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lunedì 8 marzo 2021 6 vostri commenti

Natalia



Ennesima vittima sul lavoro. Un numero che ormai non si arresta più, cifre che sembrano entrate all'ordine del giorno. Una brutta "abitudine" mentre scorriamo la pagina di un giornale, come se fosse normale alzarsi dal letto la mattina salutare i propri figli, il marito o la moglie, lasciare la propria casa e non tornare più.

Natalia Dimitrova Beliova, 57 anni, lavorava a Battipaglia presso due anziani, una delle tante badanti invisibili nella nostra società. Morta oggi nel rogo dell'abitazione dovuto probabilmente al malfunzionamenteo della stufa a gas. 

Ha aiutato i due anziani mettendoli in salvo. 

Lei ha perso la vita. 

La lotta è ancora lunga.


martedì 8 marzo 2011 21 vostri commenti

"La mia vita è un continuo carnevale"

Perchè oggi domani e sempre... Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene.
Rosa Luxemburg

Perchè dobbiamo tenere a mente che... La libertà è sempre la libertà di dissentire
Rosa Luxemburg

Perchè loro vogliono degli automi, delle teste chinate, delle file di signorsì e ...Solo estirpando alla radice la consuetudine all'obbedienza e al servilismo, la classe lavoratrice acquisterà la comprensione di una nuova forma di disciplina, l'autodisciplina, originata dal libero consenso.
Rosa Luxemburg

Perchè possono nascondersi nei palazzi, coprirsi d'oro e di appalti ma...Il vostro ordine è costruito sulla sabbia. Già domani la rivoluzione si ergerà nuovamente ed annuncerà con un suono di squilla: Ero, sono sarò.
Rosa luxemburg

Perchè mai e poi mai fermi e... Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire
Marie Curie


Perchè nessuno possa mai decidere cosa è normale... Di me sono state create due immagini. Sono una pazza, una mezza pazza, un'eccentrica. [...] Ho abitudini dissolute; una comunista raccontava, nel '45, che a Rouen da giovane mi aveva vista ballare nuda su delle botti; ho praticato con assiduità tutti i vizi, la mia vita è un continuo carnevale, ecc.
Con i tacchi bassi, i capelli tirati, somiglio ad una patronessa, ad un' istitutrice (nel senso peggiorativo che la destra dà a questa parola), ad un caposquadra dei boy-scout. Passo la mia esistenza fra i libri o a tavolino, tutto cervello. [...] Nulla impedisce di conciliare i due ritratti. [...] L'essenziale è presentarmi come un'anormale.
Simone de Beauvoir

Perchè dobbiamo buttare lo sguardo oltre e... L'autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione intellettuale della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. Una rivoluzione finalizzata semplicemente a trasformare le politiche e le istituzioni ufficiali per migliorare le condizioni materiali ha poche probabilità di successo.
Aung San Suu Kyi

Perchè il tempo ci aiuta a ricordare ma... Non togliermi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care.
Anna Magnani

Perchè il cambiamento è come il respiro e... Non si trasforma la propria vita senza trasformare se stessi.
Simone de Beauvoir

Perchè la lotta va fatta ogni giorno quotidianamente e... Desidero che ogni vita umana sia pura e trasparente libertà
Simone de Beauvoir

Che cosa ti accadrà bambina quando la luce dei riflettori si spegnerà... Per ora canta e balla, ma ricordati, che un giorno i tuoi seni troveranno uno scopo più terreno da raggiungere
Joan Baez

...lottiamo sempre.
lunedì 8 marzo 2010 21 vostri commenti

Non chiamatela civile




"Le nazioni civilizzate compiono uno sforzo ingenuo per la conservazione di esseri inutili e nocivi. Gli anormali impediscono lo sviluppo dei normali.. Non si deve esitare a organizzare la società umana sulla base dell'individuo sano: i sistemi filosofici e i pregiudizi sentimanentali devono scomparire di fronte a questa necessità. Dopo tutto, è lo è lo sviluppo della personalità umana a essere l'obiettivo supremo della civiltà
"

...parola del premio Nobel Alexiz Carrel, siamo all'inizio del 900.

Questo pensiero, assieme ad altri, crearono le basi per ciò che il nazismo avrebbe poi messo in atto qualche anno dopo, segregazione, isolamento, sradicamento, sterminio...

Ma non solo il nazismo tedesco, no...
Questa è una storia triste, una storia agghiacciante, una storia che per anni è rimasta segreta, della quale sono venuto a conoscenza tramite lo spettacolo "Non chiamarmi zingaro" di Pino Petruzzelli, che vi consiglio di vedere, autore del libro edito da Chiarelettere col medesimo titolo, che vi consiglio di leggere.

Pensate alla "civile" Svizzera.
Pensate ad un'istituzione, sovvenzionata da soldi pubblici.
Siamo nel 1912, nasce la fondazione Pro Juventute per contrastare la mortalità infantile, in terra elvetica, 14 anni dopo riceve il compito di occuparsi del vagabondaggio dando il via al progetto "Bambini di Strada".
Le attenzioni del fondatore Alfred Siegfred, che era stato licenziato dall’Unteres Gymnasium di Basilea dopo che il tribunale penale cantonale lo aveva condannato per «atti osceni, si rivolgono subito verso gli zingari gli jenisch (zingari svizzeri) che lui stesso definisce "inferiori, deficienti e mentalmente ritardati".
Ritardati e pericolosi perché "diversi" dalla normalità svizzera che deve "sradicare il male del nomadismo".
Il programma parte e i bambini jenisch vengono portati di via dalle loro madri, dalle loro famiglie, dalle loro radici.
Il programma Bambini di strada rimane attivo fino al 1972. In 45 anni di attività vengono RUBATI 2000 bambini alle famiglie jenisch... rubati 2000 bambini! 2000 bambini dati in affidamento a famiglie NORMALI della civilissima Svizzera.
E attenzione la fondazione chiuse il programma Bambini di strada nel 1973 solamente perchè uno scrupoloso giornalista svizzero, Hans Caprez, raccolse delle testimonianze di alcuni jenisch vittime della pro juventute dando il via allo scandalo.
Solo 15 anni dopo arrivarono le scuse della fondazione... (se si può parlare mai di scuse in casi come questi). Potete trovare informazioni sulla pro juventute di oggi sul suo sito.

2000 bambini, 2000 famiglie, 2000 genitori, 2000 madri e donne....

Questo post è dedicato a tutti i DIVERSI, a tutti coloro che vengono guardati male perché non sono nella NORMALITA', a tutte quelle famiglie, alle MAMME , alle DONNE.

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