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martedì 9 luglio 2019 17 vostri commenti

Chernobyl, 1986. Non si deve sapere.

Era aprile ma c'era un caldo come a ferragosto. 
Avevo 11 anni e ricordo quel giorno come fosse ieri, vestiti a festa per la comunione di un'amica di famiglia. Mio fratello con degli improbabili pantaloni bianchi che negli anni ottanta però andavano di moda e io in azzurro credo. 
Il giardino della suore sembrava il Wyoming, anche i pesciolini rossi del mini laghetto chiedevano pietà.
Non sapevamo nulla. 
Nella Russia sovietica tra la notte del 25 aprile e il 26 aprile del 1986 nel Reattore 4 della centrale di Chernobyl successe una cosa inimmaginabile prima. L'esplosione del nucleo. 
Ora sappiamo molto di quella tragedia. 
La stupidità di un regime che non contemplava la sconfitta, l'errore. Non si poteva ammettere di avere tecnologia inferiore, datata o di seconda mano. Piccoli uomini burocrati che per avere riconoscimenti dal Cremlino se ne fregarono di ogni minima precauzione in termini di sicurezza. 
L'arroganza del potere esercitata su operatori impreparati e inermi. 
Il resto lo sappiamo purtroppo. L'esplosione, il mancato allarme mandando alla morte migliaia di pompieri e soccorritori. Un'evacuazione rimandata perché anche di fronte ad un'evidente sconfitta il regime non può mai ammettere. 
Un disastro che poteva avere un risvolto peggiore di quello che poi ha avuto, una catastrofe globale evitata in parte dal sacrificio di uomini, come i 400 minatori che scavarono per giorni, senza indumenti per il troppo caldo. 
Anche di fronte a tutto ciò il governo russo nascose i veri dati al mondo intero. La notizia della tragedia arrivò al resto del mondo solamente perché la nube tossica venne rilevata in Scandinavia. 
Morti e malattie che si potevano ancora evitare, ma che per la causa sovietica dovevano invece passare nel silenzio.
La serie Tv su Chernobyl ha il merito di tenere alto il ricordo di questa tragedia, di rammentare al mondo intero che la stupidità dell'uomo, del potere si ciba di bugie danneggiando tutto quello che incontra. Storie di uomini come Valery Legasov che hanno avuto il coraggio di denunciare i difetti di quei reattori, pagando con l'oblio questa sua decisione, cancellato dal KGB che non gli ha concesso nemmeno il privilegio della fucilazione, ma una morte trasparente. Divieto di parlare con chiunque, sequestrato nella propria casa.
Il suo suicidio avvenuto due anni dopo la tragedia di Chernobyl ha molto probabilmente messo il regime nelle condizioni di non poter più nascondere la verità, intervenendo anche sugli altri reattori attivi nel resto del paese. 
Questa una frase di Valery Legasov "Ogni menzogna che diciamo contaiamo un debito con la verità. Presto o tardi quel debito va pagato".
I morti di Chernobyl non si riescono nemmeno a contare, tranne che per l'Unione Sovietica per la quale i decessi furono solamente 31.
venerdì 18 novembre 2011 27 vostri commenti

E con questo come la mettiamo?


Cosa deve fare l'Italia?
"dovrebbe considerare l'energia nucleare. Il ritorno al nucleare è una opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Comunque, di base, la tecnologia nucleare rimane ancora una delle tecnologie chiave a livello globale"
E per i trasporti?
"la Tav è da fare assolutamente".
E ci dica ci dica visto che siamo in ballo balliamo, per il ponte sullo stretto?
"Capire se sia un'opera prioritaria per l'Italia"... "è un'opera di ingegneria bellissima".
Parole e musica di Corrado Clini, nientemeno che il nuovo ministro dell'Ambiente. Pensate cosa potrà dire allora quello allo sviluppo delle infrastrutture?
Auguri a tutti.
giovedì 9 giugno 2011 27 vostri commenti

4 Si "per quelli che passeranno"

Dicono che il tempo cambi le cose,
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.
(Andy Warhol)


giovedì 12 maggio 2011 24 vostri commenti

Come vivere in un bunker post atomico... i pazzi siete voi.



In fondo in fondo pazzi lo siamo un po' tutti.
Quella vena di follia che ci spinge a volte ad assaporare nuove avventure, conoscere nuove persone, camminare e vivere in posti assurdi o magari dire sempre la cosa giusta nel posto sbagliato.
In fondo in fondo lo siamo un po' tutti ma diverso è quando la pazzia gioca col prossimo, mette in pericolo chi ti sta vicino, chi vuole sole vivere normalmente.
Figuriamoci poi se colui che abbiamo vicino ci ha già detto più di una volta di non farlo, di non scherzare col fuoco, che prima o poi uno si brucia e a pagarla poi sono anche gli altri.
Si perchè in fondo in questo senso i pazzi siete voi.
Siete voi che ve ne fregate di un popolo che ha detto già di no ad un nucleare che non potrà mai essere sicuro.
Siete voi perchè mettete davanti all'interesse collettivo quello personale imprenditoriale, di accordi già presi con multinazionali che non aspettano altro di avere il via per le loro belle centrali, pronti a vendere sistemi infallibili di sicurezza, per poi fuggire non appena le cose si mettono male.
Siete voi perchè non pensate ad un futuro rinchiuso in 4 mura, finestre chiuse, impossibilità di uscire, continui lavaggi e scorte alimentare per mesi e mesi.
Siete voi perchè giocate alla democrazia con le parole di commi legislativi per non far decidere chi poi la vita vera la vive.
Tra un mese di andrà a votare, nonostante il boicottaggio mediatico, nonostante i continui proclami che questo referendum non serve, nonostante le dichiarazioni che mirano a salvaguardare un popolo che ora è troppo scosso e non può scegliere da solo.
Un mese.
Un mese chiusi in 4 mura come gli abitanti di Fukushima.
Un mese chiusi come i giapponesi, uomini e donne che avevano detto No al nucleare in un referendum di consultazione, dove ancora una volta i governi prevalgono a scapito della popolazione seguendo il richiamo del dio denaro.
Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca, quattro ragazzi sostenuti da Greenpeace, staranno chiusi per un mese, fino al giorno del referendum, come si fa in caso si emergenza nucleare, per far vedere (anche se logicamente lo stato d'animo non può essere paragonabie) cosa vuol dire non poter muoversi, respirare e vivere all'aria aperta.
Per fare capire ancora una volta che il NO al nucleare vuol dire sperare in una vita aperta senza ostacoli e coercizioni.
martedì 26 aprile 2011 22 vostri commenti

The 25 anni after tomorrow e fa ancora caldo



Era maggio e c'era caldo.
Un caldo strano per quel mese, per quella stagione.
Era primavera e sembrava estate, un'estate senza sorriso però, un'estate provocata e come sempre chi viene provocato reagisce e reagisce male.
Si sudava lo ricordo, ero piccolo ma lo ricordo, io ancora più degli altri probabilmente visto che stavo facendo la comunione, e li da noi si faceva col saio.
Gli zii, la nonna, mio fratello, i miei genitori, mia madre bellissima come sempre e mio padre con dei baffi incredibili la operaio incazzato dell'italsider, e io logicamente uno scherzo venuto fuori chissà come con tanto di casco biondo tipo tetesco ti cermania.
Quei continui discorsi e quel nome difficile da pronunciare, Chernobyl, e quella frasi...

"tanto non ci dicono niente"
"tanto nascondono tutto"
"chissà quante ne sono successi di questi fatti"
"non è la prima"

Le foto tante, i sorrisi molti e lei che si era invitata da sola, mica poi tanto da sola a pensarci bene...

...la nube tossica.

E poi quell'AFTER dimenticato, nascosto, insabbiato, reso fantasma e quei volti... quei bambini...
...i bambini...
...i bambini...
...i bambini...
...i bambini...
...i bambini...
...i bambini...
...i bambini...



martedì 19 aprile 2011 26 vostri commenti

Al fine di acquisire ulteriori evidenze un cazzo!!!

"Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare"

Che tradotto non vuol dire niente di buono.

O meglio, tradotto per il telespettatore, non più cittadino, vuol dire facciamo passare un attimo Fukushima e poi ve la riproponiamo più avanti nel frattempo il Quorum del referendum non arriva.

O meglio, tradotto per il perfetto inquisito, affetto da protagonismo sessuale, vuol dire che il referendum contro il legittimo impedimento ve lo scordate.

O meglio, tradotto per il perfetto lobbista che si vuol tenere amici gli amici degli amici degli amici dell'acqua, il rubinetto libero lo vedrete solo nei vostri sogni.

Piccoli dittatori crescono, si proteggono, si consolidano, prendono i meriti anche delle sconfitte, le fanno entrare nel cappello magico trasformandole in vittorie, mentre distraggono gli altri con la pubblicità e alla fine annientano il pensiero popolare... se esiste ancora.
martedì 15 marzo 2011 25 vostri commenti

E allora sono uno sciacallo!




"Non facciamo sciacallaggio!"


In questi giorni e in queste ore lo sentiremo dire parecchio.
Lo sentiremo nei dibattiti, preparatevi, che parleranno della tragedia del giappone dove si parlerà per forza di nucleare.
Il segnale che ci giunge dalla terra del sol levante martoriato è davvero inquietante, questa mattina un'altra esplosione ha sprigionato una nube tossica, pur lasciando intatto il nucleo.
"Chi è nel raggio di 30 km deve stare in casa" ...queste le parole del governo giapponese e forse noi dovremmo analizzarl meglio. Se essere sciacalli significa cercare di evitare delle tragedie che possono anche pregiudicare il futuro dell'esistenza, che altro dire sono uno sciacallo. Chiudersi in casa per le radiazioni, non per un influenza, non per la puzza della spazzatura ma per radiazioni è uguale a malattie gravi uguale a morte. Morte!
Io non sono un fisico nucleare, non ho competenze specifiche per quanto riguarda le risorse energetiche quindi non vi so dire se ci conviene o no il nucleare e anzi vi dirò di più non me ne frega niente. Io dico solo che l'uomo dovrebbe realmente pensare al fatto di essere ospite su questa terra, un ospite che per anni diciamo a maltrattato cose non sue, fatto righe sul pavimento, strappato il divano, lasciato la camera da letto in disordine e fumato in tinello con le finestre chiuse.
Credo che sia giusto dirci che non c'è sicurezza che ci possa far dormire tranquilli a 20 km da una centrale nucleare questo a prescindere da ogni tipo di pensiero.
Altro discorso poi logicamente è l'Italia.
Perchè dico che non prendo in considerazione il discorso della convenienza o meno perchè io credo nella legge e la legge dice che il popolo aveva già deciso nel 1987 e logicamente questo governo, che si preoccupa solo delle leggi che possono aiutare il premier a vivere ancora per qualche anno in libertà attaccato a qualche sedile di una escort, ha deciso che un referendum popolare non conta niente. Quindi come per magia ritiriamo fuori il nucleare.
Se poi penso al fatto che non siamo in grado di gestire il problema dei rifiuti e che in giro per l'Italia ci sono ancora scorie radioattive nascoste negli scantinati (vedere Presa Diretta delllo scorso anno) i brividi salgono lungo la colonna vertebrale fanno il giro tornano indietro e scappano dal paese.
Il governo se ne frega, la Germania ha deciso di fermare 7 impianti l'Europa si interroga, e noi niente come se nulla fosse, anzi il nostro esecutivo boicotta i referendum per RITOGLIERE IL NUCLEARE (credo unico caso al mondo di RIREFERENDUM) perchè probabilmente gli amici degli amici degli amici si stanno già fregando le mani per tutti i lavoretti che potranno fare negli impianti, nei siti, per le scorie per anni anni e anni.
Quali siti?
Ma logicamente quelli che il governo ha già scelto, e nascosto, cioè quelli indicati nel 1979 dal Cnen in una lista oggetto di un'interrogazione da parte del Pd alla camera...

"Piemonte 1. la zona lungo il Po, da Trino a nord di Chivasso (Vercelli). 2. La zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea (Biella) Lombardia 3. la zona a nord di Voghera lungo il Po (Pavia) 4. la zona a sud di Mantova lungo il Po 5. la zona a sud di Cremona lungo il Po Veneto 6. la zona a sud di Legnago fra Adige e Po (Rovigo) 7. la zona del delta del Po (Rovigo) 8. la zona della foce del Piave (Venezia)" e via di seguto...

...come 150anni fa da queste parti si sta facendo l'Italia dal nord al sud, non si scherza...

"La linea italiana rispetto al programma nucleare chiaramente non cambia seguiamo la situazione in Giappone senza nessuna sottovalutazione. Ma neanche si deve speculare: non era ancora finito l’effetto dello tsunami che già in Italia gli antinuclearisti sfruttavano la catastrofe a fini domestici, questo è sciacallaggio politico; non abbiamo centrali nucleari per una scelta sciagurata compiuta con il referendum del ’87, sull’onda emotiva della tragedia di Chernobyl. Ne continuiamo a pagare ancora oggi il costo, un’energia più cara del 30% rispetto agli altri"

...appunto avevamo votato, ma da queste parti non conta, parola di Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente.

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