Visualizzazione post con etichetta PCI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PCI. Mostra tutti i post
giovedì 21 gennaio 2021 8 vostri commenti

Qualcuno era comunista


Aveva difetti? Certo, come tutti noi. Chi non ne ha? È stato parte della nostra storia, dando quella spinta necessaria attraverso la lotta nelle piazze, casa per casa, per arrivare a leggi che ancora oggi reggono la nostra società, leggi fondamentali, indispensabili.

Una sinistra che è ancora tale non deve aver paura della sua storia, diceva Macaluso, invece è avvenuto proprio l’opposto. Così rimangono quelle passeggiate alla festa dell’Unitá, quella vera, con mio padre che camminava orgoglioso.
Ora capisco.
Perché alla fine senza siamo più soli, smarriti, spettatori di trasformazioni e simbolini che hanno fatto più danni che altro. Fiori, alberi, roba del genere. Perché quella falce e quel martello hanno ancora valore, ideali che qualcuno ha voluto mettere in cantina troppo presto, raccontandoci che era tutto finito. Che il mondo sarebbe stato migliore. Eccolo il mondo, lo abbiamo davanti oggi e sembra tutto tranne che migliore.
Già...Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Bisogna esserlo anche oggi.

venerdì 3 giugno 2011 26 vostri commenti

Rosso silenzioso

Entri dentro con la voglia, tanta, di rosso ed esci fuori con quel colore pieno ancora negli occhi e profondamente nel cuore.
Varchi quella soglia con la speranza di ritrovare qualcosa ed esci con mille domande, mille perchè, mille rimpianti.
Parlo di AVANTI POPOLO la mostra sulla storia del Pci che in questi giorni, fino al 5 giugno, è a palazzo Ducale a Genova e se per caso passate di qua fateci un passo perchè vale davvero tanto.
Rosso silenzioso... questo viene fuori dalla mostra. Si perchè c'è il rosso della passione di quegli anni, che io purtroppo non ho vissuto, e c'è durante tutto il percorso un silenzio delle persone che osservano con un misto di venerazione, rispetto e incredulità di cosa eravamo .
C'è tanto Gramsci con in quaderni dal carcere scritti in una maniera talmente perfetta da far venire i brividi. Togliatti, la Russia, le vignette di Cipputi e Bobo, Enrico e tanto tanto altro.
Ma emerge più di tutto lui... il Popolo. Quello vero, quello che si aggregava. Quello con i pugni chiusi alzati al cielo in un consiglio di fabbrica. Quello che ritorna a casa dopo aver assistitio al funerale di Guido Rossa fumando nervosamente dentro uno scompartimento con ancora le lacrime agli occhi e dice "il terrorismo dovrà fare i conti con la voglia di democrazia della classe operaria". Quel popolo che entra in un assemblea a Mirafiori e intitola l'aula all'operaio dell'Italsider ucciso dalle Br. Ci sono le donne, tantissimi, con un viso pieno di lotta, passione, voglia di diritti e democrazia. Ci sono i giovani con gli sguardi fieri di coloro che pur avendo poco hanno tutto rimamendo insieme.
Popolo già. Più volte ieri guardando quelle foto, quei visi, quelle lotte mi sono chiesto dove sono andate quelle persone. Che fine hanno fatto?
Le risposte sarebbero tante e credo che ognuno di noi molto probabilmente ne avrà una... chi ha continuato nella lotta, chi lo ha fatto in altri modi, chi è passato dalla parte opposta, chi è partito, chi ci ha lasciato e molto altro.
Qualcuno dirà che non bisogna guardare al passato, io dico invece che dal passato bisognerebbe prendere quello che di positivo ci hanno lasciato e insegnato ...

...come quella foto appesa nel tinello di casa, di un signore che non conoscevo e che a 9 anni chiesi a nonno chi era, solo Enrico mi rispose, come un fratello e che io imparai a a chiamare zio e che non ho mai conosciuto...


venerdì 4 febbraio 2011 19 vostri commenti

"Compagni avete capito male!"



Verrebbe da dire "Nostalgia Canaglia". E diciamolo visto che non ci costa niente.
In periodi come questi (che ormai sono anni) viene da voltarsi indietro, di fronte ad atti come quello di ieri, bloccati oggi dal capo dello Stato, in cui si cerca di forzare la mano, calpestare le regole, viene da chiedersi sempre di più come abbiamo fatto ad arrivare a tutto ciò, cosa è successo, dove siamo finiti, quel 33% è possibile che sia vaporizzato, sparito.
Dopo l'ennesima uscita del premier che da una parte dice "facciamo la pace dai va tutto bene" e dall'altra parla di "paese in mano alle procure", viene da chiedersi cosa aspettiamo a trovare una soluzione politica degna, a ritrovarci tutti a sinistra, a pensare a chi mandare al governo del paese invece di prende firme in giro per l'Italia.
Ieri sera guardando lo speciale de La storia siamo noi ho rivisto quei momenti (avevo 14 anni, e chi legge questo blog e ha vissuto quei giorni lo saprà meglio di me insegnandomi anche qualcosa) della svolta della Bolognina, un Occhetto che in maniera sbrigativa liquida il PCI e la sua struttura in un attimo, i compagni impauriti sotto il "Bottegone" chiedere spiegazioni e Fassino dire "avete capito male".
"Avete capito male"... "avete capito male".
Abbiamo capito benissimo, abbiamo capito che quella classe dirigente orfana di un grande uomo come Berlinguer non è stata in grado di consolidare il consenso di quegli anni, gettando via tutto, facendo casino anche all'ultimo congresso quando Occhetto non ha ottenuto la segreteria alla prima.
C'erano tutti Fassino che prendeva già per il culo la gente.
D'Alema che coltivava già le sue ambizioni scavando sotto i piedi di Occhetto.
Veltroni che pensava già all'Africa.
Burlando che non capiva...
Tutti.
Ora siamo qui, in balia di questi pazzi che ogni giorno massacrano la Costituzione, la democrazia, lo stato, le regole.
Siamo qui a parlare di avvocati, bunga bunga, escort e tariffe quando dovremmo parlare solo ed eslusivamente di lavoro per tutti.
Siamo qui a commentare un opposizione che prende in considerazione di baciare Fini invece di svoltare a sinistra.
Siamo qui per adesso, aspettando la prossima uscita del Cavaliere che servirà a far dimenticare alla gente tutto il resto.
Ieri sera qualcuno, non ricordo chi, ha concluso dicendo...

"in fondo siamo anche noi colpevoli"

Latest Tweets

 
;