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martedì 18 ottobre 2011 27 vostri commenti

Dai manda anche tu una foto! Al resto ci pensiamo noi...

In questa immagine c'è tutto.
C'è la storia di questo paese con un premier indagato a vita e che non vedremo mai in prigione perchè in un verso o nell'altro si salva sempre in calcio d'angolo, mandando avanti altri di solito pronti ad immolarsi.
E poi c'è il resto. Un giornale, quello del padrone, del capo, dell'imperatore, che gioca all'investigatore, a indovina chi, esortando i cittadini a mandare fotografie dei violenti così a caso e chissà magari tra le tante che vengono mandate ci sono anche quelle di quelli che violentemente portano magliette con Che Guevara, o magari quelli con uno due o tre orecchini da cattivoni, oppure, quelli che essere più cattivi si fanno i tatuaggi tenendo in mano una cattivissima e violenta bandiera rossa. Quindi siete avvisati da oggi se vedete in edicola uno che compra Il Giornale e siete vestiti in maniera troppo azzardata o avete uno guardo particolarmente minaccioso perchè il panino in pausa pranzo faceva schifo, allontanatevi prima che vi faccia una foto, non si sa mai.
lunedì 17 ottobre 2011 33 vostri commenti

Già scritto

"Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i "capetti" del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno".

Ognuno è libero di pensarla come vuole. Infiltrati, non infiltrati, anarchici e non, blocco nero o quello che volete.
Il fatto è che la storia parla chiaro e ci insegna. Ci ha mostrato in passato che dove c'è organizzazione non succedono certe cose. E' inutile che che lo stiamo a menare, e nei blog qualcuno lo aveva già detto, se vogliamo scendere in piazza bisogna scendere organizzati altrimenti...
Perchè poi vedete il problema è che le ragione della protesta ora vengono dimenticate. In tutto il mondo si parla di problemi del capitalismo, di società da ripensare e qui invece ora si parla di Legge Reale Bis.
In più le violenze sgomitano e fanno scendere dal piedistallo dell'informazione, dove non sono mai salite, le porcate del governo fatte prima di prendere la fiducia, vedere alla voce NUOVI VICE MINISTRI, per non parlare dell'ultima telefonatina del premier all'amico Lavitola dove vuole fare fuori il Tribunale di Milano.
Insomma il TG1 ha materiale per parecchi mesi, qualche Specialone da mettere in prima serata sul fuoco di Roma, sulla violenza, sulle tute nere, incappucciati insomma quello che volete.
Io credo nelle marce, negli scioperi, nelle manifestazioni non violente, nella partecipazione del popolo che tanto ha portato durante gli anni. Qualcuno potrà dire... si ma se vuoi la rivoluzione come la vuoi fare? Le risposte potrebbero essere tante, e i modi per fare una rivoluzione pure, sicuramente uno non è quello di agire ogni tanto in maniera violenta durante date di manifestazioni concordate e organizzate.
Il resto è storia.

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