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giovedì 20 gennaio 2022 8 vostri commenti

La parte fortunata

Leggo  di persone che stanno tentando di prendere il Covid per evitare il vaccino. Mi è davvero difficile comprendere certe posizioni. Irrispettose per chi purtroppo si è infettato e non voleva, e magari non ne è nemmeno uscito. 

Credo siano privilegi da occidentali che possono usufruire del sistema sanitario. Tanto c'è chi cura, tanto un posto all'ospedale lo abbiamo. Intanto, non è così certo che ci sia sempre un posto libero all'ospedale. E' ancora fresco il terribile momento in cui abbiamo sentito dire "dobbiamo scegliere chi curare". Eppure siamo ancora qui a leggere di party Covid, di gente che preferisce il virus. Nel frattempo molti non trovano spazio per altre cure e operazioni importanti vengono rimandate. 

E' un argomento davvero devastante, che si fatica anche a condividere. Mi ricorda molto quegli anni in cui quando l'argomento politica era tabù per la paura di imbattersi in un berlusconiano, oppure per la vergogna di chi dava il voto al Caimano. 

Siamo nati in una parte fortunata del pianeta, per puro caso. Anzi, aggiungerei perché abbiamo sfruttato altri paesi in difficoltà. 

Teniamolo a me. 

martedì 16 novembre 2021 16 vostri commenti

La fatica

Mi sono reso conto di aver scritto davvero poco sulla pandemia. Forse perché davvero è uno di quegli argomenti che è entrato di prepotenza nella nostra vita. Difficilmente nei nostri discorsi rimane fuori.

Siamo quasi alle soglie di un triste e drammatico anniversario, due anni, da quel maledetto giorno in cui tutto è iniziato. 

Non credo di avere la verità in bocca, soprattutto davanti ad una situazione come questa, una pandemia, che molti, purtroppo, sembrano avere dimenticato. 

Ho fatto la prima dose di vaccino a Febbraio dell'anno scorso quando non ne sapevamo ancora nulla. L'ho fatta perché avevo a cuore soprattutto la salute di chi mi stava vicino oltre alla mia e perché francamente non ho mai visto alternative. Ho fatto poi la seconda e una settimana fa la terza. 

Ho faticato per mesi a trovare una dose di vaccino per i miei genitori, fragili e quasi ottantenni, ho spiegato a mia figlia, che aveva 5 anni all'inizio di questo delirio, che per il bene di tutti avremmo dovuto da lì in poi seguire delle regole e rinunciare anche alle cose di sempre. 

La fatica è tanta. Aumenta vedendo quelli che da sempre se ne sono fregati, quelli che hanno detto NO a tutto. Quelli di "è solo un'influenza", del no al distanziamento, del no alle chiusure, del no alle mascherine, del no al vaccino, del no al green pass. Quelli che hanno avuto anche il coraggio di negare i morti. Non dimentichiamoci che qualcuno è riuscito anche a seguire le ambulanze per vedere chi ci fosse dentro. 

Non ero gioioso quando ho fatto al prima dose, e non lo ero nemmeno una settimana fa e non nego che, purtroppo,  ci siano stati casi di effetti collaterali anche drammatici. Ma non vedo altre soluzioni e i dati, quelli si che esistono, lo stanno dicendo. 

Il resto è solo paura con delle punte di individualismo, che spaventa. 

Molto. 

venerdì 4 dicembre 2020 6 vostri commenti

Terribili certezze

Ultimamente nella nostra Regione abbiamo un presidente che si fa fotografare con tutti i prodotti possibili. L'altro ieri con in mano un'ottima bottiglia di Sciacchetrà, prima ancora un bel piatto di gnocchi al pesto e via di seguito. Una sorta di carrellata alla Masterchef. 

Prodotti che vanno sponsorizzati e settore che sicuramente va sostenuto in questo momento difficile. Mi domando però come mai non si faccia mai fotografare davanti ad un Teatro che da inizio pandemia praticamente ha dovuto interrompere totalmente e in parte ogni tipo di attività 

Perché la cultura evidentemente non porta voti da sempre. In ombra le biblioteche e i musei, altri che fanno parte dei dimenticati dalla politica, Dpcm compresi. Ricercatori che non potranno andare avanti nei loro studi per impossibilità di accedere ai documenti. 

Il punto è, come già detto, che il Covid ha solamente accentuato ciò che non funzionava prima e messo ancora di più in risalto i settori che da sempre, in maniera trasversale, vengono dimenticati dalla politica. 

Poi noi siamo particolarmente fortunati in Liguria perché abbiamo un presidente ballerino nelle sue posizioni ma che mantiene una coerenza nel non occuparsi di sanità e cultura. 

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