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lunedì 4 maggio 2015 28 vostri commenti

I soliti noti



A Genova ce le ricordiamo ancora quelle tute nere che hanno devastato la città senza essere toccati dalla polizia. Li ho visti di persona andare in giro per le strade distruggendo tutto mentre i vari reparti li guardavano a pochi metri di distanza. Tutto questo nella stessa piazza dove qualche minuto prima le forze dell'ordine avevano caricato i non violenti di Mani tese.
La storia continua a ripetersi e noi siamo ancora una volta testimoni di una manifestazione, con la quale si può essere d'accordo o meno, che viene offuscata dalle violenze di questa gente.
Pagati dai servizi? Autoonomi? Infiltrati?
Francamente non lo so, ma credo proprio che a prescindere dalla loro origine siano utilizzati bene dal palazzo che preferisce sacrificare dei quartieri e delle macchine per evitare che si parli delle ragioni della protesta. Il copione è lo stesso del G8 di Genova dove ci fu una vera e propria carneficina, un massacro di donne, anziani e uomini.
E poi Bologna... dove non si può contestare il premier che non è nemmeno stato eletto, dove la polizia in questo caso carica i manifestanti, spezzando un braccio nel vero senso della parola ad una persona.
Lo ripeto da mesi, forse ormai anni... pensate se tutto questo fosse accaduto sotto un governo di Berlusconi. 
Scusate dimenticavo che non è cambiato niente.
lunedì 10 gennaio 2011 31 vostri commenti

Troppi sguardi rivolti altrove

Quella delle istituzioni...
Quella della gente comune...
Quella degli adulti...

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità. George Bernard Shaw

E questo mondo ogni giorno...

...in ogni angolo anche il più lontano da noi, il più sconosciuto, quello che a volte non vogliamo vedere, che non ci viene raccontato, che non appare sui 30 pollici del salotto, quello che conviene nascondere, quello che non brilla, quello che sta ai bordi delle strade...

...è sempre pù disumano.
sabato 29 maggio 2010 10 vostri commenti

La libertà in una bocca!


Purtroppo sulle tracce dello scooter è raro leggere buone notizie. Un po' perchè si sa è noto che noi comunisti siamo pessimisti dentro come dice l'uomo dal sorriso perenne e un po' (tanto) perchè ultimamente c'è ben poco da ridere e parecchio da lottare.
Qualche giorno fa ho parlato della storia tremenda di Najoua.
Una bocca cucita per far sentire la sua protesta, un urlo per spaccare il silenzio dei Cie, una lotta la sua per chiedere asilo nel nostro paese per evitare di fare i conti con la violenza di un fratello e della sua famiglia.
Najoua è stata rilasciata dal Cie di Bologna.
6 giorni con la bocca cucita, alimentata solo ad acqua e zucchero.
Ringrazio tantissimo Ross, sempre attenta a queste tematiche lo potete capire leggendo il suo blog, per avermi segnalato lo sviluppo positivo della vicenda. A volte denunciamo e poi veniamo assorbiti dal tourbillon di schifezze e non riusciamo più a sapere come è andata una vicenda.
Sono notizie che danno speranza, per Najoua si tratta di un piccolo passo e un bagliore di luce che si intravede nell sua triste vicenda, anche se logicamente non finisce ancora qua.

"La Questura ha deciso di rilasciarla. Lei resta senza permesso di soggiorno, ma ora potrà fare i suoi ricorsi da donna libera"..."Dalla faccia è sicuramente felice. Ora accenna un sorriso mentre oggi pomeriggio, quando l’ho incontrata, piangeva"..."Resta preoccupata per come andrà a finire il ricorso ma l’ho vista un po’ più tranquilla"

...queste le parole del suo avvocato che sta lavorando per far ottenere alla donna il riconoscimento della protezione internazionale, evitando in questa maniera il rimpatrio.
Via il filo dalla bocca cucita e via dal Cie di Bologna, Najoua respira ora aria di libertà che deve rimanere tale anche in futuro aspettando la concessione di una protezione che direi è doverosa per una società che si definisce civile.
L'informazione dovrebbe smettere di snobbare le tristi vicende dei Cie, le storie di persone che sono imprigionate, le morti, le tragedie, le violenze, le condizioni di vita.
Questo paese non può continuare a voltare lo sguardo davanti alle tantissimo Najoua.


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