lunedì 23 maggio 2016 2 vostri commenti

Loro non vogliono cambiare

Ci sono cose che non si dimenticano, che rimangono impresse nella mente, volti, parole, immagini, una folla che cerca di aggredirei l'ipocrisia dei politici presenti. 

« Io, Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato..., chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso.
Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare...
Ma loro non cambiano... [...] ...loro non vogliono cambiare...
Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l'amore per tutti. Non c'è amore, non ce n'è amore... »

E ancora adesso, rileggerle e scriverle fanno venire i brividi.
Avevo 17 anni.
giovedì 19 maggio 2016 6 vostri commenti

Asilo Republic?

I bambini dell'asilo non stanno facendo casino... no perché l'asilo non c'è!
Ci sono notizie che passano in secondo piano, non fanno scalpore ma vanno a toccare direttamente il quotidiano delle famiglie.
Da alcune statistiche è emerso che nel nostro paese c'è un deficit di circa 1700 asili nido e una carenza di 20mila lavoratori nel settore. Parliamo di 3656 strutture pubbliche e 5214 strutture private che riescono a coprire soli il 17% del fabbisogno. Dai numeri si capisce che lo stato latita. 
Un servizio che sostanzialmente lascia scoperta l'area educativa da 0 a 6 anni. I tempi sono cambiati lo sappiamo, molti di noi non hanno mai frequentato il "nido". Siamo cresciuti a casa con uno dei genitori, quando in famiglia poteva lavorare uno solo magari con l'aiuto dei meravigliosi nonni. 
Ci sarebbe anche da fare un discorso sull'importanza della frequenza del nido rispetto ai rapporti con gli altri bambini, al riconoscere altre figure diverse da quelle di mamma e papà e il rispetto di piccole regole che aiutano a crescere.
Ecco per molte famiglie tutto ciò rimane un miraggio, la realtà che abbiamo davanti è quella di una mancanza di servizi per non parlare dei costi che spesso portano ad abbandonare la scelta del nido.
900mila bambini sono in attesa di una risposta da parte dello Stato.

martedì 10 maggio 2016 19 vostri commenti

Qui dove la morte non è precaria

61 anni è un'età in cui si dovrebbe pensare ad altro. Per come la penso io il lavoro dovrebbe essere ormai problema superato, nel vero senso della parola e magari essere già in pensione, poter prendersi dello spazio per il proprio hobby, godersi i nipoti, fare dei viaggi con la propria famiglia o altro.
61 anni è un'età in cui non ci dovrebbe essere scritto sulla carta d'identità interinale.
61 anni non dovrebbero fare rima con fatica, lavoro, sudore.
61 anni non possono essere collegati all'ansia per un lavoro che oggi c'è e domani non si sa.
61 anni magari è un'età in cui un pensiero all'aldilà uno lo può anche fare, esorcizzandolo e spostandolo sempre di più.
Non qui.
Non in Italia.
Qui a 61 anni si muore di lavoro.
Sul lavoro, da precario.
lunedì 9 maggio 2016 7 vostri commenti

Conta e cammina


Basterebbe la foto. La lotta che Felicia Impastato ha intrapreso fino alla sua morte rimarrà per sempre come simbolo di una parte della popolazione che non ha mai detto si alla mafia, che non ha mai abbassato la testa e che ha sempre guardato negli occhi i propri aguzzini.
I 100 passi che dividevano l'abitazione di Peppino da quella di Zu Tanu erano quelli che in pratica dividevano le stanze del potere da quelle di Cosa Nostra, anzi spesso i passi si riducevano ancora. Oggi noi abbiamo il compito di ricordare chi ha sacrificato la propria vita per permettere agli altri di viverne una normale, ma non solo. Dobbiamo tenere alta l'attenzione perché la mafia esiste sempre e quei 100 passi vanno sempre vigilati e percorsi per andare sotto la finestra del prossimo potente di turno a gridare le parole che Peppino ci ha lasciato in eredità.
venerdì 6 maggio 2016 23 vostri commenti

Non serve strapparle

Ciò che penso di Salvini e del suo partito direi che non è nemmeno il caso di rammentarlo, populismo  condito di razzismo che cavalca il tema del momento.
Un'altra cosa certa però è che non mi piace vedere gente che entra in una libreria e strappa pagine dei libri, per non parlare di quelli che in passato li hanno bruciati.
Mai e poi mai condividerò gesti del genere, non mi appartengono e penso che non vadano d'accordo con la parola democrazia, anche se in quei libri stessi si parlasse di razzismo e altro.
Le idiozie e le assurdità che ha scritto (?) Salvini non hanno bisogno di essere strappate, ma solo contrastate come l'arte della parola e nel migliore dei casi si autodistruggono da sole.
lunedì 25 aprile 2016 12 vostri commenti

Scelte

Oggi ricordiamo chi in quei giorni 71 anni fa fece una scelta. 
Donne e uomini che potevano stare zitti, allinearsi, scappare, chinare la testa o aspettare il corso del tempo.
Potevano farlo. Non lo hanno fatto.
Oggi sento troppe persone dire che hanno paura di scendere in piazza per uno sciopero quando in quegli anni una sola parola sbagliata poteva costare il confino e molto peggio.
Questo dovremmo mettere sul piatto ogni volta che decidiamo di non fare niente, di non scegliere, di non lottare, di non esprimerci, di non dubitare, di non dire la nostra, di non alzare la testa, di chiudere la finestra e pensare solo al nostro salotto, di voltarci dalla parte opposta.
Oggi stringerò la mano di mia figlia per le strade della mia città cercando di insegnarle di non dare mai per scontata la libertà.
w il 25 aprile
giovedì 21 aprile 2016 10 vostri commenti

Una chiazza nera sul cuore


Questa immagine descrive perfettamente lo stato d'animo di fronte alla situazione che stiamo vivendo qui a Genova, più precisamente in Val Polcevera, per chi non è pratico della mia città si tratta della parte di Ponente.
Da subito i pompieri si sono attivati nel cercare di bloccare la fuoriuscita di petrolio dalla tubatura della Iplom in uno dei piccoli torrenti che confluiscono nel Polcevera. Non è bastato chiaramente, ora la chiazza nera si sta riversando in mare con l'aiuto del vento. Non voglio nemmeno immaginare cosa succederà quando sabato arriverà la pioggia come dicono.
La rabbia è tanta, non voglio fare paralleli col referendum, sono due cose differenti è vero, ma mi domando quante delle persone che ora sento lamentarsi si sono recati ai seggi? Quanti si accorgono di  un problema solo quando capita sotto casa? Sottovalutiamo troppo queste cose e probabilmente, lo dico da profano, non abbiamo nemmeno i mezzi e le capacità per far fronte a situazioni come queste.
Mi spaventa il silenzio del governo, non mi sembra di aver visto nessuna dichiarazione, ma si sa nel buon manuale dell'immagine perfetta il re non deve apparire quando si tratta di brutte notizie, mi spaventano le dichiarazioni del presidente della Regione Toti e del sindaco Doria che dicono la "Iplom pagherà", "Iplom si dia una mossa", il problema è ora, in questo momento, se aspettiamo loro tra poco avremo il petrolio sul divano. Alle aziende come la Iplom importa poco pagare dopo, dare qualche spicciolo per la bonifica. Dovrebbero esserci controllo costanti e seri, il tubo in questione doveva essere revisionato invece sappiamo come vanno queste cose da noi. 
Questa regione è già in ginocchio per quanto riguarda il lavoro, una delle poche cose che continua a dare la possibilità a molti di portare la pagnotta a casa è il turismo che si basa sulla bellezza della nostra terra. Tutto ciò, senza un intervento serio e duraturo, aumenterà solamente il problema.
Lo schifo non ha mai fine.

mercoledì 20 aprile 2016 7 vostri commenti

In fondo

Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca, Nuova Zelanda, Costa Rica, Svizzera, Irlanda, Jamaica, Austria, Slovacchia, Belgio, Estonia, Lussemburgo, Germani, Namibia, Canada, Islanda, Uruguay, Repubblica Ceca, Suriname, Portogallo, Lettonia, Australia, Ghana, Cipro, Liechtenstein, Samoa. OECS, Cile, Capoverde, Andorra, Spagna, Lituania, Belize, Tonga, Gran Bretagna, Sudafrica, Slovenia, Usa, Burkina Faso, Botswana, Trinidad e Tobago, Francia, Malta, Polonia, Mauritania, Romania, Comores, Taiwan, Nigeria, Haiti, Argentina, Papua Nuova Guinea, Madagascar, Guyana, Salvador, Serbia, Mongolia, Mauritius, Repubblica Dominicana, Croazia, Georgia, Senegal, Malawi, Ungheria, Bosnia, Hong Kong, Sud Corea, Tanzania, Giappone, Lesotho, Armenia, Nicaragua, Moldovia, ITALIA.
martedì 19 aprile 2016 1 vostri commenti

5 per mille ce la fai


Come ogni anno darò il 5 per mille al Teatro dell'Ortica di Genova. Nei giorni scorsi ho parlato molto di questa realtà della mia città, un'associazione che si occupa di teatro sociale, che lavora con persone seguite dalla salute mentale, con i carcerati, con ragazzi disabili e molto altro.
Quest'anno, come qualcuno saprà già, Regione Liguria ha deciso che questi "servizi" non sono indispensabili, di conseguenza sono stati tolti dal bilancio i fondi, pochi, che  ci aiutavano ad avere una base di sicurezza.
Abbiamo già raccolto alcune donazioni grazie all'aiuto di molti, compresi alcuni blogger che ancora una volta ringrazio, ma il lavoro è tanto e dobbiamo coprire tutta la stagione altrimenti rischiano di saltare i laboratori teatrali che ho descritto sopra.
Ci sono anche altre realtà che meritano la donazione del 5 per mille sia chiaro, io però ho scelto e chiedo anche a voi di farlo.
Grazie a tutti. 
lunedì 18 aprile 2016 18 vostri commenti

Malinquorum

Era da un po' di tempo che non mi fermavo davanti alla televisione ad ascoltare il discorso del presidente del consiglio. Ieri sera per un attimo mi è sembrato di essere catapultato indietro di anni quando mi si corrodeva il fegato ad ascoltare le parole dell'unto del signore di Arcore, quando la televisione ogni volta rischiava la sua incolumità. 
La differenza sta solo nel fatto che ora siamo nel 2016 e che molti di quelli che in quel periodo gridavano allo scandalo, al fascismo mediatico ora sono sulla barca del capo pronti a dire si in ogni momento. L'importante è salvare il posto al sole. Provate un attimo a pensare al discorso di ieri sera e tutto quello che è successo nei giorni precedenti, togliete Renzi e mettete Silvio. Poi provate ad immaginare le reazioni dei lacchè di turno.
Il presidente del consiglio parla di "politici vecchia maniera" mentre parla come un vecchio democristiano, ma viene da dire avercene vecchi democristiani. Parla di posti di lavoro salvati quando sa benissimo che nn si trattava di quello, detto poi da uno che ha fatto il Job Act che sappiamo tutti cosa vuol dire per i lavoratori.
E' riuscito a dire che chi vota nn perde mai mentre, 2 giorni fa esortava al non voto, ha parlato di rispetto quando 5 minuti prima uno dei suoi si divertiva a coniare un nuovo hashtag come se fosse un quindicenne in gita scolastica, ha parlato di posizione legittima la sua quando sta scritto nero su bianco che un presidente del consiglio nn può esortare all'astensione, ha parlato di decisione degli italiani quando invece io vedo sempre più gente che nn si preoccupa della cosa pubblica, non partecipa, non sciopera, non si schiera, non si presenta alle assemblee sindacali ma pensa solo ed esclusivamente al suo problema personale, poi quello che succede nella stanza accanto non è affar suo. 
Questo vedo e mi spaventa perché meno partecipiamo meno diciamo la nostra meno lottiamo più lo spazio verrà occupato da personaggi come Renzi e i suoi portaborse.
Ferruccio Parri una volta parlando con Adriano Sofri disse "Il popolo italiano non merita niente. Non si illuda. Non pensi che ne valga la pena, di dedicare la vita agli ideali, al servizio del popolo. Il popolo italiano non lo merita”
Era il 1974.

giovedì 14 aprile 2016 14 vostri commenti

Il problema


Il problema non è Napolitano che dice che astenersi è lecito, perché è lapalissiano, non si commette un reato astenendosi e con il panorama politico che abbiamo di fronte rischia di essere l'unico approdo per alcuni purtroppo. 
Quell'uomo, pur non avendo enormi poteri, da Presidente ha fatto anche di peggio in periodo berlusconiano, lo ricordiamo tutti e non dimentichiamo nemmeno che qualche anno fa disse "io voto sempre".
Bisogna essere franchi, non tiratori, e dire che in alcuni casi il "non raggiungimento" del quorum può venire bene in caso di democrazia in pericolo. Ma il punto è un altro.
Il problema è che ancora una volta in questo paese i media non spiegano nulla sul vero senso del referendum, il problema è che la maggior parte degli italiani non si informa nemmeno sul vero senso del referendum (volendo le informazioni si trovano), il problema è che in un paese normale (mamma mia cosa ho detto) dovrebbe essere già acquisita la norma di non far sfruttare fino ad esaurimento un giacimento a chi ha la concessione.
Il problema è che questo governo, e non solo, disprezza sempre di più il voto e la partecipazione dei cittadini. Parlano di consenso e hanno il sostegno di pochi intimi e ora dicono anche di non votare.
Leggete, informatevi, fatevi un'idea e poi decidete. 


Trattasi ancora una volta di Petrolio.
Votate SI.
martedì 5 aprile 2016 9 vostri commenti

Cyrano o Cirano


Non sono quello della foto ma indosserò quei panni.
O meglio saremo in due perché non si tratta del classico Cyrano, ce ne saranno due a contendersi tal naso.
Venerdì 8 e Sabato 9 aprile sarò in scena con altri 2 compagni di avventura al Teatro dell'Ortica di Genova. Arriviamo a queste date dopo tante serate di prove, che la mia compagna ha pazientemente sopportato, dopo allenamenti con cappa e spada, dopo rime prima sbagliate e poi riprese, dopo apostrofi rosa e dichiarazioni d'amore alle undici di sera.
Più vado avanti più credo che il teatro ci dia la possibilità di evadere dal nostro quotidiano, una possibilità di spazio dove possiamo essere personaggi diversi, dove poter dar sfogo alle nostre diverse personalità o levare delle maschere che a volte siamo costretti ad indossare in vari contesti.
Quindi se siete nei paraggi, se passate da Genova, se per un'ora e mezza volete immergervi nella Francia del 1600 fermatevi nel quartiere di Molassana, seguite il rumore delle spade troverete "Cyrano e Cirano".
lunedì 4 aprile 2016 2 vostri commenti

2066


Siamo arrivati alla fine, il contro alla rovescia si è concluso. La nostra campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso si è terminata, abbiamo raggiunto 2066 euro!!! Un'ottima cifra per le forze che abbiamo messo in campo e il periodo di crisi che comunque tocca tutti.
Voglio ringraziarvi per avermi sopportato in questi due mesi con continui post sulla campagna ma era davvero indispensabile, un abbraccio forte a chi ha condiviso i miei contenuti, a chi ha fatto una donazione e anche a coloro che con il loro commento ci hanno sostenuto.
Continueremo a raccontare #StorieDiOrdinariaStranità le difficoltà non sono terminate ma nella nostra strada in salita abbiamo incontrato molte mani per sorreggerci e questo ci ha permesso e ci permette di respirare meglio.
Grazie grazie e ancora grazie!!!
sabato 26 marzo 2016 4 vostri commenti

Meno sei



Il 6 era il numero al quale aspiravamo tra i banchi di scuola, una salvezza a volte sudata, in alcuni casi regalata, altre volte invece meritata. Quel voto che ci faceva tornare il sorriso anche se seguito dai meno meno meno che lo avvicinavano di più ad un cinque, ma non per noi.
Oggi quel numero ci separa dalla fine della campagna di raccolta fondi del Teatro dell'Ortica, iniziano ad essere davvero pochi quindi affrettatevi se avete voglia di sostenere i progetti che riguardano psichiatria, carcere e donne vittime di violenza.
come sempre grazie a tutti.
giovedì 24 marzo 2016 12 vostri commenti

I soliti "mostri"

La riflessione su ciò che sta succedendo nel mondo non può essere racchiusa in poche righe o in 140 caratteri denotati da un hashtag, per non parlare dei selfie di personaggi incommentabili.
Purtroppo gli attentati stanno diventando degli appuntamenti fissi tra le pause che l'Europa, e non solo, si prende senza pensare alle guerre che sta portando in giro, come ha fatto già in passato, accorgendosi della violenza solo nel momento in cui varca i suoi confini. 
In questi giorni pensavo ai "mostri" che l'occidente ha finanziato, creato, abbracciato, ospitato, criticato, attaccato, bombardato e sotterrato.
Giusto per fare qualche nome Khomeini, Saddam Hussein, Gheddafi, Assad,  Bin Laden, i talebani, la  preziosa Arabia Saudita per non parlare di quelli indietro nella storia. Una lista interminabile di personaggi e stati prima sostenuti economicamente e militarmente, poi combattuti in nome di una non ben precisata libertà dei popoli un minuto prima sottomessi con il benestare dell'occidente.
Economia che si mischia a potere sotto la falsa maschera religiosa.
La storia continua.

giovedì 17 marzo 2016 23 vostri commenti

Humana natura

Leggendo le vicende brasiliane non posso che riflettere sulle continue illusioni che viviamo. Personaggi o movimenti che sembrano presentarsi come speranza, rivoluzioni soffici che possono aprire strade diverse, poi una volta nella stanza dei bottoni indossano i panni usati di chi avevano contestato in piazza, oppure svaniscono nella stessa maniera in cui si sono affacciati alla ribalta.
Il dubbio sulla colpevolezza è concesso a tutti, ma in questo caso, come già successo nel nostro paese, la politica si sostituisce alla giustizia porgendo un'uscita di sicurezza per non affrontare l'aula del tribunale o l'arresto.
Noi ci siamo passati e ci stiamo passando. Spesso, anche il sottoscritto, ce la prendiamo col nostro paese ma intorno poi non abbiamo esempi migliori. La natura umana spesso va oltre le bandiere, i confini e gli ideali, i risultati sono questi.
Mi auguro che il popolo brasiliano non stia  solo a guardare come invece abbiamo fatto e facciamo noi.
martedì 15 marzo 2016 0 vostri commenti

Una ricerca di umanità


"L'esperienza teatrale di Stranità vanta una lunga collaborazione con la asl 3 genovese. É un impianto di teatro sociale in cui la rete lavora insieme in un comune progetto di cura.
Il concetto di salute nell'incontro con il teatro si allarga, prende respiro, ritrova la comunità tutta a ricercare uno star bene comune, insieme, costruendo stili di vita migliori.
Psicologi, infermieri ed educatori che partecipano attivamente ai laboratori e che sono attori sulla scena. 
Nello spettacolo dell'AltraBellezza il pezzo di apertura è stato scritto da un medico psichiatra del Csm di via Peschiera.
Già in "Voci di dentro" aveva dato voce a bizzarri psichiatri impegnati nella lotta alle dispercezioni uditive. 
Credo che poter parlare della cura psichiatrica con l'ironia che proviene dagli stessi curanti sia un grande gesto di leggerezza, di bonifica dal ricordo, tragico e ancora recente, di una cura fatta di costrizione e negazione della persona.
La capacità di guardarsi fuori da un ruolo racconta una ricerca di umanità.
Quella di cui ognuno di noi ha bisogno quale che sia la condizione in cui si trova.
Quella ricca profonda e viva che gli attori di Stranità sono capaci di portare in scena"

Queste le parole di Anna Solaro, regista, educatrice professionale, teatroterapeuta, attrice e anima del Gruppo Teatrale Stranità del Teatro dell'Ortica di Genova.


Spesso ci chiedono cosa facciamo, cosa vuol dire Teatro Sociale, credo che migliore definizione non esista nei manuali dedicati. Questo è ciò che porteremo in scena Venerdì 18 marzo al Teatro dell'Archivolto a Genova alle ore 21.
Se siete in zona o volete farvi qualche chilometro per emozionarvi ve lo consiglio.
Noi vi aspettiamo, siamo gente che sa attendere, nonostante i tagli delle Regione Liguria, e nell'attesa troviamo spesso "maggior fermezza nei nostri passi".

Qui il link per acquistare i biglietti on line http://www.happyticket.it/biglietti/acquista/scegli-posti-19894-65697.htm
giovedì 10 marzo 2016 21 vostri commenti

Asilo dei virus

Il tempo passa e siamo arrivati all'asilo.
Anzi meglio dire che ci stiamo buttando in quello spazio popolato da piccoli hobbit pieni di virus dove frequenti qualche giorno e il resto del mese lo passi tra le braccia dei nonni a farti misurare la febbre. Ma bisogna imparare a socializzare con gli altri bambini (che però poi lì dentro si fanno i fatti loro). Essendo uno di quelli che crede nelle relazioni di gruppo  direi che può davvero servire. Ditemi di sì.
Il dazio da pagare (oltre alla retta ahhhh) sarà quello di portare a casa qualche starnuto in più, si spera solo quello. 
Ma mi domandavo, ai nostri tempi era lo stesso? Eravamo così malati? Eravamo piccoli, quindi difficile ricordare, ma con l'aiuto dei miei genitori andando indietro nel tempo pare che il nostro tasso di assenze fosse meno elevato. 
Altri tempi direi, dove la parola inserimento se non sbaglio non era nemmeno prevista nei vocabolari. Mi tornano in mente le parole che mia madre ogni tanto mi ricorda, ovvero la suora (ebbene si sono andato in un asilo religioso, pare per comodità perché c'era già mio fratello, mandato lì perché erano gli unici che prendevano un anno prima) che diceva ai genitori "andate via anche se piange ci penso io", che suona anche un po' inquietante. Mitica Suor Fede, era una di quelle che se andavi da lei dicendo che uno ti aveva dato un calcio ti diceva di restituirglielo. 
Ora forse i piccoli "untori" vengono mandati all'asilo anche con un po' di febbre passando tutto a tutti, questo probabilmente perché spetto i genitori  lavorando non sanno a chi lasciare i figli.
Francamente non lo so, però stasera per precauzione pranzerò con qualche tachipirina al ragù di cinghiale.
martedì 8 marzo 2016 31 vostri commenti

Il buio oltre il voto

Niente di nuovo verrebbe da dire. Queste cose in questo assurdo paese succedono da sempre, sono entrate nell'ordinaria gestione di quella che chiamano democrazia. Chi si lamenta adesso è complice perché non ha fatto abbastanza. 
Diciamo la verità, in tempi di berlusconismo abbiamo riempito le piazze ma avremmo dovuto fare di più, sono passate le peggiori leggi della storia di questa nazione.
Figuratevi adesso che al governo ci sta uno che dice di essere di sinistra ma ha lo scudo crociato tatuato, a capo di un partito che non rappresenta nemmeno la maggioranza degli italiani che vanno al voto, a capo di un governo che nessuno ha mai votato, a capo di un partito che parla di democrazia diretta mentre nelle primarie succede di tutto.
I video e le foto di Napoli sono ancora una volta un insulto alla parola democrazia, ma noi forse siamo fatti così, certe cose ci vanno bene perché intorno sento solo silenzio. 
mercoledì 2 marzo 2016 12 vostri commenti

Una rivoluzione che parte dal tempo


Nonostante i tagli da noi al Teatro dell'Ortica si va avanti, come ogni mercoledì ci incontriamo per il nostro laboratorio teatrale, dal video potete farvi un'idea anche se risale al 2012. 
Oggi abbiamo parlato del Tempo, no state tranquilli non si tratta delle previsioni argomento caro a chi di solito prende l'ascensore, ma di quello che passa inesorabile durante le giornate.
Quello che sfugge e che troppe volte rientra nei nostri discorsi in maniera negativa... Non ho tempo.. mi manca il tempo... non sono a tempo... fuori tempo... dammi il tempo... ci vuole tempo.
Spesso parliamo di cambiare le cose, parliamo di massini sistemi da rivoltare non accorgendoci che potremmo iniziare da una rivoluzione individuale che è quella di vivere il nostro tempo, decidere di fare le cose in libertà, non costringerci in una maschera quotidiana che portiamo o che ci fanno portare. Insomma riprendendo il tempo che ci stanno portando via.
Noi ogni mercoledì lo facciamo, anche se per qualcuno  il nostro non era tempo da finanziare. 

Se volete sostenerci con una piccola donazione lo potete fare qui 


volendo il tempo si trova.