giovedì 5 maggio 2011

Un numero per pestarli e un dito per impiccarli

In letto dopo una giornata frenetica come sempre e il libro del momento.
Tv accesa per vedere il Tg3 della notte.
Una pausa dal libro, un po' di zapping che si ferma.
Si parla di storia, Minoli parla dei 150 anni, una specia di trasmissione bignami che passa velocemente in rassegna la nostro storia.
La prima guerra mondiale, l''ultima risorgimentale, Caporetto, Vittorio Veneto.
Le nuove generazioni uscite dai campi di battaglia piene di arditismo.
Il fascismo che ha cavalcato questa nuova voglia, presentandosi al re dicendo..."le porto l'Italia di Vittorio Veneto"... il regime.
Il patto con Satana con tanto di baffetti.
La seconda guerra mondiale.
L'arresto del duce, la sua fuga grazie ai tedeschi, la Repubblica di Salò...
Punto.
La scelta.
Un esercito lasciato allo sbando, Cefalonia, le stragi.
E poi gli internati, ecco gli internati.
Quei militari che rifiutarono di entrare nelle milizie e nell'esercito repubblichino che proprio Mussolini volle mettere nei campi di lavoro, traditori senza diritti, fuori da ogni Convenzione..
Rapito, sono stato rapito dagli occhi di quell'uomo che ieri sera raccontando al giornalista quei momenti, ripetendo il suo numero personale da campo, non ha potuto trattenere le lacrime.
Un numero che se non imparato portava a pestaggi e torture.
Uomini impiccati solo perchè non potevano più lavorare, impiccati sopra alla testa degli altri per monito.
Decisioni prese da SS che passavano vicino e con un dito spingevano il povero malcapitato... un minimo movimento del corpo ed eri finito, non servivi più.
In anni, in questi mesi, in questi giorni abbiamo assistito a tentativi di riesumazione del fascismo, politici che cercano di togliere il divieto costituzionale, politici che occupano incarichi istituzionali con un passato nero, poliziotti che appendono simboli fascisti sui muri della questura, saluti romani esposti pubblicamente per festeggiare la vittorio di un primo cittadino.
Abbiamo dimenticato?!?
Un numero da ricordare e un dito, un corpo che barcolla, noi ora dimentichiamo presto e barcolliamo anche se nessuno ci tocca.

21 commenti:

  1. Noi non barcolliamo Ernest, siamo gli unici ad essere fermi anche se gli altri ci spintonano.
    Sono gli altri che barcollano ubriacati dal potere temporaneo e che si sbattono da una poltrona all'altra per arraffare tutto ciò che possono, finchè possono.
    Cristiana

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  2. Il popolo bove asservito ai raelity show e all'informazione gossippara ha dimenticato, anzi, non ha mai saputo.

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  3. Credo tu sappia bene che, essendo io nato nel 1930, gran parte di quel nefato periodo - fascismo, guerra e dopoguerra io e i miei l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle e, credimi, vivendo a Roma è stato veramente terribile. Perché molti, troppi dimenticano?

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  4. Negando la Storia, possono inventarsene una come gli pare e piace.
    Il problema viene dopo, ché tanti ci credono (o fanno finta di crederci).

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  5. La cultura fascista è facilitata dall'immensa ignoranza in cui gli Stati fanno annegare i loro sudditi. O si capovolge col coraggio della culura questa realtà o non se ne discuterà più.

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  6. Povero paese, privo di memoria. In cui i mostri della storia tornano ad affacciarsi, più in sordina ma con identica vigliaccheria.

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  7. c'è una parte dell'Italia che è e vuol continuare ad essere fascista, nonostante quello che hanno visto, hanno letto, hanno studiato...
    non ammettono che cosa sia stato veramente il fascismo,
    non ammettono il loro errore...
    e continuano a sbagliare....
    indifferenti alla violenza che la sola parola fascismo dovrebbe evocare.

    E' solo ignoranza?

    io non credo!

    C'è qualcosa di più profondo in quelle persone che per me è incomprensibile

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  8. La storia, come è noto, la scrive chi vince e oggi dato che il potere è tornato ad una rinnovata classe politica fascista (la brutta copia), ecco che si riscrive e si rimaneggia su misura la verità storica.
    E noi?
    Fino a che saremo lì a barcollare coi piedi piantati a terra e non alzeremo i tacchi e la voce contro questa egemonia vuol dire che siamo i loro complici!

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  9. il problema non è ancora ora, finchè rimarrà anche un solo testimone oculare disposto a raccontare, ma poi, quando loro non ci saranno e si sarà uccisa la memoria collettiva facendo come le scimmie: non vedo, non sento, non parlo

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  10. Il tutto provoca sconforto e amarezza. Guardate a come il nazifascismo si sta diffondendo in Europa. Non (tanto) a livello partitico quanto nel linguaggio dei governanti, nel modo in cui trattano da non-persone i diversi, che siano Ebrei, Palestinesi, Arabi, omosessuali... Non pensare a cosa fosse il fascismo, non studiarlo nelle forme in cui si e' sviluppato e nato, significa voler ricreare l'orrore.

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  11. C'è un metro di corda per tutti.

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  12. "La storia, come è noto, la scrive chi vince"
    e chi l'ha scritta Marisa la nostra storia?

    Ernest dimentica volutamente alcune parti di quella bella cosa che è la nostra storia, dimentica fatti come Porzus, dimentica di dire che nella scelta tra rsi e partigiani potevano influire anni di indottrinamento e di bombardamenti di quelli che dopo furono chiamati alleati ma che prima erano quelli che distruggevano quartieri/città intere(ma proprio per ciò che diceva Marisa..ricordiamo solo stragi naziste).
    Dimentica poi che negli anni successivi(in realtà anche prima) abbiamo potuto assistere alla bontà del messaggio comunista, abbiamo visto la generosità, la comprensione dei vari signori che dietro una falce ed un martello hanno sterminato, spiato, ucciso, controllato intere nazioni.
    Vorrei quindi chiedere a quale colore politico dovremmo affidarci secondo lui?
    Forse sarebbe ora di cominciare a capire che la storia va studiata e ricordata ma che bisogna vivere l'oggi, non credo che un comunista(esistono ancora?) di oggi possa avere le stesse idee di uno degli anni '39-'45, non posso credere che ernest oggi approverebbe l'omicidio di una Petacci senza pretendere un giusto processo, non credo che un Ernest oggi approverebbe lo sterminio di una famiglia, figli compresi, con la sola colpa di essere la famiglia imperiale, non credo che oggi nessuno(salvo le dovute eccezioni di mentecatti) che sis enta fascista o comunista si sentirebbe di giustificare nessuno dei vari atti riprovevoli fatti nel passato.
    Per il resto sarebbe ora che proprio chi ritiene di essere dotato di maggior cultura e di maggiori nozioni cominci non col ricordare agli altri le colpe (peraltro riportate sui libri di storia) della fazione nera, forse dovrebbe avere il coraggio(e questo manca) di cominciare a fare autocritica, di rivedere varie posizioni come quelle dei reduci della rsi(in una guerra civile è facile che si sovrasti il nemico ma poi ci si dovrebbe ricordare che si lottava entrambi per il proprio paese avendo visioni differenti), ricordare meglio gli errori della propria fazione.
    Il passo indietro di solito lo fanno i + forti, evidentemente se non lo fa nessuno significa avere la coda di paglia e non avere la forza di affrontare il proprio passato con occhi obbiettivi.
    Trasformare la festa della liberazione in una festa di parte, per esempio, è un'offesa alla memoria di chi ha donato la propria vita non per quel colore ma per un tricolore, l'unico degno di essere sventolato!

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  13. Un Paese senza memoria e tra l'altro noto che molti amano proprio la dittatura ;ma questa è ignoranza allo stato puro.Saluti a presto

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  14. @crazy horse.
    Ernest non dimentica mi dispiace per te.
    Ernest studia la storia, tutta, si documenta e soprattutto non parla da indottrinato
    Ernest non dimentica che ad esempio grazie a quei pericolosi comunisti qui sopra dscritti, e anche ad altri sicuramente, oggi si hanno diritti che altrimenti non ci sarebbero.
    Ernest sa che il comunismo russo era una cosa, Gramsci un'altra ancora.
    Ernest sa che Togliatti, visto che i comunisti erano pericolosi e volevano avere italiani idottrinati dalla madre Russia, ordinò dal letto di un ospedale di stare calmi
    Ernest sa che in Italia abbiamo avuto un uomo come Berlinguer che non sembrava proprio bolscevico
    Ernest sa che gli se esiste uno stato che ha tirato fuori i soldi per far vincere le elezioni ad un partito è da cercare dalle parti di Washinton
    Secondo Ernest sul colore politico non ci sono problemi, per quanto riguarda se stesso, sa anche Ernest però che negli ultimi anni il centro sinistra non è stato quello che voleva lui.
    Ernest sa anche che quello che c'è al governo ora fa ribrezzo anche chi a destra ha del cervello.
    Ernest ha le stesse idee di quelli del 39-45 perchè erano idee di libertà, democrazia, voglia di vivere liberi, di parlare, di pensare, di esprimere la propria opinione pur sbagliando.
    Ernest sa anche che il governo di oggi ha le stesse idee del governo del 39, in formato leggermente diverso, camuffato, leggermenti più televisivo ma quelle.
    Ernest anche allora non avrebbe voluto la morte della Petacci perchè magari avrebbe potuto aiutare a mettere dentro qualcuno che il giorno dopo la liberazione si è tolo la camicia nera per metterci sopra lo scudo crociato.
    Ernest si è rotto di sentire questa storia "che si lottava per lo stesso paese"... una parte lottava le la democrazia contro una dittatura e l'altra lottava a favore di una dittatura amica dei nazisti e che voleva il paese completamente in mano ad un pazzo di nome Hitler.
    Ernest sa che ognuno eventualmente avrà fatto autocritica .
    Ernest è stufo di sentire persone che buttano fango sulla resistenza non capendo, queste stesse persone, che senza i partigiani queste stesse persone ora non potrebbero neanche dire mezza parola.
    Ernest sa, crede, è sicuro, certo e continuerà ad esserlo che la festa di liberazione è solo di una parte, che questa parte può essere molto grande e in continuo aumento e ha all'interno chi crede nella democrazia e nella libertà e non nella prevaricazione.
    Sa anche Ernest che la memoria di ha dato la vita per la libertà di tutti viene in continuazione attaccata.
    Ernest sa anche che in questo caso gli internati non volevano nemmeno scegliere tra partigiani e repubblichini, volevano solo vivere, erano italiani punto, quindi per Mussolini traditori.
    Ernest sa e contuerà a sapere, a mettersi anche in discussione in certi casi, a discutere e ad esprimere le idee grazie ai nonni e ai padri di quegli anni.
    Ernest sa e se anche altri sapessero forse questo paese andrebbe meglio, molto meglio.
    Ma questo è solo quello che sa Ernest

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  15. @Ernest
    vedi cosa sai? nulla!
    ti ho posto delle questioni come per dire "attenzione che la verità e la giustizia non sono da una parte, ognuno ha i suoi scheletri".
    Visto che sai tante cose saprai che:
    togliatti fece in modo che non tornassero i prigionieri italiani dalla russia in accordo con l'allora leader Stalin(un democratico)
    Ernest sa che i comunisti degli anni da lui descritti avevano un valido esempio da seguire, quello dell'URSS e dovrebbe sapere di quanto mente quando dice "una parte lottava le la democrazia contro una dittatura" visto che in tanti volevano(porzus ne è solo un piccolo esempio) portare l?italia sotto l'ala protetrice sovietica!
    Ernest sa che il PCI ha ricevuto, come la dc da washintong), sostanziosi finanziamenti occulti dalla santa madre russia, ma non lo dice perchè è falso o perchè vuole prendere per il fondoschiena?
    ernest quando valuta gli italiani della guerra civile è ipocrita o semplicemente falso, infatti non si capisce come mai si comprendano gli "insorti" iracheni o afgani giustificando che vedano gli occidentali come nemici e non si riesca ad usare il medsimo parametro su ciò che accadde in Italia durante la guerra.
    Sono felice di avere avuto nonni che sono andati sui monti eppure i miei nonni parlavano con vergogna(che tu non hai) delle barbare fucilazioni delle camicie nere (ragazzini di 18 anni) fatte solo come ripicca!
    Vedi tu hai la conoscenza, hai la cultura ma ti orrocchi dietro un colore.
    ti lascio volentieri la tua festa di liberazione, contento di sporcarla, la preferivo quando era meno colorata di rosso(falso peraltro) piena d'ipocrisie.
    purtroppo per te sei uno dei fautori della rovina del nostro paese, sei uno di quelli che lo stanno avvelenando estremizzando le posizioni.
    La politica ci rappresenta perfettamente, idioti su posizioni che vanno difese anche quando non sono difendibili.
    Non ha importanza il colore, tutti uguali a nascondersi dietro a valori che non si rispettano ma che sono utili per scaldare una poltrona forte di elettori che assomigliano sempre + a tifosi.
    Un elettore di sinistra non apprezzerà mai il lavoro di uno di destra e viceversa.
    Questa è e sarà la nostra rovina.
    Resta pure sul tuo monocolore..io preferisco il multicolor delle vallate...ecc.

    PS
    visto che parlate di storia scritta dai vincitori(pensando che chi ha vinto è chi sventola le bandiere del 25 aprile) vorrei solo ricordare 2 eventi raccontati da un altro stato
    la battaglia di washita e la strage del little big horn, vediamo se questo apre uno spiraglio nelle menti monocolor!
    Mitakuye Oyasin

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  16. @crazy horse, sono veramente contenta che sei intervenuto con garbo a spiegare il tuo pensiero, anche se è in disaccordo con gli altri, senza utilizzare il solito linguaggio scurrile oggi di uso specie in tv.
    Finalmente un confronto civile e capisco molto bene la tua voglia di dare una lettura della storia in un più ampio respiro.
    E' pur vero che i partigiani hanno compiuto azioni di cui non andare fieri come gli americani stessi e i russi bolscevichi ma è un fatto che a quei tempi l'uomo comune non aveva la libertà di pensiero o di azione, è pur vero che sono state emesse leggi antisemite e che i crimini commessi da quella parte politica che tu cerchi di difendere siano davvero indifendibili.
    Probabilmente hai ragione nel accusarci di essere monocolori ma non è lo stesso dall'altra parte?
    Noi siamo i figli di un sistema politico che è degenerato, i nostri nonni invece avevano dignità e ideali universali che, mi dispiace dirlo, non riesco a vedere nei fascisti, specie in quelli di oggi.
    Ciao

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  17. Gli internati militari italiani furono più di 500.000. Uomini che fecero una scelta coraggiosa. Che contribuirono al riscatto del Paese. Troppo spesso dimenticati.

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  18. @Marisa
    non voglio difendere l'indifendibile, voglio semplicemente contestare la visione del male a senso unico.
    Sul fatto dei valori, non posso che concordare con te, non vedo valori da nessuna parte, in nessun colore politico oggi rappresentato.
    Se poi vuoi ampliare le vedute potrei dirti che le leggi antisemite sono state si una vergogna, mi fa sorridere il pensare però che in tutt'europa e negli stati uniti specialmente la discriminazione fosse effettiva e con leggi ben precise(le carrozze differenti per bianchi e neri per esempio erano presenti ben dopo la seconda guerra mondiale).
    Ad adriano invece consiglio di andare ad informarsi sulla sorte dei prigionieri italiani, in mano alleate e sovietiche, in italia e in russia, e attenzione qui non c'era la giustificazione di una guerra in corso che fa si che si debba scegliere se dar da mangiare ai prigionieri o ai propri soldati!!!
    Detto questo Marisa voglio rassicurarti, non intendo difendere nessuna parte politica del passato, cerco di vedere la storia con occhi critici e distaccati, non m'interessa rivendicare nulla oggi al comunista/fascista/democristiano/ecc su ciò che si fece in un periodo così lontano, voglio solo guardarlo e capirlo cercando di vedere gli errori dell'epoca.
    Oggi purtroppo o si è da una parte o dall'altra, nell'epoca degli schermi multicolor abbiamo la visione B/N

    Mitakuye Oyasin

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  19. dimenticavo, per la cronaca quando nel commento precedente dicevo battaglia e massacro ero ironico, questa è la storia raccontata ma se andiamo a leggere scopriamo una storia ben differente, ma la storia, almeno all'inizio, la scrivono i vincitori!

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  20. la cosa atroce che non sanno questi vigliacchi revisionisti è che migliaia di uomini e donne sono morti per la libertà, anche la loro libertà di dire cazzate

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  21. @Barabba
    Vorrei capire qual'è la differenza tra un revisionista e uno storico secondo il suo pensiero.
    Sono storici quelli che oggi rileggono il nostro colonialismo(ovviamente con particolare attenzione ad un preciso periodo storico) o che rivedono la situazione del meridione pre-unità(siamo passati dal paese retrogrado al 3° paese in europa come ricchezza!!!), sono revisionisti quelli che pongono domande su alcune derive di alcuni partigiani(Pansa è "il" revisionista), sono revisionisti quelli che ricordano che il fascismo non è stato abbattuto visto che nel luglio '43(storico e non revisionistico) il fascismo stesso dimise il suo leader e rimise(fatto abbastanza anomalo per una dittatura) tutti i poteri in mano al re.
    Insomma per lei la storia è una questione politica attuale, per me a per altri la storia è un fatto da analizzare e capire.
    Dire che da una parte c'erano i buoni e dall'altra i cattivi non solo è abbastanza infantile ma è oltremodo semplicistico.
    Dopo tanti anni sarebbe ora di riguardare con maggiore serenità i vari fatti e studiarli senza nessun sentimento politico, anche perchè, mi scusi se le dico questo, i comunisti o uomini di sinistra di oggi non sono degni neppure di allacciare le scarpe non solo agli uomini di sinistra dell'epoca ma forse, nei valori e nel senso dello stato neppure a parecchi gerarchi, nonostante il giusto giudizio negativo che ispirano!

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