quando vi sedete ad un tavolo per cercare un candidato per la vostra città non pensate solo al "dover esserci" ma al "fare" e per cortesia ricominciamo a chiamare i partiti con i loro nomi veri, che ieri non sembrava una scheda ma una locandina pubblicitaria.
lunedì 5 giugno 2017 19 vostri commenti

Il buio oltre il voto

Domenica prossima si voterà in molte città tra cui Genova. 
Ci sono parecchi candidati e la sinistra o centro sinistra o come lo volete chiamare come al solito non è riuscito a portare un candidato unico. Da una parte la continua arroganza del Pd che sforna candidati senza rendersi contro che esiste anche una cittadinanza che in questi anni non ha gradito la gestione della cosa pubblica. Dall'altra parte una sinistra che è riuscita solamente a sostenere una lista "civica" di un fuoriuscito grillino, persona come si deve sia chiaro, ma che mi fa riflettere su molte cose. Se questa persona si fosse candidata con Grillo ad esempio sarebbe stata sicuramente osteggiata. 
Al di là di questo, ciò che mi spaventa è il BIS dell'orrore in Regione dove ora ci troviamo con Toti come governatore, in grado solo di fare campagna elettorale e di creare un mostruoso carrozzone di poltrone come ALISA alla gestione della sanità ligure. 
La cosa più grave è il livello del dibattito politico che è stata spostato solamente sul pericolo immigrati e delinquenza. Tralascio il mio giudizio su miei concittadini che riescono a vedere solamente il problema di un mercatino abusivo mentre l'ILVA rischia seriamente di lasciare a casa 5000 lavoratori. 
E' uno scontro impari contro l'ignoranza, perché è di questo che stiamo parlando, contro l'arroganza di chi vive nelle stanze del potere e non ha più idea di come si viva la quotidianità.
La sensazione è quella di essere sempre più isolati.

mercoledì 31 maggio 2017 27 vostri commenti

Trova le differenze



Aiutatemi a capire perché c'è qualcosa che non torna.
Non credo che nel Vangelo si parli di "bestie straniere".
lunedì 29 maggio 2017 25 vostri commenti

Santi e parole

Sabato a Genova c'è stata la visita del Papa. Questo non sarà un post per inveire contro il Vaticano, anche se potrei, o sui soldi utilizzati per l'organizzazione, ma solamente per ragionare su una frase detta dal pontefice. 
Non ricordo perfettamente le parole ma era riferita agli imprenditori che dovrebbero essere i primi lavoratori, che non dovrebbero risolvere i problemi delle aziende licenziando o tagliando stipendi.
In pratica le cose che spesso vengono urlate nelle piazze da studenti o lavoratori con la differenza che vengono subito tacciati come i soliti comunisti.
Sia chiaro le parole del Papa sono importanti, ma mi domando come si possano legare con le decisioni prese, ad esempio, dai tantissimi Istituti religiosi che operano nella sanità privata dove si applicano contratti peggiorativi ai lavoratori, facendo lavorare di più a parità di salario, dove si cacciano i rappresentanti sindacali, dove si cerca di andare a togliere quei pochi diritti rimasti. 
Questo discorso il Papa lo ha tenuto all'interno dell'Ilva, nello stesso luogo dove oggi un operaio è rimasto ferito, ustioni alle mani e al volto. Le parole non possono più bastare, servono fatti, leggi a tutela e provvedimenti a sostegno del lavoro e della dignità dei lavoratori.
Altrimenti rientra tutto nel solito show.


mercoledì 24 maggio 2017 24 vostri commenti

Soluzioni 2.0

Mi spaventano le certezze di molti.
Viviamo in un'era in cui abbiamo la possibilità di comunicare in ogni momento ma spesso non diciamo niente. Di leggere qualsiasi cosa, ma se è più lunga di 5 righe ci stufiamo subito. Di documentarci ma la fatica poi ci frena. Postare in un nano secondo ciò che succede nella stanza accanto, ma quando siamo in ascensore col vicino parliamo del tempo.
Leggendo commenti in giro per il web, sui social, sotto gli articoli di giornale spesso sembra di essere circondati da persone che non hanno dubbi. Quelli che hanno una soluzione per tutto, quelli che un minuto dopo una strage, un evento drammatico, una crisi o quant'altro hanno pronta la soluzione descritta in poche righe, rigorosamente solo su internet.
Già perché poi tutta questa gente con le soluzioni in mano di solito sparisce, dimenticando totalmente il reale significato della parola partecipazione.
Preferisco avere sempre dubbi, seguire i miei valori, le mie idee e perché no anche quelle brutte e sporche ideologie che sembrano ormai colpevoli di qualunque cosa. Ma avere sempre dei dubbi e non arrivare un secondo dopo con la soluzione pronta presentata con un nickname per giocare a fare il razzista magari con un post scritto mentre si sta entrando in Chiesa. 
Tempi moderni dico, forse era meglio il Medioevo.
giovedì 11 maggio 2017 5 vostri commenti

Festival dell'Acquedotto di Genova


Fare Teatro può avere differenti scopi. Da quello più accademico a quello ludico, dal ritrovare sé stessi al rappresentare una personalità nascosta. 
Il mezzo teatrale però spesso ha funzioni sociali, di collegamento tra i territori, di valorizzazione delle periferie. In molti casi si occupa degli ultimi, di quelli che vengono dimenticati, quelle persone che nei bilanci sono solamente dei pesi da eliminare. 
Il Teatro dell'Ortica di Genova col quale collaboro da anni lavora con la psichiatria, col carcere, con la disabilità, con le donne maltrattate e i maltrattanti. 
Inoltre, da ormai nove anni organizza a partire da giugno il Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto, con spettacoli, dibattiti e camminate che si svolgono proprio sulle vie dell'acquedotto. Un percorso pedonale lungo quasi 28 km, una meraviglia architettonica immersa nel verde.
Sette settimane di spettacoli all’aperto, conferenze, percorsi spettacolarizzati (le “stondaiate”), in luoghi dall’atmosfera magica, magari a pochi passi da casa ma spesso nascosti. 
Come al solito non ci sono certezze sui finanziamenti pubblici per eventi come questi. Tenete presente che la maggior parte degli eventi è gratis per dare a tutti la possibilità di accedervi. Per questo motivo da oggi è possibile sostenere il Festival anche con una piccola donazione andando sul sito https://www.produzionidalbasso.com/project/festival-teatrale-dell-antico-acquedotto-2017/. Una campagna crowdfunding con ricompense.
Al nono Festival dell'Antico Acquedotto parteciperanno 6 compagnie teatrali esterne (Stalker Teatro di Torino, Teatro Invito di Lecco, Beppe Casales, Mimmo Sorrentino e i Teatro dell'Argine di Bologna, Teatro Ipotesi di Pino Petruzzelli)  oltre agli artisti del Teatro dell Ortica, per un totale 14 spettacoli, 2 laboratori teatrali, 5 incontri culturali e 2 "stondaiate". Quest'anno ci sarà anche l'anteprima festival dal 15 al 19 giugno dedicata al Teatro dei bambini.
Organizzeremo anche le stondaiate. Percorsi lungo l'antico acquedotto accompagnati dalle narrazioni di Mauro Pirovano e dalla chitarra di Marco Cambri.
Le donazioni andranno a coprire le spese di gestione organizzativa e permetteranno di mantenere la maggior parte degli spettacoli gratuiti.
Capisco che in questi momenti per tutti non sia facile donare qualcosa vi sono comunque grato per aver letto tutto fino a qui. Se potete condividete.
lunedì 8 maggio 2017 27 vostri commenti

Esistono

Oltre 10 milioni di francesi hanno votato Le Pen.
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere. Da sommare ai continui episodi di fascismo che si ripetono nel nostro paese, ieri un partigiano di 93 anni mentre stava facendo una lezione sulla resistenza ad un gruppo di ragazzi è stato "aggredito" a Varese da fascisti. Perché è di questo che stiamo parlando.
E' inutile dire che certe parole sono vecchie e sorpassate, esistono ancora. Il fascismo c'è e spesso è vicino a noi, nei posti di lavoro, sui nostri pianerottoli. La cosa più disgustosa è la rincorsa verso le posizione populiste che stanno prendendo molti partiti per accaparrarsi i voti. Il caso della "legittima difesa" è emblematico. 
La risposta per arginare i fascismi deve arrivare anche dall'Europa che deve cambiare. Smettere di essere un'unione sono di bilanci e di ragionieri ma riprendere il cammino di un'Europa politica, sociale e che dia una prospettiva di lavoro globale. 
Ho sentito dire dai sostenitori della Le Pen, anche italiani, che la gente ha scelto la vecchia strada. Ma quale sarebbe la strada nuova che propongono? I Muri da alzare? Gli stati nazionali? Tornare ad un'Europa che in 40 anni ha fatto due guerre?
Molti, troppi, dimenticano queste cose. E chi dovrebbe proporre alternative progressiste si sta appiattendo su posizioni di convenienza. 
mercoledì 26 aprile 2017 25 vostri commenti

Se vorrai...


Nella vita dovrai lottare, a prescindere dalle bandiere, dai colori e dalle ricorrenze.
Non potrai farlo da sola ma dovrai provare a coinvolgere gli altri, anche se molti continueranno a pensare solo in prima persona e ti guarderanno come un'aliena.
Dovrai ricordare, perché senza memoria non c'è futuro.
Ti scontrerai spesso con quelli che non ascoltano, ma ormai sentono solo le loro parole.
Quelli che ragionano per dogmi, che non hanno mai torto e che hanno perso di vista la quotidianità.
Io posso solo accompagnarti fino ad un certo punto; il resto, se vorrai, dovrai farlo da sola.

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