martedì 7 ottobre 2014

Augusto


Stavo per compiere 17 anni il 7 ottobre del 1992.
Ricordo ancora i giornali del giorno dopo, poche parole, articoli brevi, un trafiletto in basso a destra con la sua foto e la notizia della sua morte.
Solo poco tempo prima avevo incontrato la sua voce, indimenticabile, direi unica.
Canzoni come poesie, concerti come momenti in cui stare insieme...quando insieme voleva davvero dire qualcosa.
Su tutti un episodio che ricordo, letto in qualche libro... un appuntamento, probabilmente il primo, tra lui Augusto Daolio e Francesco Guccini, per un concerto da fare in qualche parte dell'Emilia.
Tutti e due pensavano di raggiungere il posto in macchina, peccato che nessuno dei due aveva la patente.
Indimenticabile uno dei suoi ultimi concerti, che ancora conservo su una video cassetta, dopo una convalescenza in ospedale.
E poi l'immagine di mio padre che muove le labbra per accennare quelle parole... Io vagabondo.
Per sempre Nomadi.

12 commenti:

  1. Grandi i Nomadi ed indimenticabile Augusto...

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    1. davvero grandi Nomadi... hanno scritto canzoni eterne e attuali

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  2. ogni volta che ascolto Io vagabondo penso a mia figlia Giulia,che vive in Friuli (be', si è avvicinata, dopo tre anni ad Ibiza!). Penso a lei mi fa ricordare un momento bellissimo condiviso con lei, quando aveva 12 anni e che è uno dei miei ricordi più belli in assoluto. E penso anche che sono molto....fiera di aver trasmesso a tutti e tre i miei ragazzi la " mia" musica , le voci che ho sempre amato e condiviso con loro un sacco di concerti......Concerti che, com dici tu, rano momenti per stare assieme, ma assieme per davvero. Un abbraccio alla piccolina Emanuela

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    1. La piccolina contraccambia l'abbraccio :-)... immagino quel momento... come dicevo prima molte canzoni dei nomadi saranno eterne e non parlo solo di quelle "politiche"... parlano di problemi che stiamo affrontando ancora e che non abbiamo risolto....
      un abbraccio

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  3. miodio... che fitta al cuore... avevo ben più di 17 anni quando Ago mi lasciò... ci andai a Novellara per salutarlo nel suo letto, e gli presi la mano, come ebbi a fare varie volte, e non gli misi in mano i miei pensieri scarabocchiati su un foglietto, ma l'umido e il sale delle mie lacrime. Cazzo. :'(

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    1. che ricordo... difficile da commentare...

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  4. Ciao Ernest,
    mio fratello Mariano (classe '48, io 51, per la cronologia ) è un appassionato dei Nomadi fin dal loro primo apparire e vive tuttora questa grande ammirazione. La sua storica Dyane 6 ( classe 1971) porta con orgoglio la scritta NOMADI a caratteri cubitali; con la famiglia si è recato a Novellara, da Augusto, e non perde un concerto nelle vicinanze . Anche se non condivido questa passione con tale intensità, anch'io apprezzo molte loro canzoni e il loro modo di porsi con il pubblico e anche la sensibilizzazione continua di cui sono attivi protagonisti nei confronti dei diritti umani.
    Marilena

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    1. io non ho mai avuto una passione a questi livelli per gruppi musicali... capisco però quella per i Nomadi, purtroppo non ho mai avuto il piacere di sentire Augusto dal vivo... ho consumato i Cd però

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  5. Io lo ricordo soprattutto per la canzone "Dio è morto"

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    1. sono tante le canzoni... Io Vagabondo su tutte e poi Un giorno insieme da brividi.

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  6. Ho ascoltato qualche canzone dei nomadi, sono molto carine, ma ho ascoltato di più Guccini, e lo ascolto tutt'ora, comunque è sempre un dispiacere che un artista di questo livello non ci sia più. A me viene sempre da pensare a qualcosa del tipo " Chissà se fosse ancora vivo quali bellissime canzoni potrebbe ancora suonare" . Buona serata e a presto.. Pollysilvia ^^

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  7. Ricordo un concerto bellissimo, poco prima della morte. E ricordo di aver quasi consumato il cd del live, con quella frase in dialetto veneto, quasi impercettibile, alla fine di "Io Vagabondo": "Augusto, podemo fare na foto tuti insieme?".
    Credo fossero gli sposi che poi erano sulla copertina del disco. Questo erano i Nomadi. Forse questo sarebbero dovuto restare, avendo la forza di chiudere lì. Pur concedendo l'onore delle armi a chi è venuto dopo e che ho pure apprezzato come cantanti e musicisti.

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