venerdì 30 dicembre 2011 34 vostri commenti

No Panta No rei. Qui dove nulla scorre.

Si dice. Ripeto, si dice. Che col nuovo anno si debbano buttare via le cose vecchie, riempire la vita, gli armadi, le stanze, le esistenze di cose nuove. Insomma, un cambiamento. Radicale? Totale? Temporaneo? Minimo? Accennato? Diciamo un tentativo a volte. 
Allora negli anni abbiamo visto scene da film con tanto di lavatrici buttate dalla finestra. La crisi ora creerebbe file e file di persone sotto i poggioli ad attendere il lancio pensando ad un fuoritutto.
Abbiamo assistito a vestiario sfoderato a mezzanotte e un minuto. La crisi ora porterà allo scambismo nell'abbigliamento... "un attimo scusate che mi faccio dare il maglione dal ragioniere, io le do la mia camicia"... il nuovo riciclato che avanza.
Abbiamo assistito a cenoni con cambi radicali di menù. Filo cinese, filo giapponese, filo etiope, filo vegetariano, filo carnivoro, onnivoro e nocivoro. Ora la crisi forse ci riporterà al nostravoro.
Ma siamo sicuri di rinnovarci? Voglio dire, siamo proprio sicuri che ogni anno si svolti, si cambi, si inverta la rotta? Oppure siamo sempre fermi nello stesso posto, il film gira un po' di qua e un po' di la, la pellicola si sposta leggermente ma noi sempre fermi. 
Perche sfogliando "Diario Italiano 1976-2006" di Miriam Mafai ci si imbatte in questi articoli...
L'operaio non è Superman. Ora in fabbrica è entrata la paura. Solo la Fiom rimane fuori.
Si sono scontrate alla tribuna le due anime del Pci. Ora l'anima non è dato sapere se c'è, al posto del Pci c'è il Pd e il Pdl e lo scontro è nella Tribuna Montemario di solito per i posti migliori, gratis naturalmente.
Un socialista al Quirinale. Beh, che altro aggiungere.
Quell'urlo altissimo per chiedere giustizia. E' che in questi ultimi anni solo oltre un certo reddito vieni ascoltato, al di sotto c'è solo silenzio.
"Pertini, non abbandonarci". Appunto.
Quei duri e tesi rapporti tra guardie e detenuti. Storie, drammi, morti che non trovano posto nelle notizie. 65 morti nel 2011.
Angoscia, paura e poi rabbia. La piazza laica si gela. Perchè ormai il  permesso di esistere va spedito direttamente al Vaticano.
Malessere e rabbia nel Pci: "ma questo è socialismo?". Non lo è non vi agitate..
"Non ci hanno ancora sconfitti". Sfilano 200mila metalmeccanici. Non è cambiato nulla, se non il numero, non ci sono più fabbriche.
E' nato il terzo polo. Lo guida Craxi. Visto! Nulla di nuovo, chissà magari c'era già Rutelli dentro.
Hanno spento l'autunno caldo. Un classico della letteratura politica italiana, in edicola.
De Mita: "Io voglio solo democristiani puliti". D'altra parte l'igiene è importante.
Spendono 30mila miliardi. Con la tessera di partito sono i signori delle Usl. E dove ci sono signori ci sono servi.
Di Ospedale si può morire. E di lavoro anche, 1100 morti nel 2011.
Ecco l'inganno dei privati. Mercato Banca Denaro.
Una riforma da buttare? La domanda giusta è... quale?
"Non capisco non ci credo è la Doxa che da i numeri". C'era già la coppia Pagnottelli, Crespi.
Processare il 68? Ogni anno, ci provano, e su questo non c'è prescrizione.
Quando esplode il razzismo. E' ed è stato al governo, seguire il colore verde.
"Un figlio lo farò solo se...". L'uomo dovesse prima o poi tornare al centro delle preoccupazione dei potenti, ma ora ci sono le Banche prima, poi la Chiesa, poi i dirigenti, poi Marchionne, poi...
Le città spazzatura. Chissà se anche in quegli anni la misero sotto il tappeto.
Quelle coppie che Wojtyla vuole ancora fuori legge. Le fumate bianche ci sono ma i bersagli non cambiano.
Firenze scopre la paura del nero. Casa Pound.
Dal dramma alla farsa. Scegliete voi il giorno, l'ora, e la dichiarazione di uno dei politici di oggi.
Cari partiti tornate a casa, anzi uscite dai teleschermi.  E con voi portate via i plastici di Vespa.
La Santa Alleanza della mazzetta. Da aggiungere cemento e immobili.
Ora la paura della povertà contagia i colletti bianchi. Avanti i prossimo, la piazza è larga.
"Cosa due". Dimenticare Berlinguer. Già fatto, soprattutto quella parte in cui parlava di morale.
Le brutte idee della sinistra. Ora idee...
I partiti poco laici. Che poi negli anni avere amici in buoni rapporti col boss può sempre essere utile.
Le vacanze del Cavaliere. Speriamo perenni.
Quale Italia dopo il referendum. Quella che ti tocca riprendere le firme perchè subito dopo rifanno la legge ad esempio.
Ritorno al passato. Per dire ciò bisognerebbe aver fatto dei cambiamenti prima.
Insomma, titoli, frasi, dichiarazioni di 35, 20, 15, 5 anni fa. 
Panta rei, tutto scorre... tranne qui.
Quindi spingiamo, corriamo, spostiamo, urliamo e tiriamo, creiamo cambiamento, quello che ci può salvare, che ci tiene a galla, che ci da il respiro e aria per i nostri polmoni. L'utopia che diventa realtà grazie al nostro volere, dalla più piccola alla più grande. 
Il mio augurio per voi amici miei è proprio questo, osate sempre, cercate quello che volete nel prossimo anno e lottate per averlo,  che a star fermi sono già in troppi.
Auguri a tutti.
venerdì 23 dicembre 2011 39 vostri commenti

Il Natale degli opposti estremismi

Non ricordo con precisione il giorno, il mese, l'anno e l'ora di quella fatidica comunicazione.

"Ernest Babbo Natale non esiste!"
"Nooooo..."
"Mi dispiace ma è la cruda verità!"
"Quindi quelle ciabatte con le corna delle renne chi me l'ha portate? E quel portachiavi con una forma imbarazzante? Quel pigiama da ospedale con purea e coscia di pollo incorporata?"
"Tutto gli zii..."

Non ricordo non c'è niente da fare.
Però ricordo qualcosa. Ad esempio la letterina che facevamo io e mio fratello...
Tipo "caro Savonarola..", iniziata venti volte. Con tanto di riga su riga fino ad arrivare al foglio nel cestino.
Ricordo mio padre, operaio dell'Italsider, comunista, tuta blu, che dall'8 in poi iniziava le grandi manovre per il presepe. Ma non una cosa normale, una costruzione, con tanto di condono edilizio credo, di 5 metri per 2. Ma la cosa incredibile è che mentre lo costruiva non vi dico le imprecazioni, per il martello caduto, per il cielo che non stava su, per la grotta storta e tutto il resto. Insomma gli opposti estremismi.
Ricordo che la notte del 24 si andava a dormire con un'ansia che ho riscoperto solamente dopo, quando aspettavo la comunicazione di Veltroni che partiva per l'Africa.
Ricordo che di notte ci si alzava e sotto l'albero non c'era niente.
Poi ci si rialzava e ancora niente.
Poi ancora niente... poi come per magia. I regali. Mah... riuscivano a farmela sempre.
Ricordo poi alla mattina quando non trovavi quello che volevi, delusione che poi avrei ritrovato solo dopo accorgendomi che Veltroni non era mai partito per l'Africa.
Ricordo quel Natale che "Papà quelle sigarette erano davvero troppe, e non è bello vedersi la guardia medica in casa!".
Ricordo mia madre perennemente ai fornelli, l'aperitivo da "botta" di mio padre, i ravioli, le lasagne, la cime, l'arrosto... il digestivo... e poi ancora le frittate... il digestivo... i dolci... e i digestivi.
Ricordo che alla tombola non vincevo mai. Ero già di sinistra, non ci son storie.
Ricordo quell'altro Natale quando in un solo giorno quel male trasformò una persona.
Ricordo il mio primo Natale da single dopo 16 anni fatto in coppia.
Ricordo quel Natale in cui il regalo più grande arrivò sotto forma di due occhi bellissimi, oggi vicino a me.
Insomma qualcosa ricordo.
E ora voglio ricordare chi queste cose non le può ricordare perché non le ha mai avute. Ricordiamoli sempre, non solo a Natale, non solo nelle feste, ma tutti i giorni.
A volte i regali da fare sono sotto casa, hanno un nome e dei volti, sono agli angoli delle strade, sulle scale e nelle piazze.
Buone feste e buona vita amici miei.
giovedì 22 dicembre 2011 14 vostri commenti

Quando sessantaquattro anni fa ci avvertirono

"L'Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore"

Si era il 22 dicembre di 64 anni fa, precisamente il 1947. 
Queste parole sono di Umberto Terracini, politico del partito comunista, antifascista e presidente dell'Assemblea Costituente che approvò proprio oggi sessantaquattro anni fa la nostra Costituzione. La stessa carta dei diritti e doveri, sia chiaro, che da anni viene attaccata, da anni viene additata come una delle responsabili del disastro italiano. Invece proprio grazie a lei in questo periodo di oscurità mista a perbenismo, liberismo, affarismo e fascismo siamo rimasti a galla. 
Un punto fermo dove guardare nei momenti di paura, durante gli attacchi di panico di una democrazia sempre più lontana dai desideri di speranza di un popolo. Quello stesso popolo che però in questi anni si è fatto pilotare da personaggi che non dovrebbero sedere negli stessi scranni dove i costituenti si sono fatti in quattro per dare al paese una carta presa come esempio anche da altri poi. 
Le risposte sono li nei 139 articoli stampati nero su bianco, certo a volte ci sono cose che possono sembrare superate, ma fondamentali per una democrazia. Dal principio di laicità a quello pluralista, dal principio di uguaglianza a quello solidarista, dall'indivisibilità del paese al pacifismo, dal diritto allo studio alla libertà di parola, al diritto al lavoro sul quale la Repubblica dovrebbe fondarsi. Per arrivare poi alle disposizioni transitorie e finali. Su tutte una, la dodicesima... 

  "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista" 

 ...come se sapessero già che il fascismo potesse tornare sotto forme diverse, nuove, ma sempre pericolose. Lo sapevano, ci avevano avvertito. 
Forse in parte li abbiamo traditi. Ma il tempo per rimediare c'è sempre, teniamola stretta, leggiamola a chi non la conosce, ai nostri figli, ai nipoti, ai giovani a tutti. 
Per far si che ogni uomo non debba mai chiedere di essere libero ma esserlo.
martedì 20 dicembre 2011 30 vostri commenti

La quotidianità della fine del mondo

Segnatevi questa data.
21-12-2012, la fine del mondo.
Ora segnatevi anche il 20, poi il 19, il 18, il 17, poi tutto il mese precedente, quello ancora prima, l'anno scorso e ancora l'altro. Insomma tutto.
Qui non si tratta di Maya o altro ma di noi.
Perchè la fine del mondo è già in atto da anni, sotto i nostri occhi. La profezia parla di distruzione e disastri. Provate ad aprire gli occhi quando uscite di casa, guardate quello che succede nella quotidianità e allora vi accorgerete che la fine del mondo è nello sguardo di quella persona che all'uscita dalla chiesa manda un'occhiataccia al mendicante quando qualche minuto prima ha recitato un passo del vangelo a memoria.
E' nel razzismo che ogni giorno si manifesta in diverse maniere da soft a violento.
E' nelle manovre di quelli che in mezzo al traffico ti devono superare per forza, magari sulla destra, magari mentre dall'altra parte sta arrivando una moto e magari vogliono avere anche ragione,
E' nelle persone che non capiscono che da uniti si possono raggiungere obiettivi e quindi rimangono a lavorare durante i giorni di sciopero, magari guardandoti anche male perchè tu lo fai.
E' in quelli che si fanno chiamare giornalisti ma sono solo compilatori di veline governative.
E' nelle scarpe consumate delle persone che marciano dagli anni 70.
E' nel rifiuto di un mutuo.
E' nello 0,5% in più che guarda casouna banca mette sempre a suo favore.
E' nel voler far passare per ricchi chi ha 5mila euro sul conto magari in due.
E' nel costringere chi lavora con disabili, anziani, tossici, uomini e donne senza fissa dimora, immigrati a scendere in piazza per chiedere un trattamento più dignitoso e magari un contratto.
E' nei conti correnti e nei redditi di tutti i dirigenti capici solo di chiedere disponibilità ed elasticità ai loro dipendenti, quando l'unico posto fisso nel paese è il loro.
E' nei ministri dalle lacrime facili, che non riescono a dire la parola sacrifici perchè loro non li hanno mai fatti, perchè piangono e due minuti dopo ti dicono con "garbo" e "gentilezza" che per far andare bene il paese devi essere licenziabile e guadagnare sempre meno.
Qui neanche l'Arca...
venerdì 16 dicembre 2011 21 vostri commenti

In fondo il fascismo con le leggi fascistissime, quelle razziali e gli assassinii di uomini liberi era solo una democrazia minore. Parola di emulatore

Se in questi giorni vi siete rigirati nel letto, occhi sbarrati, fame pochissima, salivazione azzerata perché lui era assente, non si faceva sentire, nemmeno una di quelle massime che hanno fatto riempire libri e giornali di tutti i tipi, discorsi che hanno dato da mangiare a molti scrittori e tantissimi comici.
Insomma, potete stare tranquilli ora tornerete a dormire sonni normali e a mangiare il vostro minestrone anticrisi.
Ha scelto un argomento a lui caro. La storia e la democrazia. Già perché chi meglio di lui può parlare della democrazia, lui che ha fatto di tutto, riuscendoci in parte, per trasformare il bel paese in Affaristocrazia.
Poi perché non farlo in uno dei momenti più attesi dell'anno dopo il cd di Apicella... l'uscita del libro di Vespa, citando un falso storico. I diari di Mussolini dell'amichetto Dell'Utri, si quello dell'eroe.

"Sto leggendo i diari di Mussolini..."

Chissà magari è al punto dei Gran Consiglio del Fascismo e sta cercando di individuare chi potrebbe essere il Ciano odierno.

"Mussolini prima voleva governare l'Italia e poi ha detto che era inutile. Io la penso come lui"

Perchè B. non lo ha pensato 17 anni fa che era inutile? Perchè per lui è stato IN UTILE nel senso che ci ha guadagnato. Anni di libertà perché altrimenti finiva in galera direttamente senza passare dal via e neanche ritirando le 20mila lire, perché le sue aziende hanno guadagnato miliardi di lire prima ed euro dopo, perché ha danneggiato il sistema giudiziario a suo uso, perchè ha cavalcato il craxismo modificandolo il berlusconismo iniettato nel sistema e difficile da mandare via per anni.
Qualcuno però fa ancora domande in questo paese e interviene ai dibattiti. Quindi una voce fuori dal coro gli fa notare che quella di Mussolini non era una democrazia...

"Beh, era una democrazia minore..."

Parola di intenditore ed emulatore...

Nel 1925 sparisce il Presidente del Consiglio e nasce il Capo del governo.
La legge sulla stampa con tanto di giornalisti sottoposti al prefetto...
L'abolizione del diritto allo sciopero.
Esistenza solo dei sindacati "legalmente" riconosciuti.
La costituzionalizzazione del Gran Consiglio
La lista unica per la Camera dei deputati.

...poteva anche rimanere nel silenzio, non c'era bisogno di farci sapere che la pensava come lui. Lo sapevamo già.
mercoledì 14 dicembre 2011 14 vostri commenti

Le risposte che non abbiamo mai dato


Segretario: Signora di la c'è il solito del venerdì, che le vuole parlare.
Cancelliera: Ma chi, quello della canotta? Quello dell'ampollina? Quello dei corni e gli elmetti?
S.: Già, cosa gli devo dire?
C.: Ma che ne sò... ecco, vai a dire che sto parlando con quello del Lichtenstein!
S.: Già detto settimana scorsa...
C.: Allora sono al telefono con il mio analista, la crisi, l'euro, troppi problemi capirà!
S.: Ci provo...
S.: Niente da fare. Ha detto che aspetta.
C: Uhmmm. Allora nella sala d'aspetto metti il Cd di Apicella che ci aveva regalato quello la, come si chiamava, va beh... hai capito, così magari ci rinuncia.
S.: Non lo abbiamo più... rispedito al mittente, ricorda.
C.: Vero, allora che faccio?!?
S.: Deve farlo signora. Per il paese, per quegli italiani che non lo hanno fatto, per l'Europa e perchè sia di insegnamento per tutti, per il futuro.
C.: Hai ragione Ambrogien!

...qualche metro più in la, subito fuori la stanza...

C.: Signor Bossi!
Bossi: Alura Finalmente!
C.: Ecco signor Bossi... Ficken!
martedì 13 dicembre 2011 26 vostri commenti

Firenze, 13 dicembre. Non si può e non si deve morire in questa maniera

Solo una domanda può venire in mente.
Perche? Perche? Perche? Perche? Perche? Perche?
La risposta non si trova.
Odio misto a razzismo cosparso di ignoranza e follia che portano a quello che oggi è successo a Firenze.
Un agguato razzista con tanto di pistola di un 5oenne di Pistoia, un iscritto a Casa Pound della stessa città, che oggi ha deciso di agire contro gli ambulanti senegalesi. Attaccandoli e lasciandoli a terra in una pozza di sangue, minacciando di morte tutti coloro che si mettevano in mezzo per fermare la sua fuga. Seguito e trovato morto poi in un garage, non si capisce se suicidato o ucciso dalla polizia.
In questo momento pare che in città si siano formati dei cortei spontanei di stranieri che marciano verso la prefettura al grido "vergogna non si può morire così". Già non si può morire così, non si può continuare a fingere che in questo paese non esista il razzismo, non si può continuare a girare il volto dalla parte opposto. Abbiamo avuto e abbiamo razzisti in parlamento, persone che giurano su una costituzione che si basa sull'uguaglianza dell'uomo che andavano in giro a spruzzare disinfettante contro donne di colore, persone che non perdono un attimo per insultare coloro che chiamano "diversi".
L'Italia non può tollerare tutto ciò.
Sia chiaro non sono qui a cavalcare un fatto di cronaca a scopo politico, non è mia consuetudine e non ho alcun vantaggio in tutto ciò, ma credetemi tutti i giorni, tutti i benedetti giorni, in ogni città ci sono fatti di razzismo che non vengono neanche presi in considerazione. E tutti i giorni ascoltiamo dichiarazioni tra le righe di supremazia di una razza inesistente su un altra.
Non si può e non si deve morire in questa maniera.
lunedì 12 dicembre 2011 18 vostri commenti

Per certi significati ci vuole la classe.

Che cosa è la disponibilità...

"La disponibilità misura l'attitudine di un’entità ad essere in grado di svolgere una funzione richiesta in determinate condizioni ad un dato istante, o durante un dato intervallo di tempo, supponendo che siano assicurati i mezzi esterni eventualmente"

...quasi un'unità di misura direi, richiesta in un preciso momento in maniera coercitiva il più delle volte. Ma anche..

"Possibilità di servirsi largamente e liberamente di qualcosa: avere disponibilità di denaro"

...qua abbiamo già una netta divisione. "Possibilità di servirsi largamente di qualcosa", cioè quelli che possono da una parte e quelli che non possono dall'altra. Ma andiamo sul figurativo...

"Apertura mentale e affettiva verso gli altri che porta ad accogliere positivamente proposte, iniziative, richieste d'aiuto etc...: dichiarare la propria disponibilità a fare qualcosa"

...quindi una scelta, e anche qui abbiamo una divisione. C'è chi può scegliere e chi non può scegliere mai.
Esistono quelli come noi che non possono decidere di essere disponibili ma sono al servizio e poi ci sono gli altri. Quelli che possono dire di non essere disponibili al taglio del loro stipendio, perchè altrimenti non ce la fanno eh!
E poi ci sono quelli che non appartengono neanche a questo Stato (vedere alla voce Vaticano), che esercitano nel nostro e si possono permettere di dire che sono "disponibili a discutere di Ici".
Quindi direi che i dizionari vanno riscritti, vanno aggiunti i doppi significati delle parole, oppure bisogna crearne altri nuovi, quelli di classe, quello del metalmeccanico, quello del precario, quello del disoccupato, quello del pensionato, quello dello studente... per noi alcune parole vogliono dire una cosa per altri tutt'altro.
mercoledì 7 dicembre 2011 24 vostri commenti

Vediamo un po' oggi chi ci prende per il culo....

«I sacrifici fanno parte della vita»

Difficile, davvero difficile. Una frase che avrebbero potuto dire tutti. Poi ultimamente va di moda, anche mio nipote mentre stava giocando l'altra sera mi ha detto che quest'anno scriverà solo mezza lettera a babbo natale.
Pochi indizi niente da fare. Procediamo.

«Io auguro al governo e al Parlamento di fare bene la loro parte per questo decreto salvezza-Italia e certamente invito tutti a prendere la loro quota di responsabilità per sostenere tutti i provvedimenti»

Beh beh... qualche aiuto in più certo. Vediamo. Potrebbe essere Minzolini in un momento di pausa prima di difendersi dall'accusa di peculato... no impossibile. Una frase del genere l'avrà detta una persona disposta a donare, uno aperto di cuore, uno che sicuramente in un momento di crisi è pronto a farsi carico delle responsabilità. Quindi non può essere ad esempio uno che appartiene ad una Spa, non può essere uno a capo di un gruppo che detiene circa il 20% delle proprietà immobiliari italiane.

«Il problema dell'Ici è un problema particolare: un problema da studiare e da approfondire»

Già vero, intanto mentre si approfondisce tale argomento si toccano pensioni, si da un contentino agli indignati prendendo qualche briciola agli evasori. Ma bisogna studiarci e misterX lo dice, seguito da altri, mentre in Grecia l'hanno decisa diversamente. Comunque bisogna avere FIDE pardon fede, e come si dice c'è sempre un però...

«Però la Chiesa fa la sua parte a favore delle fasce più deboli della popolazione»


...ci scuserà se non rendiamo grazie a lui e ai suoi.
martedì 6 dicembre 2011 16 vostri commenti

I post it di Repubblica che non vedrete mai!


...da notare che la carta è riciclata data la situazione del paese e la nostra prossima futura. Però una cosa Repubblica l'ha fatta... ha già messo on-line il calcolatore dell'ICI.
Quel che è giusto è giusto!
lunedì 5 dicembre 2011 32 vostri commenti

Tra il dire e il fare ci sono le nostre chiappe


Ecco.
Guardate bene. In mezzo ci siamo noi. Tra quello che ride e quella che piange.
C'è quello che non potrà andare in pensione quando aveva calcolato.
C'è quello che non vedrà lo scatto dovuto all'aumento dell'inflazione.
C'è una donna licenziata a 57 anni che sperava solo di passare quei pochi anni e arrivare alla pensione e che invece ora dovrà aspettarne altri 10, magari anche senza lavoro e senza stipendio.
C'è quello che prendendo una pensione di 990 euro al mese si sentirà ricco.
C'è quello che dirà "cazzo conviene comunque essere evasori intanto casomai ti riprendono solo l'1,5%.
C'è quello che andrà a prendere il pane la mattina dopo e lo troverà più caro.
C'è quello che metterà sempre al stessa cifra di benzina nella macchina e nella moto ma non riuscirà ad arrivare al solito posto con quella.
C'è quello che andrà in giro per la città con il petto rigonfio perchè si sentirà "un proprietario di prima casa", magari di 4 vani, magari con un mutuo della madonna a carico, ma proprietario signori.
C'è quello che poi incontrerà il "grande proprietario di prima casa da 4 vani" e discuteranno sul fatto che lui ne ha 5 di prime case ma intanto questa è una storia che non interessa.
C'è quello che guadagna tra i 55mila e i 75mila euro all'anno che si sta asciugando ancora il sudore per avere evitato l'aumento dell'IRPEF.
C'è quello che i 55 mila euro all'anno non li ha mai visti ma le bollette si.
C'è quello che mentre farà una fila interminabile per il ticket all'ospedale penserà già alla fila che dovrà fare per aspettare il dottore, alla fila per aspettare il certificato e ai mesi che ha dovuto attendere per avere una risonanza.
Infine c'è lui.
Quello che ora farebbe un casino della madonna se queste cose le avesse fatte...
...non lo dico.
giovedì 1 dicembre 2011 31 vostri commenti

Io esco tutti i giorni


Io esco tutti i giorni.
Io esco tutti i giorni.
Io esco tutti i giorni.
Io esco tutti i giorni.
Io esco tutti i giorni.
Io esco tutti i giorni.
Si io esco. Ad esempio ieri sono uscito come al solito per partecipare al laboratorio teatrale come ogni mercoledì mattina. Mi sono alzato come uno zombie dal letto, una lentissima colazione con ancora gli occhi chiusi, la ricerca della roba (a caso), chiavi, sigarette, portafoglio, accendino, la mia compagna che mi fa l'elenco (come fa a sopportarmi la mattina non lo so) e poi via, bacio, moto e via.
Quindi teatro, l'abbraccio con i miei compagni, prima il laboratorio di "Stranità" e poi le prove per lo spettacolo del 17 dicembre (che ansia..). Poi pranzo. Di corsa come al solito, e poi TAC timbro del cartellino... al lavoro. Poi RITAC timbro d'uscita, moto, e via fino al campo sportivo, allenamento. Discorsi, le solite sfuriate perchè i ragazzi fanno casino e poi fine, doccia e via.
Sempre veloce perchè devo arrivare in tempo a vedere uno spettacolo... non uno dei soliti. Arrivo, gente tanta gente, tanti bambini, genitori, amici, famiglie e divise blu.
Già uno spettacolo... prima piccoli attori vestiti di bianco, che danzano nello spazio su note musicali bellissime, rappresentano il viaggio, i viaggi. La felicità della partenza, l'ansia, la voglia di scoprire nuovi posti, la mancanza dei genitori, le cose nuove, le amicizie, la solitudine, il gioco, la la scoperta della diversità, l'accoglienza... che solo la magia di un palcoscenico può mettere insieme.
Poi pausa. Si chiude il sipario. Si accendono le luci. Rivedo le facce, gli amici, i bimbi che scendono dal palco, non tutti, e diventano spettatori. E rivedo le divise blu. E poi loro.
Grandi attori vestiti di nero. Genitori, attori, insegnanti e 6 detenuti del carcere di Pontedecimo.
Anche loro parlano del viaggio... quello fatto da tutti noi normalmente e poi quello fatto da loro. Quei 4 passi per 4 passi che ogni giorno fanno nella loro cella "16 splendidi metri quadrati".
Io esco tutti i giorni.
Te lo sei comprato il telefonino figo eh?!? Perchè con quello normale non riuscivi?!?
Io esco e vado da mia madre.
Io nella valigia ci metto la torcia perchè le ombre mi fanno paura.
Io abbraccio tutti i giorni mia moglie.
Questo spettacolo, "Voci del verbo andare", è frutto di un laboratorio teatrale di un anno e più messo in piedi dalla Compagnia del Teatro dell'Ortica (che frequento) con la scuola Daneo di Genova e i detenuti del carcere di Pontedecimo. Un "andare" prima rappresentato dai bambini e poi dai grandi. Un lavoro lungo, meraviglioso, faticoso e che ha incontrato durante il percorso tanti e troppi ostacoli che potete immaginare. A partire dal fatto che per queste cose non ci sono mai soldi e la maggiorparte delle volte le persone coinvolte devono lavorare gratis oppure addirittura mettendo del loro. Qualcuno potrà obiettare che prima ci sono altri problemi, vero si, ma è anche vero che in questi giorni abbiamo letto di sprechi e di privilegi imbarazzanti per un paese civile che spostano soldi che potrebbero finanziare progetti per la disabilità e per il sociale. Quindi l'applauso che va a tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto è triplo.
Con questo sia chiaro non si vogliono cancellare le colpe di nessuno, nessuna retorica, nessun buonismo, nessuna riga su niente. E' un messaggio lanciato, per far conoscere l'umanità delle persone, l'importanza di questo tipo di lavoro nelle carceri. Per far conoscere alla popolazione che in quelle strutture che alcune delle nostre città ospitano ci sono persone, in 16 metri quadrati sovraffollati e che nella maggiorparte dei casi non hanno niente di rieducativo.
Per fa conoscere l'uomo non l'etichetta.
La mia vita è come una partita di calcio. Il primo tempo l'ho giocato male, ora sono negli spogliatoi ma il secondo tempo lo voglio giocare bene.
mercoledì 30 novembre 2011 22 vostri commenti

Con la speranza di non incontrarti mai più!

...non so se quelli del sito lo hanno messo a posta il banner di Save tre children sotto il titolo, ma in questo caso non serve altro. Le parole sono in più. Le sue invece sono imbarazzanti...

“Lo stipendio è troppo basso, è poco. Io guadagno 4412 euro, è scritto nella busta paga di novembre. Per ascoltare gli elettori si hanno delle spese, bisogna avere segreterie politiche, segretari, accendere la luce, usare il telefono. Se tornassi a fare il mio mestiere di medico guadagnerei di più. Certo, con le indennità si arriva a circa 12mila euro al mese ma con uno stipendio così, se devi sottrarre i soldi che dai ai tuoi figli, i contributi per la mia professione e le spese per la politica, alla fine ne rimangono solo la metà, seimila euro. Mi sento penalizzato. Prendo poco, io lavoro veramente”

Mario Pisacane, deputato del Pid, cioè uno dei responsabili.
Con la speranza di non vedere mai più gente del genere occuparsi del bene comune e abusare anche della nostra lingua... responsabili... lasciamo perdere.

lunedì 28 novembre 2011 28 vostri commenti

Che ne dite glieli chiediamo a rate o facciamo un conto unico?

Signore e signori la CRISI...

Rapporti con il Parlamento - Elio Vito - spese totali 591 mila euro
Riforme Istituzionali - Umberto Bossi - 381 mila euro
Informazione ed editoria - Paolo Bonaiuti - spese totali 395 milioni euro
Pari opportunità - Mara Carfagna - 65 milioni
Affari regionali - Raffaele Fitto - 9,4 milioni
Funzione pubblica e innovazione - Renato Brunetta - 133 milioni euro
Attuazione del programma di governo - Gianfranco Rotondi - 2,5 milioni
Politiche per la famiglia e antidroga - Carlo Giovanardi - 145 milioni euro
Gioventù - Giorgia Meloni - 222 milioni di euro
Sport - Rocco Crimi -95 milioni
Turismo - Michela Bramibilla - 66,7 milioni euro

...e per non farsi mancare niente e confermare il fatto che siamo un popolo di inventori...

Osservatorio sulla "Valutazione delle politiche governative" 1,6 milioni di euro
In cantiere la valutazione dell'osservatorio delle valutazioni degli osservatori...
Accordo televisivo tra Italia e San Marino 3 milioni di euro
No comment.
Contact center per turisti 2,4 milioni di euro
Made in Brambilla.
Addestramento polizia locale ai fini turistici 534 mila euro
E poi non venite a dire che la Lega non ha ottenuto risultati!
Conferenza triennale per i problemi della droga 444 mila euro
Triennale! Giovi se ne organizzi una all'anno il default è dietro l'angolo.
Progetto "Governoincontra" del ministro Rotondi 1,6 milioni di euro
Incontri in 20 città per illustrare ciò che ha fatto il governo festini compresi, tutti i nero però.
Commissione per la valutazione e l'integrità della p.a. 6 milioni di euro
Fondo per la scuola superiore della p.a. 11 milioni di euro
Mah!
Progetto "Un cappuccino al giorno" del ministro Brunetta 4,5 milioni di euro
Rimah! E ci prende pure per il culo...
Interventi di tutela per le minoranze linguistiche 5,6 milioni di euro
Bisogna pur pensare al Trota ragazzi.
Ex "Ente italiano montagna" 1 milione di euro
D'altra parte questo è il paese degli Ex.

Ecco, nell'attesa che le banche decidano il nostro futuro, chiediamo al Presidente Monti le indicazioni dove mandare i nostri IBAN per il rimborso atteso da questi che si facevano chiamare ministri.
(Costi del 2010 - Fonte Expresso 25-11-2011)
venerdì 25 novembre 2011 24 vostri commenti

La vera sconfitta di tutti noi... in un operaio che insulta il corteo

Ogni giovedì qui a Genova davanti alla Prefettura il Forum del terzo Settore organizza un presidio per ricordare a tutti i tagli che il governo ha fatto e vuole fare e che di conseguenza le Regioni metteranno in atto nel sociale, colpendo in particolar modo le cooperative.
Per ricordare a tutti che esiste una quantità infinita di persone che si occupa di bambini, anziani, disabili e tutte le altre persone che molte volte la nostra società reputa fantasmi fastidiosi.
Ieri diversamente dalle altre volte il presidio si è trasformato in corteo, marciando per le via della città, un breve tragitto, ma importante, per far conoscere la realtà di questa vicenda che troppe volte passa senza creare nessun tipo di reazione. Una delegazione di Fincantieri ha marciato assieme al corteo, una notizia davvero importante.
Fin qua direte che novità c'è?
Verso la fine del corteo, in quel momento fermo in una delle gallerie del centro cittadino, un uomo un operaio, credo di una società della manutenzione delle strade (ma non ci giurerei), veniva in direzione contraria alla manifestazione.
Insulti... solo insulti al corteo. Perchè lui doveva andare a casa e noi in quel momento bloccavamo la strada. Una scena surreale con l'uomo allontanato dai carabinieri.
Capisco la fatica di fine giornata, soprattutto di uno che usa il proprio fisico per lavorare... ma in quel gesto c'è una sconfitta. La sconfitta delle ragioni collettive, la tristezza nel vedere una persona che dovrebbe stare dalla tua parte inveire contro un corteo. Il risultato ottenuto dal sistema che porta un uomo a non domandarsi neanche perchè quelle persone sono in piazza.
Qualche giorno fa su questo blog ci siamo domandati dove è la sinistra. Ecco la sinistra è proprio quella vocina che dovrebbe nascere in tutti noi richiamandoci all'ordine mentre stiamo per difendere una nostra priorità non tenendo conto della collettività, quel "si ma però io" che dovrebbe essere sostituito da un "si ma noi", quella frazione di secondo in cui il nostro cervello pensa al singolare e non al plurale.
Ieri sono andato via dal corteo alla fine con un'immensa tristezza dentro.
giovedì 24 novembre 2011 20 vostri commenti

Quando l'uomo al posto dello spread?

Le Cinque Terre e Genova piangono ancora i loro morti, ma l'orrore non si ferma. Il fango continua a prendere vite, questa volta tre, a inghiottire paesi, seppellire case con tutti ricordi e gli averi che una famiglia può mettere da parte in una vita.
Le immagini che ancora una volta ci arrivano dal Sud sono spaventose, sono incommentabili e colpiscono al cuore le persone che da poco sono uscite da quell'incubo. Rivedere le onde del fango correre travolgendo ogni cosa, ogni ostacolo ci hanno riportato al 25 ottobre quando le Cinque Terre, lo spezzino e la lunigiana sono state teatro di una catastrofe. Ci hanno riportato a via Fereggiano, al quartiere di Marassi sommerso, alle 6 morti incommentabili e anche alla forza dei ragazzi che hanno dato aria a questa città rimasta in apnea per quei giorni.
Ora però è arrivato il momento di dire davvero basta.
Non servono più solo proclami, interviste con prese di posizione, ministri che vanno sui luoghi della tragedia per poi dimenticarli qualche mese. Ora servono dimissioni delle alte sfere della protezione civile e politiche ambientali. Servono decisioni che vadano a toccare gli interessi dei costruttori per difendere il diritto alla vita della persona.
Mi auguro, ma ho paura di sapere già la risposta, che questo governo oltre alle emergenze finanziarie prenda in considerazione quelle geologiche e ambientali di questo paese per troppo tempo rimasto in mano allo show business che l'ex premier assieme al compagno di massaggi Bertolaso hanno messo su per anni solo per creare fumo.
Spero che si scelga la strada dell'aiuto all'economia delle popolazioni colpite dai disastri altrimenti si andrà a sommare disoccupazione a disoccupazione. Il caso di Sestri è emblematico, colpita dall'alluvione l'anno scorso... aiuti arrivati? La metà di quelli richiesti e in più Fincantieri, oggi in piazza, che sta andando verso la chiusura.
La rinascita di un paese passa anche attraverso questo non solo misurando ogni secondo lo spread, altrimenti si perde di vista la vita reale delle persone.
lunedì 21 novembre 2011 37 vostri commenti

Avanti o indietro popolo?

Voglio premettere una cosa, questo è un post per discutere non per fare polemiche tra di noi.
Per parlare della nostra identità presente e soprattutto futura. Per trovare una via, forse, nuova o magari che è sempre rimasta li a portata di mano ma che pochi hanno ancora il coraggio di proporla. Un strada diversa sicuramente da quelle del passato, libera dalle smanie di dittatura, di regime o dell'uomo solo al comando. Un alternativa possibile a tutto quello che abbiamo vissuto finora oppure l'eterna utopia dell'uomo che tiene il suo desiderio, il suo materasso per atterrare vicino, il suo obiettivo irraggiungibile ma che comunque deve esserci.
Se avete letto le Monde Diplomatique di questo mese avete presente forse di cosa sto parlando altrimenti potete capirlo da questo titolo....

...un dossier sul futuro delle sinistre.
In un momento storico così importante, in cui il capitalismo vacilla e in molti casi collassa invece di proporre soluzioni di sinistra la maggiorparte dei partiti ex comunisti si allinea al liberismo.
Perchè?
Presa di coscienza dell'unica strada liberista?
Paura di perdere consensi dalle alte sfere del potere economico?
Mancanza di leader che sappiano comunicare le reali intenzioni?
Una classe dirigente cresciuta all'ombra dei leader storici?
L'interesse particolare ha sconfitto definitivamente quello della collettività?
Ottusità nel voler associare la strada a sinistra solamente con quelle viste in passato?
I partiti di sinistra sudamericani che si sentono orfani di una sinistra europea che per loro è stata sempre un punto di riferimento, ora si trovano da soli ad esprimere forse un'alternativa reale al liberismo.
Le risposte potrebbero essere molte, sicuramente ognuno di noi ne avrà una. Rimane comunque una domanda forse senza risposta... quando l'uomo potrà essere al centro dell'attenzione, perchè non ora e forse perchè mai?
venerdì 18 novembre 2011 27 vostri commenti

E con questo come la mettiamo?


Cosa deve fare l'Italia?
"dovrebbe considerare l'energia nucleare. Il ritorno al nucleare è una opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Comunque, di base, la tecnologia nucleare rimane ancora una delle tecnologie chiave a livello globale"
E per i trasporti?
"la Tav è da fare assolutamente".
E ci dica ci dica visto che siamo in ballo balliamo, per il ponte sullo stretto?
"Capire se sia un'opera prioritaria per l'Italia"... "è un'opera di ingegneria bellissima".
Parole e musica di Corrado Clini, nientemeno che il nuovo ministro dell'Ambiente. Pensate cosa potrà dire allora quello allo sviluppo delle infrastrutture?
Auguri a tutti.
giovedì 17 novembre 2011 27 vostri commenti

Un apostrofo rosa che il papa non usa

"Ama il prossimo tuo"
Detto anni fa. Credo fosse un comunista.
Oppure...
"Si tratta di una grave mancanza di rispetto per il Papa, di un'offesa dei sentimenti dei fedeli, di una dimostrazione evidente di come nell'ambito della pubblicità si possano violare le regole elementari del rispetto delle persone per attirare l'attenzione per mezzo della provocazione", padre Federico Lombardi, portavoce vaticano.
Alle elementari dalle suore mi facevano bere solo dopo aver finito il primo. Ma non ricordo di aver sentito qualcosa contro l'amore.
Un bacio, pensate, un bacio.
mercoledì 16 novembre 2011 12 vostri commenti

La solidarietà del calcio in culo

Nel frattempo il paese reale continua a vivere. Nelle stanze del potere vengono scritti elenchi di nomi affiancati da cariche e contro cariche. Nuovi ministri che arrivano e vecchi che vanno magari portandosi via anche pezzi di mobili non si sa mai.
Ma il paese nel frattempo che fa?!? Nella vita reale che fa sempre meno notizia rispetto allo show degli speculatori in borsa che succede?!?
Succede ad esempio che si fanno due conti. 2000 aziende nel baratro dopo l'alluvioni, danni che sembrano non si riescano nemmeno a misurare, cifre miliardarie da richiedere.
I cittadini hanno risposto, i ragazzi con le pale in mezzo al fango hanno lavorato giorni, la beneficenza comprando la maglietta "Non ce fango che tenga" ha funzionato e poi...
e ancora...

...ma così giusto per aiutare la città, giusto perché il calcio nel culo è democratico non si rifiuta a nessuno, poi in questo momento visto che siamo già in posizione fanno anche prima a darcelo.
Che stupido, dimenticavo. Nel liberismo galoppante i sacrifici li deve fare solo il popolo, per gli altri ci sono i dividendi.
martedì 15 novembre 2011 20 vostri commenti

Ma questo fatto della provvidenza è per colpa dei Promessi sposi letti alle superiori o è un fattore genetico?

Mentre la borsa continua a giocare alle montagne russe e il mio conto corrente, come quello di molti presumo, ha deciso di dedicarsi solo alla discesa libera. Mi sono posto un quesito storico, politico, sociale, quotidiano.
In tempi remoti qualcuno aspettava il suo arrivo...

...poi siamo andati oltre, e c'era chi spingeva invece per l'intervento di un altro...

...ma si sa la gente sta un po' da una parte, poi dall'altra e poi dall'altra ancora per arrivare a furor di popolo alla richiesta di intervento di uno solo....

...gli anni passano, qualche camicia viene messa da parte e se ne indossano altre, le attese cambiano, i popoli si dividono. E c'era chi attendavo uno, l'altro o quell'altro...

...ma anche in altri ambiti si attendeva l'intervento divino, magari di un codino...

...o di un genio dalla testa calda...

...poi abbiamo avuto le mani pulite per un po' e il popolo acclamava lui...

...ma cinque minuti dopo...

...e dopo 17 anni...

Ma questo fatto della provvidenza è per colpa dei Promessi sposi letti per forza alle superiori o è un fattore genetico?
lunedì 14 novembre 2011 25 vostri commenti

Prefazione... ma non chiedeteci un euro!

Accidenti. Uno si assenta un attimo, si addormenta berlusconiano e si risveglia montiano. E' proprio strana la vita politica di questo paese, nel momento in cui tutto sembrava sotto controllo spunta un gruppetto targato Carlucci che mette in discussione tutto.
E allora cosa dire. E' una prefazione. Nemmeno un'introduzione.
Quindi c'è la gioia nel non vedere più l'imperatore seduto sul trono, e il suo nome accostato alle nostre istituzioni. La gioia per vedere che inizia una faida interna tra vecchi fascisti e nuovi.
Però visto che ormai è lunedì e tutti siamo più tranquilli visto che le Borse dell'Asia corrono!?!? voglio provare a porre delle questioni e parlare di stati d'animo.
Si perchè sabato sera sembrava di essere tornati indietro di 18 anni...


...era il 1993 quello che esce dall'Hotel è Craxi e quelle persone hanno in mano delle lire...

...questo è il 2011, quello davanti alla folla è il Quirinale e quelli che le persone tengono in mano sono euro.
Due situazioni diverse chiaro, ma come si può dimenticare che dopo quell'assalto con tanto di monetine il giorno dopo il paese si è buttato nelle braccia di B. Quindi tenere sempre alta la guardia... soprattutto sugli italiani.
E come si fa a non parlare di alcuni giornalisti Rai che hanno scoperto solo ora le malefatte dell'Imperatore, che mentre passeggiava nudo gli vedevano addosso i vestiti più belli del mondo. Oppure dei tanti che si stanno buttando giù dalla nave. Insomma ho assistito ad un epitaffio anticipato. Quando poi due minuti dopo il caimano continuava a minacciare il paese "stacco la spina quando voglio".
Della serie voglio dire sempre la mia anche se quando il paese affondava ero li che ballavo con Ruby, anche se ho passato le notti sul lettone di Putin ad elencare i punti del mio programma, anche se per anni ho detto che la crisi era un'invenzione dei comunisti...
Quindi che fare? Essere contenti o no? Certo che bisogna essere contenti perchè un giorno senza B. al governo è un giorno di aria per tutti. Ma nessuno ora mi dica che la crisi la devono pagare sempre gli stessi, perchè non ci sto, perchè non è giusto e perchè sono anni che alla fine finisce tutto così.
Prendiamo un possibile intervento di Monti cos' a caso. L'Ici. Io rivorrei la tassa sulla casa certo ma non per tutti, non per quelli che stanno pagando un immobile da pochi euro e hanno un mutuo, non per quelli che hanno solo quella ma per quelli che hanno 18 prime case e che grazie a B hanno potuto in questi anni godere di privilegi, e per quelli che come prima casa hanno una palazzina di di 20 vani, 4 colf e 5 domestiche. Per non parlare delle pensioni...
Quindi tiriamo le somme.
Gioia perchè nani e ballerine non occupano più la stanza dei bottoni.
Va bene risistemiamo i conti e riabilitiamo la nostra immagine se si può.
La sinistra veda di pensare ad un candidato ora invece di brindare a tavernello, perchè il paese ha bisogno di elezioni e soprattutto di democrazia, soprattutto perchè l'imperatore grazie al suo potere mediatico è ancora in grado di manipolare gli italiani e magari capovolgere la situazione a suo vantaggio.
Ma se qualcuno pensa di voler far pagare tutto ai soliti se lo può scordare, noi siamo in lotta da 17 anni e più e non smetteremo certo ora.
Forse a Bruxelles non se ne erano accorti ma siamo in crisi da anni... vedere alla voce disoccupazione in Europa. Ma questo fa meno notizia delle borse.
venerdì 11 novembre 2011 26 vostri commenti

Diario di Genova/4. Di colpevoli ce ne sono.

Grazie. Grazie. Grazie. Questa è la parola che rimane impressa se in questi giorni si passa in via Fereggiano e in altre parti di Genova. Striscioni, cartelli e tabelloni luminosi in alcuni casi per manifestare la gratitudine della città ai ragazzi che hanno e stanno spalando fango. Brividi tanti brividi quando di sera si passa in una via semideserta leggendo quelle parole.
Oggi scrivo ancora della mia città, lo so che nel resto del paese sta succedendo il delirio politico, ma ci sono ancora cose mi sento di dire.
Qualche giorno fa un giornale locale titolava..."e ora i colpevoli".
E' passata una settimana dalla tragedia del 4 novembre, come avrete potuto notare non ho voluto parlare di colpe e cause nello specifico nei primi giorni ma dare risalto all'emergenza e alle forze messe in campo per la ricostruzione.
Ieri si è svolto il Consiglio Comunale, il sindaco Marta Vincenzi ha parlato di sue responsabilità ma non di colpe da addossare solo a lei. Fin dalla prime ore io scrissi che come me l'ero presa con Alemanno per Roma anche questa volta avrei chiamato in causa il primo cittadino e lo faccio ancora. Ma bisogna fare chiarezza su questo punto. Addossando le colpe solo al sindaco non si farebbe un ragionamento completo. Voglio dire se conoscete un po' Genova e avete visto i suoi fiumi interni potete capire di cosa sto parlando. Di edilizia folle messa in atto anni e anni fa. Case costruite vicino al fiume a volte dentro il letto del fiume. Sotto la stazione Brignole un fiume che scorre, una pianura completamente ricoperta di cemento 100 anni fa. Nella Val Polcevera c'è un campo di calcio in mezzo al fiume!!!! E guardate questa foto...



...che cosa è? Una scuola, precisamente il Firpo di Genova. Direte beh?!?!? Aggiungo allora che è stata costruita nel 1992. Quindi? Vero non basta, a 10-15 metri dal fiume, di fronte allo Stadio Luigi Ferraris. Vi sembra normale?
In questi giorni ci siamo chiesti scuole chiuse scuole aperte, vedete il punto non è questo, il vero problema è che andrebbe ripensato tutto. Coloro che hanno puntato il dito solo sul sindaco hanno mai pensato a chi da il permesso per costruire scuole come questa, oppure a chi da il permesso di costruire case più vicino ai fiumi (cioè la Regione Liguria).
Vogliamo parlare della protezione civile?!? E attenzione non sto parlando delle miglialia di uomini che da venerdì stanno lavorando in città nel fango, no. Parlo dei piani alti dei dirigenti, del Capo. Si quel capo della Protezione civile che lunedì o martedì, non ricordo di preciso, ancora in Allerta 2 invece di essere a Genova o in Liguria era a Roma al 72mo anniversario dei Vigili del fuoco. Che protezione civile è se non protegge mi domando, ma non da oggi da parecchio. Allora chiamiamola ricostuzione civile.
Perchè guardate che qui qualcosa di grande non ha funzionato. Se spendiamo soldi in protezione e in agenzie per la protezione ambientale (ARPAL) e poi non ci sanno dire non dico con certezza ma almeno con più chiarezza che Allerta 2 significa evacuazione, non credo ci convenga investire ancora in questi soggetti. Esistono delle figure che possono prendere decisioni. Se a decidere che non si gioca una stupida partita di calcio è il Prefetto perchè non interviene anche in questi casi, sulla chiusura di scuole, vie, evacuazioni e quant'altro.
Lo ripeto per evitare incomprensioni il sindaco ha la sua parte di responsabilità e credo che sia giusto che non si ripresenti ma è davvero troppo semplice puntare il dito solo contro di lei.
Qui si deve andare otre.
Si deve dire che Roma non ha mandato il soldi per Sestri Ponente, non manda i soldi per finire i lavori sul bisagno e non ha mandato i soldi per lo scolmatore del Fereggiano che avrebbe potuto evitare la tragedia.
Si deve dire che i nostri governi pensano ad opere faraoniche come il ponte sullo stretto e l'alta velocità quando tutto il paese è a bagno, o è soggetto a frane e crolli.
Si deve dire che ci sono incompetenti in posti nevralgici per il futuro del paese, stapagati e non in grado di prendere decisioni che costano vite e che non ti sanno dire guarda che devi lasciare il quartiere perchè qui si richia.
Si deve dire che la stampa non può continuare a fare informazione a spot. Ma fare inchiesta, controlli. Non parlare per 10 giorni del problema alluvioni, dimenticarselo per poi riparlarne alla prossima tragedia.
Colpevoli, già colpevoli.
E poi ci siamo anche noi lasciatemelo dire. Noi che aspettiamo a volte solo i segnali dai politici quando in realtà dovremmo iniziare a chiederci sempre di più cosa possiamo fare per il nostro paese. Noi che buttiamo la roba nei fiumi, nei tombini, che costruiamo tanto poi c'è il condono. Noi che ci informiamo ancora troppo poco. Noi che se ci dicono di non prendere la macchina la prendiamo lo stesso.
Ci sono anche io si. Che troppe volte non ho parlato della mia città, dei suoi problemi, dei lavori che necessita, degli sprechi. D'ora in avanti lo farò potete credermi, quello che ho visto 7 giorni fa mi ha segnato per sempre, mi ha insegnato.
Oggi siamo tutti un po' colpevoli.
Un abbraccio.
giovedì 10 novembre 2011 12 vostri commenti

Diario di Genova/3. Di voragini, case nuove e una domanda per quello che vogliamo essere

Oggi le cerchi e non ci sono. Le nuvole, sono scomparse e Genova è avvolta da un cielo azzurro intenso. Lo stesso cielo che nei giorni scorsi guardavamo sempre con sospetto oggi si sta dimostrando di nuovo amico.
Ma i problemi non mancano, purtroppo. Questa mattina verso le 6 si è riaperta una voragine in via Donghi nel quartiere di San Fruttuoso dove già i giorni scorsi si era formato un buco di circa 4 metri che ha impedito lo spostamento di un intero quartiere. Problema risolto velocemente con la costruzione di un ponte provvisorio. Ma questa mattina guardate...


...direi che le immagini parlano da sole. Un furgone fermo davanti al supermercato inghiottito dalla terra, ceduta. Il conducente sta bene ma dire che ha rischiato grosso è dir poco. Qualche secondo e via, instabilità completa. Sotto quella via scorre un rio, credo il rio Noce ma non vorrei dire stupidaggini, comunque come qualche giorno fa l'acqua ha creato un'altra voragine. Immaginatevi lo stato d'animo delle persone che abitano li.
Cerco di dare anche qualche bella notizia, se si può dire così. Gli abitanti di piazzale Adriatico, uno dei punti assieme a via Fereggiano più colpiti, stanno ricevendo in questi giorni probabilmente già oggi le nuove case dal comune in quanto le loro sono inagibili (probabilmente in via definitiva). Quelle famiglie hanno perso tutto, mobili, elettrodomestici, ricordi, oggetti di ogni genere. Tutto. La corsa alla solidarietà ancora una volta è iniziata e due grosse catene di distribuzione hanno donato tutto l'occorrente alle famiglie. Qui e qui potete vedere di cosa sto parlando. Non ci sono parole.
Insomma i lavori continuano, Comune e Regione hanno già stilato una prima cifra di possibili danni per tutta la Liguria compresa Genova, si parla di un miliardo di euro. Una cifra davvero alta e che va ad appesantire lo stato di una Regione che è in crisi da parecchio tempo. Per questo motivo nella parte in alto a destra del blog ho inserito i numeri di conto corrente forniti per inviare un aiuto. E' una parte in continuo aggiornamento perchè è possibile che ci siano anche altri riferimenti, appena avrò qualche dato in più lo pubblicherò.
Infine voglio porvi un quesito. E' possibile che si parli di Allerta 2, di possibile disastro, e nel frattempo ci sono datori di lavoro che ti chiamano a casa (non nel mio caso) per farti andare al lavoro mentre le istituzioni invitano a non uscire di casa? E' possibile che una persona impossibilitata a muoversi per andare al lavoro, causa probabile esondazione del fiume, debba prendersi ferie?
Punti importanti su cui riflettere e che possono davvero connotare lo stato di una società che decide ad un certo punto che la vita viene prima del profitto.
Un abbraccio a tutti.
mercoledì 9 novembre 2011 20 vostri commenti

Diario di Genova/2. Di angeli, dolore e volti che si incrociano.


Oggi non piove. Inizio in questa maniera perchè qua è davvero importante, l'anima della città ha bisogno di tregua, di non guardare in continuazione il cielo come una minaccia e trovare una tranquillità che aiuti alla ricostruzione di tutto quanto.
Genova lo sta facendo. Questa mattina costeggiando una delle due sponde del Bisagno lo sguardo si perdeva nelle varie tappe dell'orrore create dal fiume, negozi allagati, scantinati, garage, esercizi chiusi e poi lui. Lui quello che ora sembra un torrente innocuo, con appena 20 forse 30 centimetri di acqua che scorre incurante di tutto quello che è successo. Sembra assurdo e lo è infatti.
Qualcuno li ha chiamati angeli, io non so come chiamarli. Voglio usare il loro nome, giovani. Si gli stessi che in precedenza sono stati magari criticati da tanti, troppi, come vuoti, come non interessati a quello che succede nel resto della città, del mondo. Hanno dimostrato ancora una volta che questo paese ce la potrebbe fare se investisse sulle persone giuste. Ragazze di 16-17 anni come quelle che l'altro giorno chiedendomi se potevano dare una mano si sono prese in due un secchio di parecchi chili pieno di fango e detriti senza dire niente, o come quel ragazzo che in un momento di pausa mi ha detto "belin ho 16 e ho già mal di schiena". Una sola parola meravigliosi e credetemi la città non lo dimenticherà mai (nella foto uno dei portoni di via Fereggiano).
Oggi dopo i rinvii di ieri per il maltempo si sono svolte i funerali di Evelina l'edicolante che ha perso la vita in via Fereggiano, e di Serena ragazza di 19 anni che è stata investita dall'onda nella stessa via mentre andava a prendere il fratello a scuola. L'ho già detto ma lo ripeto un dolore immenso che non si può neanche immaginare. Il nostro pensiero e il nostro cuore sono con le famiglie delle vittime. Anche le salme di Shpresa e quelle delle sue due figlie sono partite per l'Albania, con il povero Flamur al seguito che ha voluto ringraziare tutta la città per l'affetto dimostrato.
Ho parlato di volti. Quelli dei ragazzi, ma voglio ancora parlare di quel maledetto Venerdì. Sia nel momento in cui ero in moto sia dopo a piedi si sentiva la gente più vicina. Eravamo uniti ognuno di noi cercava negli occhi di uno sconosciuto, di una qualunque persona un po' di forza un po' di rassicurazione. E la trovava. Eravamo vicini uno all'altro anche se distanti. Ieri ripercorrendo le strade del centro a piedi sentivo la gente che passeggiava già più lontana. Lo so è un discorso forse assurdo, ma credo, e questo forse è un'utopia, che si debba ritrovare quello stato d'animo anche nei momenti di vita normale e non solo nell'emergenza. La stessa emergenza che ha visto uomini e donne trasformarsi in eroi civili, mani che hanno tirato fuori dall'acqua persone, tuffi e nuotate improvvisate per cercare un amico o un'amica, carabinieri poliziotti vigili urbani autisti che senza perdersi d'animo rischiando la propria vita hanno messo in sicurezza migliaia di persone.
Persone che aiutano persone che aiutano altri e altri ancora.
Questa dovrebbe essere il futuro.
La vita.
Un abbraccio a tutti.
martedì 8 novembre 2011 25 vostri commenti

Diario di Genova

Risveglio traumatico oggi a Genova, anzi per qualcuno nemmeno risveglio visto che ha passato la notte in piedi per il timore di esondazione.
Purtroppo l'incubo è continuato, dopo la tregua di ieri che ha permesso alla città di celebrare il primo funerale di una delle vittime e di aiutare le zone alluvionate da questa notte alle 3 si è abbattuto sopra di noi una serie si temporali autorigeneranti, li chiamano così ora, con fortissime precipitazioni. La cosa incredibile è che fa anche caldo, una situazione davvero surreale. Senza pensare che ormai lo stato d'animo è cambiato, ad ogni goccia si pensa subito al peggio e si sta in guardia. Davvero incredibile credetemi. Nel tardo pomeriggio di ieri ad esempio siamo stati allontanati dalle vie con i megafoni perchè si avvicinava un rischio esondazione.
Ieri per strada come al solito in mezzo al fango ho incontrato ragazzi giovanissimi, persone splendide, che cercano in continuazione di aiutare, a volte vengono mandati via perchè in troppi non si riesce a starci ma non si perdono d'animo andando a cercare immediatamente un altro posto. Le possibilità non mancano... supermercati, scantinati, magazzini, fondi, garage, case, negozi insomma purtroppo c'è di tutto e per fortuna ci sono migliaia di giovani che continuano a lavorare.
L'allerta 2 è stato prorogato fino alle 18 di oggi, questa mattina abbiamo avuto la prova di quello che dicevano. I residenti nelle zone a rischio, compreso il sottoscritto, sono stati invitati a non uscire di casa per pericolo esondazione del Fereggiano nel quartiere di Marassi e dello Sturla che si trova invece a Levante. Poi verso le 9 la tregua e un po di cielo aperto. Il bollettino della protezione civile parla appunto di una tregua fino alle 12.30, speriamo non so che altro dire.
Voglio aggiungere solo una cosa. Purtroppo ci sono stati anche episodi di sciaccallaggio. Alcune persone si sono finti soccorritori per poi rubare materiali, sono stati sottratti alla folla potete immaginare la reazione.
Esiste però un'altro tipo di sciacallaggio, cioè quello televisivo. Non parlo delle emittenti locali come ad esempio Primocanale che sta facendo un lavoro meraviglioso 24ore su 24 ma di quelle nazionali.
Già nella giornata di sabato Studio aperto aveva dato un allarme di esondazione improvvisa, mai avvenuta, con tanto di giornalista che sosteneva di essersi riparato in alto. Questa mattina la Rai ha annunciato un'altra esondazione del Fereggiano in alcuni punti, mai avvenuta. Una mia collega questa mattina mi ha riferito che Barbara D'Urso (faccio fatica anche a nominarla credetemi) ieri attaccava il sindaco di Genova che vorrebbe vedere a spalare. Tolto tutte le considerazioni sul sindaco che ho fatto ieri e che non intendo ripetere voglio dire ma la D'Urso dove era quando il suo datore di lavoro firmava i condoni, dove era quando il suo datore di lavoro ha preso per i fondelli la popolazione de L'Aquila, dove era quando il suo datore di lavoro esortava a costruire il ponte sullo stretto in un paese che sta in piedi per prati, dove era quando sempre il suo datore di lavoro inviava la metà dei soldi per Sestri Ponente e non inviava niente per finire i lavori proprio sul Fereggiano e sul Bisagno?
Ecco Genova non ha bisogno di gente del genere, non ha bisogno del Tg1 che ti fa il regalino di un servizio mandando in onda immagini della vecchia alluvione e non ha bisogno soprattutto della D'Urso che potrebbe regalarci un Guinness prima o poi... mettere insieme una frase sensata all'anno.
Qui si continua a lottare, guardiamo il cielo si spera nel sole e non si molla.
Un abbraccio a tutti.

Per gli aggiornamenti in tempo reale qui.
lunedì 7 novembre 2011 26 vostri commenti

Genova non molla

Grazie.
Posso solo iniziare da un grazie a tutti coloro che in questi giorni mi hanno scritto e hanno chiesto della mia città. Vi voglio bene.
Davvero difficile credetemi riuscire a scrivere qualcosa perchè le sensazioni sono tantissime, sono stati e sono giorni indimenticabili. Si Genova come ha detto qualcuno è stata in ginocchio ma si è subito rialzata, lo si può vedere nei volti e nelle braccia che ancora in queste ora stanno spalando fango, uomini e donne che subito si sono messi al lavoro per risollevare il quartiere. Migliaia e migliaia di ragazzi giovanissimi con pale picconi secchie guanti completamente ricoperti di fango che subito si sono presentati spontaneamente per aiutare chi era stato colpito.
Il dolore è tanto.
Proprio questa mattina venendo a piedi al lavoro ho rifatto la strade che venerdì ho tentato di fare con la moto, stupidamente, trovandomi davanti alla piena del Bisagno. Un torrente, assieme al Fereggiano, che in queste ore sembra minuscolo innocuo ma che sa essere mortale. Ho fatto quasi automaticamente quella strada come a voler ripercorrere quegli attimi che non dimenticherò mai. Non so chi mi ha protetto in quel momento ma lo ringrazio di cuore, non aver svoltato a destra, non aver fatto quel ponte mi ha riportato verso l'asciutto e poi i quartieri alti.
Il dolore è tanto.
Per quelle 6 vite che questa tragedia si è portata via. Non ci sono parole, non si possono trovare parole per descrivere il dolore che in questo momento i loro cari stanno provando. Ieri pomeriggio guardando quel palazzo, dove hanno perso la vita, si rimaneva impietriti fermi immobili.
Scrivo pensieri slegati, non è facile.
Venerdì quando nel primo pomeriggio eravamo tutti in strada con l'unico obiettivo di arrivare a casa, ho visto persone che nonostante la grande paura cercavano di aiutarsi e di confortarsi. Uomini e donne col telefonino in mano che cercavano in assicurare i propri cari o raggiungerli in qualche maniera. Insomma in quei momenti ti passa davanti tutta la vita, pensi a tutte le immagini dei disastri che hai visto in televisione, pensi che stai facendo una cazzata a provare ad andare in moto a casa, pensi che dovresti tornare indietro perchè tua madre ti sta chiamando al telefonino e non puoi rispondere. E poi lo fai, per fortuna.
L'arrivo a casa venerdì è stato come raggiungere una salvezza, si doveva andare più in alto possibile, la chiave che gira e la porta che si apre l'abbraccio con la mia fidanzata, 4 occhi che si incrociano e si dicono "ce l'abbiamo fatta" e poi la stanchezze e soprattutto la tensione che scendono. Da li in poi inizi a provare tante strane sensazioni. Si passa dalla felicità di essere al sicuro e di sapere che i propri cari stanno bene, alla vergogna nel gioire in un momento in cui ci sono altre persone che stanno male, hanno perso parenti o la casa. Poi si passa alla sensazione del voler fare qualcosa aiutare... poi ti accorgi che a questo ci hanno pensato tanti tantissimi qualcuno li ha definiti angeli, 12-13 mila persone, che ancora in queste ora stanno lavorando.
Sono la speranza per tutti, non solo di Genova ma di tutto il paese. Quei giovani che tanti, troppi, criticano, gli stessi che chiedono in questi mesi un mondo diverso, un mondo fatto di volti freschi, di solidarietà, di voglia di fare, di aiuto, di cooperazione, di umanità.
Non sono un tecnico e nemmeno un esperto quindi non vi so dire che cosa è successo di preciso venerdì. Posso solo dirvi una cosa, in altre occasioni la pioggia è durata molto di più, però sicuramente questa volta la tipologia di pioggia era molto diversa, rovesci continui e di elevata intensità. Ma è chiaro che non può essere solo questa la causa.
Non voglio fare quello che cambia idea a seconda della situazione e del colore politico. Dopo l'alluvione di Roma me la presi con Alemanno. Oggi vi dico che pure avendo votato il sindaco Marta Vincenzi non dovrebbe ripresentarsi alle prossime elezioni, sarebbe un gesto importante. Credo che un sindaco abbia la responsabilità della sicurezza dei propri cittadini, ed è chiaro che qui venerdì più di una cosa non ha funzionato. Credo però che dovrebbe anche dimettersi il capo della protezione civile, visto che qualche minuto prima un addetto della protezione appunto aveva rilevato che la situazione del Fereggiano non preoccupava. Poi dovrebbe andarsene anche gran parte del nostro governo visto che aspettiamo ancora i soldi per i lavori da fare dopo l'alluvione di Sestri Ponente (ne sono arrivati solo metà), che per i lavori sulla foce del Bisagno ne stiamo aspettando altri e che non ci sono proprio fondi per lo scolmatore del Fereggiano. Sul presidente del consiglio ho già detto tutto quello che devo dire visto che ha avuto il coraggio di dire che abbiamo costruito dove non si doveva... lui che di condoni edilizi se ne intende.
Il problema è che effettivamente è vero che abbiamo costruito dove non si doveva, ma 30-40 anni fa. Molte strade di Genova sorgono s torrenti, rii o fiumiciattoli. Una voragine se è aperta sotto una strada lontanissima dai grandi torrenti perchè sotto scorreva un rio che non trovava sbocco. Quindi ci si guarda in faccia e ci si dice seriamente che ci sono case che non devono stare in alcuni posti oppure dobbiamo trovare i metodi per proteggerci. Come? A partire dalle fasi di emergenza. Voglio dire che se c'è un'allerta2 come venerdì, e mi viene detto che è meglio stare a casa io concordo, anzi direi che è la soluzione ottimale. Il punto è che dobbiamo chiudere tutto, ma proprio tutto, altrimenti chi lo dice al datore di lavoro che non vado a lavorare, visto che c'era aziende che sabato (col blocco del traffico in atto) c'erano aziende che chiamavano a casa i lavoratori delle zone alluvionate per andare a lavorare.
Scusate so di essermi dilungato parecchio, avrei altre cose da dire ma mi fermo qui. L'allerta non è finito, in questo momento è spuntato il sole per darci una mano, ma nel pomeriggio e in serata sono state annunciate piogge, e a questo punto non ci resta che sperare.
Vi dico solo che Genova si sta rialzando, non molla, in queste ore ci sono persone che sono in mezzo al fango ad aiutare. Mani che aiutano altre mani, che ne tengono strette altre come le tante che venerdì hanno salvato vite, tirato fuori dall'acqua sconosciuti.
Oggi la mia città è in lutto cittadino e il pensiero va a tutti coloro che hanno perso una persona cara in questa tragedia, a coloro che hanno perso tutto.
Non vi lasceremo soli.

Latest Tweets

 
;