venerdì 24 ottobre 2014 13 vostri commenti

Paese che vai...


Segnatevi questo nome... Yuko Obuchi. Trattasi di una ministra dell'industria giapponese che in questi giorni è stata colta con le mani nei conti pubblici. Pare che la signora abbia speso 10milioni di yen in prodotti di bellezza. 
Circa 74 mila euro sottratti allo stato ed utilizzati per scopi personali. 
Risultato. Costretta a dimettersi e a scusarsi pubblicamente davanti al popolo giapponese con un inchino, ammettendo le sue colpe.
Ora capite bene che post come questi sono come tirare un rigore a porta vuota ( la maggior parte dei consigli regionali italiani e altro sono composti da persone indagate), quindi non mi voglio dilungare troppo e concludo dicendo solamente che da noi certe disavventure giudiziarie fanno curriculum e solitamente valgono una tessera di partito, un incarico da ministro o un riciclo in qualche comodo piano alto di un'azienda.
Sayonara.
lunedì 20 ottobre 2014 37 vostri commenti

Gratta e vinci l'educazione

Me lo ricordo come se fosse ieri. Da piccolo quando accompagnavo i miei genitori in edicola a prendere il giornale, mi guardavo attorno attirato dalle bustine con dentro giocattoli e quant'altro. Non ero uno che chiedeva sempre ma come tutti i bambini avevo le mie esigenze.
A volte venivo accontentato, quasi sempre, a volte no, come è giusto che sia con tanto di spiegazione sul perché non chiedere sempre ciò che si vede in vetrina.
L'altro ieri in un edicola ho assistito ad una scena da nuovo millennio. 
Una bimba entra con il padre...
"Papà guarda che bella questa bustina, la prendiamo?"
"Aspetta... prima giochiamo", dirigendosi verso il video poker, "e se vinciamo compriamo."
Educazione da gratta e vinci.


venerdì 17 ottobre 2014 12 vostri commenti

Diario di Genova. Una settimana

Una settimana fa le strade di Genova, ancora una volta, venivano invase dal fango. Oggi lo troviamo ancora ai bordi delle strade come ricordo di una tragedia, l'ennesima, che non dimenticheremo mai.
Questa mattina ancora tanti "angeli" con pale e picconi sulle spalle per andare ad aiutare le persone ancora in difficoltà. Genova dal punto di vista urbanistico è complicata, molti piani bassi, garage in zone impossibili, fondi e quant'altro che chiaramente sono stati invasi dalle acque.
Alcune vie si sono trasformate in mercatini a cielo aperto per cercare di vendere ciò che l'alluvione non ha portato via del tutto. Un aiuto per chi ha perso tutto, una spinta verso la ripresa.
Le polemiche continuano, si fa fatica a stare dietro a tutti gli scarica barile messi in atto, nel frattempo ieri lutto cittadino per i funerali della vittima della furia delle acque. Un'altra lapide.
Pensavo alla solidarietà che abbiamo visto in questi giorni, ragazzi che si offrivano, e si offrono, per dare una mano. Persone sconosciute che si stringono per un unico scopo, uscire dalla tragedia.
In questi giorni spesso mi è capitato di "parlare" a Greta, mia figlia di 2 mesi, guardandola negli occhi scuotendo la testa pensando al mondo che troverà. Un mondo, un paese dove chi comanda non decide e non si assume la responsabilità, dove la cosa importante è salvare il posto di potere, dove i soldi ci sono per gli armamenti e per le banche mentre per la sicurezza, la salute e l'educazione dei cittadini mancano sempre, dove si grida per apparire senza pensare ai contenuti dei propri discorsi, dove passata la bufera si tornerà a pensare al singolare.
Quindi mentre mi guardi  in tutti i tuoi 54 centimetri e 4 chili e mezzo, amore mio, mentre ridi non capendo quello che dico, spero con tutto il cuore che tu non debba mai essere chiamata "angelo del fango".
martedì 14 ottobre 2014 16 vostri commenti

Diario di Genova. Il colore del fango

Non piove e credetemi per noi oggi è davvero tanto anche se la situazione è ancora complicata e l'emergenza non è finita.
In questi giorni abbiamo visto di tutto.
La solidarietà di tutti i genovesi e anche di persone venute da fuori è sotto gli occhi del paese. Una speranza è chiaro, ma non può bastare. Perché poi alla fine come tre anni fa l'emergenza passerà e il pericolo è che torni il silenzio attorno a questa vicenda che ancora una volta è costata una vita umana e immensi danni.
Ci si domanda se tornerà mai la fiducia in quelli che amministrano, in quelli che dovrebbero vigilare sulla nostra incolumità. 
Leggevo ieri di una madre che giovedì sera, un attimo prima dell'esondazione, pregava il proprio figlio di non uscire "perché questa non è pioggia normale". La risposa, lecita, del ragazzo è stata... "ma non ti preoccupare non hanno dato l'allerta!"
Chiedono fiducia e partecipazione alla popolazione e poi il risultato è questo. La gente si fida, si informa e poi?
Ho letto post di gente che denunciava la mancanza degli extracomunitari a spalare per le strade. Parole che non meritano nemmeno una risposta, parole di un razzismo imbarazzante. Per le strade di Genova l'unico colore che purtroppo univa tutti era quello del fango.
Chiudo con un episodio surreale. Sabato mentre si spalava in un negozio di fotocopie sono arrivate tre persone a chiedere se potevano fare una fotocopia. 
Che dire... l'assurdità esiste anche nell'uomo qualunque e non solo nelle amministrazioni.
lunedì 13 ottobre 2014 24 vostri commenti

Diario di Genova... Ancora una volta


Scusate ma sarò più lungo del solito...
L'11 novembre del 2011 pubblicai questo post. "Diario di Genova/4. Di colpevoli ce ne sono".
Credetemi a rileggerlo mi sono venuti i brividi. Oggi avrei potuto ripubblicarlo pari pari. 
In questi giorni in cui abbiamo spalato fango in giro si poteva vedere di tutto. Tanti ragazzi e non solo che aiutano, si danno da fare, si propongono. Purtroppo manca una centrale organizzativa che smisti bene il lavoro dove serve di più.
Continuo a domandarmi seriamente a cosa serva la protezione civile?
Rileggendo il post che scrissi tre anni fa anche in quella situazione il capo della protezione civile Gabrielli arrivò a Genova due giorni dopo. Stessa cosa ora. E' arrivato e ha saputo dire solamente che non bisogna "crocifiggere chi ha sbagliato le previsioni".
Qui si tratta di responsabilità. Ogni volta che parliamo di differenze di stipendio ci spiegano che i dirigenti prendono più di noi perché sono responsabili. Poi accadono fatti come questi e a responsabilità non se la prende nessuno. Perché questo è un paese dove è vietato dimettersi.
Ieri conferenza stampa del ministro dell'ambiente assieme alla Pinotti, ministro della difesa, e Burlando presidente della Regione. 
Vedere quei tre mi ha fatto capire che hanno già deciso a chi dare la colpa. Ovvero al sindaco. 
Come ho detto anche Doria, il sindaco, ha le sue responsabilità e dovrebbe dimettersi... ma Burlando? Che praticamente comanda da sempre assieme agli amici del Pd?
Il direttore dell'ARPAL?
La protezione Civile?
Ora vengono qua e parlano di opere da fare... quando avrebbero dovuto farle anni fa, ma si sa i governi hanno altro a cui pensare come l'acquisto di aerei da guerra o grandi opere faraoniche.
Scusate sono incazzato.
La gente qui ormai cammina col naso per aria, guarda il cielo e allo stesso tempo cerca di non scivolare sul fango. Bisogna dribblare le carcasse delle auto ancora per strada e attraversando le vie della città si vede la vita delle gente riversata a cielo aperto visto che i loro box, le cantine e i negozi non ci sono più. Solo spazzatura.
Siamo nel 2014 e non abbiamo abbastanza mezzi per ritirare la spazzatura! Ma chiedere l'intervento di altre regioni? Chiedere di utilizzare i mezzi militari? L'esercito è arrivato dopo 2 giorni! Non ho parole. L'altro ieri alcuni ragazzi hanno bloccato la strada perchè stufi di aspettare i camion della spazzatura.
Non sono mancate scene vergognose. Un gruppo di ragazzi vedendo passare dei poliziotti senza neanche uno schizzo di fango li hanno invitati a prendere in mano una pala e spalare. Risposta. I soggetti in divisa permalosi hanno chiamato rinforzi per prendere i nomi ai ragazzi. Ma che paese è questo? Qui il video... GUARDATELO DA NON CREDERCI.
Viviamo in un posto dove il capo della protezione civile viene in città e ci prende per il culo... in un paese dove il signor Renzi manda i suoi ministri a dire che servono i lavori come se dovessero farli i cittadini... viviamo in un paese dove i soldi ci sono e non si possono spendere...viviamo in un paese dove gli assessori vanno in TV a elencare numeri e modelli che non funzionano quando nella realtà quotidiana mancano i sacchi di sabbia perché ancora oggi c'è l'allerta massimo fino a mezzanotte.
Che dire, Genova si rialzerà come ha sempre fatto, sarà difficile, ci sarà sofferenza e dolore, ci sarà ancora più disoccupazione ma si rialzerà come ha fatto dopo la ferita del G8. 
Ma siamo stanchi di avere amministratori incompetenti e strapagati.
Vi lascio con un'ultima notizia che ieri mi ha fatto venire i brividi.... il comune di Genova ha concesso ai dirigenti della protezione civile un premio in denaro per la prevenzione del rischio.
Cosa devo aggiungere...
venerdì 10 ottobre 2014 41 vostri commenti

Genova ora ha solo parole di rabbia

Questa volta non ci sono parole.
Da me tutto bene abitiamo a Marassi nel quartiere del Bisagno ma siamo in alto
La città è ancora sotto l'acqua... ancora una volta spettrale.
La rabbia che provo in questo momento credo non si possa descrivere, ancora un morto e le previsioni non sono buone.
Nessun allerta era stato dato, i punti dove da sempre i fiumi esondano non sono neanche stati monitorati ieri sera, solamente adesso è stato diramata l'Allerta 2 fino a mezzanotte.
Ci sarebbero tante cose da dire, ARPAL... SINDACO... per non parlare del fatto che dal governo per ora nemmeno una parola e il capo della protezione civile verrà solo DOMANI... ma ora lascio perdere perché ho solo parole di rabbia.









giovedì 9 ottobre 2014 12 vostri commenti

Consuma!

Obsolescenza programmata.
Detta così sembra uno di quei film con Denzel Washington, invece si tratta di un attacco continuo subito dal nostro portafoglio e dal nostro conto corrente.
Quante volte ci siamo sentiti rispondere... "ma le conviene comprarlo nuovo!".
Anni fa, molti anni fa, si cercava di riparare tutto. Oggi si butta via tutto e si compra nuovo.
La cosa buffa è che la maggior parte degli elettrodomestici passati i due anni o comunque guarda caso il periodo della garanzia... si rompono magicamente.
Piccolo guasto... 80 euro, più la manodopera 110 euro. Conviene nuova no!
La catena infinita.
Rimpiango l'arrotino che gridava sotto casa e il calzolaio che con 2000 lire ti metteva a posto le scarpe.
martedì 7 ottobre 2014 12 vostri commenti

Augusto


Stavo per compiere 17 anni il 7 ottobre del 1992.
Ricordo ancora i giornali del giorno dopo, poche parole, articoli brevi, un trafiletto in basso a destra con la sua foto e la notizia della sua morte.
Solo poco tempo prima avevo incontrato la sua voce, indimenticabile, direi unica.
Canzoni come poesie, concerti come momenti in cui stare insieme...quando insieme voleva davvero dire qualcosa.
Su tutti un episodio che ricordo, letto in qualche libro... un appuntamento, probabilmente il primo, tra lui Augusto Daolio e Francesco Guccini, per un concerto da fare in qualche parte dell'Emilia.
Tutti e due pensavano di raggiungere il posto in macchina, peccato che nessuno dei due aveva la patente.
Indimenticabile uno dei suoi ultimi concerti, che ancora conservo su una video cassetta, dopo una convalescenza in ospedale.
E poi l'immagine di mio padre che muove le labbra per accennare quelle parole... Io vagabondo.
Per sempre Nomadi.

lunedì 6 ottobre 2014 28 vostri commenti

Il prestigiatore

Prendete ottanta euro. Metteteli in una busta paga di qualcuno. Poi aumentate le tasse, senza fare troppo rumore però, e tagliate spese sociali e sanità a destra e a sinistra. Il primo gioco di prestigio è fatto.
Ora potete passare al livello due.
Prendete un Tfr, a caso, fatelo incassare prima del dovuto in modo tale che lo stipendio risulti più alto, fate in modo che in giro si sappia che siete stati voi, e mi raccomando non spiegate che quei soldi erano comunque del lavoratore, e che ciò che si prende prima dopo non si prende più. Secondo gioco di prestigio servito!
Ora potete passare al livello tre.
E tremo già...
venerdì 3 ottobre 2014 26 vostri commenti

Noi abbiam la faccia un po così


E' vero molte volte siamo chiusi, diamo poca confidenza, insomma dalle nostre parti si dice "sarveghi". 
Francamente però sentire Giletti definire Genova una città triste mi fa veramente innervosire.
Se c'è qualcosa di triste sono i programmi che questo personaggio presenta da anni e che soprattutto vanno in onda con i nostri soldi pubblici.
Genova potrebbe essere ancora più bella è vero, potrebbe essere più aperta e organizzare più eventi, presentarsi ancora più splendente, potrebbe essere anche più pulita, ma non ci sto a sentirla definire triste.. provate ad andare verso sera a Boccadasse o a Capo Santa Chiara e guardare il tramonto, salire a spianata Castelletto e guardare l'infinito intreccio di case...



provate ad arrampicarvi sul monte fasce e mirare dall'alto verso il basso questo corridoio che si stringe tra i monti e il mare, andate nel centro storico e  guardate i volti della gente, i vicoli e i vicoletti, buttatevi su per una creuza senza sapere dove porta. Sia chiaro non sono uno di quelli che difende a prescindere la propria città, come ho detto ci sarebbero tantissime cose da migliorare a partire dalla pulizia di alcune strade turistiche.
Giletti dice che siamo incapaci di cambiare.... io dico invece che purtroppo per alcuni versi Genova è cambiata anche troppo, perché cambiamento non è sinonimo di buono.
Se vogliamo trovare la tristezza lo possiamo fare parlando del lavoro che non c'è più, dei tanti ragazzi genovesi a spasso, in cerca di lavoro o costretti a lasciare la propria città, il proprio mare.
Noi siamo quelli che hanno la faccia un po così, prendere o lasciare.
lunedì 29 settembre 2014 30 vostri commenti

1 minuto


Quando ho visto il video questa mattina non ci volevo credere.
La prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di dire... "Ma da noi sarebbe possibile?"
No, credo proprio di no.
Succede che a Varsavia ogni primo agosto tutta, ripeto, tutta la città si ferma per ricordare i 200mila civili polacchi morti durante la rivolta per liberare la città dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.
Ora vedendo la presenza di italiani durante le commemorazioni dei 25 aprile e tutti le dichiarazioni di revisionismo in questo paese... sono stato assalito da una profonda tristezza.
Non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere da noi durante quel minuto.

lunedì 22 settembre 2014 38 vostri commenti

Sotto il vestito... Silvio

La mia è sempre stata un famiglia di operai. Il mio bisnonno ha lavorato in porto in mezzo ai "carbunin" poi nelle officine, mio padre invece all'Italsider. Uomini di lavoro, dalle mani consumate dalla fatica, con la schiena a pezzi ma sempre pronti a darsi da fare per gli altri.
Il primo vecchio socialista che verso la fine della sua vita non poteva neanche sentire parlare di Craxi, mio padre invece iscritto alla Fiom, comunista.
Ho imparato a dare il giusto valore al lavoro e ai diritti dei lavoratori.
Ogni anno girare per gli stand della Festa de l'Unità con mio papà era motivo di orgoglio. Sopra il mio divano, oggi, su una mensola tengo la punta delle bandiera che il mio bisnonno aveva fatto fare nelle officine e che ogni volta portava in giro nei cortei. Sopra c'è scritto Pace e Lavoro.
Oggi assistiamo ai video messaggi in stile berlusconiano del presidente del consiglio Renzi, testimoni dello smantellamento della sinistra, ascoltiamo l'ex sindaco di Firenze insultare la Cgil.
Sia chiaro l'ho già detto altre volte e lo ribadisco, il sindacato ha sbagliato parecchio, sbaglia ancora e al suo interno ci sono delle caste che andrebbero abbattute. Non si comporta da sindacato quando cammina a braccetto col governo di turno, dimenticando il vero senso della parola lotta. 
Sappiamo però che dietro ad una sigla ci vogliono le persone, e queste ultimamente anche nei posti di lavoro latitano, di disinteressano, non lottano. Colpa anche delle troppe delusioni che il centro sinistra e lo stesso sindacato hanno regalato.
Ma la Cigl è anche fatta di persone che ogni giorno vanno a difendere diritti che i datori di lavoro vogliono calpestare, singole persone che si siedono ai tavoli delle trattative con dirigenti che si aumentano lo stipendio mentre dall'altra parte tagliano sul costo del lavoro dei dipendenti.
Il pensiero di Renzi lo conosciamo. Uno che sta con Marchionne ha una targa che non possiamo dimenticare e in questi giorni abbiamo l'ulteriore prova. Parliamo di  uno che trova come alleato Brunetta per la riforma del lavoro. 
Il pensiero va a quelli che ora sostengono Renzi e che in passato sono scesi in piazza per difendere i diritti che ora il presidente del consiglio, con l'aiuto di Silvio e company, vuole smantellare in nome della creazione di posti di lavoro.
Strana teoria quella dei meno diritti uguale più posti di lavoro, già sentita in passato.
Si la Cigl ha sbagliato è vero, e sbaglia a non portare la gente in piazza per più giorni, ha sbagliato e sbaglia a non proclamare lo sciopero generale, sbaglia quando discrimina al suo interno, sbaglia a stare insieme a Cisl e Uil che firmano qualunque contratto a prescindere. Ma se penso alle lotte di Landini e della Fiom e a quel tipo di sindacato, penso che rimanga uno dei pochi punti di riferimento in questo momento.
Ma la gente è contenta perché Renzi ha ridato il nome alla Festa de l'Unità e nel frattempo parla come Berlusconi, si muove come Fini e propone provvedimenti come Brunetta.
L'Italia è anche questa.
venerdì 19 settembre 2014 26 vostri commenti

Only the brave?

Alla fine il risultato è arrivato, e ora largo alle battute su twitter.
La Scozia rimarrà nel Regno Unito sotto la corona della regina. Avrà probabilmente più autonomia dopo le promesse, vedremo, del premier inglese, ma sempre sotto la Union Jack.
Francamente non riesco ad immaginare lo stato d'animo di coloro che hanno perso, non ho mai pensato ad una Liguria indipendente o ad una nuova versione della Repubblica di Genova. 
In generale le spaccature mi spaventano. Però una Scozia indipendente avrebbe avuto il suo fascino e anche una sorta di rivincita storica. Ma per adesso è andata così.
Se il pensiero corre indietro negli anni ci troviamo di fonte a  Stati in guerra uno contro l'altro in un Europa senza pace. Se poi parliamo della nostra storia, troviamo Ducati, Granducati, Regni e via dicendo. Divisioni millimetriche e corse al potere che di solito finivano con il prevalere di una città sull'altra. Ora abbiamo Salvini che sbandiera radici mai esistite, ampolle piene d'acqua del Po' e indipendentisti dell'ultima ora. Fate voi.
Forse, come ormai succede spesso, in Scozia ha prevalso la paura della crisi economica.
Con l'indipendenza le cose sarebbero andate meglio o peggio?
Sinceramente non lo so, Economia Politica è stato il mio ultimo esame dato all'università...
lunedì 15 settembre 2014 24 vostri commenti

Il primo giorno

Quello dell'asilo non riesco proprio a ricordarlo. Qualche piccolo flash, come ad esempio il portone di ingresso e poi un'enorme sala, che sarà stata sicuramente piccola, con tantissimi bambini ed una suora che li faceva giocare.
Stessa cosa per quello delle elementari, niente da fare rimosso.
La memoria invece ha mantenuto ben saldo il primo giorno di scuola alle medie. Una massa di studenti con felpe di tutti i colori nel piazzale, erano gli anni 80!
Così come quello delle superiori. Ricordo ancora la voce del bidello scandire chiaramente i cognomi e le classi. Una scala da salire con tanto di paura di inciampare proprio il primo giorno di scuola davanti a tutti. Qualche ripetente che si conosceva già e poi l'aula piccola, due file di banchi orizzontali. Cinque maschi che diventeranno poi amici inseparabili e tante ragazze. 
Il resto è storia si dice... cancellini tirati nei corridoi come segni indelebili, ansia pre interrogazione, amori iniziati e finiti il giorno dopo, ma anche tante risate, erano gli anni 90!
E poi l'amico pino, il nostro albero, che già dal primo giorno di scuola avevamo individuato come rifugio quando si doveva decidere se entrare in classe o andare sugli scogli... e al posto del libro di storia in mano si teneva la focaccia.

venerdì 12 settembre 2014 20 vostri commenti

Ministero dell'Abbandono

Ma in fondo che sarà mai!
Il ministro della Salute Lorenzin lo ha detto non taglierà oltre i 40 milioni di euro. Quindi non ci lamentiamo...
Che sarà mai.. se nelle nostre strutture continuiamo a mandare a casa anziani, disabili giovani e adulti perché non possiamo più seguirli.
Che sarà mai... se abbandoniamo, perché è di questo che si tratta, le famiglie.
Che sarà mai... se le persone vengono trattate come numeri.
Che sarà mai... se i finanziamenti alla sanità vengono tagliati ma i direttori delle Asl continuano a prendere premi di produzione per i tagli.
Che sarà mai... se chiamano risparmio la mancata assistenza alle persona.
Che sarà mai.. se tagliano da anni, da sempre.
Salute Ministro.
mercoledì 10 settembre 2014 18 vostri commenti

Disonestà trasversale

Per anni in questo paese ci hanno raccontato che il male era nel centralismo dello Stato, che i cattivi stavano solo a Roma e che la soluzione era il Federalismo più o meno accentuato.
Poi sono arrivate le riforme e le riformette, titoli V e compagnia bella.
I presidenti delle Regioni hanno iniziato a farsi chiamare "Governatori" spinti da una moda californiana alla Schwarzenegger e il risultato lo abbiamo sotto i nostri occhi.
Più di 500 consiglieri regionali sotto inchiesta per non parlare dei governi delle Regioni che ogni volta vengono decimati dalle procure, rei di aver acquistato qualunque cosa con i soldi dei cittadini, dalle mutande alle bottiglie di champagne.
Quindi? Meglio quando il potere era accentrato?
No. Credo che la risposta sia come al solito nell'onestà delle persone che purtroppo sembra essere sempre meno presente. Non solo nei politici ma anche in coloro che eleggono e sostengono queste persone.
Ma è più semplice dire che una volta il problema è lo Stato, l'altra il regionalismo, poi il pubblico e poi il privato.
martedì 9 settembre 2014 29 vostri commenti

Come ti spiego Renzi?

Negli anni 80 i Righeira l'hanno messo per scritto con tanto di note musicali. Peccato però che il titolo oggi dovremmo cambiarlo perché l'estate non sta finendo... non è mai iniziata.
Ma lasciamo all'ascensore il tanto amato argomento meteo.
Da queste parti come sapete l'estate ha portato ben altro che in questo momento pesa 3 chili e mezzo ed è lunga 53 centimetri.
Quando potrà capire dovrò raccontarle parecchie cose... forse è meglio tralasciare qualcosa però.
Dunque... i governi di centro sinistra che non hanno fatto una mazza... il berlusconismo... il conflitto d'interessi... tangentopoli 1 - 2 - 3 e oltre... la erre moscia di Bertinotti... Mastella ministro di grazia e giustizia (questo me la tengo per quando si comporterà male)... il contratto con gli italiani versione uno e due... Porta a Porta e i plastici... i governi di destra che hanno devastato il paese... ministri imbarazzanti... Veltroni... D'Alema... Ds... Ulivo... Democratici... Pd... Fini... il G8... le lacrime della Fornero... i Forconi... gli appelli mediaset per salvare Silvio... le bandierine di Emilio Fede... 
Mi fermo qui, perché solo a ripensarci sono incubi.
E poi Renzi... come glielo spiego Renzi.
Intanto  appena nata si ritrova la Festa de L'Unità col vecchio nome. Alzi la mano chi non era nostalgico! Et Voilà colpo di magia, anzi colpo pubblicitario. Si perché da una parte il Matteo pensa al Job Act dove si parla di demansionamento dei dipendenti, di controlli computerizzati sulla produttività e di licenziamenti facili, dall'altra vi riattacca sulla maglietta il bollino con su scritto Festa de l'Unità.
Ecco trovato il modo per spiegare Renzi.
mercoledì 13 agosto 2014 22 vostri commenti

Viaggi d'agosto

Chissà perché tutto ad agosto.
In effetti tutte le svolte della mia vita cadono in questo mese.
Circa sei anni fa, dopo aver aperto il blog,  iniziavo un viaggio, nel vero senso della parola, con la mia attuale compagna dopo aver passato un periodo davvero brutto e confuso.
Un viaggio fisico e geografico ma allo stesso tempo una sfida, un voler scappare da tutto e tutti mettendo tra noi due e il resto più chilometri possibile. E così fu, circa 6000 km in scooter partendo da Genova passando per l'Emilia e la Romagna, poi in Toscana, Umbria e Marche fino a San Marino e ritorno.
Un percorso indimenticabile che ci ha spinto poi a prendere la decisione di vivere insieme.
9 giorni fa la seconda svolta. L'arrivo di Greta. Non smetterò mai di ringraziarvi per tutte le belle parole che avete scritto qui.
Un altro viaggio da compiere insieme aggiungendo il side car allo scooter, questa volta non geografico ma un percorso che inizia oggi tra poppate, pannolini, sorrisi difficili da descrivere, portandosi già dietro immagini che rimarranno impresse come quelle del momento del parto, l'istante in cui tenevo la mano della mia compagna vedendo uscire una piccola testa e la mia bocca che automaticamente continuava a ripetere "meravigliosa"... e quattro occhi belli da guardare.
Poi lo so ci potranno essere difficoltà, dovremmo tenere duro e andare avanti; così come quel viaggio del 2008 quando l'acqua presa sull'Abetone non ci fermò riuscendo a rivedere il sole di Lucca, asciugati dai suoi raggi. Oggi quel sole pesa 3 chili ed è lungo 50 centimetri.
La strada è lunga, ed è nostra adesso.
mercoledì 6 agosto 2014 60 vostri commenti

È nata una mini blogger

Sarò breve per ovvi motivi... quando ci sono 4 occhi che ti guardano e che ami le cose sono davvero ddifferenti.
E così con 10 giorni di anticipo è nata Greta, esattamente il 4 agosto subito dopo una mangiata di focaccette col formaggio. Chissà.
Magicamente mi ritrovo innamorato due volte.
I dettagli a breve.
Nel frattempo i sorrisi di Ernest e mamma non hanno limiti.
giovedì 31 luglio 2014 19 vostri commenti

Selfie d'annata

"Schiaccia schiaccia e corri qua... dai... ora... ma no vedi che non c'è il lumino rosso.. vai a rischiacciare... veloce che il nonno non ce la fa più a stare in piedi... pronti... no no aspetta che han suonato la porta... vai un po' a vedere chi è.... vieni vieni Pinuccia mettiti qui che ora schiaccia e ci facciamo l'autoscatto... dai premi... ora bravo... c'è il rosso... fermi fermi fermiiiiiiii.... vai un po' a vedere.... CLICK... nooooo"

Questi eravamo noi, nemmeno troppi anni fa. 
Dopo essere arrivati a casa e aver chiesto se qualcuno ci aveva cercato per caso, dopo la merenda davanti ad un telefilm e l'entrata furtiva in cucina per rubare qualcosa dalla pentola, a volte ci poteva scappare un selfie... pardon un autoscatto.
Alta tecnologia in quel momento.
Come dimenticare quegli attimi fermi ad aspettare il click che non arrivava mai. Prove su prove per vedere se ci si stava tutti. Momenti di panico alternati ad euforia per arrivare poi al click proprio mentre qualcuno si alzava per rischiacciare il pulsante.
Ora... beh meglio non dire niente va, altrimenti rischio di prendermi delle botte da vecchietto lamentoso.