venerdì 20 marzo 2026 2 vostri commenti

Sale d’attesa


Nelle sale d’attesa spesso si incontrano sguardi stanchi, incredulità, incomprensione e speranza nella cura.
Si creano delle piccole comunità.
Ci sia aiuta tra pazienti, si condividono pensieri tra caregiver appesantiti da troppi anni di malattia.
Capita anche di rendersi conto che le disavventure vissute in prima persona sono relative, senza sminuire mai il dolore. Perché in fondo fino a quel punto ci si è arrivati.
Si può anche avvertire il senso di abbandono e lo sguardo magari si rivolge verso il basso.
Il capo chino, disturbato solo da una voce sintetica che chiama il prossimo numero. 
Poi una voce di un operatore sanitario, che accoglie con gentilezza un anziano smarrito, riesce a rendere il grigio un colore bellissimo.
Anche l’attesa nella cura ha bisogno di gentilezza.


giovedì 19 marzo 2026 3 vostri commenti

Paternità

Non c’è una formula per fare bene il papà se non quella di provare a mettere i piedi in un sentiero che altri prima di noi hanno tracciato.

Possiamo anche non essere padri ma un padre lo abbiamo avuto tutti. Ad ognuno quindi il suo ricordo.

Paternità è anche esserci per l’altro.

Questo ho imparato, a volte probabilmente non ce l’ho fatta, e sono i ricordi più pesanti, ma è quello che quotidianamente cerco di rispettare.
Ricordo tante cadute e ricordo anche la mano che mi ha aiutato a tirarmi su, una mano consumata dal lavoro in fabbrica.

Quel sentiero diventa un po’ più stretto, in salita, scivoloso. Allora il ricordo di chi ha faticato per noi, prima, può aiutare a renderlo meno difficoltoso.
Ci si prova almeno.
giovedì 5 febbraio 2026 6 vostri commenti

Ossigeno

A volte è così importante superare la tempesta per vedere la luce. 

Nonostante la fatica, nonostante quella luce possa essere effimera.

E quella fatica sembrare perenne.

Perché basta poco per far tornare il nero, così in bilico e fragili.

Allora è necessario fissarli quei momenti colorati, così quotidiani che si danno troppo per scontati. 

Troppo veloci, troppo lontani.

Ossigeno puro.

lunedì 26 gennaio 2026 3 vostri commenti

Nessuno è al sicuro

Le squadracce fasciste le cosiddette squadre d'azione, nacquero in Italia nel "ventennio" come formazioni paramilitari legate ai Fasci italiani di combattimento. Andavano in giro per le città ad uccidere, sequestrare, intimidire, picchiare a morte e sfasciare tutti quelli che erano secondo loro un "pericolo", chi praticava il dissenso, chi alzava la testa, giornalisti, gente pensante.

Puntavano in particolare i Rossi.

Ciò che è successo dopo per chi ha un po' di conoscenza storica è noto.

Ciò che sta succedendo in America è affare di tutti, nessuno è al sicuro ormai.
venerdì 16 gennaio 2026 1 vostri commenti

Gradini e sorrisi

Capita di scontrarsi con una vecchia foto di tanti anni fa. 

Così in questi giorni con scalini da affrontare sempre più faticosi mi è capitato di pensare alla meraviglia di chi sa donare sorrisi. Quelli veri, non forzati. Quelli naturali, che spontaneamente escono fuori, magari ad un semaforo mentre stai pensando ad una persona o ad una situazione in particolare. 

I sorrisi che ti accolgono, come era quello di mamma e di Anna. Come quello di Laura. Che ti risvegliano dandoti il buongiorno senza avere bisogno di parole, o che fanno sapere di esserci, sempre e comunque, come Sonia.

Nella vita ho imparato a sorridere e anche a piangere, non seguendo corsi, ma seguendo passi di chi ho avuto la fortuna di incontrare. Con la consapevolezza che anche dietro ad un sorriso ci può essere tristezza, ma anche ascolto. 

Spero di averne distribuito e continuare ad incrociarne altri, perché quando gli zigomi vanno in su è come se alzassero un sipario, dando inizio ad un meraviglioso spettacolo.

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