"Complimenti la dichiaro dottoressa con 105 su 110!"
Una frase che molti avranno sentito (con voti logicamente diversi) nell'aula magna o auletta della propria facoltà, amici, parenti, a volte tantissimi a volte il numero giusto, quelli con dietro il tifo da stadio, quelli che ci vanno da soli o quelli che ci vanno vestiti in maniera assurda.
Insomma ognuno col suo giorno.
E così anche Giusy. Direte e allora?!?
La domanda potrebbe essere giusta se in questo paese si investissero i soldi nelle cose giuste (ci aggiungo anche il resto del mondo) si perchè Giusy è una ragazza down che ce l'ha fatta, la prima in Italia che si è laureata con 105 su 110 nel corso di laurea in Beni demoetnoantropologici, presso l'università di Palermo, e ora spera di poter andare ad insegnare alle elementari...
Una frase che molti avranno sentito (con voti logicamente diversi) nell'aula magna o auletta della propria facoltà, amici, parenti, a volte tantissimi a volte il numero giusto, quelli con dietro il tifo da stadio, quelli che ci vanno da soli o quelli che ci vanno vestiti in maniera assurda.
Insomma ognuno col suo giorno.
E così anche Giusy. Direte e allora?!?
La domanda potrebbe essere giusta se in questo paese si investissero i soldi nelle cose giuste (ci aggiungo anche il resto del mondo) si perchè Giusy è una ragazza down che ce l'ha fatta, la prima in Italia che si è laureata con 105 su 110 nel corso di laurea in Beni demoetnoantropologici, presso l'università di Palermo, e ora spera di poter andare ad insegnare alle elementari...
“C’è dietro un lavoro di 26 anni, iniziato in famiglia e proseguito a scuola. Siamo stati fortunati perche’ abbiamo sempre incontrato professori disponibili e strutture adeguate. Un lavoro di squadra che ha dimostrato come le persone con la sindrome di Down possano accedere ad alti standard di studio”
...queste le parole del padre.
Vedete è quel "siamo stati fortunati" che mi fa salire la rabbia verso delle istituzioni che dimenticano queste persone, che dimenticano le famiglie, che dimenticano la missione che dovrebbe avere lo stato, che invece costringe un uomo a dire "siamo stati fortunati" quando invece uno stato civile dovrebbe assicurare a tutti il massimo sforzo. E invece solo il 10% dei ragazzi down riesce ad accedere al mondo del lavoro.
Vogliamo ricordare che questo governo aveva tentato con la finanziaria (credo che poi sia rientrato tutto) di innalzare la soglia di invalidità dal 74% all'85% togliendo in questa maniera a molti ragazzi affetti dalla sindrome down l'assegno!
Giusy è la speranza, è una dimostrazione, come dice suo padre, che si può fare, è uno schiaffo a tutti coloro che non ci credono e a tutti coloro che vorrebbero solo ghettizzare la disabilità.
Se le scuole avessero più finanziamenti per il sostegno, se avessero più soldi per le tecnologie assistive, per gli ausili, se le università potessero usufruire di finanziamenti quante Giusy potremmo avere in Italia?!? E soprattutto questa non sarebbe più una notizia eclatante ma la normalità.
Vedete è quel "siamo stati fortunati" che mi fa salire la rabbia verso delle istituzioni che dimenticano queste persone, che dimenticano le famiglie, che dimenticano la missione che dovrebbe avere lo stato, che invece costringe un uomo a dire "siamo stati fortunati" quando invece uno stato civile dovrebbe assicurare a tutti il massimo sforzo. E invece solo il 10% dei ragazzi down riesce ad accedere al mondo del lavoro.
Vogliamo ricordare che questo governo aveva tentato con la finanziaria (credo che poi sia rientrato tutto) di innalzare la soglia di invalidità dal 74% all'85% togliendo in questa maniera a molti ragazzi affetti dalla sindrome down l'assegno!
Giusy è la speranza, è una dimostrazione, come dice suo padre, che si può fare, è uno schiaffo a tutti coloro che non ci credono e a tutti coloro che vorrebbero solo ghettizzare la disabilità.
Se le scuole avessero più finanziamenti per il sostegno, se avessero più soldi per le tecnologie assistive, per gli ausili, se le università potessero usufruire di finanziamenti quante Giusy potremmo avere in Italia?!? E soprattutto questa non sarebbe più una notizia eclatante ma la normalità.