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lunedì 22 agosto 2016 10 vostri commenti

4 anni di letargo

4 anni.
Questo è quanto impiegano gli italiani, forse non solo, per accorgersi della presenza di altri sport.
Atletica leggera, tiro al piattello, lotta greco romana e tutto il resto sembrano comparire solamente nel momento in cui compare magicamente una fiaccola. Contemporaneamente ogni cittadino che si rispetti diventa espertissimo di tutte le discipline. Quelli che commentano la pallavolo reclamando schemi, quelli che parlano di tecniche sopraffine per migliorare la mira, quelli che pensano di distinguere un bel tuffo da uno brutto mentre loro non lo fanno neanche a bomba.
Ora tutto tace, il Brasile può togliere da sotto il tappeto le Favelas e il campionato di calcio ha invaso le prime pagine dei giornali, dei marciatori che arrivano al traguardo esultando per un 75mo posto non frega più niente a nessuno.
La speranza è che qualche ragazza o ragazzo si sia innamorato di uno sport minore grazie alla visibilità di questi giorni, perché non esiste solo il calcio e lo dice uno che c'è dentro da più di trent'anni.
martedì 17 giugno 2014 31 vostri commenti

Quando due felpe facevano una porta

Ricordo, anche se ho solo 38 anni, come era diverso il calcio e con lui tutta la società.
E se per caso lo dimenticassi basterebbe riprendere in mano i vecchi album  perennemente con tre o quattro figurine mancanti sempre delle stesse società come se fosse un rituale, una firma.
Un salto immenso da fare guardando le foto di giocatori che a 18 anni sembravano mio padre adesso, baffi incredibili lunghi a tal punto che uscivano dai margini della foto.
Magliette con colletti che neanche Sandro Ciotti avrebbe potuto tanto, pancette che si intravedevano dai profili delle maglie che a differenza di oggi erano comode e larghe in grado di far notare la velocità del giocatore. Niente aerodinamica né pettorali da copertina, niente marche strapagate ma calzettoni tirati giù con tibie da saletta di ortopedia.
Anni in cui il grasso lo si dava sulle scarpe e non in testa, quando gli spogliatoi sapevano di olio canforato e non di champagne o Acqua di Giò, quando ti sedevi dove volevi e non servivano tessere, quando per i mondiali non servivano stadi nuovi ma solamente un campo, 11 giocatori e persone sugli spalti.
E si chiamava ancora sport.

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