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lunedì 7 giugno 2010 19 vostri commenti

Quei giovinetti dimenticati




"La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
A.Gramsci

Conquistare una coscienza superiore.
Comprendere la propria funzione nella vita.
I propri diritti.
I propri doveri.
Quattro principi basilari per una democrazia, per una società civile, per un paese che dovrebber progredire pensando al proprio tesoro. I giovani.
Invece cosa succede ormai da anni in Italia? Il problema scuola viene affrontato con fastidio, senza grosse riflessioni, lasciando che sia l'enorme calderone mediatico a riempre la testa delle persone e soprattutto le menti dei ragazzi.
La cosa assurda è che tutti questi anni passati a "non far niente per la scuola" hanno inculcato un pensiero e una mentalità devastante nell'italiano.
Provate a chiedere a qualcuno cosa pensa degli insegnanti?
Le maggiori risposte saranno... non fanno niente... per quello che guadagnano... escono presto beati loro.... lavorano pochi mesi e poi sempre in vacanza...
Chiaro che in generale l'insegnante non lavora dalle 8 alle 7 di sera, ma il punto è che anche per la maggior parte degli italiani ormai l'importanza dell'istruzione PUBBLICA (e lo scrivo maiuscolo per ovvi motivi) viene meno.
Domandiamoci come mai non ci sono vocazioni in questo paese all'insegnamento, ma nella maggiorpare dei casi solo una scelta di ripiego, un parcheggio molte volte forzato per colpa del precariato in attesa di altro.
Il resto d'Europa sottolinea l'importanza dell'insegnante. Vede nel professore il primo punto di partenza per la costruzione di un paese migliore, di un paese che deve guardare avanti. In Svezia per un neolaureato è un onore fare il professore, insegnare.
Come cittadino sarei favorevole a pagare bene una professione che rappresenta le fondamenta del paese.
Noi no, noi continuiamo a sbattere la testa contro il muro...

“In questo momento così difficile è fondamentale far capire a tutti gli italiani cosa sta accadendo nelle scuole. In tre anni scompariranno 135mila posti di lavoro: tagli indiscriminati che, oltre a rendere disoccupate decine di migliaia di insegnanti, stanno rendendo impossibili le attività didattiche, a causa del sovraffollamento delle classi e della mancanza di supplenti”...“È arrivato il momento di ribellarsi e di combattere con tutte le armi a nostra disposizione perché è chiaro che l’obiettivo del Governo è smantellare la scuola pubblica statale a favore di quella privata. Per impedire che ciò avvenga, la Gilda degli Insegnanti preparerà un programma di mobilitazione che durerà per tutto il prossimo anno scolastico” queste le parole del coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, dal palco allestito in piazza Santi Apostoli

Una scuola...
"che conduca il giovinetto fino alla soglia della scelta professionale, formandolo nel frattempo come persona capace di pensare, di studiare, di dirigere o di controllare chi dirige"
(A. Gramsci)


...se cercate il giovinetto da noi lo trovate sul divano davanti alla Tv.
mercoledì 3 marzo 2010 23 vostri commenti

Bisogna impedire a quel cervello di funzionare per almeno 20 anni

In una corte qualsiasi, di una città qualsiasi nel futuro non di un paese qualsiasi ma di questo.

Entrò la corte.
"Presiede la corte il Giudice Ghedini! In piedi"
Tutti sull'attenti.
"L'imputato UOMO LIBERO entri"
L'uomo entrò, testa alta guardando in faccia ad uno ad uno i suoi carcerieri con occhi fieri e pieni di libertà.
"Questa corte si riunisce per discutere i reati imputati al qui presente UOMO LIBERO" furono le prime parole del giudice seduto con alle spalle un enorme crocifisso , gigantografia del PRESIDENTE e con davanti la scritta L'AMORE E' UGUALE PER TUTTI.
"Reati che sono risultati agli occhi di tutti molto gravi per aver messo in pericolo il paese stesso, la sua stabilità e la quiete del popolo tutto"..."allora vediamoli più da vicino"
"Vedo dai fogli presentati che le per più di 6 mesi non ha guardato la televisioni, nemmeno accesa. Ma è inaudito, ma valàààààà!
Poi attenzione perche qui c'è scritto che grazie alle nostre telecamere interne alle case dei cittadini abbiamo potuto constatare il fatto che lei... lei... ha letto dei libri!!!! A parte che mi domando come faccia ad avere ancora quegli stupidi rettangoli di pezzi carta in casa visto che li avevo fatti sequestrare in tutto il paese. Comunque lei si rende conto dei reati che ha commesso!"
Testa alta e occhi puntati sul magistrato, cappelli arruffati, occhialini. Silenzio.
"Niente non parla... eppure qui c'è scritto che si è sempre dato da fare con la parola, a favore dei CO... CO... COMPAGNI oddio non riesco neanche a pronunciarla questa parola. Qui leggo assemblee per i lavoratori, assemblee per i diritti dei cittadini, assemblee assemblee assemblee ma dove credeva di stare ancora alla festa dell'unità.
Vede le se la deve togliere dalla testa questa stupida cosa che chiamavate DEMOCRAZIA, se la deve togliere. Qui si va avanti il paese sta galoppando verso la gloria mentre lei sta cercando di frenare una corsa verso il progresso con queste su stupide idee."
Silenzio.
"Continui a stare zitto bravo bravo. Ma poi cosa leggo qui che lei ha studiato!!!! Cioè lei ha studiato. Ecco mi verrebbe da chiederli perché ha studiato perché non si riesce proprio a capire, lei ha tutto, una televisione, un telefono da usare per votare. Cos'altro vuole. Noi non possiamo essere indifferenti verso questa sua maledetta voglia di essere, noi non possiamo essere indifferenti, voi dovete esserlo voi!!!"
L'UOMO LIBERO guardò dritto negli occhi il giudice e non più silenzio...

"Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti"

Il giudice lo squadrò e lo risquadrò poi si rivolse al pubblico pagante nell'aula e disse indicando l'UOMO LIBERO...

«Fare a lui quello che abbiamo fatto già ad altri e a voi...Bisogna impedire a quel cervello di funzionare per almeno vent’anni»*


(*parole pronunciate dal pm fascista Isgrò, ispirate da Mussolini, nei confronti di Antonio Gramsci durante il processo)

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