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lunedì 8 luglio 2024 2 vostri commenti

Là dove si respira


«Chiaro che siamo in guerra,

ed è una guerra di accerchiamento,

ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato,

vogliamo abbattere le mura dell’altro

e mantenere le nostre.

L’amore verrà quando non ci saranno più barriere.

L’amore è la fine dell’assedio.» 
Josè Saramago


Esistono posti, luoghi e momenti che servono a riprendere respiro. Una sosta dopo una salita che sembra non finire mai.
Non si incontrano sempre, a volte sono inaspettati, altre volte compaiono dietro ad una curva che si prende lenta per qualche strano motivo. 
Arriva il giorno in cui si devono lasciare e un po' di noi rimane lì, in mezzo a quei colori, a quei profumi e a quei sorrisi.
Viene da chiedersi se la vita che si sta facendo sia giusta, frenesia, traffico, palazzi, agende, appuntamenti e rumori. Impossibile trovare una risposta, quantomeno nell'immediato. 
Si vive la quotidianità delle scelte e degli eventi che ci hanno portato dove siamo. 
Nelle Marche ho ritrovato un po' di respiro ed ora me lo tengo stretto, anche se attraverso una fotografia, per gli affanni che verranno.  
Sapendo dove andarlo a cercare nel momento del bisogno. Come da piccolo cercavo la luce e l'aria quando stavo sottacqua. 
Lontano dall'apnea. 

venerdì 26 luglio 2019 7 vostri commenti

Chilometri

Pensavo al viaggio e a come cambiamo noi rispetto agli anni passati. 
Per molto tempo ho fatto campeggio. La tenda era una fedele compagna nei chilometri percorsi.  La ricerca della piazzola migliore, i picchetti rotti riciclati, le corde incrociate come tiranti legate agli alberi. 
Ricordo ancora adesso la sveglia in Alsazia, l'uscita dalla tenda e l'incontro a pochi metri con una meravigliosa cicogna ad aspettarci. O quella sera in cui un temporale terribile ci costrinse a dormire in macchina. 
Gli anni della Corsica, appuntamento fisso, la partenza con la pandina del mio ex suocero con tanto di mini gozzo legato sul tetto. Cosa impensabile oggi. Poi solo mare per due settimane e tanto tanto pesce pescato a pochi metri da noi. 
Quella volta che in Borgogna quando il brutto tempo non ci diede nemmeno la possibilità  di dare una forchettata alla pasta, cena finita con una corsa sotto la tenda. Mentre i tedeschi, che in campeggio mangiavano alle 17.30, erano già sistemati da ore. 
Sento ancora l'odore della Scozia e le sue Brughiere,  il caldo sole del Portogallo e la nebbia della foresta nera ad agosto. 
Col passare degli anni e i problemi alla schiena la tenda da prima donna è diventata solo comparsa, portata dietro solo per precauzione, come quella volta in Francia a Mont Saint Michel, come al solito senza prenotare, ma questa volta senza trovare un buco, nemmeno una piazzola. Solo un parcheggio di un albergo che ci permise di dormire in macchina. Dovessi farlo oggi subito dopo avrei bisogno di un osteopata pronto sul posto. 
L'emozione che da il viaggiare senza una meta però credo sia unica. Fermarsi dove si trova, oppure andare avanti, tenda, camera o albergo. Quello che si trova, senza l'ansia di una data. Come il viaggio fatto precisamente dieci anni fa in scooter assieme alla mia compagna, ora mia moglie. 6000 chilometri in giro per l'Italia. Genova, Parma,  Ferrara, Abetone, Lucca, Ravenna, Comacchio,  Brisighella, Arezzo, Firenze, Perugia, Urbino, San Leo, San Marino e molto altro.  Poi il ritorno verso casa attraverso la Garfagnana. 
Avevamo bisogno di viaggiare per capire. E abbiamo capito. 
Difficile ora, non impossibile. 
Mai dire mai. 


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