Succede ogni anno, è ciò che si sente dire in queste ore nella mia città. Una frase quasi di rassegnazione di una cittadinanza che ormai sembra in balia di acqua e fuoco. Questa volta però l'incendio ha fatto e fa ancora paura. Le fiamme sono arrivate vicino alle case e si parla di 300 sfollati. Genova brucia a ponente e levante, in zona Pegli e Nervi.
Il solo pensiero di avere le fiamme a poche metri da casa mi paralizza mi fa pensare a chi ha dovuto uscire in piena notte con bambini e anziani, per mia fortuna abito a Marassi lontano dai luoghi del disastro.
Spesso si parla di natura che non si può controllare, io parlerei invece dell'uomo che come sempre lancia la sfida a testa alta uscendone sempre mal concio. Questi incendi probabilmente hanno carattere doloso, ma non possiamo solamente fermarci alle considerazioni di un gesto insensato e vile come questo. Dobbiamo parlare dello stato di abbandono dei nostri territori, della mancanza di finanziamenti per la prevenzione, dell'accantonamento della cultura del "verde", agli interventi una tantum dei politici solo per far vedere che si interessano dell'argomento.
Penso alla recente scelta di accorpare il Corpo Forestale dello Stato nei carabinieri, un segnale negativo rispetto alla migliaia di problematiche che sono presenti sul nostro territorio.
Ora il pensiero va a chi ha lasciato casa, a chi ha perso qualcosa e ai pompieri, volontari e operatori che da ieri stanno lavorando senza sosta per salvare una città accerchiata dalle fiamme.
La vera sconfitta come al solito sarà quella del dopo incendio quanto come al solito di territorio si parlerà solo per costruire grandi magazzini e parcheggi.