martedì 14 luglio 2015 19 vostri commenti

Note educative

In questi mesi di paternità mi sono domandato parecchie cose. Ultimamente la domanda che mi passa per la testa è... ma cosa fumavano gli autori delle canzoni dei bambini?
Ad esempio...

tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore il dottore s'ammalò ambarabaciccicoccò

...parliamone. Le civette che fanno l'amore con la figlia del dottore non mi sembra un ottimo esempio da proporre. Ma non finisce qui perché...

Oh! bella, bella, bella, la storiella del cacciatore che si mise a far l'amore con la cornacchia del Canadà

...eh dai ancora con questa promiscuità. Ma per non farci mancare niente abbiamo anche la filastrocca in versione Quentin Tarantino...

E cinquecento cavalieri con la testa insanguinata con la spada sguainata indovina che cos’è. E sono, sono le ciliege! Sono, sono le ciliege. Sono, sono le ciliege che maturan nel giardin

...basta credo metterò i Sex Pistols, Ac/Dc e Poison, molto più educativi.

mercoledì 8 luglio 2015 22 vostri commenti

Accendete i cervelli


Le condizioni della Sanità ligure, ma potrei dire di buona parte del paese, sono note a tutti. La giunta Burlando targata Pd ha fatto i suoi danni tagliando servizi a destra e a sinistra,  chi lavora nel sociale come me sa di cosa parlo, quote asl bloccate per ingressi nelle residenze protette, tagli alla riabilitazione dei disabili adulti e minori, mentre i direttori delle Asl potevano vantare di premi di produzione legati ai tagli effettuati e potrei andare avanti.
Ancora prima la giunta Biasotti targata Forza Italia (perché non è vero che non hanno mai governato la Liguria) famosa per avere regalato corsi di informatica con tanto di computer agli anziani, aveva lasciato un buco che ancora oggi non si riesce a quantificare, oltre a spendere una marea di soldi per la nuova sede regionale.
Ora ci ritroviamo come assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale della Lega, che possiamo ammirare in una dimostrazione del suo curriculum per ricoprire il nuovo posto.
Naturalmente nessuna esperienza in ambito sanitario, trattasi del vecchio metodo di spartizione di cariche in stile democrazia cristiana, però se ci sarà da accendere una ruspa l'assessore probabilmente sarà la prima ad offrirsi.

lunedì 6 luglio 2015 22 vostri commenti

Lezioni greche

Dalla vicenda greca direi che portiamo a casa, per ora, parecchie lezioni.
Lezione numero 1
Qualcuno ha ridato un senso alla parola democrazia contrapponendosi all'arroganza dei burocrati di Bruxelles che trattano le persone come numeri e non come esseri umani dall'alto dei loro conti in banca.
Lezione numero 2
L'Europa è uscita allo scoperto mostrando a tutti il suo indirizzo capitalistico liberista senza freni mettendo dei veti alle ipotetiche politiche finanziarie di Tsipras che sarebbero state indirizzate verso chi i soldi li ha ancora e non verso i pensionati al minimo.
Lezione numero 3
Al posto della bandiera dell'Unione ormai bisognerebbe mettere quella tedesca visto che non si parla più di istituzioni europee ma solo delle voglie di Angela Merkel.
Lezione numero 4
L'Economia non è una scienza esatta. Già perché negli ultimi giorni abbiamo letto di tutto. Dal cataclisma che si sarebbe abbattuto dopo il NO, all'economia greca rilanciata in caso di SI, alla sopravvivenza solo fuori dall'Europa. Nemmeno i nobel hanno trovato un punto comune.
Lezioni numero 5
In Grecia ci si dimette anche vincendo. Infatti oggi leggiamo delle dimissioni di Varoufakis "per aiutare Tsipras nella trattativa".
Lezione numero 6
Tsipras è uno statista con le palle. Tiene duro con la Merkel, vince il referendum e poi per far vedere all'Europa che vuole ancora rimanere nell'unione con una trattativa seria chiede a Varoufakis di dimettersi, visto che non è apprezzato da Bruxelles.
Lezione numero 7
Il carro del vincitore ha le porte aperte... un po' di tempo fa in Italia al nome di Tsipras si sorrideva, qualcuno non lo conosceva nemmeno, ora per andare a festeggiare in Grecia ci sono anche viaggi organizzati dei nostri politici a 9 euro con pentole in regalo.
Lezione numero 8
Non siamo sudditi delle Germania, a loro si può dire anche no e la cancelliera di ferro potrebbe anche accorgersi che senza di loro si sopravvive
Lezione numero 9
E' più facile scrivere un hashtag su facebook per dire che si sta con la Grecia piuttosto che scendere in piazza quando serve e soprattutto non votare personaggi imbarazzanti
Lezione numero 10
Le immagini del popolo greco in festa portano a diverse reazioni. La prima è quella che ti fa dire  "cosa hanno da festeggiare!" poi dopo pochi secondi capisci che quello è il vero senso della democrazia, cioè un popolo che si esprime e si prende le sue responsabilità a differenza dei politici greci precedenti che hanno causato tutto questo. Da quelle immagini l'Europa unita dovrebbe ripartire non dai bilanci ne tanto meno da Angel Merkel.
venerdì 3 luglio 2015 18 vostri commenti

Europa Europa!



Un pensionato greco in lacrime davanti ad una banca in attesa di ritirare la propria pensione... nel Manifesto di Ventotene del 1944 in cui si chiedeva un'europa unita c'erano scritte cose del genere... "La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita"... ora al centro della vita europea ci sono parametri, percentuali, bilanci e conti là dove una volta si parlava di diritti.
Tempi lontani quelli in cui l'unione faceva breccia nei cuori della gente, quando anche in una trasmissione Rai bastava rispondere al telefono e urlare "Europa Europa!" per vincere dei soldi.
Quell'uomo potrebbe essere mio padre, potremmo essere noi.
giovedì 2 luglio 2015 18 vostri commenti

Questione di pelle

Questi sono argomenti davvero delicati che il più delle volte non dovrebbero nemmeno essere commentati. Ma quello che ultimamente sta succedendo in questo paese porta a fare una riflessione rispetto al caso dell'arresto del militare italiano accusato di aver violentato una  quindicenne a Roma.
Nessuna parola dai politici che sono soliti cavalcare l'ondata di indignazione quando ci si trova davanti a casi analoghi. 
Provate a pensare se l'arrestato fosse stato dell'est, oppure un migrante.
Avremmo letto dopo 2 secondi il tweet di quel personaggio di Salvini con le sue ruspe, avremmo ascoltato interviste per strada con gente urlante, avremmo titoloni sui giornali e servizi in prima serata con tanto di collegamento direttamente dal posto.
Questo è il nostro paese ora, anzi meglio dire gli italiani, che poi non sono una cosa astratta ma quelli che in questo momento abbiamo vicino magari, quelli con cui condividiamo feste e cene, quelli che nella pausa pranzo stanno davanti al bancone del bar indecisi sulla tazza grande o piccola.
Le ruspe per ora stanno nella testa di qualcuno e hanno portato via parecchi neuroni.
martedì 30 giugno 2015 15 vostri commenti

55 anni















30 giugno 1960...

...55 anni fa Genova cacciava i fascisti dalle sue strade, oggi...
lunedì 29 giugno 2015 20 vostri commenti

Démos Cràtos

"In questi tempi difficili, tutti noi dobbiamo ricordare che l’Europa è la casa comune di tutti i suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è, e rimarrà, parte integrante dell’Europa, e l’Europa parte integrante della Grecia. Ma un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza una bussola. Chiedo a tutti voi di agire con unità nazionale e compostezza, e di prendere una decisione degna. Per noi, per le generazioni future, per la storia greca. Per la sovranità e la dignità del nostro paese."

A prescindere da come la si pensi e dall'esito del referendum, in questi giorni la Grecia sta dando a tutto il mondo una lezione di democrazia.
Perché ultimamente, soprattutto dalle nostre parti, si gioca con il voto e si comanda senza avere nemmeno il mandato del popolo, ogni riferimento non è puramente casuale.
Qui invece abbiamo un premier, eletto, che ha cercato di negoziare con l'Europa anche andando contro una parte del proprio schieramento, sentendosi rispondere picche dai banchieri abbottonati di Bruxelles, non eletti da nessuno. 
Un premier che ora chiede al proprio popolo cosa deve fare, con la possibilità anche di ricevere una risposta diversa dalla propria idea.
Qui da noi questo discorso è difficile da comprendere.
martedì 23 giugno 2015 23 vostri commenti

Amor fati

Noi siamo e diventiamo quello che decidiamo.
Le porte che spesso si aprono e si chiudono davanti ai nostri occhi durante la nostra esistenza sono molte. A volte le varchiamo, altre ci giriamo da un'altra parte voltando ogni tanto la testa per vedere se c'è ancora qualcosa,  colti quasi dalla tentazione di tornare indietro.
Spesso queste occasioni, questi bivi, si ripresentano durante la nostra vita. Ex fidanzate che abbiamo lasciato o che ci hanno scaricato che rivediamo dopo anni, dandoci la possibilità di stupirci del fatto che non ci fanno più nessun effetto; oppure persone che ci ricordano cosa abbiamo fatto e magari ora non rifaremmo più.
A volte la mente rielabora il passato provando a giocare con lui, proiettandoci in un'esistenza che avremmo potuto vivere nel caso avessimo preso una determinata decisione.
Nella mia vita, come credo tutti noi, ho incontrato parecchie strade da prendere, molti bivi. Uno in particolare ha cambiato totalmente il corso dei miei anni, cioè non fare il militare. Non sto qui a raccontarvi tutto ma da quella scelta a cascata poi sono successi degli eventi e ho conosciuto persone che hanno cambiato totalmente la mia vita.
Amor fati quindi. Non so se il nostro destino è scritto, penso invece che si compia a seconda dei nostri passi fatti o non fatti, e senza essere un superuomo alla Nietzsche  la cosa importante è non avere rimpianti, ma ricordi.
martedì 16 giugno 2015 12 vostri commenti

Un amico vero

La vita alla fine è proprio questa, ti dona persone splendide e poi te le toglie.
Saluti un amico e il giorno dopo non c'è più. Ti lasci con delle cose in sospeso che dovrai fare insieme e poi invece niente.
A quasi 40 anni posso ormai dire che i veri amici sono davvero pochi, si contano davvero su una mano. Ho avuto la fortuna di conoscerti sempre di più fino a diventare amici veri... le nostre discussioni sui libri e tutti gli autori che ho conosciuto grazie a te... sul calcio quello di una volta però... e sulla vita ... le tue fotografie della nostra Genova... le risate davanti ad un magnifico risotto che adoravi tanto... la tua domanda mattutina per i problemi che avevi al computer... il tuo scetticismo sugli ebook e poi quel giorno in cui ti sei convinto e  abbiamo comprato insieme il reader... i tuoi abbracci veri... il tuo sorriso tutte le mattine quando entravo a lavorare capace di far incominciare bene la giornata a tutti... la felicità che esprimevi quando parlavi di tua figlia e della tua famiglia... quel tuo compleanno in cui la grappa non finiva più... il nostro ristorante che fantasticavamo di aprire, "L'orto", dove si doveva cucinare solamente le cose dell'orto...  e tante altre cose.
Amavi la montagna e purtroppo la montagna ti ha preso, dicevi che camminando lì ti godevi tutto.
Chiamavi Greta la tua nipotina... racconterò io a lei chi eri e che cosa rappresentavi per me, le dirò anche che per lei dopo 40 anni sei entrato in chiesa.
Tra me e te c'erano 20 anni di differenza, ma sembravamo compagni di classe.
Mi mancherai, in questo mondo persone come te ce ne sono sempre meno,  non ti dimenticherò.
Ciao Luciano.
lunedì 15 giugno 2015 8 vostri commenti

Moz Awards 2015

Oh mamma!!! 
And the winner is... Ernest!
E' la prima volta che prendo un premio come blogger, si tratta del Moz Awards 2015 come migliore blog sociale-politico 2015, tutto organizzato dal mitico Moz tramite il suo blog Moz O'Clock. Un sito che se non avete ancora scoperto siete pregati di farlo. Si trovano sempre spunti interessanti a 360° e si incontrano blogger che rendono viva la rete.
Nel frattempo mi tengo stretto questo premio perché diciamo la verità in generale ho vinto poco. Se ricordo bene anni fa vinsi un Pluto pupazzo grazie ad un concorso di ovetti kinder, è ancora in casa mia e mi guarda sconsolato ogni mattina prima di uscire di casa.
Poi grazie ad un sogno in cui leggevo sul giornale i risultati delle elezioni politiche portai a casa 1milione e 200 mila lire vincendo al lotto, mi comprai il mitico SI nero.
Come dimenticare poi quella volta in cui alla festa dell'unità (quella vera) alla tombola (non si chiamava bingo) vinsi uno scalda vivande, peccato che il presentatore urlò al microfono "venga a ritirare il premio signorina", avevo i capelli lunghissimi biondi ma delle gambe da calciatore. 
Ringrazio i lettori di Moz che mi hanno votato, essere letti fa sempre piacere, io amo scrivere e lo farei anche se mi leggesse una sola persona però se si possono avere dei compagni di viaggio è meglio. Nel mio blog butto giù inchiostro digitale postando le mie idee, alcune considerazioni a volte anche non solo di politica, senza la pretesa di avere la verità in bocca. 
Ora mi aspetto che Moz faccia come la Loren... apra la busta urlando... Erneeeeest!!
mercoledì 10 giugno 2015 21 vostri commenti

Generazione super tele

Ieri guardando mia figlia mi sono chiesto con che cosa giocherà quando sarà grande. La osservo nel box che gioca con niente facendomi tornare in mente il nostro modo di divertirci.
Costruivamo la situazione trasformando la realtà in teatro. Già da piccoli diventavamo registi di noi stessi e a volte dei nostri amici, c'erano  i primi attori e le comparse, cioè quelli che partecipavano poco e  non si occupavano troppo dell'allestimento.
Ricordo le ore passate a creare le battaglie con i soldatini quando il tempo della preparazione superava di gran lunga il gioco stesso, quando con un metro rubato dalla dispensa di papà si simulavano nordisti e sudisti, quando il sotto della scrivania diventava una tenda e le partite a Subbuteo erano la nostra Champions.
Poi il pallone. Prima il Super Tele, rigorosamente blu, a volte rosso, con un rimbalzo incredibile e l'inconfondibile rumore secco per terra. Calciare quella palla era come giocare al gratta e vinci, non si sapeva mai come sarebbe andata a finire. Una traiettoria che neanche il più moderno dei navigatori avrebbe potuto indovinare. Da sgonfio invece era meraviglioso per noi quasi il pallone della Fifa.
Il livello successivo era il Tango. Spicchi neri e bianchi, plastica dura e rumore quasi da molla. Il dolore che si provava quando lo si prendeva in faccia o su una gamba era equiparabile a quello della sconfitta con gli avversari di sempre.
Maglioni per terra, felpe o magliette a fare le porte, conteggi pazzi e risultati infiniti.
Niente prova tv.
Quando il touch era solo una parte del titolo di una canzone di Samanta Fox.

lunedì 8 giugno 2015 16 vostri commenti

Che sbadato...

...mi sono accorto di non avere ancora scritto niente sulle elezioni regionali. Il motivo? Probabilmente perché alla fine non è cambiato quasi niente in Liguria. Ormai il partito di maggioranza è quello dei non votanti.
Il quasi è d'obbligo perché si passa dalla gestione Burlando a quella dell'ex conduttore di Lucignolo, Studio aperto e Tg4. Mancano le meteorine e poi siamo al completo. 
Qui il Pd ha dato sfogo a tutta la propria arroganza presentando Raffaella Paita come candidata, ex assessore alla protezione civile della giunta regionale Burlando che durante i giorni dell'ultima terribile alluvione non si trovava nemmeno su Google. Sia chiaro le colpe del dissesto del territorio non sono solo della candidata del pd, vengono da lontano, anche da gestioni passate. 
Credo però che questo sia un esempio di come il pd e Renzi intendano la politica, un misto di arroganza e personalismo mischiata al classico pensiero "intanto a noi ci votano sempre". Invece è andata diversamente. 
Chiaramente dopo la sconfitta come è d'obbligo neanche un minimo di autocritica, anzi la colpa è sempre da cercare negli altri. Prima era colpa delle televisioni, poi di quelli che non votano, poi degli estremisti, ora del movimento che ha espresso un candidato a sinistra della Paita, che può essere criticabile ma non accusato di aver fatto vincere gli altri perché non è che alla fine dei conti  si possono sommare cavoli con mele.
Quindi nessuna analisi sulla gestione della cosa pubblica negli ultimi anni, sui tagli fatti alla sanità, sulle spese pazze,  su delle primarie che non hanno più senso dove probabilmente sono andati a votare molti che nell'urna hanno vota lo stesso Toti.
Ora qui si brinda aspettando telefonate da Arcore e l'unica emergenza che sembra interessare il neo governatore sembra essere quella dei migranti da non accogliere e dei campi Rom da abbattere. Un pegno che deve pagare alla Lega visto che è stato eletto con i loro voti. Giusto per chiarire, la destra ha già governato la regione qui e gli effetti ce li ricordiamo ancora ma si dimenticano le cose facilmente in questo paese
Mi affido all'analisi fatta da un mio concittadino sabato 6 giugno tirando giù il finestrino della macchina alla vista di Toti e Renzi sul cantiere aperto del Bisagno, altro che politologi.
giovedì 28 maggio 2015 21 vostri commenti

Girolimoni 2.0

E' una storia moderna questa, ma si ripete. 
Tutto nasce da una semplice fotografia scattata da qualcuno in un parco di Genova ad una persona, un uomo, mentre offre delle ciliegie a dei bambini. Da lì il delirio, mamme e papà in panico, gente che sosteneva di averlo già visto in altre piazze, segnalazioni e post su Facebook che vengono condivisi con tanto di foto della persona in bella mostra, con avviso di massima attenzione e la preghiera di diffondere a tutti. L'accusa è quella di essere il mostro, un pedofilo.
Vi risparmio i commenti scritti sotto i post, i soliti insulti che si trovano sui social network scritti da quelli che dietro la scrivania davanti ad un computer si sentono padroni del mondo e giustizieri digitale.
Oggi la lettera di denuncia della cognata dell'uomo, che dopo aver accertato dalla polizia l'estraneità del parente, sta cercando di salvaguardare la reputazione di una persona, con alcuni problemi di salute, che aveva solamente offerto delle ciliege probabilmente richieste.
Basta questo. In pochi minuti un uomo è stato distrutto e con lui la sua famiglia. Un tam tam frutto della paura e degli stereotipi purtroppo ancora presenti nella nostra società verso chi alla nostra vista risulta "diverso" o con "qualche problema". Una notizia presa così come è stata messa on line dove per molti quello che è scritto è sempre e solo la verità, così lontana dal mondo reale.
Il tempo passa, i mezzi cambiano ma la storia alla fine è sempre la stessa.
lunedì 25 maggio 2015 24 vostri commenti

Vite come romanzi

Avevo studiato all'università i suoi testi sulla teoria dei giochi, lo confesso, con molta noia perché non ho mai amato l'economia.
Poi nel 2001 il film "Beautiful Mind" dove la vita di John Nash viene raccontata in maniera molto romanzata con un'ottima interpretazione di Russel Crowe capace di portare sul grande schermo una lotta di molti anni contro la schizofrenia.
Ieri la notizia della sua morte in un incidente stradale a bordo di un taxi assieme alla moglie mentre tornavano a Princeton dove il professore insegnava ancora. Il destino li ha voluti assieme ancora una volta.
Una storia incredibile la vita di Nash che si conclude in una maniera inaspettata.
Ci sono alcune vite che sembrano scritte dal migliore dei romanzieri, eventi che si susseguono uno dietro l'altro come capitoli che vengono divorati dal lettore per arrivare poi ad un finale tragico come questo.
Esistenze indimenticabili.


giovedì 14 maggio 2015 34 vostri commenti

Che roba contessa!

Ci sono fatti difficili da commentare, avvenimenti che dovrebbero uscire dai riflettori dei media per intraprendere il loro corso giudiziario, soprattutto quando come protagonisti ci sono dei ragazzi giovani.
Il caso è quello dello studente di Padova morto in gita cadendo dal balcone della camera dell'hotel in cui pernottavano.
Lasciando perdere i particolari della storia, ciò che mi ha colpito sono le parole della preside del liceo Nievo di Padova, sul silenzio dei compagni di stanza del ragazzo...

"Non penso che siano omertosi, sono ragazzi intelligenti, figli della migliore borghesia di Padova e sono convinta che i loro genitori siano disponibili a parlare con loro perché capiscono che le cose verranno fuori comunque"

...ebbene sì, esistono ancora persone che ragionano in questi termini. Sentire una preside, ed evito di polemizzare sul potere che avranno d'ora in poi, parlare di "figli della migliore borghesia" mi fa venire in brividi. Chissà magari la professoressa cataloga anche gli studenti secondo il metodo lombrosiano, oppure si limita alla solita distinzione di classe... il figlio dell'operaio non può fare l'università, non può capire i classici e soprattutto non si può iscrivere al liceo, al massimo un professionale.
Meno male che esiste ancora la migliore borghesia in questo paese, mi fa sentire tranquillo.
Però... che roba Contessa!
venerdì 8 maggio 2015 27 vostri commenti

5 Stelle profonde

E ora abbiamo anche Grillo-Leaks una pagina dove i dissidenti, o meglio quelli cacciati, del M5s hanno deciso di mettere on line tutto quello che possono sui loro ex capi ed ex compagni, liti, discussioni, insulti e anche numeri di telefono.
Che dire per ora francamente ho guardato poco, nelle pagine di ogni senatore e deputato appare la scritta Coming Soon... una promessa per quello che metteranno.
Due dichiarazioni di Grillo mi hanno colpito però...

"Ma non puoi condividere tutto. Io, quando siete entrati in Parlamento… Mi son messo a ridere due giorni, quando avete votato di votare. Sono uscito, sono andato e ho detto: «È finita!»"

"Non volevano decidere… Quelli dell’assemblea! Ho deciso Io, Io e Casaleggio!"

...mi hanno colpito perché potrebbero essere state pronunciate anche da Renzi.
Forse è questo quello che vogliono gli italiani?
Uno che decida, che prenda decisioni, che se ne freghi se non ha il consenso degli italiani, visto che nessuno dei due ha mai preso voti direttamente per prendere decisioni di governo.
Nel frattempo le aziende chiudono e. le fabbriche licenziano.
La nostra storia passata dice questo e sembra che si voglia mantenere la linea.
lunedì 4 maggio 2015 28 vostri commenti

I soliti noti



A Genova ce le ricordiamo ancora quelle tute nere che hanno devastato la città senza essere toccati dalla polizia. Li ho visti di persona andare in giro per le strade distruggendo tutto mentre i vari reparti li guardavano a pochi metri di distanza. Tutto questo nella stessa piazza dove qualche minuto prima le forze dell'ordine avevano caricato i non violenti di Mani tese.
La storia continua a ripetersi e noi siamo ancora una volta testimoni di una manifestazione, con la quale si può essere d'accordo o meno, che viene offuscata dalle violenze di questa gente.
Pagati dai servizi? Autoonomi? Infiltrati?
Francamente non lo so, ma credo proprio che a prescindere dalla loro origine siano utilizzati bene dal palazzo che preferisce sacrificare dei quartieri e delle macchine per evitare che si parli delle ragioni della protesta. Il copione è lo stesso del G8 di Genova dove ci fu una vera e propria carneficina, un massacro di donne, anziani e uomini.
E poi Bologna... dove non si può contestare il premier che non è nemmeno stato eletto, dove la polizia in questo caso carica i manifestanti, spezzando un braccio nel vero senso della parola ad una persona.
Lo ripeto da mesi, forse ormai anni... pensate se tutto questo fosse accaduto sotto un governo di Berlusconi. 
Scusate dimenticavo che non è cambiato niente.
lunedì 27 aprile 2015 14 vostri commenti

Il Mal Paese

Diciamo la verità, questo paese fa schifo.
Spesso parliamo di lotte e di cambiamento, sento gente prendersela con i politici colpevoli di ogni cosa, con i sindacati che si dovrebbero vergognare, l'indignazione galoppante e poi...
Poi alla domenica come al solito assistiamo a scene come quella di ieri. Il pullman della Juventus assalito per strada e una bomba carta in mezzo alla curva del Torino.
Il 25 aprile su Rai Uno uno speciale sulla liberazione viene battuto dal serale di Amici sulle reti Fininvest.
La catena Mediaworld annuncia una promozione su un televisore HD e davanti ai negozi in varie città del paese si formano code interminabili con risse tra le persone.
Sinceramente. 
Dove vogliamo andare?
Cosa vogliamo fare?
E siamo certi che i problemi vengano solamente dalla politica?

sabato 25 aprile 2015 23 vostri commenti

Un'odissea partigiana


Oggi siamo liberi perché persone come noi 70 anni fa hanno sacrificato la loro vita. Sembra la solita frase che si dice alle cerimonie, ma fermiamoci un attimo a pensare. Oggi chi lo farebbe? Oggi chi lascerebbe tutto quanto per salire sui monti per combattere una dittatura? Oggi che non riusciamo nemmeno a mettere insieme delle manifestazioni. Oggi che abbiamo paura della nostra ombra.
La realtà è che abbiamo tradito i partigiani, lo abbiamo fatto anche un minuto dopo la liberazione. 
Basta leggere il libro "Un'odissea partigiana" per rendersi conto di quello che è successo subito dopo il 25 aprile.
L'amnistia e l'azzeramento dei crimini dei fascisti. L'internamento di molti partigiani negli Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari. Perchè?
Dopo la liberazione la magistratura processa molti ex partigiani con l'accusa di gravi reati commessi durante la lotta clandestina e nel dopoguerra. Si tratta spesso di casi di  “giustizia sommaria” commessi contro sospette spie coinvolte nell'apparato repressivo fascista.
La strategia messa in atto dagli avvocati dei partigiani per cercare di alleviare le pene è quella della seminfermità mentale. Poi nel 1946 Togliatti procede con l'amnistia aprendo le porte del carcere ai fascisti condannati o in attesa di giudizio.
E i partigiani dichiarati semi infermi di mente? Non possono usufruire dell'amnistia. Quindi Opg.
Persone sane che si devono adattare ad una realtà manicomiale come quella degli Opg.
Poi silenzi. Uomini lasciati al proprio destino anche dalle forze di sinistra.
Chi oggi parla di 25 aprile con il solito ma, chi snobba il sacrificio di questa gente dovrebbe leggere questo libro per capire a cosa furono sottoposti molti partigiani il giorno dopo aver liberato il paese.
Molti fascisti tornarono ai loro posti di comando. Molti partigiani continuarono a morire.
Oggi noi abbiamo la libertà, usiamola.
W il 25 aprile.
venerdì 24 aprile 2015 8 vostri commenti

Quanto vale la vita di un uomo?


Per la Camera dei deputati questo...
Il vuoto (35 deputati) durante l'informativa del ministro Gentiloni sulla morte di Giovanni Lo Porto.
Quando droni e indifferenza vanno a braccetto.