giovedì 18 dicembre 2014 7 vostri commenti

Cuba Libre?

Dobbiamo aggiungere una nuova frase ai nostri ricordi.
"Todos somos americanos!"
Parole di Barck Obama che in pochi attimi cancella anni di muro nelle relazioni tra Usa e Cuba.
Fine dell'embargo? Per ora non c'è ancora nulla di certo direi ma credo che sarà il passo successivo a meno che il futuro presidente Usa non cambi rotta.
Ognuno di noi su Cuba ha una propria idea. Quella di un'utopia realizzata, quella avventurosa e rivoluzionaria per eccellenza sotto la figura di Che Guevara, quella di un'isola felice come istruzione e sanità in un panorama sudamericano da brividi, ma anche quella di una paese senza democrazia, quella dei "balseros", degli scioperi della fame, dei cubani di Miami o degli attentati.
Il fascino di quel paese che ha lottato contro il gigante americano me lo tengo stretto, d'altra parte questo Blog prende il nome da un diario di Ernesto Guevara, sapendo però che negli anni  il fascino della libertà è sfumeto per mantenersi in vita. Non starò qui a difendere la mancanza di democrazia, non è nelle mie corde, dico solo che da qui è difficile giudicare. 
Cosa sarebbe diventata cuba senza la rivoluzione? Sarebbe rimasta ciò che era prima ovvero un'enorme Casinò alla luce del sole. Avrebbe fatto la fine del Cile con Pinochet sostenuto dai paladini della libertà americani, oppure la fine dell'Argentina.
Oggi al di là di ciò che è stato si deve essere contenti per questo inizio di cammino che deve necessariamente portare alla fine di un embargo che ha affamato per anni una popolazione. Il punto di domanda è d'obbligo però.
Le idee si contrappongono ad idee non a blocchi.

lunedì 15 dicembre 2014 25 vostri commenti

Future Notti Magiche


Ora possiamo stare tranquilli.
Il presidente del consiglio ha trovato l'arma giusta contro lo scandalo di Mafia Capitale.
Una bella e sana candidatura per le Olimpiadi del 2024.
Sono già pronti i modelli, in vari formati colorati e anche spiccioli, per vincere le gare di appalto.
D'altra parte come dimenticare Italia 90 con i mega stadi che ci ha lasciato in eredità.
L'era della comunicazione ha trovato il suo più abile paladino, contro una città in mano ad una cricca da romanzo criminale la cosa migliore da fare è una candidatura porta voti.
Per la mascotte delle olimpiadi pronto un sondaggio on line.
Oppure si potrebbe tenera quella vecchia "Ciao" aggiungendo al nome la parola "soldi".
Ah ricordate che lui non partecipa... lui vince.
mercoledì 10 dicembre 2014 29 vostri commenti

Giochi e...

Facendo un leggero salto indietro nel passato mi ritrovo a rovistare nei miei giocattoli.
Adoravo i soldatini, eppure lo sapete sono un pacifista e ho fatto l'obiettore di coscienza, però passavo delle ore a sistemare americani contro russi, russi contro tedeschi, tedeschi contro scozzesi e scozzesi contro egiziani. Lo so trattasi di orrore storico ma ero piccolo, concedetemi la licenza.
Poi i playmobil. Nordisti contro sudisti, la banca e il saloon, il galeone dei pirati. Immagino i miei alle prese con le istruzioni per farci trovare, a me e mio fratello, tutto montato sotto l'albero.
Le immancabili macchinine e poi tanta immaginazione che usavamo per inventarci dei giochi.
La mitica pallina di gomma piuma che qualche volta ci è costata qualche ciabatta sul sedere visto che arrivava a colpire qualche quadro con l'immancabile caduta.
Non mi piacevano i Big Jim e nemmeno il Meccano che lasciavo volentieri a mio fratello.
Mi piaceva pareccho invece il Lego. Metri e metri di mattoncini uno sopra l'altro. Questi omini sempre nelle stesse posizioni con lo sguardo e la bocca disegnata.
Semplici... meravigliosi!
Ora... oggi mi sono imbattuto in questa cosa...

... lo strip club! Poltrone zebrate e palo per la lap dance!!!!
Manca il buttafuori e gli omini del lego rissosi e poi siamo al completo.
Magari quelli sono accessori da comprare a parte.
Forse è per questo motivo che hanno sempre avuto il sorriso stampato.


venerdì 5 dicembre 2014 34 vostri commenti

Quando non c'era Whatsapp

Oggi mi sono imbattuto in uno di quei titoli che si possono trovare sulle bacheche dei social... "Noi che stavamo delle ore su un muretto".
Effettivamente voltandosi indietro spesso si ha la sensazione di rivivere alcuni momenti. 
Ricordo i famosi appuntamenti che tutte le compagnie, perché era vero che erano "gli anni delle grandi compagnie", si davano sotto l'orologio della stazione.
Alla fine chiaramente in quel posto ci si trovava in centinaia e tenete presente che non c'erano i cellulari per raggiungersi, quindi partiva una caccia all'amico.
Nel frattempo una bella mezz'ora era già andata.
Poi ci si aspettava e si sparavano, come si dice da noi, "belinate" per un bel po' in attesa dei ritardatari.
Una volta al completo si doveva scegliere dove andare, e qui si apriva un dibattito infinito.
Chiaramente alla fine la maggior parte delle volte si finiva sempre nello stesso posto.
Ora non vorrei sembrare vecchio e malinconico ma a me sembra che si vivesse di più il tempo, i minuti si gustavano, le parole erano davvero importanti e i rapporti umani non si coordinavano tramite un gruppo su Whatsapp.
Ok mi sa che sto diventando anziano.
giovedì 4 dicembre 2014 18 vostri commenti

Il nuovo che avanza


Leggendo i titoli dei giornali oggi sembra di essere catapultati, di nuovo, dentro a "Romanzo criminale". E non è la prima volta.
Una storiaccia italiana che si ripete, un incubo continuo. 
Ministri che pranzano vicino a Boss, indagati che si passano i maccheroni con presidenti di associazioni "illustri", ex personaggi della sinistra extraparlamentare che stringono mani a personaggi della destra estrema, ex sindaci che non smettono di comandare.
Sembra di rileggere un libro sulla banda della Magliana. Basta cambiare i soprannomi... il Guercio al posto del Libanese e il gioco è fatto.
Nel frattempo mister perfezione continua la sua corsa per l'annientamento dei diritti del lavoratore con l'approvazione del Job Act.
Insomma tutto è cambiato per non cambiare niente... e ritornano in mente vecchie immagini di vent'anni fa...

Fate voi.

lunedì 1 dicembre 2014 17 vostri commenti

Fragilità dimenticate

Succede di sfogliare il libro di Eugenio Borgna, "La fragilità che è in noi", e di incontrare parole che pesano come macigni perché troppo spesso nei luoghi di cura ci si dimentica di chi si ha davanti...

"Quante persone ferite dalla malattia sono lacerate dalle parole troppo violente, troppo dure, troppo inumane, che i medici rivolgono loro. Una diagnosi comunicata in un corridoio o a una segreteria telefonica, un gesto ambivalente che lascia presagire indifferenza o preoccupazione, uno sguardo sfuggente nel momento di rispondere a una domanda: tutto può causare angoscia e disperazione. Così, è necessario scegliere parole che possano essere subito comprese, e che nn feriscano. Questo è il compito, non facile ma necessario, di chi cura: creare relazioni umane che consentano al malato di sentirsi capito e accettato nella sua fragilità, e nella sua debolezza"

...una questione che non riguarda solamente il singolo comportamento di chi lavora. Spesso chi è ai vertici, o anche le stesse istituzioni, si dimentica dell'importanza del ruolo di chi si occupa delle persone che stanno male. Ritmi di lavoro a livello di "Tempi moderni" che in alcuni casi portano ad una stanchezza che non ti consente di usare una parola in più con la persona che si ha davanti in quel momento.
L'umanità dovrebbe essere compagna sempre presente nei luoghi di cura sostenuta dall'uso delle parole giuste nei momenti adatti.
Un lato troppe volte dimenticato.

lunedì 24 novembre 2014 32 vostri commenti

L'eletto

Lui ha il consenso e se lo dice da solo.
Lui è il capo di un partito che non ha più praticamente iscritti.
Lui vince le elezioni dove non partecipa mai nessuno.
Lui dice "avanti così".
Lui tiene dibattiti, parla degli italiani, lancia sentenze e proclami, senza aver ricevuto neanche un voto.
Lui vuole fare le riforme con uno che è stato doppiato anche dalla Lega.
Lui mi ricorda quelli che si decantano da soli, quelli che incontrandoli nel corridoio sono già pronti ad elencare tutti i meriti.
Lui dice che non deve dimostrare di essere di sinistra.
Lui è l'uomo del 40%... ma la matematica per fortuna non è un'opinione.
Lui è l'unto dai pochi... nemmeno del signore.
Nel frattempo sempre meno gente va a votare, aggiungo giustamente, stanchi di comici miliardari, sagome di Berlusconi, politica da reality e democrazia 2.0 fatta dietro un personal computer.
Quella vera, di democrazia, è sempre più in pericolo così.
giovedì 20 novembre 2014 34 vostri commenti

Homo Social

Non sono tra quelli che parla male dei social network a prescindere, nemmeno tra quelli che li esaltano. Non credo che la rete sia il paradiso in terra via fibre ottiche e ma non sono uno di quelli che odia tutto ciò che si trova on line.
Sono dell'idea che alla fine l'uomo sia l'artefice del successo o della rovina di uno strumento o di un mezzo.
Continuo ad avere le prove ogni volta che mi capita di leggere una discussione su uno dei tanti gruppi presenti su Facebook, come ad esempio quelli che parlano dei nostri quartieri nati con l'intento di ricordare i vecchi tempi e magari parlare anche di quelli attuali.
Quasi sempre, non tutte le volte sia chiaro, si parte col parlare di una cosa semplice e si finisce a "manate in faccia" virtuali, anche perché dietro ad un computer è più semplice fare i bulli.
Gli argomenti più gettonati dove si finisce sempre sono il razzismo, l'odio per le caste, il "sono tutti uguali", il pericolo comunista o fascista e via di seguito.
Ho sempre più l'impressione che dove mettiamo le mani, in questo caso le dita,  si rompa tutto.
Magari mi sbaglio.
lunedì 17 novembre 2014 13 vostri commenti

Impresentabili

In questo paese si è visto di tutto e si continueranno a vedere cose che voi umani non immaginate nemmeno.
Dobbiamo aggiungere alla lista un nome. Quello dell'Assessore Regionale alla Protezione civile della Liguria, Raffaella Paita, Pd,  che dopo lo scempio di questi giorni, dopo un mese in cui le alluvioni e le frane in tutta la regione non si riescono nemmeno più a contare... riesce comunque a pensare alle primarie del suo partito per la candidatura alla presidenza della Regione Liguria.
Sia chiaro che non è l'unica colpevole, la lista è davvero lunga e non è solamente composta da politici... ma faccio davvero fatica a capire come possa pensare di essere eletta,  sono un inguaribile utopista,  forse confida nell'assurdità del popolo italiano che negli ultimi anni ha eletto gente impresentabile.
Cofferati messo lì in extremis come candidato Pd per salvare il salvabile, lungi da me il pensiero di votarlo sia chiaro... almeno ha fermato la raccolta firme per rispetto alle vittime. Diciamo che il Pd dovrebbe evitare di presentarsi... ma anche questa è un'utopia.
Giusto per chiudere il cerchio... oggi la Paita è stata convocata in procura per l'alluvione del 9 ottobre a Genova come persona informata dei fatti. Tenete presente che in quei giorni davanti ai microfoni non si è mai vista se non in una conferenza stampa imbarazzante assieme a Burlando.
Chissà magari ha chiesto anche ai magistrati di mettere una firma per la sua candidatura.
sabato 15 novembre 2014 25 vostri commenti

Non è possibile...

Alcune foto scattate qualche minuto fa nella zona del Polcevera.
Esondato il Polcevera e alcuni rii... Fereggiano che ora preoccupa.
Cornigliano, Sampierdarena, Voltri, Rivarolo, Murta e altri quartieri sott'acqua.
Strade che sono diventate fiumi.
Frane ovunque.
Dal Comune hanno diramato l'avvertimento... "Non uscite di casa!"
Ma questa può essere la soluzione?
Bisogna vivere in questa maniera ogni volta che piove?
A questo punto non ho davvero più parole.
Gabrielli capo della Protezione civile a Chiavari la settimana scorsa ha detto "preparatevi ad una settimana di passione". Questi ci prendono anche per il culo.
Dal Governo il silenzio totale dopo un mese in cui abbiamo avuto 3 alluvioni!!!! E i soldi faticano ad arrivare.
A questo punto non so più cosa dire.
E continua a piovere...




martedì 11 novembre 2014 29 vostri commenti

Fango e paura


Questa è la realtà di Genova, della Liguria e di altre città italiane come Carrara. Barriere messe davanti all'entrate di portoni e negozi per evitare il peggio.
In questo momento Chiavari e Carasco sono invase dal fango. A Leivi e Borzonasca ci sono situazioni critiche, frane su case e ponti interrotti. Ci sono dei dispersi. Ancora una volta l'acqua ha invaso le strade, ricoperto cantine e box.


Ieri sera Genova sembrava una città che si preparava alla guerra. Sacchi di sabbia ai bordi delle vetrine dei negozi, locali chiusi per ordinanza del sindaco. Autobus vuoti e traffico inesistente.
La paura ormai è sempre presente ogni volta che dal cielo scende una goccia di pioggia.
Qualcosa di concreto va fatto. Un'inversione di marcia rispetto al modo di vivere dell'uomo che per troppo tempo non ha rispettato l'ambiente.
Per ora aspettiamo i bollettini meteo vivendo fino a mezzanotte con l'allerta massimo con un occhio ai fiumi e al fango che incombe.

giovedì 30 ottobre 2014 10 vostri commenti

Manganelli preventivi


Insulti a chi va in piazza...
Accuse  su tessere false...
Attacco al diritto di sciopero...
Attacco all'articolo 18...
Controlli video sui posti di lavoro...
Accordi con l'alta finanza...
Strette di mano con Marchionne...
Umiliazione dei lavoratori...
Il risultato lo abbiamo visto... con tanto di firma di manganello.
Chi vuole protestate è avvisato.

"In questo paese di ladri basta picchiare chi paga le tasse. E’ una vergogna. Il governo deve rispondere adesso: dica qualcosa invece di fare slogan del cazzo. Chiedano scusa ai lavoratori. Questo Paese esiste perché c’è la gente che lavora. Hanno rotto le scatole, noi che lavoriamo dobbiamo essere picchiati da chi per vivere deve lavorare? Se la prendono con gli unici onesti? Ma come siamo messi! Nessuno si è fatto sentire, non siamo mica alla Leopolda noi"
Landini
mercoledì 29 ottobre 2014 11 vostri commenti

Giovani al potere

Uno vorrebbe parlare di tante cose ma quando si trovano sui giornali certe dichiarazioni in stile berlusconiano o renziano (ormai sono sinonimi) della Picierno, eurodeputata del Pd, classe 1981...

"Sono rimasta molto turbata dalle parole di Camusso che dice oggi a qualche giornale che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò"

...intanto ci dispiace per il suo turbamento ma probabilmente non dipende dalle dichiarazioni della Camusso. Forse la Picierno ha ancora in mente le sue parole di elogio nei confronti di Ciriaco De Mita che più volte ha definito come mito e sul quale ha fatto anche la sua tesi di laurea.
D'altra parte parla una persona il cui segretario è al governo senza ricevere nemmeno un voto dai cittadini e fa parte di un partito con 100 mila tessere.
Berlusconi vive nelle loro parole e non solo.
martedì 28 ottobre 2014 14 vostri commenti

Ognuno ha il suo simbolo

L'importante è capirsi e soprattutto cercare di capirsi da soli.
La ministra Boschi... ma davvero è ministro?!?!...  ha detto la sua. Lei preferisce Fanfani a Berlinguer anche perché è della sua terra quindi a detta sua non potrebbe far altrimenti. Quindi meglio evitare i contenuti dell'uno e dell'altro riducendo tutto al campanilismo italiano.
Questo è un po' il riassunto della nuova direzione del Pd... dare un colpetto da una parte rimettendo il nome Festa de L'Unità, perché la gente lo chiedeva, affossando il contenuto di sinistra di quella festa... nel frattempo tirando giù dei simboli per sostituirli con altri.
Non si preoccupi la neo ministra in carriera siamo ben contenti che le preferisca Fanfani... anzi non avevamo dubbi e ci saremmo meravigliati del contrario.
Soprattutto Enrico.

"partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela."
Enrico Berlinguer

Questo non c'era scritto alla Leopolda.
lunedì 27 ottobre 2014 32 vostri commenti

Gente moderna


Dopo i discorsi della Leopolda questa mattina ero quasi intenzionato ad entrare al lavoro come questi impiegati cinesi nella foto che strisciano nel cortile della loro azienda.
Poi però ho pensato che ascoltare determinate certezze non ha prezzo...

"Il posto fisso non c'è più"

...dal Vangelo secondo Matteo. 
Una di quelle verità che gli italiani sanno da anni ormai, visto che lo sfruttamento in questo paese è camuffato da contratti vergognosi, visto che i  giovani vivono questo dramma sulla loro pelle grazie al 30% e più di disoccupazione. Ma questa è una dichiarazione di avvertimento. Come dire accontentatevi di quello che avete, mettete via la speranza e lasciate solamente ai pochi eletti come il presidente del Consiglio la certezza del posto fisso. Un mettere le mani avanti perché di idee non ce ne sono.
Quindi evitare gli scioperi che sono antichi... d'altra parte mettendosi vicino amici come Davide Serra in quel della Leopolda si può avere la fortuna di ascoltare parole come queste...

"Esatto, va molto regolato prima che tutti lo facciano random. Se volete scioperare, scioperate tutti in un giorno: in caso contrario, chi vuole venire qui ad investire, non ci viene. Quello che voglio dire è che lo sciopero è un diritto, ma anche un costo"... "Potrebbe essere più aggressivo. In Italia siamo rimasti agli Anni 60: ma che vadano a vedere come funziona in Russia e in Cina!"

Chissà magari il signor Serra quando parla di Russia e Cina ha in mente qualcosa di specifico...


Però l'importante è che sia un buon comunicatore.

venerdì 24 ottobre 2014 21 vostri commenti

Paese che vai...


Segnatevi questo nome... Yuko Obuchi. Trattasi di una ministra dell'industria giapponese che in questi giorni è stata colta con le mani nei conti pubblici. Pare che la signora abbia speso 10milioni di yen in prodotti di bellezza. 
Circa 74 mila euro sottratti allo stato ed utilizzati per scopi personali. 
Risultato. Costretta a dimettersi e a scusarsi pubblicamente davanti al popolo giapponese con un inchino, ammettendo le sue colpe.
Ora capite bene che post come questi sono come tirare un rigore a porta vuota ( la maggior parte dei consigli regionali italiani e altro sono composti da persone indagate), quindi non mi voglio dilungare troppo e concludo dicendo solamente che da noi certe disavventure giudiziarie fanno curriculum e solitamente valgono una tessera di partito, un incarico da ministro o un riciclo in qualche comodo piano alto di un'azienda.
Sayonara.
lunedì 20 ottobre 2014 37 vostri commenti

Gratta e vinci l'educazione

Me lo ricordo come se fosse ieri. Da piccolo quando accompagnavo i miei genitori in edicola a prendere il giornale, mi guardavo attorno attirato dalle bustine con dentro giocattoli e quant'altro. Non ero uno che chiedeva sempre ma come tutti i bambini avevo le mie esigenze.
A volte venivo accontentato, quasi sempre, a volte no, come è giusto che sia con tanto di spiegazione sul perché non chiedere sempre ciò che si vede in vetrina.
L'altro ieri in un edicola ho assistito ad una scena da nuovo millennio. 
Una bimba entra con il padre...
"Papà guarda che bella questa bustina, la prendiamo?"
"Aspetta... prima giochiamo", dirigendosi verso il video poker, "e se vinciamo compriamo."
Educazione da gratta e vinci.


venerdì 17 ottobre 2014 12 vostri commenti

Diario di Genova. Una settimana

Una settimana fa le strade di Genova, ancora una volta, venivano invase dal fango. Oggi lo troviamo ancora ai bordi delle strade come ricordo di una tragedia, l'ennesima, che non dimenticheremo mai.
Questa mattina ancora tanti "angeli" con pale e picconi sulle spalle per andare ad aiutare le persone ancora in difficoltà. Genova dal punto di vista urbanistico è complicata, molti piani bassi, garage in zone impossibili, fondi e quant'altro che chiaramente sono stati invasi dalle acque.
Alcune vie si sono trasformate in mercatini a cielo aperto per cercare di vendere ciò che l'alluvione non ha portato via del tutto. Un aiuto per chi ha perso tutto, una spinta verso la ripresa.
Le polemiche continuano, si fa fatica a stare dietro a tutti gli scarica barile messi in atto, nel frattempo ieri lutto cittadino per i funerali della vittima della furia delle acque. Un'altra lapide.
Pensavo alla solidarietà che abbiamo visto in questi giorni, ragazzi che si offrivano, e si offrono, per dare una mano. Persone sconosciute che si stringono per un unico scopo, uscire dalla tragedia.
In questi giorni spesso mi è capitato di "parlare" a Greta, mia figlia di 2 mesi, guardandola negli occhi scuotendo la testa pensando al mondo che troverà. Un mondo, un paese dove chi comanda non decide e non si assume la responsabilità, dove la cosa importante è salvare il posto di potere, dove i soldi ci sono per gli armamenti e per le banche mentre per la sicurezza, la salute e l'educazione dei cittadini mancano sempre, dove si grida per apparire senza pensare ai contenuti dei propri discorsi, dove passata la bufera si tornerà a pensare al singolare.
Quindi mentre mi guardi  in tutti i tuoi 54 centimetri e 4 chili e mezzo, amore mio, mentre ridi non capendo quello che dico, spero con tutto il cuore che tu non debba mai essere chiamata "angelo del fango".
martedì 14 ottobre 2014 16 vostri commenti

Diario di Genova. Il colore del fango

Non piove e credetemi per noi oggi è davvero tanto anche se la situazione è ancora complicata e l'emergenza non è finita.
In questi giorni abbiamo visto di tutto.
La solidarietà di tutti i genovesi e anche di persone venute da fuori è sotto gli occhi del paese. Una speranza è chiaro, ma non può bastare. Perché poi alla fine come tre anni fa l'emergenza passerà e il pericolo è che torni il silenzio attorno a questa vicenda che ancora una volta è costata una vita umana e immensi danni.
Ci si domanda se tornerà mai la fiducia in quelli che amministrano, in quelli che dovrebbero vigilare sulla nostra incolumità. 
Leggevo ieri di una madre che giovedì sera, un attimo prima dell'esondazione, pregava il proprio figlio di non uscire "perché questa non è pioggia normale". La risposa, lecita, del ragazzo è stata... "ma non ti preoccupare non hanno dato l'allerta!"
Chiedono fiducia e partecipazione alla popolazione e poi il risultato è questo. La gente si fida, si informa e poi?
Ho letto post di gente che denunciava la mancanza degli extracomunitari a spalare per le strade. Parole che non meritano nemmeno una risposta, parole di un razzismo imbarazzante. Per le strade di Genova l'unico colore che purtroppo univa tutti era quello del fango.
Chiudo con un episodio surreale. Sabato mentre si spalava in un negozio di fotocopie sono arrivate tre persone a chiedere se potevano fare una fotocopia. 
Che dire... l'assurdità esiste anche nell'uomo qualunque e non solo nelle amministrazioni.
lunedì 13 ottobre 2014 24 vostri commenti

Diario di Genova... Ancora una volta


Scusate ma sarò più lungo del solito...
L'11 novembre del 2011 pubblicai questo post. "Diario di Genova/4. Di colpevoli ce ne sono".
Credetemi a rileggerlo mi sono venuti i brividi. Oggi avrei potuto ripubblicarlo pari pari. 
In questi giorni in cui abbiamo spalato fango in giro si poteva vedere di tutto. Tanti ragazzi e non solo che aiutano, si danno da fare, si propongono. Purtroppo manca una centrale organizzativa che smisti bene il lavoro dove serve di più.
Continuo a domandarmi seriamente a cosa serva la protezione civile?
Rileggendo il post che scrissi tre anni fa anche in quella situazione il capo della protezione civile Gabrielli arrivò a Genova due giorni dopo. Stessa cosa ora. E' arrivato e ha saputo dire solamente che non bisogna "crocifiggere chi ha sbagliato le previsioni".
Qui si tratta di responsabilità. Ogni volta che parliamo di differenze di stipendio ci spiegano che i dirigenti prendono più di noi perché sono responsabili. Poi accadono fatti come questi e a responsabilità non se la prende nessuno. Perché questo è un paese dove è vietato dimettersi.
Ieri conferenza stampa del ministro dell'ambiente assieme alla Pinotti, ministro della difesa, e Burlando presidente della Regione. 
Vedere quei tre mi ha fatto capire che hanno già deciso a chi dare la colpa. Ovvero al sindaco. 
Come ho detto anche Doria, il sindaco, ha le sue responsabilità e dovrebbe dimettersi... ma Burlando? Che praticamente comanda da sempre assieme agli amici del Pd?
Il direttore dell'ARPAL?
La protezione Civile?
Ora vengono qua e parlano di opere da fare... quando avrebbero dovuto farle anni fa, ma si sa i governi hanno altro a cui pensare come l'acquisto di aerei da guerra o grandi opere faraoniche.
Scusate sono incazzato.
La gente qui ormai cammina col naso per aria, guarda il cielo e allo stesso tempo cerca di non scivolare sul fango. Bisogna dribblare le carcasse delle auto ancora per strada e attraversando le vie della città si vede la vita delle gente riversata a cielo aperto visto che i loro box, le cantine e i negozi non ci sono più. Solo spazzatura.
Siamo nel 2014 e non abbiamo abbastanza mezzi per ritirare la spazzatura! Ma chiedere l'intervento di altre regioni? Chiedere di utilizzare i mezzi militari? L'esercito è arrivato dopo 2 giorni! Non ho parole. L'altro ieri alcuni ragazzi hanno bloccato la strada perchè stufi di aspettare i camion della spazzatura.
Non sono mancate scene vergognose. Un gruppo di ragazzi vedendo passare dei poliziotti senza neanche uno schizzo di fango li hanno invitati a prendere in mano una pala e spalare. Risposta. I soggetti in divisa permalosi hanno chiamato rinforzi per prendere i nomi ai ragazzi. Ma che paese è questo? Qui il video... GUARDATELO DA NON CREDERCI.
Viviamo in un posto dove il capo della protezione civile viene in città e ci prende per il culo... in un paese dove il signor Renzi manda i suoi ministri a dire che servono i lavori come se dovessero farli i cittadini... viviamo in un paese dove i soldi ci sono e non si possono spendere...viviamo in un paese dove gli assessori vanno in TV a elencare numeri e modelli che non funzionano quando nella realtà quotidiana mancano i sacchi di sabbia perché ancora oggi c'è l'allerta massimo fino a mezzanotte.
Che dire, Genova si rialzerà come ha sempre fatto, sarà difficile, ci sarà sofferenza e dolore, ci sarà ancora più disoccupazione ma si rialzerà come ha fatto dopo la ferita del G8. 
Ma siamo stanchi di avere amministratori incompetenti e strapagati.
Vi lascio con un'ultima notizia che ieri mi ha fatto venire i brividi.... il comune di Genova ha concesso ai dirigenti della protezione civile un premio in denaro per la prevenzione del rischio.
Cosa devo aggiungere...