venerdì 7 gennaio 2011

Quelli che... non ci servono le statistiche

Siamo arrivati al punto che non ci servono nemmeno più le statistiche per sapere certe cose.
Non ci servono istituti che elaborano dati e contro dati no.
Basta stare al telefono con qualche amico...

"Ciao come va?"
"Eh come vuoi che vada anche oggi niente..."
"Porc.. hai provato in quel supermercato dove ti avevo detto?"
"Si si. il posto era uno solo. Eravamo in cinquanta. E chiaramente..."
"Non è possibile non trovare un lavoro!"
"Già. Pensa che ho anche pensato di andare a fare il giocoliere davanti ai semafori, almeno qualcosa potrei tirare su"
"Io ho chiesto ancora a mio fratello ma da lui non c'è niente..."
"Non ce la faccio più, l'ultima volta mi hanno anche mandato via due giorni prima della scadenza, dopo avermi dato 800 euro facendo anche i turni di notte"
"Già ricordo quando ci dicevano dovete essere più elastici, basta con questa fissazzione del posto fisso, e intanto loro ce l'hanno"
"Magari mi propongo come plastico del disoccuapato chissà la Rai potrebbe propormi un contrattino..."

28,9%
VENTOTTO VIRGOLA NOVE PER CENTO di disoccupazione tra i giovani.
No a noi che viviamo nel mondo reale, quello in cui i Brunetta si trovano nel giardino del vicino e in cui gente come Bondi dovrebbe pregare per essere assunto, non servono statistiche basta ascolare un amico, un fratello o un parente al telefono rendersi conto della situazione del nostro paese che non ha più nulla di normale se dialoghi del genere diventano consuetudine.

21 commenti:

  1. Fare il giocoliere non è uno scherzo! (a me sarebbe piaciuto tanto...)
    comunque è una situazione veramente drammatica: una persona giovane può avere la forza d'animo di darsi da fare, ma per chi perde il lavoro in età adulta, è una tragedia.

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  2. Se dialoghi del genere diventano consuetudine vuol dire che sono normali. In Italia cioè che sarebbe anormale altrove, è normalissimo.
    Sara: purtroppo anche trovare lavoro per un giovane è un'impresa. Io so che qualora mi laureassi dovrei emigrare. Non si cerca più il lavoro, c'è rassegnazione. Le classi dirigenti degli ultimi decenni ci hanno spezzato le gambe, non possiamo andare verso il futuro.

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  3. Mi chiedo come si possa andare avanti così. Mi chiedo come prima o poi qualcosa debba esplodere. Ma non ho risposte.

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  4. Ho una laurea. Un master. Ho lavorato per tre anni in ambiente media, ho una professionalità, ho esperienza. Ora sono a casa da due mesi. Ho mandato circa 200 CV, ho scomodato tutti i contatti che avevo ma sono a casa. La metà dei miei ex colleghi è a casa. Conosco gente che a 35 anni è dovuta tornare a casa dei genitori, ragazzi che sono stati ricoverati in ospedale per depressioni ed esaurimenti nervosi. Oggi ho trovato un offerta : 850 € al mese, disponibilità totale,trasferte all'estero, lavoro 7 giorni su 7.

    DEVE FINIRE. E finirà male, molto male, molto molto molto male.

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  5. @Dife
    all'estero non hai pensato? Così andando le cose è già tanto se un giovane laureato possa occuparsi a tempo determinato in un negozio dell'IKEA.

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  6. Ernest, io ho qualche anno più di te e quindi vedo un altro mondo, vedo il mondo dei miei coetanei, gente della mia età (46) e amici di qualche anno di più, intorno ai 50 che dopo aver lavorato per 20/30 anni, negli ultimi due anni hanno perso il lavoro. Alcuni di loro sono laureati ed avevano posizioni medio alte in aziende affermate ed ora sono a spasso da un paio d'anni. Nemmeno scendendo la china della professionalità trovano nulla. Reponsabili di produzione, impiegati, operai, ma tutti amici che non trovanno nemmeno un lavoretto ai mercati generali a fare i facchini. C'è nada nel mitico nord est...non oso pensare da altre parti. E con i primi mesi dell'anno finiranno anche le CIG in deroga...
    Io per me spero di sopravvivere quest'anno che s'annuncia una ristrutturazione anche dove lavoro io.
    Lo votiamo ancora il nanetto? Siddaiiiiiiii....

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  7. Se mi guardo attorno o mi metto all'ascolto resto sgomento tanto che, a volte, mi sento a disagio quando ritiro la pensione che, pur essendo bassa, mi dà la possibilità di sopravvivere, Già perché mi viene da pensare a chi non ha nulla da ritirare

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  8. ... e chi ce l'ha il lavoro, deve accontentarsi e non fare troppe storie! anche farsi comandare da figli di papà viziati, arroganti e incompetenti, appena usciti dall'università, e che si permettono anche di fare commenti sul tuo modo di lavorare, è una conseguenza di questo modo becero di mandare avanti il nostro paese!

    è vero Dife, deve finire! un abbraccio

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  9. è vero
    non servono affatto le statistiche per conoscere la verità...
    basta guardarsi intorno, parlare con la gente, chiedersi il perchè di certe cose...
    io sto nella scuola e vi garantisco che la situazione è simile; c'è paura a parlare, ad alzare la testa per far rispettare i propri diritti...
    si sta tornando ad un tipo di societa preindustriale...
    e ancora c'è chi non crede a quello che è evidente e sotto gli occhi di tutti

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  10. serve la raccomandazione anche per non essere pagati... mio figlio lavora per una settimana da un amico del padre, che poi gli dice: "dobbiamo chiedere al commercialista con che tipo di contratto assumerti ma, vedi, non hai la patente" - lo sapeva anche prima - "eh ma, ti dovresti tagliare i capelli" (?) "eppoi, neanche a noi hanno pagato gli ordini"!

    per non parlare dell'occupazione femminile: lavora il 46% delle donne, in Italia... (tra gli ultimi posti in Europa!)

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  11. Game Over ... la prima de il manifesto di oggi dice tutto.

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  12. E' in atto una regressione paurosa.

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  13. Tutto questo è angosciante. Come madre mi sento responsabile di non poter assicurare un futuro ad una figlia che amo, come moglie assisto quotidianamente alle sconfitte di mio marito che, alla sua età, rischia quotidianamente di perdere il lavoro, se non sottostà a pretese assurde e che lacerano la sua dignità (esattamente come ha scritto Princi).
    Ciao Ernest!
    Lara

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  14. @enio

    Certo che ci ho pensato. Ma il mio lavoro è con le parole, scritte e parlate. E pur conoscendo tre lingue straniere non sarei in grado, all'estero, di utilizzarle per lavoro come faccio ora. L'estero non è la panacea di tutti i mali: se hai una cultura umanistica e non tecnocentrica andare all'estero è come buttarsi in un mare magnum dove sguazzare per non affogare.

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  15. il dato del 28,9% non è neanche tanto indicativo del malessere del paese, infatti il disoccupato viene definito come qualcuno che non lavora ed è impegnato attivamente nella ricerca di un impiego, quindi viene sottratta quella fetta di popolazione che ha perso le speranze di trovare lavoro, che è semplicemente senza impiego, i "disoccupati scoraggiati", che magari campano grazie alla famiglia, il dato reale di chi avrebbe bisogno di lavorare è molto, ma molto più alto.

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  16. Non ho figli in situazioni così tragiche, ma mi angoscia il pensiero del domani di tanti giovani, senza speranze nel futuro;
    penso anch'io che qualcosa scoppierà quanto prima.
    Cristiana

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  17. Se penso che il califfo continua a essere (a suo dire) quello che gode della fiducia degli Italiani...mi viene da dire...ve la siete voluta.

    Se guardo all'opposizione mi dico...siamo nella merda totale, non resta altro che la rivolta, ma per quella bisogna avere il coraggio e visto come gira...ho seri dubbi.

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  18. Io vorrei sapere come hanno calcolato quel 28,9%.
    Perché a me sembra che i numeri siano ben superiori, almeno stando a quanto sento da amici, parenti e conoscenti.
    E non solo riguardo i giovani.

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  19. plastico di un disoccupato mi piace...
    :D

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  20. @dalle8alle5. si lo credo anche io anche se già quel dato è terribile visto che si riferisce solo ai giovani non prendendo in considerazione probabilmente i trentenni...

    @ed*. eh si prima o poi mi sa che lo ritroveremo in casa Vespa.

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  21. i poveri oggi stanno diventando un fatto "privato" che forse non interessa più nessuno!

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