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giovedì 7 ottobre 2021 9 vostri commenti

Sperando nel sole

51 anni fa Genova fu teatro di una delle più terribili alluvioni mai registrate. Vite spezzate, la città in ginocchio ancora una volta doveva raccogliere le vittime e rimboccarsi le maniche grazie soprattutto a quei giovani che scesero per le strade a dare una mano a tutti, indistintamente. 

Oggi come allora la Liguria ancora una volta deve guardare inerme il suo territorio piangere. La mancanza di manutenzione, l'impreparazione, una cultura che nonostante tutte le tragedie vissute continua a mettere al primo posto il mattone. 

Costruire, costruire e costruire. 

Siamo solo all'inizio della stagione autunnale, gli amministratori sembrano tirarsi fuori da tutto, come sempre, indicando quello dietro o quello davanti come colpevole. 

E noi qui, ogni volta con gli occhi al cielo. Sperando nel sole. 

venerdì 22 gennaio 2016 20 vostri commenti

Vista sull'alluvione


Spesso ce la prendiamo con le istituzioni, con i politici, con le amministrazioni. Poi succedono cose che dovrebbero far riflettere, che fanno capire che il problema a volte sta anche alla base.
Come sapete Genova ogni anno, sto toccando ferro, ha la sua alluvione. Quei morti sono ancora nei nostri pensieri, vite che sono state portate via in pochi minuti. Danni che non potranno mai essere risarciti.
Ultimamente pare che la soluzione, o almeno una parte, del problema possa essere la costruzione di uno scolmatore per il famoso, purtroppo, torrente Fereggiano. Una struttura che stanno costruendo in Corso Italia, per chi conosce Genova la promenade con vista sul mare, quartiere diciamo così di "ricchi", persone che stanno bene, a volte anche "non genovesi" che si fanno vedere ogni tanto con la casetta a due passi dal mare.
Fin qua semplice cronaca. 
Peccato che 9 famiglie, anzi 8 perché una si è ritirata, hanno pensato bene di fare un ricorso contro la copertura del cantiere dello scolmatore perché secondo loro danneggia l'immagine, definita "uno sfregio al paesaggio".
Nessuno vuole togliere il diritto di fare un ricorso, ci mancherebbe, quindi il movimento 5 stelle di Genova può stare tranquillo. Ma mi domando come si possa minimamente pensare di provare a bloccare la costruzione di una struttura che potrebbe essere utile alla causa di tutti per questioni di "bellezza".
Non mi piace ragionare in termini di classi, che esistono ancora sia chiaro, ma qui sembra davvero di avere a che fare con quelli che vivono in una palla di vetro.
Per noi che viviamo con gli allerta ogni volta che piove, meglio avere l'occhio infastidito da una bruttura architettonica, tra l'altro temporanea perché sparirà una volta finiti i lavori, piuttosto che svegliarsi con un metro di acqua in casa.
Noi negli ultimi anni quando parlavamo di vista intendevamo l'immagine in alto... sotto tutta quell'acqua c'è via Fereggiano e purtroppo delle vite.
Ma spesso il termine collettività non si riesce proprio a capire.
sabato 15 novembre 2014 25 vostri commenti

Non è possibile...

Alcune foto scattate qualche minuto fa nella zona del Polcevera.
Esondato il Polcevera e alcuni rii... Fereggiano che ora preoccupa.
Cornigliano, Sampierdarena, Voltri, Rivarolo, Murta e altri quartieri sott'acqua.
Strade che sono diventate fiumi.
Frane ovunque.
Dal Comune hanno diramato l'avvertimento... "Non uscite di casa!"
Ma questa può essere la soluzione?
Bisogna vivere in questa maniera ogni volta che piove?
A questo punto non ho davvero più parole.
Gabrielli capo della Protezione civile a Chiavari la settimana scorsa ha detto "preparatevi ad una settimana di passione". Questi ci prendono anche per il culo.
Dal Governo il silenzio totale dopo un mese in cui abbiamo avuto 3 alluvioni!!!! E i soldi faticano ad arrivare.
A questo punto non so più cosa dire.
E continua a piovere...




martedì 11 novembre 2014 29 vostri commenti

Fango e paura


Questa è la realtà di Genova, della Liguria e di altre città italiane come Carrara. Barriere messe davanti all'entrate di portoni e negozi per evitare il peggio.
In questo momento Chiavari e Carasco sono invase dal fango. A Leivi e Borzonasca ci sono situazioni critiche, frane su case e ponti interrotti. Ci sono dei dispersi. Ancora una volta l'acqua ha invaso le strade, ricoperto cantine e box.


Ieri sera Genova sembrava una città che si preparava alla guerra. Sacchi di sabbia ai bordi delle vetrine dei negozi, locali chiusi per ordinanza del sindaco. Autobus vuoti e traffico inesistente.
La paura ormai è sempre presente ogni volta che dal cielo scende una goccia di pioggia.
Qualcosa di concreto va fatto. Un'inversione di marcia rispetto al modo di vivere dell'uomo che per troppo tempo non ha rispettato l'ambiente.
Per ora aspettiamo i bollettini meteo vivendo fino a mezzanotte con l'allerta massimo con un occhio ai fiumi e al fango che incombe.

venerdì 17 ottobre 2014 12 vostri commenti

Diario di Genova. Una settimana

Una settimana fa le strade di Genova, ancora una volta, venivano invase dal fango. Oggi lo troviamo ancora ai bordi delle strade come ricordo di una tragedia, l'ennesima, che non dimenticheremo mai.
Questa mattina ancora tanti "angeli" con pale e picconi sulle spalle per andare ad aiutare le persone ancora in difficoltà. Genova dal punto di vista urbanistico è complicata, molti piani bassi, garage in zone impossibili, fondi e quant'altro che chiaramente sono stati invasi dalle acque.
Alcune vie si sono trasformate in mercatini a cielo aperto per cercare di vendere ciò che l'alluvione non ha portato via del tutto. Un aiuto per chi ha perso tutto, una spinta verso la ripresa.
Le polemiche continuano, si fa fatica a stare dietro a tutti gli scarica barile messi in atto, nel frattempo ieri lutto cittadino per i funerali della vittima della furia delle acque. Un'altra lapide.
Pensavo alla solidarietà che abbiamo visto in questi giorni, ragazzi che si offrivano, e si offrono, per dare una mano. Persone sconosciute che si stringono per un unico scopo, uscire dalla tragedia.
In questi giorni spesso mi è capitato di "parlare" a Greta, mia figlia di 2 mesi, guardandola negli occhi scuotendo la testa pensando al mondo che troverà. Un mondo, un paese dove chi comanda non decide e non si assume la responsabilità, dove la cosa importante è salvare il posto di potere, dove i soldi ci sono per gli armamenti e per le banche mentre per la sicurezza, la salute e l'educazione dei cittadini mancano sempre, dove si grida per apparire senza pensare ai contenuti dei propri discorsi, dove passata la bufera si tornerà a pensare al singolare.
Quindi mentre mi guardi  in tutti i tuoi 54 centimetri e 4 chili e mezzo, amore mio, mentre ridi non capendo quello che dico, spero con tutto il cuore che tu non debba mai essere chiamata "angelo del fango".
martedì 14 ottobre 2014 16 vostri commenti

Diario di Genova. Il colore del fango

Non piove e credetemi per noi oggi è davvero tanto anche se la situazione è ancora complicata e l'emergenza non è finita.
In questi giorni abbiamo visto di tutto.
La solidarietà di tutti i genovesi e anche di persone venute da fuori è sotto gli occhi del paese. Una speranza è chiaro, ma non può bastare. Perché poi alla fine come tre anni fa l'emergenza passerà e il pericolo è che torni il silenzio attorno a questa vicenda che ancora una volta è costata una vita umana e immensi danni.
Ci si domanda se tornerà mai la fiducia in quelli che amministrano, in quelli che dovrebbero vigilare sulla nostra incolumità. 
Leggevo ieri di una madre che giovedì sera, un attimo prima dell'esondazione, pregava il proprio figlio di non uscire "perché questa non è pioggia normale". La risposa, lecita, del ragazzo è stata... "ma non ti preoccupare non hanno dato l'allerta!"
Chiedono fiducia e partecipazione alla popolazione e poi il risultato è questo. La gente si fida, si informa e poi?
Ho letto post di gente che denunciava la mancanza degli extracomunitari a spalare per le strade. Parole che non meritano nemmeno una risposta, parole di un razzismo imbarazzante. Per le strade di Genova l'unico colore che purtroppo univa tutti era quello del fango.
Chiudo con un episodio surreale. Sabato mentre si spalava in un negozio di fotocopie sono arrivate tre persone a chiedere se potevano fare una fotocopia. 
Che dire... l'assurdità esiste anche nell'uomo qualunque e non solo nelle amministrazioni.
lunedì 13 ottobre 2014 24 vostri commenti

Diario di Genova... Ancora una volta


Scusate ma sarò più lungo del solito...
L'11 novembre del 2011 pubblicai questo post. "Diario di Genova/4. Di colpevoli ce ne sono".
Credetemi a rileggerlo mi sono venuti i brividi. Oggi avrei potuto ripubblicarlo pari pari. 
In questi giorni in cui abbiamo spalato fango in giro si poteva vedere di tutto. Tanti ragazzi e non solo che aiutano, si danno da fare, si propongono. Purtroppo manca una centrale organizzativa che smisti bene il lavoro dove serve di più.
Continuo a domandarmi seriamente a cosa serva la protezione civile?
Rileggendo il post che scrissi tre anni fa anche in quella situazione il capo della protezione civile Gabrielli arrivò a Genova due giorni dopo. Stessa cosa ora. E' arrivato e ha saputo dire solamente che non bisogna "crocifiggere chi ha sbagliato le previsioni".
Qui si tratta di responsabilità. Ogni volta che parliamo di differenze di stipendio ci spiegano che i dirigenti prendono più di noi perché sono responsabili. Poi accadono fatti come questi e a responsabilità non se la prende nessuno. Perché questo è un paese dove è vietato dimettersi.
Ieri conferenza stampa del ministro dell'ambiente assieme alla Pinotti, ministro della difesa, e Burlando presidente della Regione. 
Vedere quei tre mi ha fatto capire che hanno già deciso a chi dare la colpa. Ovvero al sindaco. 
Come ho detto anche Doria, il sindaco, ha le sue responsabilità e dovrebbe dimettersi... ma Burlando? Che praticamente comanda da sempre assieme agli amici del Pd?
Il direttore dell'ARPAL?
La protezione Civile?
Ora vengono qua e parlano di opere da fare... quando avrebbero dovuto farle anni fa, ma si sa i governi hanno altro a cui pensare come l'acquisto di aerei da guerra o grandi opere faraoniche.
Scusate sono incazzato.
La gente qui ormai cammina col naso per aria, guarda il cielo e allo stesso tempo cerca di non scivolare sul fango. Bisogna dribblare le carcasse delle auto ancora per strada e attraversando le vie della città si vede la vita delle gente riversata a cielo aperto visto che i loro box, le cantine e i negozi non ci sono più. Solo spazzatura.
Siamo nel 2014 e non abbiamo abbastanza mezzi per ritirare la spazzatura! Ma chiedere l'intervento di altre regioni? Chiedere di utilizzare i mezzi militari? L'esercito è arrivato dopo 2 giorni! Non ho parole. L'altro ieri alcuni ragazzi hanno bloccato la strada perchè stufi di aspettare i camion della spazzatura.
Non sono mancate scene vergognose. Un gruppo di ragazzi vedendo passare dei poliziotti senza neanche uno schizzo di fango li hanno invitati a prendere in mano una pala e spalare. Risposta. I soggetti in divisa permalosi hanno chiamato rinforzi per prendere i nomi ai ragazzi. Ma che paese è questo? Qui il video... GUARDATELO DA NON CREDERCI.
Viviamo in un posto dove il capo della protezione civile viene in città e ci prende per il culo... in un paese dove il signor Renzi manda i suoi ministri a dire che servono i lavori come se dovessero farli i cittadini... viviamo in un paese dove i soldi ci sono e non si possono spendere...viviamo in un paese dove gli assessori vanno in TV a elencare numeri e modelli che non funzionano quando nella realtà quotidiana mancano i sacchi di sabbia perché ancora oggi c'è l'allerta massimo fino a mezzanotte.
Che dire, Genova si rialzerà come ha sempre fatto, sarà difficile, ci sarà sofferenza e dolore, ci sarà ancora più disoccupazione ma si rialzerà come ha fatto dopo la ferita del G8. 
Ma siamo stanchi di avere amministratori incompetenti e strapagati.
Vi lascio con un'ultima notizia che ieri mi ha fatto venire i brividi.... il comune di Genova ha concesso ai dirigenti della protezione civile un premio in denaro per la prevenzione del rischio.
Cosa devo aggiungere...
venerdì 10 ottobre 2014 41 vostri commenti

Genova ora ha solo parole di rabbia

Questa volta non ci sono parole.
Da me tutto bene abitiamo a Marassi nel quartiere del Bisagno ma siamo in alto
La città è ancora sotto l'acqua... ancora una volta spettrale.
La rabbia che provo in questo momento credo non si possa descrivere, ancora un morto e le previsioni non sono buone.
Nessun allerta era stato dato, i punti dove da sempre i fiumi esondano non sono neanche stati monitorati ieri sera, solamente adesso è stato diramata l'Allerta 2 fino a mezzanotte.
Ci sarebbero tante cose da dire, ARPAL... SINDACO... per non parlare del fatto che dal governo per ora nemmeno una parola e il capo della protezione civile verrà solo DOMANI... ma ora lascio perdere perché ho solo parole di rabbia.









lunedì 4 novembre 2013 10 vostri commenti

Genova ricorda


Oggi il cielo sopra la mia città assomiglia a quello di due anni fa. Gli stessi torrenti sembrano dormire come nelle prime ore di quel maledetto 4 novembre in cui dopo qualche ora quegli spazi coperti d'erba ed arbusti si trasformarono in corsi d'acqua violenti portando via sei vite.
A Genova si va avanti con stati di Allerta e attenzione per evitare ciò che ancora tutti abbiamo in mente, immagini e suoni che nessuno di noi potrà mai dimenticare. 
La domanda che in questi anni molti genovesi si sono posti è se si possa continuare a vivere in questa maniera, con il naso sempre rivolto vero l'alto durante gli allerta,  scuole chiuse nelle zone a rischio e con le attività commerciali in balia del meteo.
La risposta in un paese civile sarebbe chiara e semplice, in questa maniera non è giusto vivere. Servirebbe un impegno concreto di tutti per finanziare un'opera come lo scolmatore che la città attende da anni e che a detta degli esperti metterebbe in sicurezza il torrente Ferreggiano. 
Genova chiede anche  che la procura faccia chiarezza sui fatti del 2011, ad oggi sono stati rinviati a giudizio l'ex sindaco e altre 5 persone. Le famiglie delle vittime e la città stessa hanno il diritto di sapere se in quelle ore ci fu noncuranza da parte dei responsabili e se qualcuno dopo ha anche provato a nascondere documenti fondamentali per arrivare alla verità.
Oggi ricordiamo chi ha perso la vita in quelle ore, ricordiamo tutte quelle persone, gli angeli del fango, che subito hanno aiutato chi era in difficoltà, tenendo a mente che per troppo tempo l'uomo si è dimenticato di ciò che ha attorno, un ambiente che viene calpestato e prevaricato dalle continue costruzioni. 
Nonostante tutto a Genova si continua a costruire in zone a rischio con progetti di box assurdi e in quartieri dove sono stati registrati in passato crolli e frane. 
Non basta ricordare solo quando ci sono le ricorrenze, ma è necessario ricordare sempre per non commettere gli stessi errori.


lunedì 5 novembre 2012 17 vostri commenti

Si muore a norma di legge


Un anno e un giorno.
Ma sostanzialmente nulla o poco è cambiato nella mia città, Genova, e nella mia Regione. Alla fine chi abita nelle zone in pericolo di alluvione convive con gli allerta 1 e 2 che vengono diramati dalla Protezione civile.
Scuole chiuse e consigli dati alle persone di rimanere a casa. 
Giusto un anno fa 6 persone persero la vita e ora le inchieste stanno facendo luce su una giunta che poi non è sembrata così esente da colpe. 
Immagini e momenti indimenticabili quelle del 4 novembre 2011. Una città completamente paralizzata e incredula davanti alla forza della natura, decisioni e svolte che in pochi secondi hanno portato alla salvezza o alla morte. Telefonate mai arrivate, squilli a vuoto, preoccupazioni e ansie di famiglie in attesa a casa. 
Ora rimangono le inchieste e gli allerta che mettono in ansia una popolazione e una vallata, quella della Valbisagno, dove scorrono i due torrenti che negli anni hanno preoccupato abitanti e molto meno gli amministratori. In particolare quello che preoccupa di più è il Fereggiano lo stesso corso d'acqua che ha invaso la via omonima un anno fa spazzando via tutto ciò che trovava davanti a sè.
Soluzione?
Sembrerebbe uno scolmatore in grado di arginare la furia delle piene future.
Fattibile?
Neanche per idea. Costa troppo e i soldi non arrivano, chiaramente non si tratta di un'opera che un Comune come quello di Genova si può permettere e da Roma si stanno ancora aspettando i soldi dei danni. Intanto il 70% dei negozi in via Fereggiano ha chiuso, gli appartamenti logicamente si sono svalutati e nessuno in questo momento comprerebbe un metro quadrato in quella zona.
Questione di priorità. In questo momento, ma anche in passato, la vita delle persone non è importante, non conta. Quindi dalle nostre parti si dice si va avanti a tapulli, qualche lavoretto, qualche pulizia del letto del fiume e gli allerta. Poi a chi importa se in quella strada mentre si chiudono le scuole nella zona passano persone, donne che fanno la spesa e ragazzi che vanno in altri istituti non chiusi, cosa importa se durante l'allerta 1 della settimana scorsa nel letto del Fereggiano c'era in bella mostra una ruspa che lavora nel cantiere. Basta decidersi perchè se una zona è pericolosa lo è punto e basta.
Insomma tutto in linea con la politica di questo governo e alcuni amministratori locali che ultimamente hanno deciso che tutto ciò che ha a che fare con la vita non serve e nemmeno un soldo deve essere speso in tale direzione, mentre magari nello stesso momento si concedono  permessi per costruire in zona a rischio.
Ricordando a questi signori che di queste cose si muore, a norma di legge.
martedì 16 ottobre 2012 17 vostri commenti

Chi ci protegge dalla Protezione?


Nulla è più come prima da quel fatidico 4 novembre qui a Genova. Ogni volta che il dal cielo scende la pioggia i volti delle persone che abitano nelle zone a rischio, compreso il sottoscritto,  cambiano espressione. 
Ciò che quasi un anno fa, ormai, è successo verrà ricordato da ciascuno di noi in modo differente. Avvenimenti e situazioni che fermano e imprimono stati d'animo di quel momento, situazioni, salvataggi oppure tragedie come la morte delle 6 persone in via Fereggiano. 
Già quel torrente che da il nome alla strada che ancora fa paura, con un progetto di uno scolmatore che non parte per mancanza di soldi, investimenti che solamente una politica ambientale e di prevenzione, non protezione, di un governo potrebbe fare e non solo a Genova e in Liguria ma in tutta Italia. 
Inoltre in questo momento l'amministrazione comunale non sembra dare risposte chiare alla popolazione che logicamente ogni volta che piove guarda a quella via con occhio sospetto. 
A questo dobbiamo aggiungere l'inciviltà di molte persone che purtroppo non riescono a capire che anche un piccolo gesto può aiutare, così in alcune parti del letto del fiume troviamo ancora spazzatura gettata impunemente. 
Giorni tristi e indimenticabili quelli, istantanee di una via Fereggiano, che ogni giorno percorro in moto per andare tornare a casa,  un strada deserta invasa dal fango con un montagna di macchine accatastate nella parte finale.
E ora siamo qui a commentare l'arresto di chi avrebbe dovuto proteggere, di chi usa il nome protezione. Ciò che spaventa oltre alla forza della natura è questo, la mancanza di fiducia in coloro che dovrebbero aiutare la popolazione, nei confronti di coloro che devono decidere in situazione di pericolo e che anzi non dovrebbero portarci a tali condizioni.
Ma ormai sembra un escalation senza fine, oggi il capo della protezione civile di Genova colpevole, pare, di avere modificato della documentazione sull'alluvione,  domani chi lo sa. 
La ruota gira e i numeri che escono non sono mai i nostri.

giovedì 19 aprile 2012 20 vostri commenti

Nemmeno le bambole vorrebbero essere pettinate da lui

In fondo se ci pensate bene è un po' come giocare a calcio con 2 giocatori in meno. Oppure fare una finale e a pochi minuti dalla fine e il vostro centravanti mentre si trova davanti al portiere, lo scarta si dirige verso la porta, vuota, e tira... fuori.
Oppure essere sopra ad un otto con mentre il timoniere si fa i cazzi suoi... fare un disegno magnifico mentre arriva uno e ci tira una riga sopra... pestare una cacca ogni 2 metri di passeggiata... vincere al superenalotto per accorgersi poi di non aver giocato la schedina... scendere da un autobus per una multa salire su un altro e prenderne un'altra... insomma avete capito no?
Sto parlando di quello che non sta li a pettinare le bambole e ad asciugare  l'acqua sugli scogli.
Quello che alla richiesta dei sindaci della Val di Vara di ritorno da Roma con un solo biglietto di auguri, hanno chiesto al Pd di devolvere la somma dei rimborsi agli alluvionati del 25 ottobre.

"Cerchiamo di non morire di demagogia"

...già. Nel frattempo si muore di incuria dello Stato e dei partiti delle amministrazioni, si muore di lavori mai fatti,  di promesse elettorali mai mantenute e di condoni edilizi votati a destra e a manca, che manca proprio.
Vero lo Stato dovrebbe occuparsi di questo, concordo. E invece di aiutare le banche e gli amichetti dovrebbe pensare alle regioni che dopo le calamità perdono anche quelle poche attività commerciali e industriali che c'erano.
Ma credo profondamente che un partito di sinistra (?) non dovrebbe nemmeno arrivare a farsi fare certe domande, ma dare direttamente risposte.
Non come quella di sopra.
martedì 10 gennaio 2012 21 vostri commenti

I veri sciacalli dell'alluvione... seduti ad un tavolo, in doppiopetto e con mazzette da 500

Si ora puoi camminarci in via Ferreggiano. Puoi viverci. Puoi guardare le case, passare sui marciapiedi, salutare la gente, le famiglie che fanno la spesa, i bambini che giocano nella piazza affianco e al sabato andare al mercato rionale.
Si ora puoi camminarci.
Ma la mente è sempre altrove, lo sguardo non può non voltarsi a guardare quel palazzo dove 6 vite sono state spezzate, non può non voltarsi verso quella curva da dove è sbucato all'improvviso il fiume. Non può non voltarsi verso quelle vetrine ancora rotte, negozi che non hanno riaperto.
Lo sguardo si perde sugli striscioni per ringraziare gli angeli. parole e volti che ci ricordano che tutto può succedere ancora, che il torrente è ancora li, che i soldi da Roma non sono arrivati, che Sestri Ponente aspetta ancora quelli di un anno e mezzo fa.
La gente muore.
Muore anche dopo si. Muore di solitudine delle istituzioni, muore di ricordi di persone scomparse, muore perché ha perso tutto.
Genova è stata colpita di nuovo in questi giorni.
Perché dopo le risate de L'Aquila ora ci sono gli appuntamenti degli sciacalli degli appalti. Quelli che a poche ore dall'alluvione si incontrano già per dividersi gli appalti, con tanto di contanti nel portafoglio per ungere gli ingranaggi giusti. Per fare i lavori urgenti, per prenderseli subito e poi intanto quando finiranno chissenefrega, la cosa importante è arraffare poi se non si hanno i mezzi è lo stesso, poi se i cantieri non si chiudono è lo stesso, magari con un bel po di gente anche in nero.
Si, moriamo ogni volta che succedono queste cose.
Ogni volta che una tragedia finisce ed inizia il valzer dei soldi, degli incontri, delle telefonate, del "mi fai un favore a me che poi lo faccio a te".
C'è ancora il fango negli angoli delle strade, è li fermo, secco quasi a testimoniare per ciò che è accaduto, come un avviso, un monito per tutti e in primis per le istituzioni.
Ma il fango che fa male ancora di più, ora, è quello sulle coscienze inesistenti di questi individui che non si possono neanche definire uomini.

giovedì 24 novembre 2011 20 vostri commenti

Quando l'uomo al posto dello spread?

Le Cinque Terre e Genova piangono ancora i loro morti, ma l'orrore non si ferma. Il fango continua a prendere vite, questa volta tre, a inghiottire paesi, seppellire case con tutti ricordi e gli averi che una famiglia può mettere da parte in una vita.
Le immagini che ancora una volta ci arrivano dal Sud sono spaventose, sono incommentabili e colpiscono al cuore le persone che da poco sono uscite da quell'incubo. Rivedere le onde del fango correre travolgendo ogni cosa, ogni ostacolo ci hanno riportato al 25 ottobre quando le Cinque Terre, lo spezzino e la lunigiana sono state teatro di una catastrofe. Ci hanno riportato a via Fereggiano, al quartiere di Marassi sommerso, alle 6 morti incommentabili e anche alla forza dei ragazzi che hanno dato aria a questa città rimasta in apnea per quei giorni.
Ora però è arrivato il momento di dire davvero basta.
Non servono più solo proclami, interviste con prese di posizione, ministri che vanno sui luoghi della tragedia per poi dimenticarli qualche mese. Ora servono dimissioni delle alte sfere della protezione civile e politiche ambientali. Servono decisioni che vadano a toccare gli interessi dei costruttori per difendere il diritto alla vita della persona.
Mi auguro, ma ho paura di sapere già la risposta, che questo governo oltre alle emergenze finanziarie prenda in considerazione quelle geologiche e ambientali di questo paese per troppo tempo rimasto in mano allo show business che l'ex premier assieme al compagno di massaggi Bertolaso hanno messo su per anni solo per creare fumo.
Spero che si scelga la strada dell'aiuto all'economia delle popolazioni colpite dai disastri altrimenti si andrà a sommare disoccupazione a disoccupazione. Il caso di Sestri è emblematico, colpita dall'alluvione l'anno scorso... aiuti arrivati? La metà di quelli richiesti e in più Fincantieri, oggi in piazza, che sta andando verso la chiusura.
La rinascita di un paese passa anche attraverso questo non solo misurando ogni secondo lo spread, altrimenti si perde di vista la vita reale delle persone.
mercoledì 16 novembre 2011 12 vostri commenti

La solidarietà del calcio in culo

Nel frattempo il paese reale continua a vivere. Nelle stanze del potere vengono scritti elenchi di nomi affiancati da cariche e contro cariche. Nuovi ministri che arrivano e vecchi che vanno magari portandosi via anche pezzi di mobili non si sa mai.
Ma il paese nel frattempo che fa?!? Nella vita reale che fa sempre meno notizia rispetto allo show degli speculatori in borsa che succede?!?
Succede ad esempio che si fanno due conti. 2000 aziende nel baratro dopo l'alluvioni, danni che sembrano non si riescano nemmeno a misurare, cifre miliardarie da richiedere.
I cittadini hanno risposto, i ragazzi con le pale in mezzo al fango hanno lavorato giorni, la beneficenza comprando la maglietta "Non ce fango che tenga" ha funzionato e poi...
e ancora...

...ma così giusto per aiutare la città, giusto perché il calcio nel culo è democratico non si rifiuta a nessuno, poi in questo momento visto che siamo già in posizione fanno anche prima a darcelo.
Che stupido, dimenticavo. Nel liberismo galoppante i sacrifici li deve fare solo il popolo, per gli altri ci sono i dividendi.
venerdì 11 novembre 2011 26 vostri commenti

Diario di Genova/4. Di colpevoli ce ne sono.

Grazie. Grazie. Grazie. Questa è la parola che rimane impressa se in questi giorni si passa in via Fereggiano e in altre parti di Genova. Striscioni, cartelli e tabelloni luminosi in alcuni casi per manifestare la gratitudine della città ai ragazzi che hanno e stanno spalando fango. Brividi tanti brividi quando di sera si passa in una via semideserta leggendo quelle parole.
Oggi scrivo ancora della mia città, lo so che nel resto del paese sta succedendo il delirio politico, ma ci sono ancora cose mi sento di dire.
Qualche giorno fa un giornale locale titolava..."e ora i colpevoli".
E' passata una settimana dalla tragedia del 4 novembre, come avrete potuto notare non ho voluto parlare di colpe e cause nello specifico nei primi giorni ma dare risalto all'emergenza e alle forze messe in campo per la ricostruzione.
Ieri si è svolto il Consiglio Comunale, il sindaco Marta Vincenzi ha parlato di sue responsabilità ma non di colpe da addossare solo a lei. Fin dalla prime ore io scrissi che come me l'ero presa con Alemanno per Roma anche questa volta avrei chiamato in causa il primo cittadino e lo faccio ancora. Ma bisogna fare chiarezza su questo punto. Addossando le colpe solo al sindaco non si farebbe un ragionamento completo. Voglio dire se conoscete un po' Genova e avete visto i suoi fiumi interni potete capire di cosa sto parlando. Di edilizia folle messa in atto anni e anni fa. Case costruite vicino al fiume a volte dentro il letto del fiume. Sotto la stazione Brignole un fiume che scorre, una pianura completamente ricoperta di cemento 100 anni fa. Nella Val Polcevera c'è un campo di calcio in mezzo al fiume!!!! E guardate questa foto...



...che cosa è? Una scuola, precisamente il Firpo di Genova. Direte beh?!?!? Aggiungo allora che è stata costruita nel 1992. Quindi? Vero non basta, a 10-15 metri dal fiume, di fronte allo Stadio Luigi Ferraris. Vi sembra normale?
In questi giorni ci siamo chiesti scuole chiuse scuole aperte, vedete il punto non è questo, il vero problema è che andrebbe ripensato tutto. Coloro che hanno puntato il dito solo sul sindaco hanno mai pensato a chi da il permesso per costruire scuole come questa, oppure a chi da il permesso di costruire case più vicino ai fiumi (cioè la Regione Liguria).
Vogliamo parlare della protezione civile?!? E attenzione non sto parlando delle miglialia di uomini che da venerdì stanno lavorando in città nel fango, no. Parlo dei piani alti dei dirigenti, del Capo. Si quel capo della Protezione civile che lunedì o martedì, non ricordo di preciso, ancora in Allerta 2 invece di essere a Genova o in Liguria era a Roma al 72mo anniversario dei Vigili del fuoco. Che protezione civile è se non protegge mi domando, ma non da oggi da parecchio. Allora chiamiamola ricostuzione civile.
Perchè guardate che qui qualcosa di grande non ha funzionato. Se spendiamo soldi in protezione e in agenzie per la protezione ambientale (ARPAL) e poi non ci sanno dire non dico con certezza ma almeno con più chiarezza che Allerta 2 significa evacuazione, non credo ci convenga investire ancora in questi soggetti. Esistono delle figure che possono prendere decisioni. Se a decidere che non si gioca una stupida partita di calcio è il Prefetto perchè non interviene anche in questi casi, sulla chiusura di scuole, vie, evacuazioni e quant'altro.
Lo ripeto per evitare incomprensioni il sindaco ha la sua parte di responsabilità e credo che sia giusto che non si ripresenti ma è davvero troppo semplice puntare il dito solo contro di lei.
Qui si deve andare otre.
Si deve dire che Roma non ha mandato il soldi per Sestri Ponente, non manda i soldi per finire i lavori sul bisagno e non ha mandato i soldi per lo scolmatore del Fereggiano che avrebbe potuto evitare la tragedia.
Si deve dire che i nostri governi pensano ad opere faraoniche come il ponte sullo stretto e l'alta velocità quando tutto il paese è a bagno, o è soggetto a frane e crolli.
Si deve dire che ci sono incompetenti in posti nevralgici per il futuro del paese, stapagati e non in grado di prendere decisioni che costano vite e che non ti sanno dire guarda che devi lasciare il quartiere perchè qui si richia.
Si deve dire che la stampa non può continuare a fare informazione a spot. Ma fare inchiesta, controlli. Non parlare per 10 giorni del problema alluvioni, dimenticarselo per poi riparlarne alla prossima tragedia.
Colpevoli, già colpevoli.
E poi ci siamo anche noi lasciatemelo dire. Noi che aspettiamo a volte solo i segnali dai politici quando in realtà dovremmo iniziare a chiederci sempre di più cosa possiamo fare per il nostro paese. Noi che buttiamo la roba nei fiumi, nei tombini, che costruiamo tanto poi c'è il condono. Noi che ci informiamo ancora troppo poco. Noi che se ci dicono di non prendere la macchina la prendiamo lo stesso.
Ci sono anche io si. Che troppe volte non ho parlato della mia città, dei suoi problemi, dei lavori che necessita, degli sprechi. D'ora in avanti lo farò potete credermi, quello che ho visto 7 giorni fa mi ha segnato per sempre, mi ha insegnato.
Oggi siamo tutti un po' colpevoli.
Un abbraccio.
martedì 8 novembre 2011 25 vostri commenti

Diario di Genova

Risveglio traumatico oggi a Genova, anzi per qualcuno nemmeno risveglio visto che ha passato la notte in piedi per il timore di esondazione.
Purtroppo l'incubo è continuato, dopo la tregua di ieri che ha permesso alla città di celebrare il primo funerale di una delle vittime e di aiutare le zone alluvionate da questa notte alle 3 si è abbattuto sopra di noi una serie si temporali autorigeneranti, li chiamano così ora, con fortissime precipitazioni. La cosa incredibile è che fa anche caldo, una situazione davvero surreale. Senza pensare che ormai lo stato d'animo è cambiato, ad ogni goccia si pensa subito al peggio e si sta in guardia. Davvero incredibile credetemi. Nel tardo pomeriggio di ieri ad esempio siamo stati allontanati dalle vie con i megafoni perchè si avvicinava un rischio esondazione.
Ieri per strada come al solito in mezzo al fango ho incontrato ragazzi giovanissimi, persone splendide, che cercano in continuazione di aiutare, a volte vengono mandati via perchè in troppi non si riesce a starci ma non si perdono d'animo andando a cercare immediatamente un altro posto. Le possibilità non mancano... supermercati, scantinati, magazzini, fondi, garage, case, negozi insomma purtroppo c'è di tutto e per fortuna ci sono migliaia di giovani che continuano a lavorare.
L'allerta 2 è stato prorogato fino alle 18 di oggi, questa mattina abbiamo avuto la prova di quello che dicevano. I residenti nelle zone a rischio, compreso il sottoscritto, sono stati invitati a non uscire di casa per pericolo esondazione del Fereggiano nel quartiere di Marassi e dello Sturla che si trova invece a Levante. Poi verso le 9 la tregua e un po di cielo aperto. Il bollettino della protezione civile parla appunto di una tregua fino alle 12.30, speriamo non so che altro dire.
Voglio aggiungere solo una cosa. Purtroppo ci sono stati anche episodi di sciaccallaggio. Alcune persone si sono finti soccorritori per poi rubare materiali, sono stati sottratti alla folla potete immaginare la reazione.
Esiste però un'altro tipo di sciacallaggio, cioè quello televisivo. Non parlo delle emittenti locali come ad esempio Primocanale che sta facendo un lavoro meraviglioso 24ore su 24 ma di quelle nazionali.
Già nella giornata di sabato Studio aperto aveva dato un allarme di esondazione improvvisa, mai avvenuta, con tanto di giornalista che sosteneva di essersi riparato in alto. Questa mattina la Rai ha annunciato un'altra esondazione del Fereggiano in alcuni punti, mai avvenuta. Una mia collega questa mattina mi ha riferito che Barbara D'Urso (faccio fatica anche a nominarla credetemi) ieri attaccava il sindaco di Genova che vorrebbe vedere a spalare. Tolto tutte le considerazioni sul sindaco che ho fatto ieri e che non intendo ripetere voglio dire ma la D'Urso dove era quando il suo datore di lavoro firmava i condoni, dove era quando il suo datore di lavoro ha preso per i fondelli la popolazione de L'Aquila, dove era quando il suo datore di lavoro esortava a costruire il ponte sullo stretto in un paese che sta in piedi per prati, dove era quando sempre il suo datore di lavoro inviava la metà dei soldi per Sestri Ponente e non inviava niente per finire i lavori proprio sul Fereggiano e sul Bisagno?
Ecco Genova non ha bisogno di gente del genere, non ha bisogno del Tg1 che ti fa il regalino di un servizio mandando in onda immagini della vecchia alluvione e non ha bisogno soprattutto della D'Urso che potrebbe regalarci un Guinness prima o poi... mettere insieme una frase sensata all'anno.
Qui si continua a lottare, guardiamo il cielo si spera nel sole e non si molla.
Un abbraccio a tutti.

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giovedì 27 ottobre 2011 32 vostri commenti

Immagini e morti che non possiamo davvero più tollerare


La storia è sempre la stessa. Si ripete inesorabile dritta per la sua strada, da anni ormai. E noi qui a prendere nota, a commentare, a indignarci, ad ascoltare prediche e guardare filmati che ci ricordano quanto sia stupido l'uomo e incompetente o disonesto chi lo amministra.
In questi giorni una parte del paese è stata messa in ginocchio. Liguria e Toscana, e in particolare La Spezia e la Lunigiana, stanno contando le vittime di un ennesimo disastro. Uomini e donne che guardano con lo sguardo fisso un punto vuoto dove una volta c'era la propria casa, persone che raccontano di come si sono salvati uscendo dal finestrino della macchina mentre l'ondata di fango stava arrivando.
Storie che ritornano e che ci portano indietro a pochi giorni fa quando abbiamo commentato la morte portata dall'acqua a Roma, che ci portano ancora più indietro al disastro di Sestri Ponente sempre in Liguria, oppure il Veneto l'anno scorso per non parlare poi dell'indimenticabile disastro di Sarno e Quindici, e tutti gli altri che non ho citato.
Dolore tanto dolore. Rinvigorito poi dalle dichiarazioni di chi dovrebbe fare qualcosa, da chi ci amministra e ha il coraggio di andare il tv come il ministro Castelli e condannare il Condono Edilizio quando il suo governo, assieme ad altri nel passato anche di centro sinistra, si è sempre dimostrato pronto a introdurne uno in ogni provvedimento (guardare il video per credere) anche ad personam (vedere alla voce villa Certosa).
La rabbia è tanta e di fronte a queste immagini sembra di essere impotenti, incapaci di fare qualcosa guardando Monterosso e Vernazza sommersi e come loro tanti altri paesi, ancora in queste ore senza luce gas e riscaldamento.
Credo, però, che la colpa non sia solo da cercare nei nostri politici o amministratori ma anche nell'uomo stesso. Già perchè i condoni vengono fatti e qualcuno ne usufruisce, quindi vuol dire che prima c'era un abuso, che non fa rima con sicurezza e che non fa rima con società civile.


Non ho la verità in bocca, non so se tutto ciò è solo colpo dell'abusivismo edilizio o magari anche della scarsa pulizia dei fiumi e torrenti ma so che tutto questo non si può più tollerare.
venerdì 23 ottobre 2009 2 vostri commenti

Parla il fotografo della foto Lombardo-Buzzanca..."nessun fotomontaggio...consegnerò originali ai giudici"

“Ho scattato io quella fotografia e, poiché solitamente i politici che preannunciano o riservano azioni legali non rispettano mai la propria parola, sarò io a consegnare all’Autorità giudiziaria, insieme alla querela per diffamazione per le scriteriate affermazioni sul preteso fotomontaggio, il documento originale e chiederò espressamente che venga disposto l’accertamento tecnico sulla genuinità dell’immagine”. Così “quando sarà accertato anche in sede giudiziaria che non si tratta di fotomontaggio, mi auguro che l’on. Lombardo, oltre a chiedermi scusa, abbia il buon senso e la dignità minima per ritirarsi dalla politica”...il fotografo autore della foto...

...che altro aggiungere...
martedì 6 ottobre 2009 4 vostri commenti

Messina. Immagini da una contestazione che non esiste per la Rai



Chi decide quale è la notizia....
Chi decide cosa deve passare in Tv...
La notizia non deve essere la strage di Messina, la notizia deve essere il premier accorso in Sicilia. La notizia è il governo è sempre pronto ad intervenire. La notizia è il governo che stanzia i finanziamenti. La notizia è Bertolaso il superuomo pronto a tutto. La notizia è la storia tragica di qualche famiglia da buttare in Tv all'ora di pranzo per fare audience.
Quello che deve rimanere nascosto è il resto... le motivazioni... il fatto che una terra come la Sicilia è da anni in preda all'abusivismo più assurdo della storia del paese... abusi edilizi più volte avvallati dai governi come quelli di Berlusconi con i CONDONI EDILIZI... la notizia che si dovrebbe dare... che un giornalista dovrebbe cercare è il "perché succedono ancora cose del genere"... perché la gente va a dormire e non si risveglia nel proprio letto...
Le stragi che continuano ad avvenire le nostro paese a causa del comportamento della natura devono avere una matrice diversa da quella della provvidenza... ma noi preferiamo il dopo... la nostra informazione preferisce celebrare "quanto siamo bravi con i piani di emergenza"... vogliamo parlare dell'Abruzzo... la nostra informazioni preferisce parlare di quanto il nostro governo interviene tempestivamente quando invece dovrebbe prevenire tali eventi.
Quello che si vede in questo video è uno dei tanti episodi italiani... la gente che contesta non deve esistere... ormai i giornalisti stessi sono arrivati ad autocensurarsi, ad eleversi censori di sè stessi... perchè il padrone è sempre in agguato... il padrone ascolta... il fratello è grande i suoi tentacoli raggiungono tutti...

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