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giovedì 20 settembre 2012 23 vostri commenti

Grosso grasso party infinito

In questi anni abbiamo visto foto, ascoltato registrazioni e letto intercettazioni in diretta da un altro mondo. Non dal nostro fatto di realtà quotidiana, di bollette da pagare, di tasse prese sulle buste paga, di stipendi imbarazzanti o mai avuti. 
Siamo stai testimoni e siamo ancora oggi di una società parallela alla nostra fatta da quelli che a sentir loro hanno "sbancato" sono entrati nel mondo degli eletti insomma quelli che, sempre seguendo i loro parametri, ce l'hanno fatta. 
Ed ecco quindi che con il susseguire dei mesi e degli anni abbiamo visto tesorieri  mettere da parte gruzzoletti per la "povera famiglia", per costruirsi una piccola villa che ogni "buon" politico deve avere. Abbiamo assistito alle registrazioni di festini di un presidente del consiglio che mentre il paese affondava dava consigli su come raggiungere l'orgasmo dall'alto della sua esperienza.
Ci siamo fatti quattro risate decisamente amare con Belsito e il Trota. L'uno mentre negava l'impossibile l'altro con la faccia del bambino scoperto dal papà in questo caso con il barattolo di nutella per l'occasione verde, andata a male. 
Col tempo poi abbiamo anche imparato che sfogliare una margherita grazie a Lusi può voler dire cercare l'Eldorado sotto forma di contributi pubblici portati via. 
E ora finalmente abbiamo anche assistito alla festa greca con tanto di ancelle e maialini, con la presenza dell'ex sindacalista Polverini. Il tutto, perchè sempre di moda, a sua insaputa.
E poi?
Poi col tempo spariscono, magari fanno qualche mese in galera (a volte neanche quello), conquistano i domiciliare e colti dallo spirito cristiano vengono illuminati da una luce soffusa all'uscita del carcere che li porta e li conduce solitamente in un monastero. 
Succede così, diventano santi o a volte artisti, magari scrivono libri e partecipano a qualche trasmissione rifilando agli elettori paganti un'incredibile e unica intervista.
Ma i soldi non si vedono mai. 
Cifre incredibili che noi poveri inquilini del piano di sotto non sappiamo nemmeno scrivere, noi che di solito facciamo le code agli sportelli, che per avere chiediamo, noi quei soldi non li vedremo mai. Vorremmo solamente che i signori in questione restituissero  fino all'ultimo centesimo tutto quello che hanno rubato, che scendessero al piano di sotto e iniziassero a fare le code, aprire una busta paga e scrollare la testa, guardare fuori dalla finestra in crisi per l'ennesima risposta negativa ad un colloquio e che prima di entrare in un negozio controllassero nel portafoglio quanti soldi ci sono togliendosi il vizio di dire poi passa qualcuno.
Allora poi forse si potrebbe iniziare a parlare di paese civile.

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