giovedì 29 gennaio 2015 16 vostri commenti

Se questo è il presente

In questi giorni di Tweet, di votazioni on line dalle 9 alle 14, di correntine, di elenchi di nomi, di candidati alla Magalli, di professori che hanno svenduto le industrie italiane, di dissidenti che tengono famiglia, di reti a sinistra che non riescono nemmeno ad incontrarsi nello stesso posto, di Nazzareni e Ponzi Pilati, di fascistelli con accento toscano che senza essere eletti impongono nomi, di cavalieri che rimangono in sella, di commenti sui social network che rispecchiano sempre di più il paese, di Democrazia Cristiana che non ci lascerà mai... mi rileggo il discorso di insediamento di Sandro Pertini...

"Bisogna sia assicurato il lavoro di ogni cittadino. La disoccupazione è un male tremendo che porta anche alla disperazione. Chi vi parla lo può dire per personale esperienza acquisita quando in esilio ha dovuto fare l'operaio per vivere onestamente. {...} Bisogna risolvere il problema della casa perché ogni famiglia possa avere una dimora dignitosa, dove poter trovare un sereno riposo dopo una giornata di duro lavoro. {...} Ma se a me, socialista da sempre, offrissero la più radicale delle riforme sociali a prezzo della libertà, io la rifiuterei, perché la libertà non può mai essere barattata. {...} La Repubblica sia giusta e incorrotta, forte ed umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati. Così l'hanno voluta coloro che la conquistarono dopo vent'anni di lotta al fascismo e due anni di guerra di liberazione. {...} Non posso non ricordare i patrioti con cui ho condiviso le galere del tribunale speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza. Non posso non ricordare che la mia coscienza di uomo libero si è fondata alla scuola del movimento operaio di
Savona e rinvigorita guardando sempre ai luminosi esempi di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola, di Piero Gobetti, di Carlo Rosselli, di don Minzoni e di Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di cella."

...probabilmente sono troppo ancorato al passato, ma se il presente è questo...
lunedì 26 gennaio 2015 24 vostri commenti

W Zapatero... ah no scusate... W Tsipras!

Ha vinto Tsipras! W Tsipras!
Molti urlano in queste ore, io compreso.
Sotto voce però tanti, la maggioranza credo, dice "però l'importante è che stia in Grecia"... "e ma da noi non si può!".
Una triste verità la nostra, dove per mancanza di teste pensanti, e di popoli,  dobbiamo sempre guardare all'estero.
Chi non ricorda, W Zapatero! In quel momento si era tutti spagnoli!
Ora greci.
Qui nel frattempo quelli che dicono di essere di sinistra se ne stanno al caldo del loro posto in parlamento ottenuto grazie al Pd continuando a dire "attenzione che mi dimetto! Ora lo faccio giuro che lo faccio!"... oppure sono a litigare per una sede in comune... oppure per un nome e una bandiera.
Quanti movimenti-gruppi-reti-oquellochevoletevoi abbiamo visto passare sotto i nostri occhi? Io ho perso il conto. Rifondazione, Sel, Rivoluzione Civile, Lista Tsipras e tutte le altre che ora non sto a scrivere.
Non basta cambiare nome.
Servono progetti, idee chiare, persone oneste (ci sono state e ci sono) e coerenza.
Poi c'è un altro lato della faccenda. L'Italia è l'Italia (bravo direte voi). In Grecia molti hanno conosciuto cosa vuol dire la parola fame, cosa vuol dire essere povero, rimanere senza lavoro da un giorno all'altro. Qui molto probabilmente siamo ancora messi bene perché a parte i soliti noti (ormai ai cortei siamo parenti) quando si scende in piazza si è in quattro gatti si fa il solito corteo e poi si ritorna a casa. Per prendere voti da noi basta parlare come  quello che per 20 anni ci ha governato... basta che il politico di turno magari ci risolva il problema o ci sistemi l'amico dell'amico dell'amico. Altre storie, altra gente negli altri paesi ci stanno giorni in piazza, settimane.
Ma noi nel week end abbiamo il campionato.
E torniamo alla finestra aspettando il prossimo Tsipra o Zapatero che sia.
lunedì 19 gennaio 2015 28 vostri commenti

L'uomo a quale dimensione?

Sarà che oggi è il Blue Monday, dicono il giorno più triste dell'anno, ma ultimamente mi trovo a scrollare parecchio la testa sulla natura dell'uomo, non solo quando sento i discorsi di Renzi.
Ripensando alla vicenda "Je suis Charlie" sono sempre più convinto che ci sia una marea di persone pronte ad indossare la maglia del momento per far vedere la propria presenza come paladino della libertà per poi toglierla qualche istante dopo insultando quello che la pensa diversamente.
Facendo un giro su Ebay si possono trovare parecchi ultimi numeri del giornale satirico, in allegato al Fatto Quotidiano, comprati in edicola a 2 euro e ora rivenduto a 25-30 euro. Magari sono gli stessi che poi hanno twittato contro il Corriere della sera. Che dire.
Possibile che la partecipazione al giorno d'oggi si riduca al solo click sul Mi piace, al Tweet, al post su un blog, all'insulto sul social network dove tanto non sanno chi sono e dove sono?
Più che possibile, reale.
Ad una dimensione decisamente piccola.



lunedì 12 gennaio 2015 35 vostri commenti

Cercasi vera sinistra disperatamente, no perditempo.

Premetto che a me del Pd non frega decisamente niente. Non l'ho mai votato, non è più da anni un partito di sinistra quindi facciano quello che vogliono.
Non posso però non commentare quello che è successo ieri nella mia regione con le cosiddette primarie.
L'assessore regionale Paita alle infrastrutture, protezione civile e quant'altro ha vinto. (come avversario aveva Cofferati, evito di parlare anche di lui) . 
Chi ha seguito negli ultimi mesi le tristi vicende delle alluvioni in liguria sa che la Regione ha avuto le sue responsabilità su quanto accaduto. In particolare in quei giorni l'assessore latitava perché il Pd sapendo di doverla presentare alle primarie con un colpo di magia ha cercato di metterla in ombra mandando avanti gli altri.
Le prime dichiarazioni della vincitrice delle primarie sono state...

«Ho vinto in 3 province su 4 con uno scarto enorme, adesso lavorerò per l’unità del Pd e per affrontare al meglio la sfida delle Regionali, saranno anni rock»

... anni rock! A parte l'arroganza che ormai contraddistingue il pd che pensa di aver già vinto le regionali....cosa vuol dire anni rock? Ma come parla questa gente? Come lo scout Renzi vanno avanti a colpi si slogan del nulla.
Si vantano di numeri quando hanno un partito senza iscritti o con iscritti fantasma.
Si vantano delle primarie quando in una regione di un milione e mezzo di persone sono andati a votare in 55mila.
Si vantano di stare sul territorio quando da anni Burlando e company comandano nella mia regione in maniera imbarazzante, non facendo NULLA per il territorio se non dare consensi a costruzioni assurde, lasciando buchi nei bilanci da paura e tagliando sulle spese sanitarie.
Forse la Paita intende questo per anni Rock!
Ciò che fa tristezza però è che probabilmente l'assessore e neo candidata fa bene ad esultare perché probabilmente sarà il prossimo presidente della regione dato che a prescindere da tutto c'è ancora gente che vota questo PD che spaccia come momento di democrazia delle primarie dove pare ci siano stati brogli e persone che pilotavano ai seggi gli elettori, dove personaggi di destra vanno a votare il candidato della centro sinistra.
Nonostante tutto ci sono ancora persone che credono che questa sia la sinistra, oppure come ho sempre sostenuto ogni popolazione ha il governo che merita.
Mettiamo un annuncio magari qualcuno si farà avanti.
Cercasi vera sinistra disperatamente.
giovedì 8 gennaio 2015 18 vostri commenti

Liberi sempre

66, 119 e 178.
Non do i numeri, anzi si. Solo che si tratta di donne e uomini, giornalisti.
Nell'anno appena concluso sono stati uccisi nel mondo 66 giornalisti che facevano il loro lavoro cioè informare.
119 sono stati presi in ostaggio, come pedine di scambio o solo come lezione da fornire a chi non vuole tacere.
178 sono stati arrestati, quindi secondo una legge di qualche stato che molte volte si vanta di essere democratico.
Oggi è una triste giornata per i 12 morti di Parigi, per le famiglie che hanno perso i loro cari. Un dolore che non riesco nemmeno ad immaginare.
Credo che tutti noi, soprattutto le istituzioni che passata la bufera torneranno a fare progetti contro la libertà di stampa e a stringere la mano a dittatori che si liberano dei giornalisti, si debba lottare e difendere 365 giorni all'anno la libertà di parola anche del nostro peggior nemico.
Non solo in Europa, non solo quando capita nel giardino vicino a noi.
Sempre.
domenica 4 gennaio 2015 14 vostri commenti

Che anno...

Incominciamo dagli auguri a tutti per il 2015, un po' in ritardo ma valgono sempre si dice.
Sta per arrivare la Befana un po' il Babbo Natale di serie B ma a me è sempre piaciuta. Diciamo che in generale mi piace dicembre, sarà perché in casa mia fin da piccolo abbiamo sempre festeggiato le feste con tutta la famiglia.
Ricordo le tavolate infinite con  una marea di antipasti, subito dopo gli aperitivi, due primi e infiniti secondi... dolci e tutto il resto. Il pranzo di Natale e poi il 26 naturalmente, qualche giorno di pausa per riprendersi giusto per il cenone di capodanno anche quello infinito. Ricordo che ci si vedeva anche il primo dell'anno a pranzo per finire gli avanzi.
Insomma per noi piccoli era una festa continua.
Ricordo l'ansia provata la sera della vigilia, l'attesa di Babbo Natale, qualche sbirciatina in sala per vedere se c'erano i regali che dopo un po' magicamente apparivano. Non oso pensare la fatica dei miei genitori per montare tutti quei giochi.
Bellissimi ricordi che io cercherò di far rivivere a Greta.
Il 2014 è andato, per me naturalmente è stato un anno particolare. Iniziato con una gioia incredibile dopo un'ecografia, continuato ancora meglio quando un pomeriggio di agosto, dopo una cena di focaccette al formaggio e una notte di contrazioni, è nata nostra figlia, che a scriverlo mi tremano ancora le gambe.
Ora sono qui con accanto quattro occhi belli, quelli di una dolcissima madre e di una principessa che mi ha fatto perdere la testa.
Non oso chiedere di più al 2015.
E' tutto da vivere.
giovedì 18 dicembre 2014 11 vostri commenti

Cuba Libre?

Dobbiamo aggiungere una nuova frase ai nostri ricordi.
"Todos somos americanos!"
Parole di Barck Obama che in pochi attimi cancella anni di muro nelle relazioni tra Usa e Cuba.
Fine dell'embargo? Per ora non c'è ancora nulla di certo direi ma credo che sarà il passo successivo a meno che il futuro presidente Usa non cambi rotta.
Ognuno di noi su Cuba ha una propria idea. Quella di un'utopia realizzata, quella avventurosa e rivoluzionaria per eccellenza sotto la figura di Che Guevara, quella di un'isola felice come istruzione e sanità in un panorama sudamericano da brividi, ma anche quella di una paese senza democrazia, quella dei "balseros", degli scioperi della fame, dei cubani di Miami o degli attentati.
Il fascino di quel paese che ha lottato contro il gigante americano me lo tengo stretto, d'altra parte questo Blog prende il nome da un diario di Ernesto Guevara, sapendo però che negli anni  il fascino della libertà è sfumeto per mantenersi in vita. Non starò qui a difendere la mancanza di democrazia, non è nelle mie corde, dico solo che da qui è difficile giudicare. 
Cosa sarebbe diventata cuba senza la rivoluzione? Sarebbe rimasta ciò che era prima ovvero un'enorme Casinò alla luce del sole. Avrebbe fatto la fine del Cile con Pinochet sostenuto dai paladini della libertà americani, oppure la fine dell'Argentina.
Oggi al di là di ciò che è stato si deve essere contenti per questo inizio di cammino che deve necessariamente portare alla fine di un embargo che ha affamato per anni una popolazione. Il punto di domanda è d'obbligo però.
Le idee si contrappongono ad idee non a blocchi.

lunedì 15 dicembre 2014 26 vostri commenti

Future Notti Magiche


Ora possiamo stare tranquilli.
Il presidente del consiglio ha trovato l'arma giusta contro lo scandalo di Mafia Capitale.
Una bella e sana candidatura per le Olimpiadi del 2024.
Sono già pronti i modelli, in vari formati colorati e anche spiccioli, per vincere le gare di appalto.
D'altra parte come dimenticare Italia 90 con i mega stadi che ci ha lasciato in eredità.
L'era della comunicazione ha trovato il suo più abile paladino, contro una città in mano ad una cricca da romanzo criminale la cosa migliore da fare è una candidatura porta voti.
Per la mascotte delle olimpiadi pronto un sondaggio on line.
Oppure si potrebbe tenera quella vecchia "Ciao" aggiungendo al nome la parola "soldi".
Ah ricordate che lui non partecipa... lui vince.
mercoledì 10 dicembre 2014 29 vostri commenti

Giochi e...

Facendo un leggero salto indietro nel passato mi ritrovo a rovistare nei miei giocattoli.
Adoravo i soldatini, eppure lo sapete sono un pacifista e ho fatto l'obiettore di coscienza, però passavo delle ore a sistemare americani contro russi, russi contro tedeschi, tedeschi contro scozzesi e scozzesi contro egiziani. Lo so trattasi di orrore storico ma ero piccolo, concedetemi la licenza.
Poi i playmobil. Nordisti contro sudisti, la banca e il saloon, il galeone dei pirati. Immagino i miei alle prese con le istruzioni per farci trovare, a me e mio fratello, tutto montato sotto l'albero.
Le immancabili macchinine e poi tanta immaginazione che usavamo per inventarci dei giochi.
La mitica pallina di gomma piuma che qualche volta ci è costata qualche ciabatta sul sedere visto che arrivava a colpire qualche quadro con l'immancabile caduta.
Non mi piacevano i Big Jim e nemmeno il Meccano che lasciavo volentieri a mio fratello.
Mi piaceva pareccho invece il Lego. Metri e metri di mattoncini uno sopra l'altro. Questi omini sempre nelle stesse posizioni con lo sguardo e la bocca disegnata.
Semplici... meravigliosi!
Ora... oggi mi sono imbattuto in questa cosa...

... lo strip club! Poltrone zebrate e palo per la lap dance!!!!
Manca il buttafuori e gli omini del lego rissosi e poi siamo al completo.
Magari quelli sono accessori da comprare a parte.
Forse è per questo motivo che hanno sempre avuto il sorriso stampato.


venerdì 5 dicembre 2014 34 vostri commenti

Quando non c'era Whatsapp

Oggi mi sono imbattuto in uno di quei titoli che si possono trovare sulle bacheche dei social... "Noi che stavamo delle ore su un muretto".
Effettivamente voltandosi indietro spesso si ha la sensazione di rivivere alcuni momenti. 
Ricordo i famosi appuntamenti che tutte le compagnie, perché era vero che erano "gli anni delle grandi compagnie", si davano sotto l'orologio della stazione.
Alla fine chiaramente in quel posto ci si trovava in centinaia e tenete presente che non c'erano i cellulari per raggiungersi, quindi partiva una caccia all'amico.
Nel frattempo una bella mezz'ora era già andata.
Poi ci si aspettava e si sparavano, come si dice da noi, "belinate" per un bel po' in attesa dei ritardatari.
Una volta al completo si doveva scegliere dove andare, e qui si apriva un dibattito infinito.
Chiaramente alla fine la maggior parte delle volte si finiva sempre nello stesso posto.
Ora non vorrei sembrare vecchio e malinconico ma a me sembra che si vivesse di più il tempo, i minuti si gustavano, le parole erano davvero importanti e i rapporti umani non si coordinavano tramite un gruppo su Whatsapp.
Ok mi sa che sto diventando anziano.
giovedì 4 dicembre 2014 18 vostri commenti

Il nuovo che avanza


Leggendo i titoli dei giornali oggi sembra di essere catapultati, di nuovo, dentro a "Romanzo criminale". E non è la prima volta.
Una storiaccia italiana che si ripete, un incubo continuo. 
Ministri che pranzano vicino a Boss, indagati che si passano i maccheroni con presidenti di associazioni "illustri", ex personaggi della sinistra extraparlamentare che stringono mani a personaggi della destra estrema, ex sindaci che non smettono di comandare.
Sembra di rileggere un libro sulla banda della Magliana. Basta cambiare i soprannomi... il Guercio al posto del Libanese e il gioco è fatto.
Nel frattempo mister perfezione continua la sua corsa per l'annientamento dei diritti del lavoratore con l'approvazione del Job Act.
Insomma tutto è cambiato per non cambiare niente... e ritornano in mente vecchie immagini di vent'anni fa...

Fate voi.

lunedì 1 dicembre 2014 17 vostri commenti

Fragilità dimenticate

Succede di sfogliare il libro di Eugenio Borgna, "La fragilità che è in noi", e di incontrare parole che pesano come macigni perché troppo spesso nei luoghi di cura ci si dimentica di chi si ha davanti...

"Quante persone ferite dalla malattia sono lacerate dalle parole troppo violente, troppo dure, troppo inumane, che i medici rivolgono loro. Una diagnosi comunicata in un corridoio o a una segreteria telefonica, un gesto ambivalente che lascia presagire indifferenza o preoccupazione, uno sguardo sfuggente nel momento di rispondere a una domanda: tutto può causare angoscia e disperazione. Così, è necessario scegliere parole che possano essere subito comprese, e che nn feriscano. Questo è il compito, non facile ma necessario, di chi cura: creare relazioni umane che consentano al malato di sentirsi capito e accettato nella sua fragilità, e nella sua debolezza"

...una questione che non riguarda solamente il singolo comportamento di chi lavora. Spesso chi è ai vertici, o anche le stesse istituzioni, si dimentica dell'importanza del ruolo di chi si occupa delle persone che stanno male. Ritmi di lavoro a livello di "Tempi moderni" che in alcuni casi portano ad una stanchezza che non ti consente di usare una parola in più con la persona che si ha davanti in quel momento.
L'umanità dovrebbe essere compagna sempre presente nei luoghi di cura sostenuta dall'uso delle parole giuste nei momenti adatti.
Un lato troppe volte dimenticato.

lunedì 24 novembre 2014 32 vostri commenti

L'eletto

Lui ha il consenso e se lo dice da solo.
Lui è il capo di un partito che non ha più praticamente iscritti.
Lui vince le elezioni dove non partecipa mai nessuno.
Lui dice "avanti così".
Lui tiene dibattiti, parla degli italiani, lancia sentenze e proclami, senza aver ricevuto neanche un voto.
Lui vuole fare le riforme con uno che è stato doppiato anche dalla Lega.
Lui mi ricorda quelli che si decantano da soli, quelli che incontrandoli nel corridoio sono già pronti ad elencare tutti i meriti.
Lui dice che non deve dimostrare di essere di sinistra.
Lui è l'uomo del 40%... ma la matematica per fortuna non è un'opinione.
Lui è l'unto dai pochi... nemmeno del signore.
Nel frattempo sempre meno gente va a votare, aggiungo giustamente, stanchi di comici miliardari, sagome di Berlusconi, politica da reality e democrazia 2.0 fatta dietro un personal computer.
Quella vera, di democrazia, è sempre più in pericolo così.
giovedì 20 novembre 2014 34 vostri commenti

Homo Social

Non sono tra quelli che parla male dei social network a prescindere, nemmeno tra quelli che li esaltano. Non credo che la rete sia il paradiso in terra via fibre ottiche e ma non sono uno di quelli che odia tutto ciò che si trova on line.
Sono dell'idea che alla fine l'uomo sia l'artefice del successo o della rovina di uno strumento o di un mezzo.
Continuo ad avere le prove ogni volta che mi capita di leggere una discussione su uno dei tanti gruppi presenti su Facebook, come ad esempio quelli che parlano dei nostri quartieri nati con l'intento di ricordare i vecchi tempi e magari parlare anche di quelli attuali.
Quasi sempre, non tutte le volte sia chiaro, si parte col parlare di una cosa semplice e si finisce a "manate in faccia" virtuali, anche perché dietro ad un computer è più semplice fare i bulli.
Gli argomenti più gettonati dove si finisce sempre sono il razzismo, l'odio per le caste, il "sono tutti uguali", il pericolo comunista o fascista e via di seguito.
Ho sempre più l'impressione che dove mettiamo le mani, in questo caso le dita,  si rompa tutto.
Magari mi sbaglio.
lunedì 17 novembre 2014 13 vostri commenti

Impresentabili

In questo paese si è visto di tutto e si continueranno a vedere cose che voi umani non immaginate nemmeno.
Dobbiamo aggiungere alla lista un nome. Quello dell'Assessore Regionale alla Protezione civile della Liguria, Raffaella Paita, Pd,  che dopo lo scempio di questi giorni, dopo un mese in cui le alluvioni e le frane in tutta la regione non si riescono nemmeno più a contare... riesce comunque a pensare alle primarie del suo partito per la candidatura alla presidenza della Regione Liguria.
Sia chiaro che non è l'unica colpevole, la lista è davvero lunga e non è solamente composta da politici... ma faccio davvero fatica a capire come possa pensare di essere eletta,  sono un inguaribile utopista,  forse confida nell'assurdità del popolo italiano che negli ultimi anni ha eletto gente impresentabile.
Cofferati messo lì in extremis come candidato Pd per salvare il salvabile, lungi da me il pensiero di votarlo sia chiaro... almeno ha fermato la raccolta firme per rispetto alle vittime. Diciamo che il Pd dovrebbe evitare di presentarsi... ma anche questa è un'utopia.
Giusto per chiudere il cerchio... oggi la Paita è stata convocata in procura per l'alluvione del 9 ottobre a Genova come persona informata dei fatti. Tenete presente che in quei giorni davanti ai microfoni non si è mai vista se non in una conferenza stampa imbarazzante assieme a Burlando.
Chissà magari ha chiesto anche ai magistrati di mettere una firma per la sua candidatura.
sabato 15 novembre 2014 25 vostri commenti

Non è possibile...

Alcune foto scattate qualche minuto fa nella zona del Polcevera.
Esondato il Polcevera e alcuni rii... Fereggiano che ora preoccupa.
Cornigliano, Sampierdarena, Voltri, Rivarolo, Murta e altri quartieri sott'acqua.
Strade che sono diventate fiumi.
Frane ovunque.
Dal Comune hanno diramato l'avvertimento... "Non uscite di casa!"
Ma questa può essere la soluzione?
Bisogna vivere in questa maniera ogni volta che piove?
A questo punto non ho davvero più parole.
Gabrielli capo della Protezione civile a Chiavari la settimana scorsa ha detto "preparatevi ad una settimana di passione". Questi ci prendono anche per il culo.
Dal Governo il silenzio totale dopo un mese in cui abbiamo avuto 3 alluvioni!!!! E i soldi faticano ad arrivare.
A questo punto non so più cosa dire.
E continua a piovere...




martedì 11 novembre 2014 29 vostri commenti

Fango e paura


Questa è la realtà di Genova, della Liguria e di altre città italiane come Carrara. Barriere messe davanti all'entrate di portoni e negozi per evitare il peggio.
In questo momento Chiavari e Carasco sono invase dal fango. A Leivi e Borzonasca ci sono situazioni critiche, frane su case e ponti interrotti. Ci sono dei dispersi. Ancora una volta l'acqua ha invaso le strade, ricoperto cantine e box.


Ieri sera Genova sembrava una città che si preparava alla guerra. Sacchi di sabbia ai bordi delle vetrine dei negozi, locali chiusi per ordinanza del sindaco. Autobus vuoti e traffico inesistente.
La paura ormai è sempre presente ogni volta che dal cielo scende una goccia di pioggia.
Qualcosa di concreto va fatto. Un'inversione di marcia rispetto al modo di vivere dell'uomo che per troppo tempo non ha rispettato l'ambiente.
Per ora aspettiamo i bollettini meteo vivendo fino a mezzanotte con l'allerta massimo con un occhio ai fiumi e al fango che incombe.

giovedì 30 ottobre 2014 10 vostri commenti

Manganelli preventivi


Insulti a chi va in piazza...
Accuse  su tessere false...
Attacco al diritto di sciopero...
Attacco all'articolo 18...
Controlli video sui posti di lavoro...
Accordi con l'alta finanza...
Strette di mano con Marchionne...
Umiliazione dei lavoratori...
Il risultato lo abbiamo visto... con tanto di firma di manganello.
Chi vuole protestate è avvisato.

"In questo paese di ladri basta picchiare chi paga le tasse. E’ una vergogna. Il governo deve rispondere adesso: dica qualcosa invece di fare slogan del cazzo. Chiedano scusa ai lavoratori. Questo Paese esiste perché c’è la gente che lavora. Hanno rotto le scatole, noi che lavoriamo dobbiamo essere picchiati da chi per vivere deve lavorare? Se la prendono con gli unici onesti? Ma come siamo messi! Nessuno si è fatto sentire, non siamo mica alla Leopolda noi"
Landini
mercoledì 29 ottobre 2014 11 vostri commenti

Giovani al potere

Uno vorrebbe parlare di tante cose ma quando si trovano sui giornali certe dichiarazioni in stile berlusconiano o renziano (ormai sono sinonimi) della Picierno, eurodeputata del Pd, classe 1981...

"Sono rimasta molto turbata dalle parole di Camusso che dice oggi a qualche giornale che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò"

...intanto ci dispiace per il suo turbamento ma probabilmente non dipende dalle dichiarazioni della Camusso. Forse la Picierno ha ancora in mente le sue parole di elogio nei confronti di Ciriaco De Mita che più volte ha definito come mito e sul quale ha fatto anche la sua tesi di laurea.
D'altra parte parla una persona il cui segretario è al governo senza ricevere nemmeno un voto dai cittadini e fa parte di un partito con 100 mila tessere.
Berlusconi vive nelle loro parole e non solo.
martedì 28 ottobre 2014 14 vostri commenti

Ognuno ha il suo simbolo

L'importante è capirsi e soprattutto cercare di capirsi da soli.
La ministra Boschi... ma davvero è ministro?!?!...  ha detto la sua. Lei preferisce Fanfani a Berlinguer anche perché è della sua terra quindi a detta sua non potrebbe far altrimenti. Quindi meglio evitare i contenuti dell'uno e dell'altro riducendo tutto al campanilismo italiano.
Questo è un po' il riassunto della nuova direzione del Pd... dare un colpetto da una parte rimettendo il nome Festa de L'Unità, perché la gente lo chiedeva, affossando il contenuto di sinistra di quella festa... nel frattempo tirando giù dei simboli per sostituirli con altri.
Non si preoccupi la neo ministra in carriera siamo ben contenti che le preferisca Fanfani... anzi non avevamo dubbi e ci saremmo meravigliati del contrario.
Soprattutto Enrico.

"partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela."
Enrico Berlinguer

Questo non c'era scritto alla Leopolda.