venerdì 20 marzo 2026

Sale d’attesa


Nelle sale d’attesa spesso si incontrano sguardi stanchi, incredulità, incomprensione e speranza nella cura.
Si creano delle piccole comunità.
Ci sia aiuta tra pazienti, si condividono pensieri tra caregiver appesantiti da troppi anni di malattia.
Capita anche di rendersi conto che le disavventure vissute in prima persona sono relative, senza sminuire mai il dolore. Perché in fondo fino a quel punto ci si è arrivati.
Si può anche avvertire il senso di abbandono e lo sguardo magari si rivolge verso il basso.
Il capo chino, disturbato solo da una voce sintetica che chiama il prossimo numero. 
Poi una voce di un operatore sanitario, che accoglie con gentilezza un anziano smarrito, riesce a rendere il grigio un colore bellissimo.
Anche l’attesa nella cura ha bisogno di gentilezza.


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