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lunedì 10 giugno 2024 5 vostri commenti

Per gli altri

 


Al generale ho sempre preferito un sorriso. 

Può bastare? No sicuramente. Il nero che abbiamo attorno è sempre più scuro, ma non lo scopriamo adesso e non può essere un voto a farcelo capire. Si vede dalla quotidianità, dall'individuo che prevale sulla collettività, dal menefreghismo, dalla guerra tra poveri che c'è in atto in ogni angolo del mondo. 

Arrendersi? Mai. Dovremo stringerci sempre di più per non sentirci soli e tendere una mano a chi resta indietro. Sono sempre di più. 

Iniziamo col finirla di domandare a qualcuno di fare per noi. 

E facciamo noi, per gli altri. 

martedì 13 giugno 2023 11 vostri commenti

Quando non tocchi mai il fondo

Nel 2022 ci sono stati 1090 morti sul lavoro.

Nemmeno un'ora di lutto nel Parlamento della vergogna.
martedì 16 maggio 2023 20 vostri commenti

Déjà vu

Sembra un film già visto ciò che sta succedendo in Rai. Terreno di spartizione politica da sempre, con modalità differenti che ci hanno visto testimoni. 

Come dimenticare il diktat di Berlusconi contro Biagi, Santoro e Luttazzi. Oppure i continui attacchi, nemmeno troppo velati, a Report. Questa volta è toccato a Fabio Fazio e la sua trasmissione. Non sono un suo fan, guardavo anni fa le prime versione di Quelli che il  Calcio, quando quello sport sembrava ancora mantenere una sorta di romanticismo. Ho apprezzato parecchi speciali di Che tempo che fa e ospiti vari ma non sono uno spettatore costante.

Ma non è questo il punto. 

Bisognerebbe davvero domandarsi che idea ha la destra di servizio pubblico televisivo visto che a breve gli attacchi si dirigeranno probabilmente su Report. Per non parlare del fatto che una politica che si permette palesemente di esultare per la cacciata di qualcuno da una canale di stato, cosa potrebbe fare, e fa,  invece con chi non ha la visibilità di Fabio Fazio? 

Questo è il punto. 

Ma non è la prima volta. Il governo, e nn solo, vuole lo Yes man. Non gradisce il giornalismo di inchiesta, non vuole mente pensanti ma sudditi perennemente inginocchiati, con la capacità solamente di leggere la velina di turno. 

Ricordo bene il periodo del berlusconismo. Pensavamo di vivere il momento più basso della storia della Repubblica. Ci sbagliavamo. Perché quel momento non è mai terminato. 

Abbiamo le prove. 

martedì 14 febbraio 2023 12 vostri commenti

Dritti contro un muro



Servirebbe una rivoluzione, che parta dall’ascolto. Dalla persona.
Ma stiamo assistendo da tempo a ben altro.
Come disse Rosa Luxemburg


“A volte mi è più prossimo il cinguettio delle cinciallegre che una riunione di partito”.


Ecco.
martedì 11 gennaio 2022 13 vostri commenti

Sabbie mobili

Da quanto tempo discutiamo sull'importanza della scuola? In questi anni ne abbiamo sentito parecchie e mai un governo ha messo al primo posto l'istruzione, l'educazione e la formazione. Mai. 

Ieri è ricominciata la scuola, dopo due anni di emergenza pandemica, nulla è cambiato. Gli spazi sono sempre gli stessi, siamo in presenza delle cosiddette classi pollaio che pregiudicano anche la didattica, che dovrebbe essere primario obiettivo per ciascuna scuola. 

E' un disco rotto ormai, ci sono argomenti che non portano voti. Non si tratta solo di colpe da dare alla politica, ma anche alla cittadinanza stessa, sempre meno attiva e sempre più disinteressata. A farne le spese sono due colonne di una normale società. La Sanità e come dicevo la Scuola. 

Ora stiamo raccogliendo le briciole e piangendo vittime. Servirebbero vere riflessioni, spunti e prese di posizioni anche coraggiose. 

All'orizzonte però nulla. A parte una vergognosa candidatura di Berlusconi alla Presidenza della Repubblica che ci porterà sempre più nel baratro. 

martedì 19 ottobre 2021 12 vostri commenti

Vai avanti te

Una volta eravamo uno dei paesi con maggiore partecipazione alle elezioni, un profondo senso del dovere, il fatto di avere ancora in mente l'aria della dittatura fascista e i tempi della lista unica, perché i soggetti che si presentavano alle elezioni erano decisamente diversi, perché noi eravamo diversi. 
I tempi erano quelli dei partiti di massa, dei comizi, dei giornali appesi fuori dalle sedi di partito, dalla partecipazione vera, fisica, dello stare insieme. Nessun click, nessun commento o condivisione sui social. Ci si doveva alzare, camminare e faticare per dire la propria. 
Al di là del piacere di vedere gente come Salvini e Meloni finire senza niente in mano, riuscendo a perdere anche Latina, roccaforte della destra, mi pare di poter dire che non sia mai una buona notizia la poca partecipazione. 
Anzi, credo che sia proprio uno dei mali della nostra epoca, dove basta premere i tasti di una tastiera per pensare di avere "fatto la rivoluzione". 
Questo succede a tutti i livelli, anche nelle tanto "odiate" assemblee di condominio.
Chi fa politica raramente si pone delle domande rispetto a tutto ciò, idem chi dall'altra parte procede con colpi di qualunquismo del tipo "la politica fa schifo", "il sindacato non serve" e via di seguito. 
Mi pare ci sia una profonda crisi delle pensiero al "collettivo" e si proceda sempre di più su un sentiero tracciato solo per l'individuo, senza nemmeno voltarsi per aiutare chi rimane indietro. 
martedì 1 giugno 2021 6 vostri commenti

Che uscite

Vedere Brusca uscire di prigione fa male, fa davvero male. Credo però che le parole migliori le abbia dette la sorella di Giovanni Falcone, Maria Falcone. 

"Umanamente è una notizia che mi addolora, però questa è la legge, che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata".

Difficile aggiungere altro, si cadrebbe forse in banalità o peggio come qualche politico dedito alla propaganda sta facendo, dicendo che l'Italia non merita questa giustizia. Verrebbe da domandare a questi fenomeni delle percentuali del consenso di cosa si sono occupati in questi anni con il susseguirsi dei vari governi. Ma sarebbe chiedere troppo a personaggi del genere, non sono in grado di analizzare in maniera razionale le questioni. Seguono la logica del "quello che la gente si vuole sentire dire". 

Sembriamo finiti nel baratro. 

lunedì 12 aprile 2021 8 vostri commenti

Senza speranza

Sembra di assistere a quelle gare tra maschietti a chi fa pipì più lontano. 

Io apro prima, anzi apro dopo, no prima di tutti. 

Date buttate a caso per vaccinazioni ai quarantenni, se avete voglia andate a vedere il sito di Regione Liguria, mentre gli ultrafragili stanno ancora aspettando e quelli a domicilio si vaccineranno nel 2028, forse. 

Anche davanti ad una tragedia come questa stiamo assistendo al teatrino della politica peggiore. Salvini che fa finta di stare con i ristoratori mentre siede al governo, Draghi che se la prende con "i giovani psicologi" dimenticando che proprio il governo ha messo per loro l'obbligo di vaccinazione come sanitari. Il ministro della Sanità che va in Tv e parla di importanza delle cure domiciliari quando appunto ora li stiamo proprio dimenticando quelli che non si possono muovere. 

Il circo mediatico al posto della programmazione seria che dovrebbe fare un paese. Ma non siamo soli in questo caso, all'estero direi che abbiamo ottima compagnia. 

Mancano solo le maschere e poi la commedia/tragedia è servita. 

domenica 31 gennaio 2021 30 vostri commenti

Crisi... di identità.

Davvero difficile trovare le parole per commentare questa crisi di governo, in un momento in cui contiamo ancora ogni giorno 500 morti. 

Le uniche che mi vengono in mente sono da indirizzare al tipo che inneggiava ad un nuovo Rinascimento, non sapendo probabilmente nemmeno il significato di quello vecchio. 

Ecco, chi dialogo con uno del genere o si siede accanto in un governo non è nemmeno degno di nominare la parola sinistra. 

Ora sarebbe il caso davvero di ritrovare la nostra giusta identità, a volte basta guardare al passato. 

lunedì 3 febbraio 2020 12 vostri commenti

I dimenticati


Era il 2017.
Lo Spallanzani probabilmente non rientrava nemmeno nel vocabolario degli italiani. 
Gli stessi precari che ora vengono sventagliati con orgoglio nazionale erano fuori dai cancelli dell'ospedale con tanto di striscioni per rivendicare il loro diritto alla stabilità contrattuale. 
Precari a vita. Biologi, ricercatori e molti altri. 
La politica nazionale e regionale dovrebbe smettere di ricordarsi di queste persone, della sanità in generale, solamente quando diventa un veicolo di propaganda. Una foto e via con tanto di dichiarazione sull'importanza della ricerca, poi una corsa in parlamento a votare i finanziamenti magari per le armi. 
In Italia ci sono 68428 ricercatori con contratto a tempo determinato, precari, contro 47561 con contratto indeterminato. Per non parlare del fatto che il numero dei dottorati in generale si è praticamente dimezzato.
Altro che orgoglio italiano. 
giovedì 30 maggio 2019 8 vostri commenti

Maggioranza schizzinosa

Nessuna sorpresa, possiamo dirlo. Forse qualcuno pensava non di queste proporzioni ma la vittoria di Salvini a mio parere era scritta. Gli avvisi sono stati parecchi, anche tra le persone più vicine a noi, ovvero i consensi ricevuti anche dai cosiddetti insospettabili.
Il dato che dovrebbe far riflettere, ma che sicuramente nessun politico in maniera trasversale esaminerà, è l'astensione. Vero è che le elezioni europee non hanno mai attirato la grande massa alle urne, ma parliamo ormai di più di 22 milioni di cittadini che non si sognano minimamente di mettere una croce su un simbolo. Un numero elevatissimo di persone che non si riconosce in nulla, o semplicemente che si è rotto le palle. Nel 2004 l'affluenza era del 73,1%, per scendere nel 2009 al 65,5% e poi nel 2014 al 58,68%.
Non me la sento di inveire contro queste persone, per il semplice motivo che a sinistra il "tapparsi"il naso, l'accontentarsi ha portato a dei movimenti comparsi negli anni che hanno logorato il consenso e la fiducia, dimenticando spesso le problematiche del lavoro e dei diritti per occuparsi di altro, così come ha fatto anche l'Europa per troppo tempo parlando sempre più di conti e sempre meno delle persone.
Credo anche che dentro a quel 46% purtroppo ci sia una grossa parte di persone che proprio non si interessa di politica, che non partecipa e che vive la cosa come un fastidio. Questo francamente non lo condivido perché anche se il risultato finale è lo stesso un conto è non essere d'accordo con nessun programma elettorale altro invece è fregarsene. 
Ma quanti leggono i programmi elettorali?
Cosa voterà quel 46% se mai dovesse decidere di partecipare oggi come oggi non è dato sapere, forse studiando i flussi elettorali, o forse no. 
Rimane il fatto che, leggendo i risultati anche delle ultime elezioni politiche, la partecipazione sia sempre più in calo. Cosa che negli altri paesi, se non sbaglio soprattutto fuori Europa, succede da parecchio tempo.
Per quanto riguarda la Sinistra per ora mi viene solo da dire che non si può pensare di trovare consenso ogni volta solo cambiando nome e simbolo, evidentemente serve ben altro. 
O forse questo è un paese di destra, da sempre. 




venerdì 25 gennaio 2019 15 vostri commenti

Va tutto bene

Genova ultimamente sembra un pugile messo all'angolo, con la guardia alta ma a tratti con le gambe molli sul punto di cadere. Il crollo del ponte Morandi ci accompagna ogni giorno, la mente non può dimenticare quelle persone e il fatto di essere dei sopravvissuti ad una tragedia.  
Ogni mattina per molti di noi  inizia l'avventura per raggiungere il posto di lavoro, ritardi che si accumulano, minuti che diventano ore. Io sono tra i fortunati che non devono attraversare la città.
Due giorni fa anche la neve ha voluto mostrarci la sua forza, un fascino che in poco tempo si è trasformato in disagio, soprattutto per l'incompetenza di chi dovrebbe gestire situazioni del genere. Mi ha colpito la reazione di molti genovesi, in passato pronti a fare le pulci per ogni cosa ai sindaci precedenti, attaccati anche giustamente, ma ora invece folgorati dalla luce divina di questo sindaco che non fa nulla ma "lavora bene".
In noi è ancora fresca la tragedia dell'alluvione e le responsabilità di alcuni amministratori di centro sinistra. Ora però va di moda tirare in ballo "quelli di prima" anche se non c'entrano, al di là dell'operato di chi in questo momento governa la cosa pubblica. Quindi l'amministrazione Bucci viene definita come la migliore degli ultimi tempi nonostante, la vergognosa gestione del maltempo di due giorni fa, nonostante i tagli al sociale sempre più massacrato, nonostante i parcheggi si continuino a pagare una cifra esagerata (l'altro ieri 3 ore e mezza 7 euro), nonostante gli autobus del servizio pubblico si fermino per strada e potrei andare avanti. Però, perché noi siamo la Repubblica del però, ha spostato dal centro cittadino il "vergognoso", come definito da molti, mercatino degli immigrati, spostato a Ponente, mica chiuso, fuori dalla vista della Genova bene. Per non dimenticare gli ombrellini colorati e lo scivolo che non scivolava in via XX Settembre.
Del suo amico Toti che governa la Regione non ho più neanche voglia di parlare, cito solo i tagli fatti dalla sua giunta ai servizi ai disabili caduti nel nulla e il progetto di privatizzazione degli ospedali liguri.
Ma che dobbiamo dire. 
Stanno lavorando bene.

venerdì 22 giugno 2018 32 vostri commenti

Ministro della propaganda

Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale.
Ecco. Da segnare e mettere bene in testa in modo tale da ripeterlo a quelli che ancora credono alle favoline di Salvini. 
Si tratta dell'organo che ha competenze in merito alle scorte. Salvini sa benissimo che non può essere lui a decidere sulle sorti di una scorta. Ma fa una cosa terribile per aumentare consensi, insinua il dubbio, mettendo alla berlina chi ha rischiato e rischia la sua vita per avere denunciato la mafia. Quella stessa organizzazione criminale che la Lega per anni negava al Nord.
La scorta non è una cosa piacevole, questo dimenticano coloro che mettono insieme qualche lettera solo perchè hanno davanti una tastiera. 
L'intervento su Saviano è spregevole, per non andare oltre. Ricorda quelle ripicche da bambini dell'asilo tipo adesso ci sono io sullo scivolo e tu non ci sali più.
Il ruolo di ministro non è ben chiaro a Salvini, e non solo a lui, che ha deciso di rimanere perennemente in campagna elettorale. 
Migranti. Rom. Cartelle tasse non pagate sotto i 100 euro. Saviano. 
Una sorta di programma elettorale social. Già perché davvero basta fare un giretto sul web e come per magia compaiono tutte le voci dei propositi del grande statista. 
Dei grillini non riescono nemmeno più a parlare visto che non si trovano neanche più su wikipedia. Letteralmente scomparsi. Per non parlare della sagoma del presidente del consiglio, una sorta di maggiordomo di Vespa. 
E' il buio della ragione.

lunedì 11 giugno 2018 18 vostri commenti

Nasce prima il voto o l'idea?

Da  tempo ho un dubbio marzulliano che continua a ronzarmi nella testa. Oggi la politica è espressione delle richieste delle persone oppure i programmi, i cosiddetti "contratti", nascono a seconda del consenso elettorale che possono attrarre?
Gli ultimi avvenimenti porterebbero a pensare alla secondo che ho detto, come direbbe Quelo. La macedonia presente al governo sembra proprio nascere da tutto ciò. 
L'aria che tira è quella del chiudiamoci in casa, barrichiamoci, chiudiamo porti, serrature e persiane e non facciamo entrare più nessuno. Bene, primo punto del programma trovato. 
Nell'immaginario collettivo il politico a prescindere è sporco brutto e cattivo. Bene allora non può fare il politico per più di un mandato poi a casa, anche se sei bravo, anche se sei un grande statista, se hai trovato la soluzione al male del mondo. Chissenefrega, a casa. 
In piazzetta dicono che i vaccini fanno venire i calli. Bene altro punto, allora NO VAX, per ora. 
Una sorta di work in progress infinito e scritto con l'inchiostro simpatico. 
Cos'altro dobbiamo aspettarci?
lunedì 4 giugno 2018 28 vostri commenti

Anni di schiaffi

Ne abbiamo viste parecchie. 
Il 1994, la discesa in campo del cavaliere nero. Davanti un abisso senza fine. L'inizio dell'impero e lo shock di essere usciti dalla prima repubblica per entrare nella cosiddetta seconda fatta di personaggi imbarazzanti. 
Poi un'altalena di governi dal centro destra al centro sinistra passando per i tecnici. I fascisti sdoganati. La Lega che dal cappio in parlamento passa all'attacco dei giudici. Un sinistra sempre più ridotta al lumicino e un partito democratico che in maniera inarrestabile decide di rincorrere la destra,  scimmiottandola, dando il via libera alla sua vittoria. Renzi che altro aggiungere. 
Poi Grillo che dai MeetUp con tanto di banchetti nei suo spettacoli (?) passa alla piattaforma digitale, dando via libera alla democrazia 2.0, ovvero prendiamo milioni di voti ma decidiamo in 40mila su un sito. Una cosa del genere. Insomma i puri come si definivano loro, quelli che se hai già fatto politica, anche se magari sei stato bravo, sei un corrotto del sistema e quindi con te non parliamo, casomai in streaming. 
Ora. Giugno 2018. La sensazione è quella di aver fatto un giro di 360 gradi dopo aver preso lo schiaffo del soldato e dover indovinare chi ce lo ha dato. Perché probabilmente non lo abbiamo ancora capito. Di certo c'è che i puri non lo sono più, anzi non lo sono mai stati, lo streaming è solo su Netflix, fanno patti con chiunque come da manuale della Democrazia Cristiana. Quelli del cappio in parlamento con tanto di sentenza di sequestro dei conti hanno capito che l'argomento "meridionali" non poteva essere portato avanti ancora per molto, e poi per governare serve tutto il paese. E chi se ne frega della Secessione chiesta per anni, dell'ampollina sulle sorgente del Po e Borghezio col cappello da Unno. Basta. Ora nel mirino meglio mettere i migranti, d'altra parte un partito nazione ha bisogno di un nemico comune. Trovato.
Il resto ce lo mettono come sempre gli italiani, un bel mix. Inutile citarli tutti, in particolare però una menzione va fatta per quelli di sinistra che hanno dato il voto ai pentastellati innalzandoli sull'altare del nuovo partito comunista. Ecco. E come non citare quelli per i quali la parola d'ordine è lasciamoli lavorare.
Mi sa che lo schiaffo ce lo siamo dato da soli. 

venerdì 18 maggio 2018 15 vostri commenti

Coperta corta


E' davvero importante la libertà di pensiero, poter esprimere le proprie idee, battersi e schierarsi da una parte o dall'altra. Però le prese di posizione dovrebbero essere possibilmente accompagnate da fatti, spiegazioni o ancora più dettagliatamente come in questi casi da coperture. 
Badate bene che non è un regola che dovrebbe valere solo ora, ma da sempre. Il problema è che ormai siamo entrati in un corridoio buio con appesi alle pareti manifesti che invitano a spararla più grossa, a cercare l'appoggio di chiunque basta governare.
Un strada davvero pericolosa quella intrapresa, e non iniziata ora ma da parecchio, non voglio nemmeno commentare la frase inutile di Di Battista che invita ad ascoltare i bar. Essere manichei e categorici non porta mai a degne conclusioni, in molti casi la cosiddetta strada ci ha indicato la via giusta in altri invece ha sparato bazzecole supersoniche, sostenuto personaggi imbarazzanti, ventenni logoranti nonché quarant'anni di democrazia cristiana. 
Qui il problema è ancora un altro. 
Ci sono dei personaggi che hanno stilato un programma sulla scia del voto facile, fregandosene completamente dei conti, delle coperture e delle possibilità. Ma a pensarci bene davvero il problema poi non sono loro, perché i "Salvini" e i "Di Maio" li abbiamo sempre avuti sul pianerottolo di casa, abbiamo preso aperitivi con loro e pranzato assieme. 
Un paese profondamente di destra dove anche la sinistra non ha quasi mai avuto il coraggio di comportarsi da sinistra vera. 
Il risultato è questo.
venerdì 4 maggio 2018 13 vostri commenti

Per favore invadeteci

Inizia a somigliare molto a quei giochini stupidi nei quali ricomincia tutto daccapo. 
Grillo che torna vivo esclamando a grande voce che ci vuole un Referendum sull'euro quando 5 minuti prima i grillini come per magia erano tutti europeisti.
Renzi dal suo grande pulpito di consensi mai avuti che dirige un partito barzelletta ormai in preda al delirio e alle peggiori crisi isteriche. 
Salvini che torna a fare il duro sulle ruspe e parla di sbarchi che riprendono dopo che per più di un mese si è travestito da grande statista.
Berlusconi che se la ride, da anni ormai, perché ha sempre il paese in mano. 
A questo punto non scarterei l'ipotesi di richiesta di invasione. 

venerdì 20 aprile 2018 12 vostri commenti

Fermi

Un giorno qualcuno scriverà sui libri di storia come abbiamo fatto a finire in questa situazione. Le ragioni saranno tante, non solo politiche, ma anche sociali, derivanti da comportamenti dei singoli cittadini. Gli stessi che dopo aver tirato le monetine a Craxi, idolatrato Di Pietro, nelle urne il voto lo diedero a Berlusconi. 
Così adesso ci ritroviamo con due personaggi, Di Maio e Salvini, e i loro rispettivi movimenti, che si presentano con un programma fatto di pongo, modificabile a seconda dell'esigenza, a secondo dei voti che uno vuole prendere. Tendendo la mano da una parte e un po' dall'altra tanto per entrare nella stanza dei bottoni. Poi il resto poco importa. 
Questa è la politica dell'oggi l'Unione Europea va abolita, domani invece ne voglio far parte, dell'oggi voglio pagare il caffè con la lira e domani prendere lo stipendio in euro, del vaccini no, vaccini si e vaccini forse. 
Nel frattempo abbiamo aziende che chiudono, contratti imbarazzanti con sempre meno diritti e stipendi fermi da anni, conti correnti in picchiata tanto che nel 2017 anche la Spagna ci ha superato. 
Ma noi siamo lì con la Casellati vien dal Mare alla ricerca di una maggioranza che ha preso la maggior parte dei voti sull'onda della paura del diverso, in un teatrino dove il principale interprete è sempre lo stesso da più di vent'anni ormai. 
Con tanto di consenso degli italiani. 

martedì 13 marzo 2018 26 vostri commenti

1 su 4

Dodicimilioni e mezzo. 
Mentre si sta cercando la formula alchemica per mettere insieme Pd, M5s, Lega o il movimento W la Fisica ci sono sempre loro in questo paese che rappresentano la maggioranza. 
Chi non è andato a votare, dato più alto dalle elezioni del 1948 ad oggi.
L'unica costante che possiamo ritrovare in tutte le ultime tornate elettorali è che la maggior parte degli schieramenti davanti ai risultati continua a non prendere in considerazione coloro che decidono di non andare al seggio.
Vero è che che in questo dato magari possiamo trovare molti di quelli del "son tutti uguali" e che non leggono nemmeno i programmi.
Una percentuale di quelli che "ah perchè ci sono le elezioni oggi?".
Un altro numero di coloro che non sanno nemmeno dove hanno messo la tessera elettorale o l'hanno imbottigliata e spedita nelle isole Figi.
Tutto vero. 
Ma in quei 12 milioni e mezzo di elettori credo sia doveroso dire anche che esiste una grossa fetta di persone che non si riconoscono negli schieramenti, nemmeno in quelli cosiddetti di "protesta", nemmeno in quelli estremi per non parlare di quelli moderati.
Ecco magari iniziare a porsi delle domande, sull'identità di queste persone, sulla loro decisione di non leggere nemmeno i programmi o leggerli ma subito dopo buttarli potrebbe servire.
Forse.
giovedì 8 marzo 2018 18 vostri commenti

La gggente


In questo periodo si sente spesso dire "è la gggente (non è un errore) che lo chiede", mi stavo domandando... ma stiamo parlando della stessa gente che disse si al taglio sulla scala mobile? la stessa che per anni disse che la mafia non esiste? la stessa del voto di scambio? la stessa che guardava con occhi stralunati chi parlava di stragi di stato? la stessa che il giorno prima tirava le monetine alla prima repubblica sostenendo il pool di Mani Pulite e poi nel 1994 votò Forza Italia? la stessa che in un referendum disse si al conflitto di interessi berlusconiano? la stessa che nonostante le infinite leggi ad personam di Berlusconi continua a votarlo? la stessa che si fa pregare per scendere in piazza e poi non viene? La stessa che diserta le assemblee sindacali e ci viene solo si parla del suo problema? la stessa che non si iscrive ad un sindacato "perchè fate tutti schifo" però poi ti ferma perché ha bisogno? la stessa che lo sciopero è giusto solo se riguarda la mia situazione e se lo fanno gli altri rompono le balle al traffico? la stessa che si lamenta della legge Fornero, del Jobs Act e poi scopri che non ha mai fatto un'ora di sciopero? 
Mica per altro, solo per avere più chiara la situazione e aggiornare il database delle definizioni.

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