martedì 16 maggio 2023 16 vostri commenti

Déjà vu

Sembra un film già visto ciò che sta succedendo in Rai. Terreno di spartizione politica da sempre, con modalità differenti che ci hanno visto testimoni. 

Come dimenticare il diktat di Berlusconi contro Biagi, Santoro e Luttazzi. Oppure i continui attacchi, nemmeno troppo velati, a Report. Questa volta è toccato a Fabio Fazio e la sua trasmissione. Non sono un suo fan, guardavo anni fa le prime versione di Quelli che il  Calcio, quando quello sport sembrava ancora mantenere una sorta di romanticismo. Ho apprezzato parecchi speciali di Che tempo che fa e ospiti vari ma non sono uno spettatore costante.

Ma non è questo il punto. 

Bisognerebbe davvero domandarsi che idea ha la destra di servizio pubblico televisivo visto che a breve gli attacchi si dirigeranno probabilmente su Report. Per non parlare del fatto che una politica che si permette palesemente di esultare per la cacciata di qualcuno da una canale di stato, cosa potrebbe fare, e fa,  invece con chi non ha la visibilità di Fabio Fazio? 

Questo è il punto. 

Ma non è la prima volta. Il governo, e nn solo, vuole lo Yes man. Non gradisce il giornalismo di inchiesta, non vuole mente pensanti ma sudditi perennemente inginocchiati, con la capacità solamente di leggere la velina di turno. 

Ricordo bene il periodo del berlusconismo. Pensavamo di vivere il momento più basso della storia della Repubblica. Ci sbagliavamo. Perché quel momento non è mai terminato. 

Abbiamo le prove. 

martedì 25 aprile 2023 8 vostri commenti

25

Bella ciao!!!

Come va poi coi fascisti?

Ce ne sono ancora?

No dai… al governo quelli?

Eppure nella costituzione c’è scritto che… ah lo hanno interpretato.

Almeno dimmi che i busti del Duce son spariti? Come? In casa del Presidente del Senato!!! 

No dai quello là Presidente del Senato?!? Non è possibile. 

E magari c’è anche chi dice che le ragioni di chi combatteva erano uguali da una parte e dall’altra, chi parla ancora di sostituzione etnica.

Ecco…

Ma allora noi perché abbiamo sacrificato le nostre vite? Come avete potuto fare questo? 

Avete dimenticato…


Il Fascismo non è mai sparito da questo paese.

Li abbiamo cacciati già una volta e lo faremo sempre. 

W il 25 Aprile.

W la Resistenza.

giovedì 13 aprile 2023 9 vostri commenti

Il capitalismo non ascolta

Cosa c'è rimasto di umano nei nostri posti di lavoro? La frenesia, i problemi di bilancio, l'avidità, l'individualismo e il classismo occupano le stanze e i reparti indirizzando le relazioni tra le persone. 

Viviamo realtà davvero difficili, non parlo solo della Sanità, settore dove lavoro, ma della maggior parte dei posti. Mi capita spesso, facendo anche il sindacalista, di ascoltare storie di lavoratori stanchi, in preda al burnout, impauriti, legati alla propria professione ma frenati dai continui richiami solo alla produttività, direzione che può portare solo alla scarsa attenzione verso le persone. 

E' un treno impazzito che si sta dirigendo contro un muro alla massima velocità. Spesso ci si sente inermi, accerchiati da chi ha perso, o nn ha mai avuto, l'uso dell'ascolto. Chi da per scontata la presenza delle persone, a prescindere, senza mai un riconoscimento non solo monetizzato ma umano. 

Dicono che mancano i soldi. Però gli stipendi dei dirigenti non si toccano mai. Una crisi pagata, come sempre,  solo da chi sta in fondo alla scala. 

Conosco persone a rischio stipendio che per il bene della propria utenza vanno avanti, convinti di ciò che stanno facendo, del bene che può portare una professione. 

I piani alti però, gli stessi che ci hanno raccontato che le ideologie sono morte, che le classi non esistono, non sanno fare altro che tagliare, licenziare, togliere servizi utili alla società ma poco redditizi. Le Istituzioni sono sorde, si voltano dall'altra parte.

Vi faccio solo un esempio. Sapete chi paga in ritardo i servizi di molte cooperative o enti? A volte non pagando nemmeno. I comuni e le Regioni. 

Una vergogna istituzionalizzata. 

lunedì 27 marzo 2023 9 vostri commenti

Ritratto

 


Ho sempre amato guardare mia figlia disegnare. Per ovvie ragioni non possiamo tenere tutti i disegni fatti ma molti li abbiamo ancora.
Durante il lockdown abbiamo trasformato la porta di casa in una vera e propria mostra. Dalle piccole regole per non cadere nella pigrizia a veri e propri "capolavori".
Una cosa ho capito, non bisogna mai chiedere di fare un disegno ma lasciare che la voglia spinga l'estro.

“Papà ti ho fatto il ritratto!”
A breve vi darò dettagli per ultima cena.


mercoledì 22 marzo 2023 19 vostri commenti

Passi

Luciano, un grande amico indimenticabile, mi aveva aperto gli occhi sull’importanza del camminare. Alzare lo sguardo per osservare intorno, vedere ciò che sta sopra al nostro naso, come una volta ci disse Danilo in un laboratorio di Stranitá. 

Oggi ho fatto un bel po’ di strada a piedi, mentre i passi avanzavano pensavo alla fretta di ogni giorno che porta a tralasciare anche i piccoli gesti quotidiani  di bellezza, quelli che Anna ci ha insegnato a ricercare.

Ecco allora i semafori che lasciano spazio ad una mamma che insegna a camminare alla figlia, un nonno felice che porta sulle spalle la nipotina e la gentilezza di chiedersi scusa.

È tempo anche di elenchi di bellezza.

Facciamoli.

domenica 19 marzo 2023 14 vostri commenti

Padre e figlio

È difficile essere padre così come è difficile essere figlio. 

Non ci sono manuali di istruzioni, consigli da seguire, tecniche e strategie.

Ci sono scelte quotidiane, porte scorrevoli, domande e tanti dubbi, attimi meravigliosi, momenti di difficoltà.

Periodi in cui ti chiedi se c’è la farai ad essere un buon padre, presente, pronto all’ascolto, in continua analisi del tempo. Controllando quei centimetri d’altezza che salgono e quelle frasi come quella di stasera che ricordano lo scorrere del tempo.

“Papà siediti vicino al letto per raccontarmi la favola”.

E poi giorni in cui ti domandi se stai facendo abbastanza per tuo papà, lui che ha dedicato l’intera vita per far stare bene tutti noi. Lui così difficile da aiutare, uomo di una volta con in dosso, anche se non si vede, una tuta blu. Ora così affaticato per ciò che la vita ha destinato alla mamma.

La mia fortuna è quella di aver davanti un cammino tracciato da un uomo che mi ha insegnato quanto sia importante esserci per gli altri.

Per non sentirsi soli. 

Figlio e Padre.

mercoledì 15 marzo 2023 5 vostri commenti

Quando casa loro non c’è

“Noi sappiamo che siamo diverse dalle altre atlete. Ma non vogliamo dimostrarlo. Facciamo del nostro meglio per sembrare come loro. Sappiamo di essere ben lontane da quelle che gareggiano qui, lo capiamo benissimo. Ma più di ogni altra cosa vorremmo dimostrare la nostra dignità e quella del nostro paese.”

Samia Yusuf Omar, velocista somala presente ai giochi olimpici del 2008, annegata il 2 aprile 2012 nel mediterraneo mentre cercava di attraversarlo su un’imbarcazione diretta a Lampedusa.

lunedì 13 marzo 2023 9 vostri commenti

Un karaoke perenne

Non dobbiamo meravigliarci del duetto al Karaoke di Salvini e Meloni.

Sono quella roba lì da sempre.

Gente che gioca con la vita delle persone.

Che usa la paura per arrivare al potere lasciando dietro una scia di morte.

Che canta una canzone di De André senza capire che quelle parole non fanno per loro.

Ciò che spaventa è il contorno, chi li vota e continua a farlo, chi si volta da anni dall’altra parte, chi è fascista e razzista, chi ha già dimenticato Cutro al caldo con la sua televisione a 52 pollici. 

Chi ogni giorno affoga Marinella.

venerdì 3 marzo 2023 6 vostri commenti

Persi

Ricordare.
Dal latino Recordari. Da cor cordis, cuore.
Perché il cuore era ritenuto la sede della memoria.
Ecco.
Lo abbiamo smarrito.
venerdì 24 febbraio 2023 12 vostri commenti

Sostiene chi sostiene

Eo, sinjuri, s'eo fabello, 

lo bostru audire compello:

de questa bita interpello 

e ddell'altra bene spello.

Poi ke 'nn altu me 'ncastello, 

ad altri bia renubello 

e-mmebe cendo [e] flagello.

Et arde la candela, sebe libera, 

et altri mustra bia dellibera.


Uno dei primi componimenti in volgare del ‘200. Un Ritmo in cui si parla della strada mostrata agli altri, di chi si prodiga, o se vogliamo chi aiuta e sostiene nel momento del bisogno. 

Così come la candela mostra la strada libera e nel frattempo si consuma.

Chi fa luce però ha bisogno di un’altra candela.

martedì 14 febbraio 2023 10 vostri commenti

Dritti contro un muro



Servirebbe una rivoluzione, che parta dall’ascolto. Dalla persona.
Ma stiamo assistendo da tempo a ben altro.
Come disse Rosa Luxemburg


“A volte mi è più prossimo il cinguettio delle cinciallegre che una riunione di partito”.


Ecco.
martedì 7 febbraio 2023 12 vostri commenti

Giorno dopo giorno

Le malattie degenerative si muovono nell’ombra, quasi in punta di piedi, senza farsi annunciare.

Il giorno prima una cosa funzionava, quello dopo un po’ meno.

Si è spesso inermi testimoni con il desiderio di fare qualcosa.

Diventa quindi una vita di elenchi.

Quello delle cose fatte e da fare. Quello delle speranze impossibili. Quello delle visite spesso piene di paroloni, a volte numeri in una stanza d’ospedale, altre invece incontri con splendidi operatori.

L’elenco delle medicine da prendere e da evitare.

Quello ristretto delle persone su cui puoi contare.

Quello lungo delle persone sparite, delle telefonate che non arrivano più e del silenzio. Forse perché non vedendola la malattia fa meno male.

Poi il ricordo di ciò che era, come la voce di mia mamma, che a tratti ora non c’è più e che fatico a ricordare. Quel suo sguardo come a voler dire basta. Quelle dita lente che si muovono su un comunicatore così freddo per delle relazioni che ancora vogliono esistere.

Anche le risate per un buffo modo di parlare tutto nostro. 

È così.

Si vive al minuto, felici di esserci, cercando di fermare il pensiero pericoloso dell’ andare avanti nel tempo.

Rabbia e dolore cercano di prendere spazio, a volte riuscendoci, altre invece respinti da sorrisi resistenti. Con la consapevolezza di soffrire ora ma di poter dire, poi, che il possibile è stato fatto. 

venerdì 27 gennaio 2023 11 vostri commenti

Io ricordo

Quel che resta della memoria ci dona uno spiraglio di speranza. Il periodo che stiamo vivendo sembra averci riportato indietro di anni. 

Mi domando spesso quanti realmente si rendano conto delle atrocità commesse nei lager, quanti poi dimenticarono pochi istanti dopo facendo affari coi carcerieri, riabilitando nazisti e fascisti nei posti di comando.

Cosa possiamo fare? Ricordare, raccontare per non disperdere la memoria. Perché presto non ci saranno più testimoni e rimarranno gli sciacalli, i trasformisti, quelli coi busti del duce in casa che ora giocano con la Storia. 

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