giovedì 24 dicembre 2015 20 vostri commenti

Stranalbero

E' vero è consumismo il Natale. E' vero spesso senti della gente al telefono che non incontri mai durante l'anno. E' vero ti arrivano messaggi con numeri non registrati in rubrica con i classici auguri ai quali si risponde con un predefinito. E' vero in alcuni casi arrivano dei regali imbarazzanti, tipo maglione con le renne.
Però il Natale a me piace, non so che farci. Probabilmente è il retaggio del passato, la tradizione che abbiamo sempre avuto in famiglia. Mio padre, comunista, che tira giù dei cristi mentre fa il cielo del presepe perché non sta su. Mia madre che circa un mese prima inizia a chiedere cosa mettere nel menù in formato gigante. Mia nonna che si mangia 50 ravioli con il touccu alla genovese.
Ho ancora in mente quando io e mio fratello andavamo a letto la sera del 24 con l'ansia per un uomo che da lì a poco sarebbe passato da un camino, che non avevamo, o da una finestra, sempre chiusa, per portarci i regali.
Era una magia. Ci alzavamo alle 4 per vedere i regali e non c'erano... poi alle 5 e non c'erano... poi alle 7 come per magia erano tutti in fila nella sala sotto l'albero.
Per non parlare di quell'anno in cui mio fratello aveva scoperto che papà e mamma erano babbo natale andando alla ricerca dei regali in tutta la casa.
Non ricordo quando mi comunicarono la triste notizia, non so la reazione ma sono sopravvissuto.
Però devo dire che ancora adesso, ogni tanto, la sera del 24 un'occhiata magari la vado a dare di là non si sa mai. Poi adesso tocca a me gestire la favola per Greta.
Quindi buone feste a tutti laiche o religiose che siano. 
Per non essere da meno pubblico anche io la foto di un albero di Natale, un po' "strano", uno stranalbero come dice un grande amico scomparso, per ricordare quello che sta succedendo in Liguria a chi tutto l'anno si ricorda degli altri e si vede tagliare i fondi da una regione che invece di portare i doni li toglie ai più deboli.
giovedì 3 dicembre 2015 24 vostri commenti

Come ti cancello il sociale

Da parecchi anni collaboro col Teatro dell'Ortica di Genova. Un teatro sociale, uno di quelli che operano nei quartieri più difficili, che fa laboratorio con pazienti psichiatrici segnalati dalla salute mentale spesso dimenticati dalle istituzioni, laboratori teatrali con i carcerati in collaborazione con scuole elementari e medie per creare spettacoli in cui i detenuti e i bambini recitano assieme. Poi ancora laboratori con i ragazzi down, iniziative per la tutela delle donne che subiscono violenze, oltre alla stagione teatrale ed ai vari corsi di teatroterapia. Un luogo che per molti è una casa.
Ecco tutto questo rischia di sparire. 
Perché?
La domanda andrebbe posta alla Regione Liguria, che ha cancellato in un solo colpo tutti i finanziamenti, stiamo parlando di cifre irrisorie 20mila euro all'anno, che servivano per portare avanti il laboratorio Stranità (psichiatria), quello del carcere e quello sulla violenza sulle donne. Oltre a noi hanno pensato bene di non finanziarie anche un laboratorio interculturale e Music for Peace che si occupa di aiuti umanitari.
Abbiamo domandato perché. Risposte? Zero. O meglio una lettera con 5 righe in numero in cui si dice che "pur riconoscendo la validità dei progetti non si finanziano". Poi porte sbattute in faccia, telefoni che squillano a vuoto, e un assessore Ilaria Cavo, già quella dei plastici di Porta Porta, che si dovrebbe occupare del sociale che tramite i giornali fa sapere che la colpa è di quelli che c'erano prima, che lei ha solamente gestito quello che c'era e dato i soldi ai trasporti per disabili.
Fare una classifica sui bisogni è pericolosissimo, dire  a questi si e a questi no, ci pone ricordi nella mente che fanno rabbrividire. Tutti hanno diritto a questi finanziamenti soprattuto in situazioni in cui i soldi vengono spesi per altro. La sede della Regione Liguria costa parecchi euro all'anno, il signor Toti governatore, quello che pensava che Novi Ligure fosse in Liguria,  pare si stia facendo una nuova sala per il costo di 35mila euro per non parlare della sua auto blu... potrei andare avanti ma evito altrimenti rischio di sembrare grillino.
Noi lotteremo, andremo avanti, stiamo cercando come sempre forme di protesta che si basano sulla creatività sull'uso delle parole che queste persone non ci porteranno mai via. Inoltre stiamo cercando anche metodi di autofinanziamento, persone che magari dall'alto dei loro conti correnti potrebbero dare una mano a dei progetti che alla fine fanno risparmiare soldi alla comunità.
Potete seguire la vicenda tramite il nostro profilo Facebook, se avete da segnalare qualcosa, ogni consiglio è ben accetto.

giovedì 26 novembre 2015 27 vostri commenti

Cerco un posto

Cerco un posto dove non si attacchino le sedi della Caritas lasciando scritte fasciste e razziste, dove non si parli di Ius soli e "nostro sacro suolo natio".
Cerco un posto dove i ragazzi non si suicidano perché spinti ad una perfezione alla quale non possono arrivare.
Cerco un posto dove non ci siano 875milioni di armi in mano ai civili.
Cerco un posto dove non si promettano soldi ai ragazzi per nascondere una politica che se ne frega di loro e che invece gli sta togliendo il futuro.
Cerco un posto dove le attività di un teatro che si occupa di carcere, psichiatria, violenza sulle donne e disabilità non vengano tagliate dalle Regioni.
Cerco un posto dove se hai bisogno di cure non si debba sperare di conoscere "qualcuno".
Cerco un posto dove la scuola non debba elemosinare per poter andare avanti e dove la parola insegnamento venga messa su un piedistallo e sorretta.
Cerco un posto dove la gente usi di più il NOI piuttosto che l'IO.
Cerco un posto dove non ci siano cattivi maestri e alunni fantasma.
Cerco un posto dove si dia spazio alla vita quotidiana delle persone e non che sia una minuscola parte incastrata in ore di lavoro.
Cerco un posto dove la parola comunità abbia ancora un senso.
Cerco un posto dove la nuvola si cerca in cielo e non sullo schermo di un telefonino.
Cerco un posto dove si ritorni a fare la fila per una telefonata.
Cerco un posto dove ci si possa fermare davanti ad un vetrina per leggere la prima pagina di un giornale e non l'ultimo modello di scarpe.
Cerco un posto dove non bisogna scrivere su un tabellone che la velocità sulle strade uccide.
Cerco un posto dove se la vogliono la guerra se la vadano a fare i capi di stato in duello, uno contro uno.
Cerco un posto dove la storia non è quella cosa noiosa da leggere velocemente prima di guardare l'ultima puntata di Xfactor.
Cerco un posto dove non chiudano librerie, giornali e dove ci siano code per entrare in biblioteca non al Black Friday.
Cerco un posto e non con google maps, ma con la cartina che non si sa mai come ripiegare.
Cerco un posto dove a 65 anni non si debba ancora cercare un lavoro per arrivare a fine mese.
Lo cerco e se lo trovo non lo Twitterò, casomai ci si vede al solito posto che ognuno di noi ha nella propria città.

domenica 15 novembre 2015 20 vostri commenti

Due strade

Ho appena finito di scorrere le foto di alcune delle vittime dell'attentato di Parigi. Mi capita spesso di farlo per altri fatti che purtroppo accompagnano la nostra esistenza ma sono più lontani da noi, e quindi per molti inesistenti. Non ho twittato né postato niente sui social perché ritengo la morte un fatto privato talmente doloroso da avvicinare in punta di piedi.
Vite spezzate, sogni, pensieri troncati in una folle serata di violenza. Giovani donne e uomini che hanno visto morire i propri compagni, amici e fidanzati davanti ai proprio occhi. Uomini e donne di tutte le nazionalità e religioni, aggiungerei.
Difficile fare analisi dopo il dolore, ma credo sia giusto ricordarsi che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, purtroppo, nel mondo viene ucciso qualcuno. La differenza sta nel fatto che spesso è lontano da noi, e spesso non è in occidente.
Due sono le strade che in questo momento il pensiero prende. Il dolore per un fatto privato come è la morte di una persona cara e la perdita di una giovane vita, che indurrebbe solamente a fare silenzio.
Poi la strada del ragionamento su quanto è successo, sugli sciacalli che vivono solamente per twittare pochi secondi dopo per apparire e fare propaganda, su quelli che si ricordano della violenza solamente quando ci sono fatti del genere, su quelli che di solito giocano a Candy Crash invece di leggere e documentarsi ma sono i primi a cambiare profilo su Facebook mettendo la bandiera della Francia, su quelli che ogni volta tirano fuori l'esempio della Fallaci senza aver aperto, probabilmente, un suo libro, su quelli che dicono di "mandare via tutti i mussulmani" senza accorgersi che anche qualche vittima lo era, sui nuovi "nemici" che compaiono per permettere al sopravvivenza di qualcuno, sulle armi che l'occidente e su quelli che riescono anche a chiedere la chiusura di Emergency. 
Poi è buio e dolore per quelle famiglie che hanno perso qualcuno.
Per quelle che ogni giorno perdono qualcuno per colpa dell'odio, della violenza e dell'unico dio che conoscono il denaro.
Per quelle che li perderanno, purtroppo, quando la macchina della guerra sarà troppo difficile da fermare.

lunedì 9 novembre 2015 19 vostri commenti

Più che tagli... copia e incolla.

Oggi mi sono alzato con un pensiero in testa, oltre al sonno incredibile.
Non era questo governo quello che avrebbe dovuto tagliare le spese inutili e gli stipendi delle caste?
Magari mi sbaglio ma mi sembra di ricordare il non eletto fiorentino in giro per il paese, paonazzo, a promettere taglia a destra e a sinistra.
Bene.
Anzi, male. Perché nella legge di stabilità non c'è nulla di tutto questo, la barca italiana con tanto di buchi continua nella sua direzione. Vengono esclusi dai tagli i dirigenti pubblici nominati dalla politica, ma guarda un po', assieme ad altre figure non contrattualizzate come prefetti, diplomatici, docenti universitari, dirigenti degli uffici giudiziari, dell'area della dirigenza medica, delle Città Metropolitane e udite udite... delle Province "adibiti all'esercizio di funzioni fondamentali".
E meno male che dovevano eliminarle le province.
giovedì 5 novembre 2015 21 vostri commenti

Figlio unico

Pare che in Cina a partire da quest'anno si possa di nuovo parlare di fratelli e sorelle.
Già perché dal 1979 è in atto la politica del figlio unico, nome che ci fa venire in mente la peggiore distopia orwelliana.
Una cosa del genere per noi, "abituati" alla democrazia, suona come una follia ma purtroppo si tratta di realtà per alcuni stati che spesso dimentichiamo essere delle dittature.
36 anni di impossibilità di scelta, di famiglia imposta per una decisione così intima e personale che non dovrebbe mai rientrare nelle strategie di un governo.
Storicamente i regimi totalitari hanno sempre amato prendere decisioni al posto dell'individuo, entrare nelle case delle persone, magari giustificando tali provvedimenti per questioni economiche o di stato.
A volte, davvero, avere un fratello o una sorella non è una cosa scontata.

sabato 31 ottobre 2015 7 vostri commenti

Un altro panino Al

Quante merende fatte davanti a quelle puntate in cui Fonzie, Potsie, Ralph Malph, Ricky Cunningham e gli altri ordinavano panini nel suo locale. Fonzie poi lì dentro ci viveva prendendo a pugni il juke box facendo partire il pezzo del momento, chiaramente un lento da ballare a stretto contatto con qualche bella ragazza.
Spesso la puntata finiva con Al, il proprietario di Arnold il mitico locale, che lasciava a qualcuno dei ragazzi il locale da chiudere, ormai ci aveva rinunciato e poi a Fonzie non si poteva mica comandare.
Oggi Al, il suo vero nome Al Molinaro, ci ha lasciato con i suoi 96 anni, il pensiero corre veloce a quegli anni meravigliosi, quando aspettavamo la sigla e la ballavamo, quando nei bar provavamo anche noi a mettere musica come Fonzie, noi che alla fine eravamo più come Ricky.
Il locale lo chiudiamo noi tranquillo Al.
giovedì 22 ottobre 2015 20 vostri commenti

ConTanti evasori

Lui è un uomo tutto d'un pezzo. Lui non cambia idea e va avanti. 
Lui, "berlusconianamene" parlando vuole mettere di nuovo i soldi in tasca agli italiani, perché non devono essere tristi, devono avere fiducia e spendere.
Quindi che cosa fare?
Innalzare il limite di spesa in contanti. 3000 euro.
Se il vostro conto corrente è al limite del rosso non ci sono problemi, la cosa importante è avere fiducia e sapere che potete spendere in contanti fino a 3000 euro.
Il fatto che in questo paese c'è un'evasione fiscale imbarazzante è un altro discorso, non vi preoccupate che intanto ci sono sempre quelli che "berlusconianamente" parlando i soldi li mettono per le tasse.

martedì 20 ottobre 2015 24 vostri commenti

Più cemento per tutti


Effettivamente in Liguria abbiamo troppi parchi, diciamocelo. Credo proprio che la mia Regione, con la R maiuscola, abbia bisogno di una mega colata di cemento, magari si potrebbero mettere anche dei caselli per far pagare il passaggio alla fauna locale.
La regione, rigorosamente minuscola, nella figura del suo presidente Toti ha finalmente detto cosa vuol fare contro il dissesto del territorio. Sono pronte armate di muratori con secchi di calcestruzzo e cappello di carta sulla testa. 
I cinghiali sono avvisati, niente più scorribande per le città il cemento glielo portiamo noi a casa, frane comprese.
Prossimo obiettivo mettere un tappo di ghisa contro le alluvioni del Bisagno.
mercoledì 14 ottobre 2015 15 vostri commenti

Si selfie chi può

Un uomo in difficoltà economiche, disperato, magari anche con delle colpe, ma non è questo il punto. Il problema è che quest'uomo non è seduto in un ufficio e nemmeno in piedi dentro un bar, non sta passeggiando, né fumando.
E' in bilico.
Sul cornicione del ponte monumentale di Genova, in via XX settembre, una delle vie più importanti.
Vuole essere ascoltato, rivuole il suo furgone pare sequestrato per irregolarità amministrative, ma non è nemmeno questo il punto.
Ciò che colpisce, come sempre in queste situazioni, è la folla che si è formata sotto il ponte, come se fosse un concerto rock, transenne e polizia, manca solamente l'ambulante che vende bibite.
Ritorna alla mente la tragedia del povero Alfredino caduto nel pozzo nel 1981, quando la televisione scoprì la tragedia e l'Italia intera fu testimone della morte in diretta.
Quell'uomo è sempre sul cornicione. Sotto non vede occhi o mani che lo invitano a scendere, magari qualcuno c'è ma è in minoranza, ma cellulari di diverse marche pronti a scattare una foto da mettere subito su un social, oppure un selfie per sentirsi fighi. Pronti ad aspettare cosa poi? La morte di un uomo o la salvezza?
Quell'uomo è sceso poi ma ha aspettato solamente qualche giorno per scavalcare il muretto e salite nuovamente sul cornicione cercando ascolto e comprensione, trovando solamente troppi touchscreen di ultima generazione.
venerdì 9 ottobre 2015 18 vostri commenti

Mostro Marino

Oggi è il 9 ottobre. Una data importante e triste perché torna alla mente la tragedia del Vajont. Una specie di spartiacque per la nostra Repubblica, un avviso per quello che poi saremmo diventati. E' anche il giorno della morte del Che, un assassinio voluto dalla Cia per soffocare, invece crearono un mito, il vento di liberazione che Ernesto Guevara stava portando in giro per l'America Latina.
Oggi è anche il Marino day after.
Premetto che non sono un fan dell'ormai ex sindaco, e se abitassi a Roma non lo avrei votato, ma questo non c'entra. Aggiungo anche che come molti all'inizio di questa vicenda mi sono poco documentato lasciandomi andare a considerazioni sbagliate.
Leggendo mi sono fatto un'idea di tutta questa faccenda, che sia chiaro potrebbe anche essere sbagliata. Marino ha raggiungo un record invidiabile, praticamente aveva contro tutti, forse all'appello mancava il principe ereditario del Liechtenstein.
Destra, centro sinistra, Grillini, ex grillini, fascisti della prima e dell'ultim'ora, democristiani, ex comunisti, finti comunisti, pretini, prelati e capi di stato in abito bianco... tutti contro di lui.
Ecco viene da pensare che se uno ha tutti contro o è davvero il mostro di Lockness oppure qualche sospetto forse bisogna farselo venire.
Tornano alla mente molte cose... la posizione di Marino rispetto ai temi tanto odiati dal Vaticano, gli sgarbi di Marino alla "famiglie" importanti di Roma, i rapporti con Renzi. Per non parlare del Giubileo alle porte che vorrà dire per i pochi eletti tanti tanti soldi da dividere.
Ieri sembrava di essere immersi tra le pagine di Romanzo Criminale, ascoltando le parole di Libero sussurrate al freddo... "se semo ripresi Roma".
martedì 6 ottobre 2015 17 vostri commenti

Abbiamo perso la camicia


Lo sapete sono un non violento. Però credo che ci siano dei limiti nella vita oltre i quali davvero si debba reagire e fare qualcosa. Di solito, bisogna dirlo, questi esempi non arrivano mai dal nostro paese dove per riempire le piazze bisogna aspettare il mondiale vinto dalla nazionale o un concerto gratuito.
Questo signore nella foto è il responsabile delle risorse umane, titolo che mi fa già rabbrividire, della Air France. Assieme al direttore generale aveva appena comunicato il taglio di 2900 LAVORATORI dell'azienda. La reazione dei dipendenti ormai la sapete, manager in fuga, vestiti strappati e poi questa triste foto in cui si vede la reale dimensione di un uomo che riesce ad essere solamente forte al riparo nel suo ufficio dove con il click di un tasto può cancellare la vita di 3mila persone.
Perché se di violenza dobbiamo parlare, dobbiamo farlo anche di quella che tutti i giorni i lavoratori devono subire sui posti di lavoro, con orari assurdi e paghe imbarazzanti (non parlo solo dell'Italia), della violenza che milioni di disoccupati e precari devono subire dopo l'ennesimo rifiuto di un curriculum o di una proposta di lavoro indecente che devi prendere per forza "perchè non puoi lamentarti" ti dicono.
Guardando in casa nostra, sono passati in sordina troppi licenziamenti, abbiamo lasciato le piazze vuote, dando sfogo alle chiacchiere che una volta erano da bar e adesso sono quelle fatte in rete. 
Esistono posizioni sui luoghi di lavoro che a prescindere dalla crisi sono sempre al sole, stipendi e premi che troppi manager, anche pubblici, si portano a casa mentre all'ultimo dei lavoratori viene chiesto di fare sacrifici.
Quell'uomo in fuga senza camicia rappresenta un po' la nostra situazione, solamente che al posto del manager senza camicia potremmo esserci noi inseguiti da chi ci ha preceduto e conquistato i diritti per i quali noi abbiamo smesso di lottare.
lunedì 5 ottobre 2015 9 vostri commenti

Per chi suona la campana?

"Siamo orgogliosi".
Lo dice Marina Berlusconi, e noi incassiamo l'ennesimo colpo nel mondo della comunicazione. Da oggi, sempre che l'Antitrust avalli l'accordo, il 40% circa del mercato librario sarà in mano ad Arcore. Ognuno ne tragga le sue conclusioni. Questo è il dato certo che si va a sommare ad una situazione anomala nelle rete televisiva ormai da anni e mai risolta.
127,5 milioni di euro, una sorta di palazzo di Paperon dei Paperoni in pratica che sarà portata a Rcs, viene anche da domandarsi dove prenda in continuazione tutti questi soldi, ma il tempo delle domande, dei cortei, dei girotondini e dell'indignazione sembra passato, ora con questa gente chi si fa chiamare centro sinistra ci va a pranzo e cena per non dire altro. 
La cosa che fa sorridere è che coloro che sostengono la libera concorrenza e il mercato sono poi quelli che puntano a creare dei monopoli privati, con tanto di occhiolino da parte delle stato e del governo di turno.
La campana è suonata per Rizzoli, ma non solo.

venerdì 2 ottobre 2015 20 vostri commenti

I soliti svedesi comunisti

Ma lavorare meno lavorare tutti non lo dicevano i comunisti radicali?
La mia memoria inizia a tradirmi, il presente invece dice che i paese scandinavi come sempre sono avanti anni luce. Parlano di Felicità, di riappropriazione del proprio tempo, di ottimizzazione.
Noi siamo fermi allo straordinario sottopagato, alle 40 ore settimanali, ai progetti di welfare che cercano di coprire una società che se ne frega della famiglia, alla giornata che per un terzo uno passa sul proprio posto di lavoro.
In Svezia sembra che il vento spiri verso un lavoro più a misura d'uomo, con qualche accorgimento da portare alla giornata lavorativa come ad esempio niente Social Network in ufficio, meno pause (non quella pranzo chiaramente), riunioni ridotte al minimo (da noi si fa già e ci fanno lavorare di più però).
Lo stanno sperimentando anche aziende non proprio piccole come la Toyota, o altre più piccole come la Filimundus e la Feldt, e anche alcune case di riposo.
Risultato? Lavoratori più sereni, più produttivi e in gradi di gestire meglio la propria vita privata.
Per non parlare del fatto che in questa maniera i posti di lavoro potrebbero aumentare, portando beneficio per tutti (condizione sociale, consumi, benessere, erario etc...)
Non incominciamo con la storia che in Svezia sono meno di noi e certe cose si possono fare, balle.
Qui abbiamo il Job Act.
Chiediamo forse troppo?
giovedì 1 ottobre 2015 8 vostri commenti

Ma dove vivi?

Question Time please.
"Se c’è da cambiare qualcosa siamo pronti, c’è una disponibilità totale a discutere. Ma questa è la base di partenza, non raccontiamo che siamo in presenza di tagli perché l’unico settore dove si sta incrementando è la sanità"
Da rinominare Cazzate Time e scusate il francesismo ma quando si parla di sanità sinceramente non ci vedo più.
Io non so dove viva Renzi ma probabilmente un giretto negli ospedali italiani non lo fa da tanto tempo, e non solo dovrebbe anche andare in giro per le Residenze protette e i centri diurni dove si fanno salti mortali per far accettare alle ASL inserimenti di disabili perché i signori direttori vogliono prendere i premi di produzioni grazie ai tagli delle Regioni e non solo.
Se vogliamo entrare poi nel merito dovremmo parlare di quello che potrebbero causare questi tagli, insicurezza nelle decisioni dei medici e cure inaccessibili per molti. E' singolare, ma nemmeno tanto, che quando si parla di risparmiare cadano sempre nel calderone servizi che riguardano il cittadino.
La Salute come l'istruzione e altro dovrebbero essere le colonne di una società civile, invece stanno diventando la base fatta di sabbie mobili dove stiamo sprofondano lentamente mentre sul bordo vediamo questo giocoliere che usa le parole come fossero scatole magiche.
In questo paese stanno incrementando gli investimenti nella sanità, incredibile, probabilmente si sta riferendo agli stipendi dei Primari e dei direttori. 

lunedì 28 settembre 2015 23 vostri commenti

Sempre più soli

Aveva ragione Pietro Ingrao, indignarsi non basta.
In questi anni non lo abbiamo ascoltato, o forse troppo poco. Lui che si è sempre domandato nella sua vita cosa poteva fare di fronte ad un'ingiustizia e noi fermi ad aspettare che altri facessero o ci indicassero dove andare.
Ora è tempo di masse sempre più spaventate, di individualismo che prevale mettendo da parte i concetti di collettività e di comunità. In questi giorni assisteremo alle lacrime di coccodrillo che coloro che si spacciano per politici utilizzeranno per Ingrao, a partire dal premier Renzi pronto a rilasciare la sua dichiarazione... A tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne ha fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese.
100 anni di politica anche nell'ultimo periodo in cui le forze erano sempre di meno e molti insegnamenti che dovremo tenere stretti, come quello indirizzato ai giovani.
"Pratica il dubbio ogni volta che l’agire collettivo contrasta col tuo sforzo di essere libero"
Uomo d'altri tempi in cui compagno voleva dire qualcosa.


mercoledì 23 settembre 2015 14 vostri commenti

ApProfitto

"Dobbiamo fare un profitto!"
Questa potrebbe essere la frase adatta a rappresentare la nostra società. A dirla è Martin Shkreli il CEO, tradotto il capo, della Turing Pharmaceuticals start-up farmaceutica che in agosto ha comprato il medicinale Daraprim, farmaco che serve a curare Aids, malaria e toxoplasmosi negli Stati Uniti.
Si potrebbe pensare ad un dinosauro dell'economia e invece no si tratta di un 32enne., quando si dice largo ai giovani.
Domanda stupida la mia. Ma come è possibile che un farmaco che serve a curare una malattia come l'AIDS sia ancora in mano a privati?  A cosa servono le migliaia di raccolte di fondi per la ricerca se poi i farmaci che si trovano vanno ad aumentare le casse di pochi personaggi come questo?
Lo so sto pensando ad un mondo impossibile dove un farmaco non costi 750 dollari (prima ne costava 13,5), dove un brevetto di una medicina vitale diventi di dominio pubblico,  dove uno che incrementa del 5000% un farmaco per la vita passi il resto dei suoi giorni in prigione.
I sogni rimangono tali quando il profitto domina.

lunedì 21 settembre 2015 17 vostri commenti

Politica del carro

Le urne si sono chiuse, verrebbe da direi nuovamente, in Grecia. Ancora una volta il popolo greco si è espresso a favore di Tsipras.
Lo ripeto, credo che si debba imparare dall'orgoglio dei greci uniti nel dire no alle politiche europee di marca tedesca e all'egemonia delle Merkel.
Altro appunto da segnare è il fatto che dire cose di sinistra non è poi così impossibile, i problemi che ci sono nel mondo possono essere affrontati con soluzioni di sinistra, i danni di questo tipo di capitalismo sono sotto gli occhi di tutti. Dalle nostre parti però si continua ad andare da verso altre direzioni, anzi si va un po' ovunque seguendo il vecchio metodo democristiano.
Ora mi auguro che certa gente abbia il buon gusto di non esultare per la vittoria di Tsipras, qui da noi coloro che dicono di essere di centro-sinistra sono arrivati anche a criticare chi fa sciopero, perché fondamentalmente vorrebbero negare anche quello.
Il carro greco è partito, non so dove porterà e se riuscirà a risolvere la situazione, ma ho già ben presente chi tenterà di salirci sopra.
martedì 15 settembre 2015 21 vostri commenti

Don Pino

La mia reazione non la ricordo, sono sincero. Era l'ultimo anno delle superiori, il 1993, quello in cui occupammo la scuola, l'anno della politicizzazione, il più difficile per l'esame come spada di Damocle e il più triste perché in fondo lì ci stavamo bene.
Era il 15 settembre uno dei primi giorni di scuola e  arrivò la notizia. La Mafia, sempre lei, aveva ammazzato un prete. Uno di quelli di strada, uno di quelli che toglieva i bambini dalle mani di cosa nostra, che cercava di dare un futuro e fare vedere una via di speranza.
Don Pino Puglisi.
Quella sera due colpi di pistola alla nuca cercarono di chiudere per sempre quella luce che aveva acceso per qualcuno. Non ci riuscirono, perché il testimone poi venne preso in mano da altri, anche loro soli come spesso lo fu Don Pino. Un prete scomodo non solo alla mafia.
Qualcosa in fondo insegnò anche a noi piccoli estremisti di quel tempo sempre pronti a criticare tutti i preti.
giovedì 10 settembre 2015 23 vostri commenti

Cattedre folli

Non sono un giurista e spesso davvero fatico a capire la legge.
Oggi leggo le dichiarazioni di Giovanni Scattone... "non sono più sereno, rinuncio alla cattedra". Non ero neppure a conoscenza del fatto che gli avessero assegnato l'incarico, anche perché ero rimasto al punto della storia in cui veniva condannato per l'omicidio della povera Marta Russo.
Ora sia chiaro entrare nel merito di queste vicende è sempre difficile, ma mi domando come si possa assegnare una cattedra universitaria di psicologia ad un uomo condannato per l'omicidio di una studentessa. 
Ricordo ancora quei giorni del 1997, avevo 22 anni e andavo proprio all'università. Ho ancora in mente la paura e l'ansia di quei giorni.
Il caso in passato era ritornato alle cronache per il fatto che Scattone aveva ripreso ad insegnare proprio nell'ex liceo di Marta Russo.
Funziona così, la famiglia oltre al dolore della perdita di una figlia in questi anni ha dovuto sopportare questi ulteriori affronti.

venerdì 4 settembre 2015 24 vostri commenti

Dimenticati!

Il mondo, il web e i nostri pensieri in questo momento si stanno dividendo sulla necessità di pubblicare la foto del bambino annegato.
Lo dico francamente, non so dove stia la ragione, io non l'avrei pubblicata. Ho visto quella foto e non riesco a togliermela dalla testa, come non possono sfuggire alla mente altre immagini del passato. 
Il punto è proprio questo. Dimentichiamo tutto troppo facilmente, le stragi in mare ormai sono all'ordine del giorno e le immagini dei treni e dei camion pieni di braccia che chiedono aiuto stanno facendo il giro del mondo.
Purtroppo passeranno anche queste foto e di Aylan e Galib, così si chiamavano i due fratellini, non si parlerà più. Gli indignati del momento, quelli che magari il giorno prima si lamentavano dei troppi immigrati per strada, ricominceranno la loro vita, tra una predica del prete e l'altra voltandosi dall'altra parte all'uscita della chiesa e annuendo ai discorsi di Salvini.
"Mi sono scivolati dalle braccia" questo ha dichiarato il padre dei bambini, a noi sta scivolando l'umanità lasciando l'occidente, che spesso bombarda quei paesi, solo nella proprio individualismo. 
Perché i muri più difficili da abbattere spesso stanno nei cervelli degli uomini.
giovedì 3 settembre 2015 3 vostri commenti

Passi lenti

Scrivere questa cosa proprio qui  probabilmente potrebbe far sorridere. Ma a volte capitano cose che portano a riflessioni, anche semplici, ma pur sempre riflessioni.
Lo scooter dal meccanico offre inaspettatamente la possibilità di fare un bel po' di strada a piedi, assaporare la lentezza dei passi, senza la frenesia del traffico, i clacson, l'inveire contro quello davanti che va a 20 all'ora, insultare quello che non mette la freccia o fare la faccia brutta al passante che spunta all'improvviso tra due macchine.
Ieri mi sono gustato per due ore la mia città, cercando anche di tirare su il naso, perché spesso osserviamo solamente quello che è alla nostra altezza o nel mio caso ciò che spunta dal casco.
Non so se camminare, come diceva Chatwin, "può guarire il mondo dai suoi mali", so però che un mio grande amico diceva che così poteva stare vicino davvero alle cose, godere dello spazio e pensare.
Chissà magari sono i giorni che abbiamo passato in montagna che mi portano a fare questi discorsi o magari è solamente la voglia di lentezza e il piacere dell'assenza della frenesia.
martedì 4 agosto 2015 31 vostri commenti

Un anno

Eccoci qua. Esattamente un anno fa a quest'ora e questo minuto ti tenevo tra le braccia dopo aver esclamato più di una volta "che meraviglia!". E diventavo papà.
Il mio sguardo che continuava a posarsi un po' su di te e sugli occhi belli e stanchi di tua mamma.
La sera prima, ancora inconsapevoli, io e tua madre ci siamo mangiati un bel po' di focacette al formaggio e poi, chissà perché, abbiamo deciso di prendere la culla dai nonni e portarla a casa.
A mezzanotte mentre stavo leggendo il diario di Kafka (ahhhhh) ricordo ancora quella voce "ho sentito un movimento strano", cinque minuti dopo ancora, e poi ancora. 
Tranquilli cronometro alla mano per capire quanto passava da una contrazione all'altra... 10 minuti poi verso le due 30 minuti, quasi convinti di un falso allarme, poi di nuovo 10 minuti e poi alle 5 del mattino di corsa in ospedale, con tuo papà alla guida della macchina per la prima volta.
Poi le parole della dottoressa... "ma no tornate a casa tranquilli"... poi invece il ripensamento... "facciamo così fatevi un giro qui vicino e poi tornate"... siamo rimasti in sala d'attesa e infatti meno di un'ora dopo ricovero.
Il resto l'ha fatto tutto la tua splendida mamma, io ho cercato di stare tranquillo fino alle 15.15 quando l'ostetrica ha urlato venga papààà presto, mi ero appena seduto su una poltrona vicino al lettino. Della serie scatenate l'inferno.... una squadra di gente entrata all'improvviso, io con la maglia del Portogallo poi sei arrivata tu. E mi sembravi blu all'inizio e lunghissima. Non dimenticherò mai quel momento.
Qualche giorno dopo finalmente a casa, poche nanne e tante poppate. 
Da coppia che andava in giro per l'Italia in scooter per ritrovarsi ed innamorarsi ci siamo trasformati in genitori.
12 mesi di meraviglia, una continua scoperta del mondo tramite i tuoi occhi azzurri. 
Le ninne nanne più assurde, i balletti per farti ridere, il tuo sorriso con le canzoni rock, la lotta per metterti i vestitini, i pannolini, i giochini assurdi e difficili da montare, i primi vocalizzi, quel papà che hai detto qualche mese fa, quel mamma che dici nei momenti di difficoltà, le risate dentro al bagnetto, la prima doccia insieme, i ruttini, l'uscita della famiglia, la prima volta in macchina, l'ansia per le gattonate e le testate, le coccole per farti passare le coliche che per fortuna non hai più, la prima volta in autobus con i nonni, i tuoi amici pupazzi, quei 7 dentini che spuntano ogni volta che ridi, le nostre litigate, la notte che ti sei alzata in piedi nel lettino e hai preso il telefonino di mamma... e tanto altro.
Continuiamo a scoprirci insieme, io papà, la mamma e te come figlia. Ci hai cambiato la vita, era già bella l'hai resa speciale. Purtroppo in questi mesi hai perso due persone che ti volevano bene, la tua cara nonna materna e un amico vero, il tuo sorriso ci sta aiutando a superare questo momento terribile. Ti racconteremo quanto ti volevano bene, e continueremo a scrivere la nostra storia amore mio. Spero di essere sempre all'altezza della situazione e di non deluderti mai.
Auguri Greta, tuo papà.
martedì 14 luglio 2015 20 vostri commenti

Note educative

In questi mesi di paternità mi sono domandato parecchie cose. Ultimamente la domanda che mi passa per la testa è... ma cosa fumavano gli autori delle canzoni dei bambini?
Ad esempio...

tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore il dottore s'ammalò ambarabaciccicoccò

...parliamone. Le civette che fanno l'amore con la figlia del dottore non mi sembra un ottimo esempio da proporre. Ma non finisce qui perché...

Oh! bella, bella, bella, la storiella del cacciatore che si mise a far l'amore con la cornacchia del Canadà

...eh dai ancora con questa promiscuità. Ma per non farci mancare niente abbiamo anche la filastrocca in versione Quentin Tarantino...

E cinquecento cavalieri con la testa insanguinata con la spada sguainata indovina che cos’è. E sono, sono le ciliege! Sono, sono le ciliege. Sono, sono le ciliege che maturan nel giardin

...basta credo metterò i Sex Pistols, Ac/Dc e Poison, molto più educativi.

mercoledì 8 luglio 2015 22 vostri commenti

Accendete i cervelli


Le condizioni della Sanità ligure, ma potrei dire di buona parte del paese, sono note a tutti. La giunta Burlando targata Pd ha fatto i suoi danni tagliando servizi a destra e a sinistra,  chi lavora nel sociale come me sa di cosa parlo, quote asl bloccate per ingressi nelle residenze protette, tagli alla riabilitazione dei disabili adulti e minori, mentre i direttori delle Asl potevano vantare di premi di produzione legati ai tagli effettuati e potrei andare avanti.
Ancora prima la giunta Biasotti targata Forza Italia (perché non è vero che non hanno mai governato la Liguria) famosa per avere regalato corsi di informatica con tanto di computer agli anziani, aveva lasciato un buco che ancora oggi non si riesce a quantificare, oltre a spendere una marea di soldi per la nuova sede regionale.
Ora ci ritroviamo come assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale della Lega, che possiamo ammirare in una dimostrazione del suo curriculum per ricoprire il nuovo posto.
Naturalmente nessuna esperienza in ambito sanitario, trattasi del vecchio metodo di spartizione di cariche in stile democrazia cristiana, però se ci sarà da accendere una ruspa l'assessore probabilmente sarà la prima ad offrirsi.

lunedì 6 luglio 2015 22 vostri commenti

Lezioni greche

Dalla vicenda greca direi che portiamo a casa, per ora, parecchie lezioni.
Lezione numero 1
Qualcuno ha ridato un senso alla parola democrazia contrapponendosi all'arroganza dei burocrati di Bruxelles che trattano le persone come numeri e non come esseri umani dall'alto dei loro conti in banca.
Lezione numero 2
L'Europa è uscita allo scoperto mostrando a tutti il suo indirizzo capitalistico liberista senza freni mettendo dei veti alle ipotetiche politiche finanziarie di Tsipras che sarebbero state indirizzate verso chi i soldi li ha ancora e non verso i pensionati al minimo.
Lezione numero 3
Al posto della bandiera dell'Unione ormai bisognerebbe mettere quella tedesca visto che non si parla più di istituzioni europee ma solo delle voglie di Angela Merkel.
Lezione numero 4
L'Economia non è una scienza esatta. Già perché negli ultimi giorni abbiamo letto di tutto. Dal cataclisma che si sarebbe abbattuto dopo il NO, all'economia greca rilanciata in caso di SI, alla sopravvivenza solo fuori dall'Europa. Nemmeno i nobel hanno trovato un punto comune.
Lezioni numero 5
In Grecia ci si dimette anche vincendo. Infatti oggi leggiamo delle dimissioni di Varoufakis "per aiutare Tsipras nella trattativa".
Lezione numero 6
Tsipras è uno statista con le palle. Tiene duro con la Merkel, vince il referendum e poi per far vedere all'Europa che vuole ancora rimanere nell'unione con una trattativa seria chiede a Varoufakis di dimettersi, visto che non è apprezzato da Bruxelles.
Lezione numero 7
Il carro del vincitore ha le porte aperte... un po' di tempo fa in Italia al nome di Tsipras si sorrideva, qualcuno non lo conosceva nemmeno, ora per andare a festeggiare in Grecia ci sono anche viaggi organizzati dei nostri politici a 9 euro con pentole in regalo.
Lezione numero 8
Non siamo sudditi delle Germania, a loro si può dire anche no e la cancelliera di ferro potrebbe anche accorgersi che senza di loro si sopravvive
Lezione numero 9
E' più facile scrivere un hashtag su facebook per dire che si sta con la Grecia piuttosto che scendere in piazza quando serve e soprattutto non votare personaggi imbarazzanti
Lezione numero 10
Le immagini del popolo greco in festa portano a diverse reazioni. La prima è quella che ti fa dire  "cosa hanno da festeggiare!" poi dopo pochi secondi capisci che quello è il vero senso della democrazia, cioè un popolo che si esprime e si prende le sue responsabilità a differenza dei politici greci precedenti che hanno causato tutto questo. Da quelle immagini l'Europa unita dovrebbe ripartire non dai bilanci ne tanto meno da Angel Merkel.
venerdì 3 luglio 2015 18 vostri commenti

Europa Europa!



Un pensionato greco in lacrime davanti ad una banca in attesa di ritirare la propria pensione... nel Manifesto di Ventotene del 1944 in cui si chiedeva un'europa unita c'erano scritte cose del genere... "La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita"... ora al centro della vita europea ci sono parametri, percentuali, bilanci e conti là dove una volta si parlava di diritti.
Tempi lontani quelli in cui l'unione faceva breccia nei cuori della gente, quando anche in una trasmissione Rai bastava rispondere al telefono e urlare "Europa Europa!" per vincere dei soldi.
Quell'uomo potrebbe essere mio padre, potremmo essere noi.
giovedì 2 luglio 2015 18 vostri commenti

Questione di pelle

Questi sono argomenti davvero delicati che il più delle volte non dovrebbero nemmeno essere commentati. Ma quello che ultimamente sta succedendo in questo paese porta a fare una riflessione rispetto al caso dell'arresto del militare italiano accusato di aver violentato una  quindicenne a Roma.
Nessuna parola dai politici che sono soliti cavalcare l'ondata di indignazione quando ci si trova davanti a casi analoghi. 
Provate a pensare se l'arrestato fosse stato dell'est, oppure un migrante.
Avremmo letto dopo 2 secondi il tweet di quel personaggio di Salvini con le sue ruspe, avremmo ascoltato interviste per strada con gente urlante, avremmo titoloni sui giornali e servizi in prima serata con tanto di collegamento direttamente dal posto.
Questo è il nostro paese ora, anzi meglio dire gli italiani, che poi non sono una cosa astratta ma quelli che in questo momento abbiamo vicino magari, quelli con cui condividiamo feste e cene, quelli che nella pausa pranzo stanno davanti al bancone del bar indecisi sulla tazza grande o piccola.
Le ruspe per ora stanno nella testa di qualcuno e hanno portato via parecchi neuroni.
martedì 30 giugno 2015 15 vostri commenti

55 anni















30 giugno 1960...

...55 anni fa Genova cacciava i fascisti dalle sue strade, oggi...
lunedì 29 giugno 2015 20 vostri commenti

Démos Cràtos

"In questi tempi difficili, tutti noi dobbiamo ricordare che l’Europa è la casa comune di tutti i suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è, e rimarrà, parte integrante dell’Europa, e l’Europa parte integrante della Grecia. Ma un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza una bussola. Chiedo a tutti voi di agire con unità nazionale e compostezza, e di prendere una decisione degna. Per noi, per le generazioni future, per la storia greca. Per la sovranità e la dignità del nostro paese."

A prescindere da come la si pensi e dall'esito del referendum, in questi giorni la Grecia sta dando a tutto il mondo una lezione di democrazia.
Perché ultimamente, soprattutto dalle nostre parti, si gioca con il voto e si comanda senza avere nemmeno il mandato del popolo, ogni riferimento non è puramente casuale.
Qui invece abbiamo un premier, eletto, che ha cercato di negoziare con l'Europa anche andando contro una parte del proprio schieramento, sentendosi rispondere picche dai banchieri abbottonati di Bruxelles, non eletti da nessuno. 
Un premier che ora chiede al proprio popolo cosa deve fare, con la possibilità anche di ricevere una risposta diversa dalla propria idea.
Qui da noi questo discorso è difficile da comprendere.
martedì 23 giugno 2015 23 vostri commenti

Amor fati

Noi siamo e diventiamo quello che decidiamo.
Le porte che spesso si aprono e si chiudono davanti ai nostri occhi durante la nostra esistenza sono molte. A volte le varchiamo, altre ci giriamo da un'altra parte voltando ogni tanto la testa per vedere se c'è ancora qualcosa,  colti quasi dalla tentazione di tornare indietro.
Spesso queste occasioni, questi bivi, si ripresentano durante la nostra vita. Ex fidanzate che abbiamo lasciato o che ci hanno scaricato che rivediamo dopo anni, dandoci la possibilità di stupirci del fatto che non ci fanno più nessun effetto; oppure persone che ci ricordano cosa abbiamo fatto e magari ora non rifaremmo più.
A volte la mente rielabora il passato provando a giocare con lui, proiettandoci in un'esistenza che avremmo potuto vivere nel caso avessimo preso una determinata decisione.
Nella mia vita, come credo tutti noi, ho incontrato parecchie strade da prendere, molti bivi. Uno in particolare ha cambiato totalmente il corso dei miei anni, cioè non fare il militare. Non sto qui a raccontarvi tutto ma da quella scelta a cascata poi sono successi degli eventi e ho conosciuto persone che hanno cambiato totalmente la mia vita.
Amor fati quindi. Non so se il nostro destino è scritto, penso invece che si compia a seconda dei nostri passi fatti o non fatti, e senza essere un superuomo alla Nietzsche  la cosa importante è non avere rimpianti, ma ricordi.
martedì 16 giugno 2015 12 vostri commenti

Un amico vero

La vita alla fine è proprio questa, ti dona persone splendide e poi te le toglie.
Saluti un amico e il giorno dopo non c'è più. Ti lasci con delle cose in sospeso che dovrai fare insieme e poi invece niente.
A quasi 40 anni posso ormai dire che i veri amici sono davvero pochi, si contano davvero su una mano. Ho avuto la fortuna di conoscerti sempre di più fino a diventare amici veri... le nostre discussioni sui libri e tutti gli autori che ho conosciuto grazie a te... sul calcio quello di una volta però... e sulla vita ... le tue fotografie della nostra Genova... le risate davanti ad un magnifico risotto che adoravi tanto... la tua domanda mattutina per i problemi che avevi al computer... il tuo scetticismo sugli ebook e poi quel giorno in cui ti sei convinto e  abbiamo comprato insieme il reader... i tuoi abbracci veri... il tuo sorriso tutte le mattine quando entravo a lavorare capace di far incominciare bene la giornata a tutti... la felicità che esprimevi quando parlavi di tua figlia e della tua famiglia... quel tuo compleanno in cui la grappa non finiva più... il nostro ristorante che fantasticavamo di aprire, "L'orto", dove si doveva cucinare solamente le cose dell'orto...  e tante altre cose.
Amavi la montagna e purtroppo la montagna ti ha preso, dicevi che camminando lì ti godevi tutto.
Chiamavi Greta la tua nipotina... racconterò io a lei chi eri e che cosa rappresentavi per me, le dirò anche che per lei dopo 40 anni sei entrato in chiesa.
Tra me e te c'erano 20 anni di differenza, ma sembravamo compagni di classe.
Mi mancherai, in questo mondo persone come te ce ne sono sempre meno,  non ti dimenticherò.
Ciao Luciano.
lunedì 15 giugno 2015 8 vostri commenti

Moz Awards 2015

Oh mamma!!! 
And the winner is... Ernest!
E' la prima volta che prendo un premio come blogger, si tratta del Moz Awards 2015 come migliore blog sociale-politico 2015, tutto organizzato dal mitico Moz tramite il suo blog Moz O'Clock. Un sito che se non avete ancora scoperto siete pregati di farlo. Si trovano sempre spunti interessanti a 360° e si incontrano blogger che rendono viva la rete.
Nel frattempo mi tengo stretto questo premio perché diciamo la verità in generale ho vinto poco. Se ricordo bene anni fa vinsi un Pluto pupazzo grazie ad un concorso di ovetti kinder, è ancora in casa mia e mi guarda sconsolato ogni mattina prima di uscire di casa.
Poi grazie ad un sogno in cui leggevo sul giornale i risultati delle elezioni politiche portai a casa 1milione e 200 mila lire vincendo al lotto, mi comprai il mitico SI nero.
Come dimenticare poi quella volta in cui alla festa dell'unità (quella vera) alla tombola (non si chiamava bingo) vinsi uno scalda vivande, peccato che il presentatore urlò al microfono "venga a ritirare il premio signorina", avevo i capelli lunghissimi biondi ma delle gambe da calciatore. 
Ringrazio i lettori di Moz che mi hanno votato, essere letti fa sempre piacere, io amo scrivere e lo farei anche se mi leggesse una sola persona però se si possono avere dei compagni di viaggio è meglio. Nel mio blog butto giù inchiostro digitale postando le mie idee, alcune considerazioni a volte anche non solo di politica, senza la pretesa di avere la verità in bocca. 
Ora mi aspetto che Moz faccia come la Loren... apra la busta urlando... Erneeeeest!!
mercoledì 10 giugno 2015 21 vostri commenti

Generazione super tele

Ieri guardando mia figlia mi sono chiesto con che cosa giocherà quando sarà grande. La osservo nel box che gioca con niente facendomi tornare in mente il nostro modo di divertirci.
Costruivamo la situazione trasformando la realtà in teatro. Già da piccoli diventavamo registi di noi stessi e a volte dei nostri amici, c'erano  i primi attori e le comparse, cioè quelli che partecipavano poco e  non si occupavano troppo dell'allestimento.
Ricordo le ore passate a creare le battaglie con i soldatini quando il tempo della preparazione superava di gran lunga il gioco stesso, quando con un metro rubato dalla dispensa di papà si simulavano nordisti e sudisti, quando il sotto della scrivania diventava una tenda e le partite a Subbuteo erano la nostra Champions.
Poi il pallone. Prima il Super Tele, rigorosamente blu, a volte rosso, con un rimbalzo incredibile e l'inconfondibile rumore secco per terra. Calciare quella palla era come giocare al gratta e vinci, non si sapeva mai come sarebbe andata a finire. Una traiettoria che neanche il più moderno dei navigatori avrebbe potuto indovinare. Da sgonfio invece era meraviglioso per noi quasi il pallone della Fifa.
Il livello successivo era il Tango. Spicchi neri e bianchi, plastica dura e rumore quasi da molla. Il dolore che si provava quando lo si prendeva in faccia o su una gamba era equiparabile a quello della sconfitta con gli avversari di sempre.
Maglioni per terra, felpe o magliette a fare le porte, conteggi pazzi e risultati infiniti.
Niente prova tv.
Quando il touch era solo una parte del titolo di una canzone di Samanta Fox.

lunedì 8 giugno 2015 16 vostri commenti

Che sbadato...

...mi sono accorto di non avere ancora scritto niente sulle elezioni regionali. Il motivo? Probabilmente perché alla fine non è cambiato quasi niente in Liguria. Ormai il partito di maggioranza è quello dei non votanti.
Il quasi è d'obbligo perché si passa dalla gestione Burlando a quella dell'ex conduttore di Lucignolo, Studio aperto e Tg4. Mancano le meteorine e poi siamo al completo. 
Qui il Pd ha dato sfogo a tutta la propria arroganza presentando Raffaella Paita come candidata, ex assessore alla protezione civile della giunta regionale Burlando che durante i giorni dell'ultima terribile alluvione non si trovava nemmeno su Google. Sia chiaro le colpe del dissesto del territorio non sono solo della candidata del pd, vengono da lontano, anche da gestioni passate. 
Credo però che questo sia un esempio di come il pd e Renzi intendano la politica, un misto di arroganza e personalismo mischiata al classico pensiero "intanto a noi ci votano sempre". Invece è andata diversamente. 
Chiaramente dopo la sconfitta come è d'obbligo neanche un minimo di autocritica, anzi la colpa è sempre da cercare negli altri. Prima era colpa delle televisioni, poi di quelli che non votano, poi degli estremisti, ora del movimento che ha espresso un candidato a sinistra della Paita, che può essere criticabile ma non accusato di aver fatto vincere gli altri perché non è che alla fine dei conti  si possono sommare cavoli con mele.
Quindi nessuna analisi sulla gestione della cosa pubblica negli ultimi anni, sui tagli fatti alla sanità, sulle spese pazze,  su delle primarie che non hanno più senso dove probabilmente sono andati a votare molti che nell'urna hanno vota lo stesso Toti.
Ora qui si brinda aspettando telefonate da Arcore e l'unica emergenza che sembra interessare il neo governatore sembra essere quella dei migranti da non accogliere e dei campi Rom da abbattere. Un pegno che deve pagare alla Lega visto che è stato eletto con i loro voti. Giusto per chiarire, la destra ha già governato la regione qui e gli effetti ce li ricordiamo ancora ma si dimenticano le cose facilmente in questo paese
Mi affido all'analisi fatta da un mio concittadino sabato 6 giugno tirando giù il finestrino della macchina alla vista di Toti e Renzi sul cantiere aperto del Bisagno, altro che politologi.
giovedì 28 maggio 2015 22 vostri commenti

Girolimoni 2.0

E' una storia moderna questa, ma si ripete. 
Tutto nasce da una semplice fotografia scattata da qualcuno in un parco di Genova ad una persona, un uomo, mentre offre delle ciliegie a dei bambini. Da lì il delirio, mamme e papà in panico, gente che sosteneva di averlo già visto in altre piazze, segnalazioni e post su Facebook che vengono condivisi con tanto di foto della persona in bella mostra, con avviso di massima attenzione e la preghiera di diffondere a tutti. L'accusa è quella di essere il mostro, un pedofilo.
Vi risparmio i commenti scritti sotto i post, i soliti insulti che si trovano sui social network scritti da quelli che dietro la scrivania davanti ad un computer si sentono padroni del mondo e giustizieri digitale.
Oggi la lettera di denuncia della cognata dell'uomo, che dopo aver accertato dalla polizia l'estraneità del parente, sta cercando di salvaguardare la reputazione di una persona, con alcuni problemi di salute, che aveva solamente offerto delle ciliege probabilmente richieste.
Basta questo. In pochi minuti un uomo è stato distrutto e con lui la sua famiglia. Un tam tam frutto della paura e degli stereotipi purtroppo ancora presenti nella nostra società verso chi alla nostra vista risulta "diverso" o con "qualche problema". Una notizia presa così come è stata messa on line dove per molti quello che è scritto è sempre e solo la verità, così lontana dal mondo reale.
Il tempo passa, i mezzi cambiano ma la storia alla fine è sempre la stessa.
lunedì 25 maggio 2015 24 vostri commenti

Vite come romanzi

Avevo studiato all'università i suoi testi sulla teoria dei giochi, lo confesso, con molta noia perché non ho mai amato l'economia.
Poi nel 2001 il film "Beautiful Mind" dove la vita di John Nash viene raccontata in maniera molto romanzata con un'ottima interpretazione di Russel Crowe capace di portare sul grande schermo una lotta di molti anni contro la schizofrenia.
Ieri la notizia della sua morte in un incidente stradale a bordo di un taxi assieme alla moglie mentre tornavano a Princeton dove il professore insegnava ancora. Il destino li ha voluti assieme ancora una volta.
Una storia incredibile la vita di Nash che si conclude in una maniera inaspettata.
Ci sono alcune vite che sembrano scritte dal migliore dei romanzieri, eventi che si susseguono uno dietro l'altro come capitoli che vengono divorati dal lettore per arrivare poi ad un finale tragico come questo.
Esistenze indimenticabili.


giovedì 14 maggio 2015 34 vostri commenti

Che roba contessa!

Ci sono fatti difficili da commentare, avvenimenti che dovrebbero uscire dai riflettori dei media per intraprendere il loro corso giudiziario, soprattutto quando come protagonisti ci sono dei ragazzi giovani.
Il caso è quello dello studente di Padova morto in gita cadendo dal balcone della camera dell'hotel in cui pernottavano.
Lasciando perdere i particolari della storia, ciò che mi ha colpito sono le parole della preside del liceo Nievo di Padova, sul silenzio dei compagni di stanza del ragazzo...

"Non penso che siano omertosi, sono ragazzi intelligenti, figli della migliore borghesia di Padova e sono convinta che i loro genitori siano disponibili a parlare con loro perché capiscono che le cose verranno fuori comunque"

...ebbene sì, esistono ancora persone che ragionano in questi termini. Sentire una preside, ed evito di polemizzare sul potere che avranno d'ora in poi, parlare di "figli della migliore borghesia" mi fa venire in brividi. Chissà magari la professoressa cataloga anche gli studenti secondo il metodo lombrosiano, oppure si limita alla solita distinzione di classe... il figlio dell'operaio non può fare l'università, non può capire i classici e soprattutto non si può iscrivere al liceo, al massimo un professionale.
Meno male che esiste ancora la migliore borghesia in questo paese, mi fa sentire tranquillo.
Però... che roba Contessa!
venerdì 8 maggio 2015 27 vostri commenti

5 Stelle profonde

E ora abbiamo anche Grillo-Leaks una pagina dove i dissidenti, o meglio quelli cacciati, del M5s hanno deciso di mettere on line tutto quello che possono sui loro ex capi ed ex compagni, liti, discussioni, insulti e anche numeri di telefono.
Che dire per ora francamente ho guardato poco, nelle pagine di ogni senatore e deputato appare la scritta Coming Soon... una promessa per quello che metteranno.
Due dichiarazioni di Grillo mi hanno colpito però...

"Ma non puoi condividere tutto. Io, quando siete entrati in Parlamento… Mi son messo a ridere due giorni, quando avete votato di votare. Sono uscito, sono andato e ho detto: «È finita!»"

"Non volevano decidere… Quelli dell’assemblea! Ho deciso Io, Io e Casaleggio!"

...mi hanno colpito perché potrebbero essere state pronunciate anche da Renzi.
Forse è questo quello che vogliono gli italiani?
Uno che decida, che prenda decisioni, che se ne freghi se non ha il consenso degli italiani, visto che nessuno dei due ha mai preso voti direttamente per prendere decisioni di governo.
Nel frattempo le aziende chiudono e. le fabbriche licenziano.
La nostra storia passata dice questo e sembra che si voglia mantenere la linea.
lunedì 4 maggio 2015 28 vostri commenti

I soliti noti



A Genova ce le ricordiamo ancora quelle tute nere che hanno devastato la città senza essere toccati dalla polizia. Li ho visti di persona andare in giro per le strade distruggendo tutto mentre i vari reparti li guardavano a pochi metri di distanza. Tutto questo nella stessa piazza dove qualche minuto prima le forze dell'ordine avevano caricato i non violenti di Mani tese.
La storia continua a ripetersi e noi siamo ancora una volta testimoni di una manifestazione, con la quale si può essere d'accordo o meno, che viene offuscata dalle violenze di questa gente.
Pagati dai servizi? Autoonomi? Infiltrati?
Francamente non lo so, ma credo proprio che a prescindere dalla loro origine siano utilizzati bene dal palazzo che preferisce sacrificare dei quartieri e delle macchine per evitare che si parli delle ragioni della protesta. Il copione è lo stesso del G8 di Genova dove ci fu una vera e propria carneficina, un massacro di donne, anziani e uomini.
E poi Bologna... dove non si può contestare il premier che non è nemmeno stato eletto, dove la polizia in questo caso carica i manifestanti, spezzando un braccio nel vero senso della parola ad una persona.
Lo ripeto da mesi, forse ormai anni... pensate se tutto questo fosse accaduto sotto un governo di Berlusconi. 
Scusate dimenticavo che non è cambiato niente.
lunedì 27 aprile 2015 14 vostri commenti

Il Mal Paese

Diciamo la verità, questo paese fa schifo.
Spesso parliamo di lotte e di cambiamento, sento gente prendersela con i politici colpevoli di ogni cosa, con i sindacati che si dovrebbero vergognare, l'indignazione galoppante e poi...
Poi alla domenica come al solito assistiamo a scene come quella di ieri. Il pullman della Juventus assalito per strada e una bomba carta in mezzo alla curva del Torino.
Il 25 aprile su Rai Uno uno speciale sulla liberazione viene battuto dal serale di Amici sulle reti Fininvest.
La catena Mediaworld annuncia una promozione su un televisore HD e davanti ai negozi in varie città del paese si formano code interminabili con risse tra le persone.
Sinceramente. 
Dove vogliamo andare?
Cosa vogliamo fare?
E siamo certi che i problemi vengano solamente dalla politica?

sabato 25 aprile 2015 23 vostri commenti

Un'odissea partigiana


Oggi siamo liberi perché persone come noi 70 anni fa hanno sacrificato la loro vita. Sembra la solita frase che si dice alle cerimonie, ma fermiamoci un attimo a pensare. Oggi chi lo farebbe? Oggi chi lascerebbe tutto quanto per salire sui monti per combattere una dittatura? Oggi che non riusciamo nemmeno a mettere insieme delle manifestazioni. Oggi che abbiamo paura della nostra ombra.
La realtà è che abbiamo tradito i partigiani, lo abbiamo fatto anche un minuto dopo la liberazione. 
Basta leggere il libro "Un'odissea partigiana" per rendersi conto di quello che è successo subito dopo il 25 aprile.
L'amnistia e l'azzeramento dei crimini dei fascisti. L'internamento di molti partigiani negli Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari. Perchè?
Dopo la liberazione la magistratura processa molti ex partigiani con l'accusa di gravi reati commessi durante la lotta clandestina e nel dopoguerra. Si tratta spesso di casi di  “giustizia sommaria” commessi contro sospette spie coinvolte nell'apparato repressivo fascista.
La strategia messa in atto dagli avvocati dei partigiani per cercare di alleviare le pene è quella della seminfermità mentale. Poi nel 1946 Togliatti procede con l'amnistia aprendo le porte del carcere ai fascisti condannati o in attesa di giudizio.
E i partigiani dichiarati semi infermi di mente? Non possono usufruire dell'amnistia. Quindi Opg.
Persone sane che si devono adattare ad una realtà manicomiale come quella degli Opg.
Poi silenzi. Uomini lasciati al proprio destino anche dalle forze di sinistra.
Chi oggi parla di 25 aprile con il solito ma, chi snobba il sacrificio di questa gente dovrebbe leggere questo libro per capire a cosa furono sottoposti molti partigiani il giorno dopo aver liberato il paese.
Molti fascisti tornarono ai loro posti di comando. Molti partigiani continuarono a morire.
Oggi noi abbiamo la libertà, usiamola.
W il 25 aprile.
venerdì 24 aprile 2015 8 vostri commenti

Quanto vale la vita di un uomo?


Per la Camera dei deputati questo...
Il vuoto (35 deputati) durante l'informativa del ministro Gentiloni sulla morte di Giovanni Lo Porto.
Quando droni e indifferenza vanno a braccetto.

lunedì 20 aprile 2015 25 vostri commenti

Indifferenza

Immaginate solamente il clamore mediatico se quelle 700 persone morte ieri fossero state occidentali. 
Oggi e domani ancora leggeremo dichiarazioni di indignazione, titoloni che tra qualche giorno diventeranno sempre più piccoli in attesa della prossima tragedia.
La triste verità è questa.
L'europa e il resto del mondo sono troppo indaffarati a fare i conti, a litigare per i rientri di bilancio, a stanziare fondi per armamenti nel frattempo la gente muore.
Sciacalli della malavita vicino quelli in doppio petto. 
Personaggi inquietanti che ridono al telefono aspettando il prossimo affare vicino a quelli che utilizzano queste tragedie per avere un titolo sul giornale.
Intanto in mezzo al mare si affonda nell'indifferenza.

martedì 14 aprile 2015 29 vostri commenti

Abbandoni



Sarà che sono vicino alla soglia dei 40 e sono diventato padre.
Sarà che tutte le volte che guardo le rughe di mio papà e la sua stanchezza che lui non ammette mai divento ogni giorno sempre più fiero dell'uomo che è.
Sarà perché ho impresso nel mio DNA la gratitudine verso i miei genitori che ancora oggi ad ogni chiamata sono pronti ad essere davanti alla mia porta... ma una storia del genere io non la posso davvero concepire, a prescindere dall'argomento della lite o del tono.
lunedì 13 aprile 2015 24 vostri commenti

Sottigliezze

Lungi da me essere filo-vaticano.
Questa mattina tra le tante notizie però mi ha colpito quella del "distinguo" del governo sulla crisi diplomatica tra Turchi e Santa Sede dopo che Papa Francesco ha riconosciuto il genocidio degli armeni nella terra di Erdogan.
E' chiaro che ognuno ha la sua idea, e che in alcuni casi ci siamo trovati davanti a falsi storici, ma leggete la dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche Ue Sandro Gozi...

"Nessun governo si esprime in maniera ufficiale: questo è compito degli storici. Nessun governo europeo si lancia su questi temi, i parlamenti europei si sono espressi, i governi no. Io credo che non sia mai opportuno per un governo prendere delle posizioni ufficiali su questo tema. Per me, ma è la mia posizione personale, lo è stato: ma un governo non deve utilizzare la parola genocidio"

...quindi sostanzialmente dice che i governi devono sempre mentire, cosa che sapevamo già, che i governi devono tenere buoni rapporti con tutti per il dio denaro, cosa che sapevamo già, e che non è MAI, attenzione, MAI opportuno prendere una posizione.
Mi vengono in mente una serie di genocidi passati sui quali il nostro governo secondo quello che dice Gozi avrebbe fatto finta di niente.

"Per noi che facciamo politica è meglio guardare ai problemi di oggi della politica. E con il governo di Ankara  siamo impegnati a parlare di democrazia, diritti umani e di minoranze."

Chissà se con Ankara parlano anche di Internet bloccata e di cariche sulle manifestazioni 
E questo è sempre il nuovo che avanza.


venerdì 10 aprile 2015 19 vostri commenti

Basta un attimo

La sveglia che suona alla mattina ricorda che si deve andare a lavorare.
Colazione, un bacio ai figli e alla moglie.
In macchina, in moto, a piedi o con l'autobus si arriva in ufficio. 
Fermarsi un attimo col pensiero seduti alla propria scrivania, davanti alla macchina del caffè o nel corridoio. Pensare di aver dedicato una vita di studio per il proprio lavoro, una vita di sacrifici, di avere fatto scelte importanti.
Poi pochi attimi, gli spari, la fine.

Non riesco nemmeno ad immaginare come possano stare i famigliari e gli amici delle persone che ieri hanno perso la vita nel tribunale di Milano. Purtroppo questi episodi stanno aumentando. Il ricorso alla violenza come unico mezzo di sfogo è entrato prepotentemente nella pagine della cronaca del nostro paese.
Credo che si debba ricordare e sottolineare quanto sia fondamentale per la democrazia il ruolo del magistrato e coloro che gravitano attorno all'esercizio della legge.
E' vergognoso come una persona possa essere entrata con un arma all'interno di un tribunale ma non mi meraviglio più di tanto, perché se qualcuno di voi è mai entrato in questi ambienti avrà potuto constatare quante falle ci siano, e non solo a Milano.
Forse sarebbe meglio intervenire con finanziamenti per mettere in sicurezza i tribunali italiani invece che fare dichiarazioni contro la magistratura che servono solamente a minare la posizione di persone che fanno il proprio mestiere.
mercoledì 8 aprile 2015 28 vostri commenti

La loro distrazione


Leggere le parole di Matteo Orfini, presidente del partito democratico, lasciano in bocca amarezza e allo stesso tempo rabbia.
Questi personaggi per dire che la nomina di De Gennaro è vergognosa hanno dovuto aspettare la "condanna" per torture da parte di Bruxelles. 
Chi lo ha nominato? Dove erano queste persone quando anche altri personaggi colpevoli delle violenze del G8 sono stati promossi?
Probabilmente stavano facendo campagna elettorale, troppo impegnati a sostenere il nuovo che avanza.
Orfini poteva venire a Genova e chiedere a quelli che in quei giorni erano per strada, a quelli che dalle finestre cercavano di aiutare i ragazzi in difficoltà, a quelli che sono stati picchiati in Corso Italia massacrati da uomini in divisa, a quelli che sono caduti in piazza Alimonda, a quelli che sono stati prelevati dalla Diaz senza motivo e portati alla caserma di Bolzaneto, a quelli che sono stati spogliati da medici che dovevano curarli, a quelli che sono stati costretti a cantare canzoni fasciste, a quelli che che sono stati tenuti in piedi per ore... bastavano poche domande.
Genova non dimentica quei giorni... loro lo hanno fatto.
giovedì 2 aprile 2015 37 vostri commenti

Primo bacio

Andando un po' in giro su Facebook capita a volte di cercare qualche vecchio compagno delle elementari o delle superiori. 
Rivedendo alcune facce mi è tornato in mente il mio primo bacio.
Se non sbaglio ero in seconda media. Ricordo di aver fatto ben tre regali l San Valentino... a tre ragazze diverse, sia chiaro. 
Però poi il primo bacio è stato solamente con una.
Come dimenticare l'uscita della classe e poi il tragitto verso un palazzo che rimaneva più appartato. Da soli?
Non sia mai! 
Dietro avevamo parecchi elementi della classe. Non domandatemi il perché ma ricordo che è stato così. Esattamente sotto la finestra di una casa, dietro ad una pianta.
Non ricordo precisamente le sensazioni, ma ricordo di essermi sentito grande.
Anche nel momento in cui tutti abbiamo preso una fuga quando la padrona di casa ha aperto la finestra.
martedì 31 marzo 2015 19 vostri commenti

100


Ha ragione lui... "Indignarsi non basta" sarebbe l'ora di fare qualcosa... di sinistra.
Altri tempi, altri uomini... ora abbiamo quelli che tweettano.

lunedì 30 marzo 2015 50 vostri commenti

I minuti più brutti

Puri attimi di terrore.
Questa è stata la nostra domenica mattina.
Svegliarsi sentendo la propria compagna gridare aiuto, andare di corsa in sala, vedere tirare su la bimba rigida e con gli occhi sbarrati... cercare di connettere... vedere la prontezza della propria compagna che gira la bimba per fare la manovra di Heimlich... ripetuta due volte.... telefonare al 118 (mi veniva da fare il 113) e nel frattempo pensare che non è possibile... toccare quei pugnetti chiusi sperando di vederli aperti... e poi all'ennesimo colpetto vedere uscire dalla bocca un po' di schiumetta subito dopo il solito sorriso come se non fosse successo niente.
Guardare la propria compagna e amarla sempre di più.
Tutto questo dopo dei lavaggi nasali che sembrano aver provocato questa reazione di soffocamento. 
Poi all'ospedale lo show... sorrisi sdentati a tutti i medici che non smettevano di giocarci, e noi chiaramente con un infarto in corso. Hanno parlato di possibile spasmo affettivo, sostanzialmente perché la bimba si sarebbe trovata paura.
Anche questo vuol dire essere genitori.
Ora posso dire di saper rispondere alla domanda... Quali sono stati i minuti più brutti della tua vita?
Ne avrei fatto davvero a meno.
venerdì 27 marzo 2015 41 vostri commenti

Famiglie vergognose

Ci sono persone, francamente faccio anche fatica a chiamarle in questa maniera, che non hanno il senso del limite, aprono bocca solamente per apparire, per fare notizia. Gente che non collega il cervello, sempre che sia presente e che si lascia andare a dichiarazioni del genere...

...altri, guarda caso della stessa famiglia (e mi vengono i brividi), a capo di quotidiani imbarazzanti che pubblicano titoli del genere...


...ma la cosa che mi fa rabbrividire è che ci sono sicuramente troppi italiani che avrebbero scritto, e magari lo hanno fatto, lo stesso Tweet e che comprano con immenso orgoglio quella cosa di carta chiamata Giornale con titoli che non rispettano nemmeno le vittime di entrambe le tragedie.
Immenso schifo.
mercoledì 25 marzo 2015 20 vostri commenti

Vite spezzate

Si muore ogni giorno e in ogni parte del mondo, lo so.
Ci sono dei fatti però che colpiscono. Delle vite che vengono portate via all'improvviso che ci fanno venire i brividi.
Pochi attimi e si passa da progetti, speranze e risate alla paura, al panico e  purtroppo al nulla o per chi crede alla vita eterna.
La tragedia dell'aereo della Germanwings è una di quelle notizie che fanno scuotere la testa, che portano a pensare alle vite spezzate degli studenti tedeschi di 15 anni e dei loro insegnanti, degli sposini in viaggio di nozze, della cantante in viaggio col marito e il bimbo neonato, della nonna con figlia e nipotina, dell'imprenditore e del sindacalista fianco a fianco, dell'infermiera pensionata assieme al figlio volontario per un'associazione per i diritti dei gay, dei piloti, delle hostess, di tutti.
Attimi, momenti e decisioni prese all'ultimo minuto che salvano la vita, come alla squadra di calcio del Dalkurd Borlänge, militante nella divisione 1 svedese, che all'ultimo minuto non sale sull'aereo per la troppa attesa della coincidenza.
Un pensiero a tutti loro.
lunedì 23 marzo 2015 34 vostri commenti

Pezzi 'e core!


Non si tratta di imbianchini, nemmeno di muratori. Non sono neanche ballerini di una coreografia di Ezralow.
Sono padri di famiglia.
Cosa fanno?
Si arrampicano sui muri della scuola Vidya Niketan, in Manhar, nello stato indiano di Bihar, per suggerire ai propri figli durante gli esami, arrivando così alla promozione e anche al premio in soldi promesso, pare, ai più bravi.
Si diceva una volta... "I figli... so' pezzi 'e core".
Quindi il vizio alla "Lupi" non è solamente un'esclusiva italiana.
Ma il limite?
giovedì 19 marzo 2015 9 vostri commenti

Il ritorno del padre

"Il padre che manca alla nostra società, l’autorità simbolica del padre ha perso peso, si è eclissata, è irreversibilmente tramontata. La difficoltà dei padri a sostenere la propria funzione educativa e il conflitto tra le generazioni che ne deriva sono noti da tempo e non solo agli psicoanalisti. I padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di giochi dei loro figli."
Massimo Recalcati,  Il complesso di Telemaco  

Cosa resta dei padri di una volta?
Proprio oggi pongo questa domanda. Io lo sono da poco e dovrò confrontarmi con i problemi della paternità fra qualche mese... anno.
Lo si dice spesso, i tempi sono cambiati, molte volte vedo padri che sembrano essere più amici che papà. Una specie di fratellone con figli che molte volte riescono ad averla vinta facile.
Siamo ricattabili ormai?
In questa era in cui per forza,  a parte chi ha stipendi d'oro, si deve lavorare in due in una famiglia, quanto tempo passiamo alla fine con i nostri figli? Nonostante questo possiamo interpretate la figura del padre come l'hanno fatto i nostri genitori oppure ci si deve arrendere?
Credo fermamente che il futuro della società dipenda molto da questa scelta, sono convinto purtroppo che la figura del padre in questi ultimi anni sia mancata e continui a farlo. 
Faccio un'esempio.... una volta se una cosa andava male a scuola la colpa era nostra, oggi per molti genitori (non solo il padre) il primo colpevole è l'insegnate o l'istruttore di turno.
Non sto esaltando la figura del "padre padrone", del papà musone, severo in ogni situazione, ma sto pensando all'esempio che io e mio fratello abbiamo avuto dal mio. Un uomo che nonostante i turni massacranti in fabbrica ha sempre trovato il tempo da dedicare ai suoi figli, severo quando serviva, che ha saputo trasmetterci la cultura del lavoro, l'onestà e l'altruismo.
Guardandomi in giro, eccezioni a parte,  tremo...

"Se gli uomini potessero scegliere ogni cosa da soli,
per prima cosa vorrei il ritorno del padre."
Odissea


giovedì 12 marzo 2015 34 vostri commenti

Mi fido di te

"Abbiamo cercato di fare cultura: abbiamo tolto gli orologi e abbiamo detto alle persone: “organizzatevi per lavorare al meglio” sia per organizzare al meglio l’attività lavorativa sia per conciliare vita/lavoro (flessibilità di orario / lavoro da casa) Se una persona segue un progetto con gli States è meglio che inizi a lavorare alle 12 e chiuda alle 20, se lavora con la Cina o il Giappone è meglio che inizi alle 4 e vada a casa alle 12.00.
Ognuno lo sa e si organizza. Se chi deve preparare una relazione alla fine di un progetto si trova meglio a farlo da casa o in uno dei giardini dell’ azienda anziché in ufficio, è autonomia delle persone. Alla fine del mese le persone auto certificano ciò che hanno fatto durante il mese. Abbiamo un foglio precompilato con 8 ore lavorate per ogni giorno lavorativo. Le persone possono lasciarlo così o inserire le variazioni. (lavoro da casa, in remoto o da ufficio) e vengono pagate esattamente come se avessero lavorato in ufficio. Una volta compilato viene approvato dal manager per la busta paga."

Parole di Gianmaurizio Cazzaroli, ingegnere e manager della Tetra Pak, in un intervista a Wired di questo mese. Non stiamo parlando della Silicon Valley ma di Modena, Italia. 
Organizzazione del lavoro basata sulla fiducia nei dipendenti e non sul controllo.
Altro che telecamere di marca Renzi-Marchionne.
Logicamente ogni lavoro è particolare e ha le sue esigenze, ma il futuro potrebbe passare da qui?
venerdì 6 marzo 2015 28 vostri commenti

Senza età

L'amore è quello che ti travolge quando per la prima volta senti battere il cuore per la compagna alle medie, quel primo bacio un po' maldestro dato davanti al portone di un palazzo, con i compagni di classe che sghignazzano.
E' quello che ti fa piangere la prima volta per quella ragazza che per tanti anni hai inseguito, che prima ti illude di voler stare con te e poi ti lascia la mattina dopo. La sensazione è quella di non potercela fare ad andare avanti. Poi scopri che si può fare.
E' quello che viene coltivato insieme per anni e poi sboccia in un matrimonio che per qualche ragione finisce presto.
E' quello che inaspettatamente ti attraversa quando meno te lo aspetti, quando la vita sembra tutta sbagliata e ti fa ritrovare una persona che ti sembra di aver sempre amato e tutte le mattine sei felice di vederla al tuo fianco.
E' quello per una figlia che con i suoi sette mesi ti parla con gli occhi e  ogni mattina prova a strapparti il naso.
E' quello per i propri genitori, ora nonni, sempre pronti a farsi in quattro.
L'amore è anche quello che ho visto ieri uscendo dal lavoro. Due ospiti anziani dell'istituto che si guardano negli occhi in cima alle scale, come se attorno ci fosse ancora una scuola o un parco, lo sguardo di uno che si perde in quello dell'altra, due parole sussurrate e poi un bacio.
Senza età.

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