giovedì 24 luglio 2014 27 vostri commenti

Storicamente astenuti


Ci sono governi e governi, paesi differenti e scelte da fare. Il nostro, diciamolo francamente, non si è mai distinto per coraggio ed intraprendenza in politica estera, casomai lo abbiamo quasi sempre visto camminare all'ombra di qualcuno.
E infatti mentre il governo dell'Ecuador ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore da Israele il nostro si è affrettato ad allinearsi agli altri strati europei nell'astenersi sul voto della risoluzione Onu per indagare Israele per crimini di guerra. Qualcuno potrà dire che le risoluzioni contano poco, e può anche essere vero, ma nel frattempo noi come al solito ci siamo messi al riparo. 
Che ad astenersi non si sbaglia mai.

mercoledì 23 luglio 2014 24 vostri commenti

Party italiano

Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe altro. In queste ore in cui la carcassa della Concordia sta navigando verso il porto di Genova viene da pensare però che l'assurdità di certe persone, la mancanza di coscienza vada ben oltre ogni previsione.
Vedere il comandante Schettino imputato al processo per il naufragio della nave da Crociera, felice e contento ad un party di Vip (li chiamano così) nella bella Ischia fa venire i brividi. 
Come quelli  che magari hanno fatto a gara per parlargli e invitarlo. Si tratta di quella parte di paese che se ne frega di tutto, della legge in prima battuta e del prossimo. Quelli che pensano di avere diritto a fare qualunque cosa, quelli che hanno votato tutto l'arco parlamentare, gli arrivati, i superiori trasversali in ogni dove, quelli che ne La Grande bellezza Sorrentino ha dipinto come gli annoiati che non lo fanno vedere.
Immagine allo stato puro di un paese che nemmeno la Commedia dell'arte saprebbe più mettere in scena.
lunedì 21 luglio 2014 29 vostri commenti

Sangue che non andrà mai via

13 anni fa in una scuola di Genova, la Diaz, la stessa dove da piccolo andavo a trovare mia nonna che faceva la bidella, negli stessi corridoi, nelle stesse aule...

''Stavamo entrando nei sacchi a pelo quando abbiamo sentito urlare 'arriva la polizia'. Qualcuno ha chiuso il portone della scuola, noi ci siamo messi contro il muro con le mani alzate. Non e' servito a nulla. Gli agenti hanno cominciato a picchiarci con il manico dei manganelli, a tirarci addosso sedie e banchi. Ci riparavamo la testa con le mani. Ma non si sono fermati finche' nella scuola non hanno fatto il loro ingresso dei funzionari in borghese''.
Anna Martinez, 25 anni, assistente sociale

13 anni... e a rivedere quei posti vengono ancora i brividi per quello che è successo, per quello che non è stato fatto, per i silenzi, per le promozioni date ai colpevoli...

13 anni fa in una caserma di Genova, la stessa che vedevo per andare agli allenamenti...


«Farete la stessa fine di Maria "Sole"»... «Compagno, io t'ammazzo»... «Vuoi rivedere i tuoi figli? Allora firma»...

13 anni fa, calci, sputi, torture.
Cariche delle polizia su gente inerme, anziani picchiati in corso Italia e un ragazzo morto.
Una città che divenne Buenosaires anni 70.
Sangue che non andrà mai via... in quella piazza dove sono nato.
giovedì 17 luglio 2014 58 vostri commenti

In attesa

Indizi di metà luglio.
Allestimento cameretta.
Ecografie.
Esami.
Elenco nomi da scegliere con tanto di scontri diretti.
Lista delle cose da ricordare.
Sorrisi continui di Ernest.
Lista delle cose che mancano.
Borsa pronta a bordo letto.
Prove di partenza verso l'ospedale.
Oggetti misteriosi di cui non si conosce l'uso.
Sorrisi continui di Ernest.
Regali, regalini, magliettine, gonne minuscole, tutine davvero piccole e accappatoi con orecchie.
Colloqui con ostetriche, ginecologi, neonatologi.
Frasi ricorrenti incontrando le persone....
"E godetevela ora che poi..."
"Bravi uscite ora che poi..."
"Tra un po' basta uscite..."
"Vedrai..."
"Ah voglio proprio vederti..."
Sorrisi continui di Ernest.
Corsi preparto con video tipo telenovela piemontese.
Ma cosa starà succedendo ad Ernest?
Dimenticavo...
... continui sorrisi di Ernest.
giovedì 10 luglio 2014 36 vostri commenti

Le porte accanto

E' come se avessi ancora davanti a me la rampa della scala della prima casa dove abitavamo. Gradini che sembravano valichi, niente ascensore naturalmente.
L'altra sera assemblea di condominio. Non è di questo che voglio parlare ma di un piccolo fatto che è accaduto durante la riunione. Uno di quei flash che mi ha riportato a quei gradini, a quelle porte, a quegli anni.
Nel bel mezzo dell'assemblea fatta nell'atrio del palazzo una porta si apre. Esce una simpatica vecchietta che abita da sola e ci guarda, salutandoci come se fosse natale. Chiedendoci, prima di chiudere, per ben tre o quattro volte se avevamo bisogno di qualcosa.
Cose d'altri tempi. In un periodo, ormai lungo, in cui prima di aprire si guarda sette volte dallo spioncino, si fa finta di non conoscere il proprio vicino, non ci si saluta per le scale e se si ha bisogno di un pezzo di burro non viene neanche in mente di suonare alla porta accanto.
Erano i tempi in cui non si chiudevano porte in faccia.
giovedì 3 luglio 2014 24 vostri commenti

Quando un Cavaliere intervista... Ernest risponde

Ora non vorrei annoiarvi troppo con le mie risposte ma se volete leggere qualcosa di mattina presto invece del solito quotidiano, al posto dell'editoriale preferito, al posto del fumetto o del giornale gratuito che tutti i giorni attendete al semaforo... appoggiate un attimo la tazzina del caffè e fate un salto sul sito del Cavaliere oscuro del web lì troverete una mia intervista. Tranquilli non me la sto tirando è che non so come altrimenti chiamarla. Come si suol dire... a domanda rispondo! Non sempre, a volte anche  Ernest fa finta di non sentire le domande specialmente quelle del tipo "perché non hai fatto la spesa?"... "hai buttato la spazzatura?".
Scherzi a parte, ringrazio molto il Cavaliere per lo spazio che mi ha concesso sul suo blog che è sempre ricco di spunti interessanti, come ho detto da lui queste sono occasioni per conoscerci meglio e discutere.

Ecco il link dell'intervista... http://websulblog.blogspot.it/2014/07/intervista-ernest-del-blog-i-diari.html#.U7UAW_l_tqU

lunedì 30 giugno 2014 13 vostri commenti

Quando nei vicoli fischiava il vento

I tempi erano decisamente diversi e non solo questi. C'erano altre donne, altri uomini. Niente marche e tanti ideali. Voglia di libertà e condivisione vera di quelli che erano i valori fondanti della resistenza che da poco era scesa dalle montagne.
Il 30 giugno del 1960 i ragazzi dalle magliette a strisce dissero di no al ritorno del fascismo nella città medaglia d'oro della resistenza, cacciarono dalle vie che 15 anni prima videro i partigiani liberare la città il Movimento Sociale che aveva scelto proprio Genova come luogo per il proprio congresso, un guanto di sfida rispedito al mittente, dando il via alla caduta del governo Tambroni
41 anni dopo Genova si è trovata nuovamente davanti ad una sfida rispondendo alla grande con i cortei contro il G8, insultata ancora una volta dalla presenza di Fini, dall'irruzione alla Diaz, dalle torture nella caserma di Bolzaneto, dai canti fascisti cantati in faccia ai ragazzi imprigionati, dalle cariche delle polizia contro anziani donne e ragazzi che manifestavano pacificamente, da proiettili vaganti in piazza Alimonda "deviati" da sassi come dicono loro. Perché il fascismo è sempre in agguato in forme diverse.
I tempi erano decisamente diversi nel 1960, gli uomini erano diversi e il vento allora fischiava.
A noi hanno raccontato che si dovevano buttare via le ideologie, ma insieme hanno messo anche gli ideali, ed ora la situazione è questa.

mercoledì 25 giugno 2014 34 vostri commenti

Ogni 4 anni

Se c'è una cosa che piace fare all'italiano è quella di criticare  situazioni come quelle dell'eliminazione della nazionale di calcio ai mondiali in Brasile.
Nello specifico ogni 4 anni (a parte una parentesi felice in Germania) in Italia ci si accorge che c'è qualcosa che non va nel mondo del calcio. Al fischio dell'arbitro che decreta l'eliminazione della nazionale si inizia ad inveire contro qualunque cosa... giovani che non vengono valorizzati, stadi vuoti, partite di calcio a pagamento, tessere per andare allo stadio, violenza, stipendi troppo alti e molto molto altro.
Poi verso metà agosto i campi di calcio delle rispettive squadre iniziano a riempirsi degli stessi tifosi e le pay per view contano i soldi delle partite vendute. 
In pochi secondi i problemi emersi in giugno vengono dimenticati.
Così se per caso una società decide di mettere tra i titolari qualche giovane nelle strade si alzano barricate, le vie sotto le sedi delle società si riempono e il rumore inizia a fare a gara con quello del traffico.
In pochi mesi ci si dimentica delle critiche e  si ricomincia a gridare, litigando al bar per qualche risultato, scordandosi del fatto che da anni i vivai vengono dimenticati e che si preferisce pescare all'estero a caso, 
scordandosi che per andare allo stadio ormai bisogna chiedere un permesso firmato dalla Nato, scordandosi che i prezzi dei biglietti sono da manette, scordandosi che in serie A ci sono stipendi che non sappiamo nemmeno scrivere, scordandosi che troppe volte ci troviamo a commentare la morte di qualche ragazzo come in questi giorni per una partita di calcio, scordandosi che abbiamo una federazione che non prende una decisione sensata a tutti i livelli dalle scuole calcio alla serie A, scordandosi che ogni domenica alcuni giocatori lanciano messaggi vergognosi che spesso vengono ripetuti dai ragazzi nei campi di calcio, scordandosi che molte volte assistiamo a scene da brividi sui campi di calcio dilettanti.
Ho smesso di andare allo stadio anni da, amo il calcio quello che non c'è più, provo ad insegnarlo ai ragazzi con la consapevolezza di lottare contro mille problemi e la paura che sia una battaglia persa.
giovedì 19 giugno 2014 32 vostri commenti

Consigli

Il vostro datore di lavoro vi sfrutta?
Il vostro orario è da 1800?
Lo stipendio non vi arriva da mesi?
Rischiate da un giorno all'altro di rimanere a casa?
Siete vittime di ricatti sul posto di lavoro?
La soluzione ve la fornisce mister golfino d'oro. Abbassate la testa, non fate gruppo con gli altri, non cercate solidarietà nei vostri colleghi e soprattutto lavorate lavorate e lavorate perché per Marchionne lo sciopero è una scelta “incomprensibile, irrazionale e ingiustificata”... altrimenti nelle alte sfere come fanno poi a dividersi il malloppo.
martedì 17 giugno 2014 31 vostri commenti

Quando due felpe facevano una porta

Ricordo, anche se ho solo 38 anni, come era diverso il calcio e con lui tutta la società.
E se per caso lo dimenticassi basterebbe riprendere in mano i vecchi album  perennemente con tre o quattro figurine mancanti sempre delle stesse società come se fosse un rituale, una firma.
Un salto immenso da fare guardando le foto di giocatori che a 18 anni sembravano mio padre adesso, baffi incredibili lunghi a tal punto che uscivano dai margini della foto.
Magliette con colletti che neanche Sandro Ciotti avrebbe potuto tanto, pancette che si intravedevano dai profili delle maglie che a differenza di oggi erano comode e larghe in grado di far notare la velocità del giocatore. Niente aerodinamica né pettorali da copertina, niente marche strapagate ma calzettoni tirati giù con tibie da saletta di ortopedia.
Anni in cui il grasso lo si dava sulle scarpe e non in testa, quando gli spogliatoi sapevano di olio canforato e non di champagne o Acqua di Giò, quando ti sedevi dove volevi e non servivano tessere, quando per i mondiali non servivano stadi nuovi ma solamente un campo, 11 giocatori e persone sugli spalti.
E si chiamava ancora sport.

mercoledì 11 giugno 2014 30 vostri commenti

Una brava persona

25 maggio 1922 - 11 giugno 1984

Avevo 8 anni  e non davo peso all'importanza e alla grandezza di quest'uomo. Però ricordo mio padre fiero di passeggiare tra gli stand della festa dell'Unità di Genova sulle note di bandiera rossa.
Con l'orgoglio della sua tuta blu, che non ho mai indossato ma è come se la portassi addosso oggi, parlava di lui, della sua onestà e della capacità di arrivare al cuore delle masse... del popolo della sinistra. Quella vera.
Dicono che si deve guardare avanti e smetterla di vivere nel passato, ma spesso guardando avanti ora come ora si vedono parolai, venditori d'aria, populisti, showman travestiti da buonisti e disonesti che invece di occuparsi del benessere collettivo badano al loro conto corrente.
Quindi è banale e scontato. 
Ma manchi.
Perché Berlinguer era una brava persona.
lunedì 9 giugno 2014 35 vostri commenti

Sliding doors

Quante porte che si aprono e si chiudono incontriamo nella nostra vita. Momenti in cui dobbiamo prendere una decisione, fare una scelta velocemente perché la situazione ce lo richiede.
Sliding doors che ci ritroviamo davanti ciclicamente. A volte ci bloccano il pensiero al punto di rimanere costantemente fissati su quello scorrere.
Rimanere fermi o entrare?
Non sono così vecchio ma ne ho incontrate parecchie nella mia vita. Quella che si è presentata qualche giorno fa mi ha messo in crisi. Un passo avanti e due indietro poi ancora avanti e poi immobile.
Una scelta professionale che mi avrebbe fatto guadagnare di più ma non mi avrebbe consentito di fare tutto il resto. Niente più teatro, niente più calcio e soprattutto probabilmente meno tempo da passare con la mia famiglia.
Da un po' di tempo però sono convinto che "la vita è altrove" come diceva Rimbaud e se abbiamo delle piccole cose che ci fanno stare bene, spazi nostri che condividiamo, se abbiamo la possibilità di mantenerli, lo si deve fare.
Per ora Ernest quella porta l'ha chiusa.
giovedì 29 maggio 2014 41 vostri commenti

Euroscettici?

Ci sono strategie che non si capiscono alla prima. Hanno bisogno di analisi e magari di qualche approfondimento, o forse sono troppo complicate per essere capite da noi poveri cittadini europei.
Quindi ci sarà sicuramente qualcosa di complicato  che non riusciamo a comprendere nelle manovre dei partiti che non vogliono l'Europa unita, il suo parlamento e tutto il resto che però partecipano alle elezioni europee per entrare a Bruxelles. In quel caso l'Euro è ben accetto.
mercoledì 28 maggio 2014 23 vostri commenti

Meglio la terza classe


Ci sono cose che fanno riscoprire l'importanza di viaggiare in treno.
martedì 27 maggio 2014 23 vostri commenti

Déjà vu

4...3...2..1... partiti. Il valzer delle girandole è appena incominciato, pronti a salire sul carro del vincitore e seguire la scia del nuovo faro italiano in stile fonzarelli.
Sembra che ora Renzi piaccia a tutti. Messe da parte le sue dichiarazioni pro Marchionne, i pranzetti con Silvio, la sua tabella di marcia dei provvedimenti non rispettata, il suo mal sopportare i sindacati,  il silenzio sugli esodati e il suo comportamento da primo della classe. Perché è uno furbo... perché ha tempi giusti... perché è uno che sa comunicare... cosa non si capisce bene.
Sembra di avere già sentito queste cose qualche anno fa riferite ad altra persona.
lunedì 26 maggio 2014 11 vostri commenti

Scheda Crociata


Alla fine lo scudo crociato è nel DNA dell'italiano. La democrazia cristiana non è mai sparita, come si diceva in una canzone ha fatto dei giri immensi e poi è ritornata. Come un barattolo di biglie che cade spargendo a destra e a sinistra il suo contenuto, per ritrovarsi poi dopo anni di nuovo insieme.
Probabilmente è quello che vuole l'italiano, ma lo abbiamo sempre saputo altrimenti non si spiegherebbero i vent'anni di Berlusconi.
Perde l'imperatore di Arcore ma nonostante il calo ci sono ancora 4 milioni e mezzo di persone che riescono a mettere la croce sul partito di un pregiudicato, fondato da due individui che sono in carcere e in attesa dell'estradizione. Ma sapevamo anche questo degli italiani.
Un milione e mezzo di italiani hanno deciso di affidarsi ad un personaggio come Salvini votando Lega, così come poco più di un milione hanno sposato la causa dell'ex delfino Alfano che si sta preparando a fare la fine di Fini.
Grillo perde 2,5 milioni di voti probabilmente tornati all'ovile del pd o caduti nell'astensionismo. E da oggi entra di diritto nel club delle dichiarazioni rimangiate visto che aveva detto che in caso di sconfitta se ne sarebbe andato. 
Io come al solito faccio parte delle riserve indiane col mio 4% della Lista Tsipras, un'occasione persa come sempre da quelli che dicono di avere voglia di sinistra e appena hanno l'occasione votano da un'altra parte. Ma sapevamo anche questo degli italiani.
Cosa rimane di tutto ciò?
Il dato che tutti snobbano perché troppo impegnati a festeggiare. L'affluenza. Il 42% degli italiani non è andato a votare.
Questo paese non vota più, non è interessato a questa politica. Tutta, Grillo compreso.
O forse come ha sempre fatto delega ad altri le decisioni, badando solamente a ciò che ha intorno, non più in là del proprio naso.
"Perché bisogna cambiare tutto per non cambiare niente".

lunedì 19 maggio 2014 25 vostri commenti

40 anni al Cubo


In casa più o meno lo abbiamo avuto tutti.
E' una di quelle cose che di solito spunta fuori quando si rimettono a posto i cassetti. Colti da un lampo di malinconia per i tempi andati ci si riprova quei 2 o 3 minuti.
Rosso a destra, giallo a sinista, su giù e gira. Confesso di non esserci mai riuscito e anche di avergli dedicato pochissimo del mio tempo.
Ma la domanda che mi sono sempre posto è questa. A cosa pensava Erno Rubik quando inventò 40 anni fa il Cubo che ha fatto impazzire mezzo mondo? Chissà magari alla situazioni politica italiana.
Ricordo ancora le leggende metropolitane dell'amico che lo aveva finito in pochi minuti, per non parlare degli scatti d'ira per non venirne a capo.
Altri tempi. Ora girano le soluzioni su internet. 
Le nostre generazioni, con tanti difetti, non erano alla ricerca delle scorciatoie, anche perché non esistevano. C'era chi rinunciava, ma era pur sempre una scelta, chi non ci si metteva nemmeno, ed era una presa di posizione, e chi invece ce la faceva e diventava l'eroe, per poco, della scuola.
Ora abbiamo gli speedcuber, cioè concorrenti che si affrontano per la risoluzione del cubo.
5"55 il record di un olandese. Il primo italiano ha impiegato 6"86 per risolverlo.
Tenendo conto che il signor Rubik ci mise un mesetto prima di risolvere l'enigma inventato da lui, tra 30 anni forse ci riuscirò. 
Dubito.



venerdì 16 maggio 2014 18 vostri commenti

Calci di stato


La foto dice tutto. Anche troppo. Perfetto riassunto di quello che i governi stanno facendo da anni. Cioè prendere a calci il loro popolo che chiede giustizia, lavoro, uguaglianza e pace.
La risposta dei potenti è questa. A volte arriva in forme più nascoste in altri casi mostra la reale natura della politica dei nostri governi.
In questa immagine non c'è solamente il consigliere del presidente turco Erdogan che prende a calci un manifestanti ma ci sono tutte le autorità che in questi anni hanno calpestato, e continuano a calpestare i diritti civili delle donne e degli uomini.
Per terra in quel momento ci sono le mamme greche che allungano le braccia per ricevere del cibo, ci sono gli studenti turchi assieme a quelli cileni, ci sono le persone che a Genova hanno sfilato per chiedere un nuovo mondo e una nuova economia.
Quel calcio lo abbiamo preso tutti e non abbiamo fatto niente.
giovedì 15 maggio 2014 11 vostri commenti

Mani mai pulite

Dobbiamo fare mea culpa. Alzare la mano e dire che in questi anni abbiamo sbagliato tutto, ci siamo seduti dalla parte sbagliata. La legalità in fondo non porta da nessuna parte, non fa notizia, non interessa, non infiamma le platee dei dibattiti. Insomma in una sola parola è noiosa.
Volete mettere con il revival del compagno (non mio e aggiungerei di quattrini) Greganti.
Volete mettere con la pantomima del Pd che prima vuole proteggere Genovese e poi fa due calcoli e sembra che ora lo molli in mezzo al guado. 
Tutta adrenalina che entra.
Non più Hammamet ma il Libano!
Brividi che salgono lungo la schiena ascoltando le notizie che sembrano di nuovo quelle degli anni 90, quando Paolo Brosio soggiornava davanti al Palazzo di Giustizia aspettando l'uscita di qualche manetta. 
Quello stesso palazzo di giustizia che ora ci offre una puntata piena di suspense con lo scontro tra Bruti Liberati, procuratore capo, e Robledo procuratore aggiunto. Un mistero che solo Jessica Fletcher potrà svelare.
Quindi aspettiamoci il prossimo reality che entrerà in ogni casa, dove i concorrenti verranno eliminati se giudicati troppo onesti dal cittadino-telespettatore che sembra sempre più gustare il marcio che avanza.
lunedì 12 maggio 2014 28 vostri commenti

Socialmente utili a loro insaputa

In fondo li abbiamo giudicati male in questi anni.
Tutti vogliono fare, o hanno fatto, del lavoro socialmente utile.
Un ex presidente del consiglio ex cavaliere ex P2 che fa animazione invece di scontare la pena in carcere, facendo campagna elettorale e minacciando un suo ritorno in parlamento.
Certi atti però sono contagiosi. Infatti dall'esilio in Libano, dove in questi giorni abbiamo scoperto esserci un sistema sanitario miracoloso, Dell'Utri tra una pagina e l'altra dei falsi diari di Mussolini ci fa sapere che se tornasse vorrebbe però fare i servizi sociali.
Qui si apre un problema sindacale a mio avviso. Credo si debba fare attenzione perché visto l'antico vizio italiano che si rifà a Mani pulite, mai finita, è probabile che il lavoro degli educatori e degli animatori sia a rischio vista la concorrenza dei nostri politici che si danno ai servizi sociali.
Attendiamo le prossime dichiarazioni di Scajola che da ex ministro dell'inteno ha aiutato un latitante a fuggire, a Genova lo ricordiamo in quei giorni del G8 in cui il suo spirito "socialmente utile" venne fuori. Chissà potrebbe proporsi per qualche casa di riposo.
Tutto naturalmente a sua insaputa.