lunedì 26 maggio 2014

Scheda Crociata


Alla fine lo scudo crociato è nel DNA dell'italiano. La democrazia cristiana non è mai sparita, come si diceva in una canzone ha fatto dei giri immensi e poi è ritornata. Come un barattolo di biglie che cade spargendo a destra e a sinistra il suo contenuto, per ritrovarsi poi dopo anni di nuovo insieme.
Probabilmente è quello che vuole l'italiano, ma lo abbiamo sempre saputo altrimenti non si spiegherebbero i vent'anni di Berlusconi.
Perde l'imperatore di Arcore ma nonostante il calo ci sono ancora 4 milioni e mezzo di persone che riescono a mettere la croce sul partito di un pregiudicato, fondato da due individui che sono in carcere e in attesa dell'estradizione. Ma sapevamo anche questo degli italiani.
Un milione e mezzo di italiani hanno deciso di affidarsi ad un personaggio come Salvini votando Lega, così come poco più di un milione hanno sposato la causa dell'ex delfino Alfano che si sta preparando a fare la fine di Fini.
Grillo perde 2,5 milioni di voti probabilmente tornati all'ovile del pd o caduti nell'astensionismo. E da oggi entra di diritto nel club delle dichiarazioni rimangiate visto che aveva detto che in caso di sconfitta se ne sarebbe andato. 
Io come al solito faccio parte delle riserve indiane col mio 4% della Lista Tsipras, un'occasione persa come sempre da quelli che dicono di avere voglia di sinistra e appena hanno l'occasione votano da un'altra parte. Ma sapevamo anche questo degli italiani.
Cosa rimane di tutto ciò?
Il dato che tutti snobbano perché troppo impegnati a festeggiare. L'affluenza. Il 42% degli italiani non è andato a votare.
Questo paese non vota più, non è interessato a questa politica. Tutta, Grillo compreso.
O forse come ha sempre fatto delega ad altri le decisioni, badando solamente a ciò che ha intorno, non più in là del proprio naso.
"Perché bisogna cambiare tutto per non cambiare niente".

11 commenti:

  1. Purtroppo vedo troppi venti in Europa che non mi piacciono (estrema destra e i partiti delle lobby).
    Anch'io ho appoggiato Tsipras e ancora cerco una vera sinistra.
    Saluti a presto.

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    1. le percentuali dei movimenti di destra fanno paura.

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  2. ...sì è vero, si tratta di una vittoria per l'Europee che non contano poi tanto per la nostra situazione a dir poco catastrofica qui in Italia, ma io intanto, ballo dalla gioia per le legnate inferte al gillourlante e al berlufolle.

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    1. sai che secondo me era tutto nei piani di grillo...

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  3. Io non ho votato. Non ho votato perchè non trovo chi mi rappresenti. Perchè i voti di protesta non mi risulta abbiano mai risolto niente. Perchè dopo 31 anni che voto non ho mai visto cambiare nulla, oppure cambiare ma solo per tornare ed essere come e peggio di quello che c'era prima. Perchè non capisco il senso del baraccone del parlamento europeo.

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    1. come darti torto... io ho votato Tsipras perché non perdo la speranza che si possa avere prima o poi uno schieramento di sinistra vera. Spero che da quel 4% si possa partire... ma ho dei dubbi profondi sugli italiani

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  4. l'affluenza si è fermata al 57,22%, un risultato troppo preoccupante per essere sottovalutato

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    1. e invece se ne parla pochissimo, fa comodo.

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  5. A me la tua riserva indiana piace, solo che deve trovare un modo di entrare in sintonia con quelli che, anche al sud, si lasciano abbindolare dalla Lega (sembra un controsenso ma non credo)

    Un saluto, amico mio!

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  6. non avevo dubbi che anche tu avessi votato per la Lista Tsipras! come ho detto orgogliosamente a un altro amico, nella mia città è stato il quarto partito, ma se da un lato è stato bello vedere che ha superato la Lega Nord, dall'altro è stata una tristezza constatare che ha preso la metà dei voti di Forza Italia...

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  7. Ho votato PD anziché Tsipras come mi ero riproposto perché mi dava fastidio questo tono da bega nazionale messo su da, praticamente, tutti. Paradossalmente un 25 per cento a Tsipras e un 20 al PD non avrebbe esaltato la Lista per l'Europa ma scatenato Grillo al ribaltamento dei ruoli in Italia. E' normale tutto ciò? No, ma questa è l'Italia, e questo ha favorito Renzi. Per ora.

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