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giovedì 13 aprile 2023 9 vostri commenti

Il capitalismo non ascolta

Cosa c'è rimasto di umano nei nostri posti di lavoro? La frenesia, i problemi di bilancio, l'avidità, l'individualismo e il classismo occupano le stanze e i reparti indirizzando le relazioni tra le persone. 

Viviamo realtà davvero difficili, non parlo solo della Sanità, settore dove lavoro, ma della maggior parte dei posti. Mi capita spesso, facendo anche il sindacalista, di ascoltare storie di lavoratori stanchi, in preda al burnout, impauriti, legati alla propria professione ma frenati dai continui richiami solo alla produttività, direzione che può portare solo alla scarsa attenzione verso le persone. 

E' un treno impazzito che si sta dirigendo contro un muro alla massima velocità. Spesso ci si sente inermi, accerchiati da chi ha perso, o nn ha mai avuto, l'uso dell'ascolto. Chi da per scontata la presenza delle persone, a prescindere, senza mai un riconoscimento non solo monetizzato ma umano. 

Dicono che mancano i soldi. Però gli stipendi dei dirigenti non si toccano mai. Una crisi pagata, come sempre,  solo da chi sta in fondo alla scala. 

Conosco persone a rischio stipendio che per il bene della propria utenza vanno avanti, convinti di ciò che stanno facendo, del bene che può portare una professione. 

I piani alti però, gli stessi che ci hanno raccontato che le ideologie sono morte, che le classi non esistono, non sanno fare altro che tagliare, licenziare, togliere servizi utili alla società ma poco redditizi. Le Istituzioni sono sorde, si voltano dall'altra parte.

Vi faccio solo un esempio. Sapete chi paga in ritardo i servizi di molte cooperative o enti? A volte non pagando nemmeno. I comuni e le Regioni. 

Una vergogna istituzionalizzata. 

venerdì 16 maggio 2014 18 vostri commenti

Calci di stato


La foto dice tutto. Anche troppo. Perfetto riassunto di quello che i governi stanno facendo da anni. Cioè prendere a calci il loro popolo che chiede giustizia, lavoro, uguaglianza e pace.
La risposta dei potenti è questa. A volte arriva in forme più nascoste in altri casi mostra la reale natura della politica dei nostri governi.
In questa immagine non c'è solamente il consigliere del presidente turco Erdogan che prende a calci un manifestanti ma ci sono tutte le autorità che in questi anni hanno calpestato, e continuano a calpestare i diritti civili delle donne e degli uomini.
Per terra in quel momento ci sono le mamme greche che allungano le braccia per ricevere del cibo, ci sono gli studenti turchi assieme a quelli cileni, ci sono le persone che a Genova hanno sfilato per chiedere un nuovo mondo e una nuova economia.
Quel calcio lo abbiamo preso tutti e non abbiamo fatto niente.
giovedì 27 marzo 2014 20 vostri commenti

Una cattedra da 192mila euro

L'intento giornaliero è quello di non arrabbiarsi, di non farsi venire quella vena che spunta dal collo quando ci tagliano la strada mentre guidiamo e di godersi magari un buon panorama senza pensare... ma... ultimamente c'è sempre un ma pesante come un macigno.
Questa volta si tratta di un'altra genialata che solo il nostro paese poteva permettersi. Cosa può essere peggio degli sprechi dei quali siamo testimoni? Produrre altri sprechi per finanziare un'alta scuola dell'economia e della finanza che dovrebbe formare i manager nell'arte del risparmio dei soldi pubblici. Il tutto alla modesta somma di 2milioni e mezzo all'anno per retribuire 13 professori.
Avanti il prossimo...
martedì 11 marzo 2014 24 vostri commenti

Prima di cliccare pensa

Sommersi dalla tecnologia, dalle novità e dalle possibilità che la rete ci offre. Questo potrebbe essere il riassunto di questi ultimi anni. 
Aggiungiamo anche un altro dato, lo sconto.
Vi ricordate quello che con molta paura chiedevamo anni fa al commerciante? Ormai on line è d'obbligo. Il consumatore navigatore viene attirato di più dalla percentuale che vede brillare sullo schermo piuttosto che dalla tipologia dell'acquisto. Una sorta di bisogno a prescindere.
Un bene per il nostro portafoglio potremmo dire. Un bene per le società che commerciano, per le società come Privalia che prevede conti in aumento. 
Allora perché la stessa società vuole licenziare 50 dei suoi 118 dipendenti italiani? La risposta è chiara purtroppo. Trattasi di risparmio suo lavoratori, aumento di ore per gli altri e aumento dei dividendi e premi per dirigenti e azionisti.
Siamo certi che questi siano i nuovi "benefattori 2.0"?
Si potrebbe iniziare a mettere in relazione i guadagni di queste società con il numero di dipendenti impiegati, per non parlare delle tasse pagate.
Prima di cliccare pensa.
martedì 28 gennaio 2014 26 vostri commenti

Crisi di classe

Eh la crisi!
Ci addormentiamo, di solito, con questa frase per risvegliarsi e sentire di nuovo... eh la crisi!
Questo è ormai il nostro programma quotidiano.
La crisi c'è, lasciatemi dire da parecchio per molti, questo è chiaro e fuori da ogni dubbio, basta fare un giro nei supermercati e controllare la spesa delle persone, i carrelli e quanto stanno davanti ad un banco prima di acquistare.
Però attenzione la crisi non è dappertutto. Perché quello che spesso non dicono i "cosiddetti esperti" è che la crisi c'è per alcuni mentre per altri il "bel tempo" è sempre presente. Giusto per ricordare che le classi esistono ancora.
Il grande paradosso è che noi che sentiamo e possiamo toccare ogni giorno il problema dei salari e dei prezzi, siamo gli stessi che ce la vediamo sbattere davanti ogni giorno questa frase dai nostri datori di lavoro che utilizzano molte volte inappropriatamente lo spauracchio dei licenziamenti e della mancanza di lavoro per far accettare qualunque cosa ai propri dipendenti.
Nel frattempo però dove splende sempre il sole la crisi non si fa sentire e come per magia i soldi che per i poveri sfortunati non ci sono mai, anche in tempi cosiddetti positivi,  per quelli che in fondo non ne avrebbero bisogno compaiono.
Se poi vogliamo aggiungere che di solito chi fa girare l'economia sono le classi medie e basse il cerchio si chiude e il panorama è fornito.
Ma cosa ci volete fare... la crisi!
venerdì 18 ottobre 2013 11 vostri commenti

14

Finalmente potrò provare l'ebrezza del potere d'acquisto.
Dal prossimo mese i miei occhi potranno tornare a brillare come quelli di Scrooge rimirando i 14 euro sulla mia scrivania impilati e gentilmente concessi dal governo. Me li immagino in diversi formati. Sette da due euro oppure 14 da un euro o magari due fogli da 5 e due pezzi da due.
Potrò spargerli nella mia sala e buttarmi come Paperon de' Paperoni mettendo davanti alla porta di casa i cartelli ACHTUNG, VIA, SCIO' per evitare che qualche bassotto residente sul pianerottolo possa solo pensare di portarmeli via.
E poi aspettare il mese dopo per contarne altri 14. 
Fare qualche impegno di spesa. Qualche quaderno per i nipotini potrebbe uscirci, poi un libricino da un euro, i Vigorsol, le sigarette no perché sono aumentate, per la benzina direi che con 14 euro non mi fanno nemmeno fermare al distributore, magari faccio un passo alla Lidl e trovo una di quelle magiche offerte inutili che però fanno pensare di rimanere all'interno del circolo dell'Economia.
Grazie governo, grazie non vi scrivo una lettere di ringraziamenti perché nei 14 euro non rientra il costo del francobollo.
lunedì 30 settembre 2013 25 vostri commenti

Ma esattamente per cosa dovremmo essere dispiaciuti?

Per cosa esattamente dovremmo essere dispiaciuti in questo lunedì autunnale post crisi di governo? Del fatto che lo spread si alzerà? Del fatto che le borse crolleranno? Ci si potrebbe disperare perché non c'è mai sta stabilità in questo paese?
Domande... tante. Di certo c'è il fatto che ormai sono anni che ci viene detto che bisogna stare buoni e bravi ed ingoiare tutto per il bene dell'economia, del mercato, turarci il naso sempre a prescindere. Qualcuno di voi si è accorto di qualcosa?
Fino ad oggi io ho visto un governo di tecnici che ha fatto pagare la crisi ai soliti, che ha fatto una legge Fornero che riporta il paese indietro di 200 anni dove tra le altre cose non si conteggiano i giorni di 104 per la pensione, un governo che ha messo le mani nel portafoglio di molti italiani tranne quelli dei salotti buoni e a quelli sotto l'egida di santa madre chiesa.
Poi abbiamo assistito all'ennesimo suicidio del centrosinistra (diciamo centro) alle elezioni seguito da una strategia di masochismo politico sia da parte del Pd che dei cinquestelle. Per arrivare al dalemiano sogno di governo con un plurindagato e ora anche colpevole per legge con al seguito la sua corte. Insomma la grande coalizione, voluta da Napolitano e i suoi sagg,i che non ha neanche preso in considerazione la riforma della legge elettorale, che ha lasciato tutto ciò che la Fornero aveva fatto comprese le lacrime.
Molti parlano di "bene del paese" dimenticando però che per quelli che stanno al piano di sotto le cose non cambiano mai, nel senso che comunque vada chi ha poca voce e chi non conta si troverà schiacciato dai provvedimenti del governo... disoccupazione che sale, contratti di qualunque tipo, tagli alla Sanità e alla scuola, Iva, tasse sulla busta paga in aumento, addizionali, spazzatura, benzina e molto altro, sia con spred alto che basso.
Insomma esattamente per cosa dovremmo essere dispiaciuti se cade questo governo? 
martedì 2 aprile 2013 16 vostri commenti

Come dice il saggio?


Ora non per fare il disfattista e il puntiglioso ma se alla voce SAGGIO si legge una tale definizione...

"Di persona, capace di seguire la ragione in ogni circostanza, con equilibrio e prudenza"

...come si può coniugare con uno (per la precisione quello nella foto sopra) che solo qualche mese fa ci donò una massima da appuntare sul nostro Moleskine...

"Come da copione, a pochi giorni dal voto il partito della magistratura politicizzata sta entrando in campo per sparare i suoi fuochi d'artificio contro esponenti del centrodestra"

...e durante la bufera Ruby abbattutasi sul cavaliere pose una sola condizione...

"Voglio vedere i preservativi..."

Da uno così (sempre per la precisione quello nella foto sopra) accettereste saggi consigli sulla vostra esistenza?


giovedì 28 marzo 2013 10 vostri commenti

Si, ma esattamente per domani cosa vuoi fare?

Perché bisognerebbe che questa gente si rendesse conto che per la maggioranza delle persone è importante domani. Il conto che bisogna pagare, l'affitto.
Domani hai un colloquio di lavoro? No...
Domani riesci a prendere i soldi in banca? Siamo in rosso...
Domani facciamo la spesa? Non mi hanno dato lo stipendio questo mese...
Domani posso fare il pieno? La benzina costa troppo.
Domani posso prendere l'autobus? No c'è sciopero.
Domani posso andare a scuola? No c'è sciopero.
Domani vado al collocamento? Lascia perdere.
Domani vado a chiedere un mutuo? Hanno detto di non presentarti nemmeno.
Domani devo pagare le tasse? Non so cosa dirti.
Domani devo andare a fare un esame in ospedale? Lo hai prenotato 5 mesi fa, sei già guarito o peggio.

"Noi abbiamo un progetto politico a 30 anni per il Paese, siamo disposti a prenderci le nostre responsabilità, riprenderci il nostro Paese: abbiamo credibilità perché non sono 20 anni che parliamo senza realizzare nulla di quello che viene promesso nelle competizioni elettorali"

E chiaro che certe prese di posizione di alcuni partiti sono dovute all'avvento dei 5stelle, ma si vogliono risolvere le questioni o fare dei bignami di filosofia politica? Francamente di  insulti e parolacce abbiamo fatto il pieno anche nella prima repubblica.
Quindi sinceramente... ma di cosa stiamo parlando?
lunedì 1 ottobre 2012 15 vostri commenti

Che fare? Problemi scottanti della nostra assenza di movimento

Credo, in piena sincerità, che ancora più male della cattiva politica, della corruzione, del malcostume, dei licenziamenti e dei tagli faccia il silenzio.
Non riesco a capire come uno stato come il nostro in perenne crisi da anni, e in pieno disastro economico in questo momento continui a navigare tranquillamente. Anzi dico meglio, non lo stato le persone, la gente, gli italiani, quelli che si lamentano dei politici, quelli che si ascoltano in giro e sparano sentenze su cose che magari non conoscono. 
Risulta davvero difficile riuscire trovare una spiegazione ad esempio sul fatto che non sia stato proclamato un sciopero generale, ma veramente generale, da fare in ogni città e non solo a Roma o a Milano. Uno sciopero generale che richiami tutti in piazza, dal dipendente pubblico al precario, dal disoccupato al commerciante. Tutti insomma. La riposta è che nessuno lo farebbe, a parte i soliti logicamente. Già perché quello che la massa non capisce, e non solo, è che niente soldi niente consumi.
In questo includo anche la continua indecisione del sindacato (e divisione in molti casi). Mi domando cosa altro deve succedere per proclamare uno sciopero generale?
Prendo ad esempio la mia Regione.
In questo momento nel pieno silenzio di tutti, giornali compresi, stanno tagliando spese sanitarie e chiudendo ospedali facendo scelte  che ci portano ad un livello di inciviltà imbarazzante. Tutto in nome della spending review (mi fa schifo solo a pronunciarla sta parola). 
Per quanto riguarda le persone disabili che devono seguire ad esempio un piano riabilitativo che cosa succede? Succede che parte la forbice delle Asl e ZAC! si taglia... e poi chissenefrega che  cosa succederà a quella persona. Per loro è riabilitata, non si scende nel particolare. Si taglia punto, perchè per queste persone trattasi solamente di numeri. 
Parlo per la mia regione, la Liguria, e la mia città ma immagino anzi sono sicuro che in altri contesti stia succedendo la stessa cosa.
Quindi come direbbe Lenin Che fare?
Bella domanda... direi. Purtroppo, la nostra risposta (la sua sarebbe chiaramente differente) è niente. Si niente perché la gente con la doppia GGGGG non si muove, o meglio lo fa solamente se si tratta dei propri interessi personali. In questa maniera si spiegano assemblee sindacali semi deserte e scioperi fatti solo dai soliti 4 gatti.
Lo ripeto il silenzio fa ancora più male di tutto il resto, l'immobilismo di questo popolo fa rabbrividire e lascia carta bianca a chi ci comanda, a dirigenti senza scrupoli che non pensano a tagliare il proprio stipendio prima di togliere servizi indispensabili per alcune persone, a politici che mentre la nave affonda sono sul ponte a stappare bottiglie di champagne di prima classe, a imprenditori che ogni volta che parlano sputano sui diritti dei lavoratori. 
Ma del resto se vedete un massa state tranquilli non si tratta di una manifestazione, ma probabilmente di una coda davanti ad un negozio di alta tecnologia.

lunedì 3 settembre 2012 27 vostri commenti

Niente da fare, troppo comunisti

Si dice che il tempo piano piano metta a posto tutto, accomodi le cose, risolva i problemi andando a smussare ciò che è spigoloso e a volte pericoloso. Così sembra anche la soluzione adottata dalla politica italiana, il tempo e i suoi tagli, la mannaia della spending review che si abbatte a destra e a sinistra calpestando in molti casi la dignità delle persone e il diritto almeno alla sopravvivenza.
Così abbiamo letto in questi giorni di disoccupazione giovanile aumentata, di sanità ridotta ai minimi termini e tutto quello che già sappiamo.
Qualcuno potrebbe dire che è l'unica soluzione, qualcun altro potrebbe dire che le altre vie sono solo utopistiche. 
Altri, invece, in altri paesi le mettono in atto. Così leggendo una mail che mi ha passato un'amica si scopre che l'utopia a volte può essere realtà.
Accade che in Francia un certo signor Hollande non si allinei completamente alle soluzioni delle banche. Abolendo il 100% delle auto blu mettendo all'asta il parco macchine indirizzando il ricavato sul  welfare. Inviando lettere di "invito" all'uso della propria macchina agli ali funzionari con tale allegato “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. Fate voi, 345 milioni di euro risparmiati utilizzati per finanziare istituti di ricerca dando lavoro a 2560 giovani scienziati disoccuapti. E ancora, abolendo il concetto di scudo fiscale, stabilendo un'aliquota pari al 75% per tutte le famiglie che al netto guadagnano più di 5 milioni di euro all'anno. Già ci sono anche quelle. Assumento così 59.870 disoccupati.
Inoltre, udite udite, ha sottratto sovvenzioni statale alla chiesa pari a 2.3 miliardi di euro, soldi che andavano a licei privati esclusivi. Con quei soldi si costruiranno 4500 asili nido  e 3700 scuole elementari.
E non è finita. 
Bonus cultura presidenziale che  consente di pagare tasse zero per cooperative che aprono librerie indipendenti assumendo almeno due laureati disoccupati o cassintegrati. Aboliti i sussidi governativi a rivistucole e fondazioni, e istituzione di comitati per u maggior contollo dei finanziamenti.
Stipendi dei funzionari governativi decurtati del 25%...
Del 32% quello dei parlamentari...
Del 40% quelli di tutti i dirigenti statali che guadagnano più di 800mila euro.
Utilizzando il risparmio dei tagli per un fondo garanzia welfare  per "donne mamme singole"  in situazione disagiate, assicurando loro uno stipendio garantito mensile per la durata di 5 o 3 anni (a seconda dell'età del bambino).
Come per magia tutto ciò in pareggio di bilancio, con spread sceso  e inflazione stazionaria.
Tolto che ogni paese ha i suoi problemi, ma dico  perché da noi si punta sempre sui tagli alla sanità, alla scuola  e alle buste paga mentre il resto è visto come  utopia?

lunedì 2 aprile 2012 18 vostri commenti

Incontro ravvicinato col fancazzismo... quando il pericolo è dietro l'angolo.

Il rischio è quello di risultare monotoni, ma la realtà ci porta sempre allo stesso punto anzi ancora più in basso. Mentre nel palazzo stanno giocando a chi riesce ad essere più di destra di tutti il lavoro latita, e questi si ostinano a dire che dobbiamo essere ancora più licenziabili, ancora più elastici...


...si ma cheppalle Ernest sei monotono cambia un po' discorso dai, basta con questo pessimismo cosmico dai , guarda oltre l'infinito!
Ma chi sei!
Ma sono il lato fancazzista-liberista che si aggira per l'Europa in cerca di proseliti anche tra i blogger...
No guarda con me non ce la puoi fare...
Non dire così se non mi hai mai provato su...
Oh senti giusto perchè è lunedì e ho un sonno allucinante..allora ci provo vediamo proviamo con questa...


...va beh dai ora non esagerare non ho detto di raccontare barzellette su il tuo non è un blog di satira! Coraggio!
Vediamo allora mi sforzo adesso lo giuro non posso deludervi, vi ho già deluso quando vi ho confidato di aver fatto l'asilo e le elementari dalla suore Dorotee. Questa....


...senti io apprezzo il tuo tentativo ma non ti ho chiesto di fornire a chi ti segue un antidoto contro i discorsi di Bersani. Ragassi io chiedo applicasione e tu mi rispondi con delle bambole pettinate forsa dai puoi fare di più Ernest!
Si scusate ho avuto una domenica difficile ho visto servire delle trofie al pesto che sembravano cemento dell'Impregilo mi devo ancora riprendere. Ci provo...


...ohhhh bravo Ernest finalmente hai capito cosa vuole l'italiano, devi parlare anche te di queste cose, dei bocconiani, devi darti al gossip, anzi guarda in questo caso poi c'è anche un po' di politica così anche tu potrai dire di aver dato un contributo contro il signoraggio delle banche. Bravo!
....
....
....
Noooooooo! Non ce la faccio...


Come non detto, torno in parlamento...
venerdì 30 marzo 2012 21 vostri commenti

Io mi preoccuperei...



''Abbiamo fatto una riforma delle pensioni seria e severa che ha portato cambiamenti importanti. Si sono creati problemi, gli esodati sono uno dei problemi, me ne faccio carico, non li ho dimenticati. Sono di piu' dei conti che abbiamo fatto Troveremo una soluzione equa'' 


Siccome mi hanno insegnato a parlare come mangio, traduco...

"Abbiamo fatto una riforma delle pensioni fregandocene di chi ne dovrà subire i danni. Si va beh dai c'è qualcuno che non prenderà stipendio e pensione per anni rimanendo senza ammortizzatori sociali perchè aveva preso accordi individuali e collettivi non tenendo cont che sarebbero arrivati i magnifici professori della Bocconi. Cazzo, scusate,  io l'avevo detto a Monti che per fare bene i conti avremmo dovuto prendere una calcolatrice ma quello per risparmiare ha voluto usare l'abaco. Quindi abbiamo sbagliato numero chessarà mai su... comunque sto già pensando alla soluzione, ad esempio per gli anni che mancano potrebbero venire a turno a casa mia a per sistemare il giardino."

C'è chi parla di 50mila, poi 65mila per altri il numero potrebbe essere 350mila se non di più. Il punto è che questi "professori" hanno fatto una riforma non tenendo nemmeno conto delle persone che obbligherannoa rimanere per anni senza NIENTE, SENZA NIENTE.

Qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che questo non è un governo tecnico ma è pura politica liberista di destra fatta da personaggi snob e presuntuosi.

Ci pensa lei ha detto.
mercoledì 28 marzo 2012 17 vostri commenti

Scusate potreste rifare il sondaggio, perchè non ero in casa!



Magari ero distratto, forse ero ad allenamento, o forse a fare le prove di teatro, no magari ero da mia madre a prendere i ravioli co' u tuccu, o forse dormivo... si sicuramente dormivo. Comunque a me non l'hanno chiesto.
E alle persone come lui, lo hanno chiesto?


E a quelle come loro lo avevano chiesto?


No, direi proprio di no. Troppo impegnati a parlare con i grandi del pianeta, troppo presi da partecipare a convegni con i vertici delle superbanche magari per decidere un altro prestito all'1% per poi chiedere ai poveri sfigati il 4,5% quando va bene.
Mah... con chi avrà parlato, lo sa solo lui.

venerdì 23 marzo 2012 15 vostri commenti

Se lì dove avete messo la riforma del lavoro ci mettete anche una scopa... vi ramazziamo la stanza!

Quella maglia non l'avrei messa, ma non perché sono un perbenista, pseudo buonista no, è solo una questione di scelta, di gusti e di messaggi da lanciare. Non la metterei perché la morte non la auguro a nessuno, anzi a quelli come la Fornero augurerei proprio di vivere come la gente comune con mille euro al  mese, ogni tanto.  Forse però non posso neanche dirlo perché per ora, per fortuna, il lavoro ce l'ho ancora.
Credo che ognuno debba sentirsi  libero di portare la maglia che vuole, assumendosi la responsabilità di quello che porta addosso e questo vale anche per chi rimane in fotografia accanto ad una persona che indossa una maglietta così.
Ma il punto è un  altro, anzi sono altri.
Quello che sta succedendo in questi giorni rafforza ancora di più in me la convinzione che Monti e company non hanno idea di cosa vuol dire "vita reale", prendono decisioni sulla vita delle persone pensando solo ai numeri non tenendo conto che poi VERAMENTE ripeto VERAMENTE i loro atti cambiano la vita alle persone e la rovinano anche. E allora ecco che l'esasperazione, la rabbia, la disperazione portano anche a slogan  come questi. 
Forse i signori ministri si credono reali del XV secolo abituati a non rispondere alle domande della gente, forse siamo troppo SPORCHI, BRUTTI E CATTIVI per loro. Forse dovremmo metterci magliette con su scritto PREGO TRA 5 MINUTI FACCIO CADERE UNA SAPONETTA E VOI POTETE FARE QUELLO CHE VOLETE. Forse per loro sarebbe meglio, ma purtroppo la vita per chi sta fuori è difficile, e allora torni a casa trovi bollette infinite, vai a lavorare per i soliti quattro soldi di merda mentre il tuo capo continua a trattarti come un servo, chiami quelli dell'assicurazione e ti dicono che anche quest'anno c'è un aumento di 20 euro per le tasse della provincia, magari ti chiama tuo marito o tua moglie in lacrime dicendo che l'hanno licenziata, oppure che la direzione l'ha chiamata per comunicarle che purtroppo non andrà in pensione "sa' la crisi". E allora che fai ti incazzi, non ti resta che manifestare, ti metti una maglia addosso con uno slogan e vai in piazza. 
E dopo partono le pietre lanciate dalle anime immacolate, lanciate da un parlamento non votato dal popolo, pieno di indagati, corrotti, salvati dagli amici degli amici, razzisti, affaristi e pluripagati proprio da chi quella maglietta indossava. 
Su quella maglia forse avrei scritto un'altra frase. Tipo "Fornero prova a vivere davvero" già perchè quelli come lei, e sono tanti (non solo al governo), non hanno mai vissuto nella vita vera ma in un film in replica da anni, sta a noi staccare il tasto STOP.

giovedì 22 marzo 2012 15 vostri commenti

Flic dans la tete

Strano paese il nostro, lo abbiamo detto tante volte e mai come oggi vale questa considerazione. 
Si proprio strano, perchè quello che in questi mesi i nostri tutori che sono al governo hanno messo in atto, mesi fa avrebbe portato all'indignazione della gente.
Già, la gente. Perchè è di questo poi che parliamo, gente, persone, popolo, cittadini che da anni ormai sembrano essere travestiti da pattumiera dell'immondizia, stracolma di spazzatura e riempita ogni giorno. 
Accettiamo tutto. Ieri sera facendo zapping mi sono ritrovato ad ascoltare un pezzo di Paolo Rossi in cui descriveva il popolo non più come cittadini ma come pubblico. E il pubblico si sa guarda da casa, televota, s'indigna un po' e poi va a dormire.
Ecco noi dormiamo da 40 anni direi. Lo abbiamo fatto con la democrazia cristiana, poi con i socialisti e infine col Berlusca. Abbiamo accettato le considerazioni di quelli che dicono che gli ideali di una sinistra vera sono sorpassati e anche indirettamente abbiamo sposato il capitalismo, siamo entrati nelle sue trame, non sappiamo come ma lo abbiamo fatto e ora non troviamo la via d'uscita.
Ho letto la proposta di riforma del lavoro, ma potevo anche non farlo. Perchè di sbagliato c'era già  la partenza, il fatto che questi "baroncini" dell'economia de noatri disprezzano chi lavora veramente, disprezzano la concertazione sindacale, disprezzano chi si oppone mettendoli davanti alla questione "guardate che stiamo parlano di uomini e donne"
Ma in fondo forse non è nemmeno colpa loro. Si perchè loro non la conoscono questa realtà, non l'hanno mai vissuta, e noi  abbiamo permesso tutto ciò, abbiamo firmato contratti in bianco ad una società che arricchiva i pochi per togliere ai tanti, abbiamo sorriso alle battute dell'imperatore di turno continuando a dire che non era nudo. 
Siamo complici.
Accostate l'orecchio alla vostra finestra. Sentite qualcosa? No direi proprio di no, non sentite niente. Invece dovreste sentire milioni di persone marciare per le vie ogni giorno, per protestare uniti senza differenza di categoria. Ma questo non avviene e non avverrà, perchè ci tengono in vita, sospesi in un limbo economico che riesce a mantenere il sistema.
Se loro non arrivano a fare pressioni, a censurare, a reprimere e a ordinare... ci pensiamo da soli state tranquilli. Tutto merito del  nostro FLIC DANS LA TETE, il poliziotto che ormai abbiamo dentro la testa, quello ci immobilizza davanti ad un dirigente, quello che fa chinare sempre la testa, quello che ci fa pensare che in fondo magari hanno ragione, che chiediamo troppo, che forse dovevamo stare più attenti alle lezioni di economia quando dicevano che un paese senza con una disoccupazione imbarazzante il lavoro aumenta solo se puoi licenziare di più.
mercoledì 14 marzo 2012 18 vostri commenti

Con i primi 3000 bollini in regalo la vostra sopravvivevenza

Un giorno qualunque, di un anno qualunque,  in una qualunque zona d'Italia...

Avanti... chi offre di più!
Forza forza ne abbiamo ancora poche.
Là in fondo il signore con la cravatta quanto dice 4 no no troppo poco.
Avanti su che forse è l'ultima signori e signori poi chissà se ne avremo delle altre non si sa mai meglio essere previdenti nella vita. Volete fare come quello  famoso che l'altra volta è rimasto fermo in autostrada.
Avanti... come dice?! 10 al litro? Uhmmm.... non mi frega lei, quello era il prezzo di 4 giorni fa amico del sole!
Suuu gente, ma come, voi siete il popolo del 2000 quello che non ne può fare a meno, quello che si è fatto infinocchiare dall'autodipendeza, quello che vuole sempre di più e ritrova l'orgoglio di essere l'uomo solamente quando possiede una macchina che va più veloce di quella del vicino e che consuma come un elettore del pd al banco del bar dopo un discorso di Veltroni a reti unificate, e state li senza dire una parola. 
Insomma avanti miei figli di Prodi!
Su tirate fuori il portafoglio seguaci dei MontiPayTu!
Coraggio...
Ueè baluba! 5000 vanno bene?!?
Vediamo... Uhm... va beh oggi mi voglio rovinare ci vado in pari. Andiamo con in 5000, Pino pacchetto Swarosky per il signor...?
Silvio.
Solo Silvio?
Basta quello... tranquillo.
Immagino. Bene allora gente dicevamo....
Oops.... trovata un'altra tanica di benzina incredibile. Partiamo da 5000 euro al litro allora signori.
Regalata. RE GA LA TAAAAAAAA!
E poi non dite che il mercato non viene incontro alle esigenze della gente.!


Scccccccccc! 
Non ditelo al governo.

venerdì 9 marzo 2012 19 vostri commenti

Casomai a noi non ci ha regalato mai niente nessuno!

Allora fatemi capire una cosa. Prima da quelle parti diceva che non c'era crisi, che andava tutto bene, che era solo la solita balla dei comunisti fissati, che la vita è bella grazie alla pubblicità e che tutti siamo in un reality.

«Un'azienda come Mediaset in una fase di rallentamento della dinamica dei ricavi ha deciso di non intaccare i propri livelli occupazionali. Ma è evidente che se non si pongono le basi per una ripresa dell'economia e del mercato pubblicitario sarà inevitabile farlo. E come Mediaset, molte altre aziende italiane saranno costrette a farlo»

Parole di Confalonieri, capito bene? Noi per adesso non licenziamo ma se non fate qualcosa lo faremo. E secondo voi stanno parlando degli pseudo presentatori che ogni giorno compaiono sui teleschermi e guadagnano cifre assurde oppure parlano degli sfigati che lavorano in azienda a 1000euro o qualcosa di più?
E poi una chicca finale signori e signori, l'argomento è logicamente quello televisivo e nello specifico le frequenze digitali, "il beauty contest"....

«Il nostro cammino per la rivoluzione digitale è iniziato nel 2001 con la legge che ci obbligava al nuovo standard. Sono passati undici anni e ancora stiamo con il beauty contest, la procedura di assegnazione delle frequenze in grado di chiudere la procedura europea, sospeso» per quanto riguarda le frequenze da assegnare «non c'è nessun regalo, a noi non ci ha regalato mai niente nessuno».

A NOI NON CI HA REGALATO MAI NIENTE NESSUNO!
A NOI NON CI HA REGALATO MAI NIENTE NESSUNO!
A NOI NON CI HA REGALATO MAI NIENTE NESSUNO!

Già mai niente nessuno...

«Ho fatto tanto per aiutarlo per la campagna elettorale a Milano...  quello che ci deve fare la legge sulla televisione... E poi ci ha in giro gli Andreotti, i Forlani, tutta 'sta gente qui, che è gente di buon senso...»

lunedì 27 febbraio 2012 32 vostri commenti

100 non più 100

E alla fine siamo arrivati a 100. Una sorta di ruota di Ok il prezzo e giusto, girata più volte, con la folla urlante che fa tifo da stadio Ceeentooo! Ceeentooo! Ceeentooo!
Qualcuno c'è arrivato con le proprie gambe, qualcuno perdendo pezzi, altri arrancando, altri ancora strisciando e qualcuno invece non c'è arrivato del tutto.
Abbiamo assistito a presentazioni in pompa magna, con tanto di lauree sfoderate, proclami di austerity con tanto di lacrime per poi passare subito dopo alle minacce, ai diritti obsoleti che non danno la possibilità al paese di decollare. Con tanti che dicevano "beh si vede già a differenza!"
Ci siamo presi le nostre prediche sul fatto che siamo troppo mammoni, qualcuno in passato troppo papponi, troppo radicati al luogo di nascita, noiosi nel chiedere il posto fisso e sfigati che guadagnano 500euro al mese.
Siamo stati testimoni di incontri in doppio petto in America, in tutta l'Europa con al seguito una sorta di carrozzone delle preghiere di compassione in movimento.
Poi abbiamo atteso i provvedimenti, ci siamo accorti che i destinatari erano sempre gli stessi come negli ultimi 50 anni e ci siamo presi l'ennesima tirata d'orecchie per le nostre perplessità.
Qualcuno che doveva andare in pensione ha messo da parte i suoi programmi.
Chi è proprietario di una casetta normale si è sentito un megaproprietariogalattico e chi ha un lavoro a tempo indeterminato si è sentito sempre più monotono.
Abbiamo visto loro, i partiti, che in 17 anni non hanno saputo mettere le tasse a chi è ospite in questo stato, non sapendo neanche tradurre in legge una disposizione europea, ed esultare poi per un provvedimento richiesto da anni dal popolo.
Ci hanno detto che era per il nostro bene...
Ci hanno detto che rischiavamo il dafault...
Ci hanno detto che eravamo ad un passo dal baratro...
Che la disoccupazione sarebbe aumentata...
E ora?
Leggiamo di uomini e donne che si tolgono la vita perchè non arrivano a fine mese, leggiamo si spese militare folli, leggiamo di tagli alla sanità pubblica, leggiamo di disabili lasciati senza servizi e di anziani che dovranno stare a casa perchè nessuno li può più seguire, leggiamo di articolo 18 da eliminare per il nostro bene, leggiamo che in fondo è colpa nostra se non c'è lavoro perchè non siamo elastici, leggiamo che per aumentare l'occupazione dobbiamo essere licenziabili, leggiamo buste paga ferme da anni, leggiamo che in Grecia (chi ha un lavoro) guadagna più di noi, leggiamo di doppi incarichi dei nostri, leggiamo di una giustizia che nonostante l'Imperatore sia in un cassetto per adesso viene comunque attaccata...
Non leggiamo di lavoro, di rispetto della dignità dell'uomo, non leggiamo di politiche per aiutare i giovani a comprare  case, non leggiamo di provvedimenti contro quelle banche che seppure aiutate dal governo sbattono fuori chi chiede un mutuo, non leggiamo di una politica degli stipendi, non leggiamo di rispetto dell'ambiente.
Non leggiamo, non scegliamo e abbiamo delegato da anni ad altri il nostro diritto dovere di scegliere.

giovedì 16 febbraio 2012 21 vostri commenti

Quando rimane un minuscolo buco per vedere alcune vite

Ero li indeciso sul da farsi.
Votare per ripescare Gene Simmons che duetta con SuperGigiBros oppure attendere con ansia il prossimo Prisencolinensinainciusol che ci illuminerà su quello che sappiamo già e noi poveri mortali ripetiamo da anni. Oppure attendere ancora un po' per leggere i mega titoloni del dopo, con le critiche delle critiche delle critiche alle critiche. Già decisamente indeciso.
Poi una luce lontana blocca il mio sguardo. Mi risucchia come avvolto dall'Iperspazio con tanto di biglietto all'entrata e pagamento all'uscita. 
Una stanza vuota. Tre porte.
Non si può fare come il Pd bisogna decidere. Allora vado, apro quella di sinistra. Scelta scontata, ma sono de coccio che ci volete fare. Apro... una luce fortissima, un tabellone luminoso da stadio...

...un fascio di luce, le lettere si staccano dal tabellone, cercano di uscire. Chiudo la porta, ma loro spingono. Una L così incazzata mai vista prima. E gli 80 che provano ad uscire da sotto. SLOT! Chiusa.
Lo sguardo passa automaticamente su quella affianco. Passo felpato, molto accorto, la mano che si allunga, la maniglia che va giù. Niente luce per ora. Sbircio, buio e poi TON, BOOM... prima una C sulla testa poi la O la R di nuovo la R  la U e poi di seguito tutto addosso...


...qualche lettera esce dalla porta, riesco a riprenderla infilo tutto dentro e SLOT! Chiusa.
Che fare!
La prossima quella di centro! Od(d)io il centro!
Vado. Mano salda sulla maniglia. Silenzio.
Entro, mi muovo lentamente. Ancora silenzio.
Poi mi accorgo  che in fondo c'è un buco e una luce che filtra. 
Mi accosto e guardo...


...la vita.
Vera.

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