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venerdì 4 dicembre 2020 6 vostri commenti

Terribili certezze

Ultimamente nella nostra Regione abbiamo un presidente che si fa fotografare con tutti i prodotti possibili. L'altro ieri con in mano un'ottima bottiglia di Sciacchetrà, prima ancora un bel piatto di gnocchi al pesto e via di seguito. Una sorta di carrellata alla Masterchef. 

Prodotti che vanno sponsorizzati e settore che sicuramente va sostenuto in questo momento difficile. Mi domando però come mai non si faccia mai fotografare davanti ad un Teatro che da inizio pandemia praticamente ha dovuto interrompere totalmente e in parte ogni tipo di attività 

Perché la cultura evidentemente non porta voti da sempre. In ombra le biblioteche e i musei, altri che fanno parte dei dimenticati dalla politica, Dpcm compresi. Ricercatori che non potranno andare avanti nei loro studi per impossibilità di accedere ai documenti. 

Il punto è, come già detto, che il Covid ha solamente accentuato ciò che non funzionava prima e messo ancora di più in risalto i settori che da sempre, in maniera trasversale, vengono dimenticati dalla politica. 

Poi noi siamo particolarmente fortunati in Liguria perché abbiamo un presidente ballerino nelle sue posizioni ma che mantiene una coerenza nel non occuparsi di sanità e cultura. 

giovedì 23 novembre 2017 8 vostri commenti

Genova Fahrenheit

A Genova, la mia città, nei giorni scorsi degli ignoti sono entrati nella notte nella biblioteca comunale del quartiere di Molassana, in periferia, sfondando la porta ammucchiando alcuni libri per poi dargli fuoco. 
Un gesto che porta alla memoria il rogo dei testi da parte dei nazisti, gli sfregi delle dittature nei confronti della cultura. 
Segnali inquietanti che simboleggiano una deriva che sembra inarrestabile.
Atto fascista? Gesto di qualche sconsiderato? Integralisti? Una gara a chi fa più il duro? 
Non lo so. Ma chiunque sia stato ha comunque suonato nuovamente un campanello che viene purtroppo ignorato. Ci sono dichiarazioni, leggi, prese di posizioni che in questi anni, in questi mesi hanno aperto il campo alla legittimazione di personaggi impresentabili, posizionato la cultura agli ultimi posti nei bilanci. 
E' una strada sempre più in salita, stretta e ardua. Nei libri, nelle parole spesso troviamo le soluzioni e gli spunti per una convivenza civile, segni fatti di inchiostro che diventano simboli fondamentali per una democrazia.
Tutto ciò è spaventoso ma non nasce pochi giorni fa, è frutto di un continuo logoramento delle coscienze, una quotidianità che purtroppo è sempre più coniugata all'individualismo, all'intolleranza, una società che ormai si sono trasformate in un grande magazzino pieno di sconti e attrazioni. 
Stiamo perdendo di vista le cose fondamentali, e la cosa peggiore è che ci stiamo abituando al peggio guardando sempre meno in alto.
Manca l'aria.
giovedì 12 gennaio 2017 35 vostri commenti

Non è un paese per libri

"E' spaventevole pensare a una persona senza libri... Soltanto grazie ai libri gli uomini e le donne riescono a emanciparsi da un'esistenza squallida. Vivere senza libri! Eppure, gran parte dell'umanità condivide un simile destino. In verità, è possibile classificare il prossimo in due specie, coloro che leggono e coloro che non leggono"

Parte di un articolo scritto sulla rivista "Temple Bar" del 1881, riportato nel libro "Al paese dei libri" di Paul Collins.
Davvero si può salvare il mondo leggendo? 
Purtroppo no, anche perché spesso chi commette azioni atroci, violente come la guerra, chi spinge al terrorismo, magari i libri li ha anche letti, magari ha letto quelli sbagliati, oppure non li ha capiti.
Non credo si possa essere manichei a tal punto da dividere la civiltà tra chi legge e chi non legge. Sono però dell'idea che la lettura possa aiutare ad evadere dagli schemi, possa farci conoscere il passato e ragionare sul futuro, possa ricondurci al senso della ricerca manuale che ormai è stata accantonata dal facile click di un mouse.
Senza libri non potrei vivere, mi piacerebbe lavorare con i libri, ma come spesso accade non si può far coincidere il piacere col proprio lavoro. Spesso mi capita di entrare in alcune case e notare che effettivamente il numero dei libri si può contare sulle dita di una mano. Mancanza di tempo? Caro-libri? Oppure semplice scelta di non leggere? Probabilmente a volte un mix di tutto ciò.
Il piacere di immedesimarsi in un personaggio, vivere un tempo per noi impossibile, ritrovare vecchi amici sulla carta, conoscere testimonianze del passato sono tutte possibilità che secondo me dovrebbero essere colte, per emanciparsi è vero e per rinvigorire la propria esistenza.
lunedì 26 settembre 2011 17 vostri commenti

"Amoreee... dove sei?"

Come tutte le mattine guardò l'orologio. Era proprio l'ora d'alzarsi, una stiracchiata, uno sbadiglio e qualche imprecazione per non poter stare a letto. La mano che si sposta per andarla a svegliare, guardare quegli occhi splendidi di prima mattina, l'ultima cosa vista prima di addormentarsi e la prima all'indomani, una meraviglia dell'universo.
Niente, solo lenzuola.
"Mah avrò capito male sarà uscita prima questa mattina..."
Una lavata, la colazione e uno sguardo veloce alle notizie del televideo e poi via a prendere la moto.
"Devo ricordarmi il giornale altrimenti chi la sente stasera..."
Di corsa all'edicola...
"Come mai non c'è Roberta... e questo chi è! Vabbè sarà in ferie...."
Quindi via per le strade della città a fare la gimcana tra le macchine.
"Buongiorno!"
"Buongiorno dottore!"
"Buongiorno Paola... ehm... scusa Mario pensavo ci fosse Paola. Aspettatemi aspettatemi vengo in ascensore!"
"Povero dottore..."
"Perchè cosa ha?"
"Come cosa ha, pensa che ci siano ancora.."
"Chi?"
"Le donne..."
"O povero..."

160 milioni di donne in meno nel mondo... oggi... per molte società, per molti popoli mettere al mondo una donna è una maledizione, una disperazione una vergogna. Bimbe soppresse, strappate alla madri e uccise per non vedere la vergogna, per cancellare una maledizione. Tra 40 anni in Asia una percentuale di maschi attorno al 20% non troverà un compagna...
venerdì 20 maggio 2011 11 vostri commenti

Così il MaXXi di Roma censura un video su Berlusconi



Quale è il momento in cui una dittatura ha quasi compiuto il suo disegno?
Quando si capisce il livello più basso raggiunto dall'uomo zerbino che si piega davanti ai potenti?
Come viene manifestata la sottomissione nuda e pura?
Mi vengono in mente parecchie cose ma un su tutte spunta, censurare anche se il capo non lo chiede.
Si perchè ormai che lo chieda o no qui siamo arrivati all'autocensura, alla censura per delega, alla censura preventiva, per commissione e naturalmente su richiesta.
Il video che potete vedere qui sopra fa parte di un pacchetto di opere dell'artista olandese Jacob Ter Veldhuis detto anche JacobTV.
Il censore questa volta è il museo Maxxi di Roma, museo delle arti del XXI secolo.
I video di Jacob fanno parte della rassegna "Expanded video" dove l'artista olandese ha inserito anche altri pezzi del suo repertorio dove fa una fotografia inInserisci link movimento degli statisti del mondo riportando le loro frasi tratte dai discorsi degli stessi.
Da Sarah Pallin, ad un predicatore americano per arrivare persino ad Obama.
Ma Silvio non si tocca.
E l'arte in questo caso deve essere messa da parte... anzi cestinata.
Le parole di Jacob...

"Avevo completato e arrangiato "Corrotto" proprio in vista della mostra italiana. Il populismo dei politici è uno dei temi dell'opera, e Berlusconi ne è uno degli esempi. Non capisco come la musica di un compositore olandese possa risultare pericolosa per un primo ministro italiano"

...forse è parecchio che manca dal nostro paese quest'uomo.

Oscar Pizzo, direttore artistico di Musica per Roma per la contemporanea, che ha voluto Jacob al MaXXI...

"Capisco che Jacob ci tenesse molto a portare al pubblico italiano "Corrotto". E io non l'avrei tolto. Però va detto che si tratta di una selezione di soli 15 minuti su un'opera di più di un'ora: un conto è vedere l'aria nel complesso dell'opera, un conto in una selezione ristretta. Scegliere proprio il video di Berlusconi poteva sembrare anche una furbata, un ammiccamento al pubblico italiano, un modo per fare notizia"

Già! Un ammiccamento al pubblico....
E lui lo voleva...
Non l'avrebbe tolto...
Una furbata....
Un modo di fare notizia...

Ci sono sempre vestiti pronti per il Re che non deve essere mai nudo.
giovedì 21 aprile 2011 19 vostri commenti

Se volete evitare di piangere e domandarvi cosa avrà da ridere... andate al minuto 2.25.



Se non vi volete rovinare la mattinata non lo guardate, lasciate perdere.
Se volete avere il percorso facilitato e immaginare solo cosa è andato in onda prima saltate al minuto 2.25 e iniziate pure da li, il resto viene da solo.
Roba che i muri che non sono venuti giù per l'incuria lo faranno ora dopo l'imbarazzante show del ministro della... non ci riesco ad associarlo alla cultura, niente da fare... Galan.

"Non posso dirvelo..."
"Non lo so..."
"Come si fa a dire..."
"Certe cose non si sanno..."
"Non lo sa nemmeno lui..."
"Ah si tu lo sai..."
"Potete anche evitare le domande difficili..."

Ecco avete presente gli schiaffetti che davano i nonni sulla nuca per rimetterci in sesto.
Proprio così serviva un nonno in quella conferenza stampa, che intervenisse dietro al ministro...

"Allora vogliamo dare delle risposte, lo sai cosa stai facendo di lavoro?!? Essere ministro della Repubblica è una cosa importante!!! Un ministro deve dare risposte, un ministro prende un incarico solo se capisce di un argomento non solo per occupare un posto. Un ministro non si presenta davanti ad una tragedia nazionale impreparato, facendo battute e ridacchiando! Un ministro è un ministro!!!"

...ma sarebbe stato tempo perso, Galan non avrebbe capito.
I muri di Pompei piangono.

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