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lunedì 5 marzo 2012 29 vostri commenti

Chi desidera accostarsi al mio blog e si trova in peccato mortale prima ricorra al sacramento della confessione e faccia penitenza

"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' HA UCCISO UN UOMO, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' E' UN PEDOFILO E MAGARI PRETE, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' PRENDE TANGENTI DA ANNI, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' LASCIA IL POPOLO ALLA FAME, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' SE NE FREGA DEI DIRITTI DELL'UOMO , prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' FINANZIA GUERRE NEL MONDO, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' MALTRATTA LA MOGLIE, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".
"Chi desidera accostarsi all'Eucarestia e si trova in peccato mortale, PERCHE' E' UN MAFIOSO, prima ricorra al sacramento della Confessione e faccia penitenza".

Non le sentirete mai queste parole, o forse le sentirete raramente, da qualche prete di periferia fatto poi sparire immediatamente e attaccato dalle alte sfere del vaticano, o magari da qualche prete più uomo che va oltre le etichette e capisce che l'amore è universale.
Ancora una volta l'ipocrisia della Chiesa è stata messa in piazza.
Niente musiche please all'interno perchè potrebbero dare fastidio, potrebbero far sembrare uno show tutto quanto. Solo tanta e sana ipocrisia, tanto non  detto, mezze parole.
Per loro la cosa importante è non dire che si è gay.
Meglio la parola collaboratore no?!?
Potrebbero adottare un sistema di individuazione per alzata di mano..
Chi è gay? Allora di là niente comunione.
Chi è divorziato ma nullatenente? Di là con i gay su!
Chi è divorziato ma ha la tessera del billionaire? Prego è già pronto il piattino.
Chi è mafioso?.... Scusate certe domande non si fanno.

giovedì 24 marzo 2011 28 vostri commenti

"Mio figlio cieco senza Giochi"

"Caro ministro Gelmini,
ieri mio figlio che ha 10 anni mi ha chiesto di essere lasciato al portone e di poter salire al secondo piano per raggiungere la casa della nonna da solo. Cosa c’è di strano in questo? Nulla, ma di particolare c’è che mio figlio è cieco dalla nascita.
È inutile dirle quale felicità abbia provato io nel vederlo, in assoluto silenzio, salire quelle scale, contando i gradini e mantenendo altissimo il livello di concentrazione. È inutile dirle quanto abbia sofferto nel non aiutarlo e nel dargli quella fiducia necessaria a compiere una straordinaria impresa. È inutile dirle che per questi bambini ogni azione che per gli altri
è normale costituisce un traguardo, che con sforzo, dedizione e tanta fatica a volte si supera. È inutile dirle che per un genitore ogni conquista e ostacolo superato è soddisfazione e dolore.
Mio figlio frequenta una scuola pubblica dove ogni giorno si confronta con bambini della sua età e ogni minuto rinnova la consapevolezza della sua diversa abilità, che diventa poi una risorsa quando riesce faticosamente a fare le cose insieme a loro. Ho sempre pensato che la sua diversa normalità non fosse un limite ma la capacità di fare le cose in altro modo, ho sempre creduto che il confronto con gli altri bambini fosse per entrambi fonte di arricchimento e di conoscenza. Ho sempre creduto che il sapere, il conoscere chi è diverso permette di sconfiggere l’ignoranza, il pregiudizio, l’emarginazione .
Oggi scopro che gli studenti diversamente abili non possono correre, giocare e divertirsi ai Giochi della Gioventù, come tutti gli altri, ma devono restare a guardare, fare da spettatori di una vita normale che è degli altri e non la loro. Perchè non ci sono i fondi necessari a garantire la loro assistenza.
Oggi apprendo che essere diversamente abile è un ostacolo non a se stessi, alle proprie capacità di fare le cose, ma agli altri, alla loro normalità e alla loro possibilità di arrivare primi o ultimi. Oggi scopro che mio figlio è meno studente, meno cittadino, meno importante degli altri. Non era questo il mondo che io ho immaginato per lui, non era questo il futuro che speravo per lui e le assicuro che pensare al domani di questi bambini non è fonte di tranquillità. Soprattutto quando la discriminazione arriva da chi dovrebbe prendersi cura di loro.
Le auguro di divertirsi ai Giochi della Gioventù, ma le auguro anche che tutte le persone che rifiutano la discriminazione disertino questa manifestazione, lasciandola sola a guardare nel vuoto. Perché è questo, il vuoto, che lei ha lasciato dentro di me."
Valentina Rinaldi

Nove, non numero ma città.
Vicenza, provincia.
Sport giovanile, che dovrebbe voler dire aggregazione, sinonimo di rispetto, di integrazione, impegno, fair play, amicizia mista ad agonismo e di apertura a tutti.
I Giochi sono quelli della Gioventù edizione 2011.
Tutto come sempre? Manca qualcuno? Niente ragazzi disabili.
Perchè? Perchè mancano i moduli per i ragazzi disabili e quindi niente partecipazione.
E qui entriamo in un altro sport... quello della palla che rimbalza da un palazzo all'altro, e i giocatori sono 2, il Coni e il Ministero della Pubblica Istruzione (o forse direi che è il caso di chiamarlo pubblica distruzione).
Il gioco è quello del tira e molla. "Toccava a te mandare i moduli"... "No non è vero"..."Lo gestite voi da anni"... "Ma non ci mandate i soldi dopo i tagli"... manca solo specchio riflesso.
Nel frattempo una madre scrive quello che avete letto sopra e ogni mia parola in più stonerebbe.
Il buio sta nelle loro coscienze.
venerdì 3 luglio 2009 0 vostri commenti

Poliziotta di Padova rischia il licenziamento per aver dichiarato la sua omosessualità

Questa è la storia di una donna che ha deciso di uscire allo scoperto... una poliziotta che ha dichiarato la sua omosessualità... da quel giorno è iniziato il suo incubo.
Luana Zanaga ha 39 anni è di Rovigo e fa parte della polizia di Padova è stata processata da una commissione perché ritenuta colpevole di aver parlato ai giornali senza aver chiesto l'autorizzazione e per aver screditato la polizia. Stiamo parlando dell'articolo intervista rilasciata a L'Espresso del 2 giugno in cui Luana ha denunciato le discriminazioni subite... "Sono una poliziotta lesbica: per questo mi vogliono punire"... violenze psicologiche come quella di dover andare a farsi visitare ogni 15 giorni per ordine del vicequestore, donna, affinché ne attestasse l'idoneità..."Mi chiedeva se stavo bene con la mia omosessualità e io rispondevo che stavo benissimo"... "Nel nostro ambiente siamo discriminati come omosessuali".
Luana ha anche denunciato l'arrivo di due mail da parte di due poliziotti con allegato i consiglio di "bruciare in un lager"...
Quindi... processata e punita con una sospensione fino a sei mesi con provvedimento del questore di Padova Luigi Savina... Luana non si perde d'animo viene nella mia città a sfilare per le strade durante il Gay Pride ma al ritorno a casa una sorpresa...una lettera del capo, il questore di Padova con cui si avvia la pratica della sua destituzione dalla Polizia... la polizia patavina, cioè Savina, nega che si tratti di licenziamento ma non vuol dire quale sarà la punizione... in effetti con la lettera si avvia la contestazione degli addebiti se vogliamo essere pignoli... i provvedimenti verranno dopo... e possiamo immaginare quali...
Qualcuno dirà che la vogliono licenziare per altri motivi, che a prescindere dall'essere diverso bisogna fare il proprio dovere... vero tutti devono fare il proprio dovere a partire dai vertici della polizia che hanno un carta che dovrebbero leggere ogni giorno prima di entrare in ufficio la Costituzione Italiana dove non si parla di discriminazione... poi facendo due conti direi che provvedimenti del genere dopo le dichiarazioni all'Espresso e la partecipazione al Gay Pride forse fanno pensare a provvedimenti discriminatori, direi no?
Comunque volendo essere ottimisti, mettiamo caso che non si tratti di licenziamento...
il problema permane, si tratta sempre di discriminazione sessuale una vergogna per un paese civile e per di più all'interno delle istituzioni... sentire la storia raccontata da Luana fa rabbrividire, fa pensare quanto lavoro deve ancora fare l'Italia per raggiungere la maturità...

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