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martedì 17 settembre 2019 12 vostri commenti

Il brutto paese

Non possiamo nemmeno più chiamarli barbari come nel 1994. Ora li conosciamo, sappiamo chi sono e spesso sappiamo anche chi li vota. 
Il nostro vicino di casa, un nostro parente, magari proprio il nostro migliore amico. Amicizie e parentele da rivedere probabilmente. 
Quando il vento tira storto per loro ricominciano da lì, da Pontida. Ritirano fuori un pezzo di Padania dimenticata in favore del tricolore e danno sfogo al loro peggior repertorio. 
Come dimenticare Borghezio che spruzza disinfettante sui treni nei posti occupati dalle persone di colore. Per non parlare del "chi non salta è un napoletano". 
L'odio porta odio spesso e la storia ci ha insegnato che il bagaglio che si trascina dietro è qualcosa di spaventoso e abominevole. 
Le ingiurie e gli insulti lanciati contro Gad Lerner fanno male, un video che davvero si ha difficoltà a vedere, un salto nel passato, una sorta di passerella in mezzo ad una galleria degli orrori. Padri e madri di famiglia che usano la parola ebreo come insulto, quel "non sei italiano tu" che in pochi attimi ci riporta ai ghetti e alle leggi razziali. 
Il tutto sotto gli occhi dell'ex ministro dell'interno che per un attimo ha nascosto lo spettacolo agli occhi di Maria e del Vangelo tanto sventolato. 
Un pezzo di Italia che vorremmo disconoscere e con la quale purtroppo dobbiamo fare i conti, perché quello della porta accanto spesso ha scritto il più brutto pezzo di storia del paese.
venerdì 5 aprile 2019 11 vostri commenti

La speranza ha 15 anni

Al di là di ciò che si pensa, il coraggio di Simone, quindicenne romano, è un'iniezione di speranza. Affrontare persone come quelli viste nelle immagini, gente che arriva a calpestare cibo, aggredendo l'operatore che stava portando viveri non è da tutti. Tutto ciò soprattutto in tempi in cui la partecipazione è sempre meno a 360 gradi. 
Certe cose fanno tornare alla mente i discorsi che spesso sentiamo sui "giovani d'oggi" che in molti casi vengono citati o ricordati solo per i loro difetti. 
Le parole di Simone non sono politiche, lo dice anche lui, ma di civiltà. Un ragazzo che dice "nessuno deve rimanere indietro". Già, se solo ci soffermassimo sull'importanza di questa frase avremmo fatto cento. Parole alle quali si da poco peso, in un momento storico in cui troppi vengono lasciati indietro, vuoti riempiti da  movimenti e personaggi pericolosi che cavalcano il malcontento trovando nello straniero di turno il capro espiatorio. 
Mi ha colpito anche un'altra frase detta da Simone, che ora non deve diventare simbolo di nessuno sia chiaro, quando dice che "se rubano gli italiani nel quartiere non gli diciamo niente"
Simone.
15 anni. 
La speranza.
lunedì 11 settembre 2017 16 vostri commenti

Rimini Firenze senza ritorno.

Non sono in grado di dire se il momento in cui viviamo sia un punto di non ritorno. Sono convinto però che sia molto pericoloso. Camminiamo in bilico su un sentiero sconnesso, con l'alta probabilità di cadere.
I commenti sui social, ma non solo, sulle violenze di Firenze comparati con quelli di qualche giorno fa sui fatti di Rimini disegnano una società, un mondo, sempre più malato per colpa di un veleno iniettato dai suoi stessi abitanti.
Vengono alla mente le giornate sventolate a 360 gradi contro la violenza sulla donna mentre si leggono frasi del tipo "se le sono andate a cercare", "li hanno incastrati", "queste sono furbe", "però Firenze non è una città da sballo la gente lo deve capire" (questa è del sindaco) e molto altro. 
Salgono in cattedra in questi momenti i politici sciacalli che stanno costruendo il loro consenso grazie a queste cose. Allora possiamo trovare un post di Salvini, quello che giorni fa parlava di castrazione chimica, quello che fa foto a due ragazzi di colore mentre usano li telefonino commentando "ecco le nostre risorse",  che ci dice di non generalizzare, perché i carabinieri non sono tutti così aggiungendo anche lui "che però qualche sospetto sulla vicenda è lecita". 
La violenza non ha colore, non è differente se a commetterla è uno ricco o uno povero,  il reato è un mero atto che va contro la legge a prescindere da chi lo commette. Concetti semplici che però a quanto pare a parecchi nostri concittadini non sembrano entrare in testa. Fumo negli occhi che molti politici stanno utilizzando per coprire la loro pochezza e incapacità nel risolvere il problema del paese. 
Poi le vittime, quelle dimenticate, usate solamente come arma di propaganda per tornare nell'oblio tra pochi giorni e spesso sole ad affrontare un dolore difficile da descrivere. Basta citare solamente il fatto che i centri antiviolenza stanno subendo dei tagli ai loro finanziamenti. 
Il resto è solo l'ennesimo commento di chi domani scriverà con lo stesso livore per commentare il risultato di una partita di calcio. 

venerdì 1 settembre 2017 7 vostri commenti

E l'ottavo giorno creò la notizia, falsa.

In questi giorni in rete si condividono spesso alcuni pezzi tratti da 1984 di Orwell. Il potere che spaventa l'uomo, l'essere umano in balia del potere, la comunicazione che crea la notizia, l'informazione manipolata che spaventa le persone e la gente che si ridimensiona sempre più fino a diventare parte integrante del sistema.
Abbiamo letto di tutto e ne leggeremo ancora. Nulla più sbalordisce perché siamo verso un punto di non ritorno. Razzismo semi nascosto misto ad intolleranza verso chi è diverso, una caccia alle streghe rincorrendo il povero brutto sporco e cattivo visto come origine di tutti i mali.
Ormai non si parla d'altro e la politica, quella si brutta sporca e cattiva, ha deciso di inseguire il voto facile. Ora ci ritroviamo con due destre, quella vera e quella che prova a farla. Il risultato lo sappiamo, a Genova abbiamo le prove.
Non serve a nulla parlare di dati o numeri, la sola cosa che interessa è avere un nemico, possibilmente di un etnia differente dalla nostra oppure povero. Tutto il resto non serve, ed è così che la maggioranza delle persone parla di cose senza entrare nemmeno nel merito, parla di violenza ma delle vittime non ricordano nemmeno il nome oltre a non preoccuparsi veramente. 
E' un grande spot interminabile, la differenza è che quelli di una volta erano più credibili. Lo stesso compianto Amendola quando offriva due detersivi al posto del Vernel era più reale dell'interesse dei paladini della morale che abbiamo sul pianerottolo.
Il problema è che con loro anche il telecomando universale non serve per spegnerli.
lunedì 20 marzo 2017 35 vostri commenti

Sessismo di stato



Potremmo parlare per ore della pochezza di una tale immagine. Stereotipi, luoghi comuni, dicerie, razzismo e sessismo.
Sono parecchie le cose che danno fastidio in un elenco del genere. Il fatto che a metterlo in onda sia stata una televisione di Stato, ma il giudizio sarebbe stato uguale se a farlo fosse stato un privato. Che certa gente prenda uno stipendio non da poco per mandare in onda elenchi del genere. Per non parlare del fatto che purtroppo molte persone a quello cose credono davvero.
Non bastano giornate contro la violenza sulle donne, che è bene ricordare non è solo fisica.
Serve una rivoluzione culturale. 
Ma forse potrebbe non bastare. 
giovedì 26 gennaio 2017 9 vostri commenti

Come è triste Venezia

Vorrei meravigliarmi, ma non posso perché ormai la prassi è questa, perché l'indifferenza sembra entrata nel DNA e spesso quando qualcuno ha bisogno nelle nostre città molti si girano dall'altra parte. Meglio non interessarsi, meglio girare l'angolo e andare via.
Il tempo però si trova per prendere in mano il telefonino, premere un tasto e condividere il tutto con amici sui 100mila social che abbiamo.
Non importa il fatto in questione, non importa che stia morendo un persona.
Tanto è un migrante, meglio così perché come si dice adesso "uno di meno"o  "prima gli italiani" ma in quel tratto di laguna, a Venezia, c'era solo un ragazzo di 22 anni che è arrivato al gesto estremo del suicidio per un permesso di soggiorno non concesso e lo spauracchio del ritorno in una terra dalla quale era appena fuggito.
Vorrei meravigliarmi, ma non posso perché queste sono notizie che è meglio mettere sotto lo zerbino, che politicamente fanno perdere voti. 
Cosa siamo diventati, cose diventeremo ancora, che società è quella che guarda morire un ragazzo in acqua mandandolo in mondo visione?
Lo abbiamo abbandonato, non solo in acqua anche in quella che qualcuno definisce la sua realtà quella del web.
Stiamo assistendo alla decadenza della civiltà, ci navighiamo in mezzo condividendola con un click.


venerdì 21 ottobre 2016 19 vostri commenti

Razzismo privato

Due questioni oggi mi hanno fatto scuotere la testa che in questo periodo è sempre in movimento di certo non per cose felici o notizie che ci passano davanti agli occhi.
La prima è quella dell'imminente sgombero della cosiddetta giungla di Calais e la presa di posizione netta dell'ormai distante Gran Bretagna. Un provvedimento preso da un tribunale che vedrà con tutta probabilità quasi 1300 bambini mandati a destra e sinistra e profughi rispediti al mittente.
La seconda è il caso del Liceo Marco Polo di Venezia dove a quanto pare dovrebbe esercitare il ruolo di "insegnante", messo tra virgolette in maniera emblematica, una professoressa di cui non faccio nemmeno il nome che nel mare infinito dei social network scriveva e scrive cose del tipo "ammazzateli tutti", "bruciateli", "perché li avete salvati" riferendosi ai profughi con tanto di simboli fascisti.
Vita privata? Libertà di espressione?  Forse davvero come ho letto in giro questa donna meriterebbe solamente di non essere considerata, ma credo che in quanto insegnante, maestra o professoressa una persona debba essere portatrice sana di principi di democrazia dentro i quali non possono non esserci la solidarietà e l'accoglienza verso chi si trova in situazioni peggiori delle nostre.
Visto che parliamo di un'insegnante che inneggia anche alla grandezza del fascismo dovrebbe allora rivedere qualche libro di storia alla voce colonialismo, quando noi italiani per metterci alla pari delle altre nazioni giocavamo a fare gli imperialisti andando in casa d'altri.
Queste storie hanno un comune denominatore, l'odio per chi è diverso, la paura che è sempre più alimentata dall'individualismo che possiamo vedere in ogni posto anche nel nostro quotidiano.
Dovremmo saltare la staccionata e provare a metterci in scarpe diverse, guardare il mondo attraverso una rete di un campo profughi non da una televisione a 55 pollici, poi forse allora potremmo anche incominciare a capire.
Forse.
mercoledì 5 ottobre 2016 13 vostri commenti

Non desiderare l'acqua d'altri

Succede anche questo nel nostro paese e precisamente nella mia città, Genova. La prefettura assegna un appartamento  ex biblioteca universitaria in via XX Settembre, strada centralissima, a 9 profughi, tra cui 3 donne incinte e due bambini di pochi mesi. 
Potete immaginare il finimondo scoppiato e cavalcato politicamente dalle destre con i soliti proclami "prima gli italiani" e via di seguito. Il tutto sempre accompagnato dalla solita ipocrita frase "non siamo razzisti ma...". Per non citare l'indignazione rispetto al fatto che si mettono dei profughi nel salotto bene della città.
Seconda puntata della sit com vergognosa. I condomini del palazzo in riunione votano a maggioranza (17 a favore, 3 contrari) per non consentire l'allacciamento dell'acqua visto che in quell'appartamento mancava l'attacco diretto.
La bestialità delle persone ha raggiunto livelli inenarrabili, molto probabilmente gli stessi che si sono seduti ed hanno alzato la loro manina per votare contro l'allacciamento domenica prossima potrebbero essere in prima fila ad ascoltare il vangelo dove esattamente non ricordo di aver mai sentito dire NON DATE L'ACQUA A CHI NE HA BISOGNO.
Non ce la facciamo a restare umani.
venerdì 4 settembre 2015 23 vostri commenti

Dimenticati!

Il mondo, il web e i nostri pensieri in questo momento si stanno dividendo sulla necessità di pubblicare la foto del bambino annegato.
Lo dico francamente, non so dove stia la ragione, io non l'avrei pubblicata. Ho visto quella foto e non riesco a togliermela dalla testa, come non possono sfuggire alla mente altre immagini del passato. 
Il punto è proprio questo. Dimentichiamo tutto troppo facilmente, le stragi in mare ormai sono all'ordine del giorno e le immagini dei treni e dei camion pieni di braccia che chiedono aiuto stanno facendo il giro del mondo.
Purtroppo passeranno anche queste foto e di Aylan e Galib, così si chiamavano i due fratellini, non si parlerà più. Gli indignati del momento, quelli che magari il giorno prima si lamentavano dei troppi immigrati per strada, ricominceranno la loro vita, tra una predica del prete e l'altra voltandosi dall'altra parte all'uscita della chiesa e annuendo ai discorsi di Salvini.
"Mi sono scivolati dalle braccia" questo ha dichiarato il padre dei bambini, a noi sta scivolando l'umanità lasciando l'occidente, che spesso bombarda quei paesi, solo nella proprio individualismo. 
Perché i muri più difficili da abbattere spesso stanno nei cervelli degli uomini.
giovedì 2 luglio 2015 18 vostri commenti

Questione di pelle

Questi sono argomenti davvero delicati che il più delle volte non dovrebbero nemmeno essere commentati. Ma quello che ultimamente sta succedendo in questo paese porta a fare una riflessione rispetto al caso dell'arresto del militare italiano accusato di aver violentato una  quindicenne a Roma.
Nessuna parola dai politici che sono soliti cavalcare l'ondata di indignazione quando ci si trova davanti a casi analoghi. 
Provate a pensare se l'arrestato fosse stato dell'est, oppure un migrante.
Avremmo letto dopo 2 secondi il tweet di quel personaggio di Salvini con le sue ruspe, avremmo ascoltato interviste per strada con gente urlante, avremmo titoloni sui giornali e servizi in prima serata con tanto di collegamento direttamente dal posto.
Questo è il nostro paese ora, anzi meglio dire gli italiani, che poi non sono una cosa astratta ma quelli che in questo momento abbiamo vicino magari, quelli con cui condividiamo feste e cene, quelli che nella pausa pranzo stanno davanti al bancone del bar indecisi sulla tazza grande o piccola.
Le ruspe per ora stanno nella testa di qualcuno e hanno portato via parecchi neuroni.
lunedì 10 febbraio 2014 24 vostri commenti

Una volta il vento fischiava... ora gira a destra

Il vento che spira in Europa fa venire i brividi ma questa volta non si tratta di previsioni meteo.
Le piazze in Spagna in questo momento gridano contro il governo Rajoy e il ministro Gallardon che vuole cancellare anni di lotta con un progetto di legge di riforma dell'aborto che lo renderebbe meno praticabile e che spalancherebbe le porte alla clandestinità.
La Svizzera si sta preparando ad un referendum sulla libertà di circolazione, facendo provare ai leghisti cosa vuol dire avere di fronte un paese che non ti vuole.
In Francia la destra conservatrice ha bloccato la riforma del diritto di famiglia.
E in Italia sappiamo bene come vanno le cose nelle nostre città.
Credo che ci si debba preoccupare, il mondo in cui vivremo in futuro fa sempre più paura, per noi,  i nostri figli e i nostri nipoti. 
Le parole accoglienza e libertà di scelta sembrano aver lasciato lo spazio alla prevaricazione e al respingimento... e siamo sempre più soli.
martedì 30 luglio 2013 14 vostri commenti

Son tornati... anzi mai andati!

"E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista."

Non una frase a caso, scritta così tanto per riempire un foglio bianco, ma un precisa indicazione dei nostri padri costituenti come se sapessero già che il mostro sarebbe tornato. E l'avrebbe fatto anche sotto mentite spoglie per questo motivo hanno aggiunto "sotto qualsiasi forma".
Perché come vogliamo chiamare i partiti che in questi anni hanno fatto del razzismo una loro bandiera? Che hanno parlato di Mussolini come di un eroe? Che fanno portato in giro simboli fascisti e saluti che pensavamo di non dover rivedere più.
Personaggi che sono stati anche al governo e che abbiamo visto affrettarsi per  andare a baciare qualche mano di alto prelato per uscire poi dalla chiesa e prendere ad insulti il primo immigrato in zona.
Se penso che in passato una parte della sinistra ha anche pensato di poter fare un'alleanza con elementi come Borghezio e company mi viene il volta stomaco.
Oggi continuano inesorabili gli attacchi al ministro Kyenge da parte della lega e di forza nuova. Manichini impiccati lasciati nelle vie dove deve passare il ministro, consiglieri comunali che escono dall'aula al momento dell'intervento del ministro. In questo paese hanno istituito il vergognoso reato di clandestinità, credo sia venuto il momento di istituire il reato di razzismo (già presente in costituzione Art 3) e di fascismo (già presente in costituzione XII disposizione transitoria). 
Non se ne sono mai andati.
lunedì 15 luglio 2013 18 vostri commenti

Questi due... fora da i ball!


Nel silenzio estivo dell'informazione intervallato da servizi sul caro gelato, quelli sui siti on line dove acquistare pacchetti vacanze da sogno e quelli sulle mete dei vip spunta  l'ennesimo spettacolo offerto dal nostro paese, o meglio dalla società in cui viviamo.
Colui che ha dato vita ad una delle più indecenti leggi elettorali, definita da lui stesso PORCATA, colui che si è fatto fotografare davanti a pezzi di carta in fiamme per dimostrare che il suo ministero della semplificazione serviva, colui che ha messo in pericolo vite umane indossando una maglietta con tanto di vignetta contro Maometto è tornato alla carica.
Insulti razzisti dopo quelli di Borghezio, non i primi, nei confronti del ministro Kyenge.
C'è da meravigliarsi? La risposta è no, ed è una risposta triste perché ci fa capire il livello che il nostro paese ha raggiunto. Ciò che fa ancora più male è il fatto che tanti italiani la pensino come Calderoli e non solo sul ministro. Basta fare un giro di commenti su facebook o in qualche portale di una qualunque testata giornalistica.
Di cosa voliamo stupirci, del fatto che uno come Borghezio, ex fascista extraparlamentare, sia razzista? Direi di no, vogliamo ricordare la sua performance con tanto di disinfettante sulle carrozze dei treni utilizzate da extracomunitari. Casomai dovremmo stupirci, o meglio, incazzarci con chi gli ha dato negli anni il voto, con chi ha permesso che personaggi imbarazzanti della Lega, e non solo, andassero ad occupare posizioni di governo e dovremmo essere furiosi con chi in passato ha cercato di avvicinarsi alle posizioni del carroccio.
Occhio perché vicino a voi c'è un Borghezio o un Calderoli.

mercoledì 18 aprile 2012 23 vostri commenti

La vergogna viaggia alle 9.20 sull'Alitalia



Seduto è la normalità!
Silenzio e muto questa  è una normale operazione di polizia!
Al suo posto e la faccia finita questa è routine!
Una normalità che non avremmo mai scoperto e forse solo immaginato se  una persona non avesse fatto una foto e  non si fosse fatto sentire dalle forse (non è un errore) dell'ordine.
E gli altri muti... in silenzio. E loro nastro da pacchi sulla bocca in un paese che chiama routine maltrattamento, e normalità. Facendolo alla luce del sole davanti a tutti come se ormai questi fossero trattamenti entrati nella costituzione, entrati nella testa degli italiani o delle persone di tutto il mondo che non si vogliono immischiare.
Quelli che... in fondo avranno fatto qualcosa no!
Che... in fondo a me non capita quindi!
Che... in fondo noi siamo brave persone e loro no!
Noi siamo democratici e loro...

Ore 9.20 la vergogna viaggia gratis.

martedì 13 dicembre 2011 26 vostri commenti

Firenze, 13 dicembre. Non si può e non si deve morire in questa maniera

Solo una domanda può venire in mente.
Perche? Perche? Perche? Perche? Perche? Perche?
La risposta non si trova.
Odio misto a razzismo cosparso di ignoranza e follia che portano a quello che oggi è successo a Firenze.
Un agguato razzista con tanto di pistola di un 5oenne di Pistoia, un iscritto a Casa Pound della stessa città, che oggi ha deciso di agire contro gli ambulanti senegalesi. Attaccandoli e lasciandoli a terra in una pozza di sangue, minacciando di morte tutti coloro che si mettevano in mezzo per fermare la sua fuga. Seguito e trovato morto poi in un garage, non si capisce se suicidato o ucciso dalla polizia.
In questo momento pare che in città si siano formati dei cortei spontanei di stranieri che marciano verso la prefettura al grido "vergogna non si può morire così". Già non si può morire così, non si può continuare a fingere che in questo paese non esista il razzismo, non si può continuare a girare il volto dalla parte opposto. Abbiamo avuto e abbiamo razzisti in parlamento, persone che giurano su una costituzione che si basa sull'uguaglianza dell'uomo che andavano in giro a spruzzare disinfettante contro donne di colore, persone che non perdono un attimo per insultare coloro che chiamano "diversi".
L'Italia non può tollerare tutto ciò.
Sia chiaro non sono qui a cavalcare un fatto di cronaca a scopo politico, non è mia consuetudine e non ho alcun vantaggio in tutto ciò, ma credetemi tutti i giorni, tutti i benedetti giorni, in ogni città ci sono fatti di razzismo che non vengono neanche presi in considerazione. E tutti i giorni ascoltiamo dichiarazioni tra le righe di supremazia di una razza inesistente su un altra.
Non si può e non si deve morire in questa maniera.
venerdì 27 maggio 2011 27 vostri commenti

Qui dove si scrive "Negro non capace di lavorare ma capace di prendere soldi"

"Mi scusi capo vorrei prendere un giorno di ferie sa..."
"Cooosa!??!"
"Si pensavamo di portare la famiglia...."
"Ma te stai scherzando vai a lavorare e ti va già bene che non ti lascio a casa!"
"Ma capo..."
"A caaaasa hai capito o no..."

Il seguito è composto non più da parole ma da calci, pugni e insulti presi da Anton, 47 anni dello Sri Lanka.
A dargliele è stato il suo datore di lavoro, P.M., un imprenditore della brianza proprietario di una lattoneria.
E questo basterebbe già per mandarlo in galera, e invece...
Succede che una mattina Anton trova sul suo carrello del lavoro un tipico cartello di benvenuto in fabbrica...

"Negro non capace di lavorare ma capace di prendere soldi"

...e poi altri insulti reiterati...

"sporco negro"
"vieni dal terzo mondo e non capisci niente"
"tornatene al tuo paese"

Ma questa volta c'è qualcosa di diverso.
Anton ha denunciato tutto alla magistratura. E il Gup di Milano (chissà magari è uno di quelli che fa parte della quasi dittatura di sinistra) ha condannato, con rito abbreviato, a due anni e mezzo di galera (l'imprenditore che se vorrà potrà continuare a fare il razzista dietro delle sbarre, chissà magari gli faranno trovare in cella un simpatico cartello...

"sono un razzista e mi è andata anche bene"

Spero davvero in una svolta, in una presa di posizione delle persone civili, di quelle persone che per troppo tempo sono rimaste nascoste lasciando in mano alla parte peggiore del paese tutto. Una parte che ha deciso di fomentare l'odio verso il diverso, che ha deciso riversare le colpe sugli altri, che ha fondato il proprio potere politico e successo elettorale sulla paura e sul razzismo arrivando anche ad inventare finte situazioni di pericolo come a Milano, nella mia Genova o come a Napoli dove arrivano ad accusare De Magistris per le fiamme nella sede del Pdl.

Vi ricordate quando da piccoli si dividevano le persone in BUONI e CATTIVI.
Ecco questi sono i cattivi e i buoni devono venir fuori, ora... subito.

martedì 3 maggio 2011 23 vostri commenti

E sarebbe meglio che non ti mostrassi in pubblico e che non vivessi grazie ai nostri soldi


"Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico dà fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze"

Allora eviti Giovanardi di dire cose del genere davanti a persone terze.
Eviti Giovanardi di mostrarsi in pubblico perchè potrebbe essere nocivo alle nuove leve, dicesi pericolo di emulazione
Eviti Giovanardi di intascare denaro pubblico per inventarsi ogni giorno uscite razziste e senza senso.
Eviti Giovanardi di parlare di baci che vogliono dire passione, amore e libertà tre cose distanti anni luce da lui.
Eviti Giovanardi di mettere paletti nella vita della gente.
Eviti Giovanardi di voler imporre regole agli esseri umani nascondendosi dietro dogmi divini.
Eviti Giovanardi... Eviti...

“Se io vedo un nudista o una nudista su una spiaggia deserta in Sardegna non mi fa nessun effetto mentre se li vedo in spiaggia a Riccione in mezzo ai bambini e le famiglie mi provoca fastidio immenso”

...ma può uno che fa paragoni del genere sedere in un parlamento, occuparsi di leggi e magari fare anche il ministro?!?

mercoledì 13 aprile 2011 15 vostri commenti

Chi ci vorrebbe come drogati, chi potrebbe sparare e chi li prenderebbe a calci in culo



"Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga"
(citato in Michael Zezima, Salvate il soldato potere, Il Saggiatore 2004)"

Chissà fra qualche anno se esisterà ancora la scuola, la cultura e soprattutto la storia cosa leggeranno in futuro su di noi.
Chissà magari andranno su wikipedia a tirare giù qualche citazione e avranno le stesse sensazioni di nausea continua come noi mentre leggiamo le parole di Goebbels.
Loro faranno un copia e incolla virgolettato di Castelli ad esempio che da buon politico democratico si affretta a far sapere che nella costituzione loro vogliono mettere il Far West, i duelli all'ultimo sangue per dirsi "io c'ero prima su questa terra, via straniero!"...

"Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora"

Che differenza c'è tra le parole dei nazisti e quelle dei leghisti vestiti di nuovo?!? Dette durante il programma di Radio2 "Un giorno da pecora" nome non fu più azzeccato di questo direi.
Provate a pensare un attimo se a dire queste cose fossero i cittadini... "Bisogna respingere il razzismo dei leghisti, ma non possiamo sparargli, almeno per ora"... provate ad immaginare cosa succederebbe, inchieste, digos che indaga, polizia che scheda il cittadino delinquente che si permette di dire certe cose e che istiga alla violenza.
Questo succederebbe e in un paese normale sarebbe anche lecito visto che la violenza non deve essere la soluzione ai problemi, ma in un paese normale e democratico altrettanto succederebbe che un tale come Castelli riceverebbe una bella convocazione dai pm per spiegare queste sue dichiarazioni. Invece no continua inesorabilemnte ad essere anche pagato da noi per dire certe cose, e continuare ad insultare chi sta sotto di lui di un metro perchè lo ritiene "terrone".
Tutto questo fa male e viene inoltre accompagnato dai messaggi lanciati da un governo sempre più fascista con propensione al nazismo. Messaggi che riguardano la cultura...

"Quando sento qualcuno parlare di cultura, la mano mi corre al revolver"

...no non ancora di questo genere, questo genio era Goering, ma Castelli, Borghezio e company potrebbero arrivare al livello del loro maestro basta attendere...

"nei libri di storia trapelano tentativi subdoli di indottrinamento per plagiare le giovani generazioni a fini elettorali"...""verificare quali siano i testi faziosi, dare loro il tempo di adeguarsi prima di ritirarli dal mercato"

...ricordate l'inizio "che dipendano da noi come una droga", questa però è di madame Vedocomunistiovunque Carlucci che ha richiesto l'istituzione di una commissione di inchiesta in pieno odore di maccartismo dimenticandosi che esiste la libertà di stampa, la libertà di un editore di pubblicare ciò che vuole e che il governo, ma anche il parlamento non può prendersi la libertà di togliere dal mercato alcun libro. Ma questi sono dettagli per quelli che per ricordarsi la parola libertà se la sono messa nel nome del partito, e soprattutto detto da una che probabilmente non li ha mai aperti i libri di storia.
Chissà magari abbandoniamo l'Europa come dice il peggior ministro degli interni degli ultimi 150 anni, che farebbe meglio a suonare di nuovo il sax, e ci si allea solo alla Svizzera tagliano il Sud facendo una nazione competitiva, democratica, con tanto di frontiere chiuse in entrata e in uscita, monotelevisiva e monostampa.
Nel canton ticino sono già pronti...

"i frontalieri (gli italiani pendolari che vengono in Svizzera a lavorare) verranno cacciati a calci in culo”

...parole di Giuliano Bignasca leader della lega svizzera che sta facendo scoprire ai leghisti di essere a sud di qualcuno.
sabato 29 maggio 2010 10 vostri commenti

La libertà in una bocca!


Purtroppo sulle tracce dello scooter è raro leggere buone notizie. Un po' perchè si sa è noto che noi comunisti siamo pessimisti dentro come dice l'uomo dal sorriso perenne e un po' (tanto) perchè ultimamente c'è ben poco da ridere e parecchio da lottare.
Qualche giorno fa ho parlato della storia tremenda di Najoua.
Una bocca cucita per far sentire la sua protesta, un urlo per spaccare il silenzio dei Cie, una lotta la sua per chiedere asilo nel nostro paese per evitare di fare i conti con la violenza di un fratello e della sua famiglia.
Najoua è stata rilasciata dal Cie di Bologna.
6 giorni con la bocca cucita, alimentata solo ad acqua e zucchero.
Ringrazio tantissimo Ross, sempre attenta a queste tematiche lo potete capire leggendo il suo blog, per avermi segnalato lo sviluppo positivo della vicenda. A volte denunciamo e poi veniamo assorbiti dal tourbillon di schifezze e non riusciamo più a sapere come è andata una vicenda.
Sono notizie che danno speranza, per Najoua si tratta di un piccolo passo e un bagliore di luce che si intravede nell sua triste vicenda, anche se logicamente non finisce ancora qua.

"La Questura ha deciso di rilasciarla. Lei resta senza permesso di soggiorno, ma ora potrà fare i suoi ricorsi da donna libera"..."Dalla faccia è sicuramente felice. Ora accenna un sorriso mentre oggi pomeriggio, quando l’ho incontrata, piangeva"..."Resta preoccupata per come andrà a finire il ricorso ma l’ho vista un po’ più tranquilla"

...queste le parole del suo avvocato che sta lavorando per far ottenere alla donna il riconoscimento della protezione internazionale, evitando in questa maniera il rimpatrio.
Via il filo dalla bocca cucita e via dal Cie di Bologna, Najoua respira ora aria di libertà che deve rimanere tale anche in futuro aspettando la concessione di una protezione che direi è doverosa per una società che si definisce civile.
L'informazione dovrebbe smettere di snobbare le tristi vicende dei Cie, le storie di persone che sono imprigionate, le morti, le tragedie, le violenze, le condizioni di vita.
Questo paese non può continuare a voltare lo sguardo davanti alle tantissimo Najoua.


mercoledì 26 maggio 2010 45 vostri commenti

Libertà cucita addosso


Ci sono persone che aspettano gli eventi.
Persone che si girano dall'altra parte.
Quelle che "va bene tutto chissenefrega".
Poi ci sono quelle che lottano per un diritto, per l'esistenza, per un mondo che dovrebbe aiutare i più deboli ma in realtà è quasi sempre pronto chiudere le porte in faccia.

Questa è la storia di una bocca cucita.
Fili che vanno ad intersecarsi per far sentire una protesta che altrimenti passerebbe in secondo piano come tante, troppe storie.
Questa è la storia di una donna. Dovrei dire solo donna, perchè le persone sono tutte uguali a prescindere dalla loro provenienza. Ma devo aggiungere maghrebina.
Una storia di recinti, di costrizione, di un Cie, quello di Bologna dove la donna è detenuta in attesa di espulsione per la Tunisia.

“In Tunisia mi ci devono portare morta, vado in qualunque altro posto del mondo ma non fatemi tornare in Tunisia”

30 anni. Si è cucita le labbra con ago e filo perchè è stata rigettata la sua richiesta d'asilo.
In Ospedale ha rifiutato le cure, riesce a parlare e solo a bere. Tornata nel Cie la protesta continua fino al momento in cui verrà ascoltata da un magistrato, ora è seguita anche da un avvocato.
Minacce di morte da parte del fratello perchè la ragazza era incinta da non sposata, suo figlio di 8 anni è in Libia.
Un cognato integralista che le vuole imporre il velo.
Un ripudio da parte della famiglia
La sua è una storia di una fuga in Libia dove ha partorito, di uno sbarco a Lampedusa, di un lavora da badante e poi di un arresto in Veneto nel 2009 per colpa della persona che la ospitava.
8 mesi di carcere.
Poi l'assoluzione.
Il Cie.
Asilo respinto.
Bocca cucita.

Questa è una storia che non passa, che non viene portata alle luci dell'informazione. Una lotta di una donna sola, che non si arrende, che vuole vivere, una lotta per i suoi diritti che sono anche quelli di tutti. Diritti di libertà.
E pensare che ci sono ancora persona che guardano solo che il loro giardino sia verde.

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