martedì 7 aprile 2009

Caccia all'audience


Ieri sera è andato in onda l'ennesimo show dello sciacallaggio mediatico. Le due trasmissioni punta delle sei reti di Berlusconi si sono date battaglia a colpo di lacrima.
Sicuramente è giusto dare spazio alla tragedia, è giusto dare informazioni sulla sicurezza delle zone e che possono permettere una corretta gestione dei soccorsi, dare tutte le notizie che possano aiutare ad incentivare gli aiuti umanitari. Non è pensabile, però, vedere delle trasmissioni che cercano di guadagnare audience mandando in onda le lacrime della gente, immagini "strappa attenzione" con tanto di musichetta stile intervallo di RAI tre.
Non è pensabile assistere in diretta al presidente del consiglio che chiede ad uno dei suoi ministri "se gli può assicurare all'indomani la presenza di 1500 nuovi agenti per il cambio", come se non potesse sentirlo direttamente al telefono.
Non è pensabile ascoltare il signor Vespa chiedere soldi per le chiese a poche ore di distanza dalla tragedia quando in quello stesso momento vi sono ancora persone che cercano i loro cari sotto le macerie.
E' stato un continuo sbandieramento dei provvedimenti del governo, dell'efficacia del governo in queste situazioni. Come ad esempio il rifiuto degli aiuti da parte degli stati esteri, proprio per far vedere che l'Italia di Arcore non ha bisogno di aiuto. Infatti, ieri sera alle 23.30 c'era ancora gente che non aveva la tenda. Questo non vuol dire che la protezione civile non si sia comportata bene ma vuol dire che anche in questi casi l'orgoglio e la supponenza della classe dirigente che ci governa ha sforato i limiti. e che a volte bisogna saper dire "abbiamo bisogna d'aiuto". Piuttosto, perché nessuno ha chiesto a Berlusconi il motivo per cui un ospedale e una questura completamente in una zona sismica non siano stati edifici antisismici?

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