mercoledì 21 novembre 2012

Perché si può dire di no

Ciò che sta succedendo in questi giorni a Gaza è davvero inquietante per il futuro dell'umanità. Ancora una volta l'uomo riesce a dar prova di ciò che è in grado di fare quando la ragione viene sopraffatta dalla bestia che è in agguato soprattutto negli uomini di potere e in coloro che sono sempre pronti a dire di si.
Credo sia giusto ricordare che dietro ad ogni scelta dei governi che troppe volte sembrano distanti dai cittadini ci sono poi persone che eseguono e che hanno sempre la possibilità di dire no.
Un no a premere un pulsante.
No a lanciare un razzo.
No a mettere un bomba.
No a sparare verso un proprio simile.
Un no possibile ma che troppo spesso viene allontanato per lasciare spazio a motivazioni religiose, territoriali o economiche.
La paura aumenta se poi assieme a tutto ciò aumenta la censura e l'auto censura. Il silenzio di alcuni media che hanno paura di parlare di violenza di stato e che fanno informazione al caldo dei loro salotti bene, mentre nello stesso momento ci sono giornalisti o uomini liberi che cercano di allertare il mondo su quello che viene nascosto, sul volto di un bambino ucciso, su un crimine di cui tutta l'umanità dovrebbe vergognarsi anche solo per non essere riuscita a impedirla.
Per questo motivo credo sia giusto ripubblicare il post di Odifreddi che puntualmente Repubblica ha deciso di censurare ed eliminare dal blog...

Dieci volte peggio dei nazisti

Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare ancheNetanyahu e i suoi generali?


Piergiorgio Odifreddi

18 commenti:

  1. Purtroppo c'è una effettiva analogia tra quanto attualmente succede di tragico e drammatico tra ebrei e palestinesi e quello che di criminale fecero i nazifascisti qui a Roma, e non solo, nel 1943.

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  2. Io ti leggo. In silenzio. Perché, a volte. Non si sa davvero cosa dire.

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  3. incredibile che questa situazione vada avanti da anni senza che la comunità internazionale intervenga concretamente...

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  4. Avevo letto il pezzo di Odifreddi, che poi, mi pare, si è autocensurato.Difficle comunque non dargli ragione e onestamente non trovo un briciolo di giustificazione a favore degli israeliani.Il massacro di Gaza purtroppo è uno scempio che non avrà mai fine. Leggevo che questa escalation non è altro che un modo del Likud per fare campagna elettorale. Capisci a che livello siamo arrivati ?

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  5. NO ALLA GUERRA, NO ALLA VIOLENZA, NO ALLE ARMI!
    E' giusto quello che dici: dietro alle decisioni, in ultima battuta ci sono gli uomini: che 'dimostrino di non essere dei robot'!

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  6. Non sapevo di questa censura. Una censura non va mai fatta. Repubblica poteva mettere in contraddittorio l'articolo in questione. Detto questo e aggiunto che da tempo ritengo che le classi dirigenti di Israele siano composte da criminali, vado avanti per ricordare che la causa palestinese ha oggi, più che mai indegni falsi tutori: dice niente l'Iran fondamentalista? Porto qui anche la testimonianza della mia personale visione pacifista, che, però, al pari di qualsiasi altra nel mondo, si scontra da più di 60 anni con il cinico realismo politico non solo degli Stati e dell'ONU, ma anche dei grandi movimenti politici occidentali.

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  7. Hai fatto bene a pubblicarlo, un pezzo da sottoscrivere tutto. Bravo Oddifreddi e vergogna a Repubblica, giornale che ignoro sempre di più ...leggete il manifesto, l'unico quotidiano con un inviato nell'inferno di Gaza, come Vik, tre anni fa.

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  8. Il post di Odifreddi dice quel che nessuno aveva mai osato dire, ma che tanti pensano, me compresa.
    L'hanno censurato perché è scomodo, e non solo: rischiava di creare un movimento di opinione - civile e autorevole - contro Israele.

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  9. Mi pare che per molto meno Usa (e Nazioni Unite) siano intervenute in altre situazioni. Si tende a scontare molto ad Israele, perchè gli ebrei sono sempre a credito col mondo? (che poi sarà giusto considerare Israele ed Ebraismo la stessa cosa?) O forse perchè tanta parte dell'economia mondiale è legata a doppio filo con Israele per un motivo o per l'altro?

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  10. Non ci potevo credere alla censura di Repubblica! Perchè poi? Ciò che scrive Odifreddi è la pura verità.
    Gli israeliani contano come i nazisti: per loro 1 vale 10.
    Cristiana

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  11. Bravo Ernest, ti ringrazio per aver ripubblicato l'articolo, e per il tuo commento su questa nefandezza , che è la striscia di Gaza!

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  12. un applauso di approvazione per questo post.

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  13. è stata abbastanza antipatica la censura di Repubblica, preferisce gli appelli sdolcinati, di quelli che mettono d'accordo tutti

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  14. Applausi ad Odifreddi, merda su La Repubblica, pseudo giornale di sinistra, house organ di monti e dei salottieri piddini.

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  15. bravo per l'articolo che hai pubblicato... secondo me ormai sono stati scritti e dette fiumi di parole sulla crisi israele palestinesi senza ottenere mai niente. Questi signori non vogliono la pace perchè i loro capi e le lorofazioni sono guerrafondai per natura.

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  16. Tanta verità nell'articolo di Odifreddi.

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