lunedì 15 settembre 2014 21 vostri commenti

Il primo giorno

Quello dell'asilo non riesco proprio a ricordarlo. Qualche piccolo flash, come ad esempio il portone di ingresso e poi un'enorme sala, che sarà stata sicuramente piccola, con tantissimi bambini ed una suora che li faceva giocare.
Stessa cosa per quello delle elementari, niente da fare rimosso.
La memoria invece ha mantenuto ben saldo il primo giorno di scuola alle medie. Una massa di studenti con felpe di tutti i colori nel piazzale, erano gli anni 80!
Così come quello delle superiori. Ricordo ancora la voce del bidello scandire chiaramente i cognomi e le classi. Una scala da salire con tanto di paura di inciampare proprio il primo giorno di scuola davanti a tutti. Qualche ripetente che si conosceva già e poi l'aula piccola, due file di banchi orizzontali. Cinque maschi che diventeranno poi amici inseparabili e tante ragazze. 
Il resto è storia si dice... cancellini tirati nei corridoi come segni indelebili, ansia pre interrogazione, amori iniziati e finiti il giorno dopo, ma anche tante risate, erano gli anni 90!
E poi l'amico pino, il nostro albero, che già dal primo giorno di scuola avevamo individuato come rifugio quando si doveva decidere se entrare in classe o andare sugli scogli... e al posto del libro di storia in mano si teneva la focaccia.

venerdì 12 settembre 2014 20 vostri commenti

Ministero dell'Abbandono

Ma in fondo che sarà mai!
Il ministro della Salute Lorenzin lo ha detto non taglierà oltre i 40 milioni di euro. Quindi non ci lamentiamo...
Che sarà mai.. se nelle nostre strutture continuiamo a mandare a casa anziani, disabili giovani e adulti perché non possiamo più seguirli.
Che sarà mai... se abbandoniamo, perché è di questo che si tratta, le famiglie.
Che sarà mai... se le persone vengono trattate come numeri.
Che sarà mai... se i finanziamenti alla sanità vengono tagliati ma i direttori delle Asl continuano a prendere premi di produzione per i tagli.
Che sarà mai... se chiamano risparmio la mancata assistenza alle persona.
Che sarà mai.. se tagliano da anni, da sempre.
Salute Ministro.
mercoledì 10 settembre 2014 18 vostri commenti

Disonestà trasversale

Per anni in questo paese ci hanno raccontato che il male era nel centralismo dello Stato, che i cattivi stavano solo a Roma e che la soluzione era il Federalismo più o meno accentuato.
Poi sono arrivate le riforme e le riformette, titoli V e compagnia bella.
I presidenti delle Regioni hanno iniziato a farsi chiamare "Governatori" spinti da una moda californiana alla Schwarzenegger e il risultato lo abbiamo sotto i nostri occhi.
Più di 500 consiglieri regionali sotto inchiesta per non parlare dei governi delle Regioni che ogni volta vengono decimati dalle procure, rei di aver acquistato qualunque cosa con i soldi dei cittadini, dalle mutande alle bottiglie di champagne.
Quindi? Meglio quando il potere era accentrato?
No. Credo che la risposta sia come al solito nell'onestà delle persone che purtroppo sembra essere sempre meno presente. Non solo nei politici ma anche in coloro che eleggono e sostengono queste persone.
Ma è più semplice dire che una volta il problema è lo Stato, l'altra il regionalismo, poi il pubblico e poi il privato.
martedì 9 settembre 2014 29 vostri commenti

Come ti spiego Renzi?

Negli anni 80 i Righeira l'hanno messo per scritto con tanto di note musicali. Peccato però che il titolo oggi dovremmo cambiarlo perché l'estate non sta finendo... non è mai iniziata.
Ma lasciamo all'ascensore il tanto amato argomento meteo.
Da queste parti come sapete l'estate ha portato ben altro che in questo momento pesa 3 chili e mezzo ed è lunga 53 centimetri.
Quando potrà capire dovrò raccontarle parecchie cose... forse è meglio tralasciare qualcosa però.
Dunque... i governi di centro sinistra che non hanno fatto una mazza... il berlusconismo... il conflitto d'interessi... tangentopoli 1 - 2 - 3 e oltre... la erre moscia di Bertinotti... Mastella ministro di grazia e giustizia (questo me la tengo per quando si comporterà male)... il contratto con gli italiani versione uno e due... Porta a Porta e i plastici... i governi di destra che hanno devastato il paese... ministri imbarazzanti... Veltroni... D'Alema... Ds... Ulivo... Democratici... Pd... Fini... il G8... le lacrime della Fornero... i Forconi... gli appelli mediaset per salvare Silvio... le bandierine di Emilio Fede... 
Mi fermo qui, perché solo a ripensarci sono incubi.
E poi Renzi... come glielo spiego Renzi.
Intanto  appena nata si ritrova la Festa de L'Unità col vecchio nome. Alzi la mano chi non era nostalgico! Et Voilà colpo di magia, anzi colpo pubblicitario. Si perché da una parte il Matteo pensa al Job Act dove si parla di demansionamento dei dipendenti, di controlli computerizzati sulla produttività e di licenziamenti facili, dall'altra vi riattacca sulla maglietta il bollino con su scritto Festa de l'Unità.
Ecco trovato il modo per spiegare Renzi.
mercoledì 13 agosto 2014 22 vostri commenti

Viaggi d'agosto

Chissà perché tutto ad agosto.
In effetti tutte le svolte della mia vita cadono in questo mese.
Circa sei anni fa, dopo aver aperto il blog,  iniziavo un viaggio, nel vero senso della parola, con la mia attuale compagna dopo aver passato un periodo davvero brutto e confuso.
Un viaggio fisico e geografico ma allo stesso tempo una sfida, un voler scappare da tutto e tutti mettendo tra noi due e il resto più chilometri possibile. E così fu, circa 6000 km in scooter partendo da Genova passando per l'Emilia e la Romagna, poi in Toscana, Umbria e Marche fino a San Marino e ritorno.
Un percorso indimenticabile che ci ha spinto poi a prendere la decisione di vivere insieme.
9 giorni fa la seconda svolta. L'arrivo di Greta. Non smetterò mai di ringraziarvi per tutte le belle parole che avete scritto qui.
Un altro viaggio da compiere insieme aggiungendo il side car allo scooter, questa volta non geografico ma un percorso che inizia oggi tra poppate, pannolini, sorrisi difficili da descrivere, portandosi già dietro immagini che rimarranno impresse come quelle del momento del parto, l'istante in cui tenevo la mano della mia compagna vedendo uscire una piccola testa e la mia bocca che automaticamente continuava a ripetere "meravigliosa"... e quattro occhi belli da guardare.
Poi lo so ci potranno essere difficoltà, dovremmo tenere duro e andare avanti; così come quel viaggio del 2008 quando l'acqua presa sull'Abetone non ci fermò riuscendo a rivedere il sole di Lucca, asciugati dai suoi raggi. Oggi quel sole pesa 3 chili ed è lungo 50 centimetri.
La strada è lunga, ed è nostra adesso.
mercoledì 6 agosto 2014 60 vostri commenti

È nata una mini blogger

Sarò breve per ovvi motivi... quando ci sono 4 occhi che ti guardano e che ami le cose sono davvero ddifferenti.
E così con 10 giorni di anticipo è nata Greta, esattamente il 4 agosto subito dopo una mangiata di focaccette col formaggio. Chissà.
Magicamente mi ritrovo innamorato due volte.
I dettagli a breve.
Nel frattempo i sorrisi di Ernest e mamma non hanno limiti.
giovedì 31 luglio 2014 19 vostri commenti

Selfie d'annata

"Schiaccia schiaccia e corri qua... dai... ora... ma no vedi che non c'è il lumino rosso.. vai a rischiacciare... veloce che il nonno non ce la fa più a stare in piedi... pronti... no no aspetta che han suonato la porta... vai un po' a vedere chi è.... vieni vieni Pinuccia mettiti qui che ora schiaccia e ci facciamo l'autoscatto... dai premi... ora bravo... c'è il rosso... fermi fermi fermiiiiiiii.... vai un po' a vedere.... CLICK... nooooo"

Questi eravamo noi, nemmeno troppi anni fa. 
Dopo essere arrivati a casa e aver chiesto se qualcuno ci aveva cercato per caso, dopo la merenda davanti ad un telefilm e l'entrata furtiva in cucina per rubare qualcosa dalla pentola, a volte ci poteva scappare un selfie... pardon un autoscatto.
Alta tecnologia in quel momento.
Come dimenticare quegli attimi fermi ad aspettare il click che non arrivava mai. Prove su prove per vedere se ci si stava tutti. Momenti di panico alternati ad euforia per arrivare poi al click proprio mentre qualcuno si alzava per rischiacciare il pulsante.
Ora... beh meglio non dire niente va, altrimenti rischio di prendermi delle botte da vecchietto lamentoso.

martedì 29 luglio 2014 38 vostri commenti

L'orrore del silenzio


"Due piccoli corpi giacciono sul tavolo di metallo dell’obitorio dell’ospedale di Al Shifa, nella città di Gaza. Omama, 9 anni, ha l’avambraccio destro lacerato e carbonizzato, e la parte superiore del cranio schiacciata. Vicino a lei c’è il fratello di sette anni. Nessuno sa ancora il suo nome. Potrebbe essere Hamza o
Khalil. I parenti non riescono a identificarlo perché non ha più la testa. Anche i genitori di Omama e del fratello sono stati uccisi."
Sharif Abdel Kouddous, The Nation, Stati Uniti
da Internazionale n.1061

Questa è la realtà di Gaza.
Un'immagine di una bambina che raccoglie libri dalle macerie. La voglia di ricominciare, di andare avanti negli occhi di una persona che non ha mai visto la pace.
E la cronaca di un orrore che si fa fatica anche a leggere.
Mentre oggi continuiamo ad assistere a bombardamenti, morti nei campi profughi, negli ospedali. Ancora 9 vittime tra bambini che giocavano in un parco.
Ascoltando le parole di Netanyahu che dice "Non c'è guerra più giusta", e il silenzio del resto del mondo.

giovedì 24 luglio 2014 38 vostri commenti

Storicamente astenuti


Ci sono governi e governi, paesi differenti e scelte da fare. Il nostro, diciamolo francamente, non si è mai distinto per coraggio ed intraprendenza in politica estera, casomai lo abbiamo quasi sempre visto camminare all'ombra di qualcuno.
E infatti mentre il governo dell'Ecuador ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore da Israele il nostro si è affrettato ad allinearsi agli altri strati europei nell'astenersi sul voto della risoluzione Onu per indagare Israele per crimini di guerra. Qualcuno potrà dire che le risoluzioni contano poco, e può anche essere vero, ma nel frattempo noi come al solito ci siamo messi al riparo. 
Che ad astenersi non si sbaglia mai.

mercoledì 23 luglio 2014 27 vostri commenti

Party italiano

Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe altro. In queste ore in cui la carcassa della Concordia sta navigando verso il porto di Genova viene da pensare però che l'assurdità di certe persone, la mancanza di coscienza vada ben oltre ogni previsione.
Vedere il comandante Schettino imputato al processo per il naufragio della nave da Crociera, felice e contento ad un party di Vip (li chiamano così) nella bella Ischia fa venire i brividi. 
Come quelli  che magari hanno fatto a gara per parlargli e invitarlo. Si tratta di quella parte di paese che se ne frega di tutto, della legge in prima battuta e del prossimo. Quelli che pensano di avere diritto a fare qualunque cosa, quelli che hanno votato tutto l'arco parlamentare, gli arrivati, i superiori trasversali in ogni dove, quelli che ne La Grande bellezza Sorrentino ha dipinto come gli annoiati che non lo fanno vedere.
Immagine allo stato puro di un paese che nemmeno la Commedia dell'arte saprebbe più mettere in scena.
lunedì 21 luglio 2014 29 vostri commenti

Sangue che non andrà mai via

13 anni fa in una scuola di Genova, la Diaz, la stessa dove da piccolo andavo a trovare mia nonna che faceva la bidella, negli stessi corridoi, nelle stesse aule...

''Stavamo entrando nei sacchi a pelo quando abbiamo sentito urlare 'arriva la polizia'. Qualcuno ha chiuso il portone della scuola, noi ci siamo messi contro il muro con le mani alzate. Non e' servito a nulla. Gli agenti hanno cominciato a picchiarci con il manico dei manganelli, a tirarci addosso sedie e banchi. Ci riparavamo la testa con le mani. Ma non si sono fermati finche' nella scuola non hanno fatto il loro ingresso dei funzionari in borghese''.
Anna Martinez, 25 anni, assistente sociale

13 anni... e a rivedere quei posti vengono ancora i brividi per quello che è successo, per quello che non è stato fatto, per i silenzi, per le promozioni date ai colpevoli...

13 anni fa in una caserma di Genova, la stessa che vedevo per andare agli allenamenti...


«Farete la stessa fine di Maria "Sole"»... «Compagno, io t'ammazzo»... «Vuoi rivedere i tuoi figli? Allora firma»...

13 anni fa, calci, sputi, torture.
Cariche delle polizia su gente inerme, anziani picchiati in corso Italia e un ragazzo morto.
Una città che divenne Buenosaires anni 70.
Sangue che non andrà mai via... in quella piazza dove sono nato.
giovedì 17 luglio 2014 60 vostri commenti

In attesa

Indizi di metà luglio.
Allestimento cameretta.
Ecografie.
Esami.
Elenco nomi da scegliere con tanto di scontri diretti.
Lista delle cose da ricordare.
Sorrisi continui di Ernest.
Lista delle cose che mancano.
Borsa pronta a bordo letto.
Prove di partenza verso l'ospedale.
Oggetti misteriosi di cui non si conosce l'uso.
Sorrisi continui di Ernest.
Regali, regalini, magliettine, gonne minuscole, tutine davvero piccole e accappatoi con orecchie.
Colloqui con ostetriche, ginecologi, neonatologi.
Frasi ricorrenti incontrando le persone....
"E godetevela ora che poi..."
"Bravi uscite ora che poi..."
"Tra un po' basta uscite..."
"Vedrai..."
"Ah voglio proprio vederti..."
Sorrisi continui di Ernest.
Corsi preparto con video tipo telenovela piemontese.
Ma cosa starà succedendo ad Ernest?
Dimenticavo...
... continui sorrisi di Ernest.
giovedì 10 luglio 2014 36 vostri commenti

Le porte accanto

E' come se avessi ancora davanti a me la rampa della scala della prima casa dove abitavamo. Gradini che sembravano valichi, niente ascensore naturalmente.
L'altra sera assemblea di condominio. Non è di questo che voglio parlare ma di un piccolo fatto che è accaduto durante la riunione. Uno di quei flash che mi ha riportato a quei gradini, a quelle porte, a quegli anni.
Nel bel mezzo dell'assemblea fatta nell'atrio del palazzo una porta si apre. Esce una simpatica vecchietta che abita da sola e ci guarda, salutandoci come se fosse natale. Chiedendoci, prima di chiudere, per ben tre o quattro volte se avevamo bisogno di qualcosa.
Cose d'altri tempi. In un periodo, ormai lungo, in cui prima di aprire si guarda sette volte dallo spioncino, si fa finta di non conoscere il proprio vicino, non ci si saluta per le scale e se si ha bisogno di un pezzo di burro non viene neanche in mente di suonare alla porta accanto.
Erano i tempi in cui non si chiudevano porte in faccia.
giovedì 3 luglio 2014 24 vostri commenti

Quando un Cavaliere intervista... Ernest risponde

Ora non vorrei annoiarvi troppo con le mie risposte ma se volete leggere qualcosa di mattina presto invece del solito quotidiano, al posto dell'editoriale preferito, al posto del fumetto o del giornale gratuito che tutti i giorni attendete al semaforo... appoggiate un attimo la tazzina del caffè e fate un salto sul sito del Cavaliere oscuro del web lì troverete una mia intervista. Tranquilli non me la sto tirando è che non so come altrimenti chiamarla. Come si suol dire... a domanda rispondo! Non sempre, a volte anche  Ernest fa finta di non sentire le domande specialmente quelle del tipo "perché non hai fatto la spesa?"... "hai buttato la spazzatura?".
Scherzi a parte, ringrazio molto il Cavaliere per lo spazio che mi ha concesso sul suo blog che è sempre ricco di spunti interessanti, come ho detto da lui queste sono occasioni per conoscerci meglio e discutere.

Ecco il link dell'intervista... http://websulblog.blogspot.it/2014/07/intervista-ernest-del-blog-i-diari.html#.U7UAW_l_tqU

lunedì 30 giugno 2014 13 vostri commenti

Quando nei vicoli fischiava il vento

I tempi erano decisamente diversi e non solo questi. C'erano altre donne, altri uomini. Niente marche e tanti ideali. Voglia di libertà e condivisione vera di quelli che erano i valori fondanti della resistenza che da poco era scesa dalle montagne.
Il 30 giugno del 1960 i ragazzi dalle magliette a strisce dissero di no al ritorno del fascismo nella città medaglia d'oro della resistenza, cacciarono dalle vie che 15 anni prima videro i partigiani liberare la città il Movimento Sociale che aveva scelto proprio Genova come luogo per il proprio congresso, un guanto di sfida rispedito al mittente, dando il via alla caduta del governo Tambroni
41 anni dopo Genova si è trovata nuovamente davanti ad una sfida rispondendo alla grande con i cortei contro il G8, insultata ancora una volta dalla presenza di Fini, dall'irruzione alla Diaz, dalle torture nella caserma di Bolzaneto, dai canti fascisti cantati in faccia ai ragazzi imprigionati, dalle cariche delle polizia contro anziani donne e ragazzi che manifestavano pacificamente, da proiettili vaganti in piazza Alimonda "deviati" da sassi come dicono loro. Perché il fascismo è sempre in agguato in forme diverse.
I tempi erano decisamente diversi nel 1960, gli uomini erano diversi e il vento allora fischiava.
A noi hanno raccontato che si dovevano buttare via le ideologie, ma insieme hanno messo anche gli ideali, ed ora la situazione è questa.

mercoledì 25 giugno 2014 34 vostri commenti

Ogni 4 anni

Se c'è una cosa che piace fare all'italiano è quella di criticare  situazioni come quelle dell'eliminazione della nazionale di calcio ai mondiali in Brasile.
Nello specifico ogni 4 anni (a parte una parentesi felice in Germania) in Italia ci si accorge che c'è qualcosa che non va nel mondo del calcio. Al fischio dell'arbitro che decreta l'eliminazione della nazionale si inizia ad inveire contro qualunque cosa... giovani che non vengono valorizzati, stadi vuoti, partite di calcio a pagamento, tessere per andare allo stadio, violenza, stipendi troppo alti e molto molto altro.
Poi verso metà agosto i campi di calcio delle rispettive squadre iniziano a riempirsi degli stessi tifosi e le pay per view contano i soldi delle partite vendute. 
In pochi secondi i problemi emersi in giugno vengono dimenticati.
Così se per caso una società decide di mettere tra i titolari qualche giovane nelle strade si alzano barricate, le vie sotto le sedi delle società si riempono e il rumore inizia a fare a gara con quello del traffico.
In pochi mesi ci si dimentica delle critiche e  si ricomincia a gridare, litigando al bar per qualche risultato, scordandosi del fatto che da anni i vivai vengono dimenticati e che si preferisce pescare all'estero a caso, 
scordandosi che per andare allo stadio ormai bisogna chiedere un permesso firmato dalla Nato, scordandosi che i prezzi dei biglietti sono da manette, scordandosi che in serie A ci sono stipendi che non sappiamo nemmeno scrivere, scordandosi che troppe volte ci troviamo a commentare la morte di qualche ragazzo come in questi giorni per una partita di calcio, scordandosi che abbiamo una federazione che non prende una decisione sensata a tutti i livelli dalle scuole calcio alla serie A, scordandosi che ogni domenica alcuni giocatori lanciano messaggi vergognosi che spesso vengono ripetuti dai ragazzi nei campi di calcio, scordandosi che molte volte assistiamo a scene da brividi sui campi di calcio dilettanti.
Ho smesso di andare allo stadio anni da, amo il calcio quello che non c'è più, provo ad insegnarlo ai ragazzi con la consapevolezza di lottare contro mille problemi e la paura che sia una battaglia persa.
giovedì 19 giugno 2014 32 vostri commenti

Consigli

Il vostro datore di lavoro vi sfrutta?
Il vostro orario è da 1800?
Lo stipendio non vi arriva da mesi?
Rischiate da un giorno all'altro di rimanere a casa?
Siete vittime di ricatti sul posto di lavoro?
La soluzione ve la fornisce mister golfino d'oro. Abbassate la testa, non fate gruppo con gli altri, non cercate solidarietà nei vostri colleghi e soprattutto lavorate lavorate e lavorate perché per Marchionne lo sciopero è una scelta “incomprensibile, irrazionale e ingiustificata”... altrimenti nelle alte sfere come fanno poi a dividersi il malloppo.
martedì 17 giugno 2014 31 vostri commenti

Quando due felpe facevano una porta

Ricordo, anche se ho solo 38 anni, come era diverso il calcio e con lui tutta la società.
E se per caso lo dimenticassi basterebbe riprendere in mano i vecchi album  perennemente con tre o quattro figurine mancanti sempre delle stesse società come se fosse un rituale, una firma.
Un salto immenso da fare guardando le foto di giocatori che a 18 anni sembravano mio padre adesso, baffi incredibili lunghi a tal punto che uscivano dai margini della foto.
Magliette con colletti che neanche Sandro Ciotti avrebbe potuto tanto, pancette che si intravedevano dai profili delle maglie che a differenza di oggi erano comode e larghe in grado di far notare la velocità del giocatore. Niente aerodinamica né pettorali da copertina, niente marche strapagate ma calzettoni tirati giù con tibie da saletta di ortopedia.
Anni in cui il grasso lo si dava sulle scarpe e non in testa, quando gli spogliatoi sapevano di olio canforato e non di champagne o Acqua di Giò, quando ti sedevi dove volevi e non servivano tessere, quando per i mondiali non servivano stadi nuovi ma solamente un campo, 11 giocatori e persone sugli spalti.
E si chiamava ancora sport.

mercoledì 11 giugno 2014 30 vostri commenti

Una brava persona

25 maggio 1922 - 11 giugno 1984

Avevo 8 anni  e non davo peso all'importanza e alla grandezza di quest'uomo. Però ricordo mio padre fiero di passeggiare tra gli stand della festa dell'Unità di Genova sulle note di bandiera rossa.
Con l'orgoglio della sua tuta blu, che non ho mai indossato ma è come se la portassi addosso oggi, parlava di lui, della sua onestà e della capacità di arrivare al cuore delle masse... del popolo della sinistra. Quella vera.
Dicono che si deve guardare avanti e smetterla di vivere nel passato, ma spesso guardando avanti ora come ora si vedono parolai, venditori d'aria, populisti, showman travestiti da buonisti e disonesti che invece di occuparsi del benessere collettivo badano al loro conto corrente.
Quindi è banale e scontato. 
Ma manchi.
Perché Berlinguer era una brava persona.
lunedì 9 giugno 2014 35 vostri commenti

Sliding doors

Quante porte che si aprono e si chiudono incontriamo nella nostra vita. Momenti in cui dobbiamo prendere una decisione, fare una scelta velocemente perché la situazione ce lo richiede.
Sliding doors che ci ritroviamo davanti ciclicamente. A volte ci bloccano il pensiero al punto di rimanere costantemente fissati su quello scorrere.
Rimanere fermi o entrare?
Non sono così vecchio ma ne ho incontrate parecchie nella mia vita. Quella che si è presentata qualche giorno fa mi ha messo in crisi. Un passo avanti e due indietro poi ancora avanti e poi immobile.
Una scelta professionale che mi avrebbe fatto guadagnare di più ma non mi avrebbe consentito di fare tutto il resto. Niente più teatro, niente più calcio e soprattutto probabilmente meno tempo da passare con la mia famiglia.
Da un po' di tempo però sono convinto che "la vita è altrove" come diceva Rimbaud e se abbiamo delle piccole cose che ci fanno stare bene, spazi nostri che condividiamo, se abbiamo la possibilità di mantenerli, lo si deve fare.
Per ora Ernest quella porta l'ha chiusa.