La città la conoscete. Genova.
L'anno, il 1960.
50 anni fa, oggi.
Oggi che essere stati e essere fascisti sembra essere un vanto, oggi che tutto ciò che è sinistra viene demonizzato dai media in mano ad un uomo e al suo conto corrente, oggi che la costituzione viene presa a calci, derisa, messa da parte, oggi la lotta e la resistenza continuano.
In quei giorni uomini, donne e ragazzi, operai, ex partigiani, dissero no al Congresso del Msi nella città medaglia d'ora per la resistenza, dissero no ad un affronto, divennero guardiano della costituzione che vietava e vieta la ricostituzione del partito fascista. Magliette a righe, perchè erano quelle a buon mercato, contro fucili e manganelli dei scelbini.

Cariche della polizia che difendeva i fascisti, insomma lo stato che va contro se stesso, perchè in una Repubblica lo Stato è la costituzione e il popolo in quel momento unito per difenderla.
Oggi i fascisti sono al governo, del paese, stanno dentro i consigli regionali come Plinio qui a Genova che in questi giorni insieme ad altri ex missini aveva organizzato un convegno sui fatti del 30 giugno, ora annullato, proprio nello stesso giorno, nella stessa via, come a volere celebrare un altro affronto alla città. Minacciando anche una denuncia per apologia di reato nelle celebrazioni previste dalle istituzioni locali per il cinquantenario dei disordini con dichiarazioni del genere...
''A oggi il dato a dir poco sconcertante e' rilevare che la Regione Liguria ha erogato 20.000 euro per garantire una manifestazione per la ricorenza del 50° anniversario dei fatti del 30 giugno 1960, manifestazione che si propone con termini apologetici rispetto ai fatti di devastazione occorsi 50 anni fa"
Questione di punti vista, o meglio questione di svista di punti della costituzione. Chi difende la carta viene visto come teppista, come ribelle mentre chi dovrebbe far rispettare la legge, e quindi anche la costituzione girava per le strade su camionette...
"La polizia sta cercando i sobillatori di queste manifestazioni, non abbiamo nessuna difficoltà ad indicarglieli. Sono i fucilati del Turchino, di Cravasco, della Benedicta, i torturati della casa dello studente"
Sandro Pertini
Sandro Pertini
A soli 15 anni di distanza Genova si ritrovava in casa coloro che erano stati cacciati e che subito avevano trovato rifugio nell'ipocrisia italiana, nella scelta di mettere dalla parte dei cattivi quelli di sinistra e dalla parte dei buoni, dello stata i fascisti riabilitati il giorno dopo la liberazione. Persone come il fascista Basile che aveva emesso decreti del genere...
"Agli operai un ultimo avviso (...) Vi avverto che qualora crediate che uno sciopero bianco possa essere preso dall’Autorità come qualcosa di perdonabile, vi sbagliate, questa volta. Sia che incrociate le braccia per poche ore, sia che disertiate il lavoro, in tutte e due i casi un certo numero di voi tratti a sorteggio verrà immediatamente (...) inviato, non in Germania, dove il lavoratore italiano è trattato alla medesima stregua del lavoratore di quella Nazione nostra alleata, ma nei campi di concentramento dell’estremo Nord, a meditare sul danno arrecato alla causa della Vittoria"
...contro questo affronto Genova non poteva stare ferma. Altri tempi ora la gente tira dritta, si arrabbia perchè in centro quando c'è il corte non può fare shopping.
Altri tempi, altre persone, altri uomini...
Altri tempi, altre persone, altri uomini...
...che marciavano uniti a testa alta.
Altri discorsi, altre personalità, altre parole...

...come quelle di Sandro Pertini pronunciate a Genova il 28 Giugno...
"A voi che ci guardate con ostilità, nulla dicono queste spontanee manifestazioni di popolo? Nulla vi dice questa improvvisa ricostituita unità delle forze della Resistenza?
Essa costituisce la più valida diga contro le forze della reazione, contro ogni avventura fascista e rappresenta un monito severo per tutti. Non vi riuscì il fascismo, non vi riuscirono i nazisti, non ci riuscirete voi.
Noi, in questa rinnovata unità, siamo decisi a difendere la Resistenza, ad impedire che ad essa si rechi oltraggio.
Questo lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei nostri morti, e per l'avvenire dei nostri vivi, lo compiremo fino in fondo, costi quello che costi."
Essa costituisce la più valida diga contro le forze della reazione, contro ogni avventura fascista e rappresenta un monito severo per tutti. Non vi riuscì il fascismo, non vi riuscirono i nazisti, non ci riuscirete voi.
Noi, in questa rinnovata unità, siamo decisi a difendere la Resistenza, ad impedire che ad essa si rechi oltraggio.
Questo lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei nostri morti, e per l'avvenire dei nostri vivi, lo compiremo fino in fondo, costi quello che costi."
Oggi Genova marcerà ancora una volta, scenderà in piazza, per la costituzione, per la libertà, per la resistenza che non è mai finita. Per ricordare che il popolo disse no al fascismo e con quel no contribuì alla caduta di un governo imabarazzante come quello di Tambroni.
Marcerà per quei ragazzi che subirono dopo i fatti del 30 giugno ritorsioni, arresti, carcerazioni di anni e la difficoltà poi di reinserirsi nella società, abbandonati.
Ricordando quelle magliette a righe che dobbiamo ritirare fuori dagli armadi.
Marcerà per quei ragazzi che subirono dopo i fatti del 30 giugno ritorsioni, arresti, carcerazioni di anni e la difficoltà poi di reinserirsi nella società, abbandonati.
Ricordando quelle magliette a righe che dobbiamo ritirare fuori dagli armadi.