lunedì 9 maggio 2011

Facciamoli anche noi quei 100 passi!



Quante volte siamo stati a 100 passi dall'illegalità?!
Quante volte soli 100 passi ci hanno diviso dalla denuncia di un illecito, dal parlare, dal dire ai chi avevamo vicino guarda stai sbagliando.
Troppe volte in questo paese abbiamo assistito immobili allo scempio fatto dalla classe politica, dalla classe dirigente, dai nostri capi al lavoro, dai capetti, da chi sta sopra di noi solo di un grado, da chi abbiamo affianco alla nostra scrivania, dal nostro vicino di casa, da quello che la vuole far franca ad ogni costo truffando il prossimo.
Ogni giorno assistiamo a piccoli gesti che rovinano il nostro paese accompagnati dalle grandi manovre di palazzo per distruggere la base della nostra democrazia.
33 anni fa Peppino Impastato fece quei 100 passi gridando tutta la sua indignazione contro la mafia che era entrata ormai a far parte del tessuto urbano, un optional da tenere presente, una base per molti.
Peppino urlò attraverso le onde radio la vergogna del paese, la vergogna capitatano da u zù Tano, amico dei potenti, amico del governo, amico degli amici.
Lo fecero saltare quella sera legato ai binari della stazione facendolo passare come il solito comunista saltato in aria per errore mentre organizzava un attentato.
Pericoloso comunista... frase che risuona ancora oggi, frase che accompagna assurde invettive fatte da uno pseudo uomo vestito da presidente del consiglio che proclama di aver liberato il paese dai comunisti.
Peppino era comunista ed stato ammazzato.
Io sono comunista e sono fiero di esserlo.
Tutti noi dovremmo fare ogni giorno 100 passi per gridare la nostra indignazione,verso chi truffa, ruba, contro un paese che ha preso un deriva terrificante, priva di contenuti, basata solo sul "vince il più forte" quello con i soldi, un paese che ha perso di vista il bene comune per proteggere quello di una persona, 100 passi per smascherare chi delinque e troppo spesso occupa i posti chiave del nostro paese.

18 commenti:

  1. il problema è che questi ormai se ne fregano anche dell'indignazione manifestata a gran voce

    RispondiElimina
  2. Questo per me è sempre un giorno due volte speciale, perché ricorre nella mia città l'anniversario di un partigiano che si fece fucilare dai tedeschi per salvare 30 civili.

    RispondiElimina
  3. @sciuscia. grazie per averlo ricordato qui Sciuscia, lui fece ancora più di 100 passi e noi ora li stiamo facendo solo indietro, dobbiamo fermarci e invertire la marcia

    RispondiElimina
  4. Spero solo che i nostri cari italioti, almeno un passo, lo facciano anche loro.
    L'onestà e la rettitudine non possono essere prerogativa di pochi.

    RispondiElimina
  5. Sabato scorso sono stato a Cinisi per la commemorazione di Vittorio Arrigoni, (doveva essere là, quel giorno, e partendo da lì, fare un lungo giro per la Sicilia), aveva esternato il desiderio di vedere i luoghi di Peppino Impastato. Peppino e Vittorio, due voci della nostra società, impagabili e vitali. Ciao.

    RispondiElimina
  6. Una morte oscurata (per caso?) da un avvenimento "più grande" e più "importante" (?), la morte di Moro. Peppino non si ricorda mai abbastanza, ma quel capolavoro di film io l'ho visto cento volte e ogni volta mi piace un pò di più. Era sacrosanto che oggi ne parlassi Ernest :)

    RispondiElimina
  7. Mai più immobili, sono d'accordo.
    Grazie per questo post.

    RispondiElimina
  8. Prima o poi le parole non basteranno ...

    RispondiElimina
  9. grazie di averne parlato, ernest

    RispondiElimina
  10. Pronto a fare 100 passi e trasformare l'indignazione in politica, quella vera, quella che serve ...e niente rassegazione.

    RispondiElimina
  11. 100 passi da fare di corsa, prima che tutto vada in malora.

    RispondiElimina
  12. Sono perfettamente d'accordo con te.Saluti a presto

    RispondiElimina
  13. Che sia sempre più un forte esempio del vivere civile e sociale!

    RispondiElimina
  14. ma sai ernest. la mafia e l'omertà che l'ammanta sono abbastanza note.
    però mi preoccupano anche le realtà come la mia: tranquilla, niente mafia. però ruberie a nastro. negli appalti pubblici; nelle assunzioni negli enti pubblici. certe banche che sono amiche di certe cooperative, certi industriali che sono amici delle amministrazioni. e pensare che ci vorrebbero meno di 100 passi. però, ognuno, nel suo piccolo, spera di sgranfignare qualcosa. e allora tutti muti.

    RispondiElimina
  15. Se ognuno di noi facesse veramente 100 passi, tutti assieme, credo che le nostre voci unite riuscirebbero a sfondare questo muro lercio e omertoso.
    Cristiana

    RispondiElimina
  16. 1, 2, 3, 4 ,5 10 100 passi -)

    RispondiElimina

Latest Tweets

 
;