sabato 25 aprile 2015

Un'odissea partigiana


Oggi siamo liberi perché persone come noi 70 anni fa hanno sacrificato la loro vita. Sembra la solita frase che si dice alle cerimonie, ma fermiamoci un attimo a pensare. Oggi chi lo farebbe? Oggi chi lascerebbe tutto quanto per salire sui monti per combattere una dittatura? Oggi che non riusciamo nemmeno a mettere insieme delle manifestazioni. Oggi che abbiamo paura della nostra ombra.
La realtà è che abbiamo tradito i partigiani, lo abbiamo fatto anche un minuto dopo la liberazione. 
Basta leggere il libro "Un'odissea partigiana" per rendersi conto di quello che è successo subito dopo il 25 aprile.
L'amnistia e l'azzeramento dei crimini dei fascisti. L'internamento di molti partigiani negli Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari. Perchè?
Dopo la liberazione la magistratura processa molti ex partigiani con l'accusa di gravi reati commessi durante la lotta clandestina e nel dopoguerra. Si tratta spesso di casi di  “giustizia sommaria” commessi contro sospette spie coinvolte nell'apparato repressivo fascista.
La strategia messa in atto dagli avvocati dei partigiani per cercare di alleviare le pene è quella della seminfermità mentale. Poi nel 1946 Togliatti procede con l'amnistia aprendo le porte del carcere ai fascisti condannati o in attesa di giudizio.
E i partigiani dichiarati semi infermi di mente? Non possono usufruire dell'amnistia. Quindi Opg.
Persone sane che si devono adattare ad una realtà manicomiale come quella degli Opg.
Poi silenzi. Uomini lasciati al proprio destino anche dalle forze di sinistra.
Chi oggi parla di 25 aprile con il solito ma, chi snobba il sacrificio di questa gente dovrebbe leggere questo libro per capire a cosa furono sottoposti molti partigiani il giorno dopo aver liberato il paese.
Molti fascisti tornarono ai loro posti di comando. Molti partigiani continuarono a morire.
Oggi noi abbiamo la libertà, usiamola.
W il 25 aprile.

23 commenti:

  1. guarda che nessuno e' salito sui monti per combattere una dittatura. la dittatura se la pasceva da vent'anni e non c'era nessuno che dicesse ba. quelli contro stavano tutti fuori. o nelle citta', ammacchiati. nessuno tirava colpi. sulla montagna ci sono andati alla fine del 43. quando il re si è arreso e il paese e' stato occupato dai tedeschi. oggi non siamo liberi, ossia non lo sono coloro i quali non hanno dignita', che poi sono gli stessi che oggi non andrebbero e non vanno sulle montagne. perché senza dignita' non puoi essere libero. non è una delle solite frasi che si dicono alle cerimonie, anche perché questa non è una cerimonia. oggi, per la cronaca, c'è chi "va sui monti per combattere una dittatura", pensa te che sorpresa. ma c'è anche chi è talmente drogato di retorica e banalità, che non si accorge nemmeno di quanto il pensiero unico l'abbia ridotto un nulla. oggi non siamo liberi e soprattutto non siamo liberi perché qualcuno ha dato la vita 70 anni fa.

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    1. guarda francamente un po' di storia credo di saperla e non mi sembrava il caso di scrivere un trattato sulla resistenza... per il resto oggi siamo liberi altrimenti non potremmo nemmeno scrivere determinate cose, poi è chiaro che andando nello specifico la libertà è relativa, ma non paragoniamo il nostro vivere con quello che hanno passato i nostri nonni.

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    2. 1-e tu saresti libero? ma se sei un ripetitore di opinioni commercializzate. per favore su... sei la mia finestra sullo "scontato a sinistra", ti porto ad esempio. pensa te. 2-la storia che sai te, l'hai comperata al discount, e soprattutto mi sa con l'attualita' vai di schifo. 3-vorrei davvero leggerlo un tuo trattato. su qualsiasi cosa. (siamo francamente imparagonabili ai nostri nonni, per una serie di motivi. ma c'è da dire che fino al 38-39 il rapporto tra cittadino medio e regime era di consenso acritico ed esasperante. che attualmente il regime sia disponibile in svariati articoli che gli stolti possono avere difficolta'a distinguere tra loro, non diminuisce la costante di cui sopra tra consenso acritico e pensiero unico. non e' un fatto di relativismo, dunque, e' un dubbio a proposito della liberta' e dell'imposizione. ossia: sei meno libero se qualcuno ti impone un'idea o se sei cosi' rimbecillito da non trovarne un'altra che quella? vediamo...)

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    3. quello che scrivo e quello che dico quando discuto sono da sempre mie opinioni, poi possono essere giuste o meno, ma sono mie... non mi conosci quindi che ti devo dire... per il resto sei libero di pensarla come vuoi e sei anche libero di non leggermi

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  2. Tutto vero. Ma era un periodo di transizione, e come tutti i periodi di transizione è stato opaco, incerto, confuso.A settant'anni di distanza, chi conosce la storia sa esattamente ciò che è successo e nessuno potrà mai più infangare la nostra Resistenza. Buon 25 aprile.

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    1. hai detto bene... chi conosce la storia, è credo che siano davvero in pochi ormai

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  3. Da non credere, Ernest.
    Quanta ingratitudine.
    Buon 25 Aprile!
    Cristiana

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    1. una storia incredibile, ti consiglio di leggere il libro

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  4. Io credo che quegli anni dopo la guerra siano ancora in gran parte da studiare.

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    1. lo stanno facendo e va fatto... basterebbe però cercare di capire quello che hanno vissuto durante il fascismo per capire il dopoguerra

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    2. Guarda di destrosi che ancora negano la storia ce ne sono un'infinita'anche in rete e io mi sono pure stufata di perdere tempo nei blog che li ospitano.

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  5. Ne abbiamo così tanta di libertà che pensiamo di non averne bisogno..

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  6. E' stato un periodo forte, duro, inevitabile. Veniva dopo vent'anni di schiavitù e tre anni di guerra e di terrore. Terrore che circolava nelle strade, tra amici e parenti, sui pianerottoli delle case. Non tutte le cose che accaddero furono giuste e corrette. Ma in un momento così grave come si poteva essere così lucidi da decidere cosa fosse buono e giusto? L'unica cosa certa è che le persone che rifiutano di ricordare il sangue versato e di commemorare, non sono degne di essere considerate degli UOMINI.

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    1. il tuo commento è da incorniciare

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  7. Hai centrato l'origine del qualunquismo e della rassegnazione dei nostri giorni.
    Se aggiungi il terrore seminato a Genova 2001 e l'inerzia delle rappresentanze progressiste, diventa più chiara la lettura dei nostri tempi.

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  8. "...La realtà è che abbiamo tradito i partigiani, lo abbiamo fatto anche un minuto dopo la liberazione...."

    Ed infatti, Ernest, non dimentichiamo che pur avendo la Costituzione, al capo XII delle disposizioni transitorie, stabilito che era "vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista", solo due anni dopo la Liberazione, nel 1947, si costituì il Movimento Sociale Italiano, nato per raccogliere le forze fasciste disperse dopo la Liberazione e provvisoriamente confluite nel partito dell'Uomo Qualunque, creato da Guglielmo Giannini per contrastare l'egemonia dei partiti che facevano parte del Cominato di Liberazione Nazionale.

    Solo 3 anni dopo la Liberazione, invece, nel 1948, il MSI nato dalle ceneri del fascismo (e pieno zeppo di ex fascisti), partecipò alle elezioni ed ottene il 2% dei voti... il resto è Storia, almeno per chi la conosce.

    Ed allora, Ernest, a guardare la storia di questi 70 anni (stragi fasciste comprese, tentati golpe e altra roba del genere) ti viene il dubbio: ma non sarà che è nel nostro dna (o almeno in quello della maggioranza) essere ciò che siamo?

    Ciao Ernest.

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    1. Credo che tu abbia ragione Carlo la storia parla chiaro ed è tutto davanti ai nostri occhi quello che è successo e che ancora ci nascondono, quanti fascisti alla fine della guerra sono rientrati nei posti di comando?

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