“A volte mi riconosco negli altri. Mi riconosco in chi resta fisso dov'è, negli amici-rifugio, magnifici matti innamorati della giustizia, insetti alati della bellezza, e poi negli altri girovaghi e sfaccendati che vagano per queste lande e per queste lande continueranno a vagare, come le stelle della notte e le onde del mare. E perciò, quando mi riconosco in loro, sono aria che impara a sapersi perpetuata nel vento.
Quando non ci sarò più, il vento ci sarà, e continuerà”
Così scriveva Eduardo Galeano nel Libro degli abbracci.
Siamo spesso travolti dalla frenesia della quotidianità. Immersi in un universo parallelo che ormai la realtà digitale ci ha convinti essere l'unica possibilità di relazione. Arrivati al punto che troppe volte perdiamo i volti e i nomi delle persone. Che passano così rapidamente da non lasciare il segno.
Ma noi siamo se esistiamo al plurale.
Alla ricerca di punti fissi nella nostra vita, pensando a quelli persi, cercando di ricordarli e percorrere i sentieri che ci hanno lasciato.
Come luoghi che ci fanno rinascere e pensare.
Anche se non ricordiamo nomi e circostanze, noi siamo quelle persone, scriviamo quei post, sorridiamo come in quegli incontri, vogliamo bene come chi ci ha voluto bene e, purtroppo, rare volte serbiamo rancore come ne hanno serbato a noi, perché si cresce mano a mano, senza rendercene conto, ma facendo tesoro di tutto: di un abbraccio e di uno sguardo, di una lettera o di una telefonata, di un esserci nell'aria, del sapere di poter contare, scrivere, leggere, sorridere.
RispondiEliminaSiamo spesso travolti dalla frenesia della quotidianità. Immersi in un universo parallelo che ormai la realtà digitale ci ha convinti essere l'unica possibilità di relazione... Per "curare" quello che così bene descrivi, ricorro alla consapevolezza e alla concentrazione, due qualità umane e analogiche, per uscire dal virtuale, immergermi nel reale e goderne di ogni sua sfumatura. Restiamo umani!
RispondiEliminaDa anni ho scelto di vivere più lentamente e a volte mi sembra di essere considerato un matto. Sempre belle le parole di Eduardo Galeano.
RispondiEliminaIo credo che si debbano un po' limitare internet e i social. Vanno bene ma senza esagerare ! I rapporti umani, le chiacchierate , i sorrisi , gli abbracci, sono importantissimi, almeno per me, nessun social li può sostituire!! Saluti
RispondiEliminaLa vita è frenetica, spesso ci dimentichiamo di viverla.
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