venerdì 15 gennaio 2021 3 vostri commenti

Indigestione

Seconda puntata di un’indigestione a cena.

“Papà la prima volta che mi sono innamorata... ho lasciato subito perdere. Non è il ragazzo per me, ora lo voglio sportivo”.

Da domani andrò a letto senza cena.
mercoledì 13 gennaio 2021 20 vostri commenti

La cena

Il momento della cena è anche un momento di riflessioni, spesso si racconta la giornata e la convivialitá a volte porta anche ad aprirsi.

“Papà mi piacciono i maschietti, ma non so come parlarci”.

Appunto.
giovedì 7 gennaio 2021 13 vostri commenti

Triste realtà

 

La triste realtà di questo mondo in diretta Tv.

giovedì 31 dicembre 2020 25 vostri commenti

Abbiamo bisogno di un’utopia

Buon 2021 con la speranza che il pensiero di tutti vada più alla collettività e meno all’individuo, a quelli che sono un passo indietro,  a chi è caduto e ha bisogno di una mano.

Perché tenderla è già un gesto rivoluzionario.

giovedì 24 dicembre 2020 26 vostri commenti

Passo dopo passo

Avevo un grande amico che amava camminare. Purtroppo è mancato qualche anno fa mentre faceva quello ciò che adorava di più, andare per monti. Non passa giorno che non pensi a lui, alle nostre conversazioni, le nostre risate e i discorsi su libri impossibili da leggere. Adorava la storia come me, faceva un lavoro umile ed era una delle persone più colte che conoscessi. Come qualcuno ha già detto, l'eleganza del riccio. 

Mi diceva sempre che mettere passo dopo passo ti da il senso di ciò che stai facendo, per questo motivo andava in giro per Genova. Fotografava tutto quello che trovava e come dono mi ha regalato la sua collezione di foto a spasso per la città. Un tesoro che tengo stretto.

Oggi, mentre giravo per comprare alcune cose,  osservavo la gente camminare frettolosamente. Proprio in quel momento mi sono ricordato delle sue parole. Passo dopo passo. Gustare ciò che abbiamo attorno, alzare la testa e guardare in alto, a trecentosessanta gradi. Apprezzare il cammino. 

Ecco. Questo auguro a tutti voi in queste feste così particolari. Giorni che per qualcuno saranno  tristi perché in cerca di ciò che questo maledetto virus si è portato via, strani perché molti non potranno raggiungere le persone amate. 

Però credo che quei passi uno dietro l'altro, quel modo di apprezzare ciò che abbiamo potrebbe insegnarci anche a gustare il presente, pensare al momento che stiamo vivendo, a volte anche in solitudine. 

La strada da percorrere è ancora lunga, ma come faceva il mio amico l'importante è mettere un piede dietro l'altro. 

martedì 22 dicembre 2020 10 vostri commenti

Figli

Entrata a scuola.
Una mamma.
“17 giorni senza scuola mi viene l’esaurimento”.
Un padre.
“Se scivoli col cellulare in mano ti spezzo la schiena, così ti raddrizzo”.
Forse dovremmo imparare a stare di più con i nostri figli.
Apprezzare ogni attimo.
E capire quanto siamo fortunati.

lunedì 14 dicembre 2020 18 vostri commenti

Omertà

“Sai papà la maestra ha sgridato un mio compagno perché stava facendo una cosa”.
“Cosa?”
“Ah io non lo so ero di spalle non ho visto niente”.
“Mah... tu non sai mai niente”
“E poi un altro mio compagno ha sbattuto contro la cattedra sai!!!”
“Eh come ha fatto!?!”
“Ah io non lo so ero di spalle...”
“Ah di spalle alla cattedra...”

Niente siamo già all’omertà.
giovedì 10 dicembre 2020 10 vostri commenti

45 anni

Ebola. 
Identificato nel 1974 per la prima volta. Ancora oggi miete vittime. 
Nel 2019 l'Oms ha approvato il primo vaccino. 
45 anni per avere un vaccino, 45!!!
Invece di fare i complottisti sarebbe bene chiedersi perché, oltre al discorso clinico. Negli ultimi mesi a sostegno della ricerca sono arrivati parecchi soldi pubblici, cosa mai successa prima in così poco tempo. Riteniamoci quindi fortunati di poter vedere all'orizzonte il vaccino, dopo tutte le verifiche del caso logicamente. 
Ricordandoci che dopo ci saranno sempre quelli che dovranno aspettare 45 anni.
venerdì 4 dicembre 2020 6 vostri commenti

Terribili certezze

Ultimamente nella nostra Regione abbiamo un presidente che si fa fotografare con tutti i prodotti possibili. L'altro ieri con in mano un'ottima bottiglia di Sciacchetrà, prima ancora un bel piatto di gnocchi al pesto e via di seguito. Una sorta di carrellata alla Masterchef. 

Prodotti che vanno sponsorizzati e settore che sicuramente va sostenuto in questo momento difficile. Mi domando però come mai non si faccia mai fotografare davanti ad un Teatro che da inizio pandemia praticamente ha dovuto interrompere totalmente e in parte ogni tipo di attività 

Perché la cultura evidentemente non porta voti da sempre. In ombra le biblioteche e i musei, altri che fanno parte dei dimenticati dalla politica, Dpcm compresi. Ricercatori che non potranno andare avanti nei loro studi per impossibilità di accedere ai documenti. 

Il punto è, come già detto, che il Covid ha solamente accentuato ciò che non funzionava prima e messo ancora di più in risalto i settori che da sempre, in maniera trasversale, vengono dimenticati dalla politica. 

Poi noi siamo particolarmente fortunati in Liguria perché abbiamo un presidente ballerino nelle sue posizioni ma che mantiene una coerenza nel non occuparsi di sanità e cultura. 

domenica 8 novembre 2020 28 vostri commenti

Nonna

Oggi avresti compiuto 100 anni. Probabilmente avresti ancora la faccia con quell'espressione come dire "eh allora?!?". 

Allora i ricordi sono tanti. Se devo pensare ad un'immagine di te la prima che mi torna alla mente è quella seduta proprio sulla tua poltrona con le cuffie alle orecchie, tipo Tonino Carino da Ascoli, mentre seguivi i dibattiti in tv e a 90 anni inveivi ancora contro Berlusconi e Fini. Oppure quando commentavi il Genoa ed esultavi per una sconfitta della Sampdoria. Una nonna anomala, che ha sempre vissuto in mezzo ai giovani, i miei compagni di classe che venivano a casa, le nostre feste.

Una nonna che andava a dormire alle due di notte e poi tirava tardi alla mattina. Eri giovane dentro.
Sento ancora il male dei denti della spazzola che prima di dormire usavi per spazzolarmi i capelli, credo di avere perso in quegli anni la metà del cuoio capelluto.
Le tue discussioni con papà in genovese, e il suo darti del lei nonostante la vostra convivenza in casa da sempre. Non scorderò mai le sue lacrime al tuo funerale, non lo avevo mai visto piangere.
Quello schiaffo che ci hai sempre promesso quando ti facevamo disperare, ma che non ci hai mai dato.

I ricordi sono davvero tanti come le brutte risposte al telefono che davi perché ti distoglievamo dalla tua tv, i maglioni di lana che facevi e ci misuravi migliaia di volte, i tuoi discorsi al mare con le amiche, le volte che da piccolo mi portavi a vedere dove facevi la bidella, quella scuola Diaz che ahimè ora conosciamo per altri motivi.

Chissà ora cosa diresti di questa pandemia. Probabilmente ci racconteresti ancora della guerra, del coprifuoco vero e di come eravate uniti in quel momento. Eri la nostra memoria storica, ricordavi tutto, i nomi e soprannomi di tutti, noi invece ora abbiamo bisogno di migliaia di applicazioni e spesso dimentichiamo anche il nome di chi abbiamo davanti.

E poi quella frase una delle ultime sere prima di lasciarci che mi sussurrasti ad un orecchio, "damme 'n baxìn" in genovese e poi "voletevi bene mi raccomando" con Sonia.
Lo stiamo facendo Nonna anche grazie a ciò che ci hai insegnato e che non dimenticheremo mai.
giovedì 5 novembre 2020 12 vostri commenti

Bandiera gialla

Puntualmente il giorno dopo arriva il post su fb di Toti, un personaggio che non riesco nemmeno più a chiamare presidente. Gli amministratori della cosa pubblica dovrebbero fare ben altro, invece di scrivere e insinuare che ci siano gufi che speravano di essere rossi o arancioni. Ognuno di noi in questi mesi ha avuto persone malate, che hanno rischiato la vita, purtroppo anche persone che non ce l'hanno fatta, colleghi impauriti per la mancanza di Dpi, lavoratori in attesa della cassa integrazione, negozianti chiusi e partita Iva a rischio, bambini e ragazzi privati della loro quotidianità. 

Nessuno si augura un lockdown come quello di mesi fa. Ma questo signore dopo un'estate passata a fare nulla, dopo aver speso soldi nostri per una nave inutile, dopo aver ignorato per mesi le indicazioni di tutti ti utilizzare il padiglione C del Galliera, ora usa la bandierina gialla per far vedere quanto è stato bravo. Riesce addirittura a dire che siamo stati i primi a fare provvedimenti restrittivi, quando invece la Liguria è stata l'unica ad organizzare una grande fiera come il salone nautico in piena pandemia, quando poche settimane fa criticava ancora l'uso delle mascherine, quando questa estate gridava al vento che questa Regione era Covid Free. 

Ecco, io credo che al di là del colore politico in questo momento ci vorrebbe serietà, da parte di tutti gli amministratori, governo e regioni, serietà da parte dei cittadini che ora rischiano di prendere questo "giallo" come un "fate come se niente fosse". Purtroppo invece sta avvenendo il contrario, le residenze protette sono blindate, i pronto soccorso sono senza barelle e in alcuni casi senza ossigeno, il personale non ce la fa più e il virus è di nuovo entrato nei reparti. Migliaia di persone si vedono annullate visite importantissime perché molti reparti sono stati convertiti. Il tracciamento non esiste più e avere un tampone ASL è più difficile che trovare un turista per sempre, per non parlare dei vaccini che non sono nemmeno arrivati per molti del personale sanitario.

Se tutto ciò per questo personaggio vuol dire che ha lavorato bene, evidentemente abbiamo differenti metri di giudizio. Oppure come si diceva una volta, lo sporco va messo sotto il tappeto, così la casa sembra bella pulita e il "padrone" può prendersi gli elogi, naturalmente da quelli che hanno il paraocchi.
martedì 3 novembre 2020 5 vostri commenti

Improduttivi

Le parole sono importanti diceva Moretti. 
Quelle che abbiamo sentito pronunciare dal Presidente della Regione qui in Liguria sono terribili, aberranti, che fanno parte di un cinismo quasi dato per scontato. 
Gli anziani come parte "improduttiva" del paese, quindi dimenticati. 
La smentita di Toti arrivata dopo fa solo ridere, per non piangere, tra quelle righe c'è tutta la politica degli ultimi anni, in maniera anche trasversale ahimè di qualche governo precedente di pseudo centro sinistra, anche a livello regionale. 
Toti ora dice di essere preoccupato per gli anziani dopo aver passato l'estate a fare selfie in giro per la regione con Salvini e Meloni. Era preoccupato anche quando in piena pandemia ha organizzato l'unica fiera che non è stata rinviata, ovvero il Salone Nautico? Era preoccupato quando ha speso 1 milione e mezzo per una Nave ora dismessa utilizzata in primavera per il Covid? Era preoccupato quando non ha pensato ad aumentare il personale nelle strutture? Quando ha provato a mettere pazienti Covid nelle residenze protette?
Ora è chiaro il perché della sua fretta di votare, il suo scappare davanti a dibattiti pubblici. Gli altri che dovrebbero farsi delle domande sono quelli che all'opposizione non sono riusciti a mandare a casa uno dei peggiori presidente di Regione. 
giovedì 22 ottobre 2020 10 vostri commenti

Deja virus

Stanno di nuovo scegliendo.

Ti mandano a casa anche se stai male, perché i letti non bastano e se arriva qualcuno che sta peggio di te allora devono fare posto per forza. Non oso pensare cosa possa passare nella testa di un medico, di un infermiere che in quel momento deve scegliere cosa fare. Chi tenere e chi mandare via. Numeri che dietro hanno un nome e un cognome. Mogli o compagne che non possono assistere in attesa di un messaggio una telefonata e bambini che si domandano cosa stia succedendo.

La stessa cosa. Ecco cosa sta succedendo. La stessa dannata cosa di 8 mesi fa. 

In mezzo c'è stato di tutto.

Si muore solo di patologie pregresse, ma forse no. La caccia alle streghe, un colpevole da trovare, i runner, i bambini, quelli che portavano fuori il cane, il calcio, gli aperitivi. Le ambulanze in coda. I droplet, ovvero gli sputi, perché a noi piace parlare strano. I morti di Bergamo e le bare. Poi sui balconi a cantare, per poco, i disegni sparsi qua e là, quel "andrà tutto bene" che sapeva già di una sconfitta, farina comprata come se non ci fosse un domani, pasta fatta in casa e corsa ai supermercati, le prime mascherine fatte in casa, quelle antipolvere e gli sguardi di sfida al supermercato per accaparrarsi l'ultimo barattolo di nutella. L'attesa dei Dpcm, la scoperta dei Dpcm e quindi tutti giuristi. Le discussioni, ora ci chiudono, forse no, ci hanno chiuso. La fuga dal Nord al Sud, di nuovo la caccia agli untori. I virologi che prima non li considerava nessuno. La spesa per i nonni, la distanza dai nonni, le lacrime per i nonni. Bambini in quattro mura, la televisione che è diventata amica, la ginnastica in casa. Computer e Tablet per tutti, anzi no, per pochi. Lo smartworking perenne, gli eroi portati in trionfo. I cinesi che arrivano, i cubani pure, i soldi no. La primavera sui balconi e con lei il 25 aprile e 1maggio, bella ciao col vicino che ti guardava storto. Le grigliate sul poggiolo mentre infermieri vestiti da ghostbuster entravano nel palazzo di fronte. Un altro Dpcm, forse ci aprono, no, si, non si capisce. Gli essenziali e i non essenziali. Ricordati di lavare le mani, sempre e di santificare le feste, ma non si può uscire. Forse ci aprono, un po'. Aria, ma a distanza e qualche occhiataccia. Caccia alle mascherine, la spesa on line che non arriva mai. I primi negazionisti, i primi festaioli. La politica, riapriamo tutto, anzi no, anzi si, anzi chissenefrega. Gli eroi che iniziano ad essere dimenticati, i premi che non arrivano, a loro, ma arrivano, ai dirigenti. L'estate che sta per arrivare con quelli del riapriamo alla cazzo, si ma noi siam diversi, meno distanziamento, e noi abbiamo meno spiagge allora ci vuole l'applicazione, si ma noi non possiamo stare poco in spiaggia e allora apriamo tutto. Venite in Liguria, in Lombardia, in Sardegna, venghino signori venghino che non si dica che qui va male. Liberi tutti, protocolli calpestati, numeri di telefono falsi nei ristoranti, se te li chiedono. Non ce n'è Coviddì al mare, dice una laureata all'università della vita. I virologi, quelli veri, più in tv che nei reparti. Il governo che segue il consenso, apro o non apro, ma si apro. Le regioni con a capo i "governatori" quelli dei cinesi che mangiano topi, quelli dei nastri del ponte che hanno fatto tutti, quelli che fanno i comizi in tv. Quello del Papeete che ritorna a fare i selfie, i negazionisti in piazza che dicono che il virus non esiste ma è già nelle mascherine, quindi esiste, ma il loro cervello no. Astinenza da Dpcm. Il calcio, non sia mai, si riprende, tutti in piazza per le promozioni e gli scudetti. La cassa integrazione che non arriva, anzi arriva, no no non arriva, come il bonus finito in qualche cassetto. Padiglioni Covid chiusi per prendere premi, contratti degli infermieri non rinnovati, per risparmiare e prendere premi. Terapie intensive non aumentate, per risparmiare e prendere premi. Il vaccino che arriva, no scherzavamo, ma in Cina lo hanno, si ma a 60 dollari, troppo poco. A noi checcefrega, apriamo tutto anche quello che non abbiamo. La Liguria Covid Free, venghino tutte le barche del mondo. Ma arriva anche dell'altro. Il primo focolaio, si ma niente di grave. Poi il secondo, no problem sono troppi tamponi. Il terzo, tranquilli è solo un'influenza. Il quarto, panico, coprifuoco, anzi no assembramenti, ma si fa per dire. E la scuola, ma chissenfrega. E la sanità, ma chissenefraga tanto la tiene uno solo al comando, prende tutto. 

E ora.

Si muore solo di patologie pregresse, ma forse no. La caccia alle streghe, un colpevole da trovare...

mercoledì 14 ottobre 2020 12 vostri commenti

Rewind

Genova sembra tornata a marzo 2020. Anzi peggio.

I contagi stanno aumentando, paghiamo l'incoscienza di molti e una gestione della Sanità a colpi di propaganda da parte di Toti. Un presidente di Regione che dovremo tenerci per i prossimi 5 anni, che molto furbescamente ha evitato il confronto con gli avversari. Tutto ciò grazie  ancora una volta ad un centro sinistra che è riuscito nell'impresa di perdere contro uno dei peggiori presidenti di Regione avuto in questi anni. Abile nel gioco delle tre carte. Un prestigiatore professionista nel nascondere lo sporco sotto lo zerbino. 

La Liguria è stata una delle prime ad allargare le maglie dei protocolli di sicurezza. Un'estate da farsi venire il nervoso nelle nostre spiagge, con distanze ridotte "perché noi siamo diversi" e vicinanza un po' ovunque.

Per non parlare delle passerelle fatte per il ponte, la campagna elettorale con i pezzi grossi arrivati qui con tanto di mascherina portata una volta si e dieci no. 

Paghiamo soprattutto una Sanità che ha ricevuto il colpo di grazia dalla Giunta Toti. Un settore che già prima il centro sinistra aveva messo nel dimenticatoio. Quindi che altro aspettarsi da una destra affaristica che svende i pezzi pubblici aprendo al privato un po' ovunque. 

Basta fare un giro nelle ASL genovesi per capire la situazione. Anziani in fila al freddo ad attendere l'ingresso. Dopo otto mesi di pandemia la Regione non è nemmeno riuscita ad organizzare un'alternativa o quanto meno una soluzione per evitare tutto ciò. 

Solo propaganda, parole che però hanno incantato la maggioranza dei liguri che evidentemente sono masochisti. 

Ciò che di più mi spaventa però à la mancanza di senso civico da parte di troppe persone, frutto di un individualismo già presente da anni nel nostro paese. La pandemia ha solamene scoperto ciò che non volevamo vedere.

lunedì 28 settembre 2020 24 vostri commenti

Il resto può aspettare

Oggi ho accompagnato Greta in moto a scuola. Non è la prima volta che vado io, ma la prima in moto e in un orario leggermente anticipato. 

La cosa che più mi colpisce è la frenesia dei genitori nel lasciare i bambini, comprensibile sia chiaro, si deve entrare al lavoro, timbrare il cartellino. Tutto ovvio. Qualche bimbo che piange che viene trascinato dentro scuola, succede anche questo chiaramente, nulla di nuovo. 

Greta di solito entra sorridente senza alcun problema, stamattina invece voleva la mamma con qualche lacrima che iniziava a scendere. Stavo per forzarla e poi mi sono guardato attorno, la frenesia, le fretta.  Ho detto no. Non va bene, arriverò in ritardo al lavoro non importa. Ci siamo messi da parte su una panchina e abbiamo parlato per cinque minuti. Si è tranquillizzata, voleva solo questo. 

Tornando verso la moto mi sono chiesto se davvero ha senso vivere nella frenesia. Lo so dobbiamo lavorare, non discuto. Ma forse stiamo dimenticando alcune cose importanti, prendersi il tempo per fare, per stare, per parlare. Esserci veramente in un momento. Esserci con i nostri figli. 

Spesso purtroppo non è possibile. Questa è una società che non guarda in faccia nessuno, che spinge la gente a ritmi insostenibili, con il pensiero alla bolletta, al conto corrente che scende in picchiata, alle tasse, al lavoro che incombe o che purtroppo non c'è. Rincorriamo la lancetta dell'orologio e spesso la superiamo senza nemmeno accorgercene. 

Mi siederò spesso su quella panchina,  metterò da parte quell'orologio e ascolterò. 

Il resto può aspettare. 

lunedì 14 settembre 2020 12 vostri commenti

Prima

Eccoti nascosta dietro ad un grande zaino dove mettere matite, pennarelli, astucci che se sarai come tuo padre tra poco non riuscirai più a chiudere e diari che diventeranno segreti ahimè. 

Ma quello spazio sarà soprattutto per i tuoi sogni, i desideri, le amicizie e le antipatie quotidiane, le mani alzate per fare domande, gli occhi che brilleranno al primo bel voto e quelli preoccupati per quando invece saranno meno belli, il sorriso al suono della campanella della ricreazione a distanza per ora ma vabbè, la tensione per la prima interrogazione e la prima lezione ripetuta a casa. 

"Papà ho un po' paura della scuola" dicevi stamattina. 
Va bene così, anche noi, un po' come è giusto che sia per tutte le cose nuove.
Solo una cosa, andiamoci piano col crescere che non so se sono proprio preparato.

Fa’ la punta alla matita
corri a scrivere la tua vita.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.
Gianni Rodari

mercoledì 9 settembre 2020 11 vostri commenti

Dimenticati come i post

Spesso diamo la colpa ai massimi sistemi. Ce la prendiamo con la politica, le istituzioni, gli amministratori pubblici. Poi finiti quelli che stanno a nostro avviso sullo scalino più alto iniziamo a scendere e il mirino sposta posizione. 

Mi pare, avendo a che fare da tanto tempo con famiglie e ragazzi, che manchi proprio una sorta di autoanalisi. Mi vengono in mente ad esempio le reazioni di miei genitori rispetto alla scuola. Partivano dal presupposto che noi avevamo sempre torto e il professore aveva ragione. Oggi direi che avviene il contrario rispetto a tutte le varie figure educative che i ragazzi incontrano nel loro cammino. 

Cosa è successo? Quale è stata la generazione che ha dato il via a questo nuovo approccio. La mia? Quella nata negli anni 70 ora quarantenni (e qualcosa di più)? O forse quelli venuti dopo.

Vero, non possiamo fare discorsi generici, non tutti sono così ma mi pare che i ruoli si siano mischiati. Vedo padri che spesso sembrano più amiconi e madri che si sostituiscono agli allenatori di calcio. Valori che vengono dimenticati e magari nemmeno più citati, per non dire insegnati.

La violenza che in questi anni stiamo vedendo aumentare, la brutalità di questi giorni non può avere solamente una matrice, non nasce all'improvviso, ma fa parte di una caduta libera di questa società che possiamo vedere anche quotidianamente anche nei piccoli gesti. 

Ciò che più addolora è la poca memoria, giusto il tempo di un post.

lunedì 7 settembre 2020 6 vostri commenti

A che punto siamo?

Verrebbe da dire. 

L'estate è quasi ormai nel cassetto, le immagini degli assembramenti sono ancora nei nostri occhi. Risuonano ancora nelle nostre orecchie le parole di questi pseudo governatori che continuavano a dire va tutto bene. Pifferai magici con tanto di fila dietro alla spalle che hanno evidentemente fatto proseliti e portato molte persone ad abbassare la guardia contro il virus. 

Peccato che ci siano ancora zone off limit, come le residenze protette, dove ancora oggi siamo in fase 1 e per lavorare devi essere vestito da Ghostbuster. Ogni mattina quando entro al lavoro gli occhi dei nostri ospiti sembrano chiedere a chi incontrano fugacemente quando finirà tutto ciò.

Non riesco nemmeno a parlare di quei mentecatti in piazza qualche giorno fa. Mi fanno più paura i governatori come il nostro in Liguria che passa da una dichiarazione all'altra come se niente fosse. Dal liberi tutti, stadi aperti, chiese aperte, tutto aperto al manteniamo attenzione però. Usano parole come Cluster che dovrebbe essere tradotto in vergogna. 

Mi fanno paura i miei concittadini che lo rivoteranno senza capire che la Sanità Ligure da anni fa acqua da tutte le parti.

Altro che andrà tutto bene, direi più un si salvi chi può. 

martedì 4 agosto 2020 16 vostri commenti

Da sei a quattro

Sei anni voltandosi indietro sembrano davvero tanti. Eppure mi pare sia passato poco tempo da quella sera in cui verso mezzanotte  tua madre iniziò a dirmi "Huston abbiamo un problema" qualcosa si muove.
Io assorto nei Diari di Kafka mi tirai su dal letto come quello che saltava la staccionata dell'olio cuore, atterrando direttamente dentro i vestiti.
Qualche minuto e poi in macchina a guidare per la prima volta in vita mia, con tua madre rannicchiata per i dolori per i tuoi calci oppure per la mia guida. Chissà.
Da li alla tua nascita poi ne passarono ore, precisamente 15 e 44 minuti, solo allora mi accorsi di avere indosso una maglietta del Portogallo presa al volo. Proprio quando mi trovai in mezzo a gente col camice che diceva di respirare. Respiravo anche io, per solidarietà.
Poi quel colore che non scorderò mai, il blu più bello che abbia mai visto, accanto agli occhi di tua madre che brillavano di felicità.
Due anni dopo le tue manine che giocavano con i nostri anelli e quella penna che volevi usare per paciugare la scrivania del comune dove ci stavamo sposando io e tua mamma.
Gli anni passano ed inizi a farmi domande, sempre più difficili, a volte buffe, altre invece che fanno sgranare gli occhi in cerca di un aiuto da casa. La strada che si percorre da padre/marito spesso non è facile, ci sono curve inaspettate, salite che sembrano non finire mai e angoli bui. Una cosa è certa però, con due luci così non credo potrò mai perdermi, non serve nemmeno il navigatore e il buio è solo uno splendido contorno.
Tanti auguri Greta.
Buon anniversario occhi belli.

Come una gran tempesta
noi scuotemmo
l'albero della vita
fino alle più occulte
fibre delle radici
ed ora appari
cantando nel fogliame,
sul più alto ramo
che con te raggiungemmo.

Neruda
lunedì 3 agosto 2020 12 vostri commenti

Pensando a loro

Oggi piove a Genova, come quel dannato giorno di 2 anni fa. 
Noi, miracolati, che siamo qua a raccontare questa storia e ad indignarci dovremmo gridare anche più forte perché ancora una volta in questo paese la giustizia sembra fermarsi davanti ad un muro. Una sorta di parete che non permette di vedere dall'altra parte, fatta di mattoni che si chiamano affari, guadagni, sostegni politici, amici degli amici degli amici. 
In mezzo come sempre gli innocenti, come nelle stragi di stato. 
Già perché quella di 2 anni fa è stata una strage annunciata. Molti sapevano che il Morandi aveva qualcosa che non andava, i sensori dal 2015 davano già segni di instabilità. 
Nessuno ha fatto qualcosa, nessuno. 
Stasera su quel ponte ci saranno molte autorità ad usare ancora una volta una tragedia come propaganda. Istituzioni nazionali e locali che dovrebbero solo chiedere scusa per ciò che è successo, non tappeti rossi e aerei in cielo. 
44 vittime e le loro famiglie gridano ancora giustizia e ad oggi nessuno ha pagato. Come sempre. 
Genova oggi piange come due anni fa, perché è stufa di passerelle, stanca di vivere in mezzo alla propaganda del politico di turno, stanca di raccogliere vittime e noi come allora alzeremo gli occhi al cielo. 
Pensando a loro. 

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