domenica 4 novembre 2018

Colpi su colpi

Questa volta il peggio è arrivato dal mare. Il nostro amico, un compagno che noi genovesi, noi liguri sappiamo di avere sempre lì a disposizione. Una presenza, la sua, che possiamo avvertire in ogni momento anche quando si cammina nei vicoli del centro storico sommersi dall'altezza dei palazzi di una volta. 
L'acqua è arrivata di notte sulle strade del litorale, spazzando via tutto. 
I danni non si contano più, la mia città ultimante sembra entrata in un circolo vizioso. Le alluvioni, le frane, il crollo del ponte e ora i danni della mareggiata. 
Nulla avviene per caso però. 
Che si tratti di incuria, di mancata manutenzione o di cemento che avanza, la mano dell'uomo è sempre presente. Ogni volta che passo sulla sopraelevata penso a quanto cemento abbiamo messo tra noi e il mare. In alcuni casi un'azione indispensabile probabilmente per permettere l'esistenza stessa dell'urbe, ma in alcuni casi a mio giudizio un'invasione che ora la natura ci sta facendo pagare. 
Sento dire spesso ultimamente che Genova si rialzerà. Non lo so, me lo auguro, ma quel che è certo è che stiamo prendendo pugni nello stomaco da molto tempo. 
Siamo, credo, l'unica città al mondo con un'autostrada che termina dentro alle vie cittadine, un danno, un disagio per tutti che non può essere sopportato ancora per molto. Il rischio è quello di un ulteriore tracollo dell'economia cittadina. Genova anni fa puntava a superare il milione di cittadini ora siamo meno di seicento mila. Molti anziani, i giovani fuggono, come il lavoro. 
Il decreto Genova partorito dal governo è un insulto, davvero troppi politici anche locali stanno giocando a chi la spara di più, una propaganda infinita che in questo caso gioca con la vita delle persone, delle loro case e delle aziende che chiudono. 
Andremo avanti a Genova questo si. Ne abbiamo passate tante, ma oltre al ponte serve costruire una prospettiva comune. 

11 commenti:

  1. Restiamo sempre in troppi nelle mani di pochi. E anche se siamo una marea continuiamo a non contare un caxxo. A farci prendere per i fondelli dal politico di turno. Da quello che di cambiamento ha solo il conto in banca. Il resto del mondo non conta, andrà spazzato via come con un vento a cento orari che tanti fanno ancora fatica a capire che si sviluppa per colpa nostra. Per i cambiamenti climatici ai quali contribuiamo anche noi con la nostra auto o facendo docce chilometriche sprecando acqua. Intossichiamo e prosciughiamo il mondo, e al massimo ne scriviamo su un blog. Sono triste.

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  2. Che si deve dire Ernest, coraggio

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  3. Caro Ernest, sto pensando ai bellunesi e a voi genovesi. Nel mio piccolo sto cercando di comprare prodotti locali vostri.
    Dai Genova.

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  4. Caro Ernest, sto pensando ai bellunesi e a voi genovesi. Nel mio piccolo sto cercando di comprare prodotti locali vostri.
    Dai Genova.

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  5. Ogni anno a novembre ci viene presentato un conto troppo amaro.

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  6. Mi piange il cuore. Sono ligure fin nel midollo, ho vissuto anche un anno a Genova. Mi piange il cuore.

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  7. Scene già viste -quelle politiche, eh- stavolta cambia lo scenario: la tua fin troppo martoriata Genova...

    Moz-

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  8. Ho parenti a Genova . Conosco Genova abbastanza bene da non perdermi. Mi piace Genova . Adoro Corvetto quanto Caricamento e mi piace il carattere dei genovesi, tenace e mai sottomesso , che poi forse è un po' il carattere di tutti i liguri. Vi sono vicino

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  9. ....ed adesso chiudono anche La Rinascente ..:((

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  10. Il problema è esattamente la prospettiva comune.
    Non sono per i genovesi ma per tutti gli italiani.
    Ti abbraccio.

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  11. Troppa devastazione in giro.
    Sereno giorno.

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