mercoledì 20 luglio 2011

20, quelle scale, quella piazza e Carlo

Le ho viste per 15 anni quelle scale.
Davanti a me quanto tornavo da scuola, quando tornavo da calcio e quando le salivo per andare a compiere il mio "dovere" da bravo chierichetto.
Piazza Alimonda. A pochi metri da casa mia.

"Sei stato tu col tuo sasso!"

Ho visto spose rischiare di cadere, parenti col sorriso a 300 denti per la comunione del nipote. Riso tirato, porte chiuse e il prete subito con la scopa in mano a pulire.

"Bastardo!"

Le prime occhiate con le ragazzine da adolescente puro, il periodo dei gruppi, del ci vediamo dal muretto.

"Non andare in piazza questa volta, siamo preparati..."

Dovevo fare il marinaio io, ottobre uguale marina. Ma con me le divise non hanno mai funzionato, quindi servizio civile.
10 anni fa, il 20 luglio ero in servizio qui dove lavoro ora, vicino a piazza Manin.

"Sei dentro vero, fuori sta succedendo in macello? Ti prego non uscire..."

Una madre spaventata, le madri spaventate, la voglia di manifestare liberamente senza etichette solo per fa sapere che nessuno può arrivare in una città è appropriarsene cancellando lo spazio vitale di un cittadino

"Ragazzi li stanno massacrando a Manin" "Chi?" "Stanno massacrando quelli di Manitese"

Il fumo, gli anziani spaventati, e i neri in giro per la città liberi senza nessun controllo mentre la polizia, la finanza, i carabinieri attaccavano chi voleva manifestare pacificamente.

"Io lascerei la porta aperta... sembra cha li vogliamo tenere fuori!" "Io la chiuderei guarda!"

Passano davanti al cancello distruggendo tutto, le divise blu dietro a guardare a distanza, dopo aver massacrato qualche minuti prima persone inermi pacifiche.
Pochi minuti e il fumo più denso, la strada sembra il Libano visto in Tv, cassonetti rovesciati, macchine ribaltate, bruciate, un anziano da portare via dal giardino di corsa spettatore inconsapevole di tutto...

"Cosa sta succedendo?"

Gettoni nei telefoni, carte telefoniche esaurite...

"Li stanno massacrando!"
"E' una trappola!"

E poi...


...e poi silenzio, fumo come dopo un duello, caldo, paura, incredulità, la jeep, l'esintore, la pistola...

"Ma è successo davvero?"

...gli amici con le telecamere a riprendere le strade martoriate, i feriti, le gente con gli occhi sbarrati.
La sera...

"Hanno ucciso un ragazzo!"
"Noooooooooooooo!"

Carlo.

I primi tentativi di depistaggio, è stato un sasso, è stato un manifestante... è stato... è stato... è stato...

Quel giorno ci ha segnato a tutti, rimarrà impresso per sempre dentro di noi e fa sempre male.

20 commenti:

  1. Quel giorno è stato un altro esempio della democrazia italiana

    RispondiElimina
  2. Quel giorno abbiamo vissuto il Cile del 1973. Quel giorno ha mostrato la vera faccia della destra italiana.

    RispondiElimina
  3. Quoto Inneres e anche Harmonica.

    RispondiElimina
  4. lo scrivevo prima a un'amica:
    "io sto cercando di evitare di soffermarmi sul disagio che mi provoca pensare al tutto. è una forma di tutela verso me stessa, perchè so bene che se entro in certi pensieri mi viene una tristezza che mi stende. per me i fatti di Genova hanno significato la morte della mia fiducia nelle istituzioni. prima di allora nutrivo la convinzione che, da cittadina onesta, non avrei avuto nulla da tenere; dopo ho capito che non è una questione di onestà, ma di essere di ostacolo o meno al potere. sarà che sono stata per anni attivista di Amnesty International, ma l'idea che l'evenienza di diventare protagonista delle violazioni che ho combattuto per anni fosse reale, mi ha devastato."

    RispondiElimina
  5. Hai scritto in maniera forte, vera, pesante.

    IO ODIO LO STATO CON TUTTO IL MIO CUORE

    L'odio è il solo sentimento che provo per loro.

    Io quando sara'.......... quando arriverà..... CI SARO'.

    RispondiElimina
  6. Il contributo di Umore Maligno: http://www.umoremaligno.it/2011/07/una-giornata-al-mare/

    RispondiElimina
  7. Hai visto il post di Amanda: ecco quando poi questo sistema è crollato, quando è scoppiata questa crisi economica, quanti "benpensanti" hanno pensato che sarebbe stato meglio dar voce a Carlo e a quelli come lui?!

    RispondiElimina
  8. il depistaggio continuo della memoria e le assoluzioni ...

    RispondiElimina
  9. E' stato qualcun altro. E poi era un anarchico spagnolo. Una donna di Roma. Un barbone. Un drogato. Un punkabbestia. Un senza famiglia.
    Come sai, io non c'ero.
    Io ero al lavoro, alla febbrile ricerca di informazioni.
    E mentre voi eravate dove io avrei dovuto essere, le mie orecchie si stavano riempiendo della loro merda.

    RispondiElimina
  10. quando successe il fattaccio ero in vacanza sul Bondone, una bella giornata soleggiata, stavo mangiando alla Malga Brigolina... poi la notizia e la giornata non è stata più la stessa!

    RispondiElimina
  11. Tanto dolore per Carlo e per le migliaia di vittime della violenza bruta e nera..VIOLENCE IS STUPID!!!

    RispondiElimina
  12. Se quel giorno a Genova fosse stato presente anche
    P.P.Pasolini cosa avrebbe detto di fronte a quei comportamenti violenti delle forze dell'ordine?
    Le stesse frasi di quelle dette nel '68 per i fatti all'Università di Architettura di Valle Giulia a Roma?

    RispondiElimina
  13. Purtroppo la prima grande tragedia siamo qui a ricordarla oggi.
    La seconda, la peggiore (hai fatto il chierichetto) l'hanno dimenticata tutti.
    E questo è grave..!!
    ------------
    Perdona lo scherzo, ma è bene tenere a mente che non bisogna mai cancellare il passato, se non si vuol tornare a riviverlo.

    RispondiElimina
  14. ... è una ferita ancora aperta. In quei giorni si è ucciso il movimento di fine anni '90, poi a settembre si sono aperte le guerre infinite. "2001 Odissea nello spazio" aveva predetto il grande Kubrick.

    RispondiElimina
  15. Non dimentico i lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo (e di donna) e i gas tossici che dicevano essere vietati dalle convenzioni internazionali. Non dimentico le teste ricucite sul ciglio della strada e i poliziotti che ci tenevano sotto tiro.
    Non dimentico.

    P.S. Mi accorgo che ho scritto di ricordi identici a quelli in Val Susa.

    RispondiElimina
  16. E' dal 12 dicembre 1969 che raccolgo dati e non dimentico, un rosario tragico di eventi e quello che mi fa rabbia è la gente comune sempre pronta a "ricordare la ricorrenza tragica" ma mai disposta ad andare a buttare questa gentaglia nel Tevere e controllare che ci resti il tempo bastante a vederla galleggiare per giorni.

    RispondiElimina
  17. Il giorno che meglio rappresenta l'Italietta squallida e meschina. Non scordiamo mai.

    RispondiElimina
  18. Trovo offensivo definire Giuliani una vittima!
    Trovo oltremodo sbagliato mettere sullo stesso piano i fatti della scuola Diaz e della morte del Giuliani.
    Trovo molto strumentale e "politico" nel senso peggiore del termine continuare dopo 10 anni ad usare la morte di un delinquente per attaccare uno stato che puoi attaccarte con altri argomenti degli stessi giorni.
    Non ho pietà per chi tenta di uccidere un carabiniere(un estintore non è un segno di benvenuto.
    Come non mi stupirò se domani dovesse morire uno dei violenti della val di susa che verrà inalzato a martire da persone che per difendere la propria idea non si fanno scrupoli a trasformare un violento, un delinquente un mancato assassino in un martire.
    Ognuno ha i martiri che si merita e che lo qualificano!

    RispondiElimina

Latest Tweets

 
;