
Oggi è il 1° maggio, una delle 2 feste più importanti dell'anno, assieme al 25 aprile.
Oggi ancora una volta siamo dietro le barricate.
Oggi stiamo lottando contro i lupi che vogliono azzannare la costituzione cercando di cancellare quel "fondata sul lavoro" che dovrebbe ricordare a tutti sempre che senza lavoro non cè vita, senza lavoro non c'è indipendenza, senza indipendenza c'è il ricatto.
Oggi ancora una volta subiamo l'attacco da chi vuol rimuovere la storia per sostituirla con una beatificazione in formato reality.
Oggi ancora una volta vogliono cancellare una festa vera del popolo.
Oggi ancora una volta invece di sottolineare l'importanza del lavoro che manca, in un paese, e non solo qui, che ha la disoccupazione giovanile al 28% ci saranno politici in prima fila a far la coda in vaticano per farsi fotografare nella giornata del grande business.
Oggi ancora una volta il denaro dell'interesse viene messo davanti ad ogni credo.
Oggi ancora una volta si procede ad una beatificazione che sa molto di bancarella, di depliant con viaggio compreso, di acquisto del perdono eterno, che sa molto di alberghi tutti esauriti.
Oggi ancora una volta i molti diranno ai pochi che sono i soliti rovinafeste, che tutte le storie sulle mancate indagini sui preti pedofili sono invenzioni, che la mano stretta a Pinochet è un fotomontaggio, che i Legionari di Cristo in fondo sono solo un gruppo su facebook e che le vergogne nascoste dei vescovi americani fanno parte della cronoca rosa.
Oggi ancora una volta questo paese fa i conti con uno Stato della Chiesa che non è mai sparito anzi ha conquistato tutto il resto, la politica, la tv, i giornali e soprattutto il pensiero di molti.
Oggi è il 1° maggio la festa dei lavoratori, quelli che sudano e che lottano per tenere il posto e per chiederlo per chi non lo ha,
Oggi è il 1° maggio delle tute blu, delle facce con le rughe che potrebbero raccontare la storia d'Italia, dei capelli persi per il nervoso, delle sigarette accese e spente immediatamente per poi essere riaccese durante le assemblee di fabbrica.
Oggi è il 1° maggio che non può essere di tutti, non può essere di quelli che si ricordano dei lavoratori solo oggi, non può essere di quei sindacati che hanno fatti accordi col diavolo targato fiat prendendo a calci nel culo gli operai, non può essere di quelli che sorridono a 7o denti all'uomo dal golfino da miliardi di euro, non può essere di un governo che vuole cancellare lo statuto dei lavoratori, non può essere per quei sindaci che si dimenticano da dove vengono dando il via allo shopping.
Oggi è il 1° maggio non un'insieme di gadgets ma un insieme di valori nati dalla lotta di pochi per i diritti di molti, un insieme di principi scritti su carta e che molti troppi vogliono cancellare.
Oggi è 1° maggio e dobbiamo ricordare ancora di più coloro che hanno perso contro imprenditori che vedono solo il profitto loro, dobbiamo ricordare ancora di più coloro che non ci sono più e sono morti solo perchè stavano facendo il loro lavoro, dobbiamo ricordare ancora di più quelli che non possono costruirsi una vita perchè perennemente in bilico, dobbiamo ricordare ancora di più chi vaga per le città bussando a porte presentando curriculum ricevendo come risposta il solito "le faremo sapere".
Oggi è 1° maggio e noi vogliamo sapere ora e subito perchè questo governo ha deciso di togliere completamente dall'agenda il problema del lavoro, lo vogliamo sapere ma in fondo lo sappiamo.
Riprendiamocelo il 1° maggio.
Riprendiamocelo tutto l'anno come il 25 aprile.
Lavoro e libertà.
Pensateci bene, potreste vivere senza?!?
Due cose che non interessano a questo governo, due pericoli, due problemi non da risolvere ma da eliminare.
La risposta è in ogni giorno, ogni ora pronti a lottare per i nostri diritti che non sono optional ma fondamenta per un paese e un mondo in cui vivere e non sopravvivere.
Oggi ancora una volta siamo dietro le barricate.
Oggi stiamo lottando contro i lupi che vogliono azzannare la costituzione cercando di cancellare quel "fondata sul lavoro" che dovrebbe ricordare a tutti sempre che senza lavoro non cè vita, senza lavoro non c'è indipendenza, senza indipendenza c'è il ricatto.
Oggi ancora una volta subiamo l'attacco da chi vuol rimuovere la storia per sostituirla con una beatificazione in formato reality.
Oggi ancora una volta vogliono cancellare una festa vera del popolo.
Oggi ancora una volta invece di sottolineare l'importanza del lavoro che manca, in un paese, e non solo qui, che ha la disoccupazione giovanile al 28% ci saranno politici in prima fila a far la coda in vaticano per farsi fotografare nella giornata del grande business.
Oggi ancora una volta il denaro dell'interesse viene messo davanti ad ogni credo.
Oggi ancora una volta si procede ad una beatificazione che sa molto di bancarella, di depliant con viaggio compreso, di acquisto del perdono eterno, che sa molto di alberghi tutti esauriti.
Oggi ancora una volta i molti diranno ai pochi che sono i soliti rovinafeste, che tutte le storie sulle mancate indagini sui preti pedofili sono invenzioni, che la mano stretta a Pinochet è un fotomontaggio, che i Legionari di Cristo in fondo sono solo un gruppo su facebook e che le vergogne nascoste dei vescovi americani fanno parte della cronoca rosa.
Oggi ancora una volta questo paese fa i conti con uno Stato della Chiesa che non è mai sparito anzi ha conquistato tutto il resto, la politica, la tv, i giornali e soprattutto il pensiero di molti.
Oggi è il 1° maggio la festa dei lavoratori, quelli che sudano e che lottano per tenere il posto e per chiederlo per chi non lo ha,
Oggi è il 1° maggio delle tute blu, delle facce con le rughe che potrebbero raccontare la storia d'Italia, dei capelli persi per il nervoso, delle sigarette accese e spente immediatamente per poi essere riaccese durante le assemblee di fabbrica.
Oggi è il 1° maggio che non può essere di tutti, non può essere di quelli che si ricordano dei lavoratori solo oggi, non può essere di quei sindacati che hanno fatti accordi col diavolo targato fiat prendendo a calci nel culo gli operai, non può essere di quelli che sorridono a 7o denti all'uomo dal golfino da miliardi di euro, non può essere di un governo che vuole cancellare lo statuto dei lavoratori, non può essere per quei sindaci che si dimenticano da dove vengono dando il via allo shopping.
Oggi è il 1° maggio non un'insieme di gadgets ma un insieme di valori nati dalla lotta di pochi per i diritti di molti, un insieme di principi scritti su carta e che molti troppi vogliono cancellare.
Oggi è 1° maggio e dobbiamo ricordare ancora di più coloro che hanno perso contro imprenditori che vedono solo il profitto loro, dobbiamo ricordare ancora di più coloro che non ci sono più e sono morti solo perchè stavano facendo il loro lavoro, dobbiamo ricordare ancora di più quelli che non possono costruirsi una vita perchè perennemente in bilico, dobbiamo ricordare ancora di più chi vaga per le città bussando a porte presentando curriculum ricevendo come risposta il solito "le faremo sapere".
Oggi è 1° maggio e noi vogliamo sapere ora e subito perchè questo governo ha deciso di togliere completamente dall'agenda il problema del lavoro, lo vogliamo sapere ma in fondo lo sappiamo.
Riprendiamocelo il 1° maggio.
Riprendiamocelo tutto l'anno come il 25 aprile.
Lavoro e libertà.
Pensateci bene, potreste vivere senza?!?
Due cose che non interessano a questo governo, due pericoli, due problemi non da risolvere ma da eliminare.
La risposta è in ogni giorno, ogni ora pronti a lottare per i nostri diritti che non sono optional ma fondamenta per un paese e un mondo in cui vivere e non sopravvivere.
W IL PRIMO MAGGIO