mercoledì 14 ottobre 2015

Si selfie chi può

Un uomo in difficoltà economiche, disperato, magari anche con delle colpe, ma non è questo il punto. Il problema è che quest'uomo non è seduto in un ufficio e nemmeno in piedi dentro un bar, non sta passeggiando, né fumando.
E' in bilico.
Sul cornicione del ponte monumentale di Genova, in via XX settembre, una delle vie più importanti.
Vuole essere ascoltato, rivuole il suo furgone pare sequestrato per irregolarità amministrative, ma non è nemmeno questo il punto.
Ciò che colpisce, come sempre in queste situazioni, è la folla che si è formata sotto il ponte, come se fosse un concerto rock, transenne e polizia, manca solamente l'ambulante che vende bibite.
Ritorna alla mente la tragedia del povero Alfredino caduto nel pozzo nel 1981, quando la televisione scoprì la tragedia e l'Italia intera fu testimone della morte in diretta.
Quell'uomo è sempre sul cornicione. Sotto non vede occhi o mani che lo invitano a scendere, magari qualcuno c'è ma è in minoranza, ma cellulari di diverse marche pronti a scattare una foto da mettere subito su un social, oppure un selfie per sentirsi fighi. Pronti ad aspettare cosa poi? La morte di un uomo o la salvezza?
Quell'uomo è sceso poi ma ha aspettato solamente qualche giorno per scavalcare il muretto e salite nuovamente sul cornicione cercando ascolto e comprensione, trovando solamente troppi touchscreen di ultima generazione.

15 commenti:

  1. Il padre dei cretini non sta mai quieto!

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  2. La società dello spettacolo in cui siamo immersi diventa sempre più squallida.

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    1. ormai lo spettacolo ci ha invaso...

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  3. Che brutti che siamo diventati. Mi ci metto anch'io nonostante non abbia mai fatto un selfie e non mi verrebbe mai in mente di affacciarmi sulle disgrazie degli altri.
    Come si potranno mai cambiare queste teste?

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    1. Io non sono contro i selfie a prescindere anche perché una volta ce li facevamo e si chiamavano autoscatti... sono contro l esagerazione e questi termini assurdi.... poi in questo caso figurati, in rete si trovano foto di persone che si sono fatti un selfie davanti a tragedie

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  4. Che tristezza.
    Sia lui che gli spettatori.

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    1. già... qualcuno che addirittura ha fatto a gara per la posizione migliore

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  5. Esulo un momento dal tema del post, perche' hai citato la vicenda di Alfredino Rampi.
    Caro Compagno Ernest, non e' la stessa cosa, quella dell'alfredino e' ben piu' gigantesca.
    Il giorno in cui Alfredino cade nel pozzo artesiano non e' un giorno normale, e' il giorno nel quale esce la prima lista P2 (quella non scremata dai 12 alti prelati).
    La lista arriva a tutti i quotidiani italiani di notte, arriva anche in Rai.
    Partono subito telefonate dal ministero dell'interno "guai a chi pubblica quella lista". Si susseguono riunioni e contatti alle alte sfere, non si deve far sapere l'accaduto, o perlomeno non lo si deve far sapere in questa forma.
    Cosi', si decide di occupare per due giorni il servizio informativo della rai, si mandano troupe in forze presso il pozzo (tanto per darti un'idea della gravita', solo in quell'anno furono piu' di dieci i bambini caduti dentro a pozzi artesiani) e si produce la PIU' LUNGA DIRETTA TELEVISIVA ININTERROTTA, battendo di gran lunga quella precedente, lo sbarco sulla luna.

    Il tutto per avere il tempo di evirare la lista.

    Difatti, essa esce sui media due giorni dopo, ovviamente epurata di un nutrito nugolo di uomini di fede, i quali, dieci anni dopo, proprio loro, saranno tutti nominati cardinali da woitila e spediti a spargere il verbo nei quattro angoli del pianeta.

    La potenza dei media: tutti si ricordano dell'alfredino e nessuno della lista P2.

    hasta a tutti
    Zac

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    1. Ciao Zac, si la vicenda del povero Alfredino è completamente diversa, l'ho citata solamente per fare un parallelo sullo sviluppo mediatico che hanno eventi come questi... ho letto anche io della questione lista p2 trovata proprio in quei giorni, francamente non so esprimermi.
      Qualcuno disse che si cercò di creare questo caso per coprire la lista... altri invece hanno sempre parlato di casualità purtroppo e di mala organizzazione dei soccorsi...
      Cmq sia la potenza dei media è entrata dentro all 'uomo ora nn servono nemmeno le telecamere basta un cellulare moderno una connessione ad internet e in pochi secondi diventi regista e testimone di qualcosa da mettere on line perdendo di vista il problema che magari hai davanti...
      hasta

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  6. Non amo comparire nelle foto, non lo amavo nemmeno quando li chiamavamo autoscatto; figurati insieme ad un uomo disperato su un cornicione!
    Che cattivo gusto, che assenza di umanità, che deprecabile gesto osceno!

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  7. Non c'entrano tanto i telefonini quanto un lato oscuro umano che ama gli spettacoli crudeli. Li amavano gli spettatori dei giochi del colosseo, li ama il popolino che si trova davanti al possibile gesto disperato. C'è chi riesce a vincerlo e pensare di aiutare ma la maggioranza vuole solo lo spettacolo, possibilmente gratuito.
    Non so se conosci il tedesco (ma trovi in rete anche la traduzione) ma guardati (ed ascolta) questa canzone dei Rammstein: Spring! https://youtu.be/9jbKRgWWml4

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  8. xpisp(stefano)16 ottobre 2015 10:01

    Ciao Ernest, non siamo diventati, lo si è sempre stati.
    Ti sei mai accorto della gente che rallenta e si ferma quando c'è un incidente? mica per aiutare ma solo per curiosare.
    Mai notato la gente che accorre dove ci sono state disgrazie aeree solo per "raccogliere un ricordo"? Macabro ma sempre presente.
    Purtroppo ci sono sempre state e sempre ci saranno persone che sulle disgrazie altrui cercano qualcosa da raccontare(con particolari precisi o piccoli souvenir) o da far vedere...come un fantastico autoscatto!
    quindi tranquillo..non siamo peggiorati, perseveriamo con nuovi strumenti!

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  9. Una società alla deriva e senza sentimenti.

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  10. Una brutta società, ecco cosa siamo diventati!!!!!!!!!!!

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