lunedì 20 aprile 2015 15 vostri commenti

Indifferenza

Immaginate solamente il clamore mediatico se quelle 700 persone morte ieri fossero state occidentali. 
Oggi e domani ancora leggeremo dichiarazioni di indignazione, titoloni che tra qualche giorno diventeranno sempre più piccoli in attesa della prossima tragedia.
La triste verità è questa.
L'europa e il resto del mondo sono troppo indaffarati a fare i conti, a litigare per i rientri di bilancio, a stanziare fondi per armamenti nel frattempo la gente muore.
Sciacalli della malavita vicino quelli in doppio petto. 
Personaggi inquietanti che ridono al telefono aspettando il prossimo affare vicino a quelli che utilizzano queste tragedie per avere un titolo sul giornale.
Intanto in mezzo al mare si affonda nell'indifferenza.

martedì 14 aprile 2015 27 vostri commenti

Abbandoni



Sarà che sono vicino alla soglia dei 40 e sono diventato padre.
Sarà che tutte le volte che guardo le rughe di mio papà e la sua stanchezza che lui non ammette mai divento ogni giorno sempre più fiero dell'uomo che è.
Sarà perché ho impresso nel mio DNA la gratitudine verso i miei genitori che ancora oggi ad ogni chiamata sono pronti ad essere davanti alla mia porta... ma una storia del genere io non la posso davvero concepire, a prescindere dall'argomento della lite o del tono.
lunedì 13 aprile 2015 20 vostri commenti

Sottigliezze

Lungi da me essere filo-vaticano.
Questa mattina tra le tante notizie però mi ha colpito quella del "distinguo" del governo sulla crisi diplomatica tra Turchi e Santa Sede dopo che Papa Francesco ha riconosciuto il genocidio degli armeni nella terra di Erdogan.
E' chiaro che ognuno ha la sua idea, e che in alcuni casi ci siamo trovati davanti a falsi storici, ma leggete la dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche Ue Sandro Gozi...

"Nessun governo si esprime in maniera ufficiale: questo è compito degli storici. Nessun governo europeo si lancia su questi temi, i parlamenti europei si sono espressi, i governi no. Io credo che non sia mai opportuno per un governo prendere delle posizioni ufficiali su questo tema. Per me, ma è la mia posizione personale, lo è stato: ma un governo non deve utilizzare la parola genocidio"

...quindi sostanzialmente dice che i governi devono sempre mentire, cosa che sapevamo già, che i governi devono tenere buoni rapporti con tutti per il dio denaro, cosa che sapevamo già, e che non è MAI, attenzione, MAI opportuno prendere una posizione.
Mi vengono in mente una serie di genocidi passati sui quali il nostro governo secondo quello che dice Gozi avrebbe fatto finta di niente.

"Per noi che facciamo politica è meglio guardare ai problemi di oggi della politica. E con il governo di Ankara  siamo impegnati a parlare di democrazia, diritti umani e di minoranze."

Chissà se con Ankara parlano anche di Internet bloccata e di cariche sulle manifestazioni 
E questo è sempre il nuovo che avanza.


venerdì 10 aprile 2015 19 vostri commenti

Basta un attimo

La sveglia che suona alla mattina ricorda che si deve andare a lavorare.
Colazione, un bacio ai figli e alla moglie.
In macchina, in moto, a piedi o con l'autobus si arriva in ufficio. 
Fermarsi un attimo col pensiero seduti alla propria scrivania, davanti alla macchina del caffè o nel corridoio. Pensare di aver dedicato una vita di studio per il proprio lavoro, una vita di sacrifici, di avere fatto scelte importanti.
Poi pochi attimi, gli spari, la fine.

Non riesco nemmeno ad immaginare come possano stare i famigliari e gli amici delle persone che ieri hanno perso la vita nel tribunale di Milano. Purtroppo questi episodi stanno aumentando. Il ricorso alla violenza come unico mezzo di sfogo è entrato prepotentemente nella pagine della cronaca del nostro paese.
Credo che si debba ricordare e sottolineare quanto sia fondamentale per la democrazia il ruolo del magistrato e coloro che gravitano attorno all'esercizio della legge.
E' vergognoso come una persona possa essere entrata con un arma all'interno di un tribunale ma non mi meraviglio più di tanto, perché se qualcuno di voi è mai entrato in questi ambienti avrà potuto constatare quante falle ci siano, e non solo a Milano.
Forse sarebbe meglio intervenire con finanziamenti per mettere in sicurezza i tribunali italiani invece che fare dichiarazioni contro la magistratura che servono solamente a minare la posizione di persone che fanno il proprio mestiere.
mercoledì 8 aprile 2015 28 vostri commenti

La loro distrazione


Leggere le parole di Matteo Orfini, presidente del partito democratico, lasciano in bocca amarezza e allo stesso tempo rabbia.
Questi personaggi per dire che la nomina di De Gennaro è vergognosa hanno dovuto aspettare la "condanna" per torture da parte di Bruxelles. 
Chi lo ha nominato? Dove erano queste persone quando anche altri personaggi colpevoli delle violenze del G8 sono stati promossi?
Probabilmente stavano facendo campagna elettorale, troppo impegnati a sostenere il nuovo che avanza.
Orfini poteva venire a Genova e chiedere a quelli che in quei giorni erano per strada, a quelli che dalle finestre cercavano di aiutare i ragazzi in difficoltà, a quelli che sono stati picchiati in Corso Italia massacrati da uomini in divisa, a quelli che sono caduti in piazza Alimonda, a quelli che sono stati prelevati dalla Diaz senza motivo e portati alla caserma di Bolzaneto, a quelli che sono stati spogliati da medici che dovevano curarli, a quelli che sono stati costretti a cantare canzoni fasciste, a quelli che che sono stati tenuti in piedi per ore... bastavano poche domande.
Genova non dimentica quei giorni... loro lo hanno fatto.
giovedì 2 aprile 2015 37 vostri commenti

Primo bacio

Andando un po' in giro su Facebook capita a volte di cercare qualche vecchio compagno delle elementari o delle superiori. 
Rivedendo alcune facce mi è tornato in mente il mio primo bacio.
Se non sbaglio ero in seconda media. Ricordo di aver fatto ben tre regali l San Valentino... a tre ragazze diverse, sia chiaro. 
Però poi il primo bacio è stato solamente con una.
Come dimenticare l'uscita della classe e poi il tragitto verso un palazzo che rimaneva più appartato. Da soli?
Non sia mai! 
Dietro avevamo parecchi elementi della classe. Non domandatemi il perché ma ricordo che è stato così. Esattamente sotto la finestra di una casa, dietro ad una pianta.
Non ricordo precisamente le sensazioni, ma ricordo di essermi sentito grande.
Anche nel momento in cui tutti abbiamo preso una fuga quando la padrona di casa ha aperto la finestra.
martedì 31 marzo 2015 19 vostri commenti

100


Ha ragione lui... "Indignarsi non basta" sarebbe l'ora di fare qualcosa... di sinistra.
Altri tempi, altri uomini... ora abbiamo quelli che tweettano.

lunedì 30 marzo 2015 50 vostri commenti

I minuti più brutti

Puri attimi di terrore.
Questa è stata la nostra domenica mattina.
Svegliarsi sentendo la propria compagna gridare aiuto, andare di corsa in sala, vedere tirare su la bimba rigida e con gli occhi sbarrati... cercare di connettere... vedere la prontezza della propria compagna che gira la bimba per fare la manovra di Heimlich... ripetuta due volte.... telefonare al 118 (mi veniva da fare il 113) e nel frattempo pensare che non è possibile... toccare quei pugnetti chiusi sperando di vederli aperti... e poi all'ennesimo colpetto vedere uscire dalla bocca un po' di schiumetta subito dopo il solito sorriso come se non fosse successo niente.
Guardare la propria compagna e amarla sempre di più.
Tutto questo dopo dei lavaggi nasali che sembrano aver provocato questa reazione di soffocamento. 
Poi all'ospedale lo show... sorrisi sdentati a tutti i medici che non smettevano di giocarci, e noi chiaramente con un infarto in corso. Hanno parlato di possibile spasmo affettivo, sostanzialmente perché la bimba si sarebbe trovata paura.
Anche questo vuol dire essere genitori.
Ora posso dire di saper rispondere alla domanda... Quali sono stati i minuti più brutti della tua vita?
Ne avrei fatto davvero a meno.
venerdì 27 marzo 2015 41 vostri commenti

Famiglie vergognose

Ci sono persone, francamente faccio anche fatica a chiamarle in questa maniera, che non hanno il senso del limite, aprono bocca solamente per apparire, per fare notizia. Gente che non collega il cervello, sempre che sia presente e che si lascia andare a dichiarazioni del genere...

...altri, guarda caso della stessa famiglia (e mi vengono i brividi), a capo di quotidiani imbarazzanti che pubblicano titoli del genere...


...ma la cosa che mi fa rabbrividire è che ci sono sicuramente troppi italiani che avrebbero scritto, e magari lo hanno fatto, lo stesso Tweet e che comprano con immenso orgoglio quella cosa di carta chiamata Giornale con titoli che non rispettano nemmeno le vittime di entrambe le tragedie.
Immenso schifo.
mercoledì 25 marzo 2015 20 vostri commenti

Vite spezzate

Si muore ogni giorno e in ogni parte del mondo, lo so.
Ci sono dei fatti però che colpiscono. Delle vite che vengono portate via all'improvviso che ci fanno venire i brividi.
Pochi attimi e si passa da progetti, speranze e risate alla paura, al panico e  purtroppo al nulla o per chi crede alla vita eterna.
La tragedia dell'aereo della Germanwings è una di quelle notizie che fanno scuotere la testa, che portano a pensare alle vite spezzate degli studenti tedeschi di 15 anni e dei loro insegnanti, degli sposini in viaggio di nozze, della cantante in viaggio col marito e il bimbo neonato, della nonna con figlia e nipotina, dell'imprenditore e del sindacalista fianco a fianco, dell'infermiera pensionata assieme al figlio volontario per un'associazione per i diritti dei gay, dei piloti, delle hostess, di tutti.
Attimi, momenti e decisioni prese all'ultimo minuto che salvano la vita, come alla squadra di calcio del Dalkurd Borlänge, militante nella divisione 1 svedese, che all'ultimo minuto non sale sull'aereo per la troppa attesa della coincidenza.
Un pensiero a tutti loro.
lunedì 23 marzo 2015 34 vostri commenti

Pezzi 'e core!


Non si tratta di imbianchini, nemmeno di muratori. Non sono neanche ballerini di una coreografia di Ezralow.
Sono padri di famiglia.
Cosa fanno?
Si arrampicano sui muri della scuola Vidya Niketan, in Manhar, nello stato indiano di Bihar, per suggerire ai propri figli durante gli esami, arrivando così alla promozione e anche al premio in soldi promesso, pare, ai più bravi.
Si diceva una volta... "I figli... so' pezzi 'e core".
Quindi il vizio alla "Lupi" non è solamente un'esclusiva italiana.
Ma il limite?
giovedì 19 marzo 2015 9 vostri commenti

Il ritorno del padre

"Il padre che manca alla nostra società, l’autorità simbolica del padre ha perso peso, si è eclissata, è irreversibilmente tramontata. La difficoltà dei padri a sostenere la propria funzione educativa e il conflitto tra le generazioni che ne deriva sono noti da tempo e non solo agli psicoanalisti. I padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di giochi dei loro figli."
Massimo Recalcati,  Il complesso di Telemaco  

Cosa resta dei padri di una volta?
Proprio oggi pongo questa domanda. Io lo sono da poco e dovrò confrontarmi con i problemi della paternità fra qualche mese... anno.
Lo si dice spesso, i tempi sono cambiati, molte volte vedo padri che sembrano essere più amici che papà. Una specie di fratellone con figli che molte volte riescono ad averla vinta facile.
Siamo ricattabili ormai?
In questa era in cui per forza,  a parte chi ha stipendi d'oro, si deve lavorare in due in una famiglia, quanto tempo passiamo alla fine con i nostri figli? Nonostante questo possiamo interpretate la figura del padre come l'hanno fatto i nostri genitori oppure ci si deve arrendere?
Credo fermamente che il futuro della società dipenda molto da questa scelta, sono convinto purtroppo che la figura del padre in questi ultimi anni sia mancata e continui a farlo. 
Faccio un'esempio.... una volta se una cosa andava male a scuola la colpa era nostra, oggi per molti genitori (non solo il padre) il primo colpevole è l'insegnate o l'istruttore di turno.
Non sto esaltando la figura del "padre padrone", del papà musone, severo in ogni situazione, ma sto pensando all'esempio che io e mio fratello abbiamo avuto dal mio. Un uomo che nonostante i turni massacranti in fabbrica ha sempre trovato il tempo da dedicare ai suoi figli, severo quando serviva, che ha saputo trasmetterci la cultura del lavoro, l'onestà e l'altruismo.
Guardandomi in giro, eccezioni a parte,  tremo...

"Se gli uomini potessero scegliere ogni cosa da soli,
per prima cosa vorrei il ritorno del padre."
Odissea


giovedì 12 marzo 2015 34 vostri commenti

Mi fido di te

"Abbiamo cercato di fare cultura: abbiamo tolto gli orologi e abbiamo detto alle persone: “organizzatevi per lavorare al meglio” sia per organizzare al meglio l’attività lavorativa sia per conciliare vita/lavoro (flessibilità di orario / lavoro da casa) Se una persona segue un progetto con gli States è meglio che inizi a lavorare alle 12 e chiuda alle 20, se lavora con la Cina o il Giappone è meglio che inizi alle 4 e vada a casa alle 12.00.
Ognuno lo sa e si organizza. Se chi deve preparare una relazione alla fine di un progetto si trova meglio a farlo da casa o in uno dei giardini dell’ azienda anziché in ufficio, è autonomia delle persone. Alla fine del mese le persone auto certificano ciò che hanno fatto durante il mese. Abbiamo un foglio precompilato con 8 ore lavorate per ogni giorno lavorativo. Le persone possono lasciarlo così o inserire le variazioni. (lavoro da casa, in remoto o da ufficio) e vengono pagate esattamente come se avessero lavorato in ufficio. Una volta compilato viene approvato dal manager per la busta paga."

Parole di Gianmaurizio Cazzaroli, ingegnere e manager della Tetra Pak, in un intervista a Wired di questo mese. Non stiamo parlando della Silicon Valley ma di Modena, Italia. 
Organizzazione del lavoro basata sulla fiducia nei dipendenti e non sul controllo.
Altro che telecamere di marca Renzi-Marchionne.
Logicamente ogni lavoro è particolare e ha le sue esigenze, ma il futuro potrebbe passare da qui?
venerdì 6 marzo 2015 28 vostri commenti

Senza età

L'amore è quello che ti travolge quando per la prima volta senti battere il cuore per la compagna alle medie, quel primo bacio un po' maldestro dato davanti al portone di un palazzo, con i compagni di classe che sghignazzano.
E' quello che ti fa piangere la prima volta per quella ragazza che per tanti anni hai inseguito, che prima ti illude di voler stare con te e poi ti lascia la mattina dopo. La sensazione è quella di non potercela fare ad andare avanti. Poi scopri che si può fare.
E' quello che viene coltivato insieme per anni e poi sboccia in un matrimonio che per qualche ragione finisce presto.
E' quello che inaspettatamente ti attraversa quando meno te lo aspetti, quando la vita sembra tutta sbagliata e ti fa ritrovare una persona che ti sembra di aver sempre amato e tutte le mattine sei felice di vederla al tuo fianco.
E' quello per una figlia che con i suoi sette mesi ti parla con gli occhi e  ogni mattina prova a strapparti il naso.
E' quello per i propri genitori, ora nonni, sempre pronti a farsi in quattro.
L'amore è anche quello che ho visto ieri uscendo dal lavoro. Due ospiti anziani dell'istituto che si guardano negli occhi in cima alle scale, come se attorno ci fosse ancora una scuola o un parco, lo sguardo di uno che si perde in quello dell'altra, due parole sussurrate e poi un bacio.
Senza età.
martedì 3 marzo 2015 27 vostri commenti

Altre merende


Con quella canzone ci sono cresciuto. Francamente non saprei direi cosa sono realmente i Barbapapà ma mi hanno sempre divertito.
Pensate che meraviglia potersi trasformare in ciò che vogliamo, subito al momento... abbiamo bisogno di un tavolo? Fatto! Abbiamo bisogno di una moto? Fatto!
Una risposta al consumismo sfrenato insomma.
Purtroppo qualche giorno fa è mancato l'inventore dei Barbapapà, Talus Taylor. Confesso che pensavo non fosse più con noi da un po'. Proprio ieri su un canale per bambini li ho ritrovati... barbamamma, barbabella e tutti gli altri.
Così sono tornato un po' indietro nel tempo. Alle merende con la focaccia da pucciare nel latte e cioccolata, io e mio fratello, sguardo sui cartoni animati delle quattro e mezza. Una pausa tra un libro e l'altro oppure tra un gioco inventato o una gara con le macchinine.
Sarà un luogo comune ma i nostri cartoni erano più belli... anche le nostre merende.

lunedì 2 marzo 2015 15 vostri commenti

Curriculum Horribilis

Lo abbiamo detto tante volte, Genova non dimenticherà mai quei giorni del G8 in cui sembrava di essere in Argentina al tempo della dittatura. Quello che è successo è stato consegnato alla storia, immagini vergognose per un paese che dice di essere una democrazia.
Una ferita che non smette di sanguinare visto che i maggiori interpreti di quell'orrendo copione sono stati  risparmiati dalla giustizia e in molti casi addirittura promossi.
In questi giorni si è aggiunta un'altra ferita. Giacomo Toccafondi, coordinatore dei servizi sanitari della caserma di Bolzaneto durante il G8, accusato di avere torturato i ragazzi detenuti, tornerà tranquillamente ad esercitare la professione di medico a partire dal prossimo ottobre grazie ai suoi amici dell'ordine che non lo hanno radiato dall'Albo sospendendolo solamente per 6 mesi.
6 mesi!
Salvato prima dalla prescrizione e ora dagli amici...

«vittime in balia dei capricci di aguzzini, trascinate, umiliate, percosse, spesso già ferite, atterrite, infreddolite, affamate, assetate, sfinite dalla mancanza di sonno, preda dell’arbitrio aggressivo e violento»... «stare in piedi contro il muro, la sottoposizione a rumore, privazione del sonno, del cibo e delle bevande»...«picchiati, insultati, denudati e derisi, feriti e abbandonati in pozze di piscio, vomito e sangue... Alcune ragazze furono costrette a stazionare nude in presenza di uomini, oltre il tempo necessario, sottoposte a umiliazione fisica e morale».

Va così in questo paese, certe cose fanno curriculum
lunedì 23 febbraio 2015 21 vostri commenti

1 anno D.C.


Un anno.
Francamente qualcuno dovrebbe dirlo al signorino di Firenze vestito da presidente del Consiglio che non è cambiato niente. Anzi. E' riuscito a fare, e sta facendo, quello che Berlusconi non ha fatto, ossia demolire lo statuto dei lavoratori, sostenuto da quel partito che si indignava (nemmeno tanto) quando a proporre queste cose era il re di Arcore.
Niente lavoro... ma lui parla di progressi, di ristoranti pieni (qualcuno se non sbaglio lo diceva anni fa)
Contratti fermi... e lui abbraccia Marchionne e il giorno dopo attacca Landini.
Scuola allo sbando... ma lui parla di riforme e di progresso.
Sanità... Tasse... qualcuno ha notato dei cambiamenti?
Un semestre europeo che non ha lasciato nessuna traccia se non per i gruppi vacanza che lo seguivano.
Insomma un anno di niente, di sorrisi finti, di atti unilaterali, di distruzione della costituzione, di azzeramento dei diritti dei lavoratori, di prese per il culo, di promesse dimenticate un secondo dopo, di barzellette, di maschere, di ministri incompetenti, di italiani creduloni, di troppi silenzi nelle piazze, di eserciti di Yes man, di giornalisti allineati, di evasori sempre più contenti, di buste paga in caduta libera...  tutto  riassunto nella foto.
Ma non ditelo a quelli che continuano a votare questa gente.
venerdì 20 febbraio 2015 42 vostri commenti

Ignoranza senza confini

Guardando le foto degli atti vandalici dei tifosi del Feyenord a Roma viene da domandarsi dove sia il tanto sbandierato livello di civiltà del nord.
Poi ci si rende conto che il rischio è quello di cadere negli stessi discorsi che fanno i razzisti, perché  i violenti, gli incivili, quelli che per comunicare usano il dito medio, quelli che devono urlare, quelli che non hanno capito il vero senso dello sport e dello stare al mondo in una civiltà... sono ovunque. A sud, a nord, a oriente e occidente, dentro e fuori i luoghi di culto,  vicino al nostro ufficio o su un social network, sull'autobus o affianco a noi sulla corsia del sorpasso, in fila alla posta o al cinema.
Non c'è confine che tenga.
Si chiama ignoranza.
Da non sottovalutare.
giovedì 19 febbraio 2015 15 vostri commenti

Due ore di passato

Una magia silenziosa, un viaggio nel tempo di due ore.
Ieri dalle 13.30 alle 15.30 al lavoro eravamo senza corrente, una disattivazione annunciata per dei lavori.
E' bastato così poco per fare un salto indietro. Nei corridoi più silenzio, ascensore ferma con l'obbligo di fare le scale.
Telefoni fuori uso, niente suono fastidioso ad interrompere ogni cosa.
Internet!!!!!! Niente Internet, niente posta elettronica... panico per qualcuno. 
Il portinaio che mi ha portato un messaggio a mano su per le scale e poi silenzio ancora tanto silenzio.
Vedendo le facce preoccupate di qualche collega o dirigente mi sono domandato cosa faremmo se un giorno mancasse completamente la luce? Quanto siamo vulnerabili? Quanto dipendiamo dalla rete? Dalle password? Dalle mail? Dalle ricariche? Dagli alimentatori? Dai frigoriferi? Dalla luce sempre? Quanti bisogni sono reali e quanti sono indotti?
Non so... mi tornano in mente i nostri vecchi che andavano a prendere il ghiaccio per raffreddare la roba, quelli che si facevano, a prescindere dai dolori, 4 piani di scale con le borse della spesa, quelli che facevano chilometri a piedi per andare a lavorare, quelli che non dovevano dire ogni minuto qualcosa al telefono, quelli che non si facevano venire attacchi di panico per una batteria scarica, quelli che leggevano la prima pagina del giornale appesa nelle bacheche per strada...
martedì 17 febbraio 2015 17 vostri commenti

Ma la Sanità?

Ci sono delle notizie che passano velocemente nei nostri telegiornali, che occupano una parte di una pagina del quotidiano, che fanno scalpore per un attimo e poi rimangono affare privato di ogni famiglia.
Operazioni andate male, diagnosi sbagliate, dimissioni troppo veloci che finiscono poi con l'ennesima corsa in un ospedale e poi la morte.
Anche in questi giorni basta scorrere le notizie e si trovano casi di mala sanità.
Questo è un problema che esiste da sempre e nessun governo ha mai preso decisioni in merito, programmato una reale riforma. Una sanità dove i primari sono sempre più "fantasma" come diceva Elio, dove i lavoratori non hanno un contratto da anni, dove le strutture a parte qualche eccezione sono ferme a 40 anni fa, dove a volte danno medicine che non dovrebbero dare, lasciano pazienti allettati dimenticati, scambiano cartelle cliniche.
Le uniche decisione prese dal governo, dalle regioni e dalle Asl riguardano i tagli, quelli arrivano sempre magari andando ad aumentare i premi di produzione che parecchi dirigenti si portano a casa perché "risparmiano". 
Sulle spalle di chi, però, non viene mai detto.