Quando perdi un genitore il dolore è immenso. Il cuore rimane in bilico, appeso. Il cervello però si concentra immediatamente sul genitore che rimane. Un salvagente in mezzo ad una tempesta, per entrambi.
Quando perdi anche l'altro, perdi le radici. L'albero inizia a vacillare e ogni filo di vento può essere quello in grado di buttarti giù.
Lontano è il sentirsi per raccontare la giornata, dire che sei arrivato, mandarsi la buonanotte. Anche se continui a lasciare il telefono sul comodino nonostante non ci siano più emergenze.
Rimane una casa, con oggetti, angoli che fanno tornare alla mente la storia, ricordi, anche quelli che avevi quasi dimenticato.
Io e mio fratello quando possiamo andiamo nella casa che ci ha visto crescere. Mi capita a volte di dire "stiamo svuotando casa...". Oggi pensavo a questa parola, al suo significato. Togliere e lasciare nulla dentro. Così freddo.
Non so cosa ne sarà, ma certamente non sarà mai uno svuotare, anche se concretamente sarà il risultato finale.
Penso alla terra e ai suoi strati che lasciano tracce di chi è passato prima di noi, vorrei fosse così anche per noi.
Perché quelle storie, quelle persone, quelle voci anche se ora sembrano così lontane rimarranno.
Una stratigrafia delle emozioni.
Nonostante la salita sia appena iniziata.






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