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venerdì 9 maggio 2025 3 vostri commenti

Peppino

 


“Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”
Il coropo di Peppino Impastato venne trovato il 9 maggio del 1978, trucidato dalla Mafia, la stessa che aveva combattuto a viso aperto, senza nascondersi.
Andando contro tutto e tutti.
Mi domando spesso quanti ancora lo ricorderanno in una società così liquida, così rapida a dimenticare, così menefreghista. L'opposto di quella che voleva Peppino.
Noi ci dobbiamo ribellare, non dobbiamo dimenticarlo.
lunedì 9 maggio 2016 7 vostri commenti

Conta e cammina


Basterebbe la foto. La lotta che Felicia Impastato ha intrapreso fino alla sua morte rimarrà per sempre come simbolo di una parte della popolazione che non ha mai detto si alla mafia, che non ha mai abbassato la testa e che ha sempre guardato negli occhi i propri aguzzini.
I 100 passi che dividevano l'abitazione di Peppino da quella di Zu Tanu erano quelli che in pratica dividevano le stanze del potere da quelle di Cosa Nostra, anzi spesso i passi si riducevano ancora. Oggi noi abbiamo il compito di ricordare chi ha sacrificato la propria vita per permettere agli altri di viverne una normale, ma non solo. Dobbiamo tenere alta l'attenzione perché la mafia esiste sempre e quei 100 passi vanno sempre vigilati e percorsi per andare sotto la finestra del prossimo potente di turno a gridare le parole che Peppino ci ha lasciato in eredità.
lunedì 9 maggio 2011 18 vostri commenti

Facciamoli anche noi quei 100 passi!



Quante volte siamo stati a 100 passi dall'illegalità?!
Quante volte soli 100 passi ci hanno diviso dalla denuncia di un illecito, dal parlare, dal dire ai chi avevamo vicino guarda stai sbagliando.
Troppe volte in questo paese abbiamo assistito immobili allo scempio fatto dalla classe politica, dalla classe dirigente, dai nostri capi al lavoro, dai capetti, da chi sta sopra di noi solo di un grado, da chi abbiamo affianco alla nostra scrivania, dal nostro vicino di casa, da quello che la vuole far franca ad ogni costo truffando il prossimo.
Ogni giorno assistiamo a piccoli gesti che rovinano il nostro paese accompagnati dalle grandi manovre di palazzo per distruggere la base della nostra democrazia.
33 anni fa Peppino Impastato fece quei 100 passi gridando tutta la sua indignazione contro la mafia che era entrata ormai a far parte del tessuto urbano, un optional da tenere presente, una base per molti.
Peppino urlò attraverso le onde radio la vergogna del paese, la vergogna capitatano da u zù Tano, amico dei potenti, amico del governo, amico degli amici.
Lo fecero saltare quella sera legato ai binari della stazione facendolo passare come il solito comunista saltato in aria per errore mentre organizzava un attentato.
Pericoloso comunista... frase che risuona ancora oggi, frase che accompagna assurde invettive fatte da uno pseudo uomo vestito da presidente del consiglio che proclama di aver liberato il paese dai comunisti.
Peppino era comunista ed stato ammazzato.
Io sono comunista e sono fiero di esserlo.
Tutti noi dovremmo fare ogni giorno 100 passi per gridare la nostra indignazione,verso chi truffa, ruba, contro un paese che ha preso un deriva terrificante, priva di contenuti, basata solo sul "vince il più forte" quello con i soldi, un paese che ha perso di vista il bene comune per proteggere quello di una persona, 100 passi per smascherare chi delinque e troppo spesso occupa i posti chiave del nostro paese.

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