lunedì 29 maggio 2017 16 vostri commenti

Santi e parole

Sabato a Genova c'è stata la visita del Papa. Questo non sarà un post per inveire contro il Vaticano, anche se potrei, o sui soldi utilizzati per l'organizzazione, ma solamente per ragionare su una frase detta dal pontefice. 
Non ricordo perfettamente le parole ma era riferita agli imprenditori che dovrebbero essere i primi lavoratori, che non dovrebbero risolvere i problemi delle aziende licenziando o tagliando stipendi.
In pratica le cose che spesso vengono urlate nelle piazze da studenti o lavoratori con la differenza che vengono subito tacciati come i soliti comunisti.
Sia chiaro le parole del Papa sono importanti, ma mi domando come si possano legare con le decisioni prese, ad esempio, dai tantissimi Istituti religiosi che operano nella sanità privata dove si applicano contratti peggiorativi ai lavoratori, facendo lavorare di più a parità di salario, dove si cacciano i rappresentanti sindacali, dove si cerca di andare a togliere quei pochi diritti rimasti. 
Questo discorso il Papa lo ha tenuto all'interno dell'Ilva, nello stesso luogo dove oggi un operaio è rimasto ferito, ustioni alle mani e al volto. Le parole non possono più bastare, servono fatti, leggi a tutela e provvedimenti a sostegno del lavoro e della dignità dei lavoratori.
Altrimenti rientra tutto nel solito show.


mercoledì 24 maggio 2017 24 vostri commenti

Soluzioni 2.0

Mi spaventano le certezze di molti.
Viviamo in un'era in cui abbiamo la possibilità di comunicare in ogni momento ma spesso non diciamo niente. Di leggere qualsiasi cosa, ma se è più lunga di 5 righe ci stufiamo subito. Di documentarci ma la fatica poi ci frena. Postare in un nano secondo ciò che succede nella stanza accanto, ma quando siamo in ascensore col vicino parliamo del tempo.
Leggendo commenti in giro per il web, sui social, sotto gli articoli di giornale spesso sembra di essere circondati da persone che non hanno dubbi. Quelli che hanno una soluzione per tutto, quelli che un minuto dopo una strage, un evento drammatico, una crisi o quant'altro hanno pronta la soluzione descritta in poche righe, rigorosamente solo su internet.
Già perché poi tutta questa gente con le soluzioni in mano di solito sparisce, dimenticando totalmente il reale significato della parola partecipazione.
Preferisco avere sempre dubbi, seguire i miei valori, le mie idee e perché no anche quelle brutte e sporche ideologie che sembrano ormai colpevoli di qualunque cosa. Ma avere sempre dei dubbi e non arrivare un secondo dopo con la soluzione pronta presentata con un nickname per giocare a fare il razzista magari con un post scritto mentre si sta entrando in Chiesa. 
Tempi moderni dico, forse era meglio il Medioevo.
giovedì 11 maggio 2017 5 vostri commenti

Festival dell'Acquedotto di Genova


Fare Teatro può avere differenti scopi. Da quello più accademico a quello ludico, dal ritrovare sé stessi al rappresentare una personalità nascosta. 
Il mezzo teatrale però spesso ha funzioni sociali, di collegamento tra i territori, di valorizzazione delle periferie. In molti casi si occupa degli ultimi, di quelli che vengono dimenticati, quelle persone che nei bilanci sono solamente dei pesi da eliminare. 
Il Teatro dell'Ortica di Genova col quale collaboro da anni lavora con la psichiatria, col carcere, con la disabilità, con le donne maltrattate e i maltrattanti. 
Inoltre, da ormai nove anni organizza a partire da giugno il Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto, con spettacoli, dibattiti e camminate che si svolgono proprio sulle vie dell'acquedotto. Un percorso pedonale lungo quasi 28 km, una meraviglia architettonica immersa nel verde.
Sette settimane di spettacoli all’aperto, conferenze, percorsi spettacolarizzati (le “stondaiate”), in luoghi dall’atmosfera magica, magari a pochi passi da casa ma spesso nascosti. 
Come al solito non ci sono certezze sui finanziamenti pubblici per eventi come questi. Tenete presente che la maggior parte degli eventi è gratis per dare a tutti la possibilità di accedervi. Per questo motivo da oggi è possibile sostenere il Festival anche con una piccola donazione andando sul sito https://www.produzionidalbasso.com/project/festival-teatrale-dell-antico-acquedotto-2017/. Una campagna crowdfunding con ricompense.
Al nono Festival dell'Antico Acquedotto parteciperanno 6 compagnie teatrali esterne (Stalker Teatro di Torino, Teatro Invito di Lecco, Beppe Casales, Mimmo Sorrentino e i Teatro dell'Argine di Bologna, Teatro Ipotesi di Pino Petruzzelli)  oltre agli artisti del Teatro dell Ortica, per un totale 14 spettacoli, 2 laboratori teatrali, 5 incontri culturali e 2 "stondaiate". Quest'anno ci sarà anche l'anteprima festival dal 15 al 19 giugno dedicata al Teatro dei bambini.
Organizzeremo anche le stondaiate. Percorsi lungo l'antico acquedotto accompagnati dalle narrazioni di Mauro Pirovano e dalla chitarra di Marco Cambri.
Le donazioni andranno a coprire le spese di gestione organizzativa e permetteranno di mantenere la maggior parte degli spettacoli gratuiti.
Capisco che in questi momenti per tutti non sia facile donare qualcosa vi sono comunque grato per aver letto tutto fino a qui. Se potete condividete.
lunedì 8 maggio 2017 27 vostri commenti

Esistono

Oltre 10 milioni di francesi hanno votato Le Pen.
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere. Da sommare ai continui episodi di fascismo che si ripetono nel nostro paese, ieri un partigiano di 93 anni mentre stava facendo una lezione sulla resistenza ad un gruppo di ragazzi è stato "aggredito" a Varese da fascisti. Perché è di questo che stiamo parlando.
E' inutile dire che certe parole sono vecchie e sorpassate, esistono ancora. Il fascismo c'è e spesso è vicino a noi, nei posti di lavoro, sui nostri pianerottoli. La cosa più disgustosa è la rincorsa verso le posizione populiste che stanno prendendo molti partiti per accaparrarsi i voti. Il caso della "legittima difesa" è emblematico. 
La risposta per arginare i fascismi deve arrivare anche dall'Europa che deve cambiare. Smettere di essere un'unione sono di bilanci e di ragionieri ma riprendere il cammino di un'Europa politica, sociale e che dia una prospettiva di lavoro globale. 
Ho sentito dire dai sostenitori della Le Pen, anche italiani, che la gente ha scelto la vecchia strada. Ma quale sarebbe la strada nuova che propongono? I Muri da alzare? Gli stati nazionali? Tornare ad un'Europa che in 40 anni ha fatto due guerre?
Molti, troppi, dimenticano queste cose. E chi dovrebbe proporre alternative progressiste si sta appiattendo su posizioni di convenienza. 

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