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lunedì 19 agosto 2013 15 vostri commenti

Sciacalli d'Egitto

Inizio da quello che ho sentito ieri. Persone intervistate all'aeroporto di ritorno dall'Egitto. Sia chiaro ognuno è libero di fare ciò che vuole ma mi chiedo come si possa andare in vacanza in un paese dove ogni giorno esce un bollettino di morte solo perché i tour operator hanno lanciato prezzi da urlo per quella meta. Che dire ne abbiamo già viste di situazioni del genere e ne vedremo.
Ciò che mi ha colpito sono le parole degli intervistati. Solamente uno ha detto che sarebbe meglio stare a casa e non partire, gli altri riporto testuale "giù tutto bene" e un "quello che pubblicate non è vero".
Tempo fa abbiamo gioito per la caduta di Mubarak, salutando le piazze d'Egitto come un esempio da seguire. Poi però le elezioni hanno dato ragione alla fratellanza. Brogli? Non si è ancora capito. Ciò che sicuramente è stato chiaro fin da subito è che Morsi appena insediato si è subito affrettato a ristabilire il sistema Mubarak.
Quindi proteste e ancora piazze piene. Questa volta represse dalla polizia. E poi il resto è storia ormai, l'intervento dell'esercito.
Lo avevamo detto in tanti che di solito quando in uno stato si risolvono le cose con armi e divise il futuro non è roseo. Si sperava in una pausa della democrazia, in una pacificazione, niente di tutto ciò.  Ora, infatti, assistiamo al tutti contro tutti, ad accuse di terrorismo da una parte e di fascismo dall'altra mentre il resto del mondo sta a guardare.
Non c'era bisogno ma con i fatti d'Egitto ancora una volta abbiamo avuto la prova dell'inutilità delle organizzazioni mondiali ed europee interessate solamente ai conti, al petrolio, alle materie prime e agli interessi finanziari. 
In Egitto si muore, qualcuno  ci va in vacanza e molti si girano dall'altra parte.
giovedì 4 luglio 2013 16 vostri commenti

Democrazia d'Egitto?!?

In queste ore stiamo seguendo la vicende dell'Egitto, nei giorni passati abbiamo esaltato le piazze del Brasile, della Turchia e la stessa piazza Tahrir per l'esempio di voglia di partecipazione, di democrazia, di condanna delle scelte sbagliate che i governi di troppi paesi fanno seguendo i dettami delle banche e ignorando le richieste della maggioranza del popolo.
Ciò che spaventa, e che chiaramente non amo,  è  l'intervento dell'esercito che è sempre un'incognita, legato al volere di pochi che possono decidere una via o un'altra a seconda del loro indirizzo politico o a volte del mero interesse personale supportato dalle armi.
Attendiamo gli sviluppi questo è chiaro, ma mi auguro che presto la palla passi al popolo e alla democrazia, lasciando il destino del paese alle urne e ad elezioni libere, che a volte purtroppo come abbiamo visto, non solo all'estero, portano al potere persone che 5 minuti dopo avere ricevuto il mandato si dimenticano di chi ha contribuito a  metterli nella loro posizione, seguendo invece solo interessi particolari economico o quelli di qualche religione.
Il popolo ha voce ma serve chi la deve ascoltare.

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