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mercoledì 24 maggio 2017 24 vostri commenti

Soluzioni 2.0

Mi spaventano le certezze di molti.
Viviamo in un'era in cui abbiamo la possibilità di comunicare in ogni momento ma spesso non diciamo niente. Di leggere qualsiasi cosa, ma se è più lunga di 5 righe ci stufiamo subito. Di documentarci ma la fatica poi ci frena. Postare in un nano secondo ciò che succede nella stanza accanto, ma quando siamo in ascensore col vicino parliamo del tempo.
Leggendo commenti in giro per il web, sui social, sotto gli articoli di giornale spesso sembra di essere circondati da persone che non hanno dubbi. Quelli che hanno una soluzione per tutto, quelli che un minuto dopo una strage, un evento drammatico, una crisi o quant'altro hanno pronta la soluzione descritta in poche righe, rigorosamente solo su internet.
Già perché poi tutta questa gente con le soluzioni in mano di solito sparisce, dimenticando totalmente il reale significato della parola partecipazione.
Preferisco avere sempre dubbi, seguire i miei valori, le mie idee e perché no anche quelle brutte e sporche ideologie che sembrano ormai colpevoli di qualunque cosa. Ma avere sempre dei dubbi e non arrivare un secondo dopo con la soluzione pronta presentata con un nickname per giocare a fare il razzista magari con un post scritto mentre si sta entrando in Chiesa. 
Tempi moderni dico, forse era meglio il Medioevo.
lunedì 20 marzo 2017 35 vostri commenti

Sessismo di stato



Potremmo parlare per ore della pochezza di una tale immagine. Stereotipi, luoghi comuni, dicerie, razzismo e sessismo.
Sono parecchie le cose che danno fastidio in un elenco del genere. Il fatto che a metterlo in onda sia stata una televisione di Stato, ma il giudizio sarebbe stato uguale se a farlo fosse stato un privato. Che certa gente prenda uno stipendio non da poco per mandare in onda elenchi del genere. Per non parlare del fatto che purtroppo molte persone a quello cose credono davvero.
Non bastano giornate contro la violenza sulle donne, che è bene ricordare non è solo fisica.
Serve una rivoluzione culturale. 
Ma forse potrebbe non bastare. 

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