Non possiamo nemmeno più chiamarli barbari come nel 1994. Ora li conosciamo, sappiamo chi sono e spesso sappiamo anche chi li vota.
Il nostro vicino di casa, un nostro parente, magari proprio il nostro migliore amico. Amicizie e parentele da rivedere probabilmente.
Quando il vento tira storto per loro ricominciano da lì, da Pontida. Ritirano fuori un pezzo di Padania dimenticata in favore del tricolore e danno sfogo al loro peggior repertorio.
Come dimenticare Borghezio che spruzza disinfettante sui treni nei posti occupati dalle persone di colore. Per non parlare del "chi non salta è un napoletano".
L'odio porta odio spesso e la storia ci ha insegnato che il bagaglio che si trascina dietro è qualcosa di spaventoso e abominevole.
Le ingiurie e gli insulti lanciati contro Gad Lerner fanno male, un video che davvero si ha difficoltà a vedere, un salto nel passato, una sorta di passerella in mezzo ad una galleria degli orrori. Padri e madri di famiglia che usano la parola ebreo come insulto, quel "non sei italiano tu" che in pochi attimi ci riporta ai ghetti e alle leggi razziali.
Il tutto sotto gli occhi dell'ex ministro dell'interno che per un attimo ha nascosto lo spettacolo agli occhi di Maria e del Vangelo tanto sventolato.
Un pezzo di Italia che vorremmo disconoscere e con la quale purtroppo dobbiamo fare i conti, perché quello della porta accanto spesso ha scritto il più brutto pezzo di storia del paese.